Grazie
Cinzia
--
Per rispondermi personalmente, togliere "-sendmenocrap" dal mio indirizzo
e-mail.
To reply, please remove "-sendmenocrap" from my e-mail address.
A Trieste si chiama "ciapìn", come del resto sono "ciapìni" le mollette per
stendere il bucato. Viene da "ciapàr", che sta per prendere (senza usare
direttamente le mani).
> Ha un
> nome specifico e appropriato in italiano?
Questo lo ignoro.
Ciau ciau,
Giuseppe
O "ciappone". Lo stesso anche a Bologna.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Vi sembra che "mollettone" possa essere appropriato? Cmq, anche se lo è
bisogna vedere se è effettivamente usato......
"Cinzia" <bon.tes-se...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:LOO_8.15180$GV2.4...@twister2.libero.it...
Mah, non lo so proprio. Però posso dirti che una mia zia (meridionale)
chiama "mollettone" la tela cerata che si tende sopra un tavolo, sotto la
tovaglia, per tenere al riparo il legno.
Ciau ciau,
Giuseppe
>"Cinzia" <bon.tes-se...@libero.it> wrote in message
>news:wcx%8.23431$s74.6...@twister1.libero.it...
>>
>> Vi sembra che "mollettone" possa essere appropriato? Cmq, anche se lo è
>> bisogna vedere se è effettivamente usato......
>
>Mah, non lo so proprio. Però posso dirti che una mia zia (meridionale)
>chiama "mollettone" la tela cerata che si tende sopra un tavolo, sotto la
>tovaglia, per tenere al riparo il legno.
Beh, se vogliamo seguire la logica una grossa molletta al massimo e'
una mollettona. Tua zia invece ha la saggezza tipica dei meridionali,
chiama le cose con il loro nome! ;-)))
Il mollettone e' appunto un panno piuttosto spesso (o una cerata) che
si usa come sottotovaglia ed una volta veniva utilizzato anche nel
lettino per la "prevenzione idrica" dei bimbi piccoli.
--
Ciao.
Sergio®
Davvero? E io che la ho sempre presa in giro per questo!!! :-)
Ciau ciau,
Giuseppe
>
> --
> Ciao.
> SergioŽ
In italiano è più che normale e corretto passare dal femminile al maschile
facendo l'accrescitivo (un esempio per tutti: donnone).
Tua zia invece ha la saggezza tipica dei meridionali,
> chiama le cose con il loro nome! ;-)))
> Il mollettone e' appunto un panno piuttosto spesso (o una cerata) che
> si usa come sottotovaglia ed una volta veniva utilizzato anche nel
> lettino per la "prevenzione idrica" dei bimbi piccoli.
Non vedo proprio cosa abbia a che fare un panno con una molla, a me sembra
una definizione piuttosto impropria. A meno che non venga da "molle", cioè
"morbido". E non vedo nemmeno che cosa abbia a che fare con
l'impermeabilità. Da noi il panno impermeabile che si mette nei lettini dei
bambini si chiama "cerata", che è un termine usato normalmente per indicare
un tessuto impermeabile.
Direi di no, perché la "molletta per capelli" è di solito molto piccola e
non serve a raccoglierli tutti ma solo un ciuffo. Inoltre è un termine un
po' generico perché indica sia quelle nere e sottili con le estremità a
pallina (dette anche e forse più propriamente "spille"), sia quelle in
alluminio o plastica a molla (che più propriamente si chiamano "beccucci"),
sia quelle colorate e più grandi e piatte che si chiudono a scatto, oppure
quelle piccole con denti e chiusura a molla (simili, appunto, a piccoli
ciappi).
> la "molletta per capelli" è di solito molto piccola e non serve a
raccoglierli
> tutti ma solo un ciuffo. Inoltre è un termine un po' generico perché
indica
> sia quelle nere e sottili con le estremità a pallina (dette anche e forse
più
> propriamente "spille"), sia quelle in alluminio o plastica a molla (che
più
> propriamente si chiamano "beccucci"), sia quelle colorate e più grandi e
> piatte che si chiudono a scatto, oppure quelle piccole con denti e
chiusura
> a molla (simili, appunto, a piccoli ciappi).
