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FT: ricordando Marco Simoncelli

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Luciana Grazioli

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Oct 24, 2011, 10:26:57 AM10/24/11
to
Il frammento di Menandro (111 K.-Th) «muor giovane colui che gli dei amano» (hon oi theoi philusin apothnēskei neos), noto soprattutto grazie alla citazione fattane da Leopardi (epigrafe del suo Amore e morte «muor giovane colui ch’al cielo è caro»), è diventato consolatoria citazione laica per la morte giovanile. Il pensiero si trova sparso in molti luoghi. «Quem di dilugunt / adulescens moritur» afferma Plauto (Bacchides, 816).

Espressioni analoghe si trovano in detti popolari tedeschi e inglesi, Byron lo ripropone nel suo Il pellegrinaggio del giovane Aroldo. La mesta melodia delle sue corde affascina gli animi pessimisti. Non lo fa a motivo di quanto ci aspetta dopo la morte, regione in cui, per dirla con Rabelais, si estende il regno del «grande forse». La sua forza attrattiva va giudicata  in relazione alla parte sperimentata, non a quella ignota. Il detto sta a significare che la vita non è bella, anzi che essa diventa sempre più amara se si va in là con gli anni. Morire giovani equivale a essere preventivamente risparmiati dal tempo che Qohelet qualifica triste, dai giorni durante i quali si è costretti a dire: «non ci provo alcun gusto» (Qo 11,1).

Addio Marco.
-- 
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio

* Perdita s'indugiava su la scaletta coperta d'edera.
Dove vai?
Sempre alla ventura.
Ma da che parte?
Non dimandare.
Per la via vecchia fiesolana scendevo al cancello
di una villa chiusa in bossoli esatti
dove mi attendevano due sorelle suonatrici
di virginale e di liuto alunne di Arnold Dolmetsch,
esperte in giochi perversi. - On fait tojours beacoup
de progrès en enseignant - .*
G. d' Annunzio 

Enrico Gregorio

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Oct 24, 2011, 12:43:45 PM10/24/11
to
Luciana Grazioli <luciana...@alice.it> scrive:

> Il frammento di Menandro (111 K.-Th) «muor giovane colui che gli dei
> amano» (/hon oi theoi philusin apothne-skei neos/), noto soprattutto
> grazie alla citazione fattane da Leopardi (epigrafe del suo /Amore e
> morte/ «muor giovane colui ch'al cielo è caro»), è diventato
> consolatoria citazione laica per la morte giovanile. Il pensiero si
> trova sparso in molti luoghi. «/Quem di dilugunt/ / /adulescens/
> /moritur/» afferma Plauto (/Bacchides,/ 816).
>
> Espressioni analoghe si trovano in detti popolari tedeschi e inglesi,
> Byron lo ripropone nel suo /Il pellegrinaggio del giovane Aroldo/. La
> mesta melodia delle sue corde affascina gli animi pessimisti. Non lo fa
> a motivo di quanto ci aspetta dopo la morte, regione in cui, per dirla
> con Rabelais, si estende il regno del «grande forse». La sua forza
> attrattiva va giudicatain relazione alla parte sperimentata, non a
> quella ignota. Il detto sta a significare che la vita non è bella, anzi
> che essa diventa sempre più amara se si va in là con gli anni. Morire
> giovani equivale a essere preventivamente risparmiati dal tempo che
> Qohelet qualifica triste, dai giorni durante i quali si è costretti a
> dire: «non ci provo alcun gusto» (Qo 11,1).
>
> Addio Marco.

Grazie, Luciana.

Ciao
Enrico

Klaram

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Oct 24, 2011, 12:57:53 PM10/24/11
to
Il 24/10/2011 16.26, Luciana Grazioli ha scritto:
> Il frammento di Menandro (111 K.-Th) «muor giovane colui che gli dei
> amano» (/hon oi theoi philusin apothnēskei neos/), noto soprattutto
> grazie alla citazione fattane da Leopardi (epigrafe del suo /Amore e
> morte/ «muor giovane colui ch’al cielo è caro»), è diventato
> consolatoria citazione laica per la morte giovanile. Il pensiero si
> trova sparso in molti luoghi. «/Quem di dilugunt/ / /adulescens/
> /moritur/» afferma Plauto (/Bacchides,/ 816).
>
> Espressioni analoghe si trovano in detti popolari tedeschi e inglesi,
> Byron lo ripropone nel suo /Il pellegrinaggio del giovane Aroldo/. La
> mesta melodia delle sue corde affascina gli animi pessimisti. Non lo fa
> a motivo di quanto ci aspetta dopo la morte, regione in cui, per dirla
> con Rabelais, si estende il regno del «grande forse». La sua forza
> attrattiva va giudicatain relazione alla parte sperimentata, non a
> quella ignota. Il detto sta a significare che la vita non è bella, anzi
> che essa diventa sempre più amara se si va in là con gli anni. Morire
> giovani equivale a essere preventivamente risparmiati dal tempo che
> Qohelet qualifica triste, dai giorni durante i quali si è costretti a
> dire: «non ci provo alcun gusto» (Qo 11,1).
>
> Addio Marco.


"A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l'orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!"
(Pascoli)

"Per non diventare vecchi bisogna morire giovani"
(mia nonna)

k

Epimeteo

unread,
Oct 25, 2011, 1:52:17 AM10/25/11
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4ea59859$2...@newsgate.x-privat.org...
> Il 24/10/2011 16.26, Luciana Grazioli ha scritto:
(snip crudele)

> "Per non diventare vecchi bisogna morire giovani"
> (mia nonna)

"I vecchi bisogna ucciderli da giovani"
(mio zio Pasqualino)

Epi
---
"... vecchio,
diranno che sei vecchio,
con tutta quella forza che c'è in te...
Vecchio,
quando non è finita,
hai ancora tanta vita,
e l'anima la grida
e tu lo sai che c'è...
Ma sei vecchio,
ti chiameranno vecchio,
e tutta la tua rabbia viene su..."
http://www.youtube.com/watch?v=UPgxnV5-lc4
(cit. senile)





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