> Ciao
> Io vorrei sapere se il canto "Jingle bells" esiste proprio in italiano. In
> caso di
> sì come sono le parole?
Anni addietro ci fu un gruppo che lanciò questo canto natalizio
proprio in italiano.
Solo le due parole che compongono il titolo erano in inglese, il testo
era tutto in italiano.
Il gruppo si chiamava "I Cavalieri del Re", se mal non ricordo.
Dovrei averla, da qualche parte.
Se non ci pensano altri prima di me, vedrò di trascrivertela, sempre
che riesca a trovarla.
> Grazie in anticipo
> Bettina
--
Ciao,
Mariuccia®
>Ciao
>Io vorrei sapere se il canto "Jingle bells" esiste proprio in italiano. In
>caso di
>sì come sono le parole?
Mi vergogno a riportarle: sono sollevanti i peli!
> Io vorrei sapere se il canto "Jingle bells" esiste proprio in
> italiano. In caso di sì come sono le parole?
Purtroppo esiste. E credo in più di una versione.
Ne ricordo una, ma ho dei vuoti di memoria qua e là. Deve trattarsi di
rimozione, dato che perfino il ricordo sarebbe troppo doloroso.
Supero la vergogna e...
--------
Va la slitta va
a gran velocità
e sulla neve allor [non sono sicuro di "allor"]
mi sembra di volar.
Fremente di cantar
mi si risveglia il cuor
al delizioso tintinnar
dei bei sonagli d'or.
Tin tin tin [o "din din din" o qualcosa di simile]
corri yup
trotta cavallin, [Ma non erano renne? O è un'altra slitta?]
questa dolce musica
rende lieto il tuo cammin.
[Ripetere i quattro versi]
Mentre canta il cuor
la slitta corre e va
laggiù dove il mio amor
ansioso attende già.
--------
E qui la memoria non mi aiuta più, per fortuna. Qualcuno ricorda il
resto? O trova che ci siano errori nei mie ricordi?
Ciao.
Gian Carlo
Sent via Deja.com
http://www.deja.com/
magica ha spaventosamente rimembrato e, nonostante la seguente premessa:
> Supero la vergogna
la quale premessa non lo solleva punto dall'ignominiosa azione, egli ha
integralmente riportato il seguente testo che io -immodestamente- mi
permetto di chiosare ovvero commentare.
Incipit.
> Va la slitta va
> a gran velocità
> e sulla neve allor [non sono sicuro di "allor"]
> mi sembra di volar.
Puah!
> Fremente di cantar
> mi si risveglia il cuor
Ehm, mi auguro vivamente fosse "mi si risveglia il cor" per audacemente
rimar con "d'or"
> al delizioso tintinnar
> dei bei sonagli d'or.
Ulp! Qui si parla si serpenti!
> Tin tin tin [o "din din din" o qualcosa di simile]
Spero fosse "din"; un triplice "tin" mi ricorda Rintintin
> corri yup
Yup? Gulp!
Propongo una 'lectio difficilior' che, seppur ardita, può evere una sua
logica: "jup"!
> trotta cavallin, [Ma non erano renne? O è un'altra slitta?]
Magica! Eran cavalli!
Cito a memoria l'originale:
"Dancing through the snow
in a one-horse open sleigh..."
Eran cavalli, eran!
> questa dolce musica
> rende lieto il tuo cammin.
> [Ripetere i quattro versi]
>
> Mentre canta il cuor
Ehm, auspico una riscrittura di "cuor" in "cor" (vedi sopra)
>
> la slitta corre e va
> laggiù dove il mio amor
> ansioso attende già.
Puah! Sembri Frenc Ruscalla!
> O trova che ci siano errori nei mie ricordi?
Effettivamente...
P.
>> Fremente di cantar
>> mi si risveglia il cuor
> Ehm, mi auguro vivamente fosse "mi si risveglia il cor" per
> audacemente rimar con "d'or"
Riehm. L'avevo pensato anch'io, ma i miei ricordi, peraltro imperfetti,
ricordano cuor. E non posso tradirli. D'altra parte, dopo la Gigogin,
tutto è possibile.
>> al delizioso tintinnar
>> dei bei sonagli d'or.
>
> Ulp! Qui si parla si serpenti!
>
>> Tin tin tin [o "din din din" o qualcosa di simile]
>
> Spero fosse "din"; un triplice "tin" mi ricorda Rintintin
Beh, però i sonagli tintinnavano, non dindinnavano.
>> trotta cavallin, [Ma non erano renne? O è un'altra slitta?]
> Magica! Eran cavalli!
> Cito a memoria l'originale:
> "Dancing through the snow
> in a one-horse open sleigh..."
