Ciao, FB
Non si tratta di trascrizione bensí di traslitterazione. Serve
a dare ad un lettore che conosca il russo una precisa idea della
grafia originale. Infatti, solo cosí si viene a conoscenza della
pronuncia esatta e solo cosí ci si trova in grado di riconoscere
e identificare univocamente il nome in un testo russo.
Un ulteriore vantaggio della traslitterazione è l'indipendenza
dalla lingua: mentre la grafia «Fyodor» (perché vuoi che si scriva
in italiano con l'ipsilon?) cambierebbe in altre lingue (Fiodor,
Fjodor) o magari anche a secondo del gusto personale di chi scrive,
la traslitterazione «Fedor», o meglio «Fëdor», rimane sempre la
medesima.
Ciao, Wolfgang
> Non si tratta di trascrizione bensí di traslitterazione. Serve
> a dare ad un lettore che conosca il russo una precisa idea della
> grafia originale. Infatti, solo cosí si viene a conoscenza della
> pronuncia esatta e solo cosí ci si trova in grado di riconoscere
> e identificare univocamente il nome in un testo russo.
Sě, ma chi pronuncia /Tal 'stoj?
Ciao, FB
E chi pronuncia [naiki] o [reif fains]?
Buona notte, Wolfgang
Nessuno. Ma una "a" al posto di una "o", č una sciocchezza; inoltre, io
pronuncio le parole straniere correttamente (per come le so); se qualcuno me
lo fa notare, non mi scompongo piů di tanto. L'importante č non prendersi
sul serio.
Ciao, FB
> Nessuno. Ma una "a" al posto di una "o", è una sciocchezza;
No, permettimi di dissentire. Premetto che sono un traduttore dal russo
e uno slavofilo a tempo perso.
Anzitutto, come ti ha già spiegato Wolfgang, si tratta di una
traslitterazione. In secondo luogo, la traslitterazione cosiddetta
scientifica ha il grandissimo pregio di fornire una versione unica e univoca
di ogni nome russo. Ti assicuro che, in ambienti dove non si usa la
traslitterazione scientifica, ti càpita di trovare lo stesso nome scritto in
maniera diversa, o di trovare testi dove non si trova lo stesso nome scritto
nello stesso modo due volte.
Non solo: pensa di dover trascrivere uno dei tanti suoni russi
inesistenti in italiano col nostro alfabeto: non troverai due persone che lo
trascrivono allo stesso modo, e nessuno capirà come pronunciarlo.
L'unica soluzione è adottare la traslitterazione scientifica (che non è
"a casaccio", ma non mi dilungo). La pronuncia è un'altra cosa, tant'è che
tutti i libri serî mettono nell'introduzione o nell'appendice una paginetta
dove spiegano come pronunciare i nomi traslitterati presenti nel testo.
A ciò si aggiunga che la traslitterazione davvero pignola segnerebbe
anche l'accento: "Tolstój".
Dulcis in fundo, se ti va di dire "tolstoi", non temere: ti capiranno
benissimo. In russo la differenza tra /o/ e /a/ in sillaba non accentata non
è rilevante, e anzi in certi dialetti russi si dice proprio "tolstoi".
> inoltre, io
> pronuncio le parole straniere correttamente (per come le so); se qualcuno
me
> lo fa notare, non mi scompongo più di tanto.
Mi spieghi che cosa significa? Seriamente, non ti capisco. Io cerco
*sempre* di pronunciare le parole straniere correttamente, tant'è che so
pronunciare in maniera decente alcune lingue che non parlo. E se uno mi fa
notare che ho sbagliato, da quel momento in poi pronuncio correttamente, e
gli sono grato della correzione.
Se uno straniero pronunciasse male il tuo nome, saresti contento? E se
tu lo correggessi e lui non si scomponesse e continuasse a scriverlo e
pronunciarlo come gli garba, non lo tacceresti di arroganza?
Ciao,
Nicola
P.S. Ti assicuro, per inciso, che c'è chi dice /tal'stoi/, e non solo tra
gli slavisti. A mio modo di vedere, adesso che lo sai, dovresti farlo anche
tu.
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Scusami, Nicola, se rispondo io. La sua osservazione si riferisce
a un brano del mio primo intervento sul filone «Lettera H», vedi
news:b74k9t$mlv$1...@newsreader.mailgate.org
Posso chiederti di leggerlo prima di continuare la discussione?
Grazie e ciao, Wolfgang
> Dulcis in fundo, se ti va di dire "tolstoi", non temere: ti capiranno
> benissimo. In russo la differenza tra /o/ e /a/ in sillaba non accentata
non
> è rilevante, e anzi in certi dialetti russi si dice proprio "tolstoi".
In genere no. Ma in sillaba pretonica, credo sia decisamente "a". Per i
dialetti, non so proprio.
> Mi spieghi che cosa significa? Seriamente, non ti capisco. Io cerco
> *sempre* di pronunciare le parole straniere correttamente, tant'è che so
> pronunciare in maniera decente alcune lingue che non parlo. E se uno mi fa
> notare che ho sbagliato, da quel momento in poi pronuncio correttamente, e
> gli sono grato della correzione.
Hai frainteso, sono d'accordo con te. Per "me lo fa notare", intendevo dire
"se qualcuno prende il mio pronunciare correttamente come un vezzo o una
cosa assurda...". Come te, tengo a non apparire quello che "vien giù dalla
montagna con la piena" (tanto per usare un'espressione nota, senza offesa
per i montanari), ma davanti a una pronuncia non uniformata a quella, quasi
sempre scorretta, della massa, praticamente chiunque ti guarderebbe con gli
occhi sgranati.
Per quanto riguarda l'inglese e il francese, un po' per il tedesco, tengo
alla pronuncia corretta, perché amo le lingue, e perché non le ho studiate
per niente.
> P.S. Ti assicuro, per inciso, che c'è chi dice /tal'stoi/, e non solo tra
> gli slavisti. A mio modo di vedere, adesso che lo sai, dovresti farlo
anche
> tu.
Era nata proprio da questa volontà (non che non ci dorma la notte) questo
messaggio. Ma mi sono già spiegato qui sopra.
Ciao, FB
> Hai frainteso, sono d'accordo con te. Per "me lo fa notare", intendevo
dire
> "se qualcuno prende il mio pronunciare correttamente come un vezzo o una
> cosa assurda...".
> Ciao, FB
>
>
In pratica, concordo con la tesi di Wolfgang espressa nel messaggio
segnalatoti (che brutto!).
Ciao, FB