Ciao.
Mi dispiace per te, ma indubbiamente i * praetores* di questo NG sono
affaccendati in tutt'altre faccende, ed il tuo quesito è solo *nugae*.
Io, del resto, ti posso solo dare un piccolo contributo. Ricordo nei miei
giochi da bambina l'ordine*Arimo* per fermarsi e *Arimortis*. Purtroppo non
ricordo cosa si dicesse per la ripresa.
Mia figlia, 5 anni, mia consulente eccezionale, mi suggerisce che si dice
*arimo* per fermare il gioco e *fuori arimo* per riprenderlo!
Così le tradizioni orali continuano, di generazione in generazione!
Del resto così sono state tramandate ninne-nanne, filastrocche, proverbi,
canti popolari e preghiere.
Di più non so. Mi dispiace.
luciana
> Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
>motivo (pipì, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei
>partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
>categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
>ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
>Da dove saltava fuori quell' "arimo"?
Non lo so. Ricordo però che la questione - che io trovo interessante e
del tutto pertinente al tema del gruppo - era già stata discussa tempo
fa. Dovresti fare una ricerca su Deja.com.
Posso solo aggiungere che in Piemonte ai miei tempi si diceva
"marsa!"; adesso sento dire dai bambini per lo più "pugno!"
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it
strenua nos exercet inertia Hor.
Ciao.
Maurizio, "marsa" e "pugno" non li avevo mai sentiti.
Per tornare ad *arimo*, non ho letto il thread su deja.com, mi dispiace.
Io proverei a scomporlo: a-rimo(rtis) ; ari-mortis? Parrebbe latino.
Ma quell'*ari*? e *rimortis*? *a* potrebbe essere la preposizione latina che
regge l'ablativo del complemento di moto da luogo, quindi potrebbe starci
anche *mortis*, ma allora: *fuori* dai morti? (venite) fuori (?) dai morti?
E quel *ri*?
Inoltre è un imperativo; più che una preghiera potrebbe essere una formula
di scongiuro?
Una formula propiziatoria? Non ne vedo però il nesso con il gioco. Inoltre
è un'espressione tipica dei giochi infantili: allora perché lo scongiuro o
quant'altro?
luciana
>Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
>risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
>regione (Lombardia)
A Milano negli anni tra il 1940 ed il 1950 dicevamo "arimorta", giocando "a
rialzo" tra la strada e il marciapiede.
> Chiedevo aiuto per sciogliere un piccolo mistero legato alla mia
> infanzia. Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
> motivo (pipě, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei
> partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
> categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
> ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
> Da dove saltava fuori quell' "arimo"?
> Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
> risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
> regione (Lombardia). Qualcuno mi ha riferito la variante "arimortis" (
> per l'interruzione del gioco ) e "arivivis" ( per la ripresa).
Non ho mai sentito questo *arimo*. Noi dicevamo tre galli per la
sospensione, oppure, molto piů semplicemente, tregua.
Ciao.
Nia
>Mi scuso anticipatamente per gli eventuali disturbi arrecati alla NG
>dalla mia imperizia informatica.
>Chiedevo aiuto per sciogliere un piccolo mistero legato alla mia
>infanzia. Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
>motivo (pipì, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei
>partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
>categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
>ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
>Da dove saltava fuori quell' "arimo"?
>Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
>risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
>regione (Lombardia). Qualcuno mi ha riferito la variante "arimortis" (
>per l'interruzione del gioco ) e "arivivis" ( per la ripresa). Così ,
>ad occhio ( o meglio ad orecchio), sembrerebbe una qualche preghiera
>in latino storpiata e piegata alle necessità delle piccole pesti, ma
>la mia ignoranza nelle questioni religiose è abissale. Qualcuno ne sa
>qualcosa? Se qualcuno dei partecipanti ritiene valido il "de minimis
>non curat praetor", mi scuso. Arimo!
>Stefano
>
>
> Ringrazio tutti sentitamente per l'aiuto.
Guardando qua e là sono riuscito a ritrovare l'Ave Maria in latino che
potrebbe esserci utile per dipanare la matassa ( abbiate pietà ...di
tutte le preghiere della mia infanzia mi ricordo a malapena il
Pater...).
Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et
benedictus fructus ventris tui, Jesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora
pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.
Che ne dite di quel "in hora mortis" che forse è stato recepito come
una "prima" conclusione della preghiera che anticipa l'amen ?
Fascinosa spiegazione, ma tirata forse un po' per il collo...
Ancora un grazie a chi mi ha degnato di tanta attenzione.
Stefano
(...)
> Inoltre è un imperativo; più che una preghiera potrebbe essere una formula
> di scongiuro?
> Una formula propiziatoria? Non ne vedo però il nesso con il gioco.
Inoltre
> è un'espressione tipica dei giochi infantili: allora perché lo scongiuro o
> quant'altro?
>
> luciana
Noi dicevamo *crucis*...
b
Voi dicevate "crucis". Bene. Allora si tratta di preghiere. Finali di
preghiere, magari storpiate, come succedeva spesso.
Ricordo mia nonna che tutte le sere mi faceva recitare con lei il rosario,
in latino naturalmente.
Beh, quando a scuola imparai il latino, provai a recitare il rosario
correttamente: non ci riuscivo, dimenticavo, non riuscivo a procedere. Per
terminare la preghiera dovevo recitarla storpiata in quel latino quasi
dialetto incomprensibile che avevo imparato da bambina.
Ciao.
luciana >;o)))
**Abiit, excessit, evasit, erupit. (Uscì, si nascose, fuggì,
sparì...<traduzione ad hoc>)**
Cicero, In Catilinam.
> Ciao, Bruni!
> Ben ritrovata!
> Una poetessa brilla come un diamante in ICLI...!
Orpo! Troppo buona...
> Voi dicevate "crucis". Bene. Allora si tratta di preghiere. Finali di
> preghiere, magari storpiate, come succedeva spesso.
Ricordo che come *crucis* valeva anche il solo gesto degli indici
incrociati...
Ciao!
b
Beh...ha presente quelle cose gentili che le persone dicono (scrivono) per
dimostrare apprezzamento, simpatia, eccetera?
Non è detto che si debbano sempre prendere alla lettera, queste cose
gentili; si chiamano complimenti e fanno piacere a chi li riceve.
Lei, piuttosto, voleva una spiegazione tecnica del mio brillamento? Inalo
fluoro.
Saluti Vitt-imistici
b
Forse le saranno di chiarimento questi pochi versi di Baudelaire, mio caro
Vitt.
[...]
Il Poeta somiglia al principe dell'aria
che sfida la tempesta e ride degli strali;
esiliato giù in terra tra la gente che lo angària,
non cammina per colpa delle sue immense ali.
ciao.
luciana
>
> Forse le saranno di chiarimento questi pochi versi di Baudelaire, mio caro
> Vitt.
>
> [...]
> Il Poeta somiglia al principe dell'aria
> che sfida la tempesta e ride degli strali;
> esiliato gių in terra tra la gente che lo angāria,
> non cammina per colpa delle sue immense ali.
L'albatro. Grande, grande! (Sovente per trastullo gli uomini d'equipaggio
fan prigioniero un... - Traduzione Vincenzo Errante)
ES