GCPillan, 01:11, lunedì 31 marzo 2014:
> ADPUF:
>
>> p.s. se il signor dottor onorevole eccellenza Padoàn vuol
>> farsi chiamare da tutti Pàdoan, faccia un decreto comminante
>> sanzioni per chi come me non obbedisce. Io non sono un
>> leccapiedi da TG.
>
> Mi pare che chiunque abbia il diritto di decidere come vada
> pronunciato il suo cognome. Come afferma anche Michele
> Cortellazzo, accademico della Crusca, ognuno ha il diritto di
> farsi chiamare come vuole. E questo non significa ignorare
> l'origine del proprio cognome, ma ritenerlo non fondamentale.
E allora se io lo pronuncio etimologicamente che fa: mi fa causa
per molestie? per diffamazione? per pronuncia erronea?
> Tu stai stravolgendo la questione. Non si tratta di imporre
> con la forza una pronuncia strana che non usa nessuno, ma di
> accettare la pronuncia *prevalente* del luogo dove vivi.
Qui la pronuncia prevalente è quella veneta.
> Io non ho imposto la pronuncia "sbagliata" del mio cognome in
> Piemonte, l'ho accettata. Non ho corretto il 99% dei miei
> professori e dei miei amici difendendo la pronuncia veneta. Ho
> ritenuto che il mio cognome fosse diventato italiano. D'altra
> parte ho vissuto a Milano, Ivrea, Torino e altri paesi
> piemontesi e lombardi.
De gustibus.
Io invece ho altri gusti e avrei corretto tutti, forse anche il
sergente al CAR.
L'italianità non c'entra.
> Stai rovesciando la situazione: chi rinuncia i caratteri
> regionali del proprio cognome non è certo
> quell'indipendentista che difende la sua cultura regionale, ma
> uno che si considera italiano e non veneto. Viceversa è il
> rarissimo piemontese che ti legge il tuo cognome "alla veneta"
> che ti sta dicendo "ricordati che vieni da fuori".
Ripeto con maggior chiarezza (spero) quanto ho affermato
scherzosamente nel messaggio precedente:
"Se tu pronunci deliberatamente male (alla romana) un cognome
veneto, non lamentarti se i veneti si sentono offesi e
maltrattati e votano l'indipendenza."
Come pronunci Donat-Cattin?
--
"Too many pieces of music finish too long after the end."
-- Igor Stravinsky