Sono italiano e vivo in Polonia da circa otto anni. Una mia amica polacca,
che studia Italiano, mi ha chiesto la declinazione del verbo mentire. Mento,
menti, mente, ecc. Mi ha risposto che � sbagliato. La sua insegnante e altri
tre suoi amici italiani hanno declinato il verbo cos�: mentisco, mentisci,
mentisce, ecc... Io sono sicuro della mia risposta ma credo che il suo
parere possa mettere fine a questa diatriba.
Andrea Muti
Esistono nel nostro sistema linguistico i cos� detti verbi sovrabbondanti:
quelli che hanno cio� pi� forme per gli stessi tempi e persone. Se forse nel
passato tra questi esistevano il verbo "cucire" e "bollire", ora - stando ai
dizionari pi� accreditati - non esistono pi�. Perci� giustamente la signora
Monti usa "io cucio" e non "io cucisco", "l'acqua bolle" e non "bollisce".
La forma "io bollo" pu� essere ambigua", ma � lo stesso la prima persona
dell'indicativo presente di "bollire". Per quanto invece riguarda il verbo
"mentire", esso � rimasto sovrabbondante e quindi si possono usare in
alternativa "io mento" e "io mentisco". Lo stesso accade per la seconda
persona singolare e per la terza persona singolare e plurale, nonch� per le
forme corrispondenti del congiuntivo presente e dell'imperativo.
> ... mentisco ... cucisco ... bollisce
ho dato un'occhiata a qualche vocabolario e grammatica.
mentisco: data come possibile alternativa alla forma regolare per il
Satta, il Serianni e lo Zingarelli, sconosciuta al De Mauro
*cucire: inesistente in tutti e quattro
*bollisce: idem, solo il Satta ammette il composto sbollisce (ma
ribollire ha solo la forma regolare).
Io dico sempre: io mento, cucio, l'acqua bolle, e non vedo motivo per
cambiare.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, però le altre le ho
sentite da qualche persona (mai cucisco).
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
> Maurizio Pistone ha scritto:
> > Io dico sempre: io mento, cucio, l'acqua bolle, e non vedo motivo per
> > cambiare.
>
> Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, per� le altre le ho
> sentite da qualche persona (mai cucisco).
"Voi mentite ch'io sia vile!"
"Tu menti ch'io abbia mentito!"
Smentire invece ha solo smentisco.
Per il Gabrielli non esiste, come non esistono cucisco e bollisco.
Per contro "smentire" segue la forma regolare.
Roger
Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, [...]
"Irregolari", intendi, le regolari sono con -isc prima della desinenza.
Roger
> Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, [...]
>
> "Irregolari", intendi, le regolari sono con -isc prima della desinenza.
per la fretta intendevo quelle che hanno solo la desinenza.
Chiarisco meglio: con mentire, bollire, cucire ho sempre usato le forme
senza -isc-.
Mentire � talvolta (a occhio direi: raramente) usato nella forma
"incoativa".
Gli altri due sicuramente mai.
> Io sono sicuro della mia risposta ma credo che il suo parere possa
> mettere fine a questa diatriba.
BTW: io sono invece arcisicuro che il parere di Giorgio De Rienzo,
che usurpa (LOL) il titolo di linguista[*], non possa mai mettere fine ad
alcunché.
Comunque, per quel che vale, le forme "incoative" di mentire, cucire, bollire,
nutrire, aborrire, perfino di scomparire, secondo me vanno benissimo, tant'è
che le uso (alcune di queste pure su questo gruppo - e non sono stato il solo).
[*] Altre perle:
http://groups.google.it/group/it.cultura.linguistica.italiano/browse_frm/thread/882fbb0f9a07b207/78423b76ba43b606?hl=it&lnk=gst&q=rienzo#78423b76ba43b606
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
In latino esistevano dei verbi della terza coniugazione che inserivano,
in alcuni casi, la desinenza -isc-, detti incoativi (li ha chiamati cosᅵ
anche Maurizio), da inchoare = incominciare. Infatti le desinenze -isco,
-esco, -asco, indicavano l'inizio dell'azione.
In italiano questo significato si ᅵ perso, ma la desinenza in molti casi
ᅵ rimasta: agire, capire, ferire, costruire ecc.
In altri casi si ᅵ persa: fuggire, avvertire, morire, bollire (?) ecc.
In altri ancora ci sono le due forme: apparire, applaudire, comparire,
cucire, mentire, assorbire ecc.
Quindi, nei casi dubbi, non ᅵ detto che sia proprio sbagliato usare
-isco, ma ᅵ meglio evitarlo dato che queste forme tendono a diventare
sempre piᅵ obsolete anche quando sono attestate dai moderni dizionari.
k
> Mentire � talvolta (a occhio direi: raramente) usato nella forma
> "incoativa".
Scusa l'inioranza in proposito. :-)
Non sapendo il significato di "incoativo" ho guardato il dizionario e ho
trovato la seguente definizione: "che esprime inizio".
A questo punto non capisco il riferimento a "mentire".
E se dici che talvolta � usato nella forma incoativa, in quale altra forma
� usato comunemente?
