secondo voi non sono connessi?
cioe' io intendo "ma ittau" come espressione per dire "mi ha fatto una
iettatura"
Pero' c'e' chi contesta dicendomi :
> Non c'entra iettatura...
> Ittau da "buttare" ovvero "meglio che mi sbrigo perche' me l'ha buttata"
> (si dice buttare il picchio, fare il gufo)
A parte il fatto che quest'espressione quaggiu' non l'ho mai sentita.
Che ne pensate? :)
ciao
---
Night_Haw
GnuPG key id:1024D/4FE33FC4
---
Night_Haw <anto...@inwind.it> wrote in message
pan.2002.11.01.19...@inwind.it...
> "Ma ittau"
> "iettatura"
>
> secondo voi non sono connessi?
> cioe' io intendo "ma ittau" come espressione per dire "mi ha fatto una
> iettatura"
> Pero' c'e' chi contesta dicendomi :
>
> > Non c'entra iettatura...
> > Ittau da "buttare" ovvero "meglio che mi sbrigo perche' me l'ha buttata"
> > (si dice buttare il picchio, fare il gufo)
>
> A parte il fatto che quest'espressione quaggiu' non l'ho mai sentita.
>
> Che ne pensate? :)
>
A parte "buttare" in senso stretto, l'unica cosa che ti posso dire che
"ittarisilla" (a Palermo meglio "iccarisilla"), per i più fighetti diventa
"buttarsela", significa marinare la scuola, tra i panormiti.
Saluti,
Angelo.
--
Angelo La Manna
angxelo1975 (a) hotmail.com
[it, eo, en, (es, (fr))]
-- neniun mi lasas senpuna ---
>"Ma ittau"
>"iettatura"
La grafia corretta dovrebbe essere "j(i)", ma e' in disuso.
Mâ (mi la, mi 'a) ittau (orientale), mâ ittň (siciliano standard).
(sottintenendo (la, 'a) ittatura; meglio sarebbe mű (mi lu, mi 'u)
sottindendo "picchiu")
- ittari v. tr. gettare (iectare, iactare, iacere);
- ittatura (j(i)ttatura) s.f. iettatura, da ittari.
>secondo voi non sono connessi?
Sě, sono connessi. Anche l'italiano iettatura (jettatura) deriva dal
meridionale i(e)ttare, gettare.
>cioe' io intendo "ma ittau" come espressione per dire "mi ha fatto una
>iettatura"
>Pero' c'e' chi contesta dicendomi :
>
>> Non c'entra iettatura...
>> Ittau da "buttare" ovvero "meglio che mi sbrigo perche' me l'ha buttata"
>> (si dice buttare il picchio, fare il gufo)
Praticamente, con parole diverse, dite la stessa cosa. Sbaglia chi
dice che "iettatura" non c'entra.
>A parte il fatto che quest'espressione quaggiu' non l'ho mai sentita.
In effetti e' molto piu' comune m'ittň (ittau) 'u picchiu.
Chiaramente "ittari" viene usato anche nel suo senso proprio.
Esiste pure la forma pronominale "ittarisilla" usata solo in modo
assoluto: mâ ittavi; per dire che non ho fatto qualcosa che avrei
dovuto fare: andare a scuola, a lavorare...
--
Ciao.
SergioŽ
>A parte "buttare" in senso stretto, l'unica cosa che ti posso dire che
>"ittarisilla" (a Palermo meglio "iccarisilla"), per i più fighetti diventa
>"buttarsela", significa marinare la scuola, tra i panormiti.
Cio' mi da' il destro per una considerazione.
In siciliano esiste una consistente varieta' di lemmi che hanno
differenti forme (fonetiche, grafiche, morfologiche), ma che vengono
tuttavia compresi in qualunque zona ci si trovi.
"Ittari" e "iccari" sono foneticamente e graficamente diversi, ma
hanno entrambi origine dal supino di "iacere": iactum.
Il gruppo consonantico "ct" diventa /kk/ in alcune zone e /tt/ in
altre. La grafia di entrambi e' poi varia: jittari o jttari.
La doppia "ji" e' giustificata dal fatto che quando l'accento si
sposta su di essa si trasforma in "iè" (metafonesi della vocale
tematica): ju jèttu.
La "j" e' invece giustificata dal fatto che nel caso venga preceduta
da preposizione atona (e quindi si dovrebbe avere un raddoppiamento
fonetico) si trasforma in "ggh": l'haju a gghittari.
Se vado a sbattere contro qualcosa "vaju a sbattiri", ma se lo faccio
violentemente, a seconda della zona, posso "ntappari" (cercando di
penetrare come un tappo; spagnolo tapar) o "ntipari" (battere,
picchiare; greco entypio, entypto).
