Però, bella domanda.
--
Bye
Jefferson
Risposta secca: è un'eccezione.
Ma poi mi sono accorto che dovevo
ammorbidire la risposta, perchè ho
trovato un'altra eccezione:
"nel Trentino".
Ciao. Imes
> trovato un'altra eccezione:
> "nel Trentino".
Nel Veneto?. Inoltre, ci sono alcuni toponimi (Ozzano nell'Emilia) che
sembrano anch'essi fare eccezione. E "in Val d'Aosta" o "nella Valle?
> trovato un'altra eccezione:
> "nel Trentino".
Nelle Puglie.
Nel Friuli Venezia Giulia.
P.
--
Sentiamo inoltre la necessita' di impedire che l'Italiano
diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca
> >Domanda secca: perché si dice "nel" Lazio e non "in" Lazio ?
> Risposta secca: è un'eccezione.
> Ma poi mi sono accorto che dovevo
> ammorbidire la risposta, perchè ho
> trovato un'altra eccezione:
> "nel Trentino".
Comunque anche "in Trentino" è comune, "in Lazio" no !
--
Ciao, Piero.
E neanche "in Marche", se è per questo. :-)))
--
Er Roscio.
Risposta secca: perché "Lazio" non è femminile singolare.
Facci caso:
- Basilicata, Calabria, Campania, Emilia, Liguria, Lombardia, Lucania,
Puglia, Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Val d'Aosta e Venezia
Giulia sono femminili singolari e rifiutano l'articolo: si dice "in
Lombardia", non "*nella Lombardia".
- Marche, Puglie, Abruzzi sono plurali e con "in" richiedono sempre
l'articolo: si dice "nelle Marche", non "*in Marche".
- Abruzzo, Alto Adige, Friuli, Lazio, Molise, Piemonte, Trentino e Veneto
sono maschili singolari e con "in" ammettono l'articolo: di dice sia "in
Veneto" che "nel Veneto".
Per quest'ultimo gruppo, la presenza dell'articolo dev'essere una preferenza
regionale: al nord tendiamo a non metterlcelo quasi mai (a Milano, in
effetti, si sente anche "in Lazio", benché raramente).
L'articolo è richiesto in tutti i casi se c'è un attributo: "nella Sicilia
orientale", "nella Toscana del Rinascimento", ecc. Per questa ragione, si
dice raramente anche "nella Venezia Giulia", se "Giulia" è ancora sentito
come aggettivo.
Ciao.
Marco
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
È vero, qui posso sempre premettere *in* (nomi femminili):
> - Basilicata, Calabria, Campania, Emilia, Liguria, Lombardia, Lucania,
> Puglia, Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Val d'Aosta
Qui mai (nomi plurali):
> - Marche, Puglie, Abruzzi
Qui sì, posso premettere *in*, però fa eccezione il Lazio:
> - Abruzzo, Alto Adige, Friuli, Lazio, Molise, Piemonte, Trentino e Veneto.
Per me è solo l'eccezione che conferma la regola. O c'è qualche motivo
storico che ignoro.
Perché la risposta secca che tu dai:
> Risposta secca: perché "Lazio" non è femminile singolare.
non basta. Anche *Abruzzo, Alto Adige, Friuli, Molise, Piemonte, Trentino e
Veneto*, sono maschili singolari.
--
Bye
Jefferson
> > Comunque anche "in Trentino" è comune, "in Lazio" no !
>
> E neanche "in Marche", se è per questo. :-)))
In Abruzzo
In Calabria
In Liguria
In Sicilia
In Campania....
parrebbe non esserci una regola assoluta
Nelle Marche
Nel Veneto
Nel Trentino
Dalle mie parti poi c'e' una localita' per la quale si dice: vado "in Vado
(Ligure)" e non _a_ Vado. Questo modo di dire si e' conservato soprattutto
nella forma dialettale. E, forse non a caso (ma e' mera illazione) questa
localita' e' il piu' antico insediamento abitativo della zona (Vada
Sabatia).
Un saluto a tutti i partecipanti a questo Ng.
Alberto Bianco ( Iperboreo )
Ripeto: qui a Milano "in Lazio" si sente anche se, sicuramente, "nel Lazio"
suona meglio ed è più comune anche qui.
> Per me è solo l'eccezione che conferma la regola. O c'è
> qualche motivo storico che ignoro.
Forse perché del Lazio si sente parlare prevalentemente da gente del posto
(e.g., giornalisti della RAI Lazio), che, probabilmente, prediligono la
preposizione articolata anche per tutte le altre regioni maschili singolari.