Grazie e ciao,
Roger
> Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, [...]
>
> "Irregolari", intendi, le regolari sono con -isc prima della desinenza.
NOn mi risulta che le forme regolari della 3. coniugazione siano in isco.
Io sento, tu senti, egli sente.
> [...]
> NOn mi risulta che le forme regolari della 3. coniugazione siano in isco.
Bah, io ho sempre pensato cos�, visto che i verbi con questa
desinenza sono tanti, ma non ho nessuna difficolt� a cambiare idea,
perch�, pensandoci bene, sono pi� numerosi quelli senza -isc.
> Io sento, tu senti, egli sente.
Io fino tu fini egli fine :-)
Ciao,
Roger
>> Io sento, tu senti, egli sente.
>
> Io fino tu fini egli fine :-)
io partisco tu partisci egli partisce :))
io aprisco tu aprisci egli aprisce :))))))
io salisco tu salisci egli salisce
io offrisco tu offrisci egli offrisce
> A questo punto non capisco il riferimento a "mentire".
>
> E se dici che talvolta � usato nella forma incoativa, in quale altra forma
> � usato comunemente?
qualche volta si dice io mentisco; ma molto pi� spesso io mento.
Facendo una ricerca ho trovato che sono molto pi� numerosi
quelli che inseriscono -isc di quelli "regolari".
http://www.locuta.com/3-ISC.html
http://www.locuta.com/3-NOISC.html
Tutto sta a mettersi d'accordo su quale categoria
considerare "regolare" e quale "irregolare".
Ma non far� nessuna battaglia pillanesca :-)
Ciao,
Roger
Allora:
Mentisco: forma incoativa
Mento: forma normale
� cos�?
Cosa c'entra allora il significato di "incoativo" (che esprime inizio)?
Roger
> Cosa c'entra allora il significato di "incoativo" (che esprime inizio)?
"incoativo" � un termine convenzionale che indica il suffisso -isc-
> http://www.locuta.com/3-ISC.html
>
> http://www.locuta.com/3-NOISC.html
il calcolo � un po' falsato dal fatto che molti sono dei composti.
Curioscamente mentire non � in nessuna delle due liste - c'� invece
smentire
> Tutto sta a mettersi d'accordo su quale categoria
> considerare "regolare" e quale "irregolare".
>
> Ma non far� nessuna battaglia pillanesca :-)
per carit� di Dio
Credo che in italiano la sfumatura di "incoativo" sia irrilevante, tanto
� vero che l'infisso -isc- appare in verbi dove il significato di
"inizio" o "progressione" � del tutto assente come in "afferire". Il
termine spiega solo l'origine della "strana" coniugazione, appunto
l'influsso dei verbi incoativi latini.
Ciao
Enrico
> Credo che in italiano la sfumatura di "incoativo" sia irrilevante
per questo ho parlato di termine "convenzionale".
Credo che il motivo della fortuna sia quello generico dei suffissi, per
cui una parola ritenuta poco distinguibile in quanto "breve" viene
artificiosamente allungata, quando non � sostitutita da un'altra.
Os > bucca > bocca
esse > manducare > mangiare
auris > auricula > orecchia.
usare > utilizzare
porre > posizionare
Forse a qualcuno "mento" sembra confondersi con la parte inferiore del
volto, e per sicurezza viene sostituito con "mentisco".
> Comunque, per quel che vale, le forme "incoative" di mentire, cucire, bollire,
> nutrire, aborrire, perfino di scomparire, secondo me vanno benissimo, tant'è
> che le uso (alcune di queste pure su questo gruppo - e non sono stato il solo).
"Agata! Tu mi capisci?
Agata! Tu mi tradisci!
Agata! Guarda! Stupisci!
Ch'è ridotto quest'uomo per te!
(Cit. incoattiva)
k
> Allora:
> Mentisco: forma incoativa
> Mento: forma normale
> È così?
>
> Cosa c'entra allora il significato di "incoativo" (che esprime inizio)?
Hysterical raisins.
--
Armando di Matteo <a r m y ONE NINE EIGHT SEVEN AT e m a i l DOT i t>
Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole; più non dimandare.
[ T H I S S P A C E I S F O R R E N T ]
> Allora:
> Mentisco: forma incoativa
> Mento: forma normale
> È così?
>
> Cosa c'entra allora il significato di "incoativo" (che esprime inizio)?
Hysterical raisins.
> Comunque, per quel che vale, le forme "incoative"
Innanzitutto ringrazio tutti (non solo Lem) per le vostre risposte molto
chiare. Poi faccio una domanda rivolta a Lem ed a Maurizio Pistone: entrambi
avete scritto incoativo tra virgolette. Perch�?
Grazie
Ago
> Roger ha scritto:
>
>> Credo di aver sempre usato solo le forme regolari, [...]
>>
>> "Irregolari", intendi, le regolari sono con -isc prima della desinenza.
>
> NOn mi risulta che le forme regolari della 3. coniugazione siano in
> isco. Io sento, tu senti, egli sente.
