Studio italiano da diversi anni ma ogni volta che vengo in Italia o faccio
dei test in italiano vengo assalita da dubbi e incertezze.
Ecco le ultime (spero che potete aiutarmi a risolverle):
1) la parola "ticchettio" e "squittio" vengono scritte con l'accento?
2) La parola carabiniere è con maiuscola o no? e se io scrivo un
abbreviazione o un diminuitivo della stessa parola, devo scriverla con
maiuscola?
3) Sulla lettera di una mia amica ho letto la parola "poggiaschiena", che
però non ho trovato sul vocabolario. Esiste?
Come si definisce la parte posteriore di una sedia( quella dove si appoggia
la schiena )?
4) Ho letto su un libro la parola "laffuori" ma, come sopra, non ho trovato
niente sul vocabolario. Come in olanda, i vocabolari fanno fatica ad essere
aggiornati?
5) Devo scrivere "Mi sentii dire cose che non avrei voluto dire" oppure "Mi
sentì dire....."
o anche "Mi salii un groppo in gola" o "Mi salì un groppo..."
Non riesco a capire bene questa regola....
6) Sempre a proposito di verbs:
Io caddii oppure Io caddi?
7) Parlando di una libreria...il ripiano può anche essere definito
"pianale"?
8) Il rumore delle stampelle sul pavimento è "ticchettio"?
E il rumore della pioggia sui vetri?
Spero di non aver fatto troppa confusione,
Vi saluto e vi ringrazio sempre tanto,
Dany.
Dany 69 <tit...@tiscalinet.it> wrote:
> 1) la parola "ticchettio" e "squittio" vengono scritte con l'accento?
No, anche se ultimamente si vedono sempre più spesso con l'accento sulla
"i".
> 2) La parola carabiniere è con maiuscola o no? e se io scrivo un
> abbreviazione o un diminuitivo della stessa parola, devo scriverla con
> maiuscola?
Dipende. Se parli del Carabiniere Mario Rossi, sì. Se invece dici che il
carabiniere ha sventato una rapina, no.
L'unica abbreviazione dei carabinieri è "CC", scritto anche sulle targhe
dei mezzi (automobili, camion...). Diminutivi... hmmm....
> 3) Sulla lettera di una mia amica ho letto la parola "poggiaschiena", che
> però non ho trovato sul vocabolario. Esiste?
E' una parola composta. Non tutte le parole composte si trovano sul
dizionario.
> Come si definisce la parte posteriore di una sedia( quella dove si appoggia
> la schiena )?
Di solito "schienale", ma tieni conto che in altre regioni d'Italia
potrebbe essere diverso.
> 4) Ho letto su un libro la parola "laffuori" ma, come sopra, non ho trovato
> niente sul vocabolario. Come in olanda, i vocabolari fanno fatica ad essere
> aggiornati?
Lo scrittore ha attaccato le parole "là" e "fuori".
Per quanto riguarda i vocabolari, non è che si faccia fatica ad
aggiornarli, semplicemente alcuni vocaboli composti non vengono
indicati.
> 5) Devo scrivere "Mi sentii dire cose che non avrei voluto dire" oppure "Mi
> sentì dire....."
Maledetto passato remoto...
Qui nel Nord lo usiamo erroneamente pochissimo, ma anche qui si può
riaprire una vecchia discussione...
Le due frasi che citi non sono uguali: cambia il soggetto della frase.
La tua prima frase può essere riscritta come: "Io sentii dire a me..."
(io sentii, tu sentisti, egli sentì, noi sentemmo, voi sentiste, essi
sentirono)
> o anche "Mi salii un groppo in gola" o "Mi salì un groppo..."
> Non riesco a capire bene questa regola....
In questo secondo caso, il soggetto non sono io, ma il groppo in gola:
"Un groppo in gola salì a me..."
(io salii, tu salisti, egli salì, noi salimmo, voi saliste, essi
salirono)
> 6) Sempre a proposito di verbs:
> Io caddii oppure Io caddi?
io caddi
tu cadesti
egli cadde
noi cademmo
voi cadeste
essi caddero
> 7) Parlando di una libreria...il ripiano può anche essere definito
> "pianale"?
