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Pronuncia

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Patrick

unread,
Oct 19, 2001, 6:51:02 PM10/19/01
to
Si dice Tanzània o Tanzanìa?
Per favore rispondetemi!!! È importantissimo!
Grazie mille,
Pat


R o t t w e i l e r®

unread,
Oct 19, 2001, 8:00:15 PM10/19/01
to
On Sat, 20 Oct 2001 00:51:02 +0200, "Patrick" <psto...@freesurf.ch>
wrote:

>Si dice Tanzània o Tanzanìa?

Tanzània.
(Pronuncia corroborata anche dall'originale swahili).

Pero' una curiosità ora me la togli: come mai era cosi' importante?

Arf, your Rottweiler®

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 20, 2001, 3:55:23 AM10/20/01
to
In article <9qqalu$gaj$1...@news1.sunrise.ch>, on Sat, 20 Oct 2001 00:51:02
+0200, "Patrick" <psto...@freesurf.ch> wrote:

>Si dice Tanzània o Tanzanìa?

Presumo Tanzanìa, con la "i" accentata.

Per motivi familiari nell'ultimo lustro ho ascoltato spesso canzoni per
bambini. Nello Zecchino d'oro del 1995 venne presentata una canzone
intitolata "Tanzanìa-e", scritta da un artista di quel paese (Kapinga) e
cantata, sia nella lingua locale (kiswahili?) che in italiano, da una
bambina proveniente dalla Tanzania. All'ascolto si avverte chiaramente
la pronuncia "Tanzanìa", mentre nel testo allegato al CD la "i" di
Tanzania è accentata. Trascrivo alcuni di quei versi:

Tanzanìa-e / Terra mia-a
Tanto bella sei / Col cielo azzurro che hai...

Tanzanìa-e / Nchi yangu-e
Yape ndeza-e / Karibuni muione...

Ciao
Ferdinando
>------------
Remove ~ from the address for direct mail

Nicola Nobili

unread,
Oct 20, 2001, 10:00:51 AM10/20/01
to
Ferdinando Chiodo

> "Tanzanìa-e", scritta da un artista di quel paese (Kapinga) e
> cantata, sia nella lingua locale (kiswahili?)

Al proposito, una mia ex ragazza scrisse, in una tesina di linguistica:

The United Republic of Tanzania is in East Africa and has a population of
about 15 million. It is an ex British colony geographically composed of what
was once the island of Zanzibar and Tanganyika. As far as its linguistic
position is concerned, Fasold (1990, p.266) claims that it is difficult to
report the exact number of languages spoken in this country, most of all
because of the absence of " linguistic censuses" after Tanganyika and the
island of Zanzibar (ex British colonies and now part of the present
Tanzania) gained their independence and, moreover, because of the difficulty
of distinguishing between Tanzanian languages in their own right and
"mutually intelligible dialects". Finally, Fasold mentions the existence of
135 "different linguistic units", each of them related to a given tribe. Of
these 135 languages, Swahili was first chosen by the first President of
Tanzania as the official language of the nation for a number of well
grounded reasons. In its early history, the language was spoken by a small
percentage of the population, but, by the nineteenth century, it had started
being widely used as a lingua franca (a means of communication among people
of different languages) for business purposes and as the language of
education. These activities led to its being generally learned as a second
language by native people. Even the Germans, who administered a part of the
present Tanzania from 1890 until the end of the First World War (Fasold,
1990, p.267), learned Swahili as a medium of communication with their local
African administrators. Moreover, Swahili served as the lingua franca of the
anti-colonial movement for independence, acting in this way as a link
between the different tribes who each had different first languages (Janet
Holmes, 1992, p.113). In 1967, in spite of its linguistic variety, Tanzania
recognized Swahili as its national language.

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).


Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 20, 2001, 4:31:35 PM10/20/01
to
In article <9qs1th$n6b6u$1...@ID-64088.news.dfncis.de>, on Sat, 20 Oct 2001

16:00:51 +0200, Nicola Nobili wrote:

>> "Tanzanìa-e", scritta da un artista di quel paese (Kapinga) e
>> cantata, sia nella lingua locale (kiswahili?)
>
> Al proposito, una mia ex ragazza

Scusa la curiosità, l'hai piantata perché cantava canzoni della
Tanzania? [1]

> Of
>these 135 languages, Swahili was first chosen by the first President of
>Tanzania as the official language of the nation for a number of well
>grounded reasons.

Questo primo presidente, Nyerere, era un poliglotta. Aveva tradotto fra
l'altro alcune tragedie di Shakespeare in (ki)swahili [2].
Ciao,
Ferdinando
---
[1] Ho avuto a che fare in passato con la musica della Tanzania.
Frequentavo l'Università a Pisa e avevo trovato in affitto, con altri
studenti, un appartamento nuovo e stranamente molto economico: l'affitto
era addirittura inferiore all' "equo canone" da poco introdotto
(eravamo nel '78). Nei mesi di settembre e ottobre abbiamo passato il
tempo nello studio e nel fare ipotesi sulla nostra straordinaria
fortuna. Poi, con l'inizio delle lezioni, tornarono gli studenti
tanzaniani che abitavano nell'appartamento sopra il nostro.
Cosa facessero di giorno non l'ho mai saputo. Alle 22 cominciavano a
cantare, suonare, e ballare, e continuavano fino alle 3 del mattino
successivo. Qualche volta sono salito su a protestare. Ma chi mi apriva
la porta mi disarmava mostrando sincera felicità per la mia visita e,
sempre ballando, mi faceva segno di unirmi a loro. Per cortesia
accettavo l'invito, e mi trovavo così in compagnia dei 4 tanzaniani e di
altri 4 o 5 assonnati e rassegnati coinquilini saliti verosimilmente
anch'essi per chiedere una tregua. A gennaio trovai posto in un altro
appartamento.

[2] Non è che hai piantato la ragazza perché nella tesina ha scritto
"Swahili" invece di "kiswahili"? Ho letto da qualche parte che "Swahili"
è il nome di una popolazione, "kiswahili" della lingua. Ma naturalmente
potrei ricordare male.

Nicola Nobili

unread,
Oct 21, 2001, 9:11:05 AM10/21/01
to
Ferdinando Chiodo

> > Al proposito, una mia ex ragazza
>
> Scusa la curiosità, l'hai piantata perché cantava canzoni della
> Tanzania?

Curiosità? Diciamo pure che sei un tantino "indiscreto"... :-)
Comunque, ti debbo dire di no, non era affatto canterina (per fortuna),
anche se non mostrava per i Beatles e per la mia musica preferita lo stesso
interesse che palesavo io.

> Cosa facessero di giorno non l'ho mai saputo. Alle 22 cominciavano a
> cantare, suonare, e ballare, e continuavano fino alle 3 del mattino
> successivo.

Almeno era musica. Un'altra mia ex (e adesso non fare commenti o domande
indiscrete :-)) aveva, sopra di lei, degli Hare Krisna che ripetevano per
ore e ore i loro mantra! Che monotonia! E a bussare contro il soffitto manco
sentivano, erano come in trance!

> [2] Non è che hai piantato la ragazza perché nella tesina ha scritto
> "Swahili" invece di "kiswahili"? Ho letto da qualche parte che "Swahili"
> è il nome di una popolazione, "kiswahili" della lingua. Ma naturalmente
> potrei ricordare male.

