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Indizi linguistici per dedurre la zona di provenienza

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multi...@gmail.com

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Nov 5, 2014, 5:06:34 PM11/5/14
to
Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona italiana di provenienza dell'interlocutore? Uno dei metodi più tipici è sentire come l'interlocutore chiama i dolci a striscia tipici di carnevale:

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere

Un'altra espressione linguistica che secondo me può essere utile è se viene usato l'articolo di fronte ai nomi di battesimo di persona e a quali (evitiamo qui il discorso sull'articolo di fronte ai cognomi in quanto mi sembra non legato a zone italiane particolari): ad esempio, io che abito in provincia di Vicenza, sono abituato con altri a dire "La Francesca" o "La Giulia", mentre nomi maschili come "Claudio" e "Martino" li chiamiamo senza articolo, a meno che non si tratti di diminutivi in cui non si comprende bene se il nome è maschile o femminile (ad esempio "Il Silva" come diminutivo di "Silvano" oppure "Il Berna" come diminutivo di Bernardo). Mi sembra di ricordare che in altre regioni è diffuso anche l'articolo per i nomi di battesimo maschili (mi sembra in Lombardia) e sapevo dell'uso nel meridione del passato remoto anche per riportare azioni compiute il giorno precedente. Sarebbe interessante fare delle "piantine" dell'Italia colorate in base a tali diversità linguistiche.

Ciao.

Valerio Vanni

unread,
Nov 5, 2014, 6:05:29 PM11/5/14
to
On Wed, 5 Nov 2014 14:06:33 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:

>Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni linguistiche che possono far dedurre una
>più o meno grande zona italiana di provenienza dell'interlocutore? Uno dei metodi più tipici è sentire come
>l'interlocutore chiama i dolci a striscia tipici di carnevale:
>
>http://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere

Secondo me diventa sempre più difficile prenderci: la TV ha effettuato
un'opera di mescolamento del lessico.

>Un'altra espressione linguistica che secondo me può essere utile è se viene usato l'articolo di fronte ai nomi di
>battesimo di persona e a quali

Questo invece, e non penso che c'entri la TV, va un po' a macchia di
leopardo.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

multi...@gmail.com

unread,
Nov 5, 2014, 6:56:37 PM11/5/14
to
Il giorno giovedì 6 novembre 2014 00:05:29 UTC+1, Valerio Vanni ha scritto:
> On Wed, 5 Nov 2014 14:06:33 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:
>
> >Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni linguistiche che possono far dedurre una
> >più o meno grande zona italiana di provenienza dell'interlocutore? Uno dei metodi più tipici è sentire come
> >l'interlocutore chiama i dolci a striscia tipici di carnevale:
> >
> >http://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere
>
> Secondo me diventa sempre più difficile prenderci: la TV ha effettuato
> un'opera di mescolamento del lessico.
>

Non mi risulta, io abito in provincia di Vicenza e quei dolci li chiamiamo e sono sempre chiamati "crostoli" anche se vengono comprati in confezioni con sopra scritto il nome usato in altre zone.

Sottolineo peraltro il fatto che sono espressioni linguistiche presenti non solo nel dialetto, ma usate anche e soprattutto da persone che parlano italiano (e spesso solo quello) fra di loro, un italiano che molte persone non più giovanissime hanno appreso certo dalla scuola ma molto di più da Mike Bongiorno (che, piaccia o non piaccia, ha fatto gli italiani molto più di Dante e Manzoni messi assieme)...

> >Un'altra espressione linguistica che secondo me può essere utile è se viene usato l'articolo di fronte ai nomi di
> >battesimo di persona e a quali
>
> Questo invece, e non penso che c'entri la TV, va un po' a macchia di
> leopardo.
>

Anche qui sarebbe utile una bella mappa:

un altro indicatore di zona potrebbe essere questo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruccia

dalle mie parti lo chiamiamo "appendiabiti", non ho mai sentito nè ometto, nè gruccia, nè stampella...

Ciao.

Valerio Vanni

unread,
Nov 5, 2014, 8:34:59 PM11/5/14
to
On Wed, 5 Nov 2014 15:56:36 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:

>Non mi risulta, io abito in provincia di Vicenza e quei dolci li chiamiamo e sono sempre chiamati "crostoli"
>anche se vengono comprati in confezioni con sopra scritto il nome usato in altre zone.

Non ho informazioni particolari sul caso specifico. In generale, il
lessico ha travalicato i suoi antichi confini quindi è sempre più
difficile fare affidamento sulla cosa.

Io qui (a cavallo tra Toscana e Romagna) ho sentito per lo più
"frappe", in misura minore "cenci".

>un altro indicatore di zona potrebbe essere questo:
>
>http://it.wikipedia.org/wiki/Gruccia
>
>dalle mie parti lo chiamiamo "appendiabiti", non ho mai sentito nè ometto, nè gruccia, nè stampella...

Da me solo "gruccia".

Il rimando da quella pagina dice che "stampella" è regionale. Se non
chiarisce però quali sono le zone, dà un'informazione incompleta.

Fathermckenzie

unread,
Nov 6, 2014, 1:23:33 AM11/6/14
to
Il 05/11/2014 23:06, multi...@gmail.com ha scritto:
> Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni
linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona italiana

boccaccio (sud) per vasetto di vetro o terracotta
ceneriera (Napoli e zone circostanti) per portacenere
guantiera per vassoio (sud)
buatta (dal fr. boîte) per barattolo (sud)
buzzinotto per recipiente basso (Calabria)
garba per piace (Toscana)
vado a giro per in giro (Toscana)
perciare (dal fr. percer) per forare (sud)


--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

abc

unread,
Nov 6, 2014, 2:20:19 AM11/6/14
to
Il 05/11/2014 23.06, multi...@gmail.com ha scritto:
> Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni
> linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona
> italiana di provenienza dell'interlocutore? Uno dei metodi più tipici
> è sentire come l'interlocutore chiama i dolci a striscia tipici di
> carnevale:
>
> http://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere

Ad esempio i rifiuti domestici: spazzatura, immondizia, pattume, ruera,
rumenta, rudo...

multi...@gmail.com

unread,
Nov 6, 2014, 3:53:26 AM11/6/14
to
Il giorno giovedì 6 novembre 2014 02:34:59 UTC+1, Valerio Vanni ha scritto:
> On Wed, 5 Nov 2014 15:56:36 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:
>
> >Non mi risulta, io abito in provincia di Vicenza e quei dolci li chiamiamo e sono sempre chiamati "crostoli"
> >anche se vengono comprati in confezioni con sopra scritto il nome usato in altre zone.
>
> Non ho informazioni particolari sul caso specifico. In generale, il
> lessico ha travalicato i suoi antichi confini quindi è sempre più
> difficile fare affidamento sulla cosa.
>

Antichi confini? Ma guarda che nel 1861 l'accesso all'istruzione postelementare, e dunque una qualche padronanza della lingua scritta, era riservato solo allo 0,89% della popolazione e negli anni '60 del secolo scorso, quando la scuola media appena divenuta obbligatoria, essa era ancora frequentata da meno del 60% dei ragazzi in età...