Per "hysterical raisins" le forme senza -isco sono chiamate "regolari",
ma quelle con -isco sono produttive e le altre no (cioè i verbi in -ire
di nuova coniazione hanno sempre -isco, a meno che non sono composti di
verbi preesistenti o cose del genere).
> Per "hysterical raisins" le forme senza -isco sono chiamate "regolari",
> ma quelle con -isco sono produttive e le altre no (cioÚ i verbi in -ire
> di nuova coniazione hanno sempre -isco, a meno che non sono composti di
> verbi preesistenti o cose del genere).
I verbi di nuova coniazione raramente vanno a finire nella terza, di
solito è la prima che li raccoglie: scannerizzare, formattare,
uploadare, fotoscioppare. E non mi pare si dica fotoscioppisco.
> army1987 ha scritto:
>
>> Per "hysterical raisins" le forme senza -isco sono chiamate "regolari",
>> ma quelle con -isco sono produttive e le altre no (cioÚ i verbi in
>> -ire di nuova coniazione hanno sempre -isco, a meno che non sono
>> composti di verbi preesistenti o cose del genere).
>
> I verbi di nuova coniazione raramente vanno a finire nella terza, di
> solito è la prima che li raccoglie: scannerizzare, formattare,
> uploadare, fotoscioppare. E non mi pare si dica fotoscioppisco.
Ho detto "i verbi *in -ire* di nuova coniazione". Sono rari ma ci sono;
per lo più derivano da aggettivi (o sostantivi) nel senso di "rendere" o
(al riflessivo) "diventare": es. "rincoglionire".
umm, questo proprio freschissimo non è, avrà circa l'età di smentisco:
"Sei rincogionito"? "Smentisco" :)
rinverdire, rincoglionire, ok.
Non c'� perch� � compreso tra quelli che possono usare
le due forme:
http://www.locuta.com/3-%28ISC-NO%29.html
tra i quali non ci sono n� bollire, n� ciucire.
Ciao,
Roger
> incoativo tra virgolette
intendevo i verbi " cosiddetti "incoativi" "
� un termine storico, ma usato adesso che sa un po' troppo d'uvetta
uterina
> http://www.locuta.com/3-%28ISC-NO%29.html
avvertisco?
tosso?
ma dove hanno imparato l'italiano questi qua?
> ma dove hanno imparato l'italiano questi qua?
chi gli ha dato l'apatente
(i.e. la patente per l'Ape Piaggio)
> È un termine storico, ma usato adesso che sa un po' troppo d'uvetta
> uterina
non era fogarina?
> entrambi
> avete scritto incoativo tra virgolette. Perchè?
Incoativo è, propriamente, un verbo che trasmette un senso d'inizio:
vedi http://www.etimo.it/?term=incoativo
In latino i verbi incoativi si caratterizzano per la presenza
dell'interfisso -sc-. Che so: da augeo (cresco), augesco (comincio
a crescere).
Tuttavia in italiano, per quanto sia sopravvissuta la *forma* incoativa,
cioè sia rimasto l'interfisso, s'è spesso perduto il *significato* incoativo
(che è quanto dovrebbe più contare ai fini della definizione): cucisco e
cucio hanno proprio lo stesso identico significato: cucisco non significa
affatto "comincio a cucire".
Ecco il perché delle virgolette.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
> Incoativo è
Ops!
Mi accorgo ora che la risposta era già stata ampiamente data da altri,
altrove, nel filone.
Permette signora,
mi guarda da un'ora
vuol dir che stasera
si � accorta di me.
Lo so sono audace
ma il rischio mi piace,
mi faccia felice
e fuggisca con me.
(P.Focaccia)
Ciao,
Roger
Forse al CEPU :-)
http://digilander.libero.it/lagreca/vignette/sport/images/TottiCepu.jpg
Roger
> Ago ha scritto:
>> Ho sempre usato la prima persona del presente indicativo di
>> mentire sia nella forma "mento" che in quella "mentisco".
>> Mentisci (seconda pesona), perᅵ, mi ᅵ capitato rarissimamente
>> di sentirlo. L'altra sera una cara amica l'ha usato. Mi ᅵ
>> rimasto impresso ed ho voluto vedere se si tratta di forma
>> corretta.
>
>
> In latino esistevano dei verbi della terza coniugazione che
> inserivano, in alcuni casi, la desinenza -isc-, detti
> incoativi (li ha chiamati cosᅵ anche Maurizio), da inchoare =
> incominciare. Infatti le desinenze -isco, -esco, -asco,
> indicavano l'inizio dell'azione. In italiano questo
> significato si ᅵ perso, ma la desinenza in molti casi ᅵ
> rimasta: agire, capire, ferire, costruire ecc. In altri casi
> si ᅵ persa: fuggire, avvertire, morire, bollire (?) ecc. In
> altri ancora ci sono le due forme: apparire, applaudire,
> comparire, cucire, mentire, assorbire ecc.
>
> Quindi, nei casi dubbi, non ᅵ detto che sia proprio sbagliato
> usare -isco, ma ᅵ meglio evitarlo dato che queste forme
> tendono a diventare sempre piᅵ obsolete anche quando sono
> attestate dai moderni dizionari.
Io ricordo "mentisci" solo nei doppiaggi di vecchi film.