Cosí pare, sebbene il testo dal quale aveva tratto la notizia riportasse
"Swahili". E comunque ti assicuro che in àmbito sentimentale sono molto meno
"purista" che in àmbito linguistico :-)

Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 21, 2001, 10:53:40 AM10/21/01
to
Nicola Nobili scripsit:

> Almeno era musica. Un'altra mia ex (e adesso non fare commenti o
> domande
> indiscrete :-))

Niente commenti; solo una osservazione: tutte le donne di cui parli sono
tue ex. Una che sia rimasta tua fidanzata c'č?

P.

--
Un newsreader gratuito e davvero completo per ambiente Windows:
http://xnews.3dnews.net/

Davide A.

unread,
Oct 21, 2001, 11:55:01 AM10/21/01
to
chiaramente tanzŕnia


Nicola Nobili

unread,
Oct 21, 2001, 1:59:51 PM10/21/01
to
Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

> Niente commenti; solo una osservazione: tutte le donne di cui parli sono
> tue ex. Una che sia rimasta tua fidanzata c'č?

Ma sei davvero indiscreto! :-)
Ti assicuro che sono coincidenze, altre volte ho parlato di "mie
amiche", "miei amici", etc. Tante volte ho parlato di una mia ragazza (senza
dire "ex"). Semplicemente, cāpita che alla mia etā uno abbia avuto alcune
ex. Ti sembra tanto strano? :-)

Roscio

unread,
Oct 22, 2001, 5:37:45 AM10/22/01
to
"Ferdinando Chiodo" <f~.chi...@tiscalinet.it> wrote in message
news:3bd11e56...@news.tiscalinet.it...

>
> >Si dice Tanzània o Tanzanìa?
>
> Presumo Tanzanìa, con la "i" accentata.
>
> Per motivi familiari nell'ultimo lustro ho ascoltato spesso canzoni per
> bambini. Nello Zecchino d'oro del 1995 venne presentata una canzone
> intitolata "Tanzanìa-e", scritta da un artista di quel paese (Kapinga) e
> cantata, sia nella lingua locale (kiswahili?) che in italiano, da una
> bambina proveniente dalla Tanzania. All'ascolto si avverte chiaramente
> la pronuncia "Tanzanìa", mentre nel testo allegato al CD la "i" di
> Tanzania è accentata. Trascrivo alcuni di quei versi:
>
> Tanzanìa-e / Terra mia-a
> Tanto bella sei / Col cielo azzurro che hai...
>
> Tanzanìa-e / Nchi yangu-e
> Yape ndeza-e / Karibuni muione...


Anch'io ho pensato a questa canzone e a tutto quel che segue.
Posso dire "duplico" ?... :-)))

--
Er Roscio.

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 22, 2001, 11:02:03 AM10/22/01
to
In article <9r0su8$f75$9...@fe1.cs.interbusiness.it>, on Mon, 22 Oct 2001

11:37:45 +0200, Roscio wrote:

>> Tanzanìa-e / Nchi yangu-e
>> Yape ndeza-e / Karibuni muione...
>
>Anch'io ho pensato a questa canzone e a tutto quel che segue.
>Posso dire "duplico" ?... :-)))

Ma certo.

A proposito di ascolti. Mi ero chiesto "Me se diciamo Tunisìa e Algerìa,
perché mai non dovremmo dire Tanzanìa" e, forse influenzato dalla
lettura dei messaggi di Louis Mariani, avevo ipotizzato che fosse colpa
dell'imperialismo culturale "anglo-sassone": "pronunceremmo normalmente
e correttamente Tanzanìa", pensavo, "ma per colpa della CNN abbiamo
adottato una pronuncia errata, quella anglo-sassone, Tanzània".
Mi sono allora ricordato di avere Bookshelf '94, un bellissimo CD-Rom,
contenente fra l'altro The Columbia Encyclopedia e il Roget's Thesaurus,
che permette oltre tutto di ascoltare la pronuncia (anglo-sassone) delle
singole voci. Ho caricato il programma, cercato la voce "Tanzania",
cliccato sull'icona dell'altoparlante e ascoltato un chiaro "Tanzanìa"
(la cui pronuncia, secondo Bookshelf, viene trascritta "tàn´ze-nê¹e").
Anche in anglo-sassone si pronuncia "Tanzanìa", dunque.
Ciao
Ferdinando

Giovanni Drogo

unread,
Oct 23, 2001, 5:31:39 AM10/23/01
to
On Mon, 22 Oct 2001, Ferdinando Chiodo wrote:

> A proposito di ascolti. Mi ero chiesto "Me se diciamo Tunisìa e Algerìa,
> perché mai non dovremmo dire Tanzanìa" e, forse influenzato dalla

Pero' diciamo MauritAnia, GermAnia ...

roma...@gmail.com

unread,
Sep 18, 2017, 2:54:53 AM9/18/17
to
Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.

Bruno Campanini

unread,
Sep 18, 2017, 3:04:55 AM9/18/17
to
18-09-17 - roma...@gmail.com ha scritto:
> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.

Non mi stupisce, ho sempre pensato fosse piana.

Bruno

Voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2017, 3:14:08 AM9/18/17
to
roma...@gmail.com hat am 18.09.2017 um 08:54 geschrieben:
> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.


E qual è la notizia?
Che qualcuno ha detto Tanzanìa alla TV?
Oppure, con mia grandissima sorpresa, che il DOP ammette
entrambe le pronunce e mette addirittura Tanzanìa per prima?
<http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=5015&r=12157>
Idem il DiPi, che però riporta per prima Tanzania:
<http://www.dipionline.it/dizionario/ricerca?lemma=Tanzania>

Saluti a bocca aperta.

P.S.: A proposito, qualcuno conosce una regola o un modo per
spiegare a studenti stranieri quando si mette l'accento
sulla i come in polizìa e quando lo si mette sulla sillaba
precedente come in notìzia?


Roger

unread,
Sep 18, 2017, 3:43:43 AM9/18/17
to
Bruno Campanini ha scritto:

> 18-09-17 - roma...@gmail.com ha scritto:
>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.
>
> Non mi stupisce, ho sempre pensato fosse piana.

Perché? "Tanzanía" non è piana?

--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 4:03:39 AM9/18/17
to
<roma...@gmail.com> wrote:

> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.

Albània? Romània? Bulgària?

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

Roger

unread,
Sep 18, 2017, 4:08:10 AM9/18/17
to
roma...@gmail.com ha scritto:

> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.

Non è una gran notizia.
C'è solo quel fenomeno di Sgarbi che sosteneva, e sostiene tuttora, che
Padania si deve pronunciare con l'accento sulla i, prendendo come
esempio
Romania e Albania e dimenticando la Campania, la Germania e la
Giordania.

abc

unread,
Sep 18, 2017, 4:16:48 AM9/18/17
to
Basta spiegare agli studenti che "polizìa", "pulizìa" e, ovviamente,
"zìa" sono le uniche che finiscono con "zìa", mentre tutte le altre
terminano con "ìzia"

edi'®

unread,
Sep 18, 2017, 4:51:19 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 10.16, abc ha scritto:

>> P.S.: A proposito, qualcuno conosce una regola o un modo per
>> spiegare a studenti stranieri quando si mette l'accento
>> sulla i come in polizìa e quando lo si mette sulla sillaba
>> precedente come in notìzia?
>>
>
> Basta spiegare agli studenti che "polizìa", "pulizìa" e, ovviamente,
> "zìa" sono le uniche che finiscono con "zìa", mentre tutte le altre
> terminano con "ìzia"

Quanto sopra vale per le parole che terminano in "izia" ma certamente
non per quelle in "zia".

E.D.