Di fatto è da poco più di 50 anni che la stragrande maggioranza degli italiani, in precedenza quasi tutti solo dialettofoni, ha iniziato a parlare italiano e questo soprattutto grazie alla televisione... Di fatto qui non si parla di termini dialettali, ma di termini italiani e quindi presenti in un normale dizionario di italiano...

Il punto è che si parla di termini utilizzati soprattutto nella lingua parlata della vita quotidiana e casalinga e per questo si tratta di termini che non si usano in quantità enorme nei telegiornali e nei telequiz (non ho presente come nelle trasmissioni di cucina della Clerici chiamino quei dolci carnevaleschi, forse chiacchere...), ecco perché né scuola né giornali né tv hanno omogeneizzato tali termini.

Mi viene in mente un altro esempio: qui in Veneto il luogo di ritrovo parrocchiale dei giovani si chiama "patronato" mentre in altre regioni si chiama "oratorio", non so quali zone di preciso...

Ciao.

edi'®

unread,
Nov 6, 2014, 3:58:06 AM11/6/14
to
Il 05/11/2014 23.06, multi...@gmail.com ha scritto:
> Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona italiana di provenienza dell'interlocutore?

Un paio al volo, le prime che mi vengono in mente (tralasciando
naturalmente l'accento).

*Che cosa* : qui si usa "cosa", in meridione "che"...

- Che vuoi? Cosa vuoi?


*Essere* nel senso di esistere, esserci:
qui si dice "c'è", in meridione "ci sta"

- C'è qualcosa. Ci sta qualcosa.


E.D.

Roger

unread,
Nov 6, 2014, 3:58:30 AM11/6/14
to
Fathermckenzie ha scritto:

> Il 05/11/2014 23:06, multi...@gmail.com ha scritto:
>> Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni
> linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona
> italiana

> [...]

> garba per piace (Toscana)
> vado a giro per in giro (Toscana)

Sempre in Toscana:

- berciare per strillare
- uso frequente di "sicché"

Ciao,
Roger

Giovanni Drogo

unread,
Nov 6, 2014, 4:17:09 AM11/6/14
to
On Wed, 5 Nov 2014, multi...@gmail.com wrote:

> Sarebbe interessante fare delle "piantine" dell'Italia colorate in
> base a tali diversità linguistiche.

dicesi isoglosse ...
... come la famosa mappa del Pellegrini (di cui pero' le versioni in
rete paiono scomparse) ... che pero' si basava su differenze fonetiche,
morfologiche o grammaticali e non lessicali, ed usava rilevamenti degli
anni '30 ... dopo c'e' stato troppo mescolamento.

> Uno dei metodi più tipici è sentire come l'interlocutore chiama i
> dolci a striscia tipici di carnevale:

A Milano, chiacchiere

> Un'altra espressione linguistica che secondo me può essere utile è se
> viene usato l'articolo di fronte ai nomi di battesimo di persona

A Milano sia davanti al maschile che al femminile ... "hanno sparato al
Mario in bicicletta" "... e ho buttato giu' l'Armando" :-)

Oppure il fatto che a Milano i tram sono maschili (il quindici) e gli
autobus femminili (la sessanta)

La distinzione tra "il metro'" e "la metro" invece basta a distinguere i
milanesi urbani da quelli ariosi.

Roger

unread,
Nov 6, 2014, 4:20:32 AM11/6/14
to
Giovanni Drogo ha scritto:

> [...]

> La distinzione tra "il metro'" e "la metro" invece basta a distinguere
> i milanesi urbani da quelli ariosi.

Il meteo e la meteo per distinguere gli italiani dagli svizzeri.

Ciao,
Roger

Valerio Vanni

unread,
Nov 6, 2014, 5:52:57 AM11/6/14
to
On Thu, 6 Nov 2014 00:53:25 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:

>> Non ho informazioni particolari sul caso specifico. In generale, il
>> lessico ha travalicato i suoi antichi confini quindi è sempre più
>> difficile fare affidamento sulla cosa.
>
>Antichi confini? Ma guarda che nel 1861 l'accesso all'istruzione postelementare, e dunque una qualche padronanza
>della lingua scritta, era riservato solo allo 0,89% della popolazione e negli anni '60 del secolo scorso

Per "antichi" intendo anche solo di 30 anni fa.

Non solo solo i quiz e i telegiornali, ci sono anche i film.

Per esempio l'espressione "'sti cazzi" viene probabilmente da
quell'area, ma ormai si sente dappertutto.
"Minchia", ormai, non ci dà più grandi certezze di trovarci davanti a
un siciliano.

Valerio Vanni

unread,
Nov 6, 2014, 6:10:36 AM11/6/14
to
On Thu, 6 Nov 2014 09:58:23 +0100, "Roger" <rugfa...@tin.it> wrote:

>> garba per piace (Toscana)
>> vado a giro per in giro (Toscana)
>
>Sempre in Toscana:
>
>- berciare per strillare
>- uso frequente di "sicché"

Aggiungo, per la Toscana:

-Cencio: lo straccio per pulire in terra
-Acquaio: il lavello della cucina
-Asciughino: lo straccio con cui in cucina si asciugano i piatti
-Buco: omosessuale maschio
-Bandone: serranda (quella dei negozi)
-Bischero: cazzo (ma più frequente "persona ingenua, coglione", anche
in senso scherzoso)

Per la Romagna:
-Invornito: persona poco sveglia (forse questo si sente anche altrove)
-Patacca: vagina, per estensione "donna" con riferimento specifico al
sesso [1], "persona ingenua, coglione" [2] (al pari del toscano
"bischero")
-Zavagliare: farneticare

[1] Si veda Giacobazzi: "Il romagnolo quando cresce ha due pensieri
fissi: il motore e la patacca".
[2] Si veda il benzinaio di Cesenatico, che non voleva appunto "fare
la figura del patacca con i clienti".

multi...@gmail.com

unread,
Nov 6, 2014, 6:20:04 AM11/6/14
to
Il giorno giovedì 6 novembre 2014 11:52:57 UTC+1, Valerio Vanni ha scritto:
> On Thu, 6 Nov 2014 00:53:25 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:
>
> >> Non ho informazioni particolari sul caso specifico. In generale, il
> >> lessico ha travalicato i suoi antichi confini quindi è sempre più
> >> difficile fare affidamento sulla cosa.
> >
> >Antichi confini? Ma guarda che nel 1861 l'accesso all'istruzione postelementare, e dunque una qualche padronanza
> >della lingua scritta, era riservato solo allo 0,89% della popolazione e negli anni '60 del secolo scorso
>
> Per "antichi" intendo anche solo di 30 anni fa.
>

Quando però tv, giornali e film avevano già "italianizzato" gli italiani da decenni, dunque...

> Non solo solo i quiz e i telegiornali, ci sono anche i film.
>
> Per esempio l'espressione "'sti cazzi" viene probabilmente da
> quell'area, ma ormai si sente dappertutto.
> "Minchia", ormai, non ci dà più grandi certezze di trovarci davanti a
> un siciliano.
>

Queste però mi sembrano espressioni dialettali, in quanto "questi" abbreviato in "'sti" e "minchia" non mi risultano presenti nei dizionari di italiano (al massimo sono presenti solo appunto come dialettismi e quindi non vengono "sentiti" come termini della lingua italiana).

Ciao.

