A me sembra sbagliato, se si dà del lei a un uomo, il pronome si
concorda al femminile: arrivederla, la saluto ecc.
Invece il participio o gli aggettivi si concordano al maschile: "
avvocato, è stato in tribunale?", "mi sembra stanco, vuole sedersi? "
k
From: "Karla"
> A me sembra sbagliato, se si dà del lei a un uomo, il pronome si concorda
> al femminile: arrivederla, la saluto ecc.
> Invece il participio o gli aggettivi si concordano al maschile: "
> avvocato, è stato in tribunale?", "mi sembra stanco, vuole sedersi? "
Ho notato che anche il De Mauro non contempla "arrivederlo", io non ho
studiato ma... ascoltando il suono delle voci di queste vecchine, che
salutandomi rispettosamente, dandomi del lei, mi dicono "arrivederlo", mi
sembra una bellissima parola. Così, ad orecchio, anche se è sgrammaticato.
Sembra una saggezza popolare: "arrivederlo" mi ricorda un elegante cestino
di vimini fatto a mano, "arrivederci" un secchio di plasticaccia. :-)
Sicuramente "arrivederlo" è più elegante e rispettoso di "arrivederci",
anche se non si capisce chi sia quel "lo" che ci si augura di rivedere, a
meno che non si tratti di un "lui" dialettale (per capirci, un "lu" o un
"lü), riferito alla persona di sesso maschile con la quale si parla.
In questo caso non mi pare che esso sia più sgrammaticato di un "la", forma
di cortesia forse spagnoleggiante, certo un po' comica se rivolta a un
maschio. Molto meglio, comunque, sarebbe stato conservare il "Vi" di
rispetto. Almeno si sarebbe mantenuta una più logica seconda persona (sia
pure "amplificata"), invece di inventarsi questo modo un po' astratto di
discutere in terza persona e al femminile con l'uomo che si ha di fronte.
Ciao (altra forma di saluto opinabile assai).
Epimeteo
---
"... arrivederci,
dammi la mano e sorridi, senza piangere,
arrivederci,
per una volta ancora è bello fingere...
Abbiamo esfidato l'amore
quasi per gioco..."
(cit. rassegnata)
Beh... però non mi puoi lasciare così, prima lanci il sasso e poi nascondi
la mano: le tue osservazioni sono interessanti ma vorrei che mi spiegassi
più in profondità. Si tratta di un "lui" dialettale. Perché non è
sgrammaticato se i vocabolari non lo riportano? Dove è la forma cortese
spagnoleggiante?
> Ciao (altra forma di saluto opinabile assai).
Perché "ciao" è una forma di saluto opinabile?
ArrivederVi,
Ema.
> Sicuramente "arrivederlo" è più elegante e rispettoso di "arrivederci",
> anche se non si capisce chi sia quel "lo" che ci si augura di rivedere, a
> meno che non si tratti di un "lui" dialettale (per capirci, un "lu" o un
> "lü), riferito alla persona di sesso maschile con la quale si parla.
> In questo caso non mi pare che esso sia più sgrammaticato di un "la", forma
> di cortesia forse spagnoleggiante, certo un po' comica se rivolta a un
> maschio.
Se è dialettale andrà bene in dialetto ma non in italiano.
Nel mio dialetto di dice "arvëdse" (arrivederci), ma non potrei dire
in italiano "arrivedersi".
>Molto meglio, comunque, sarebbe stato conservare il "Vi" di
> rispetto.
In molti dialetti si è mantenuto.
k
Sì, certo.
> Perché non è sgrammaticato se i vocabolari non lo riportano? Dove è la
> forma cortese spagnoleggiante?
Dare del "la" o del "lei" a un uomo, intendendo "Sua Signoria, Sua
Eccellenza, Sua Altezza, Sua Santità" e così via mi sembra spagnolo, ma
potrebbe anche essere tedesco...
>> Ciao (altra forma di saluto opinabile assai).
> Perché "ciao" è una forma di saluto opinabile?
Perché equivale a dire, quasi sempre esagerando, "sono un vostro schiavo".
Cordiali saluti, tuo
Epimeteo
---
"... non sarà facile, ma sai,
si muore un po' per poter vivere...
arrivederci, amore, ciao,
le nubi solo già più in là..."
(cit. di commiato)
>> Dove è la
>> forma cortese spagnoleggiante?
>
> Dare del "la" o del "lei" a un uomo, intendendo "Sua Signoria, Sua
> Eccellenza, Sua Altezza, Sua Santità" e così via mi sembra spagnolo, ma
> potrebbe anche essere tedesco...
In tedesco non si dà del loro?
Nel 1400, si generalizza l'uso cortigiano dei pronomi ella, essa, lei,
questa, quella ecc., in riferimento a Vostra Signoria, Vostra
Magnificenza, mentre i letterati cercano di opporsi mantenendo il voi.
Nel 1500, il lei dilaga per l'uso degli Spagnoli di dare del "signore" a
tutti; spariscono i pronomi questa, quella ed essa, rimangono "ella" e
"lei".
Tschüss
k
Sì, mi pare che si dia dell' "Ihr".
> Nel 1400, si generalizza l'uso cortigiano dei pronomi ella, essa, lei,
> questa, quella ecc., in riferimento a Vostra Signoria, Vostra
> Magnificenza, mentre i letterati cercano di opporsi mantenendo il voi.
> Nel 1500, il lei dilaga per l'uso degli Spagnoli di dare del "signore" a
> tutti; spariscono i pronomi questa, quella ed essa, rimangono "ella" e
> "lei".
Grazie della spiegazione: era quello a cui, sia pur confusamente, mi stavo
riferendo parlando di "forma cortese spagnoleggiante".
Eh, se non ci fossi tu a dare compostezza logica e linguistica alle mie
farneticazioni...
> Tschüss
Tschüß!
Epimeteo
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"... cuando calienta el sol aquí en la playa
siento tu cuerpo vibrar cerca de mi,
es tu palpitar, tu recuerdo,
mi locura, mi delirio,
me estremezco o-o-oh... "
(cit. spagnoleggiante)
"Sie" e, naturalmente, si declina.
A proposito dei nostri amici crucchi e del saluto "ciao" che nominavi prima,
in Austria e Baviera ho sentito spesso "servus".
Sergio.
Se da qualche parte l'avesse scritto il Manzoni o il Carducci lo
considereremmo corretto?
No.
Leopardi ha scritto "il zappatore", oggi è considerato un errore.
k
>Leopardi ha scritto "il zappatore", oggi è considerato un errore.
Ma come? Manzoni usa "gli" invece di le, loro, e tutti a inchinarsi
all'esempio mirabile, invece Leopardi è figlio della gallina tornata
in su la via?
--
I don't know why nobody told you how to unfold your love
I don't know how, someone controlled you, they bought and so-ld you
quietius, profundius, suavius
Non basta che un autore, sia pure grandissimo, usi un'espressione
perché questa diventi automaticamente corretta. Gli artisti possono fare
quello che vogliono, anche non rispettare le regole. Tutti gli altri no.
"Gli" per loro o per le (orrendo!) si sta imponendo per l'uso, non
perché l'abbia scritto Manzoni. Infatti, fino agli anni
cinquanta-sessanta era segnato come erroraccio blu.
k