Bruno Campanini

unread,
Sep 18, 2017, 4:54:26 AM9/18/17
to
18-09-17 - Roger ha scritto:
> Bruno Campanini ha scritto:
>
>> 18-09-17 - roma...@gmail.com ha scritto:
>>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.
>>
>> Non mi stupisce, ho sempre pensato fosse piana.
>
> Perché? "Tanzanía" non è piana?

Già, avrei dovuto precisare piana e con dittongo finale.

Bruno

Voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2017, 4:55:21 AM9/18/17
to
abc hat am 18.09.2017 um 10:16 geschrieben:
Grazie, ma non ho chiesto la regola, se c'è, per le parole
in -izia, bensì per quelle in -ia. Le citate Albania e
Romania mi confermano che non posso generalizzare.

Qualche anno fa si parlava di un politico del M5S, di cui
(perché mi chiamo Voce dalla Germania?) non avevo mai
sentito il nome alla TV: come facevo a sapere se si dice
Fàvia come mafia o Favìa come Pavia?

Poi c'è quel mio conoscente che ci tiene moltissimo alla
pronuncia Maffìa del suo cognome. È necessario spiegare il
perché? ;-)

edi'®

unread,
Sep 18, 2017, 5:50:48 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 10.55, Voce dalla Germania ha scritto:

> Grazie, ma non ho chiesto la regola, se c'è, per le parole
> in -izia, bensì per quelle in -ia.

Naturalmente non c'è.

E.D.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 5:50:55 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 10:54:27 +0200, Bruno Campanini
<brun...@libero.it> wrote:

>>> 18-09-17 - roma...@gmail.com ha scritto:
>>>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.
>>>
>>> Non mi stupisce, ho sempre pensato fosse piana.
>>
>> Perché? "Tanzanía" non è piana?
>
>Già, avrei dovuto precisare piana e con dittongo finale.

Io direi piuttosto tronca con dittongo finale.

--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 5:51:55 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 09:14:06 +0200, Voce dalla Germania
<tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

>P.S.: A proposito, qualcuno conosce una regola o un modo per
>spiegare a studenti stranieri quando si mette l'accento
>sulla i come in polizěa e quando lo si mette sulla sillaba
>precedente come in notězia?

La vedo dura... ci dovevano pensare i grammatici del passato che hanno
pensato "ma sě, l'accento non lo scriviamo".

edi'®

unread,
Sep 18, 2017, 5:55:51 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 11.50, Valerio Vanni ha scritto:

>>>> Non mi stupisce, ho sempre pensato fosse piana.
>>>
>>> Perché? "Tanzanía" non è piana?
>>
>> Già, avrei dovuto precisare piana e con dittongo finale.
>
> Io direi piuttosto tronca con dittongo finale.

Se mi dicono di pronunciare "Tanzania" come parola tronca con dittongo
finale dirò /tanzanià/

E.D.

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 5:56:35 AM9/18/17
to
Voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

> Grazie, ma non ho chiesto la regola, se c'è, per le parole
> in -izia, bensì per quelle in -ia. Le citate Albania e
> Romania mi confermano che non posso generalizzare.
>
> Qualche anno fa si parlava di un politico del M5S, di cui
> (perché mi chiamo Voce dalla Germania?) non avevo mai
> sentito il nome alla TV: come facevo a sapere se si dice
> Fàvia come mafia o Favìa come Pavia?
>
> Poi c'è quel mio conoscente che ci tiene moltissimo alla
> pronuncia Maffìa del suo cognome. È necessario spiegare il
> perché? ;-)

il prof. Settia, docente emerito di storia medlevale, si chiama Sèttia,
ma ormai lui stesso ha rinunciato alla pronuncia originale e lascia che
tutti lo chiamino Settìa

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 5:56:36 AM9/18/17
to
Roger <rugfa...@tin.it> wrote:

> C'è solo quel fenomeno di Sgarbi che sosteneva, e sostiene tuttora, che
> Padania si deve pronunciare con l'accento sulla i, prendendo come
> esempio
> Romania e Albania e dimenticando la Campania, la Germania e la
> Giordania.

c'è stato un periodo in cui dicevo e scrivevo Padagna, come Romagna e
Sardegna

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 5:56:36 AM9/18/17
to
<roma...@gmail.com> wrote:

> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.

essendo una neoformazione, direi di rimanere vicini alla pronuncia
originaria

http://dictionary.cambridge.org/pronunciation/english/tanzania

====

poi, in inglese si dice Ruménia, Albénia, Balghéria...

abc

unread,
Sep 18, 2017, 6:11:55 AM9/18/17
to
Giusta osservazione.

Per le parole che terminano con "azia", a parte grazia, disgrazia,
verbigrazia e sazia, tutte le altre hanno l'accento sulla "i" ( molte
derivate da -crazìa)

Con "ezia" le poche parole sono equilibrate con l'accento (facezia,
inezia, spezia da una parte, profezia e peripezia dall'altra)

Con "ozia" la situazione è simile (idiozia e prozia da una parte e
Scozia dall'altra, inseriamo anche le Alpi Cozie)

Con "uzia" solo accenti sulla "u" (astuzia e minuzia)

Voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2017, 6:21:33 AM9/18/17
to
Maurizio Pistone hat am 18.09.2017 um 11:56 geschrieben:
> <roma...@gmail.com> wrote:
>
>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.
>
> essendo una neoformazione, direi di rimanere vicini alla pronuncia
> originaria
>
> http://dictionary.cambridge.org/pronunciation/english/tanzania

Sei sicuro che il nome abbia avuto origine in inglese e non
in swahili?
Io non ne sono sicuro, in compenso so benissimo di non
conoscere le norme sull'accento in swahili.

abc

unread,
Sep 18, 2017, 6:24:44 AM9/18/17
to
Quindi, una regola generale per gli studenti stranieri potrebbe essere
questa: l'accento va sulla sillaba precedente, con l'eccezione dei
derivati di -crazìa e poche altre parole (abbazia, acrobazia, polizia,
pulizia, zia e prozia, profezia, peripezia, idiozia)

Roger

unread,
Sep 18, 2017, 6:26:42 AM9/18/17
to
abc ha scritto:

> [...]

> Per le parole che terminano con "azia", a parte grazia, disgrazia,
> verbigrazia e sazia, tutte le altre hanno l'accento sulla "i" ( molte
> derivate da -crazìa)

L'Alsazia ringrazia :-)

edi'®

unread,
Sep 18, 2017, 6:35:59 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 12.26, Roger ha scritto:

>> Per le parole che terminano con "azia", a parte grazia, disgrazia,
>> verbigrazia e sazia, tutte le altre hanno l'accento sulla "i" ( molte
>> derivate da -crazìa)
>
> L'Alsazia ringrazia :-)

Mentre la Croazia strazia Ignazia.

E.D.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 7:08:28 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 11:55:48 +0200, edi'® <zo...@tiscali.it> wrote:

>>> Già, avrei dovuto precisare piana e con dittongo finale.
>>
>> Io direi piuttosto tronca con dittongo finale.
>
>Se mi dicono di pronunciare "Tanzania" come parola tronca con dittongo
>finale dirò /tanzanià/

Così non c'è il dittongo, però.

Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.

