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Arimo!

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an...@tiscalinet.it

unread,
Aug 28, 2000, 3:00:00 AM8/28/00
to
Mi scuso anticipatamente per gli eventuali disturbi arrecati alla NG
dalla mia imperizia informatica.
Chiedevo aiuto per sciogliere un piccolo mistero legato alla mia
infanzia. Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
motivo (pipì, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei
partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
Da dove saltava fuori quell' "arimo"?
Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
regione (Lombardia). Qualcuno mi ha riferito la variante "arimortis" (
per l'interruzione del gioco ) e "arivivis" ( per la ripresa). Così ,
ad occhio ( o meglio ad orecchio), sembrerebbe una qualche preghiera
in latino storpiata e piegata alle necessità delle piccole pesti, ma
la mia ignoranza nelle questioni religiose è abissale. Qualcuno ne sa
qualcosa? Se qualcuno dei partecipanti ritiene valido il "de minimis
non curat praetor", mi scuso. Arimo!
Stefano

Luciana

unread,
Aug 31, 2000, 3:00:00 AM8/31/00
to

<an...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:39aab252...@news.tiscalinet.it...


Ciao.
Mi dispiace per te, ma indubbiamente i * praetores* di questo NG sono
affaccendati in tutt'altre faccende, ed il tuo quesito è solo *nugae*.
Io, del resto, ti posso solo dare un piccolo contributo. Ricordo nei miei
giochi da bambina l'ordine*Arimo* per fermarsi e *Arimortis*. Purtroppo non
ricordo cosa si dicesse per la ripresa.
Mia figlia, 5 anni, mia consulente eccezionale, mi suggerisce che si dice
*arimo* per fermare il gioco e *fuori arimo* per riprenderlo!
Così le tradizioni orali continuano, di generazione in generazione!
Del resto così sono state tramandate ninne-nanne, filastrocche, proverbi,
canti popolari e preghiere.

Di più non so. Mi dispiace.

luciana


Maurizio Pistone

unread,
Aug 31, 2000, 3:00:00 AM8/31/00
to
an...@tiscalinet.it ha scritto su it.cultura.linguistica.italiano :

> Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
>motivo (pipì, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei
>partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
>categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
>ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
>Da dove saltava fuori quell' "arimo"?

Non lo so. Ricordo però che la questione - che io trovo interessante e
del tutto pertinente al tema del gruppo - era già stata discussa tempo
fa. Dovresti fare una ricerca su Deja.com.

Posso solo aggiungere che in Piemonte ai miei tempi si diceva
"marsa!"; adesso sento dire dai bambini per lo più "pugno!"


Maurizio Pistone - Torino

http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it

strenua nos exercet inertia Hor.

Luciana

unread,
Aug 31, 2000, 8:08:09 AM8/31/00
to

"Maurizio Pistone" <pis...@mclink.it> ha scritto nel messaggio
news:7edsqso2pbdll5sce...@4ax.com...

> an...@tiscalinet.it ha scritto su it.cultura.linguistica.italiano :
>
> Non lo so. Ricordo però che la questione - che io trovo interessante e
> del tutto pertinente al tema del gruppo - era già stata discussa tempo
> fa. Dovresti fare una ricerca su Deja.com.
>
> Posso solo aggiungere che in Piemonte ai miei tempi si diceva
> "marsa!"; adesso sento dire dai bambini per lo più "pugno!"
>
>
> Maurizio Pistone - Torino

Ciao.
Maurizio, "marsa" e "pugno" non li avevo mai sentiti.
Per tornare ad *arimo*, non ho letto il thread su deja.com, mi dispiace.
Io proverei a scomporlo: a-rimo(rtis) ; ari-mortis? Parrebbe latino.

Ma quell'*ari*? e *rimortis*? *a* potrebbe essere la preposizione latina che
regge l'ablativo del complemento di moto da luogo, quindi potrebbe starci
anche *mortis*, ma allora: *fuori* dai morti? (venite) fuori (?) dai morti?
E quel *ri*?

Inoltre è un imperativo; più che una preghiera potrebbe essere una formula
di scongiuro?
Una formula propiziatoria? Non ne vedo però il nesso con il gioco. Inoltre
è un'espressione tipica dei giochi infantili: allora perché lo scongiuro o
quant'altro?

luciana

Vitt

unread,
Aug 31, 2000, 4:33:55 PM8/31/00
to
an...@tiscalinet.it nel messaggio <39aab252...@news.tiscalinet.it> ha
scritto:

>Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
>risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
>regione (Lombardia)

A Milano negli anni tra il 1940 ed il 1950 dicevamo "arimorta", giocando "a
rialzo" tra la strada e il marciapiede.

