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beneficenza, beneficienza, escalabar, excalibur imbec**le !

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Mirca

unread,
Mar 19, 2004, 7:14:46 AM3/19/04
to
Ciao,

un dubbio che mi tortura, e nemmeno garzanti linguistica e google hanno
saputo aiutarmi.

anzi, ho trovato dei vecchi messaggi su questo NG, ma mi hanno ulteriormente
confuso.

si scrive beneficenza o beneficIenza ?

eventualmente, è possibile "accettarli" entrambi ?

grazie !


Epimeteo

unread,
Mar 19, 2004, 10:10:22 AM3/19/04
to

"Mirca" <mi...@nospam.com> ha scritto nel messaggio news:WuB6c.72746$z23.3...@news3.tin.it...

> Ciao,
>
> un dubbio che mi tortura, e nemmeno garzanti linguistica e google hanno
> saputo aiutarmi.
> anzi, ho trovato dei vecchi messaggi su questo NG, ma mi hanno ulteriormente
> confuso.
>
> si scrive beneficenza o beneficIenza ?

Mirca, si scrive

beneficenza
maleficenza
magnificenza
munificenza
onorificenza

deficienza
immunodeficienza
efficienza
inefficienza
sufficienza
insufficienza
autosufficienza

> eventualmente, è possibile "accettarli" entrambi ?

No, è da evitare "beneficienza".

Per capire la differenza bisognerebbe sapere il termine latino da cui le parole derivano (un
sostantivo o il participio presente di un verbo).

Ciao,
Epimeteo


Galnick

unread,
Mar 21, 2004, 12:21:09 PM3/21/04
to
> Per capire la differenza bisognerebbe sapere il termine latino da cui le
parole derivano (un
> sostantivo o il participio presente di un verbo).

benefacio ... non ho ancora affrontato i verbi in -io della terza, com'č il
participio presente? benefaciens o benefacens?


Alessio90 the Sproloquiator

unread,
Mar 21, 2004, 1:15:36 PM3/21/04
to
Galnick wrote:
> benefacio ... non ho ancora affrontato i verbi in -io della terza,
> com'č il participio presente? benefaciens o benefacens?

Dovrebbe essere *benefacens*.

--
Alessio90 "the Sproloquiator"

"E seguimi/in questo viaggio tra santi e demoni/che invece sono solo/
uomini di uomini..." (CapaRezza, "Follie Preferenziali")


Galnick

unread,
Mar 21, 2004, 3:23:14 PM3/21/04
to
> Dovrebbe essere *benefacens*.

Se non sbaglio quindi quello di "deficio, is, deficere" (paradigma ridotto
:)) che è un verbo in -io della terza è "deficens", no? Quindi perché
"defic*i*ente" & co.?

> "E seguimi/in questo viaggio tra santi e demoni/che invece sono solo/
> uomini di uomini..." (CapaRezza, "Follie Preferenziali")

Grande Caparezza.

Wolfgang Mueller

unread,
Mar 21, 2004, 4:20:12 PM3/21/04
to
On Sun, 21 Mar 2004 20:23:14 GMT, Galnick wrote:
>
> Se non sbaglio quindi quello di "deficio, is, deficere"
> (paradigma ridotto :)) che è un verbo in -io della terza
> è "deficens", no? Quindi perché "defic*i*ente" & co.?

Perché ad «Alessio90 the Sproloquiator» è piaciuto prenderti in
giro.

Veramente, il participio presente dei verbi della 3ª coniugazione
in <-io> si forma come quello della 4ª, cioè con la desinenza
<-iens>: <capiens>, <faciens>, <petiens>...

Ciao, Wolfgang

Epimeteo

unread,
Mar 22, 2004, 1:22:06 AM3/22/04
to

"Galnick" <spammamie...@nontelodo.capito.it> ha scritto nel messaggio
news:9ak7c.84679$FJ6.3...@twister1.libero.it...

> > Per capire la differenza bisognerebbe sapere il termine latino da cui le
> > parole derivano (un sostantivo o il participio presente di un verbo).
>
> benefacio ... non ho ancora affrontato i verbi in -io della terza, com'è il

> participio presente? benefaciens o benefacens?

