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Ammalare

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ADPUF

unread,
Jan 7, 2017, 2:25:44 PM1/7/17
to
Di solito si usa il riflessivo ammalarsi.

Tizio si ammala.
(riflessivo?)

Oppure l'intransitivo (non so se è corretto)
Tizio ammala.

Si usa il transitivo non riflessivo?

Tizio ammala Caio.
(p.es. lo avvelena o lo contagia)


--
AIOE ³¿³

Dragonòt

unread,
Jan 7, 2017, 3:09:00 PM1/7/17
to
> "ADPUF" ha scritto:
Non l'avrei mai detto, ma il Dizionario Treccani li dà tutti e tre.
http://www.treccani.it/vocabolario/ammalare/
Bepe

Fathermckenzie

unread,
Jan 7, 2017, 4:01:49 PM1/7/17
to
Il 07/01/2017 20:23, ADPUF ha scritto:

> Oppure l'intransitivo (non so se è corretto)
> Tizio ammala.

Il mio professore d'igiene tanti anni fa usava regolarmente questa forma

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

Roger

unread,
Jan 7, 2017, 5:45:05 PM1/7/17
to
Dragonòt ha scritto:
Due forme le dà come non comuni.

"Ammalarsi" non si può considerare un riflessivo.
Dovrebbe essere, anzi è un intransitivo pronominale, come "accanirsi",
"vergognarsi" et similia.

--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)

Wolfgang

unread,
Jan 7, 2017, 6:29:43 PM1/7/17
to
Il sabato 7 gennaio 2017 alle 23:45 Roger ha scritto:
>
> Dragonòt ha scritto:
>>
>> "ADPUF" ha scritto:
>>>
>>> Di solito si usa il riflessivo ammalarsi.
>>> Tizio si ammala. (riflessivo?)
>>> Oppure l'intransitivo (non so se è corretto) Tizio ammala.
>>> Si usa il transitivo non riflessivo? Tizio ammala Caio.
>>> (p.es. lo avvelena o lo contagia)
>>
>> Non l'avrei mai detto, ma il Dizionario Treccani li dà
>> tutti e tre.
>> http://www.treccani.it/vocabolario/ammalare/
>
> Due forme le dà come non comuni.

E lo Zingarelli le dà come rare.

> "Ammalarsi" non si può considerare un riflessivo.
> Dovrebbe essere, anzi è un intransitivo pronominale,
> come "accanirsi", "vergognarsi" et similia.

Ti capisco perfettamente, ma da tedesco e gran fautore di
definizioni e distinzioni nette e chiare non posso essere d'accordo.

Finché del verbo «ammalare» esiste un'accezione transitiva, per
quanto essa sia rara, «ammalarsi» è un verbo riflessivo. Solo quando
un bel giorno l'accezione transitiva sarà definitivamente morta e
sepolta, come ad esempio quella di «accorgere» (ma chi sa se questo
verbo sia mai stato transitivo), allora «ammalarsi» diventerà un
verbo pronominale.

Ciao,
Wolfgang

Klaram

unread,
Jan 8, 2017, 7:25:41 AM1/8/17
to
Nel suo scritto precedente, Wolfgang ha sostenuto :
Un verbo può essere usato riflessivamente solo se descrive un’azione
intenzionale compiuta prendendo un altro ente come oggetto.

È vero che esiste un "ammalare" transitivo, ma l'azione di ammalarsi
non è intenzionale, cioè non sono io che ammalo me stesso, come in
lavarsi, vestirsi ecc., semplicemente subisco l'azione.

Secondo me, "ammalarsi" deriva dall'accezione intransitiva di
ammalare, Mi sembra simile a quei verbi psicologici come intristirsi,
innamorarsi ecc. in cui il "si" non può essere sostituito da "se
stesso" e indica una prerdita di transitività.

k

Gennaro

unread,
Jan 8, 2017, 11:02:06 AM1/8/17
to
Il 07/01/2017 20:23, ADPUF ha scritto:
Ma c'è differenza fra malato ed ammalato?

Klaram

unread,
Jan 8, 2017, 2:31:27 PM1/8/17
to
Gennaro ci ha detto :
In pratica non c'è differenza.

Malato è il participio passato di malare (che oggi non usa più), da
malus.
Ammalato è il participio passato di ammalare.

Il prefisso a (con raddoppiamento della m) non so a che cosa serva,
forse ha una ragione eufonica.

Come veleno > avvelenare; goccia > sgocciolare, invece di gocciolare
ecc.

k

Roger

unread,
Jan 8, 2017, 3:21:24 PM1/8/17
to
Wolfgang ha scritto:
> Il sabato 7 gennaio 2017 alle 23:45 Roger ha scritto:

> [...]

>> "Ammalarsi" non si può considerare un riflessivo.
>> Dovrebbe essere, anzi è un intransitivo pronominale,
>> come "accanirsi", "vergognarsi" et similia.
>
> Ti capisco perfettamente, ma da tedesco e gran fautore di definizioni e
> distinzioni nette e chiare non posso essere d'accordo.
>
> Finché del verbo «ammalare» esiste un'accezione transitiva, per quanto essa
> sia rara, «ammalarsi» è un verbo riflessivo. Solo quando un bel giorno
> l'accezione transitiva sarà definitivamente morta e sepolta, come ad esempio
> quella di «accorgere» (ma chi sa se questo verbo sia mai stato transitivo),
> allora «ammalarsi» diventerà un verbo pronominale.