> Perché la risposta secca che tu dai:
> > Risposta secca: perché "Lazio" non è femminile singolare.
> non basta. Anche *Abruzzo, Alto Adige, Friuli, Molise,
> Piemonte, Trentino e Veneto*, sono maschili singolari.
E, infatti, è abbastanza comune sentire "nell'Alto Adige", "nel Friuli",
ecc.
Solo "nell'Abruzzo" mi suona strano ma, forse, solo perché si sente più
spesso la forma plurale "negli Abruzzi".
> Ripeto: qui a Milano "in Lazio" si sente anche se, sicuramente, "nel
Lazio"
> suona meglio ed è più comune anche qui.
www.google.it
"in lazio"
"Mi sento fortunato"
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> Solo "nell'Abruzzo" mi suona strano ma, forse, solo perché si sente più
> spesso la forma plurale "negli Abruzzi".
Mah... la famosa "Reginella Campagnola" cominciava così:
"All'alba quando spunta il sole
Là nell'Abruzzo tutto d'or
Le prosperose campagnole
Discendono le valli in fior."
--
Er Roscio.
Quella di Marco mi pare discreta...
> Dalle mie parti poi c'e' una localita' per la quale si dice: vado "in Vado
> (Ligure)" e non _a_ Vado. Questo modo di dire si e' conservato soprattutto
> nella forma dialettale. E, forse non a caso (ma e' mera illazione) questa
> localita' e' il piu' antico insediamento abitativo della zona (Vada
> Sabatia).
In Toscana (ma non solo) è uso comune dire "in"
anche nei casi dove starebbe bene "nel" o "al".
> Alberto Bianco ( Iperboreo )
E tàgliateli, 'sti capelli !...
Albè, fa caldo !... :-)))
> - Basilicata, [...] femminili singolari e rifiutano l'articolo:
> - Marche, Puglie, Abruzzi sono plurali e con "in" richiedono sempre
> l'articolo:
>
> - Abruzzo, [...] sono maschili singolari e con "in" ammettono
> l'articolo: di dice sia "in Veneto" che "nel Veneto".
e fin qui mi sembra una perfetta sintesi su cui concordo in pieno
(notare anche "in Puglia" vs "nelle Puglie")
> Per quest'ultimo gruppo, la presenza dell'articolo dev'essere una preferenza
> regionale: al nord tendiamo a non metterlcelo quasi mai (a Milano, in
> effetti, si sente anche "in Lazio", benché raramente).
conrdo meno sul "raramente" (io dico e sento "in Lazio" e "in
Piemonte")
> L'articolo è richiesto in tutti i casi se c'è un attributo:
E qui concordo di nuovo in pieno, e rafforzo passando dai toponimi
regionali a quelli sub-regionali : nel Varesotto, nel Milanese, nel
Bergamasco e nella Bergamasca (entrambi percepiti come aggettivo
sostantivato) ecc.
Se poi vogliamo scendere al livello dei toponimi "comunali" o di paese,
allora si usa "a" (a Milano, a Varese, a Morterone, a Maccastorna)
Pero' ho notato (nella bergamasca e tra gli indigeni) un vezzo di usare
"in" per i toponimi di paese o localita' ("scendo in Selvino", "vado in
Aviatico", "vado in Cornagera" ... invece che "a Selvino" "ad Aviatico"
e "sulla Cornagera") ...
... d'altra parte ... vassi in San Leo, discendesi in Noli, montasi su
Bismantova in cacume con esso i pie' ...
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Già lo dissi: ha l'articolo perché è "tutto d'or", sennò nisba.
>- Basilicata, Calabria, Campania, Emilia, Liguria, Lombardia, Lucania,
>Puglia, Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Val d'Aosta e Venezia
>Giulia sono femminili singolari e rifiutano l'articolo: si dice "in
>Lombardia", non "*nella Lombardia".
>
>- Marche, Puglie, Abruzzi sono plurali e con "in" richiedono sempre
>l'articolo: si dice "nelle Marche", non "*in Marche".
Puň darsi che tu abbia ragione.