Quella che dici tu è una tronca normalissima

Klaram

unread,
Sep 18, 2017, 7:15:10 AM9/18/17
to
Voce dalla Germania ci ha detto :
Qui ci sono molte pronunce di Jamhuri ya Muungano wa Tanzania (United
Republic of Tanzania), però manca quella dei Tanzanesi.
Non siamo i soli a dire Tanzània anche se sembra prevalere Tanzanìa,
che è anche la pronuncia autoctona, come mi hanno confermato dei
conoscenti che ci sono stati.

k

Klaram

unread,
Sep 18, 2017, 7:18:17 AM9/18/17
to
Maurizio Pistone scriveva il 18/09/2017 :
> Roger <rugfa...@tin.it> wrote:
>
>> C'è solo quel fenomeno di Sgarbi che sosteneva, e sostiene tuttora, che
>> Padania si deve pronunciare con l'accento sulla i, prendendo come
>> esempio
>> Romania e Albania e dimenticando la Campania, la Germania e la
>> Giordania.
>
> c'è stato un periodo in cui dicevo e scrivevo Padagna, come Romagna e
> Sardegna

Se Padania fosse stato più popolare passato, molto probabilmente
sarebbe diventato Padagna.

k

Luigi Cozza

unread,
Sep 18, 2017, 7:37:42 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 13:08, Valerio Vanni ha scritto:

> Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
> l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
> non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.

Tu definisci tronca "Tanzanìa"? E anche "poesìa"? Uhm, sembreresti fuori
strada. Il dittongo cessa di esistere se il primo elemento reca l'acc.
tonico.

Luigi Cozza

unread,
Sep 18, 2017, 7:39:57 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 12:11, abc ha scritto:
>
> Per le parole che terminano con "azia", a parte grazia, disgrazia,
> verbigrazia e sazia, tutte le altre hanno l'accento sulla "i" ( molte
> derivate da -crazìa)

emàzia (eritrocita o globulo rosso)


Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 7:44:17 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 13:33:26 +0200, Luigi Cozza <reb...@xxxxx.com>
wrote:

>> Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
>> l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
>> non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.
>
>Tu definisci tronca "Tanzanìa"? E anche "poesìa"? Uhm, sembreresti fuori
>strada.

Sicuramente è fuorviante "piane", dato che l'accento è sull'ultima
sillaba e "piano" indica che l'accento è sulla penultima.

Però è giusto fare la precisazione del dittongo, perché determina
importanti differenze dalle tronche in vocale semplice.

>Il dittongo cessa di esistere se il primo elemento reca l'acc.
>tonico.

No, il dittongo cessa di esistere se non ci sono almeno due vocali
(es. "più" o "già") oppure se c'è un elemento di stacco tra di esse
(es. "poeta").

edi'®

unread,
Sep 18, 2017, 7:46:06 AM9/18/17
to
Il 18/09/2017 13.08, Valerio Vanni ha scritto:

>>> Io direi piuttosto tronca con dittongo finale.
>>
>> Se mi dicono di pronunciare "Tanzania" come parola tronca con dittongo
>> finale dirò /tanzanià/
>
> Così non c'è il dittongo, però.
>
> Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
> l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
> non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.
>
> Quella che dici tu è una tronca normalissima

Ricordo che abbiamo già discusso su questioni simili: tu valuti la
fonetica della parola, io la grafia.
Quindi per me /tanzanià/ finisce con il dittongo ascendente ià, lo
stesso di piànura o di piàga.

E.D.

LAB

unread,
Sep 18, 2017, 7:55:23 AM9/18/17
to
Il 18/9/17 9.14, Voce dalla Germania ha scritto:
> P.S.: A proposito, qualcuno conosce una regola o un modo per
> spiegare a studenti stranieri quando si mette l'accento
> sulla i come in polizìa e quando lo si mette sulla sillaba
> precedente come in notìzia?

Penso che l'accento venga dal riferimento a un'azione, dando risalto
all'azione stessa, come puli-zia che viene dal verbo pulire.

Ci sono, però, parole come centìmetro e chilòmetro che mi hanno sempre
sorpreso perché trovo più corretto, ad esempio, micromètro per indicare
1 um. D'altra parte, il micròmetro è lo strumento di misura. Chilogràmmo
ed ettogràmmo hanno, giustamente, l'accento sulla "a": non si dice
ettògrammo! Mi viene il sospetto che l'accento si metta più che altro
dove suona meglio o si usi per differenziare parole con significato
diverso...
In croato mi è capitato di sentire la stessa parola pronunciata con
accento diverso, ad esempio Gòspodin e Gospòdin. Conosco solo qualche
parola, ma mi viene il sospetto che non diano molta importanza agli
accenti e non guarderebbero una persona come un marziano se spostasse un
accento, contrariamente a come farebbe un italiano se sentisse dire
"stupìdo" o "automobìle" (v. Stanlio e Ollio)

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 8:53:39 AM9/18/17
to
Voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

> Io non ne sono sicuro, in compenso so benissimo di non
> conoscere le norme sull'accento in swahili.

ho la vaga impressione che in swahili prevalga l'accentuazione piana

mi sembra che la composizione Tanganika + Zanzibar = Tanzania sia
modellata su forme europee. Questo è abbastanza normale in un paese ex
coloniale, in cui la lingua degli antichi dominatori è il principale
strumento di comunicazione tra etnie diverse.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 9:02:28 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 13:46:04 +0200, edi'® <zo...@tiscali.it> wrote:

>Ricordo che abbiamo già discusso su questioni simili: tu valuti la
>fonetica della parola, io la grafia.
>Quindi per me /tanzanià/ finisce con il dittongo ascendente ià, lo
>stesso di piànura o di piàga.

Sì, mi sa che il problema sia proprio questo.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 9:12:00 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 13:55:22 +0200, LAB <n...@mail.com> wrote:

>Ci sono, però, parole come centìmetro e chilòmetro che mi hanno sempre
>sorpreso perché trovo più corretto, ad esempio, micromètro per indicare
>1 um. D'altra parte, il micròmetro è lo strumento di misura. Chilogràmmo
>ed ettogràmmo hanno, giustamente, l'accento sulla "a": non si dice
>ettògrammo!

Le ultime due hanno la penultima sillaba chiusa /gram/, e in italiano
l'accento riesce a risalire solo dietro una penultima aperta (con un
numero di eccezioni che si conta sulle dita di una mano).
Insomma, chilogràmmo ed ettogràmmo sono così per cause di forza
maggiore.

Però, a livello fonotattico, micromètro e centimètro sarebbero state
lecite quanto le attuali micròmetro e centìmetro.
Quindi ci dev'essere stato un qualche motivo per la ritrazione
(avvenuta ove possibile).

LAB

unread,
Sep 18, 2017, 10:00:28 AM9/18/17
to
Il 18/9/17 15.11, Valerio Vanni ha scritto:
> Però, a livello fonotattico, micromètro e centimètro sarebbero state
> lecite quanto le attuali micròmetro e centìmetro.

Micromètro si usa: è un milionesimo di metro; micròmetro, invece, è lo
strumento che misura i micromètri.

Per logica mi verrebbe da pensare che l'accento dovrebbe servire per
dare separazione fra il prefisso e l'unità di misura come avviene in
chilogrammo (chilo-grammo) ma, evidentemente, non è così.

Giovanni Drogo

unread,
Sep 18, 2017, 10:49:14 AM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017, Voce dalla Germania wrote:

> Qualche anno fa si parlava di un politico del M5S, di cui (perché mi
> chiamo Voce dalla Germania?) non avevo mai sentito il nome alla TV:

beh anch'io che leggo i giornali piu' di quanto veda la TV ho dovuto
imparare che la ministra della FP si chiama Madìa e non Màdia come
sarebbe piu' naturale.