--
"La costanza ᅵ contraria alla natura, contraria alla vita. Le
uniche persone assolutamente costanti sono i morti."
-- Aldous Huxley, Do What You Will
Riguarda solo la terza coniugazione?
--
"Women need a reason to have sex. Men just need a place."
-- Billy Crystal
> chi gli ha dato l'apatente
> (i.e. la patente per l'Ape Piaggio)
allora � la Lapa tente
> Io ricordo "mentisci" solo nei doppiaggi di vecchi film.
quelli di "guarda stu pisci"?
> cucisco e
> cucio hanno proprio lo stesso identico significato: cucisco non significa
> affatto "comincio a cucire"
non tenermi sulle spine: che cosa significisca allora cucisco?
> Lo so sono audace
> ma il rischio mi piace,
> mi faccia felice
> e fuggisca con me.
> (P.Focaccia)
Citazione colta!
Epi
---
"Gradisca..."
http://www.felliniana.com/images/magalitmb.jpg
http://www.copertinedvd.net/A/Amarcord.jpg
(cit. coltissima)
>chi gli ha dato l'apatente
>(i.e. la patente per l'Ape Piaggio)
Padre, noi letterati tradizionalisti la chiamiamo Lapa, nome nobile e
antico, anche se in tempi recenti la scena � stata occupata da qualche Lapo
un po' pasticcione e spesso impegnato in aspre colluttazioni con la lingua
italiana.
In Sicilia ho anche sentito a volte l'espressione "una lapuzza di meli", per
indicare poeticamente una fanciulla dal temperamento dolcissimo.
Mi benedica.
Epimeteo
---
"Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch'ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio..."
(cit. lapidaria)
Lo Zingarelli 2008 li ammette antrambi come "raro"
Roger
>> Tuttavia in italiano, per quanto sia sopravvissuta la *forma*
>> incoativa, cioè sia rimasto l'interfisso, s'è spesso perduto
>> il *significato* incoativo (che è quanto dovrebbe più contare
>> ai fini della definizione): cucisco e cucio hanno proprio lo
>> stesso identico significato: cucisco non significa affatto
>> "comincio a cucire".
>>
>> Ecco il perché delle virgolette.
>
>
> Riguarda solo la terza coniugazione?
Sì.
k
Insomma, la lingua italiana � una roba complicata, lo � per i
madrelingua, figuriamoci per chi la impara come lingua straniera (� una
lingua straniera anche per quasi tutti i miei attuali allievi, ai quali
sono costretto a far ripetere le cantilene dei passati remoti, e qualche
volta anche degli altri tempi).
Molti di noi hanno ancora un ricordo dell'insegnamento delle lingue
classiche e straniere di quarant'anni fa, che sadicamente cominciava con
lunghi esempi di eccezioni, come se i latini non facessero altro che
parlare di deabus e filiabus, e l'argomento pi� importante da trattare
in francese fossero i gufi e i ciottoli.
Un insegnamento di base, ma anche non proprio di base, della lingua
italiana, ha gi� abbastanza da fare con le forme normali, pi� usate
della lingua, e con le eccezioni e le varianti pi� comuni del linguaggio
moderno. Gi� immagino che sia un problema per uno straniero principiante
ricordare che partire fa parto e finire fa finisco; ad un livello un
pochino pi� avanzato, accettare che vivuto come alternativa a visto �
una variante non tanto rara almeno fino a tutto l'Ottocento. Quando lo
straniero (o anche lo studente italiano) trover� possuto in Dante,
lasciamo che sia un'opportuna chiosa al testo a spiegargli che questa
era s� una possibilit�, ma tanto, tanto tempo fa.
Per favore, non confondiamo le idee alla gente con vere e proprie
bizzarrie, come io tosso e io mentisco - che proprio sono da infilzare
con uno spillo, mettere in un cassetto insieme con la tarantola gibbosa
dell'Amazzonia, e lasciare l�.
> Moltissimi autori hanno usato forme loro
> peculiari (i famosi jeri e principj di Luigi Pirandello)
Poco fa, rispondendo a una domanda sulla "J lunga", fatta a
it.cultura.linguistica, ho usato la seguente citazione, tratta da
treccani.it, e che potrebbe interessare anche qui:
[...] l�italiano la adoper� [la j lunga] con due funzioni diverse: tra
vocali, o all�inizio di parola davanti ad altra vocale, per indicare il
valore semiconsonantico della i (per es. jeri, pajo), rappresentato
peraltro dalla semplice i in ogni altra posizione (per es. fiore, coppia);
in fine di parola, come terminazione del plurale dei nomi in -io atono
(per es. beccaj, varj: residuo evidente della pi� antica grafia, ital. e
lat., varij) [...]
Gerle
PS Che la J lunga viva
:-)
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
>PS Che la J lunga viva
Ma non si dovrebbe dire la "i lunga"? la "j lunga" mi d� di "i ancora
pi� lunga della i lunga" :-)
Ma se appunto lì sopra ho appena scritto che cucio e cucisco hanno
proprio
lo stesso identico significato!?
--
Bye, Lem
> > non tenermi sulle spine: che cosa significisca allora cucisco?
