Dunque il Treccani elenca tutte le esclamazioni col punto esclamativo?
Nossignori. Il lemma "caspita", per esempio, è riportato senza punto
esclamativo (se non negli esempi d'uso che accompagnano la
definizione).
Idem con patate per "urca", "perbacco", ecc.
Di conseguenza, le voci "caspita", "urca", "perbacco"... vengono
trovate anche cercando quelle parole senza punto esclamativo.
"Accidenti!" invece fa eccezione. Forse hanno voluto così distinguere
tra l'esclamazione "Accidenti!" e l'uso non esclamativo del plurale di
"accidente"? Anche se così fosse, mi pare comunque improprio inserire
la punteggiatura all'interno del lemma.
E "sorbole"?
Sorbole non c'è proprio sul Treccani online.
Sarà un'uso più regionale, ma il Treccani riporta anche le voci
italiane regionali d'uso comune, come per esempio il milanese "pirla".
"Sorbole" è invece presente sul dizionario Gabrielli Hoepli.
sorbole
[sòr-bo-le]
interiez.
pop. Esprime stupore, sorpresa e sim.: s., che botte!
> Però, cercando "accidenti!" col punto esclamativo, ecco che vien fuori
> la entry distinta "accidenti!", con valore di interiezione, scritta
> appunto col punto esclamativo.
>
> Dunque il Treccani elenca tutte le esclamazioni col punto esclamativo?
> Nossignori. Il lemma "caspita", per esempio, è riportato senza punto
> esclamativo (se non negli esempi d'uso che accompagnano la definizione).
> Idem con patate per "urca", "perbacco", ecc.
Accidenti, che coerenza!
Non avendo niente da fare, ho provato a cercare esclamazioni su
dizionari antichi, anche dialittali: si trovano scritte sia con il punto
esclamativo sia senza. :-)
k
> Di conseguenza, le voci "caspita", "urca", "perbacco"... vengono
> trovate anche cercando quelle parole senza punto esclamativo.
> "Accidenti!" invece fa eccezione. Forse hanno voluto così distinguere
> tra l'esclamazione "Accidenti!" e l'uso non esclamativo del plurale di
> "accidente"? Anche se così fosse, mi pare comunque improprio inserire
> la punteggiatura all'interno del lemma.
Concordo.
> E "sorbole"?
> Sorbole non c'è proprio sul Treccani online.
> Sarà un'uso più regionale, ma il Treccani riporta anche le voci
> italiane regionali d'uso comune, come per esempio il milanese "pirla".
Beh "pirla" si è diffuso oltre la regione d'origine e adesso ogni
tanto lo sento anche da non-milanesi, ma "sorbole" l'avrò sentito al
massimo due-tre volte in vita mia...
[...]
> Beh "pirla" si è diffuso oltre la regione d'origine e adesso ogni
> tanto lo sento anche da non-milanesi, ma "sorbole" l'avrò sentito al
> massimo due-tre volte in vita mia...
Non vai al cinema? :-O ;-)
http://img690.imageshack.us/img690/9845/so0.jpg
:-DDD
E poi, quante volte hai sentito in vita tua le parole italiane
"transunto", "ardiglione", "villanatico", "uguanno"? Il Treccani le
riporta tutte diligentemente spiegandone l'uso e il significato, e
illustra per benino anche il lemma "sobole" (senza erre) con le sue due
accezioni, l'una letteraria (prole), l'altra botanica... ma dimentica
completamente l'assai più popolare "sorbole".
Trasecolo!
> "sorbole" l'avrò sentito al
> massimo due-tre volte in vita mia...
Il termine è di origine toscana, ma col punto esclamativo è usato dai
Bolognesi.
k
Raramente, e quando ci vado faccio caso alle parole che sento molto
meno che a quelle che sento "dal vivo" (specialmente se si tratta di
film doppiati).