Ammammata

unread,
Sep 18, 2017, 11:24:38 AM9/18/17
to
Il giorno Mon 18 Sep 2017 12:11:59p, *abc* ha inviato su
it.cultura.linguistica.italiano il messaggio
news:opo659$118f$1...@gioia.aioe.org. Vediamo cosa ha scritto:

> Con "ozia" la situazione è simile (idiozia e prozia da una parte e
> Scozia dall'altra, inseriamo anche le Alpi Cozie)
>

e l'isola di Mozia, nello stagnone

--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
>>>>> http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........

Ammammata

unread,
Sep 18, 2017, 11:28:05 AM9/18/17
to
Il giorno Mon 18 Sep 2017 04:00:27p, *LAB* ha inviato su
it.cultura.linguistica.italiano il messaggio
news:opojhp$1q33$1...@gioia.aioe.org. Vediamo cosa ha scritto:

> Micromčtro si usa: č un milionesimo di metro

si usa relativamente poco: sento dire praticamente sempre micron, ma
probabilmente frequentiamo ambienti diversi (e lessici diversi)

LAB

unread,
Sep 18, 2017, 11:45:48 AM9/18/17
to
Il 18/9/17 17.28, Ammammata ha scritto:
> Micromètro si usa relativamente poco: sento dire praticamente sempre micron, ma probabilmente frequentiamo ambienti diversi (e lessici diversi).

Non lo uso tutti i giorni, ma ogni tanto sì, un po' più spesso i
nanomètri nelle lunghezze d'onda della luce: ad es. un verde a 532nm.

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 1:46:05 PM9/18/17
to
Giovanni Drogo 16:49, lunedì 18 settembre 2017:
C'insegnarono:
"Casa mia casa mia
per piccina che tu sia
tu mi sembri una madia."

Io però non sapevo che cosa fosse una madia.


--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 1:48:25 PM9/18/17
to
Ammammata 17:28, lunedì 18 settembre 2017:
> Il giorno Mon 18 Sep 2017 04:00:27p, *LAB* ha inviato su
>
>> Micromètro si usa: è un milionesimo di metro
>
> si usa relativamente poco: sento dire praticamente sempre
> micron, ma probabilmente frequentiamo ambienti diversi (e
> lessici diversi)


Credo che sia l'unica eccezione, con gli altri prefissi è
sempre arretrato.

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 1:51:31 PM9/18/17
to
LAB 17:45, lunedì 18 settembre 2017:
> Il 18/9/17 17.28, Ammammata ha scritto:
>> Micromètro si usa relativamente poco: sento dire
>> praticamente sempre micron, ma probabilmente frequentiamo
>> ambienti diversi (e lessici diversi).
>
> Non lo uso tutti i giorni, ma ogni tanto sì, un po' più
> spesso i nanomètri nelle lunghezze d'onda della luce: ad es.
> un verde a 532nm.


Io dico nanòmetro, tutti li arretro, tutti, anche miriàmetro.

"Fermi, siete tutti in arretro!"

All'ITI si diceva mìcron, il micròmetro era lo strumento per
misurare "il pezzo" (più preciso del càlibro a cursore).

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 1:53:20 PM9/18/17
to
Klaram 13:18, lunedì 18 settembre 2017:
Suona meglio.

"La rana in Padagna
gracida in Campania"

boh

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 1:54:31 PM9/18/17
to
Maurizio Pistone 10:03, lunedì 18 settembre 2017:
> <roma...@gmail.com> wrote:
>
>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non
>> Tanzanìa.
>
> Albània? Romània? Bulgària?


Come li dicono loro stessi medesimi?

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 2:03:10 PM9/18/17
to
Voce dalla Germania 12:21, lunedì 18 settembre 2017:
"L'accento tonico cade sulla penultima sillaba, tranne che in
alcune parole di origine araba (làzima - obbligo) e non viene
segnato dall'ortografia ufficiale. Anche le parole
monosillabiche sono piane (mtu - uomo, nchi - paese)."

Uhm, strano, nel vocabolarietto che sto consultando c'è scritto
"Il swahili..."

Io avrei scritto
"Lo swahili..."

Oh, vedo che
tanzi ... laccio; nodo scorsoio; trappola
tanzia, taazia ... 1. notizia di morte, avviso di funerale 2.
tragedia
-tanzua ... aprire, scoprire, separare.

accento tonico: mkazo

ADPUF

unread,
Sep 18, 2017, 2:09:23 PM9/18/17
to
Maurizio Pistone 14:53, lunedì 18 settembre 2017:

> Voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:
>
>> Io non ne sono sicuro, in compenso so benissimo di non
>> conoscere le norme sull'accento in swahili.
>
> ho la vaga impressione che in swahili prevalga
> l'accentuazione piana
>
> mi sembra che la composizione Tanganika + Zanzibar = Tanzania
> sia modellata su forme europee. Questo è abbastanza normale
> in un paese ex coloniale, in cui la lingua degli antichi
> dominatori è il principale strumento di comunicazione tra
> etnie diverse.


Tanganika era tedesca fino alla IGM, poi britannica, come
Zanzibar.

Sulla costa si usava l'arabo (swahili deriva dall'arabo sahil =
costa)

"Il kiswahili nacque circa 15 secoli fa come lingua di
comunicazione fra gli abitanti della costa orientale africana
e i mercanti di origine araba.
... è una delle dodici lingue più importanti del mondo.
... pur avendo molte parole arabe nel lessico, ha conservato
una struttura grammaticale tipicamente bantu.

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2017, 2:32:45 PM9/18/17
to
On Mon, 18 Sep 2017 19:47:36 +0200, ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid>
wrote:

>C'insegnarono:
>"Casa mia casa mia
>per piccina che tu sia
>tu mi sembri una madia."

Io sapevo "una badìa".

Ma cos'è la madìa?

Voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2017, 3:27:51 PM9/18/17
to
ADPUF hat am 18.09.2017 um 20:10 geschrieben:
>
> Tanganika era tedesca fino alla IGM, poi britannica, come
> Zanzibar.

<http://www.treccani.it/enciclopedia/tanganica/> dice: Nel
Tanganica ...

Maurizio Pistone

unread,
Sep 18, 2017, 4:02:01 PM9/18/17
to
ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid> wrote:

>
> C'insegnarono:
> "Casa mia casa mia
> per piccina che tu sia
> tu mi sembri una madia."

badìa

LAB

unread,
Sep 18, 2017, 4:56:39 PM9/18/17
to
Il 18/09/2017 19:53, ADPUF ha scritto:
> All'ITI si diceva mìcron, il micròmetro era lo strumento per
> misurare "il pezzo" (più preciso del càlibro a cursore).

Confermo :-)
Per me il micromètro è il micron.
Micròmetro: parola principale: micron (è accentato); lo strumento li misura.
Micromètro: parola principale: metro (è accentato); milionesimi di metro.

*GB*

unread,
Sep 18, 2017, 4:57:15 PM9/18/17
to
Il 18/09/2017 10:08, Roger ha scritto:

>> Per l'accademia della Crusca si dice Tanzania e non Tanzanìa.
>
> Non è una gran notizia.

Non ne sarei tanto sicuro. In inglese l'accento è sulla I: /ˌtænzəˈniːə/
a differenza di Tasmania /tæzˈmeɪniə/.

> C'è solo quel fenomeno di Sgarbi che sosteneva, e sostiene tuttora, che
> Padania si deve pronunciare con l'accento sulla i, prendendo come esempio
> Romania e Albania e dimenticando la Campania, la Germania e la Giordania.

Come Germania, Giordania e Campania me ne vengono in mente altre:

Nazioni o Stati: Lituania, Birmania, Mauritania, Pennsylvania,
Lusitania (= Portogallo).

Regioni: Lucania, Aquitania, Occitania, Renania, Pomerania,
Transilvania. Inoltre Romagna viene da Romània.