Annamaria

unread,
Aug 31, 2000, 5:39:54 PM8/31/00
to

<an...@tiscalinet.it> wrote in message
39aab252...@news.tiscalinet.it...

> Chiedevo aiuto per sciogliere un piccolo mistero legato alla mia

> infanzia. Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia
> motivo (pipě, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei


> partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
> categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
> ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
> Da dove saltava fuori quell' "arimo"?

> Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
> risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia

> regione (Lombardia). Qualcuno mi ha riferito la variante "arimortis" (
> per l'interruzione del gioco ) e "arivivis" ( per la ripresa).

Non ho mai sentito questo *arimo*. Noi dicevamo tre galli per la
sospensione, oppure, molto piů semplicemente, tregua.
Ciao.
Nia


an...@tiscalinet.it

unread,
Sep 2, 2000, 10:16:02 AM9/2/00
to
On Mon, 28 Aug 2000 18:42:09 GMT, an...@tiscalinet.it wrote:

>Mi scuso anticipatamente per gli eventuali disturbi arrecati alla NG
>dalla mia imperizia informatica.

>Chiedevo aiuto per sciogliere un piccolo mistero legato alla mia
>infanzia. Quando un gioco doveva essere interrotto per qualsivoglia

>motivo (pipì, stanchezza, ridiscussione delle regole etc...), uno dei


>partecipanti gridava a gran voce "Arimo!": L'imperativo era
>categorico: ogni bimbo interrompeva ogni azione di gioco e l'incanto
>ludico per un certo lasso di tempo veniva sospeso.
>Da dove saltava fuori quell' "arimo"?
>Da un'indagine informalissima e assolutamente non scientifica mi
>risulta che l'espressione sia diffusa anche al di fuori della mia
>regione (Lombardia). Qualcuno mi ha riferito la variante "arimortis" (

>per l'interruzione del gioco ) e "arivivis" ( per la ripresa). Così ,
>ad occhio ( o meglio ad orecchio), sembrerebbe una qualche preghiera
>in latino storpiata e piegata alle necessità delle piccole pesti, ma
>la mia ignoranza nelle questioni religiose è abissale. Qualcuno ne sa
>qualcosa? Se qualcuno dei partecipanti ritiene valido il "de minimis
>non curat praetor", mi scuso. Arimo!
>Stefano
>
>

> Ringrazio tutti sentitamente per l'aiuto.
Guardando qua e là sono riuscito a ritrovare l'Ave Maria in latino che
potrebbe esserci utile per dipanare la matassa ( abbiate pietà ...di
tutte le preghiere della mia infanzia mi ricordo a malapena il
Pater...).

Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et
benedictus fructus ventris tui, Jesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora
pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Che ne dite di quel "in hora mortis" che forse è stato recepito come
una "prima" conclusione della preghiera che anticipa l'amen ?
Fascinosa spiegazione, ma tirata forse un po' per il collo...
Ancora un grazie a chi mi ha degnato di tanta attenzione.

Stefano

Bruni

unread,
Sep 1, 2000, 2:28:00 AM9/1/00
to

Luciana scrisse

(...)

> Inoltre è un imperativo; più che una preghiera potrebbe essere una formula
> di scongiuro?
> Una formula propiziatoria? Non ne vedo però il nesso con il gioco.
Inoltre
> è un'espressione tipica dei giochi infantili: allora perché lo scongiuro o
> quant'altro?
>
> luciana

Noi dicevamo *crucis*...

b


Luciana

unread,
Sep 3, 2000, 4:08:23 AM9/3/00
to

"Bruni" <mollfl...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:iU1cy49...@news1.galactica.it...
>
> Luciana scrisse
>
> (...)
> Noi dicevamo *crucis*...
>
> b
>
Ciao, Bruni!
Ben ritrovata!
Una poetessa brilla come un diamante in ICLI...!

Voi dicevate "crucis". Bene. Allora si tratta di preghiere. Finali di
preghiere, magari storpiate, come succedeva spesso.
Ricordo mia nonna che tutte le sere mi faceva recitare con lei il rosario,
in latino naturalmente.
Beh, quando a scuola imparai il latino, provai a recitare il rosario
correttamente: non ci riuscivo, dimenticavo, non riuscivo a procedere. Per
terminare la preghiera dovevo recitarla storpiata in quel latino quasi
dialetto incomprensibile che avevo imparato da bambina.
Ciao.
luciana >;o)))


**Abiit, excessit, evasit, erupit. (Uscì, si nascose, fuggì,
sparì...<traduzione ad hoc>)**
Cicero, In Catilinam.

Bruni

unread,
Sep 3, 2000, 5:35:25 AM9/3/00
to

Luciana

> Ciao, Bruni!
> Ben ritrovata!
> Una poetessa brilla come un diamante in ICLI...!