Ragazzi, la linguistica "ha delle ragioni che la ragione non conosce" o almeno non conosce del
tutto... ;-))

Il participio presente di "benefacio" è "benefaciens", ma il sostantivo non è "benefacientia",
bensì "beneficentia" (da "beneficus").
Di qui l'italiano "beneficenza" (e non "beneficienza" nè, tantomeno, "benefacienza").
Invece "deficienza" e le altre parole simili vengono dritte dritte da "deficiens" e simili: il
sostantivo "deficientia" apparentemente in latino non esiste e al suo posto noi (io per primo)
abbiamo "penuria", "inopia" e a volte, ahimè, "stultitia".

Dobbiamo farcene una ragione oppure chiedere al Reverendo una Ragione superiore...

Epimeteo

Galnick

unread,
Mar 22, 2004, 1:56:33 PM3/22/04
to
> Veramente, il participio presente dei verbi della 3ª coniugazione
> in <-io> si forma come quello della 4ª, cioè con la desinenza
> <-iens>: <capiens>, <faciens>, <petiens>...

Grazie :)
Quindi si conferma la teoria (di Vermondo Brugnatelli,
www.brugnatelli.net/vermondo) che la grafia (lo "spelling") è conservativo.
Chissà come mai :)


Galnick

unread,
Mar 22, 2004, 1:59:07 PM3/22/04
to
> Il participio presente di "benefacio" è "benefaciens", ma il sostantivo
non è "benefacientia",
> bensì "beneficentia" (da "beneficus").

Apofonia. Prova a spiegarmi anàstrofe da anà+strépho... :)
Mah, rimando all'anno prossimo quando studierò l'apofonia delle radici
greche.

> Di qui l'italiano "beneficenza" (e non "beneficienza" nè, tantomeno,
"benefacienza").
> Invece "deficienza" e le altre parole simili vengono dritte dritte da
"deficiens" e simili: il
> sostantivo "deficientia" apparentemente in latino non esiste e al suo
posto noi (io per primo)
> abbiamo "penuria", "inopia" e a volte, ahimè, "stultitia".

Spiegazione logica. Ding. Là sopra viene dal sostantivo, per apofonia
generatosi sul verbo. Qui sotto viene dal participio, direttamente.

Alessio90 the Sproloquiator

unread,
Mar 22, 2004, 3:29:30 PM3/22/04
to
Wolfgang Mueller wrote:
> On Sun, 21 Mar 2004 20:23:14 GMT, Galnick wrote:
>>
>> Se non sbaglio quindi quello di "deficio, is, deficere"
>> (paradigma ridotto :)) che è un verbo in -io della terza
>> è "deficens", no? Quindi perché "defic*i*ente" & co.?
>
> Perché ad «Alessio90 the Sproloquiator» è piaciuto prenderti in
> giro.

Woooops...mi cospargo il capo di cenere -__-"

--
Alessio90 "the Sproloquiator"

Wolfgang Mueller

unread,
Mar 23, 2004, 6:58:46 AM3/23/04
to
On Mon, 22 Mar 2004 18:59:07 GMT, Galnick wrote:

>
> Mon, 22 Mar 2004 06:22:06 GMT, Epimeteo wrote:
> >
> > Il participio presente di "benefacio" è "benefaciens",
> > ma il sostantivo non è "benefacientia", bensì "beneficentia"
> > (da "beneficus").
>
> Apofonia.

No, è metafonia.

> Prova a spiegarmi anàstrofe da anà+strépho... :)

Questa, sí, è apofonia.

Cerco di spiegarti la differenza. Mentre la metafonia (in ted.
Umlaut) è l'alterazione di una vocale dovuta all'influsso di una
sillaba attigua, cioè un fenomeno puramente fonetico, l'apofonia
(in ted. Ablaut) è un mezzo grammaticale o lessicale per derivare
forme o, rispettivamente, nuove parole.

Metafoniche sono ad esempio le alterazioni «facere»-«conficere» ed
«agere»-«exigere», mentre i perfetti «feci» ed «egi» sono formazioni
apofoniche.

Foneticamente spiegabili sono quindi solo le metafonie, mentre le
apofonie si sottraggono a simili ragionamenti.

Ciao, Wolfgang

Wolfgang Mueller

unread,
Mar 23, 2004, 9:49:16 AM3/23/04
to
On Mon, 22 Mar 2004 18:59:07 GMT, Galnick wrote:
>
> [...] Prova a spiegarmi anàstrofe da anà+strépho... :)

Da pignolo (e che tedesco sarei se non lo fossi?), opterei per
anastrófe, anziché anástrofe, perché, salvo poche eccezioni, i
proparossitoni non tollerano una vocale lunga (nella fattispecie
«eta») nella sillaba finale.

Ciao, Wolfgang

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