Città: Catania, Verbania, Cristiania (= Oslo).

Continenti: Oceania.

Bye,

*GB*

LAB

unread,
Sep 18, 2017, 5:01:37 PM9/18/17
to
In matematica, poi, forse un po' per esibizionismo, si usano accenti
strani come "una funzione monotòna" (il che mi sembra corretto, poiché
mono è aggiunto alla parola principale che è tona).

*GB*

unread,
Sep 18, 2017, 5:15:28 PM9/18/17
to
Il 18/09/2017 11:56, Maurizio Pistone ha scritto:

> c'è stato un periodo in cui dicevo e scrivevo Padagna, come Romagna e
> Sardegna

Notare anche [Gran] Bretagna da [Grand] Britannia,
nonché Spagna da Hispania.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Sep 18, 2017, 5:25:43 PM9/18/17
to
Il 18/09/2017 14:53, Maurizio Pistone ha scritto:

> ho la vaga impressione che in swahili prevalga l'accentuazione piana

Certamente, solo che l'-ia finale non è dittongo in swahili.

> mi sembra che la composizione Tanganika + Zanzibar = Tanzania sia
> modellata su forme europee. Questo è abbastanza normale in un paese ex
> coloniale, in cui la lingua degli antichi dominatori è il principale
> strumento di comunicazione tra etnie diverse.

Ma in inglese tutti i nomi di nazioni in -ia (anche Romania, Albania e
Bulgaria) hanno l'accento sulla sillaba antecedente. E' in swahili che
si dice Tanzanìa:

http://www.dictionary.com/browse/tanzania

[tan-zuh-'nee-uh; Swahili. tahn-zah-'nee-ah]

Bye,

*GB*

Luigi Cozza

unread,
Sep 19, 2017, 2:59:24 AM9/19/17
to
Il 18/09/2017 19:49, ADPUF ha scritto:
> Credo che sia l'unica eccezione, con gli altri prefissi è
> sempre arretrato.

millilìtro, milligrammo.

Giovanni Drogo

unread,
Sep 19, 2017, 4:45:14 AM9/19/17
to
>> "Casa mia casa mia
>> per piccina che tu sia

> Io sapevo "una badìa".

anch'io ho sempre sentito "badìa", che sarebbe una abbazia, quindi un
luogo grande e confortevole.

> Ma cos'è la madìa?

Quella che io ho sempre letto "màdia" e si incontrava sui sussidiari era
una specie di contenitore o cassone per conservare il pane. Un qualche
arcaismo contadino che era gia' arcaico quando facevo le elementari.

Klaram

unread,
Sep 19, 2017, 7:02:16 AM9/19/17
to
Luigi Cozza ha usato la sua tastiera per scrivere :
Si sente anche millìlitro.

Perché manomètro e chilòmetro, centìmetro, decàmetro ecc.?
È possibile che in origine fossero tutti piani e poi, per quelli più
usati, sia intervenuta la tendenza alla retrazione dell'accento e che
si sia affermata definitivamente?

k

Roger

unread,
Sep 19, 2017, 7:06:27 AM9/19/17
to
Valerio Vanni ha scritto:

> On Mon, 18 Sep 2017 13:33:26 +0200, Luigi Cozza <reb...@xxxxx.com>
> wrote:
>
>>> Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
>>> l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
>>> non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.
>>
>> Tu definisci tronca "Tanzanìa"? E anche "poesìa"? Uhm, sembreresti fuori
>> strada.
>
> Sicuramente è fuorviante "piane", dato che l'accento è sull'ultima
> sillaba e "piano" indica che l'accento è sulla penultima.

L'ultima sillaba è a
Po e si a
Così come in farmacia
Far ma ci a
Quindi sono parole piane

Divisione in sillabe:
http://www.separarensilabas.com/index-it.php

--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)

Roger

unread,
Sep 19, 2017, 7:16:23 AM9/19/17
to
Luigi Cozza ha scritto:

> [...]

> Il dittongo cessa di esistere se il primo elemento reca l'acc.
> tonico.

Esattamente.
Ecco la definizione che di dittongo dà il DISC, ma gli altri dizionari
e Wikipedia danno definizioni analoghe:

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/dittongo.shtml

Maurizio Pistone

unread,
Sep 19, 2017, 7:24:06 AM9/19/17
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:

> Quella che io ho sempre letto "mādia" e si incontrava sui sussidiari era
> una specie di contenitore o cassone per conservare il pane. Un qualche
> arcaismo contadino che era gia' arcaico quando facevo le elementari.

pių che il pane, nella madia si conservavano la farina e la pasta per
fare il pane

Bruno Campanini

unread,
Sep 19, 2017, 7:49:07 AM9/19/17
to
It happens that Roger formulated :
> Luigi Cozza ha scritto:
>
>> [...]
>
>> Il dittongo cessa di esistere se il primo elemento reca l'acc. tonico.
>
> Esattamente.
> Ecco la definizione che di dittongo dà il DISC, ma gli altri dizionari
> e Wikipedia danno definizioni analoghe:
>
> http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/dittongo.shtml

Ma che definizione sdolcinata e macchinosa!
L'unico criterio è quello definito da Luigi Cozza, che è quello che si
insegnava all'età della pietra:
Nù-o-ro sdrucciola, iato
Nuò-ro piana, dittongo (come lo recitano oggi quei somari della TV)

Bruno

Roger

unread,
Sep 19, 2017, 8:09:47 AM9/19/17
to
Bruno Campanini ha scritto:
Non mi pare macchinosa:
"Sequenza fonetica formata da una semivocale (i/u) atona e da una
vocale
piena appartenenti alla stessa sillaba"
Se la semivocale (i/u) è atona si ha il dittongo (Nuò-ro), se è tonica
non si ha più il dittongo ma si ha lo iato: Nù-o-ro.

Una definizione bisogna pur darla e questa mi pare semplice e chiara.

Voce dalla Germania

unread,
Sep 19, 2017, 8:24:41 AM9/19/17
to
> Bruno Campanini ha scritto:
>> Nuò-ro piana, dittongo (come lo recitano oggi quei
>> somari della TV)


Tu lo chiami "oggi", io lo chiamo "almeno negli ultimi 50
anni". Ho imparato solo grazie a ICLI che i sardi dicono
Nùoro, ma come altre parole italiane con uo e l'accento
sulla u mi vengono in mente solo tuo e suo.

edi'®

unread,
Sep 19, 2017, 8:29:41 AM9/19/17
to
Il 19/09/2017 13.02, Klaram ha scritto:

>> millilìtro, milligrammo.
>
> Si sente anche millìlitro.
>
> Perché manomètro e chilòmetro, centìmetro, decàmetro ecc.?

Io dico millìlitro.

Per le tre unità di misura più utilizzate, e relativi multipli, quelle
che riguardano il peso per me sono tutte piane
[milli-centi-deci-deca-etto-chilo] gràmmo
mentre quelle relative a lunghezza e volume hanno l'accento arretrato
[millì-centì-decì-decà-ettò-chilò] metro / litro

E.D.

edi'®

unread,
Sep 19, 2017, 8:35:21 AM9/19/17
to
Il 19/09/2017 14.24, Voce dalla Germania ha scritto:

> Ho imparato solo grazie a ICLI che i sardi dicono
> Nùoro, ma come altre parole italiane con uo e l'accento
> sulla u mi vengono in mente solo tuo e suo.

Aggiungerei "duo" e derivati (duopolio...)

E.D.