Klaram dice che nessuno ammala sé stesso, però, nell'accezione
transitiva,
sia pure rara, io posso ammalare il mio vicino attaccandogli
l'influenza.
E quindi non si può darti torto.
Il De Mauro, salomonicamente, ha deciso di considerare "ammalare" e
"ammalarsi"
come due lemmi indipendenti.
Il primo, ammalare, lo definisce transitivo (neppure raro e fa
l'esempio: la malattie dei conquistatori stranieri ammalarono gli
indigeni) e intransitivo

http://dizionario.internazionale.it/parola/ammalare

Il secondo, ammalarsi, pronominale intransitivo

http://dizionario.internazionale.it/parola/ammalarsi

Patrizio

unread,
Jan 9, 2017, 5:14:35 AM1/9/17
to
On Sunday, January 8, 2017 at 8:31:27 PM UTC+1, Klaram wrote:
> Gennaro ci ha detto :
> > Il 07/01/2017 20:23, ADPUF ha scritto:
> >> Di solito si usa il riflessivo ammalarsi.
> >>
> >> Tizio si ammala.
> >> (riflessivo?)
> >>
> >> Oppure l'intransitivo (non so se è corretto)
> >> Tizio ammala.
> >>
> >> Si usa il transitivo non riflessivo?
> >>
> >> Tizio ammala Caio.
> >> (p.es. lo avvelena o lo contagia)

Io avrei difficoltà a dire così, preferirei un'espressione normale:
"Tizio (con la sua riprovevole condotta) fa ammalare Caio", dovendo
usare quel verbo.

> > Ma c'è differenza fra malato ed ammalato?
>
> In pratica non c'è differenza.
>
> Malato è il participio passato di malare (che oggi non usa più), da
> malus.
> Ammalato è il participio passato di ammalare.
>
> Il prefisso a (con raddoppiamento della m) non so a che cosa serva,
> forse ha una ragione eufonica.

Direi che sia: ad-malare --> ammalare, lo stesso per avvelenare.
La d di "ad" si assimila alla consonante che segue, oppure si raddoppia
se la seguente è un'altra d: addurre, addomesticare.

> Come veleno > avvelenare; goccia > sgocciolare, invece di gocciolare
> ecc.

In "sgocciolare" la s iniziale aggiunta potrebbe derivare da "dis-" con
successiva caduta di "di", come accade in "sgolarsi", "spartire" o
"sgarbo", oppure da "ex-" con caduta (più raro) della vocale invece che
della consonante, la quale poi diviene "s", per es. in "sgorgare",
"scegliere" e "scavare" (Pianigiani).

Tuttavia, una "s" iniziale rafforzativa o intensiva non mi pare che
sia da escludere in quel caso.

> k

Ciao
Patrizio

Gennaro

unread,
Jan 9, 2017, 9:14:06 AM1/9/17
to
Il 08/01/2017 20:31, Klaram ha scritto:
> Gennaro ci ha detto :

>> Ma c'è differenza fra malato ed ammalato?
>
> In pratica non c'è differenza.
>
Eppure non sono esattamente sinonimi: mi sono ammalato, sono malato.



ADPUF

unread,
Jan 9, 2017, 3:12:54 PM1/9/17
to
Gennaro 15:14, lunedì 9 gennaio 2017:
una variazione di stato


> sono malato.


uno stato, una condizione


--
AIOE °¿°

Klaram

unread,
Jan 10, 2017, 7:01:06 AM1/10/17
to
Il 09/01/2017, ADPUF ha detto :
> Gennaro 15:14, lunedì 9 gennaio 2017:
>> Il 08/01/2017 20:31, Klaram ha scritto:
>>> Gennaro ci ha detto :
>>
>>>> Ma c'è differenza fra malato ed ammalato?
>>>
>>> In pratica non c'è differenza.
>>>
>> Eppure non sono esattamente sinonimi:
>> mi sono ammalato,

Mi riferivo ai sostantivi.

> una variazione di stato
>
>> sono malato.
>
> uno stato, una condizione

Abbiamo già detto che malare > malarsi non usa più, tuttavia ci sono
diverse occorrenze in rete di "mi sono malato".
Potrebbero essere giovani che lo scrivono di proprosito, oppure
stranieri, mah...

k

Gennaro

unread,
Jan 11, 2017, 6:54:37 AM1/11/17
to
Condordo. In ospedale ci sono sia gli ammalati (rispetto a quelli che
stanno bene?)
sia i malati (quelli che ci stanno da tanto tempo?).


ADPUF

unread,
Jan 11, 2017, 5:46:24 PM1/11/17
to
Gennaro 12:54, mercoledì 11 gennaio 2017:
Una volta, adesso ti buttano fuori dopo subito.
:-(

Boh, in montagna, specie se magica, c'erano i sanatori dove
restavano molto a lungo.
(non so con quale beneficio).


--
AIOE °¿°
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