> A me pare una forma dialettale, ma bensì molti lo utilizzano. Si tratta
> di due avversative che si susseguono: è corretta come formula?
"Non si può dire, ma però io lo dico quando che a me mi va" (cit.)
Forse � un po' ridondante, ma per� l'unione fa la forza.
Ciao.
Epimeteo
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"... they're writing songs of love,
but not for me...
A lucky star's above,
but not for me...
With love to lead the way,
I've found more clouds of gray..."
http://www.youtube.com/watch?v=GYIp1hVISkk
(cit. non per me, ma bens� per qualcun altro)
Euh, questo sembra un calco dal piemontese! :-))
k
Ago non sa ancora che, se gli piace, basta chiamare il secondo
rafforzativo, se non gli piace basta chiamarlo pleonasmo. :-)
k
> Ago non sa ancora che, se gli piace, basta chiamare il secondo
> rafforzativo, se non gli piace basta chiamarlo pleonasmo. :-)
se ho questa possibilit� di scelta, allora vuol dire che "ma bens�" pu�
essere adoperato. Ridondante o plenastico, comunque � corretto. Giusto?
>> Ago non sa ancora che, se gli piace, basta chiamare il secondo rafforzativo,
>> se non gli piace basta chiamarlo pleonasmo. :-)
>
> se ho questa possibilit� di scelta, allora vuol dire che "ma bens�" pu� essere
> adoperato. Ridondante o plenastico, comunque � corretto. Giusto?
Difficilmente avrai una risposta netta. Per alcuni questi pleonasmi sono
sempre da evitare, per altri contribuiscono a rendere meglio il "tono"
del discorso.
I bambini delle elementari sono spesso molto attenti a non dire "a me mi"
e simili, perch� a scuola le regole - soprattutto all'inizio - devono essere
chiare e non lasciare dubbi. Poi tutto diventa pi� complicato...
E.D.
> I bambini delle elementari sono spesso molto attenti a non dire "a me mi"
> e simili, perch� a scuola le regole - soprattutto all'inizio - devono
> essere
> chiare e non lasciare dubbi. Poi tutto diventa pi� complicato...
gulp! e pensare che al liceo classico avevo ottimi voti in italiano :(((
adesso a me mi state facendo venire solo dubbi: ho recentemente acquistato
ben 2 (dico DUE) grammatiche italiane, che si aggiungono alla 3 che gi�
possiedevo.
insomma: per anni mi hanno insegnato che "a me mi" � errato ed ora tu mi
vieni a dire che � solo cacofonico, ma giusto?!
> gulp! e pensare che al liceo classico avevo ottimi voti in italiano :(((
> adesso a me mi state facendo venire solo dubbi: ho recentemente acquistato ben
> 2 (dico DUE) grammatiche italiane, che si aggiungono alla 3 che gi�
> possiedevo.
>
> insomma: per anni mi hanno insegnato che "a me mi" � errato ed ora tu mi vieni
> a dire che � solo cacofonico, ma giusto?!
Giusto direi di no, scrivendo lo eviterei senz'altro, ma se qualcuno mi
correggesse un "a me mi" mentre parlo... mi difenderei a spada tratta.
E.D.
> Giusto direi di no,
se non � giusto, allora � sbagliato!
>scrivendo lo eviterei senz'altro, ma se qualcuno mi
> correggesse un "a me mi" mentre parlo... mi difenderei a spada tratta.
perch� sei permaloso o perch� volendo (ma proprio volendo) si pu� dire anche
"a me mi"?
Se ci tieni a parlare un italiano corretto ed elegante, non dirlo.
Manzoni scrive "a me mi pare", ma lo fa dire a una vecchia a cui Renzo
chiede un'informazione. Nei "dialetti" gallo-italici ᅵ impossibile non
dire "a me mi", ma non ᅵ italiano.
Se poi ci fosse qualche altro (grande) scrittore che, in un certo
contesto, per motivi stilistici propri, sceglie di usarlo, non significa
che sia bene imitarlo e le maestre fanno benissimo a scoraggiarne l'uso.
Quello che ᅵ concesso agli dei (= a chi sa padroneggiare la lingua al
punto da trasformarla in capolavori) non ᅵ concesso ai comuni mortali (=
quelli che ᅵ giᅵ tanto se sanno scrivere decentemente rispettando le
regole).
k
> Ago ha scritto:
> > "edi'�" <zo...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> > news:Fhchn.121715$813....@tornado.fastwebnet.it...
> >
> >
> >> Giusto direi di no,
> >
> > se non � giusto, allora � sbagliato!
> >> scrivendo lo eviterei senz'altro, ma se qualcuno mi
> >> correggesse un "a me mi" mentre parlo... mi difenderei a spada tratta.
> >
> > perch� sei permaloso o perch� volendo (ma proprio volendo) si pu� dire
> > anche
> > "a me mi"?
>
> Se ci tieni a parlare un italiano corretto ed elegante, non dirlo.
>
> Manzoni scrive "a me mi pare", ma lo fa dire a una vecchia a cui Renzo
> chiede un'informazione. Nei "dialetti" gallo-italici � impossibile non
> dire "a me mi", ma non � italiano.
A mi el Manzoni me piaze. [z sta per "s sonora"]
Non potrei dirlo in altro modo in dialetto. Ma non direi mai
"a me mi piace Manzoni" in pubblico, parlando in italiano.
> Se poi ci fosse qualche altro (grande) scrittore che, in un certo
> contesto, per motivi stilistici propri, sceglie di usarlo, non significa
> che sia bene imitarlo e le maestre fanno benissimo a scoraggiarne l'uso.
Parole sante. L'idea, tanto in voga, che "ci si capisce lo stesso"
� una stupidaggine.
> Quello che � concesso agli dei (= a chi sa padroneggiare la lingua al
> punto da trasformarla in capolavori) non � concesso ai comuni mortali (=
> quelli che � gi� tanto se sanno scrivere decentemente rispettando le
> regole).
Se uno scrittore vuole dare l'idea di come parla la gente /deve/
scrivere come parla la gente. Guarda come Dickens rende i dialoghi
quando parlano persone di strati sociali diversi, per esempio.
`So she makes,' said Mr. Barkis, after a long interval of
reflection, `all the apple parsties, and doos all the cooking,
do she?'
� una frase del cocchiere Barkis, invaghito di Peggotty, la
donna di casa della madre di David Copperfield, mentre accompagna
il ragazzino a Yarmouth. Non avrebbe senso se fosse scritto in
"inglese corretto".
Avrebbero senso i dialoghi di Pasolini se i ragazzi parlassero
come libri stampati? Checch� si pensi dei romanzi di Pasolini,
ben inteso.
Ciao
Enrico
Anche se lo metti prima "a mi me piaze el Manzoni", non si pu� dire
"a mi piaze el Manzoni".
> Non potrei dirlo in altro modo in dialetto. Ma non direi mai
> "a me mi piace Manzoni" in pubblico, parlando in italiano.
Nemmeno io.
E condivido tutto il resto. :-)
k