Bruno Campanini

unread,
Sep 19, 2017, 9:08:18 AM9/19/17
to
edi'® explained :
Sì, e stranamente il Devoto-Oli considera lo iato solo in dù-o e non
anche nei composti, mentre io lo vedrei anche in dù-o-pò-lio,
dù-o-dè-cimo, e quindi ovunque duo abbia il significato di due|doppio.

Ci sarebbe anche nù-o-la, per chi manca nella v.

Bruno

Luigi Cozza

unread,
Sep 19, 2017, 9:20:40 AM9/19/17
to
Il 18/09/2017 13:44, Valerio Vanni ha scritto:
> No, il dittongo cessa di esistere se non ci sono almeno due vocali
> (es. "più" o "già") oppure se c'è un elemento di stacco tra di esse
> (es. "poeta").

No. Se il primo elemento è accentato non è un dittongo ma iato.
Vìa. Vi-a. In poesia puoi considerarla una sillaba, in prosa no.

Luigi Cozza

unread,
Sep 19, 2017, 9:27:15 AM9/19/17
to
Il 19/09/2017 14:29, edi'® ha scritto:
> Io dico millìlitro.

noi eravamo abituati a usare microlìtro, nanolìtro, picolìtro,
femtolìtro, quindi millilìtro

Voce dalla Germania

unread,
Sep 19, 2017, 9:28:32 AM9/19/17
to
edi'® hat am 19.09.2017 um 14:35 geschrieben:
Ottima aggiunta. Avevo scritto "mi vengono in mente solo
..." proprio perché non ero affatto sicuro che non ce ne
siano altre.

Bruno Campanini

unread,
Sep 19, 2017, 9:53:05 AM9/19/17
to
After serious thinking Voce dalla Germania wrote :
"non sono sicuro ce ne siano"
"non ero sicuro ce ne fossero"

Comunque c'è anche mù-ò-ne.

Bruno

Bruno Campanini

unread,
Sep 19, 2017, 10:05:02 AM9/19/17
to
Maurizio Pistone explained on 19-09-17 :
> Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:
>
>> Quella che io ho sempre letto "màdia" e si incontrava sui sussidiari era
>> una specie di contenitore o cassone per conservare il pane. Un qualche
>> arcaismo contadino che era gia' arcaico quando facevo le elementari.
>
> più che il pane, nella madia si conservavano la farina e la pasta per
> fare il pane

Arcaico dipende dall'età... quando ero sfollato in campagna durante
la guerra la madia era il mobile in cui si conteneva la farina e forse
anche il lievito.
Ma non la pasta per fare il pane: questa si faceva la sera, si divideva
in pagnotte, ciascuna con incisa sopra una croce, coperte con un panno.
Così restavano tutta la notte per la lievitazione e la mattina dopo,
acceso il forno, si infornavano.

Bruno

valeri...@gmail.com

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Sep 19, 2017, 3:31:17 PM9/19/17
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Il giorno martedì 19 settembre 2017 13:06:27 UTC+2, Roger ha scritto:
> Valerio Vanni ha scritto:
>
> > On Mon, 18 Sep 2017 13:33:26 +0200, Luigi Cozza <reb...@xxxxx.com>
> > wrote:
> >
> >>> Penso che la particolarità sia descritta bene: è una tronca perché
> >>> l'accento è sull'ultima sillaba, ma differisce da altre tronche perché
> >>> non è sull'ultima vocale. Per esempio, non genera raddoppiamento.
> >>
> >> Tu definisci tronca "Tanzanìa"? E anche "poesìa"? Uhm, sembreresti fuori
> >> strada.
> >
> > Sicuramente è fuorviante "piane", dato che l'accento è sull'ultima
> > sillaba e "piano" indica che l'accento è sulla penultima.
>
> L'ultima sillaba è a
> Po e si a
> Così come in farmacia
> Far ma ci a

No, c'è un dittongo /ia/. Le sillabe sono due nel primo caso e tre nel secondo.

valeri...@gmail.com

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Sep 19, 2017, 3:32:18 PM9/19/17
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Il giorno martedì 19 settembre 2017 13:49:07 UTC+2, Bruno Campanini ha scritto:
> It happens that Roger formulated :
> > Luigi Cozza ha scritto:
> >
> >> [...]
> >
> >> Il dittongo cessa di esistere se il primo elemento reca l'acc. tonico.
> >
> > Esattamente.
> > Ecco la definizione che di dittongo dà il DISC, ma gli altri dizionari
> > e Wikipedia danno definizioni analoghe:
> >
> > http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/dittongo.shtml
>
> Ma che definizione sdolcinata e macchinosa!
> L'unico criterio è quello definito da Luigi Cozza, che è quello che si
> insegnava all'età della pietra:
> Nù-o-ro sdrucciola, iato

L'unico problema è che è sbagliato, conta una sillaba che non c'è.

valeri...@gmail.com

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Sep 19, 2017, 3:32:44 PM9/19/17
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Il giorno martedì 19 settembre 2017 16:05:02 UTC+2, Bruno Campanini ha scritto:

> Arcaico dipende dall'età... quando ero sfollato in campagna durante
> la guerra la madia era il mobile in cui si conteneva la farina e forse
> anche il lievito.

Io ho in casa una madia. Ovviamente funge da mobile generico.

valeri...@gmail.com

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Sep 19, 2017, 3:34:07 PM9/19/17
to
Non so cosa tu intenda per "prosa". E' una sillaba nella poesia, è una sillaba nel cantato, è una sillaba nel parlato.

valeri...@gmail.com

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Sep 19, 2017, 3:42:05 PM9/19/17
to
Il giorno martedì 19 settembre 2017 14:29:41 UTC+2, edi'® ha scritto:
> Il 19/09/2017 13.02, Klaram ha scritto:
>
> >> millilìtro, milligrammo.
> >
> > Si sente anche millìlitro.
> >
> > Perché manomètro e chilòmetro, centìmetro, decàmetro ecc.?
>
> Io dico millìlitro.

Anch'io... aggiungo manòmetro.

> Per le tre unità di misura più utilizzate, e relativi multipli, quelle
> che riguardano il peso per me sono tutte piane
> [milli-centi-deci-deca-etto-chilo] gràmmo
> mentre quelle relative a lunghezza e volume hanno l'accento arretrato
> [millì-centì-decì-decà-ettò-chilò] metro / litro

Non è una questione semantica, ma fonetica. E' la sillaba chiusa /gram/ che impedisce la risalita dell'accento.

Luigi Cozza

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Sep 19, 2017, 3:48:14 PM9/19/17
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Il 19/09/2017 21:34, valeri...@gmail.com ha scritto:
> Non so cosa tu intenda per "prosa". E' una sillaba nella poesia, è una sillaba nel cantato, è una sillaba nel parlato.

Evidentemente hai avuto insegnanti diversi dai miei.
1) Non esiste dittongo se la semivocale è accentata. E lo dice anche
Treccani (e qualsiasi grammatica contemporanea).
2) Non esiste sillaba tronca se l'accento non è sull'ultima vocale -
ultima, non penultima.
3) Fantasia, anarchia, Albania, hanno quattro sillabe. In poesia (o in
una canzone) puoi contarne una in meno per il fenomeno della sineresi
https://it.wikipedia.org/wiki/Sineresi
IL parlato utilizza spesso la sineresi, praticamente in modo inconscio,
ma questo non vuol dire che le sillabe in italiano cambino di numero
dallo scritto al parlato

Roger

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Sep 19, 2017, 4:20:52 PM9/19/17
to
valeri...@gmail.com ha scritto:
Se la i è accentata non c'è dittongo.