"Pianale" credo sia genericamente un posto sospeso da terra su cui puoi
appoggiare i piedi: puoi trovare un pianale in un'automobile o in un
ascensore...
"Ripiano" credo sia il termine migliore per la tua libreria!
> 8) Il rumore delle stampelle sul pavimento è "ticchettio"?
Stampelle, hmmmm...
Apriamo un discorso di italiano regionale.
In italiano la parola "stampella" significa due cose, a seconda della
regione d'Italia: in genere nel nord Italia è quella specie di bastone
che si usa per aiutarsi a camminare quando si ha una gamba ingessata,
mentre nel centro Italia è un oggetto appositamente sagomato al quale si
appendono gli abiti (camicie, pantaloni...) senza sciuparli.
Presumendo che ti riferisci alla versione "nordica" (difficilmente le
stampelle per gli abiti toccano terra!!! :-)), non saprei: non mi sono
mai posto il problema, anche se il rumore che farebbero le stampelle se
usate da me potrebbe sembrare più un terremoto, che un ticchettio :-)))
> E il rumore della pioggia sui vetri?
Il rumore della pioggia sui vetri invece può benissimo essere definito
"ticchettio".
--
S'Ciao!
Walla
-----------------=* Roberto Waha - walla(at)mac.com *=-----------------
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.
-----------------------------------------------------------------------
> > Non riesco a capire bene questa regola....
>
> In questo secondo caso, il soggetto non sono io, ma il groppo in gola:
> "Un groppo in gola salì a me..."
> (io salii, tu salisti, egli salì, noi salimmo, voi saliste, essi
> salirono)
Adesso è chiara!
> In italiano la parola "stampella" significa due cose, a seconda della
> regione d'Italia: in genere nel nord Italia è quella specie di bastone
> che si usa per aiutarsi a camminare quando si ha una gamba ingessata,
> mentre nel centro Italia è un oggetto appositamente sagomato al quale si
> appendono gli abiti (camicie, pantaloni...) senza sciuparli.
Ah, non sapevo.
Comunque io vivo con un, come dici tu, "nordico" perchè mio marito è di
Milano (però viviamo ad Amsterdam).
E dato che io sono la "donna di casa" (!!!!!!) conosco bene la parola
"gruccia", giusto?
Ciao e grazie,
Dany.
> > 5) Devo scrivere "Mi sentii dire cose che non avrei voluto dire" oppure "Mi
> > sentě dire....."
> Le due frasi che citi non sono uguali: cambia il soggetto della frase.
> La tua prima frase puň essere riscritta come: "Io sentii dire a me..."
> (io sentii, tu sentisti, egli sentě, noi sentemmo, voi sentiste, essi
> sentirono)
E la seconda? :-)
Be' lo dico io: la seconda ha come soggetto una terza persona,
col soggetto sottinteso 'egli' o, piů comunemente 'lui' o 'lei'.
'Lui mi sentě dire...'
> Presumendo che ti riferisci
Roberto, diamo il buon esempio e usiamo il congiuntivo, :-)
> S'Ciao!
> Walla
Ciao,
Roger
> E dato che io sono la "donna di casa" (!!!!!!) conosco bene la parola
> "gruccia", giusto?
Gruccia e stampella sono sinonimi e entrambi
vogliono dire bastone di appoggio (quello che si mette sotto l'ascella)
o appendiabiti (stampella è meno usato con questo secondo significato)
> Ciao e grazie,
> Dany.
Ciao,
Roger
Sì.
> 2) La parola carabiniere è con maiuscola o no? e se io scrivo un
> abbreviazione o un diminuitivo della stessa parola, devo scriverla con
> maiuscola?
No. Solo la sigla CC (carabinieri) va in maiuscolo.
> 3) Sulla lettera di una mia amica ho letto la parola "poggiaschiena", che
> però non ho trovato sul vocabolario. Esiste?