Valerio Vanni

unread,
Nov 6, 2014, 6:42:36 AM11/6/14
to
On Thu, 6 Nov 2014 03:20:03 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:

>> Per esempio l'espressione "'sti cazzi" viene probabilmente da
>> quell'area, ma ormai si sente dappertutto.
>> "Minchia", ormai, non ci dà più grandi certezze di trovarci davanti a
>> un siciliano.
>>
>
>Queste però mi sembrano espressioni dialettali, in quanto "questi" abbreviato in "'sti" e "minchia" non mi risultano presenti nei dizionari di italiano (al massimo sono presenti solo appunto come dialettismi e quindi non vengono "sentiti" come termini della lingua italiana).

Il Treccani in linea ha entrambi, in ogni caso si sta parlando di
varianti regionali della lingua e quindi i termini importati dal
dialetto secondo me ci rientrano a pieno merito.

Klaram

unread,
Nov 6, 2014, 6:51:52 AM11/6/14
to
Il 06/11/2014, abc ha detto :
Anche tra i nomi di cibi, frutta, verdura, pesci, molluschi ecc.

Tempo fa, avevamo parlato dell'anguria, cocomero, melone d'acqua,
popone (Toscana), pateca (Genova) ecc.

k

Klaram

unread,
Nov 6, 2014, 7:06:26 AM11/6/14
to
Il 06/11/2014, Fathermckenzie ha detto :
> Il 05/11/2014 23:06, multi...@gmail.com ha scritto:
>> Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni
> linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona italiana
>
> boccaccio (sud) per vasetto di vetro o terracotta

In Piemonte, Liguria e nelle zone galloitaliche siciliane e lucane:
burnìa.

Detta anche albarella, albarela, arbarela e, da noi, arbanela.

k

Dragonòt

unread,
Nov 6, 2014, 9:01:34 AM11/6/14
to
> wrote in message
> news:e86e0f6a-b272-45cb...@googlegroups.com...
>
>Qualcuno di voi saprebbe indicarmi un insieme di parole o espressioni
>linguistiche che possono far dedurre una più o meno grande zona italiana di
>provenienza dell'interlocutore?


Aggiungo:

affitto al nord / pigione al centro / locazione al sud

Chiedo venia in anticipo
Membro maschile : uccello al nord / pesce al sud

Bepe

Roger

unread,
Nov 6, 2014, 9:04:26 AM11/6/14
to
Dragonòt ha scritto:

> [...]

> Aggiungo:

> affitto al nord / pigione al centro / locazione al sud

Infatti:

Al nord ci sono i cartelli "affittasi"
mentre al sud ci sono i cartelli "locasi"

Ciao,
Roger

Sylar Surfer

unread,
Nov 6, 2014, 9:14:12 AM11/6/14
to
Il 06/11/2014 11:10, Valerio Vanni ha scritto:
> Per la Romagna:
> -Invornito: persona poco sveglia (forse questo si sente anche altrove)
>
Il sinonimo "incicciuito" non dà adito a dubbi sulla sua provenienza.

Barone Barolo

unread,
Nov 6, 2014, 10:31:33 AM11/6/14
to
On Wednesday, November 5, 2014 11:06:34 PM UTC+1, multi...@gmail.com wrote:
> http://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere

Ad Ancona, forse sento dire più spesso "fiocchi" che non "frappe" (che comunque è utilizzato).
Forse uno dei due termini ha origine rurale e l'altro urbana, ma non posso dirlo con certezza.

-- bb

Valerio Vanni

unread,
Nov 6, 2014, 11:57:51 AM11/6/14
to
On Thu, 06 Nov 2014 14:14:22 +0000, Sylar Surfer
<Sylar....@gmail.com> wrote:

>> Per la Romagna:
>> -Invornito: persona poco sveglia (forse questo si sente anche altrove)
>>
>Il sinonimo "incicciuito" non dą adito a dubbi sulla sua provenienza.

Non l'ho mai sentito: da dove viene?

ADPUF

unread,
Nov 6, 2014, 3:34:50 PM11/6/14
to
Roger 15:04, giovedì 6 novembre 2014:
> Dragonòt ha scritto:
>
>> Aggiungo:
>> affitto al nord / pigione al centro / locazione al sud
>
> Infatti:
>
> Al nord ci sono i cartelli "affittasi"
> mentre al sud ci sono i cartelli "locasi"


Al centro dovrebbesi dire "appigionasi"?


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 6, 2014, 3:35:43 PM11/6/14
to
multi...@gmail.com 09:53, giovedì 6 novembre 2014:
>
> Mi viene in mente un altro esempio: qui in Veneto il luogo di
> ritrovo parrocchiale dei giovani si chiama "patronato" mentre
> in altre regioni si chiama "oratorio", non so quali zone di
> preciso...


Qui "ricreatorio".


--
°¿°

Maurizio Pistone

unread,
Nov 6, 2014, 4:53:43 PM11/6/14
to
Dragonňt <drag...@libero.it> wrote:

> Membro maschile : uccello al nord / pesce al sud

Agata, guarda, stupisci,
com'č ridotto quest'uomo per te (cit. poetica)

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Maurizio Pistone

unread,
Nov 6, 2014, 4:53:55 PM11/6/14
to
Valerio Vanni <valeri...@inwind.it> wrote:

> >... "questi" abbreviato in "'sti" e "minchia" ...
>
> Il Treccani in linea ha entrambi

è appunto quello che si dice "essere in linea"

Maurizio Pistone

unread,
Nov 6, 2014, 4:53:55 PM11/6/14
to
Valerio Vanni <valeri...@inwind.it> wrote:

> "Minchia", ormai, non ci dà più grandi certezze di trovarci davanti a
> un siciliano.

quasi sicuramente un(a) torinese

https://www.youtube.com/watch?v=tKm0dmkVXnY

multi...@gmail.com

unread,
Nov 6, 2014, 5:32:24 PM11/6/14
to
Non so, io continuo a "sentirli" come "citazioni" dai rispettivi dialetti, il Treccani in linea come dice che "sta" (a cui "sto" rimanda per precedenza alfabetica) è "viva in molti dialetti insieme con le corrispondenti forme del masch. sto (v.), e dei plur. sti, ste", dunque viene sentita come dialettale, mentre "minchia" è ritenuto termine "meridionale" appartenente comunque alla lingua italiana, ma mi sembra che tutte le persone non meridionali che usano il termine lo dicono sempre sentendolo come "citazione" della cultura meridionale, cioè parlando subito dopo o prima di cose legate al sud Italia, allo stesso modo con cui "ostrega" (anch'essa presente su Treccani), può essere citato dagli italiani del sud quando un loro amico è tornato da Venezia. Insomma, distinguerei termini regionali "citati" in quanto interessati a certi luoghi italiani lontani da termini che si usano quasi ogni giorno perché si sentono ogni giorno a famiglia e al lavoro.

Ciao.