Luigi Cozza

unread,
Sep 19, 2017, 4:30:11 PM9/19/17
to
Il 19/09/2017 22:20, Roger ha scritto:
> Se la i è accentata non c'è dittongo.

Non c'è nemmeno tra o - e in poesia, essendo vocali forti.
Sicché po-e-si-a è quadrisillabo

Roger

unread,
Sep 20, 2017, 2:54:26 AM9/20/17
to
Luigi Cozza ha scritto:
Infatti: per questo le ho scritte separate: po e si a.

Luigi Cozza

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Sep 20, 2017, 1:27:19 PM9/20/17
to
Il 19/09/2017 21:30, valeri...@gmail.com ha scritto:

> L'unico problema è che è sbagliato, conta una sillaba che non c'è.

sei l'unico a pensarla così, le grammatiche dicono di no

Valerio Vanni

unread,
Sep 20, 2017, 4:22:44 PM9/20/17
to
On Tue, 19 Sep 2017 21:43:54 +0200, Luigi Cozza <reb...@xxxxx.com>
wrote:

>3) Fantasia, anarchia, Albania, hanno quattro sillabe. In poesia (o in
>una canzone) puoi contarne una in meno per il fenomeno della sineresi
>https://it.wikipedia.org/wiki/Sineresi

>IL parlato utilizza spesso la sineresi, praticamente in modo inconscio,
>ma questo non vuol dire che le sillabe in italiano cambino di numero
>dallo scritto al parlato

Cambiano un bel po', invece...

La lingua si è sviluppata naturalmente così, poesia ha due sillabe.

E' così nel parlato, è così nel cantato, è così in una poesia.
E la poesia è un testo destinato all'oralità.

Parlare di sillabe per la prosa, secondo me, ha poco senso. La prosa è
di per se priva di struttura. E, comunque, se viene recitata, viene
pronunciata nella normale maniera del parlato.

Poi qualcuno si è inventato qualche regoletta che, ahilei, non
descrive questa realtà e si limita a essere una convenzione.

Una convenzione scritta in lungo e in largo. Vedo che qualcuno mette
dei riferimenti. Li conosco, ma continuo a ritenere che siano
sbagliati in quanto non descrittivi della realtà.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

Valerio Vanni

unread,
Sep 20, 2017, 4:31:57 PM9/20/17
to
On Wed, 20 Sep 2017 19:23:00 +0200, Luigi Cozza <reb...@xxxxx.com>
wrote:

>> L'unico problema č che č sbagliato, conta una sillaba che non c'č.
>
>sei l'unico a pensarla cosě, le grammatiche dicono di no

A parte che non sono l'unico...

Il problema č che quelle grammatiche stanno usando una convenzione.

Ma il problema piů grave č che qualcuno prende questa convenzione come
una descrizione di un fenomeno reale.

Come convenzione arbitraria, si potrebbe usare tutto. Anche spezzare
sillabare in /si.ll.ab.ar.e/.
Oppure spezzare ogni tre caratteri /sil.lab.are/. Qualcuno dice che č
una divisione strampalata?

Cos'ha che non va bene?

Luigi Cozza

unread,
Sep 20, 2017, 4:35:57 PM9/20/17
to
Il 20/09/2017 22:22, Valerio Vanni ha scritto:
> La lingua si è sviluppata naturalmente così, poesia ha due sillabe.

E gli asini volano a reazione

Valerio Vanni

unread,
Sep 20, 2017, 4:36:23 PM9/20/17
to
On Tue, 19 Sep 2017 14:35:19 +0200, edi'Ž <zo...@tiscali.it> wrote:

>> Ho imparato solo grazie a ICLI che i sardi dicono
>> Nůoro, ma come altre parole italiane con uo e l'accento
>> sulla u mi vengono in mente solo tuo e suo.
>
>Aggiungerei "duo" e derivati (duopolio...)

Ci possono essere altre parole derivate da parole con iato /u'o/.
Che so, /tor.tu'o.zo/ -> /tor.tuo.zi'ta/. Anche se, a ritmo veloce, la
seconda sillaba fa presto a diventare /two/.

Roger

unread,
Sep 20, 2017, 5:04:44 PM9/20/17
to
Valerio Vanni ha scritto:

> On Tue, 19 Sep 2017 14:35:19 +0200, edi'® <zo...@tiscali.it> wrote:
>
>>> Ho imparato solo grazie a ICLI che i sardi dicono
>>> Nùoro, ma come altre parole italiane con uo e l'accento
>>> sulla u mi vengono in mente solo tuo e suo.
>>
>> Aggiungerei "duo" e derivati (duopolio...)
>
> Ci possono essere altre parole derivate da parole con iato /u'o/.
> Che so, /tor.tu'o.zo/ -> /tor.tuo.zi'ta/. Anche se, a ritmo veloce, la
> seconda sillaba fa presto a diventare /two/.

"Tortuoso" è una parola piana con l'accento tonico sulla penultima o.
In questo caso /uo/ è dittongo, non iato.
Così come è dittongo in tortuosità.

Valerio Vanni

unread,
Sep 20, 2017, 5:14:38 PM9/20/17
to
On Wed, 20 Sep 2017 23:04:43 +0200, Roger <rugfa...@tin.it> wrote:

>> Ci possono essere altre parole derivate da parole con iato /u'o/.
>> Che so, /tor.tu'o.zo/ -> /tor.tuo.zi'ta/. Anche se, a ritmo veloce, la
>> seconda sillaba fa presto a diventare /two/.
>
>"Tortuoso" č una parola piana con l'accento tonico sulla penultima o.

Ok sulla parola piana, ok sull'accento tonico sulla penultima "o".

>In questo caso /uo/ č dittongo, non iato.
Nella pronuncia standard c'č uno iato. C'č un'aumento di volume netto
tra la /u/ e la /o/.
Per intenderci, pensa alla frase "punto su oggi": tra /u/ e /o/ c'č
quel tipo di stacco.

Forse tu la pronunci trisillabica /tor'two.zo/?

>Cosģ come č dittongo in tortuositą.

Ok... /tor.tuo.si'ta/, appunto.

Bruno Campanini

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Sep 20, 2017, 7:00:28 PM9/20/17
to
20-09-17 - Roger ha scritto:

> "Tortuoso" è una parola piana con l'accento tonico sulla penultima o.
> In questo caso /uo/ è dittongo, non iato.
> Così come è dittongo in tortuosità.

Quindi tu andresti a capo così:
tor-tuo-so
de-lit-tuo-so
af-fet-tuo-so
in-ce-stuo-so
pre-sun-tuo-so

Pensaci bene

Io non so bene per quale regola o eccezione alla regola ciò avvenga,
ma qui uo è uno iato.
Oddio, sempre che uno senta la differenza fra l'aria sulla quarta corda
e lo strimpellare di un cantautore.

Bruno

edi'®

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Sep 21, 2017, 3:12:34 AM9/21/17
to
Il 21/09/2017 01.00, Bruno Campanini ha scritto:

> Quindi tu andresti a capo così:
> tor-tuo-so
> de-lit-tuo-so
> af-fet-tuo-so
> in-ce-stuo-so
> pre-sun-tuo-so
>
> Pensaci bene

Quindi tu andresti a capo così:
tortu-
oso

delittu-
oso

affettu-
oso

> Io non so bene per quale regola o eccezione alla regola ciò avvenga,
> ma qui uo è uno iato.

La regola ortografica è chiara ed è già stata citata, non si può andare
a capo spezzando ciò che "convenzionalmente" è un dittongo (vocale
debole atona+vocale forte).

E.D.
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