Mad Prof wrote :
> Com'è noto, nei flipper è (era? esistono ancora?) presente un meccanismo
> che blocca l'apparecchio se questo viene inclinato oltre un certo angolo.
> Questo serve ad evitare che i furbi inclinino in avanti il flipper per
> impedire che la pallina cada nel fondo.
> In caso di attivazione del blocco, si accende nel pannello del flipper la
> scritta "tilt", verbo/sostantivo inglese che sta per
> inclinare/inclinazione, proprio ad indicare che il flipper è stato
> inclinato oltre il consentito. Quando i flipper sono diventati popolari in
> Italia (secondo dopoguerra), la gente non era ancora molto avvezza
> all'inglese e la parola 'tilt' è stata interpretata col significato di
> 'blocco', 'avaria' (anche in senso figurato: "sono andato in tilt"),
> significato che è poi stato registrato dai vocabolari:
>
> <
https://www.treccani.it/vocabolario/tilt>
>
> «[…] Per estens., con riferimento a congegni o circuiti elettrici o
> elettronici, fare t., andare, essere in t., cessare di funzionare, subire
> un guasto: la rete elettrica ha fatto t.; il servizio telefonico, nelle ore
> di punta, rischia di andare in tilt; fig., perdere il controllo, la
> lucidità, bloccarsi, esaurire le proprie energie: il cervello gli è andato
> in t.; durante l’esame all’improvviso ha fatto t. e non ha aperto più
> bocca; è inutile far continuare la gara, ormai il concorrente è in tilt.»
>
> Vi vengono in mente altri esempi di prestiti dove il significato originario
> sia stato totalmente frainteso?
>
> C'è un termine più specifico che indica questi "prestiti fraintesi"?
Prestiti falsi amici?
Come definire poi "vitel tonné", che non è neppure un prestito?
"Note d'uso: Il nome vitel tonné non è francese, è stato creato in
italiano in omaggio al primato, per lungo tempo riconosciuto, della
cucina francese: in francese la parola tonné non esiste e il vitello si
chiama veau, non *vitel." (Garzanti).
"Camping" in italiano indica un sito attrezzato per il campeggio, a
differenza dell'inglese, spiega Treccani, "dove la parola indica solo
l’attività del campeggio".
"Dancing" lo usiamo per dire "sala da ballo", mentre "Con questo
sign., la parola non è nota nei paesi di lingua inglese, dove è in uso
soprattutto in locuz. composte (d.-hall, d.-club, d.-party, ecc.".
Per "footing" ed "election day", il dizionario Treccani dei Neologismi
parla di "pseudoanglicismi".
https://www.treccani.it/vocabolario/pseudoanglicismo_%28Neologismi%29/
Parola o espressione che contiene elementi inglesi o che sembrano
inglesi ma in realtà nella lingua inglese non esistono; si dice anche
di parola o locuzione esistente in inglese ma che in quella lingua ha
un significato differente. ♦ Footing è uno pseudoanglicismo
internazionale che si ritrova anche in Francia e Spagna, e cioè una
parola apparentemente inglese (ricavata da foot = piede) che però non
ha questo significato nel mondo anglosassone, dove si dice jogging. Si
è diffuso agli inizi del Novecento, ma a partire dagli anni Ottanta è
sempre più stato rimpiazzato da jogging anche nella nostra lingua.
(Valeria Palumbo, Corriere della
sera.it, 12 settembre 2017, Scuola) •
Con queste premesse, non è del tutto chiaro perché in Italia si sia
scelto di chiamare election day qualsiasi giornata, in qualsiasi
periodo dell’anno, in cui si programmano più consultazioni elettorali
contemporaneamente. Presumo che il modello sia la locuzione americana,
a cui però è stata attribuita un’accezione inesistente in inglese.
Classificherei quindi election day come uno pseudoanglicismo che ha un
significato proprio, usato solo dagli italiani: ne è una conferma la
frase è giorno di Election Day, che non avrebbe molto senso tradotta in
inglese! (Licia Corbolante, Terminologia
etc.it, 26 maggio 2019) • A
molti gli pseudoanglicismi danno fastidio; io li trovo soprattutto
creativi, segno del fatto che la tanto vituperata “pedissequità”
all’inglese in fondo non è sempre così reale o completa: in fondo,
sovente ci ispiriamo all’inglese, ma poi facciamo un po’ di testa
nostra. (Vera Gheno, Zanichelli.it, 21 luglio 2020, La linguista
errante).
Composto dal confisso pseudo- aggiunto al s. m. anglicismo.
Già attestato in Ivan Klajn, Influssi inglesi nella lingua italiana,
Firenze, L. S. Olschki, 1972, p. 101: «Un vero pseudoanglicismo, o
falso prestito («faux emprunts» […]) sarebbe una parola ritenuta
inglese, ma che in inglese non esiste affatto».