On Sunday, January 8, 2017 at 8:31:27 PM UTC+1, Klaram wrote:
> Gennaro ci ha detto :
> > Il 07/01/2017 20:23, ADPUF ha scritto:
> >> Di solito si usa il riflessivo ammalarsi.
> >>
> >> Tizio si ammala.
> >> (riflessivo?)
> >>
> >> Oppure l'intransitivo (non so se è corretto)
> >> Tizio ammala.
> >>
> >> Si usa il transitivo non riflessivo?
> >>
> >> Tizio ammala Caio.
> >> (
p.es. lo avvelena o lo contagia)
Io avrei difficoltà a dire così, preferirei un'espressione normale:
"Tizio (con la sua riprovevole condotta) fa ammalare Caio", dovendo
usare quel verbo.
> > Ma c'è differenza fra malato ed ammalato?
>
> In pratica non c'è differenza.
>
> Malato è il participio passato di malare (che oggi non usa più), da
> malus.
> Ammalato è il participio passato di ammalare.
>
> Il prefisso a (con raddoppiamento della m) non so a che cosa serva,
> forse ha una ragione eufonica.
Direi che sia: ad-malare --> ammalare, lo stesso per avvelenare.
La d di "ad" si assimila alla consonante che segue, oppure si raddoppia
se la seguente è un'altra d: addurre, addomesticare.
> Come veleno > avvelenare; goccia > sgocciolare, invece di gocciolare
> ecc.
In "sgocciolare" la s iniziale aggiunta potrebbe derivare da "dis-" con
successiva caduta di "di", come accade in "sgolarsi", "spartire" o
"sgarbo", oppure da "ex-" con caduta (più raro) della vocale invece che
della consonante, la quale poi diviene "s", per es. in "sgorgare",
"scegliere" e "scavare" (Pianigiani).
Tuttavia, una "s" iniziale rafforzativa o intensiva non mi pare che
sia da escludere in quel caso.
> k
Ciao
Patrizio