>
> Ma se appunto l� sopra ho appena scritto che cucio e cucisco hanno
> proprio
> lo stesso identico significato!?
ah, capo ... ehm ... capisco
Imparare a memoria tutte le eccezioni, così come anche molte delle
frasi d'esempio proposte dalle grammatiche,
era un ottimo modo per:
a) esercitare la memoria, che ad alcuni sembra inutile ma non lo è
affatto: perché anche ammesso che uno capisca, se poi non ricorda, non
conosce davvero (sei contento? Ho parafrasato, ché altrimenti era
magari troppo difficile);
b) ampliare il proprio vocabolario, sull'importanza della qual cosa,
tant'è evidente, neppure mi soffermo.
> Un insegnamento di base, ma anche non proprio di base, della lingua
> italiana, ha già abbastanza da fare con le forme normali, più usate
> della lingua, e con le eccezioni e le varianti più comuni del linguaggio
> moderno.
Perché riferirsi esclusivamente, o quasi, ad un insegnamento di base?
Mentisco al posto di mento è una variante sufficientemente comune nel
linguaggio moderno.
Non capisco che senso abbia ostracizzarla, davvero. Ma forse non
dovevo scrivere ostracizzarla.
Bandirla? Neanche. Allora cambiamo senso. Esecrarla? Manco per sogno.
Demonizzarla? Mah, forse.
Che però sia meglio andar sul sicuro con schifarla, e basta?
> Per favore, non confondiamo le idee alla gente con vere e proprie
> bizzarrie, come io tosso e io mentisco - che proprio sono da infilzare
> con uno spillo, mettere in un cassetto insieme con la tarantola gibbosa
> dell'Amazzonia, e lasciare lì.
Confondere le idee? Con mentisco? Ma dai.
Già, povera gente analfabeta. Chissà che non lo sia diventata anche
per questo atteggiamento, eh?
Almeno per quanto riguarda mentisco, il mio dissenso è totale.
--
Bye, Lem
> perch� anche ammesso che uno capisca, se poi non ricorda, non
> conosce davvero
non fa scienza
senza lo ritenere aver inteso
> Mentisco al posto di mento � una variante sufficientemente comune nel
> linguaggio moderno.
anche in cinta al posto di incinta
> ah, capo ... ehm ... capisco
Seguendo la tua linea, dobbiamo buttare a mare proprio tutti gli
allotropi?
--
Bye, Lem
> > ah, capo ... ehm ... capisco
>
> Seguendo la tua linea, dobbiamo buttare a mare proprio tutti gli
> allotropi?
ho detto questo?
Mi meravigli: non basta.
Anche cambiando sanza in senza, resta troppo difficile per i poveri
pargoli. Non credi? ;)
--
Bye, Lem
> anche in cinta al posto di incinta
Cavoli a merenda.
--
Bye, Lem
> ho detto questo?
Se tu l'avessi detto, non l'avrei chiesto.
--
Bye, Lem
Il placito di Capua � un po' pi� vecchio :-)
> [z�cchete rispettoso]
> Per favore, non confondiamo le idee alla gente con vere e proprie
> bizzarrie, come io tosso e io mentisco - che proprio sono da infilzare
> con uno spillo, mettere in un cassetto insieme con la tarantola gibbosa
> dell'Amazzonia, e lasciare l�.
Discutere, esprimendo le proprie opinioni e cosa ne dicono
i dizionari, i classici e la gente comune � una, se non la funzione
del gruppo.
Questo non vuol dire confondere le idee alla gente.
Ciao,
Roger
E' come la "doppia w", non è meglio dire "doppia v"?
La doppia w sarebbe una quadrupla v?
>E' come la "doppia w", non � meglio dire "doppia v"?
Perch�, scusa, chi � quel matto che scrive "doppia w"?
Credo che tutti scrivano "doppia v".
> Discutere, esprimendo le proprie opinioni e cosa ne dicono
> i dizionari, i classici e la gente comune � una, se non la funzione
> del gruppo.
>
> Questo non vuol dire confondere le idee alla gente.
era stata citata, come autorit� in materia di coniugazione verbale, una
pagina che si presentava come "classroom", cio� come sito didattico.
Possiamo benissimo discutere su forme rare, arcaiche, anomale, ma
presentare un elenco delle stesse come riferimento per chi vuole
imparare l'italiano � un errore.
Naturalmente in italiano, in latino, come ho già detto, c'erano anche
forme in asco ed esco: senesco = incomincio ad invecchiare, quello
citato da Lem: augesco incomincio a crescere ecc.
k
Non capisco il motivo della diatriba, dopotutto "mentisco" � riportato
dai dizionari e "tosso" mi par di capire che sia esistito.
E poi non siamo mica alunni di prima mignin! Siamo eminenti (?) studiosi
e storici della lingua, tant'� vero che Stefano ci ha giustamnete
chiamati "eccellenze reverendissime". :-))
k
Una curiosit�: anche Leopardi si � occupato di questi verbi incoattivi
nello Zibaldone.