Curiosità. Esistono ancora quelle nere, formate da una piccola lamina
ripiegata, col rebbio (o come diavolo si chiama ciascuna delle due
semimollette) superiore a onde, anche usate per fermare i capelli, e che mia
madre, quand'ero piccolo, si ostinava a usare nel vano tentativo di tenere a
posto i miei?
Ciao.
Gian Carlo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
Certo, proprio a quelle mi riferivo (estremità a pallina), io le uso in casa
oppure per tenere fermi i capelli che sfuggono alla coda o quando devo fare
l'acconciatura "tirata" a mia figlia per il saggio di danza. Ci sono più o
meno scure, in modo da mimetizzarsi col colore dei capelli.
>Curiosità. Esistono ancora quelle nere, formate da una piccola lamina
>ripiegata, col rebbio (o come diavolo si chiama ciascuna delle due
>semimollette) superiore a onde, anche usate per fermare i capelli, e che mia
>madre, quand'ero piccolo, si ostinava a usare nel vano tentativo di tenere a
>posto i miei?
Le forcìne? Eccome se esistono! A gruppi di 10 (o piu') infilate
parellelle su di un cartoncino le trovi in profumeria, merceria o in
questi reparti dei grandi magazzini.
--
Ciao.
Sergio®
>> Beh, se vogliamo seguire la logica una grossa molletta al massimo e'
>> una mollettona.
>
>In italiano è più che normale e corretto passare dal femminile al maschile
>facendo l'accrescitivo (un esempio per tutti: donnone).
Vero, ma cambia il "registro". Donnina e donnone sono alterazioni di
donna, donnino e donnone hanno un senso diverso quasi fossero
alterazioni di "donno".
>Non vedo proprio cosa abbia a che fare un panno con una molla, a me sembra
>una definizione piuttosto impropria. A meno che non venga da "molle", cioè
>"morbido". E non vedo nemmeno che cosa abbia a che fare con
>l'impermeabilità. Da noi il panno impermeabile che si mette nei lettini dei
>bambini si chiama "cerata", che è un termine usato normalmente per indicare
>un tessuto impermeabile.
In effetti con quel "(o una cerata)" volevo essere di "manica larga"
verso chi aveva parlato di tale materiale.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
mollettóne s. m. [dal fr. molleton, der. dell'agg. mollet, dim. di mol
forma ant. di mou «molle»]. - Tessuto di panno di cotone, morbido e di
consistente spessore, usato un tempo come assorbente per neonati, e
per svariati altri usi, ora soprattutto come sottotovaglia.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il mollettone ha il doppio scopo di assorbire i liquidi eventualmente
versati e di attutire gli urti. Qualcuno ha parlato di cerata e magari
usa quella felpata e la chiama con lo stesso nome.
--
Ciao.
Sergio®
Ah, come una volta, allora. In realtà io non le ho mai cercate, dato
che per me sono sempre state (e lo sarebbero tuttora) inutili.
A proposito, il termine forcina mi ha sempre fatto pensare a qualcosa
che, non essendolo prima, a un certo punto si biforca o, se così posso
dire, multiforca. Le mollette di cui stiamo parlando invece non hanno
una parte non biforcuta.
Devo dedurre che non dappertutto è così?
Ciao.
Gian Carlo
Non esiste la parola "donno" in italiano, "donnino" e "donnone" sono
alterazioni di "donna" così come "febbrone" (m.) è un'alterazione di
"febbre" (f.)
>
> >Non vedo proprio cosa abbia a che fare un panno con una molla, a me
sembra
> >una definizione piuttosto impropria. A meno che non venga da "molle",
cioè
> >"morbido". E non vedo nemmeno che cosa abbia a che fare con
> >l'impermeabilità. Da noi il panno impermeabile che si mette nei lettini
dei
> >bambini si chiama "cerata", che è un termine usato normalmente per
indicare
> >un tessuto impermeabile.