Pero' ci comprendiamo vicendevolmente.
--
Ciao.
Sergio®
Restando in tema di trinacristica, visto che sembri informato, mi sapresti
consigliare qualche grammatica/vocabolario di c.d. "siciliano standard",
oltre a qualcosa sulle varietà "subregionali" (comunali, rionali...) che non
sappia troppo di "catalogo del folclore locale ad uso delle pro-loco e
organizzatori di feste paesane"?
sp. topar, che ha origine dalla stessa radice che in italiano dà
"intoppare", *"toppare", da "toppo" (il tronco), con il senso del germanico
tap- > zapf- > zaf- di "spingere dentro" (cfr. tappo, [toppo,] zaffo, zampa,
zappa, zeppa, zipolo).
Il lat. "tappus" è del XIII sec.
> Pero' ci comprendiamo vicendevolmente.
Già! :)
>
> --
> Ciao.
> Sergio®
>sp. topar, che ha origine dalla stessa radice che in italiano dà
>"intoppare", *"toppare", da "toppo" (il tronco), con il senso del germanico
>tap- > zapf- > zaf- di "spingere dentro" (cfr. tappo, [toppo,] zaffo, zampa,
>zappa, zeppa, zipolo).
>Il lat. "tappus" è del XIII sec.
Il DES di Giarrizzo riporta "da tapar". Pero' andando a cercare
"topar" mi sembra che il significato si avvicini di piu'. Il mio
vocabolario, per "topar", riporta anche "incontrare".
--
Ciao.
Sergio®
>
>Sergio <sergio_...@tin.it> wrote in message
>aug7susqj6eneu0a2...@4ax.com...
>> On Fri, 01 Nov 2002 21:58:36 GMT, "Angelo LA MANNA" <n...@spamu.min>
>
>Restando in tema di trinacristica, visto che sembri informato, mi sapresti
>consigliare qualche grammatica/vocabolario di c.d. "siciliano standard",
>oltre a qualcosa sulle varietà "subregionali" (comunali, rionali...) che non
>sappia troppo di "catalogo del folclore locale ad uso delle pro-loco e
>organizzatori di feste paesane"?
Per il DES: Salvatore Giarrizzo - Herbita editrice (via V. Mortillaro,
44 - tel 0916167716); contiene solo i lemmi di origine siciliana.
Grammatica: Giuseppe Pitrè - Reprint sas - Palermo (lo trovi sulle
bancarelle di remaindes o libri usati a 10.000 £)
Vocabolario: Antonio Traina - Reprint sas - Palermo
Ho poi scaricato un interessantissimo articolo di J.K. "Kirk" Bonner:
Diffirenzi principali ntra li parrati siciliani. E' scritto in
siciliano. Se vuoi te lo mando in privato se mi dai l'e-mail.
--
Ciao.
Sergio®
Occhio! tu che puoi starci dietro (beato te!) che ne esiste altra
edizione: edita da Brancato costa(va) 16.000 lire e in appendice ci
sono alcuni approfondimenti letterari.
>
> Vocabolario: Antonio Traina - Reprint sas - Palermo
Hai fatto benissimo ad acquistarlo anche tu: da quando lo citi, io mi
risparmio la fatica di consultarlo da me medesima :-P :))
> Ho poi scaricato un interessantissimo articolo di J.K. "Kirk"
> Bonner:
> Diffirenzi principali ntra li parrati siciliani. E' scritto in
> siciliano. Se vuoi te lo mando in privato se mi dai l'e-mail.
La mia e-mail è sempre la stessa... Grazie :))
Ricambio come (poco!) posso: con altra indicazione (che comunque ho
già avuto modo di citare in passato qui in ICLIiT e forse anche in
ICLi): di Ignazio Sucato "La lingua siciliana - Origine e storia" (con
saggi di vocaboli siciliani derivati dalle lingue: greca, latina,
araba, provenzale, tedesca, francese, spagnola).
Solo (purtroppo) 125 pagine, ma molto, molto interessanti.
--
Ciao,
Mariuccia®
Sergio <sergio_...@tin.it> wrote in message
hpoisugjjaks3sb1a...@4ax.com...
>
>
> Ho poi scaricato un interessantissimo articolo di J.K. "Kirk" Bonner:
> Diffirenzi principali ntra li parrati siciliani. E' scritto in
> siciliano. Se vuoi te lo mando in privato se mi dai l'e-mail.
>
Ti ringrazio per tutte le informazioni. La mia email è in fondo al questo
post!
Saluti,
A.