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Trascrizione dei nomi

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FB

unread,
Apr 10, 2003, 4:04:38 PM4/10/03
to
La mia domanda verte sulla trascrizione in alfabeto latino dei nomi in
alfabeto cirillico. Per esempio, perché Tolstoj viene scritto cosģ, quando
la sua pronuncia, ho scoperto qualche tempo fa, č /Tal 'stoj? Dal momento
che lo si trascrive in alfabeto latino, che senso ha lasciare le lettere
originarie, cambiando il suono del nome? In effetti in russo la seconda
lettera č una "o", ma in italiano non esiste una regola secondo cui la "o",
in sillaba pretonica, si pronunci "a". Stessa cosa per il nome Fedor: perché
viene mantenuto il carattere della "e" con la dieresi (in russo si pronuncia
"iņ"), quando in italiano non esiste? In questo caso, credo di essere
particolarmente nel giusto, dato che nelle traduzioni inglesi di Dostoevskij
(perché non scriverlo "Dostoievskij"?) il nome č trascritto "Fyodor"?

Ciao, FB


Wolfgang Mueller

unread,
Apr 10, 2003, 4:59:49 PM4/10/03
to
On Thu, 10 Apr 2003 20:04:38 GMT, FB wrote:
>
> La mia domanda verte sulla trascrizione in alfabeto latino dei nomi in
> alfabeto cirillico. Per esempio, perché Tolstoj viene scritto così, quando
> la sua pronuncia, ho scoperto qualche tempo fa, è /Tal 'stoj? Dal momento

> che lo si trascrive in alfabeto latino, che senso ha lasciare le lettere
> originarie, cambiando il suono del nome? In effetti in russo la seconda
> lettera è una "o", ma in italiano non esiste una regola secondo cui la "o",

> in sillaba pretonica, si pronunci "a". Stessa cosa per il nome Fedor: perché
> viene mantenuto il carattere della "e" con la dieresi (in russo si pronuncia
> "iò"), quando in italiano non esiste? In questo caso, credo di essere

> particolarmente nel giusto, dato che nelle traduzioni inglesi di Dostoevskij
> (perché non scriverlo "Dostoievskij"?) il nome è trascritto "Fyodor"?
>
> Ciao, FB

Non si tratta di trascrizione bensí di traslitterazione. Serve
a dare ad un lettore che conosca il russo una precisa idea della
grafia originale. Infatti, solo cosí si viene a conoscenza della
pronuncia esatta e solo cosí ci si trova in grado di riconoscere
e identificare univocamente il nome in un testo russo.

Un ulteriore vantaggio della traslitterazione è l'indipendenza
dalla lingua: mentre la grafia «Fyodor» (perché vuoi che si scriva
in italiano con l'ipsilon?) cambierebbe in altre lingue (Fiodor,
Fjodor) o magari anche a secondo del gusto personale di chi scrive,
la traslitterazione «Fedor», o meglio «Fëdor», rimane sempre la
medesima.

Ciao, Wolfgang

FB

unread,
Apr 10, 2003, 5:50:05 PM4/10/03
to

"Wolfgang Mueller" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:b74m42$p36$1...@newsreader.mailgate.org...

> On Thu, 10 Apr 2003 20:04:38 GMT, FB wrote:

> Non si tratta di trascrizione bensí di traslitterazione. Serve
> a dare ad un lettore che conosca il russo una precisa idea della
> grafia originale. Infatti, solo cosí si viene a conoscenza della
> pronuncia esatta e solo cosí ci si trova in grado di riconoscere
> e identificare univocamente il nome in un testo russo.


Sě, ma chi pronuncia /Tal 'stoj?


Ciao, FB


Wolfgang Mueller

unread,
Apr 10, 2003, 6:36:15 PM4/10/03
to
On Thu, 10 Apr 2003 21:50:05 GMT, FB wrote:

>
> Gio, 10 apr 2003 22:59:49 +0200, Wolfgang Mueller ha scritto:
> >
> > On Thu, 10 Apr 2003 20:04:38 GMT, FB wrote:
> >
> > Non si tratta di trascrizione bensí di traslitterazione. Serve
> > a [...]
>
> Sì, ma chi pronuncia /Tal 'stoj?

E chi pronuncia [naiki] o [reif fains]?

Buona notte, Wolfgang

FB

unread,
Apr 10, 2003, 6:58:51 PM4/10/03
to

"Wolfgang Mueller" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:3E95F1DF...@ariannuccia.de...

> On Thu, 10 Apr 2003 21:50:05 GMT, FB wrote:
> E chi pronuncia [naiki] o [reif fains]?
>
> Buona notte, Wolfgang
>

Nessuno. Ma una "a" al posto di una "o", č una sciocchezza; inoltre, io
pronuncio le parole straniere correttamente (per come le so); se qualcuno me
lo fa notare, non mi scompongo piů di tanto. L'importante č non prendersi
sul serio.