> Eran cavalli, eran!
Ciumbia, ma allora non eran neanche cavalli. Era un cavallo.
Magari propio dell'Arabia Inaudita. Chissà perché, quando ho riportato
gli orripilanti versi, non ho pensato a quelli originali. Ma forse
pensare a entrambi sarebbe stato insopportabile.
No, vi prego, no.
Basta.
Abbiate pieta' di noi.
Santino
> No, vi prego, no.
> Basta.
> Abbiate pieta' di noi.
Non subito. Natale è ancora lontano.
E poi l'originale è molto migliore?
Jingle bells, jingle bells,
Jingle all the way,
Oh, what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh, O
Jingle bells, jingle bells,
Jingle all the way,
Oh, what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh.
Cioè, in italiano:
Jingle le flange,
flange di jingle,
jingle tutto il modo,
Oh, che divertimento deve guidare
in uno sleigh aperto del un-cavallo,
flange di jingle della O,
flange di jingle,
jingle tutto il modo,
Oh, che divertimento deve guidare
in uno sleigh aperto del un-cavallo.
O almeno questa è la traduzione di systran. Però, a pensarci bene,
"jingle le flange, flange di jingle" non suona poi male.
Sembra un... un jingle (-:
La riporto integralmente apposta, alla facciaccia vostra. ;))
Non la conoscevo... che caruccia! :)
--
Bye.
Lem
----------------- 'CLOCK is what you make of it' -----------------
Distributed computing projects: www.nyx.net/~kpearson/distrib.html
Infatti, il problema non e' se l'originale abbia o no valore poetico.
Il problema e' che le canzoni andrebbero cantate nel loro testo originale,
senza tentare traduzioni o trasposizioni in altre lingue.
La bellezza di una canzone non e' solo il testo o solo la musica, ma
l'insieme armonico di entrambe le cose: la fusione perfetta, in un momento
creativo, di un testo con una musica.
Quando traduci il testo di una canzone e la canti in un'altra lingua si
viene a perdere quasi tutto il fascino della canzone stessa.
Prova a tradurre e a cantare in italiano le canzoni dei Beatles ...... :-((
Sono rarissimi i casi di canzoni che, tradotte, mantengono inalterata la
loro bellezza, e quasi sempre (in questi rari casi) il traduttore ha
cercato di trasporre il tema, il contenuto, l'atmosfera, senza tentare una
traduzione letterale che, generalmente, porta a risultati francamente
squallidi.
> Ciao.
>
> Gian Carlo
Ciao.
Santino
Dovrei rileggere meglio i miei messaggi ed accorgermi, prima dell'invio,
che la ripetizione continua di certi termini non fa certo un bell'effetto.
Scusate.
Santino
Lem Novantotto wrote:
> La riporto integralmente apposta, alla facciaccia vostra. ;))
Un' azione deplorevole. Assolutamente.
Il Commissario Maigret
>Sono rarissimi i casi di canzoni che, tradotte, mantengono inalterata la
>loro bellezza,
Fra' (?) Martino, campanaro?
Ricordo un bello spirito milanese che aveva tradotto "Magic moments":
"Sun chi' bell'e biott,
sun chi dre' che fu el bagn
cunt el bigul a gala
me giri de chi,
me giri de la',
me grati ona bala,
o magic... moments... (in inglese nel testo)
Sarebbe: son qui tutto nudo, che fo il bagno col pipirino a galla, mi giro
di qui, mi giro di la', mi gratto una balla, magici momenti....
Frate Martino il campanaro; brevemente, Fra. Senza apostrofo (ché,
altrimenti, sarebbe forma contratta di *fra i*).
r.
>
>> Fra' (?) Martino, campanaro?
>
>Frate Martino il campanaro; brevemente, Fra.
Menomale!
Il D.O. me la con l'apostrofo meno comuno di fra.
Il dubbio comunque c'era.
>Senza apostrofo
>(ché,
>altrimenti, sarebbe forma contratta di *fra i*).
Questa invece il D.O. non me la dà, mentre la dà per da' =dai
Correzione per far capire:
>Il D.O. me la dà con l'apostrofo, meno comune di fra.
L'originale, in dialetto dell'alta val Chiavenna, descrive una torbida
relazione FRA un certo Martino e il campanaro, sintetizzata
onomatopeicamente nella frase "din don dan" (non traduco perche' il senso
e' chiaro a tutti): Fra Martino e il campanaro din don dan. La versione
attuale e' censurata.
> Questa invece il D.O. non me la dà, mentre la dà per da' =dai
Nemmeno il DO te la da'? Sei conciato male, ragazzo.