Valerio Vanni

unread,
Nov 7, 2014, 8:59:20 AM11/7/14
to
On Thu, 6 Nov 2014 14:32:23 -0800 (PST), multi...@gmail.com wrote:

>Non so, io continuo a "sentirli" come "citazioni" dai rispettivi dialetti

>ma mi sembra che tutte le persone non meridionali che usano il termine lo dicono sempre sentendolo come >"citazione" della cultura meridionale, cioč parlando subito dopo o prima di cose legate al sud Italia

Quella della citazione č sicuramente una fase, e per alcune parole
probabilmente č lo stato attuale.
Per altre, perň, c'č un'assimilazione piů forte.

multi...@gmail.com

unread,
Nov 7, 2014, 9:54:57 AM11/7/14
to
Piccola correzione: i termini "oratorio" e "patronato", almeno all'inizio dell'uso dei termini, indicano una piccola sfumatura di significato:

http://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_%28centro_giovanile%29#Patronato

il fatto è che in Veneto gli ambienti per ragazzi fondati dai Giuseppini del Murialdo vennero chiamati "patronati" per distinguerli da quelli fondati dai Salesiani, rimasti "oratori" (ma mi sembra che in Veneto anche quelli dei Salesiani siano chiamati "patronati")...

Ciao.

Lorents

unread,
Nov 7, 2014, 3:44:29 PM11/7/14
to
Il 06/11/2014 11:20, multi...@gmail.com ha scritto:
[...]
>>
>
> Queste però mi sembrano espressioni dialettali, in quanto "questi" abbreviato in "'sti" e
"minchia" non mi risultano presenti nei dizionari di italiano (al
massimo sono presenti solo
appunto come dialettismi e quindi non vengono "sentiti" come termini
della lingua italiana).
>


Scusate, state dicendo che 'sto, 'sta, 'sti, 'ste non sono usati
universalmente in Italia (a livello molto informale, ovviamente)? In
quali regioni non si userebbero?

L.

Lorents

unread,
Nov 7, 2014, 3:52:22 PM11/7/14
to
Il 06/11/2014 11:20, multi...@gmail.com ha scritto:
[...]
>>
>
> Queste però mi sembrano espressioni dialettali, in quanto "questi" abbreviato in "'sti" e
"minchia" non mi risultano presenti nei dizionari di italiano (al
massimo sono presenti solo
appunto come dialettismi e quindi non vengono "sentiti" come termini
della lingua italiana).
>


Una voce dalla Germania

unread,
Nov 8, 2014, 12:21:58 AM11/8/14
to
Am 06.11.2014 09:53, schrieb multi...@gmail.com:

> Mi viene in mente un altro esempio: qui in Veneto il luogo di ritrovo parrocchiale dei giovani si chiama "patronato" mentre in altre regioni si chiama "oratorio", non so quali zone di preciso...


P. es. "oratorio" a Milano intorno al 1970.
Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto
dove si va a chiedere aiuto per questioni fiscali o
pensionistiche.

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 8, 2014, 12:22:00 AM11/8/14
to
Am 06.11.2014 12:10, schrieb Valerio Vanni:
> On Thu, 6 Nov 2014 09:58:23 +0100, "Roger" <rugfa...@tin.it> wrote:
>
>>> garba per piace (Toscana)
>>> vado a giro per in giro (Toscana)
>>
>> Sempre in Toscana:
>>
>> - berciare per strillare
>> - uso frequente di "sicché"
>
> Aggiungo, per la Toscana:
>
> -Cencio: lo straccio per pulire in terra
> -Acquaio: il lavello della cucina
> -Asciughino: lo straccio con cui in cucina si asciugano i piatti
> -Buco: omosessuale maschio
> -Bandone: serranda (quella dei negozi)
> -Bischero: cazzo (ma più frequente "persona ingenua, coglione", anche
> in senso scherzoso)

Aggiungerei anche mesticheria in Versilia, salsamenteria
(non ricordo dove, ma sicuramente non a Milano) e prestinaio
a Milano. Probabilmente anche in zone più vaste di quelle
che ho indicato e posso testimoniare.

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 8, 2014, 12:22:00 AM11/8/14
to
Am 06.11.2014 10:17, schrieb Giovanni Drogo:

> Oppure il fatto che a Milano i tram sono maschili (il
> quindici) e gli autobus femminili (la sessanta)


Beh, che IL tram sia maschile mi sembra abbastanza ovvio.
Invece è interessante spiegare perché a Milano gli autobus
sono femminili: per noi milanesi sono femminili gli autobus
che una volta erano denominati con delle lettere. LA
sessanta (apparentemente illogico) cinquant'anni fa era la N
(logico). Altre corrispondenze: 50 = A, 54 = E, 62 = P anche
se ha cambiato quasi tutto il percorso, 66 = T.
Domanda di un milanese emigrato: sono femminili anche le
nuove linee di autobus create quando si usavano già i
numeri, p. es. 40 a Quarto Oggiaro e 45 in zona Mecenate?

Klaram

unread,
Nov 8, 2014, 12:22:24 AM11/8/14
to
Dopo dura riflessione, Fathermckenzie ha scritto :
> Il 07/11/2014 12:09, Una voce dalla Germania ha scritto:
>> Aggiungerei anche mesticheria in Versilia, salsamenteria (non ricordo
>> dove, ma sicuramente non a Milano) e prestinaio a Milano.
>
> Sarà un francesismo, ma a Napoli, almeno ai miei tempi, era pieno di
> "boulangerie" scritto da solo o accanto a "salumeria panetteria" e simili.
> Non mi pare di averlo visto altrove

In Sicilia la macelleria è detta carnezzeria, e loro dicono che è
giusto così, perché nella macelleria si macella, nella carnezzeria si
vende la carne. :-)

k

Fathermckenzie

unread,
Nov 8, 2014, 12:22:37 AM11/8/14
to
Il 07/11/2014 12:09, Una voce dalla Germania ha scritto:
> Aggiungerei anche mesticheria in Versilia, salsamenteria (non ricordo
> dove, ma sicuramente non a Milano) e prestinaio a Milano.

Sarà un francesismo, ma a Napoli, almeno ai miei tempi, era pieno di
"boulangerie" scritto da solo o accanto a "salumeria panetteria" e
simili. Non mi pare di averlo visto altrove

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

Valerio Vanni

unread,
Nov 8, 2014, 3:07:50 AM11/8/14
to
On Fri, 07 Nov 2014 11:56:21 +0100, Una voce dalla Germania
<tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

>P. es. "oratorio" a Milano intorno al 1970.
>Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto
>dove si va a chiedere aiuto per questioni fiscali o
>pensionistiche.

Questo anche qui da me, non l'ho mai sentito come sinonimo di
"oratorio".

Valerio Vanni

unread,
Nov 8, 2014, 3:09:13 AM11/8/14
to
On Fri, 07 Nov 2014 12:09:16 +0100, Una voce dalla Germania
<tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

>Aggiungerei anche mesticheria in Versilia,

Questo l'ho visto anche in Romagna.

Roger

unread,
Nov 8, 2014, 4:51:02 AM11/8/14
to
Una voce dalla Germania ha scritto:

> [...]> Aggiungerei anche mesticheria in Versilia,

Be', mesticheria è diffuso un po' in tutta la Toscana.

Ciao,
Roger

Klaram

unread,
Nov 8, 2014, 11:28:01 AM11/8/14
to
Lorents ha usato la sua tastiera per scrivere :

> Scusate, state dicendo che 'sto, 'sta, 'sti, 'ste non sono usati
> universalmente in Italia (a livello molto informale, ovviamente)? In
> quali regioni non si userebbero?
>

In Piemonte, no.

k

Klaram

unread,
Nov 8, 2014, 11:33:21 AM11/8/14
to
Scriveva Valerio Vanni sabato, 08/11/2014:
> On Fri, 07 Nov 2014 11:56:21 +0100, Una voce dalla Germania
> <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:
>
>> P. es. "oratorio" a Milano intorno al 1970.
>> Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto
>> dove si va a chiedere aiuto per questioni fiscali o
>> pensionistiche.
>
> Questo anche qui da me, non l'ho mai sentito come sinonimo di
> "oratorio".