>
> In effetti con quel "(o una cerata)" volevo essere di "manica larga"
> verso chi aveva parlato di tale materiale.
>
> --------------------------------------------------------------------------
-----------------------------------------
> mollettóne s. m. [dal fr. molleton, der. dell'agg. mollet, dim. di mol
> forma ant. di mou «molle»]. - Tessuto di panno di cotone, morbido e di
> consistente spessore, usato un tempo come assorbente per neonati, e
> per svariati altri usi, ora soprattutto come sottotovaglia.
> --------------------------------------------------------------------------
---
E, giustamente, come sostenevo io, non ha niente a che vedere col sostantivo
"molla" bensì coll'aggettivo "molle".
>
> Il mollettone ha il doppio scopo di assorbire i liquidi eventualmente
> versati e di attutire gli urti. Qualcuno ha parlato di cerata e magari
> usa quella felpata e la chiama con lo stesso nome.
Sì, ma per comodità e con una certa riluttanza. "Panno assorbente e
impermeabile" è troppo lungo, "cerata" risulta più pratico anche se
improprio quando il panno, seppur plastificato, è ricoperto da strati di
tessuto morbido. Esiste anche il termine "traversa" che indica un panno
messo, appunto, di traverso al letto per sua protezione.
Io chiamo forcine quei piccoli strumenti che servono a tenere fermi i
capelli raccolti, ad esempio un concio. Vanno "infilzate" dentro la massa
dei capelli, non stringono come le mollette ed i beccucci. Hanno forma di U
molto allungata per cui presentano, in effetti una struttura duplice,
biforcuta.
>Io chiamo forcine quei piccoli strumenti che servono a tenere fermi i
>capelli raccolti, ad esempio un concio. Vanno "infilzate" dentro la massa
>dei capelli, non stringono come le mollette ed i beccucci. Hanno forma di U
>molto allungata per cui presentano, in effetti una struttura duplice,
>biforcuta.
In effetti i nomi sono due: "forcina" e "forcella" e c'e' chi le
distingue in base alla distanza dei due "bracci". In una la "U" e'
aperta e i bracci parallelli o leggermente divaricati, nell'altra la
curva c'e' sempre, ma e' ripiegata in modo che i bracci siano a
contatto all'interno ed uno dei due e' spesso ondulato.
--
Ciao.
SergioŽ
>e che mia
>madre, quand'ero piccolo, si ostinava a usare nel vano tentativo di tenere a
>posto i miei?
Vizio di molte madri, ma frustrato da dei capelli assoluatemente
ribelli e da figliu che se ne fregavano altamente dei capelli leccati
alla Rudy.
Esistono ancora, le sta usando mia figlia con Gaia assieme alle varie
minigraffe con gli animaletti su.
Io ho ancora in un cassetto un paio di forcine di tartaruga che usava
mia nonna, un'opera d'arte realizzata con materiale di grande pregio;
quando mi ricapitano in mano m'immagono ancora.
--
Ciao
Insubrico = Diego
http://www.i-banti.org
ICQ 32090712
Il piacere di vivere sta in IHC
L'astemio: un debole che cede alla tentazione di negarsi un piacere.
(A.Bierce)
> "forcina" e "forcella"
Ma forcella č detto anche il supporto della ruota anteriore nei cicli
tutti, sia a pedali che a motore.
Il che mi fa supporre che "forcella" stia piů per oggetti con i due
rebbi paralleli.
Poi forca che c'azzecca con quest'altre, visto che ne condivide la
radice?--
>Ma forcella č detto anche il supporto della ruota anteriore nei cicli
>tutti, sia a pedali che a motore.
>Il che mi fa supporre che "forcella" stia piů per oggetti con i due
>rebbi paralleli.
>Poi forca che c'azzecca con quest'altre, visto che ne condivide la
>radice?--
Forca (furca) e' qualunque cosa che si divide in due a forma di Y, V o
U.