Ciao, FB


Nicola Nobili

unread,
Apr 12, 2003, 2:13:20 PM4/12/03
to
FB

> Nessuno. Ma una "a" al posto di una "o", è una sciocchezza;

No, permettimi di dissentire. Premetto che sono un traduttore dal russo
e uno slavofilo a tempo perso.
Anzitutto, come ti ha già spiegato Wolfgang, si tratta di una
traslitterazione. In secondo luogo, la traslitterazione cosiddetta
scientifica ha il grandissimo pregio di fornire una versione unica e univoca
di ogni nome russo. Ti assicuro che, in ambienti dove non si usa la
traslitterazione scientifica, ti càpita di trovare lo stesso nome scritto in
maniera diversa, o di trovare testi dove non si trova lo stesso nome scritto
nello stesso modo due volte.
Non solo: pensa di dover trascrivere uno dei tanti suoni russi
inesistenti in italiano col nostro alfabeto: non troverai due persone che lo
trascrivono allo stesso modo, e nessuno capirà come pronunciarlo.
L'unica soluzione è adottare la traslitterazione scientifica (che non è
"a casaccio", ma non mi dilungo). La pronuncia è un'altra cosa, tant'è che
tutti i libri serî mettono nell'introduzione o nell'appendice una paginetta
dove spiegano come pronunciare i nomi traslitterati presenti nel testo.
A ciò si aggiunga che la traslitterazione davvero pignola segnerebbe
anche l'accento: "Tolstój".
Dulcis in fundo, se ti va di dire "tolstoi", non temere: ti capiranno
benissimo. In russo la differenza tra /o/ e /a/ in sillaba non accentata non
è rilevante, e anzi in certi dialetti russi si dice proprio "tolstoi".

> inoltre, io
> pronuncio le parole straniere correttamente (per come le so); se qualcuno
me

> lo fa notare, non mi scompongo più di tanto.

Mi spieghi che cosa significa? Seriamente, non ti capisco. Io cerco
*sempre* di pronunciare le parole straniere correttamente, tant'è che so
pronunciare in maniera decente alcune lingue che non parlo. E se uno mi fa
notare che ho sbagliato, da quel momento in poi pronuncio correttamente, e
gli sono grato della correzione.
Se uno straniero pronunciasse male il tuo nome, saresti contento? E se
tu lo correggessi e lui non si scomponesse e continuasse a scriverlo e
pronunciarlo come gli garba, non lo tacceresti di arroganza?
Ciao,
Nicola

P.S. Ti assicuro, per inciso, che c'è chi dice /tal'stoi/, e non solo tra
gli slavisti. A mio modo di vedere, adesso che lo sai, dovresti farlo anche
tu.

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]


Wolfgang Mueller

unread,
Apr 12, 2003, 2:43:34 PM4/12/03
to
On Sat, 12 Apr 2003 20:13:20 +0200, Nicola Nobili wrote:
>
> On Thu, 10 Apr 2003 22:58:51 GMT, FB wrote:
> [...]

> > inoltre, io
> > pronuncio le parole straniere correttamente (per come le so);
> > se qualcuno me lo fa notare, non mi scompongo più di tanto.
>
> Mi spieghi che cosa significa? Seriamente, non ti capisco.

Scusami, Nicola, se rispondo io. La sua osservazione si riferisce
a un brano del mio primo intervento sul filone «Lettera H», vedi
news:b74k9t$mlv$1...@newsreader.mailgate.org

Posso chiederti di leggerlo prima di continuare la discussione?

Grazie e ciao, Wolfgang

FB

unread,
Apr 12, 2003, 7:10:01 PM4/12/03
to

"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:b79lb4$cn4sd$1...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Dulcis in fundo, se ti va di dire "tolstoi", non temere: ti capiranno
> benissimo. In russo la differenza tra /o/ e /a/ in sillaba non accentata
non
> è rilevante, e anzi in certi dialetti russi si dice proprio "tolstoi".

In genere no. Ma in sillaba pretonica, credo sia decisamente "a". Per i
dialetti, non so proprio.


> Mi spieghi che cosa significa? Seriamente, non ti capisco. Io cerco
> *sempre* di pronunciare le parole straniere correttamente, tant'è che so
> pronunciare in maniera decente alcune lingue che non parlo. E se uno mi fa
> notare che ho sbagliato, da quel momento in poi pronuncio correttamente, e
> gli sono grato della correzione.


Hai frainteso, sono d'accordo con te. Per "me lo fa notare", intendevo dire
"se qualcuno prende il mio pronunciare correttamente come un vezzo o una
cosa assurda...". Come te, tengo a non apparire quello che "vien giù dalla
montagna con la piena" (tanto per usare un'espressione nota, senza offesa
per i montanari), ma davanti a una pronuncia non uniformata a quella, quasi
sempre scorretta, della massa, praticamente chiunque ti guarderebbe con gli
occhi sgranati.
Per quanto riguarda l'inglese e il francese, un po' per il tedesco, tengo
alla pronuncia corretta, perché amo le lingue, e perché non le ho studiate
per niente.

> P.S. Ti assicuro, per inciso, che c'è chi dice /tal'stoi/, e non solo tra
> gli slavisti. A mio modo di vedere, adesso che lo sai, dovresti farlo
anche
> tu.

Era nata proprio da questa volontà (non che non ci dorma la notte) questo
messaggio. Ma mi sono già spiegato qui sopra.


Ciao, FB


FB

unread,
Apr 12, 2003, 7:28:19 PM4/12/03
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:d11ma.8266$T34.2...@news2.tin.it...

> Hai frainteso, sono d'accordo con te. Per "me lo fa notare", intendevo
dire
> "se qualcuno prende il mio pronunciare correttamente come un vezzo o una
> cosa assurda...".

> Ciao, FB
>
>

In pratica, concordo con la tesi di Wolfgang espressa nel messaggio
segnalatoti (che brutto!).

Ciao, FB


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