In Piemonte, prima dei "patronati" sindacali o di altre associazioni
che assistono su questioni fiscai e altre cose del genere,, c'era il
"patronato scolastico", ente benefico che assisteva alunni bisogosi.

http://goo.gl/WI39gM

k

qualcunaltro

unread,
Nov 8, 2014, 12:54:12 PM11/8/14
to
On 07/11/2014 12:22, Una voce dalla Germania wrote:
> Am 06.11.2014 10:17, schrieb Giovanni Drogo:
>
>> Oppure il fatto che a Milano i tram sono maschili (il
>> quindici) e gli autobus femminili (la sessanta)
>

> Domanda di un milanese emigrato: sono femminili anche le nuove linee di
> autobus create quando si usavano gią i numeri, p. es. 40 a Quarto
> Oggiaro e 45 in zona Mecenate?


Direi di sģ, non mi vengono in mente autobus maschili. Sono stato
anch'io un emigrato, ma sono rientrato vent'anni fa quindi non sono
sicuro di come sia stata la transizione. Invece quello che si diceva (mi
pare da Drogo) di "il metrņ" dei milanesi e "la metro" dei foresti mi
pare che stia cambiando. I ragazzi che conosco dicono "la metro", ma non
so se siano un campione significativo.

Giovanni Drogo

unread,
Nov 10, 2014, 3:59:28 AM11/10/14
to
On Sat, 8 Nov 2014, qualcunaltro wrote:
> On 07/11/2014 12:22, Una voce dalla Germania wrote:

>> Domanda di un milanese emigrato: sono femminili anche le nuove linee
>> di autobus create quando si usavano gią i numeri, p. es. 40 a Quarto
>> Oggiaro e 45 in zona Mecenate?

si' perche' alcune delle linee numeriche (>33) sono state introdotte
piu' o meno contestualmente alla transizione lettere-numeri
(A=50...Z=70) correttamente riportata. Cosi' la 38 e' il bus da piazzale
Susa al Saini, mentre il 38 era il tram che anticamente serviva quei
paraggi. Anticamente esistevano anche tram >38 come la 55 e la 60 ma
erano linee speciali (stadio, ippodromo, cimiteri).

I filobus (la 90/91 ecc.) sono sempre stati femminili.

> Invece quello che si diceva (mi pare da Drogo) di "il metrņ" dei
> milanesi e "la metro" dei foresti mi pare che stia cambiando.

Purtroppo e' vero

Giovanni Drogo

unread,
Nov 10, 2014, 4:02:46 AM11/10/14
to
On Fri, 7 Nov 2014, Una voce dalla Germania wrote:

> Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto dove si va a
> chiedere aiuto per questioni fiscali o pensionistiche.

Perche' ERA ? Renzi ha gia' vinto cosi' tanto ?

il citato "patronato scolastico" lo ricordo da piccolo, i "patronati"
sindacali o para-sindacali (ACLI) esistevano ben da prima del 2012-13,
anche se per certe funzioni da un po' di anni si parla solitamente di
caf (CAF, che poi credo dovrebbero essere CAAF) - che comunque non sono
solo sindacali.

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 10, 2014, 4:13:46 AM11/10/14
to
Am 10.11.2014 10:02, schrieb Giovanni Drogo:
> On Fri, 7 Nov 2014, Una voce dalla Germania wrote:
>
>> Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto
>> dove si va a chiedere aiuto per questioni fiscali o
>> pensionistiche.
>
> Perche' ERA ? Renzi ha gia' vinto cosi' tanto ?


No, ERA perché nel 2014 non sono ancora andato a Milano e
pertanto non ho avuto occasione di verificare se lo chiamano
ancora così o se adesso dicono solo CAF. Inoltre, salvo
imrpevisti, non dovrei avere più nulla a che fare con quegli
uffici. Nel 2012-13 diverse persone mi hanno parlato del
"CAF, insomma, il patronato".
Sarà perché vivo all'estero, ma non capisco cosa volevi dire
con la seconda frase.

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 10, 2014, 4:19:25 AM11/10/14
to
Am 10.11.2014 09:59, schrieb Giovanni Drogo:
> On Sat, 8 Nov 2014, qualcunaltro wrote:
>> On 07/11/2014 12:22, Una voce dalla Germania wrote:
>
>>> Domanda di un milanese emigrato: sono femminili anche le
>>> nuove linee
>>> di autobus create quando si usavano già i numeri, p. es.
>>> 40 a Quarto
>>> Oggiaro e 45 in zona Mecenate?
>
> si' perche' alcune delle linee numeriche (>33) sono state
> introdotte piu' o meno contestualmente alla transizione
> lettere-numeri (A=50...Z=70) correttamente riportata. Cosi'
> la 38 e' il bus da piazzale Susa al Saini, mentre il 38 era
> il tram che anticamente serviva quei paraggi. Anticamente
> esistevano anche tram >38 come la 55 e la 60 ma erano linee
> speciali (stadio, ippodromo, cimiteri).
>
> I filobus (la 90/91 ecc.) sono sempre stati femminili.


Grazie per l'informazione sugli autobus, però dovremmo
spiegare ai "foresti" che a Milano i filobus non sono
femminili perché i milanesi ci prendono gusto a sbagliare
gli articoli, ma perché dicono filovia e non filobus.

Giovanni Drogo

unread,
Nov 10, 2014, 10:58:37 AM11/10/14
to
On Mon, 10 Nov 2014, Una voce dalla Germania wrote:

> Nel 2012-13 diverse persone mi hanno parlato del "CAF, insomma, il
> patronato".

che io sappia i patronati veri e propri, con cui non ho mai avuto a che
fare, si occupano od occupavano originariamente di assistere i
lavoratori nella presentazione di domande di pensione e altre forme di
assistenza. Di certo esistono patronati affiliati a sindacati (sia i tre
principali che altri) o ad altre associazioni come le ACLI. Non so se
anche ad altre associazioni o ordini professionali, o di altra natura
(p.es. quando mia padre lavorava presso la sua ditta operava una
assistente sociale, che era pero' indipendente dalla ditta, ... so che
aveva assistito lei per la verifica dei contributi sia suoi che per la
"prosecuzione volontaria" di mia madre).

I CAF o CAAF sono venuti fuori dopo, direi piu' o meno quando e' stata
introdotta la denuncia dei redditi tramite mod. 730. A quei tempi il
datore di lavoro era OBBLIGATO a prestare assistenza fiscale, e poteva
farlo in proprio (p.es. allora INPS per i pensionati lo faceva) o
convenzionarsi con un CAF (il CNR p.es. allora scelse la convenzione con
un CAF "privato"). Credo, salvo il diritto del lavoratore di scegliere
un altro CAF (tipicamente ne avevano e ne hanno i sindacati e le
associazioni parasindacali di cui sopra). Adesso invece non esiste piu'
obbligo per il datore di lavoro (*) e ci si puo' rivolgere a qualsiasi
CAF (noi abbiamo mantenuto l'arrangiamento con quello privato originario
che viene in sede a ritirare tutti i 730, per chi lo trova comodo).