Poco tempo fa ho fatto la scansione del 1.o volume delle Ricordanze di
Settembrini per Liber Liber (non e' stato revisionato e puo' essere
scaricato attraverso la mailing list, nella sezione "Documenti"). Nel
Regno delle Due Sicilie, la Calabria, come la Puglia e l'Abbruzzo
erano plurali; nel caso della Calabria, ne esistevano tre, una
citeriore e due ulteriori. Settembrini venne arrestato quando
insegnava lettere classiche a Catanzaro, "nelle Calabrie". Parlando
percio' di Catanzaro scrivera' percio' "Vi č rimasta una memoria
dell'arte di tessere la seta, introdotta nelle Calabrie nel XII secolo
da re Ruggiero", e piu' avanti, "Surse il deputato Carlo Poerio, e
narrň tutte le scelleratezze commesse nelle Calabrie, e l'eccidio di
Filadelfia e del Pizzo, la ferocia de' soldati, i crudeli comandi del
Nunziante". Quando perň Settembrini usa il singolare "Calabria" vi
premette la preposizione "in". Ad es. "In nessuna contrada ho veduto
piů ingegno che in Calabria, lě schizza proprio dalle pietre". Usa
invece la proposizione articolata quando parla di una provincia ben
precisa, ad es. "nella Calabria citeriore".
Ciao,
Alex (5630)
> > Là nell'Abruzzo tutto d'or
>
> Già lo dissi: ha l'articolo perché è "tutto d'or", sennò nisba.
Mmmm... ci avevo pensato anch'io, ma non è un partitivo.
Non c'è un Abruzzo "tutto d'or" e uno "tutto d'argent" !!!... :-)))
--
Er Roscio.
E io ho che ho detto? Entrambe le forme si usano, anche se quella con
l'articolo è più comune.
Infatti, sempre su Google, cerca "nel Lazio" e "in Lazio" (entrambi
racchiusi fra virgolette):
- "nel Lazio" dà 36.100 pagine. Delle prime dieci, nove sono in italiano e
una in inglese (rientra solo perché contiene il toponimo "San Vittore nel
Lazio").
- "in Lazio" dà 15.500 pagine. Ma delle prime dieci, sette sono in inglese,
una in tedesco e solo due in italiano.
> > www.google.it
> > "in lazio"
> > "Mi sento fortunato"
>
> E io ho che ho detto? Entrambe le forme si usano, anche se quella con
> l'articolo è più comune.
Ehm... L'idea era proprio quella di sostenere in tutto e per tutto quanto da
te già detto. :-)
Eh!? Un partitivo è il "del" di "passami del vino".
> Non c'è un Abruzzo "tutto d'or" e uno "tutto
> d'argent" !!!... :-)))
Ah, ecco dunque perché si dice "gli Abruzzi"!
Ah, pardon. Pensavo intendessi: "Siccome pule la Regione Lazio dice 'in
Lazio', bisogna senz'altro dire così."
(Per un attimo avevo temuto che, dopo aver corretto la Storia, il cam.
Storace stesse mettendo mano alla Grammatica... :-)
> On Thu, 31 Jul 2003 09:22:56 GMT, marco.c...@europe.com (Marco
> Cimarosti) wrote:
> >- Basilicata, Calabria, Campania, Emilia, Liguria, Lombardia, Lucania,
> >Puglia, Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Val d'Aosta e Venezia
> >Giulia sono femminili singolari e rifiutano l'articolo: si dice "in
> >Lombardia", non "*nella Lombardia".
> Può darsi che tu abbia ragione.
Bah. Ho sentito spesso "nella Valle d'Aosta" e "nella Venezia Giulia"
e (anche se meno frequente) "nell'Umbria": Terni si trova nell'Umbria.
Ricordo (visto che la prima volta avete fatto finta di niente) il
comune di Ozzano NELL'Emilia. Sgrunt.
--
«La storia la fa Chaplin, Soriano. Noi siamo soli e il copione ci è contro».
«Sì - disse Soriano - è un copione di merda».
da "Triste solitario y final", di O. Soriano
>> > sono femminili singolari e rifiutano l'articolo
>
>Bah. Ho sentito spesso "nella Valle d'Aosta" e "nella Venezia Giulia"
>e (anche se meno frequente) "nell'Umbria": Terni si trova nell'Umbria.
>Ricordo (visto che la prima volta avete fatto finta di niente) il
>comune di Ozzano NELL'Emilia. Sgrunt.
Non ho meditato a lungo, ne' approfondito quanto diro': Chissa' che la
presenza o meno dell'articolo non abbia a che fare anche con la
situazuione storica dell'Italia preunitaria. Ad esempio, Lazio, Umbria
ed Emilia appartenevano tutte allo stato pontificio. Non so bene quale
fosse la divisione amministrativa di quello stato; ma e' possibile che
non fosse regionale, e neanche rispecchiasse le diocesi, ma fosse
basato su raggruppamenti amministrativi (le legazioni?) grandi piu' o
meno come le attuali province. Se cosi' fosse, i termini "Emilia",
"Lazio", "Umbria" avrebbero avuto solo valore storico, un po' come
quando al giorno d'oggi parliamo di località poste "nel Matese" o
"nella Maremma".