> Come si definisce la parte posteriore di una sedia( quella dove si
appoggia
> la schiena )?
Schienale o poggiaschiena (è una parola composta, ma di uso comune).
> 4) Ho letto su un libro la parola "laffuori" ma, come sopra, non ho
trovato
> niente sul vocabolario. Come in olanda, i vocabolari fanno fatica ad
essere
> aggiornati?
"Laffuori" è proprio sbagliato.
Deriva dalla locuzione "là fuori"; se qualcuno la usa
è per fare l'originale o perché non sa come si scrive.
> 5) Devo scrivere "Mi sentii dire cose che non avrei voluto dire" oppure
"Mi
> sentì dire....."
Sono due cose diverse.
Nel primo caso sono io che ho sentito me stesso dire qualcosa
che non volevo dire. Nel secondo, è qualcun altro che mi ha sentito.
> o anche "Mi salii un groppo in gola" o "Mi salì un groppo..."
> Non riesco a capire bene questa regola....
Come ti è già stato detto:
io salii
tu salisti
egli salì
noi salimmo
voi saliste
essi salirono (salìrono)
e già che ci siamo:
io sentii
tu sentisti
egli sentì
noi sentimmo
voi sentiste
essi sentirono (sentìrono)
(quella tra parentesi è la pronuncia)
> 6) Sempre a proposito di verbs:
> Io caddii oppure Io caddi?
Io caddi
> 7) Parlando di una libreria...il ripiano può anche essere definito
> "pianale"?
No. Pianale è qualcosa di più ampio; ad esempio, la parte del
cassone dove poggia il carico di un camion o di un furgone
si chiama pianale (il "pavimento").
> 8) Il rumore delle stampelle sul pavimento è "ticchettio"?
> E il rumore della pioggia sui vetri?
Si tratta di sostantivi descrittivi, che a volte vengono
resi con l'infinito sostantivato:
il ticchettare, il picchiettare...
Sta a te scegliere quello che più si avvicina all'immagine
che vuoi dare al lettore.
--
Er Roscio.
No :-)
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah, perché non son io co’ miei pastori?
Ciao,
Roger
>Gruccia e stampella sono sinonimi e entrambi
>vogliono dire bastone di appoggio (quello che si mette sotto l'ascella)
>o appendiabiti (stampella è meno usato con questo secondo significato)
Direi esattamente l'opposto.
W l'Italia!
--
Bye
Vitt
Terun :-)
> Bye
> Vitt
Ciao,
Roger
Ops... :-)
Scappato.
A Milano lo chiamiamo "ometto", per via della forma che ricorda molto le
spalle di una persona piccola...
> (io sentii, tu sentisti, egli sentì, noi sentemmo, voi sentiste, essi
> sentirono)
scusa, "sentemmo" o "sentimmo"? era un refuso?
>Gruccia e stampella sono sinonimi e entrambi
>vogliono dire bastone di appoggio (quello che si mette sotto l'ascella)
>o appendiabiti (stampella è meno usato con questo secondo significato)
Pero' ormai gruccia=appendiabiti e' obsoleto per vizio di... forma!
L'appendiabiti si chiamava (e in Sicilia continua a chiamarsi) gruccia
perche' aveva la stessa forma (un arco di cerchio con bastone); ora
gli appendiabiti non hanno bastone (e quindi non somigliano ad una
gruccia), ma ci sono i bastoni per prendere gli appendiabiti.
--
Ciao.
Sergio®
Come vuoi.
L'italiano conosce un segnaccento obbligatorio solo sulle vocali
finali. Su quelle interne è sempre facoltativo, però consigliabile
solo in casi dell'esistenza di omografi altrimenti confondibili, ad
esempio súbito - subíto, príncipi - princípi (vedi nota a piè).
Data l'unicità di pronuncia sia di «ticchettio» sia di «squittio»,
io non accenterei queste parole. Ma anche nei casi ambigui, come nei
predetti esempi, ne limiterei l'uso a quelli in cui il contesto non
renda chiaro il significato.