Forcella e' diminutivo (furcilla, furcula).
Forcina deriva da furcula.
Quella forca che conosci tu e' la versione "ottimizzata", prima era
formata da due legni verticali collegati alla sommita' da un altro
legno dove veniva agganciata la corda.
Forcone e forchetta hannola stessa origine.
--
Ciao.
SergioŽ
Io chiamo la prima "forcina" e la seconda "spilla" o "molletta".
E poi forcale, forcone, forchetta......... Probabilmente all'inizio la
"forca" aveva una struttura duplice e parallela e poi č rimasto il nome per
forche di altro tipo.
Ma si usa anche fare l'accrescitivo dei nomi maschili
usando la desinenza "essa" e ponendo al femminile
(pennello-pennellessa).
--
Er Roscio.
Altri esempi.....?
>> Ma si usa anche fare l'accrescitivo dei nomi maschili
>> usando la desinenza "essa" e ponendo al femminile
>> (pennello-pennellessa).
>
>Altri esempi.....?
Ci dispiace, esauriti, era l'unico! ;-)))
--
Ciao.
SergioŽ
Grazie comunque per questo "apax" della lingua italiana!! :-)
>> >> (pennello-pennellessa).
>> >
>> >Altri esempi.....?
>>
>> Ci dispiace, esauriti, era l'unico! ;-)))
>
>
>Grazie comunque per questo "apax" della lingua italiana!! :-)
sonettessa
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Coltella e salama.
Ma non so se valgono, non terminando in -essa.
Ciao.
Marco
[...]
> >
> > sonettessa
>
> Coltella e salama.
>
Termini che finiscono in '-essa' ricavati dal Disc Giunti:
(E' evidente che molti non c'entrano niente con la questione
'accrescitivo').
* abadessa, variante minore di badessa * abbadessa, variante minore di
badessa * aerorimessa * ancoressa * arciduchessa * articolessa * autorimessa
* aviorimessa * badessa * barchessa * baronessa * brachessa * brigantessa *
caldallessa * capitanessa * capocommessa * capponessa * cavalieressa *
commessa * compressa * contessa * diaconessa * diavolessa * dogaressa *
dragonessa * duchessa * essa * -essa * fattoressa * filtropressa *
gamberessa * generalessa * giudicessa * giudichessa, variante minore di
giudicessa * granduchessa * leonessa * lionessa, variante minore di leonessa
* medichessa * mercantessa * messa1 * messa2 * ministressa * orchessa *
ostessa * papessa * patronessa * pennellessa * pitonessa * pivieressa *
platessa * poetessa * prefettessa * premessa * presidentessa * pressa *
principessa * procuratessa * profetessa * promessa * ressa * rimessa *
sacerdotessa * satrapessa * scommessa * sessa * sindachessa * soldatessa *
sonettessa * soppressa * turchessa, variante minore di turchese *
ufficialessa * vanessa * viscontessa * * abadessa, variante minore di
badessa * abbadessa, variante minore di badessa * aerorimessa * ancoressa *
arciduchessa * articolessa * autorimessa * aviorimessa * badessa * barchessa
* baronessa * brachessa * brigantessa * caldallessa * capitanessa *
capocommessa * capponessa * cavalieressa * commessa * compressa * contessa *
diaconessa * diavolessa * dogaressa * dragonessa * duchessa * essa * -essa *
fattoressa * filtropressa * gamberessa * generalessa * giudicessa *
giudichessa, variante minore di giudicessa * granduchessa * leonessa *
lionessa, variante minore di leonessa * medichessa * mercantessa * messa1 *
messa2 * ministressa * orchessa * ostessa * papessa * patronessa *
pennellessa * pitonessa * pivieressa * platessa * poetessa * prefettessa *
premessa * presidentessa * pressa * principessa * procuratessa * profetessa
* promessa * ressa * rimessa * sacerdotessa * satrapessa * scommessa * sessa
* sindachessa * soldatessa * sonettessa * soppressa * turchessa, variante
minore di turchese * ufficialessa * vanessa * viscontessa *
--
Ciao,
Marco
badessa [ba-dés-sa] ant. abbadessa, abadessa sostantivo f.