Il Lazio, ad esempio, era una antica regione storica che doveva
identificare la pianura a SudOvest di Roma. Nello stato pontificio
esistevano due provincie nel Lazio "storico": Campagna, con capoluogo
Roma, e Montagna, con capoluogo Velletri. Come "regione" il Lazio e'
stato "creato" in eta' fascista aggruppando alle provincie di Roma e
Frosinone parte della Campania, al Sud, e parte dell'Umbria al Nord.
Ciao,
Alex (5630)
> > > > Là nell'Abruzzo tutto d'or
> > >
> > > Già lo dissi: ha l'articolo perché è "tutto d'or", sennò nisba.
> >
> > Mmmm... ci avevo pensato anch'io, ma non è un partitivo.
>
> Eh!? Un partitivo è il "del" di "passami del vino".
>
> > Non c'è un Abruzzo "tutto d'or" e uno "tutto
> > d'argent" !!!... :-)))
>
> Ah, ecco dunque perché si dice "gli Abruzzi"!
Ehehehe...
Comunque, scherzi a parte, "gli Abruzzi" sono (erano)
l'Abruzzo e il Molise messi insieme.
Come le Tre Venezie o le Due Sicilie.
--
Er Roscio.
> Ricordo (visto che la prima volta avete fatto finta di niente) il
> comune di Ozzano NELL'Emilia. Sgrunt.
Se è per questo, anche Reggio si chiama "Reggio NELL'Emilia".
--
Er Roscio.
> Se è per questo, anche Reggio si chiama "Reggio NELL'Emilia".
Uhm. Io conosco solo Reggio di Calabria. Ce ne sono altri?
Come no ?... I tre fratelli: Reggio, Correggio e Scorreggio !... :-)PPP
--
Er Roscio.
"Nella Venezia Giulia" l'ho sentito anch'io. Come ho già detto, lo spiego
col fatto che, occasionalmente, le due componenti del nome vengono ancora
sentite come indipendenti: "Venezia" = il nome, "Giulia" = il suo attributo
(per distinguerlo dalla vecchia Venezia Tridentina e non so quale altra
Venezia). E, come sempre, in presenza di un attributo l'articolo diventa
obbligatorio: "in Toscana" ma "nella Toscana settentrionale".
"Nella Valle d'Aosta" non l'ho mai sentito, ma vale la stessa spiegazione.
Qui c'è pure un secondo indizio del fatto che il nome "Val d'Aosta" è
interpretato nel suo senso etimologico di "valle di Aosta": il fatto che
"valle" non ha il troncamento.
> e (anche se meno frequente) "nell'Umbria": Terni si trova
> nell'Umbria.
Questo mi suona strano. "Terni si trova nell'Umbria" mi dà l'impressione di
sottintendere qualcosa, tipo: "Si trova nell'Umbria ma non so esattamente in
quale parte dell'Umbria".
> Ricordo (visto che la prima volta avete fatto finta di niente)
> il comune di Ozzano NELL'Emilia. Sgrunt.
I toponimi contengono spesso, cristallizate, forme grammaticali di altri
tempi.
Pensa per esempio a Cassina de' Pecchi: da quanti secoli non si usa più il
troncamento della preposizione articolata "dei"?
E che diresti se qualcuno, sulla base del toponimo Fara Filiorum Petri (sede
di uno dei principali stabilimenti italiani della Coca Cola), sostenesse che
in italiano esiste ancora il genitivo?
Io lo dico sempre. Sbaglio?
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
>¦ "Imes" dice:
>¦ > trovato un'altra eccezione:
>¦ > "nel Trentino".
Ma anche *in Trentino :))
>¦
>¦ Nel Veneto?.
E anche *in Veneto :))
>¦ E "in Val d'Aosta" o "nella Valle?
Io dico *in Val d'Aosta; e mi pare d'averla sempre sentita con la
preposizione _in_. Mi pare :))
Saràa che diciamo *nel Lazio, per evitare di intorcigliarci lingua e
palato con il pressoché impronunciabile "in-l..."?
--
Ciao,
Mariuccia®
Grazie.
Un saluto di benvenuto a te, Iper.
--
Ciao,
Mariuccia®
[...]
> Un saluto di benvenuto a te, Iper.
Grazie Mariuccia ;-)
Non sono uno specialista nel campo dell'italianistica ma cerchero', di tanto
in tanto, di fornire qualche modesto contributo. Approffitto ancora per
salutare tutto il Gruppo.