(*) salvo ovviamente quello di effettuare i rimborsi o le trattenute
certitificate da un CAF.

Per le attivita' obbligatorie, come la accettazione dei 730
precompilati, i CAF ricevone un tot procapite dallo stato, non dal
contribuente. Questo invece paga se richiede servizi aggiuntivi, e ci
sono CAF piu' o meno esosi (o con prefenziazioni per i "soci").

Altre attivita' obbligatorie dei CAF sono/erano la presentazione dei
moduli RED (denuncie redditi pensionati) e il calcolo dei coefficienti
ISEE (redditi normalizzati in base al patrimonio per particolari
prestazioni). Queste le facevano anche consulenti del lavoro
libero-professionisti (credo che per la parte informatica si
appoggiassero comunque a dei CAF). Oggi come oggi alcune di quelle (tipo
i RED) si possono fare anche individualmente online.


> Sarà perché vivo all'estero, ma non capisco cosa volevi dire con la
> seconda frase.

Sarebbe questa la frase incriminata ?
>> Perche' ERA ? Renzi ha gia' vinto cosi' tanto ?

Mi meraviglio che in tempi di web (anche senza vedere le satire di
Crozza) le notizie di politica interna non circolino. Credo che la mia
figlioccia di 21 anni cittadina tedesca - e italiana - dalla nascita ne
sappia di piu' di politica italiana.

Dovrebbe essere noto che l'attuale presidente del consiglio (che temo di
dover aggiungere come terzo tra cotanto senno alla lista dei "zwei
Clowns" che avevano "zu einem gewissen Grad entsetzt" il buon
Steinbrück) non "si usmi" (come si dice a Milano) con i sindacati e in
particolare con alcuni di questi.

Dragonòt

unread,
Nov 10, 2014, 11:18:55 AM11/10/14
to
> "Giovanni Drogo" wrote:
> Per le attivita' obbligatorie, ..., i CAF ricevone un tot procapite dallo
> stato, non dal contribuente.


Cioè sempre dai contribuenti.
Bepe

Sylar Surfer

unread,
Nov 10, 2014, 3:43:18 PM11/10/14
to
Il 06/11/2014 12:11, Valerio Vanni ha scritto:
> On Thu, 06 Nov 2014 14:14:22 +0000, Sylar Surfer
> <Sylar....@gmail.com> wrote:
>
>>> Per la Romagna:
>>> -Invornito: persona poco sveglia (forse questo si sente anche altrove)
>>>
>> Il sinonimo "incicciuito" non dà adito a dubbi sulla sua provenienza.
>
> Non l'ho mai sentito: da dove viene?
>
>
Ravenna e dintorni. Si narra di un Circolo degli Incicciuiti a capo del
quale vi era un noto avvocato.
La leggenda dice che organizzarono una gita e si trovarono tutti in
Piazza Garibaldi alle 6 di mattina. Arrivarono stranamente tutti
puntuali se non che nessuno aveva prenotato la corriera.

Sylar Surfer

Sylar Surfer

unread,
Nov 10, 2014, 3:45:43 PM11/10/14
to
Il 06/11/2014 12:11, Valerio Vanni ha scritto:
> On Thu, 06 Nov 2014 14:14:22 +0000, Sylar Surfer
> <Sylar....@gmail.com> wrote:
>
>>> Per la Romagna:
>>> -Invornito: persona poco sveglia (forse questo si sente anche altrove)
>>>
>> Il sinonimo "incicciuito" non dà adito a dubbi sulla sua provenienza.
>
> Non l'ho mai sentito: da dove viene?
>
>
Aggiungo anche il "mi è rimasto" tipico romagnolo.

Sylar Surfer

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 11, 2014, 3:21:26 PM11/11/14
to
Sarà perché vivo all'estero, ma ho bisogno di una bella
spinta per collegare il rapporto non proprio pappa e ciccia
tra Renzi e alcuni sindacati alla tua frase "Renzi ha gia'
vinto cosi' tanto?" in riferimento ai CAF o patronati che,
come del resto hai spiegato anche tu, non sono
esclusivamente emanazioni dei sindacati.

Sui sindacati, poi, sarà perché sono un libero
professionista, sarà perché ho visto il loro impressionante
impegno pluriennale in Italia e in Germania per migliorare
le condizioni di vita e di lavoro della generazione mille
euro e dei praticanti a vita, sarà perché me ne andai quando
in Italia nelle offerte di lavoro si cercavano solo laureati
militesenti max. venticinquenni, ricordo con simpatia quel
politico italiano, neanche tanto di sinistra, che già negli
anni settanta disse: "Se fossi giovane, fonderei il
sindacato dei disoccupati".

ADPUF

unread,
Nov 11, 2014, 6:57:03 PM11/11/14
to
Klaram 18:33, venerdì 7 novembre 2014:
Quand'ero bambino vedevo nel "libro di lettura" la
parola "pizzicagnolo" e mi chiedevo se vendesse pizzicotti.

C'era anche il libro "sussidiario" diviso per materie:
aritmetica, storia religione ecc.


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 11, 2014, 6:58:30 PM11/11/14
to
Klaram 17:33, sabato 8 novembre 2014:
> Scriveva Valerio Vanni sabato, 08/11/2014:
>> On Fri, 07 Nov 2014 11:56:21 +0100, Una voce dalla Germania
>>
>>> P. es. "oratorio" a Milano intorno al 1970.
>>> Nel 2012-13, sempre a Milano, il "patronato" era un posto
>>> dove si va a chiedere aiuto per questioni fiscali o
>>> pensionistiche.
>>
>> Questo anche qui da me, non l'ho mai sentito come sinonimo
>> di "oratorio".
>
> In Piemonte, prima dei "patronati" sindacali o di altre
> associazioni
> che assistono su questioni fiscai e altre cose del genere,,
> c'era il "patronato scolastico", ente benefico che assisteva
> alunni bisogosi.


Ah sì, si compravano i francobolli del patronato.


Una volta c'era anche il "padronato", poi è sparito
dall'orizzonte...


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 11, 2014, 6:58:56 PM11/11/14
to
Una voce dalla Germania 10:12, lunedì 10 novembre 2014:
L'ultima volta che fui a MI presi il metrò, un tram piccolo e
uno grande.
Piazza Repubblica, mi pare che fosse, ho fatto il cambio.
Filovie niente.

A Roma ho preso un autobus (Cassia) e poi un tram (Flaminia) e
viceversa, un'altra volta solo un tram (Trastevere), la metro
mai.

Per ora.
Nel caso, aggiornerovvi.


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 11, 2014, 7:01:27 PM11/11/14
to
Sylar Surfer 21:45, lunedì 10 novembre 2014:
Il "volentieri" negativo dei triestini:
- Vorrei un etto di prosciutto di Parma.
- Volentieri. Parma xe finì, gavemo solo el sandaniele.