1. Monaca posta a capo di un monastero: madre b.
2. fig. Donna grassa, prosperosa o, anche, presuntuosa: fare la b.
ancoressa [an-co-rés-sa] sostantivo f.
mar. Grossa ancora con ceppo e una sola marra
--
Ciao,
Marco
Mi sfugge qualcosa. Mi sembrava che si parlasse, come ha scritto Roscio,
di...
> fare l'accrescitivo dei nomi maschili usando la desinenza "essa" e
> ponendo al femminile (pennello-pennellessa).
Ora che le badesse (accezione 1) siano necessariamente più "grosse"
(grasse?) degli abati non credo.
E nemmeno (accezione 2) che con abate si indichi un uomo non grasso, non
prosperoso o, anche, non presuntuoso. E infatti Brera, battezzò Rivera col
termine, non abate.
Riguardo all'ancoressa, qual è l'àncoro maschio da cui sarebbe derivata?
[...]
>
> > fare l'accrescitivo dei nomi maschili usando la desinenza "essa" e
> > ponendo al femminile (pennello-pennellessa).
>
> Ora che le badesse (accezione 1) siano necessariamente più "grosse"
> (grasse?) degli abati non credo.
>
> E nemmeno (accezione 2) che con abate si indichi un uomo non grasso, non
> prosperoso o, anche, non presuntuoso. E infatti Brera, battezzò Rivera col
> termine, non abate.
E' vero che mi ero distratto per il maschile (ancoressa), però 'badessa', se
consideriamo l'etimologia, è un accrescitivo femminile di 'abate', maschile.
Pirandello ne 'La Giara' scriveva: "...prevedendo che le cinque giare di
coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto
l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace
[...]: alta, a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle
altre cinque la badessa".
--
Ciao,
Marco
"Marco Margottini" <marco.ma...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:9Qb29.16313$C8.1...@tornado.fastwebnet.it...
>
> "magica" <ma.g...@TOGLIbigfoot.com> ha scritto nel messaggio
> news:213Z156Z59Z11Y1...@usenet.libero.it...
> > Ora che le badesse (accezione 1) siano necessariamente più "grosse"
> > (grasse?) degli abati non credo.
Infatti non lo sono proprio, vedi sopra tutto le *badesse di passaggio*.
--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Amami, anima mia*. G.d'Annunzio,
9 Agosto 1890, carteggio con Barbarella Leoni.
luci...@tiscalinet.it
>Mi sfugge qualcosa. Mi sembrava che si parlasse, come ha scritto Roscio,
>di...
Appunto.
[...]
>Riguardo all'ancoressa, qual è l'àncoro maschio da cui sarebbe derivata?
Io personalmente nutro fortissimi dubbi anche su pennellessa. E' vero
che deriva da pennello (pennellus dim. di penis), ma non mi sembra un
accrescitivo. La pennellessa e' un pennello piatto, ma non e' grosso
tanto che serve per rifinire. Quello veramente grosso e' il
plafoncino, che sembra un diminutivo.
--
Ciao.
Sergio®
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:86oikuocltbh8pvdl...@4ax.com...
> On Thu, 01 Aug 2002 13:26:36 GMT, > Io personalmente nutro fortissimi
dubbi anche su pennellessa. E' vero
> che deriva da pennello (pennellus dim. di penis), ma non mi sembra un
> accrescitivo. La pennellessa e' un pennello piatto, ma non e' grosso
> tanto che serve per rifinire.
Esatto, Sergio.
Ne ho comprate due stamani.
Nello scaffale dedicato alle pennellesse, se ne trovano di tutti i tipi:
larghe cm.4, 5, 6 e piccole , cm .2 al massimo.