Orpo! Troppo buona...

> Voi dicevate "crucis". Bene. Allora si tratta di preghiere. Finali di
> preghiere, magari storpiate, come succedeva spesso.

Ricordo che come *crucis* valeva anche il solo gesto degli indici
incrociati...
Ciao!

b


Bruni

unread,
Sep 3, 2000, 3:29:58 PM9/3/00
to

Vitt <v.m...@iol.it> wrote in message
agu4rsg6h89emf1tj...@4ax.com...
> Luciana nel messaggio <8ot41n$c9v$1...@nslave2.tin.it> ha scritto:

>
> >Una poetessa brilla come un diamante in ICLI...!
> E perché mai?

Beh...ha presente quelle cose gentili che le persone dicono (scrivono) per
dimostrare apprezzamento, simpatia, eccetera?
Non è detto che si debbano sempre prendere alla lettera, queste cose
gentili; si chiamano complimenti e fanno piacere a chi li riceve.
Lei, piuttosto, voleva una spiegazione tecnica del mio brillamento? Inalo
fluoro.

Saluti Vitt-imistici

b

Luciana

unread,
Sep 3, 2000, 3:48:38 PM9/3/00
to

"Vitt" <v.m...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:agu4rsg6h89emf1tj...@4ax.com...

> Luciana nel messaggio <8ot41n$c9v$1...@nslave2.tin.it> ha scritto:
>
> >Una poetessa brilla come un diamante in ICLI...!
> E perché mai?

Forse le saranno di chiarimento questi pochi versi di Baudelaire, mio caro
Vitt.

[...]
Il Poeta somiglia al principe dell'aria
che sfida la tempesta e ride degli strali;
esiliato giù in terra tra la gente che lo angària,
non cammina per colpa delle sue immense ali.

ciao.
luciana

Tristram Shandy

unread,
Sep 3, 2000, 4:12:51 PM9/3/00
to

"Luciana" <ha scritto:

>
> Forse le saranno di chiarimento questi pochi versi di Baudelaire, mio caro
> Vitt.
>
> [...]
> Il Poeta somiglia al principe dell'aria
> che sfida la tempesta e ride degli strali;

> esiliato gių in terra tra la gente che lo angāria,


> non cammina per colpa delle sue immense ali.


L'albatro. Grande, grande! (Sovente per trastullo gli uomini d'equipaggio
fan prigioniero un... - Traduzione Vincenzo Errante)

ES


niko...@libero.it

unread,
Feb 22, 2017, 8:53:13 AM2/22/17
to
Nei miei ricordi, oltre al termine "arimo" presente ma poco usato, usavamo il termine "bandus" di chiari origini latine. Curioso il fatto che i bambini usino tramandarsi antiche terminologie sempre valide nel trasferire significante al di la della comprensione del significato.

Ammammata

unread,
Feb 22, 2017, 10:09:55 AM2/22/17
to
Il giorno Wed 22 Feb 2017 02:53:12p, ** ha inviato su
it.cultura.linguistica.italiano il messaggio
news:5ff7e88d-dc8b-4adc...@googlegroups.com. Vediamo cosa
ha scritto:

> Nei miei ricordi, oltre al termine "arimo" presente ma poco usato,
> usavamo il termine "bandus" di chiari origini latine.

qui si usava dire "pugno"

--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
>>>>> http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........

edi'®

unread,
Feb 22, 2017, 11:06:38 AM2/22/17
to
Il 22/02/2017 14.53, niko...@libero.it ha scritto:
> Nei miei ricordi, oltre al termine "arimo" presente ma poco usato, usavamo il termine "bandus" di chiari origini latine. Curioso il fatto che i bambini usino tramandarsi antiche terminologie sempre valide nel trasferire significante al di la della comprensione del significato.

Quand'ero ragazzo, a Milano, si usava "àrimo".
Le mie figlie dodicenni, però, non conoscono il termine:
ora si usa dire "taimàut"...

E.D.

qualcunaltro

unread,
Feb 22, 2017, 3:37:48 PM2/22/17
to
On 22/02/2017 17:06, edi'® wrote:
> Il 22/02/2017 14.53, niko...@libero.it ha scritto:
>> Nei miei ricordi, oltre al termine "arimo" presente ma poco usato,
>> usavamo il termine "bandus" di chiari origini latine. Curioso il fatto
>> che i bambini usino tramandarsi antiche terminologie sempre valide nel
>> trasferire significante al di la della comprensione del significato.
>
> Quand'ero ragazzo, a Milano, si usava "àrimo".

che era un'abbreviazione di arimortis e quando si riprendeva a giocare
dicevamo arivivis.

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