"E cos� discorrasi di tanti altri verbi originali di quelli in sco, de'
quali mancando il semplice si trovano per� i loro composti, a' quali
ordinariamente si attribuiscono i perfetti e supini che loro convengono,
mentre quelli de' semplici, se i semplici non si trovano,
s'attribuiscono ai loro semplici derivati in sco.
Irascor sta nel Forcell. senza supino n� perfetto. Trovasi iratus. Vero
participio, bench� forse, almeno in certi casi, aggettivato, come tanti
altri. Or donde viene questo participio? Non dimostra egli un verbo
della prima? un verbo onde venga s� egli s� irascor? Cio� un antico
iror, conservato nell'italiano (irare, adirare, airare ec. con lor
derivati ec.), e v. gli spagn.
(4. Nov. 1823.)
Da' verbi della 2da si fanno quelli in esco, dalla terza si fanno in
isco, cos� dalla quarta, come scisco; dalla prima, in asco; del che vedi
gli esempi nel pensiero precedente, ed aggiungi labasco e labascor da
labo as, e simili. In Labasco nel Forcell. trovo il nome appellativo e
speciale de' verbi in sco. Essi si chiamano presso i grammatici, verba
inchoativa. (4. Nov. 1823.). V. p.3830. fine."
Ah, adesso � chiaro.
k
Nella fretta hai messo la virgola al posto del puntevirgola.
Lo vedi dove?
(quizzo tipo settimana enigmistica)
Nota personale:
io ho notato che senescetti già molti anni or sono: canizie,
calvizie e tutte quelle altre fastidiose robe in -izie o
in -osi.
--
"The octopus wrapped his testicles round the diver & strangled
him."
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith
> (P.Focaccia)
Per cosa sta la p puntata? Pan per Focaccia?
ok, lo ammetto, � una battuta idiota. Mi � scappata ;)))
>> Naturalmente in italiano, in latino, come ho già detto,
>> c'erano anche forme in asco ed esco: senesco = incomincio ad
>> invecchiare, quello citato da Lem: augesco incomincio a
>> crescere ecc.
>
>
> Nella fretta hai messo la virgola al posto del puntevirgola.
> Lo vedi dove?
> (quizzo tipo settimana enigmistica)
Ne metterei due: dopo italiano e dopo invecchiare. Va bene? (meglio
abbondare)
> Nota personale:
> io ho notato che senescetti già molti anni or sono: canizie,
> calvizie e tutte quelle altre fastidiose robe in -izie o
> in -osi.
Beh... ci sono anche aspetti in -enza. No, non volevo dire demenza, ma
esperienza! :-))
Questa notte mi sono venuti in mente questi incoativi, e ho pensato che
in latino non li usassero solo nel senso di "iniziare a fare qualcosa",
ma nel senso di "stare per fare qualcosa". In fondo loro non avevano
queste forme, come "stare per fare", che indicano un'azione che sta per
iniziare ma che non è ancora in atto.
Pensa quando minacciamo: "se non la smetti mi arrabbio!" loro, che erano
molto precisi, potrebbero aver inventato l'incoativo "irascor", invece
di usare un futuro vero e proprio e non immediato del presunto *iror, o
succenseo o altro.
Anche quando una pianta sta per germogliare e crescere: augesco invece
del futuro (non immediato) di augeo.
Mah... probabilmente sono solo tavanate. Senesco. :-))
k
> Naturalmente in italiano, in latino, come ho già detto, c'erano anche
> forme in asco ed esco: senesco = incomincio ad invecchiare, quello citato
> da Lem: augesco incomincio a crescere ecc.
"Nascere" (in latino, il presente indicativo è "nascor", l'infinito è
"nasci") e "pascere" sono tra questi?
In effetti il primo di questi due verbi è il più incoativo di tutti, ma
senza il secondo colui che nasce si indebolisce, smette di crescere e
finisce per requiescere in pace per sempre.
Ciao.
Epimeteo
---
"... tutto quel che voglio, pensavo,
è solamente amore
ed unità per noi,
che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera, se vuoi,
nata sotto il segno...
nata sotto il segno dei Pesci..."
http://www.youtube.com/watch?v=YOhcJYsCTOE
(cit. di pesca incoativa)
>> io ho notato che senescetti già molti anni or sono: canizie,
>> calvizie e tutte quelle altre fastidiose robe in -izie
Delizie
Liquirizie (attent alla pressione)
Novizie
Nequizie
Amicizie
Letizie
Grazie (ah, no)
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Certo. Alcuni derivavano da radici verbali, come: cresco, disco, nosco
(dalla stessa radice di noto?), pasco ecc.;
altri derivavano da altri verbi (e in questo caso abbiamo anche la forma
non incoativa): coalesco (alo), concupisco (cupio), delitesco (lateo),
horresco (horreo), scisco (scio) ecc.;
altri ancora da sostantivi o aggettivi: repuerasco (puer), senesco
(senex), quiesco (quies), obduresco (durus) ecc.;
inoltre c'erano i deponenti: nascor, proficiscor, obliviscor, irascor ecc.
> In effetti il primo di questi due verbi è il più incoativo di tutti, ma
> senza il secondo colui che nasce si indebolisce, smette di crescere e
> finisce per requiescere in pace per sempre.
