On 14/01/2016 17:40, Klaram wrote:
> edevils ci ha detto :
>
>> E dal gergo dei giuocatori?
>>
>> "Chi giuoca e scherza con esse, folle molto egli è, se spera di
>> vincere, perché con esse non si può né meno impattare, ma bisogna
>> perdere".
>>
>> (dalle prediche di Fra Giordano da Pisa).
>
> Questo antico "impattare" significava "pareggiare", perché derivava da
> "patta".
Sì, l'aveva già accennato Jok
"Treccani dice che il verbo transitivo significa pareggiare".
Anzi, il Treccani si dilunga su questa accezione, senza tuttavia
avvisare il lettore che si tratta di un uso oramai desueto. Modernamente
si direbbe semmai "pattare", più che altro negli scacchi come ha già
ricordato qualcun altro.
===
impattare1 v. tr. [der. di patta1]. – Nel gioco, chiudere una partita
alla pari, senza vincere né perdere: abbiamo fatto una briscola e
l’abbiamo impattata (anche come intr.: e abbiamo impattato). Fig., fam.,
impattarla con qualcuno, uguagliarlo in qualche cosa, rivelarsi di
uguale forza; più spesso in frasi negative: con certa gente non si può
né vincerla né impattarla, non si riesce in alcun modo a spuntarla.
> Solo verso la metà del secolo scorso compare "impattare" come
> se fosse derivato da impatto.
Per esemplificare l'uso di "impattare2" Treccani sceglie proprio i
viaggi spaziali cari a Roger.
impattare2 v. intr. [der. di impatto] (aus. avere), non com. –
1. Di mezzo meccanico in movimento, andare a sbattere contro qualcosa,
anche con la prep. su: i. sulla superficie lunare.
2. fig. Avere un determinato impatto, un evidente effetto: decisioni che
impattano sull’ambiente.
>> > Laciamoglielo, dài!
>>
>> No, no, buchiamogli il pallone! B->
>
> Buchiamolo, buchiamolo! Io porto il punteurolo. :)
Quello sarebbe di sicuro impatto, ma più perfidamente il Pianigiani
riduce l'"impattare" a strame!
http://www.etimo.it/?cmd=id&id=8600&md=e645f205c5cfd84da22fe155030581b0