Assolutamente no, a Roma la pennellessa è il pennello grosso per le pareti.
--
Ciao,
Marco
Pennellessa
Pennello largo e piatto, di varia dimensione, che serve per dipingere
superfici estese quali piani, pareti ecc. la larghezza della pennellessa può
variare dai 3 ai 10 cm per uno spessore medio di 1-1,5 cm. Spesso con il
termine pennellessa si indica (erroneamente) anche il grosso pennello per
imbianchino che viene denominato plafoncino.
Erroneamente.
Ah! i dialetti!
--
Ciao,
Marco
Una volta staccata la tappezzeria, il muro va stuccato e poi passato con una
mano di isolante. La pittura isolante deve essere diluita con acqua (sulle
confezioni sono riportati i rapporti fra acqua e isolante) e poi stesa sulle
pareti con una *pennellessa*. Attenzione a intingere poco la *pennellessa*
perchè il velo isolante deve essere sottile, senza sgocciolature.
--
Ciao,
Marco
>Però in un altro sito (sarà proprio una questione di dialetti):
[...]
Presto, il Cortelazzo-Zolli:
pennellessa,
s. f. ‘grosso pennello piatto’ (1865, Fanf. Voc., che rinvia al
Gargiolli),
Ciao.
Gian Carlo
>>> Ora che le badesse (accezione 1) siano necessariamente più "grosse"
>>> (grasse?) degli abati non credo.
>Infatti non lo sono proprio, vedi sopra tutto le *badesse di passaggio*.
Mi sa che le badesse sono un po' come le pennellesse: ce ne sono di
tutte le... dimensioni. :-)
Ciao.
Gian Carlo
Al contrario, ne hai elencato almeno uno che calza a pennellessa:
"Articolessa - s. f. (spreg.) articolo di giornale lungo e noioso" (Garzanti o.l.).
Ciao.
Marco
Ma il significato di "badessa" qui è solo quello di "capessa",
in quanto reggente del monastero, non in quanto "donna grassa".
--
Er Roscio.
Sei segaligna come il tuo vate ?... :-)))
--
Er Roscio.
Però come prima caratterisctica evidenzia più il carattere spregiativo che
quello accrescitivo.
>
> Ciao.
> Marco
--
Ciao,
Marco
Beh, capessa sě, ma pure imponente, capiente, dice: alta, a petto d'uomo,
bella panciuta e maestosa...
Insomma una bella giara grossa.
--
Ciao,
Marco
Piu' giustamente il mio dice "prolisso e mal scritto".
Ciao
--
Federico Spano`
Altrimenti Zi' Dima non poteva certo entrarci dentro...
Ecco perché versare l'olio č considerato una disgrazia...
Metti che si spaccava una "badessa" di quelle e se ne
andavano via un centinaio di litri...
--
Er Roscio.
A proposito di DO:
articolessa (ar.ti.co.lés.sa) s.f., spreg. ~ Articolo di giornale prolisso e
noioso e, per così dire, matronale. [Der. di articolo, col suff. -essa con
valore spreg.].
Prolisso e noioso.
Io direi allora: prolisso, mal scritto e noioso.
--
Ciao,
Marco
.
"Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:21s29.29115$lu5.7...@twister1.libero.it...
Non proprio, Roscio.
Al mio Vate piacevano Badesse formose e belle, ma non grasse...
--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Eri pallida, e per ciň molto piů bella.
Avevi intorno agli occhi un'ombra di viole*.
G.d'Annunzio
10 febbraio 1934, Carteggio con Ether Pizzuti, Badessa.
Esatto, cioè un sacco di soldi.
--
Ciao,
Marco
> Al contrario, ne hai elencato almeno uno che calza a pennellessa:
Ah, le metafore...
Ciao
Ale
--
Il carro dello Stato naviga sopra un vulcano
> Altri esempi.....?
Cucchiaia,
s. f. "cucchiaio di grandi dimensioni"
Non ha la desinenza "-essa", ma forse conta come esempio.
Ruggero Volpes