Tutti i verbi con -sc- erano incoattivi. Probabilmente, come ipotizza
Leopardi, anticamente ci saranno state anche le corrispondenti forme
"normali" per tutti.
Ah, saperlo!
k
E quelle he ti danno (quasi) tutto: dovizie. :-))
k
Nasco da nare (incominciare a nuotare)?
Porca focaccia!
Ma Roger non scrive "porca" perchᅵ ᅵ piemontese.
--
"L'homme n'est que poussiᅵre. La femme est aspirateur."
-- Franᅵois Cavanna
Egizie: Cleopatra, Nefertiti, Ipazia...
Forsizie:
http://images.google.it/images?q=Forsizia
Albizie:
http://images.google.it/images?q=albizia
Patrizie:
http://images.google.it/images?q=patrizia
--
"Tout ce qui est public devrait �tre gratuit. L'�cole,les
transports et les filles."
-- Honor� De Balzac (1799-1850)
E le immondizie dove le mettiamo?
A Palermo?
http://farm4.static.flickr.com/3405/3593935429_46b89f96b3_b.jpg
Roger
>> Delizie
>> Liquirizie (attent alla pressione)
>> Novizie
>> Nequizie
>> Amicizie
>> Letizie
>> Grazie (ah, no)
> Egizie: Cleopatra, Nefertiti, Ipazia...
>
> Forsizie:
> http://images.google.it/images?q=Forsizia
>
> Albizie:
> http://images.google.it/images?q=albizia
>
> Patrizie:
> http://images.google.it/images?q=patrizia
Queste sono cose molto carine, ma sostanzialmente si tratta di minuzie.
Credo che per noi grandi strofili sia pi� interessante occuparsi di
"sigizie", come dicono tutti
http://images.google.it/images?q=sigizie
http://it.wikipedia.org/wiki/Marea_sigiziale
anche se, in realt�, si tratta di "sizigie"
http://it.wikipedia.org/wiki/Sizigia
ma pare che pochi riescano a pronunciare questa parola cos� difficile...
[:-o
Grazie.
Epimeteo
---
"... tu sei dentro di me
come l'alta marea,
che scompare e riappare portandoti via...
Sei il mistero profondo,
la passione, l'idea,
sei l'immensa paura che tu non sia mia..."
http://www.youtube.com/watch?v=mcwEP3HBhZk
(cit. sigiziale o sizigiale)
In inglese � "syzygy" con tre "y"! :-)
Naturalmente il termine � in uso anche nel linguaggio matematico,
<http://en.wikipedia.org/wiki/Hilbert's_syzygy_theorem>, quindi
noi lo sappiamo pronunciare correttamente. :-)
Ciao
Enrico
Z sonora o sorda?
--
Coloro che combattono, non per Dio in se stessi, ma contro il
diavolo negli altri, non riescono mai a migliorare il mondo, ma
lo lasciano com'era, o qualche volta peggiore di com'era prima
che cominciasse la crociata.
-- Aldous Huxley, I diavoli di Loudun
Un evidente fotomontaggio dei comunisti per mettere in cattiva
luce un governo che risolve i problemi prima ancora che si
presentino, e che, se proprio persistono, li abolisce o ne
limita la durata per legge.
Tra l'altro, come si vede ingrandendo l'artefatto, in mezzo a
quei sacchi d'immondizia c'� una lettera indirizzata a "Comune
di Bologna".
Gnah gnah gnah...
--
"Most of the time I don't have much fun. The rest of the time I
don't have any fun at all."
-- Woody Allen
Come diavolo si pronuncia?
> Naturalmente il termine � in uso anche nel linguaggio
> matematico,
> <http://en.wikipedia.org/wiki/Hilbert's_syzygy_theorem>,
> quindi noi lo sappiamo pronunciare correttamente. :-)
Il termine � presente anche in poesia:
�In poetry, syzygy is the combination of two metrical feet into
a single unit, similar to an elision.
Consonantal or phonetic syzygy is also similar to the effect of
alliteration, where one consonant is used repeatedly throughout
a passage, but not necessarily at the beginning of each word.�
�Syzygy is the shortest English word containing three y's. It is
also the second-longest common English word containing neither
a, e, i, o, nor u, being tied with rhythm, nymphs, crypts, and
glyphs. (The longest common word with this characteristic is
rhythms, although it is beaten handily by the archaic word
twyndyllyngs.).�
--
"I attribute my success to intelligence, guts, determination,
honesty, ambition, and having enough money to buy people with
those qualities."
-- ???
Enrico, o meglio, prof. Gregorio, qual è il suo numero di Erdős?
--
"People sometimes ask me if it is a sin in the Church of Emacs
to use vi. Using a free version of vi is not a sin; it is a
penance. So happy hacking."