--
°¿°

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 12, 2014, 2:55:23 AM11/12/14
to
Am 12.11.2014 01:00, schrieb ADPUF:

> L'ultima volta che fui a MI presi il metrò, un tram piccolo e
> uno grande.
> Piazza Repubblica, mi pare che fosse, ho fatto il cambio.
> Filovie niente.
>
> A Roma ho preso un autobus (Cassia) e poi un tram (Flaminia) e
> viceversa, un'altra volta solo un tram (Trastevere), la metro
> mai.
>
> Per ora.
> Nel caso, aggiornerovvi.
>

Quale sarebbe l'aspetto linguistico del tuo commento?
Per ora ho notato solamente che per Milano scrivi "il metrò"
e per la Roma "la metro".

Io e Giovanni abbiamo discusso il fatto, a prima vista
strano per chi viene da fuori e oggetto tempo fa di una
lettera a Italians, che a Milano i numeri DEI filobus e
DEGLI autobus vengono usati al femminile, il che normalmente
sottintende un nome femminile.
La spiegazione è facile per i pochi filobus ancora in
circolazione, visto che li chiamiamo filovie.
Un po' meno per gli autobus, visto che anche noi diciamo
autobus e non, che ne so, corriera.

Fathermckenzie

unread,
Nov 12, 2014, 2:58:00 AM11/12/14
to
Il 12/11/2014 01:03, ADPUF ha scritto:
> Il "volentieri" negativo dei triestini:
> - Vorrei un etto di prosciutto di Parma.
> - Volentieri. Parma xe finì, gavemo solo el sandaniele.

Come "Vicino" usato a Napoli per indicare contatto:
"Il quadro sta attaccato vicino al muro".
"Cerchi gli occhiali? Li hai vicino alla faccia".
"T' rong nu pacchr vicin'o muss" (ti do uno schiaffone vicino al muso)
Le prime volte era spiazzante.
Immaginavo il quadro che fluttuava nell'aria senza toccare il muro.
Altro esempio: "Mio marito lavora sul Comune"

Sylar Surfer

unread,
Nov 12, 2014, 4:35:46 AM11/12/14
to
Il 10/11/2014 20:45, Sylar Surfer ha scritto:
>>
>>
> Aggiungo anche il "mi è rimasto" tipico romagnolo.
>

Mi sono sbagliato, ovviamente è: "ho rimasto".

Sylar Surfer


Dragonòt

unread,
Nov 12, 2014, 4:39:32 AM11/12/14
to
> "Sylar Surfer" wrote in message:
> Aggiungo anche il "mi è rimasto" tipico romagnolo.
>
> Mi sono sbagliato, ovviamente è: "ho rimasto".


In Piemonte: "ho riuscito", detto da un naufrago della Concordia, mettendo
in it. la frase piemontese.
Bepe

Fathermckenzie

unread,
Nov 12, 2014, 5:51:03 AM11/12/14
to
Il 12/11/2014 10:39, Dragonòt ha scritto:
>> "Sylar Surfer" wrote in message:
>> Aggiungo anche il "mi è rimasto" tipico romagnolo.
>> Mi sono sbagliato, ovviamente è: "ho rimasto".
> In Piemonte: "ho riuscito", detto da un naufrago della Concordia,

in napoletano, e nell'italiano regionale, "rimanere" è usato nel
significato di "lasciare": "ho rimasto i bambini a casa" (più
propriamente "le creature"), "ho rimasto le chiavi in macchina"

multi...@gmail.com

unread,
Nov 12, 2014, 5:59:54 AM11/12/14
to
Ho l'impressione anche che vari a livello regionale l'uso di declinare la desinenza del participio nei tempi composti, del tipo: Lucia dice: "Ieri mi hai visto?/Ieri mi hai vista?" e analogamente: I miei amici mi dicono: Ieri ci hai visto? Ieri ci hai visti?" Mi pare che in alcune regioni del nord la declinazione sia sempre usata, ma non so quali di preciso...

Ciao.

Klaram

unread,
Nov 12, 2014, 6:07:38 AM11/12/14
to
Una voce dalla Germania ha pensato forte :


> ricordo con simpatia quel politico italiano, neanche tanto di sinistra, che
> già negli anni settanta disse: "Se fossi giovane, fonderei il sindacato dei
> disoccupati".

A Napoli c'è, si chiama UDN, unione disoccupati organizzati.

k

Klaram

unread,
Nov 12, 2014, 6:12:08 AM11/12/14
to
Dragonòt ha spiegato il 12/11/2014 :
Sarà stato sotto siòc.

In piemontese è corretto.

k

Roger

unread,
Nov 12, 2014, 6:57:35 AM11/12/14
to
Klaram ha scritto:
Dove N sta per organizzati?

> k

Ciao,
Roger

Klaram

unread,
Nov 12, 2014, 7:18:28 AM11/12/14
to
Il 12/11/2014, Roger ha detto :
Sta per "napoletani", ma sono anche "organizzati" come le altre
associazioni di disoccupati.

Chissà perché sentono il bisogno di autodefinirsi "organizzati". E'
ovvio ce un'associazione sia "organizzata".


k

Giovanni Drogo

unread,
Nov 12, 2014, 7:58:34 AM11/12/14
to
On Wed, 12 Nov 2014, Klaram wrote:

> Chissà perché sentono il bisogno di autodefinirsi "organizzati". E'
> ovvio ce un'associazione sia "organizzata".

"Ghe voeur i orghen / per organizzaa" (Carlo Porta)

Giovanni Drogo

unread,
Nov 12, 2014, 7:59:27 AM11/12/14
to
On Wed, 12 Nov 2014, ADPUF wrote:

> Una volta c'era anche il "padronato", poi è sparito dall'orizzonte...

Come il sol dell'avvenire ? Ma forse adesso rispunta (indovinate cosa)

ADPUF

unread,
Nov 12, 2014, 6:47:17 PM11/12/14
to
Giovanni Drogo 13:59, mercoledì 12 novembre 2014:
Boh?

Mi ricordo che una volta tanti anni fa ebbi una discussione
(anche) con il beneamato GCPillan sull'espressione (a mio
avviso errata) "datore di lavoro".

"Associazioni datoriali" è il termine odierno per "padronato".

I sindacalisti che parlano come burocrati e usano il lessico
coniato dall'avversario, spiega tante cose.

Penso che "padronato" venga dal francese (patronnage?). Una
volta la sinistra sapeva il francese. Adesso c'è il "giobsàc".


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 12, 2014, 6:47:54 PM11/12/14
to
Una voce dalla Germania 08:48, mercoledì 12 novembre 2014:
> Am 12.11.2014 01:00, schrieb ADPUF:
>
>> L'ultima volta che fui a MI presi il metrò, un tram piccolo
>> e uno grande.
>> Piazza Repubblica, mi pare che fosse, ho fatto il cambio.
>> Filovie niente.
>>
>> A Roma ho preso un autobus (Cassia) e poi un tram (Flaminia)
>> e viceversa, un'altra volta solo un tram (Trastevere), la
>> metro mai.
>>
>> Per ora.
>> Nel caso, aggiornerovvi.
>>
>
> Quale sarebbe l'aspetto linguistico del tuo commento?


Nessuno, temo.

Mi spiace di averti fatto perder tempo.


> Per ora ho notato solamente che per Milano scrivi "il metrò"
> e per la Roma "la metro".