Spesso l'accento viene anche messo da chi crede che il lettore
ignori la pronuncia corretta, ad esempio in «scandinàvo», per
biasimare la pronuncia «scandínavo», errata ma assai piú comune.
Sconsiglio fortemente questo uso dell'accento che a mio parere altro
non è che un segno di meschina e spavalda saccenteria.
Ciao, Wolfgang
Nota: Su «i» ed «u» è anche ammesso l'accento grave, è anzi piú comune.
> Spesso l'accento viene anche messo da chi crede che il lettore
> ignori la pronuncia corretta, ad esempio in «scandinàvo», per
> biasimare la pronuncia «scandínavo», errata ma assai piú comune.
> Sconsiglio fortemente questo uso dell'accento che a mio parere altro
> non è che un segno di meschina e spavalda saccenteria.
Io direi piuttosto "dipende". Per esempio, un libro tecnico che tratti
un certo argomento, a mio avviso, fa benissimo ad abbondare di accenti
laddove i termini specialistici, che chi legge verosimilmente incontra per
la prima volta, potrebbe equivocare.
Per esempio, uno dei migliori manuali di storia dell'arte scritto nella
lingua italiana e "Storia dell'arte italiana" di Piero Adorno, in sei
volumi. Ebbene, l'Adorno (il quale, peraltro, adotta il lodevole
accorgimento di aggiungere un'appendice cólla retta pronuncia di tutti i
nomi di artisti stranieri che vengono citati) non si fa problemi a scrivere
"perístasi", "prònao", "Pàntheon" e via dicendo. Non direi proprio che si
tratta di saccenteria, quanto di giustificati suggerimenti.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
>¦ Pero' ormai gruccia=appendiabiti e' obsoleto per vizio di... forma!
>¦ L'appendiabiti si chiamava (e in Sicilia continua a chiamarsi) gruccia
Se state parlando dei "ganci" che reggono abiti e camicie appesi
nell'armadio, io in Sicilia ho sempre sentito "ganci(o)", mentre in
Toscana "gruccia" è il nome che si dà a quegli ... a quei ganci :))
--
Ciao,
Mariuccia®
A me, negli omografi e dove gli accenti facilitano e chiariscono la lettura
e la comprensione, fa piacere trovarli segnati.
--
Ciao,
Marco
Refuso, fu... loggiuro !... :-)))
--
Er Roscio.
Mariuccia, tu hai troppe "anime"! ;-))
gancio (uncino): cròccu (cruòccu) dal francese "croc"
crozza:
- teschio; dal greco kàra/kàros con suffisso -ozza;
- gruccia; dal provenzale crotz (anche germanico krukkja).
Dalle mie parti tutt' 'i crozzi hannu 'n croccu dalle tue non so...
;-))
--
Ciao.
Sergio®
Dipende.
Sui libri stampati da Einaudi, trovi esclusivamente l'accento grave.
Sulle tastiere delle macchine per scrivere o dei computer, trovi invece
soltanto le lettere con accento acuto.
Mai visto una tastiera italiana, sia di macchina per scrivere, sia
di computer, in cui si trovino «i» ed «u» con l'acuto.
Hai forse confuso qualcosa?
> El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant
> Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.
Posso chiederti una minilezione in catalano?
Che significa «i no tinc por»?
Grazie in anticipo,
Wolfgang
Esattamente.
Sono un po' stanco ultimamente.
> Posso chiederti una minilezione in catalano?
> Che significa «i no tinc por»?
Non parlo catalano, però so che significa "non ho paura".
Quello riportato nella mia firma è un canto di Taizé.
http://www.taize.fr
--
S'Ciao!
Walla
-----------------=* Roberto Waha - walla(at)mac.com *=-----------------
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.
-----------------------------------------------------------------------
> non si fa problemi a scrivere
>"perístasi", "prònao", "Pàntheon" e via dicendo.
Si potrebbe trovare in italiano "e via scrivendo" ?
Soulor
soulor