-- Richard Stallman
> Come diavolo si pronuncia?
http://www.howjsay.com/index.php?word=syzygy&submit=Submit
oppure
http://www.merriam-webster.com/cgi-bin/audio-medlineplus.pl?syzygy01=syzygy
> Enrico Gregorio, 15:56, marted� 26 gennaio 2010:
> >
> > In inglese � "syzygy" con tre "y"! :-)
> >
> > Naturalmente il termine � in uso anche nel linguaggio
> > matematico,
> > <http://en.wikipedia.org/wiki/Hilbert's_syzygy_theorem>,
> > quindi noi lo sappiamo pronunciare correttamente. :-)
>
>
> Enrico, o meglio, prof. Gregorio, qual � il suo numero di Erd?s?
3
<http://ams.math.uni-bielefeld.de/mathscinet/freeTools.html>
Clic su "Collaboration distance", nella mascherina metti
"Gregorio, E*" (senza virgolette) e premi "Use Erd�s".
Ciao
Enrico
Quanti sono a distanza 3?
Ce n'era un po' elencati su wikipedia, di 1 e di 2.
Einstein � nel 2.
Vedo che per arrivare a John Horton Conway devi passare proprio
per Erd�s.
Che bel istrumento!
Ho trovato che sei collegato praticamente con tutti...
MR Collaboration Distance = 7
Enrico Gregorio coauthored with Gino Favero MR1651167
(2000f:16056)
Gino Favero coauthored with Wolfgang J. Runggaldier
MR2010062 (2004h:93179)
Wolfgang J. Runggaldier coauthored with Alain
Bensoussan MR0903033 (90c:93110)
Alain Bensoussan coauthored with Roger M. Temam
MR0657220 (58 #31840)
Roger M. Temam coauthored with Peter D. Lax MR1870634
Peter D. Lax coauthored with Richard Courant
MR0033443 (11,441c)
Richard Courant coauthored with David Hilbert1
MR0009069 (5,97b)
Enrico Gregorio coauthored with Dikran N. Dikranjan
MR1142538 (93e:16017)
Dikran N. Dikranjan coauthored with Luchezar N.
Stoyanov MR0855504 (88f:22004)
Luchezar N. Stoyanov coauthored with Fernando Cardoso
MR1096103 (92i:35073)
Fernando Cardoso coauthored with Fran�ois Tr�ves
MR0350233 (50 #2726)
Fran�ois Tr�ves coauthored with E. C. Zachmanoglou
MR0534059 (80h:35034)
E. C. Zachmanoglou coauthored with Enrico Volterra
MR0090258 (19,788i)
Enrico Volterra coauthored with Vito Volterra
MR0128112 (23 #B1156)
p.s. avevo usato l'UTF-8 ma adesso � di nuovo 8859-1. Cos� la �
lunga ungherese non si vede.
--
In a Yugoslav hotel:
"The flattenning of underwear with pleasure is the job of the
chambermaid."
> Che bel istrumento!
> Ho trovato che sei collegato praticamente con tutti...
Via Erd�s (scusa le dieresi) sono a distanza 7 da Gauss
(e 6 da Riemann). :) E a 5 da Wiles.
Tutto merito di Dikran Dikranjan, ovviamente. � un bulgaro
furlano (sta a Udine da parecchi anni).
Ciao
Enrico
> Z sonora o sorda?
Sonora.
Pensi che questo influisca sulla difficolt� di pronuncia?
Epy
---
"... eppure sentire
nei sogni in fondo a un pianto,
nei giorni di silenzio c'�
un senso di te..."
http://www.youtube.com/watch?v=WsQ4TL0d7MQ
(cit. della colonna sonora di "Manuale d'amore")
>>> anche se, in realt�, si tratta di "sizigie"
>>> http://it.wikipedia.org/wiki/Sizigia
>>> ma pare che pochi riescano a pronunciare questa parola cos�
>>> difficile...
>
>> Z sonora o sorda?
>
> Sonora.
> Pensi che questo influisca sulla difficolt� di pronuncia?
Io credo proprio di s�: pronunciare si[ts]igia mi viene pi� difficile
che si[ds]igia.
E.D.
Strano, a me il contrario.
Ma tu, essendo pi� greco di me, hai certamente pi� facilit� con
queste parole greche.
In effetti il punto difficile � passare dal suono TS/DZ al DJ.
--
"Dio mi deve delle spiegazioni."
-- Eug�ne Ionesco
Il nome sembrerebbe armeno.
Si pronuncia all'inglese (-gian) o alla slava (-gnan)?
--
"Le travail est un tr�sor. Le travail des autres, cela va de
soi."
-- Henri Jeanson
> Enrico Gregorio, 01:39, mercoled� 27 gennaio 2010:
> > ADPUF <flyh...@mosq.it> scrive:
> >
> >> Che bel istrumento!
> >> Ho trovato che sei collegato praticamente con tutti...
> >
> > Via Erd�s (scusa le dieresi) sono a distanza 7 da Gauss
> > (e 6 da Riemann). :) E a 5 da Wiles.
> >
> > Tutto merito di Dikran Dikranjan, ovviamente. � un bulgaro
> > furlano (sta a Udine da parecchi anni).
>
>
> Il nome sembrerebbe armeno.
> Si pronuncia all'inglese (-gian) o alla slava (-gnan)?
Infatti � di famiglia armena. La pronuncia � /Dicrani�n/
Ciao
Enrico