A Roma comportati da romano, a Milano da milanese.
:-)


> Io e Giovanni abbiamo discusso il fatto, a prima vista
> strano per chi viene da fuori e oggetto tempo fa di una
> lettera a Italians, che a Milano i numeri DEI filobus e
> DEGLI autobus vengono usati al femminile, il che normalmente
> sottintende un nome femminile.
> La spiegazione è facile per i pochi filobus ancora in
> circolazione, visto che li chiamiamo filovie.
> Un po' meno per gli autobus, visto che anche noi diciamo
> autobus e non, che ne so, corriera.


La linea N?


Qui la corriera è quella extraurbana.


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 12, 2014, 6:48:13 PM11/12/14
to
Sylar Surfer 10:35, mercoledì 12 novembre 2014:
> Il 10/11/2014 20:45, Sylar Surfer ha scritto:
>>>
>>>
>> Aggiungo anche il "mi è rimasto" tipico romagnolo.
>>
>
> Mi sono sbagliato, ovviamente è: "ho rimasto".


Se ci fosse ancora Epimeteo, avrebbe sicuramente citato
l'immortale canzone di Don Backy.


--
°¿°

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 13, 2014, 3:41:30 AM11/13/14
to
Am 13.11.2014 00:46, schrieb ADPUF:

> Penso che "padronato" venga dal francese (patronnage?). Una
> volta la sinistra sapeva il francese. Adesso c'è il "giobsàc".

Cosa sarebbe? Fino a job ci arrivo, ma sàc proprio mi sfugge.
Eppure qualcosina di inglese la so. Se ti serve un
simultaneista in cabina per inglese-italiano o
tedesco-italiano ...
Divagando sul tema, anche qua in Germania l'ufficio di
collocamento non si chiama più Arbeitsamt (letteralmente:
ufficio del lavoro), ma Job Center.

edi'®

unread,
Nov 13, 2014, 4:11:37 AM11/13/14
to
Il 13/11/2014 00.47, ADPUF ha scritto:

>> La spiegazione è facile per i pochi filobus ancora in
>> circolazione, visto che li chiamiamo filovie.

Ho un ricordo di anziani che chiamavano "trolley" il filobus.

>> Un po' meno per gli autobus, visto che anche noi diciamo
>> autobus e non, che ne so, corriera.
>
> La linea N?
>
> Qui la corriera è quella extraurbana.

Anche qui.
Gli svizzeri, invece, dicono /il postale/

E.D.

Giovanni Drogo

unread,
Nov 13, 2014, 4:22:44 AM11/13/14
to
On Thu, 13 Nov 2014, edi'Ž wrote:

> Ho un ricordo di anziani che chiamavano "trolley" il filobus.

In Italia ? dove ?

A Milano "trolley" o meglio ancora "troller" era il termine comune per
indicare la "perteghetta" con cui i vecchi tram si alimentavano dalla
linea aerea,

edi'®

unread,
Nov 13, 2014, 4:45:09 AM11/13/14
to
Il 13/11/2014 10.22, Giovanni Drogo ha scritto:

>> Ho un ricordo di anziani che chiamavano "trolley" il filobus.
>
> In Italia ? dove ?

Ho sempre vissuto a Milano.
E' un ricordo sbiadito di quand'ero piccolo, forse mi sbaglio... o forse
si trattava di qualche vecchietto che diceva /trolleybus/ all'inglese.


> A Milano "trolley" o meglio ancora "troller" era il termine comune per
> indicare la "perteghetta" con cui i vecchi tram si alimentavano dalla
> linea aerea

Non solo a Milano, credo che si usi (usasse?) un po' ovunque.

E.D.

Dragonòt

unread,
Nov 13, 2014, 5:12:34 AM11/13/14
to
> "Una voce dalla Germania" wrote in message:
>> Adesso c'è il "giobsàc".
>
>Cosa sarebbe? Fino a job ci arrivo, ma sàc proprio mi sfugge.


"giobsàc(t)" : e così?
Bepe

ADPUF

unread,
Nov 13, 2014, 6:59:41 PM11/13/14
to
edi'® 10:11, giovedì 13 novembre 2014:
> Il 13/11/2014 00.47, ADPUF ha scritto:
>
>>> La spiegazione è facile per i pochi filobus ancora in
>>> circolazione, visto che li chiamiamo filovie.
>
> Ho un ricordo di anziani che chiamavano "trolley" il filobus.


Qui dicevano tram (o tramvai) anche all'autobus, perché i primi
mezzi pubbici a motore erano proprio dei tram.


>>> Un po' meno per gli autobus, visto che anche noi diciamo
>>> autobus e non, che ne so, corriera.
>>
>> La linea N?
>>
>> Qui la corriera è quella extraurbana.
>
> Anche qui.
> Gli svizzeri, invece, dicono /il postale/


Eheh.
Qui le poste vanno con la diligenza (nel senso di carrozza a
cavalli)


--
°¿°

ADPUF

unread,
Nov 13, 2014, 7:00:13 PM11/13/14
to
Una voce dalla Germania 09:51, giovedì 13 novembre 2014:
> Am 13.11.2014 00:46, schrieb ADPUF:
>
>> Penso che "padronato" venga dal francese (patronnage?). Una
>> volta la sinistra sapeva il francese. Adesso c'è il
>> "giobsàc".
>
> Cosa sarebbe? Fino a job ci arrivo, ma sàc proprio mi sfugge.


Pronuncia alla buona.


> Eppure qualcosina di inglese la so. Se ti serve un
> simultaneista in cabina per inglese-italiano o
> tedesco-italiano ...


Ma lavori anche in Italia?


> Divagando sul tema, anche qua in Germania l'ufficio di
> collocamento non si chiama più Arbeitsamt (letteralmente:
> ufficio del lavoro), ma Job Center.


E questo cambiamento ha abbassato l'indice di disoccupazione
anzi l'anemploimen reit?


--
°¿°

Una voce dalla Germania

unread,
Nov 16, 2014, 4:02:03 PM11/16/14
to
Continuo a non sapere cosa sarebbe la parola che hai
trascritto sàc, lavorerei volentieri in cabina in Italia se
ci mettessimo d'accordo sull'onorario e la disoccupazione in
Germania è diminuita negli ultimi anni per ragioni che non
c'entrano niente con la nuova denominazione pseudoinglese.
Scrivo "pseudoinglese" perché la voce corrispondente nella
Wikipedia inglese si chiama "public employment service".
Non sarà il nome dell'ufficio di collocamento, d'accordo, ma
sono male informato o il numero di disoccupati in Italia è
più o meno uguale a quello della Germania nonostante in
Italia vivano 20 milioni di persone in meno?

ADPUF

unread,
Nov 16, 2014, 4:27:07 PM11/16/14
to
Una voce dalla Germania 22:11, domenica 16 novembre 2014:
> Am 14.11.2014 00:59, schrieb ADPUF:
>> Una voce dalla Germania 09:51, giovedì 13 novembre 2014:
>>> Am 13.11.2014 00:46, schrieb ADPUF:
>>>
>>>> Adesso c'è il "giobsàc".
>>>
>>> Cosa sarebbe? Fino a job ci arrivo, ma sàc proprio mi
>>> sfugge.
>
> Continuo a non sapere cosa sarebbe la parola che hai
> trascritto sàc,


Mah, mi pareva evidente ma se non sei molto al corrente della
chiacchiera politica sei pienamente scusato:
jobs act --> giobsàc


--
°¿°
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