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La 'x' scomparsa

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Koulbak

unread,
Dec 20, 2002, 3:54:12 AM12/20/02
to
Salve,

mi chiedevo com'e' che la lettera 'x' presente nell'alfabeto latino
de'romani sia poi andata persa nel corso della storia nell'alfabeto italiano
perlopiu' sostituita dalla 's'.

Grazie e Buon natale.


Marco Cimarosti

unread,
Dec 20, 2002, 6:17:12 AM12/20/02
to
Koulbak ha scritto:

> mi chiedevo com'e' che la lettera 'x' presente nell'alfabeto latino
> de'romani sia poi andata persa nel corso della storia nell'alfabeto
italiano
> perlopiu' sostituita dalla 's'.

Perché molti gruppi consonantici del latino, nel passaggio all'italiano, si
sono "assimilati" foneticamente, cioè la prima consonante è diventata
identica alla seconda: /pt/ > /tt/ (es. "septem" > "sette"), /kt/ > /tt/
(es. "octo" > otto"), /ks/ > /ss/ (es. "axem", "asse"), ecc.

Per cui, la "x" ha assunto lo stesso suono della "s" e quindi, per evitare
un inutile doppione, è stata eliminata.

Se, per hypotesi, l'italiano havesse adoptato un'orthographia etymologica
come quella qe sto qui exemplificando, la "x" sarebbe rimasta ne l'alphabeto
e hodji, presumibil mente, scriveremmo "septe", "octo", "axe", etc. (pur
continuando, ben inteso, a pronunciare /sètte/, /òtto/, /àsse/, etc.).

In lectura, un simile systema non costituirebbe una grandissima
complicatione, per qe non è difficile ricordare poche regolette, typo che il
gruppo "ct" si legge /tt/. Ma in *scriptura*, sarebbe una vera e propria
iactura! Commetteremmo un sacco di errori di orthographia, typo scriverere
"opto" in vece di "octo", per qe havremmo un sacco di modi diversi per
scrivere lji stessi suoni.

In oltre, molti termini homophoni non sarebbero stati anche homographi e,
per ciò, prima di scriverli dovremmo ratgionare sul loro significato: /àsse/
nel senso di "linea retta" si scriverebbe "axe", ma nel senso di "tavola di
legno" si scriverebbe "asse"; /sètte/ nel senso di "7" si scriverebbe
"septe", ma nel senso di plurale di "secta" si scriverebbe "secte",
etcetera.

Tutto sommato, quindi, direi che i padri della lingua hanno fatto la scelta
più scaltra.

Ciao.
Marco


--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Valerio Vanni

unread,
Dec 20, 2002, 7:44:12 AM12/20/02
to
On Fri, 20 Dec 2002 11:17:12 GMT, marco.c...@europe.com (Marco
Cimarosti) wrote:

>In oltre, molti termini homophoni non sarebbero stati anche homographi e,
>per ciò, prima di scriverli dovremmo ratgionare sul loro significato: /àsse/
>nel senso di "linea retta" si scriverebbe "axe", ma nel senso di "tavola di
>legno" si scriverebbe "asse"; /sètte/ nel senso di "7" si scriverebbe
>"septe", ma nel senso di plurale di "secta" si scriverebbe "secte",
>etcetera.

Questo aspetto non mi parrebbe così negativo.

Sergio

unread,
Dec 20, 2002, 11:50:31 AM12/20/02
to
On Fri, 20 Dec 2002 11:17:12 GMT, marco.c...@europe.com (Marco
Cimarosti) wrote:

>Koulbak ha scritto:
>> mi chiedevo com'e' che la lettera 'x' presente nell'alfabeto latino
>> de'romani sia poi andata persa nel corso della storia nell'alfabeto
>italiano
>> perlopiu' sostituita dalla 's'.
>
>Perché molti gruppi consonantici del latino, nel passaggio all'italiano, si
>sono "assimilati" foneticamente, cioè la prima consonante è diventata
>identica alla seconda: /pt/ > /tt/ (es. "septem" > "sette"), /kt/ > /tt/
>(es. "octo" > otto"), /ks/ > /ss/ (es. "axem", "asse"), ecc.
>
>Per cui, la "x" ha assunto lo stesso suono della "s" e quindi, per evitare
>un inutile doppione, è stata eliminata.

Non sempre. In diversi casi si e' verificata una metatesi: coxa,
laxare (coKSa, laKSare) e' diventato coSCia, laSCiare.
In qualche lingua (o dialetto) la "x" si legge tuttora "sc".

--
Ciao.
Sergio®

mb

unread,
Dec 21, 2002, 5:54:31 AM12/21/02
to
marco.c...@europe.com (Marco Cimarosti) wrote

> In lectura, un simile systema non costituirebbe una grandissima
> complicatione, per qe non è difficile ricordare poche regolette, typo che il
> gruppo "ct" si legge /tt/. Ma in *scriptura*, sarebbe una vera e propria
> iactura! Commetteremmo un sacco di errori di orthographia, typo scriverere
> "opto" in vece di "octo", per qe havremmo un sacco di modi diversi per
> scrivere lji stessi suoni.

Ma guarda que quelli que vanno avanti con orthographiae plus o minus
historicae (Fr, Ingl, ecc) non hanno poi problemi con lo scrivere (o
non ne avevano quelli che avevano studiato nell'era pretelevisiva).
Come per leggere, e' semplice questione di convenzioni.

Nicola Nobili

unread,
Dec 21, 2002, 2:46:31 PM12/21/02
to
mb

> Ma guarda que quelli que vanno avanti con orthographiae plus o minus
> historicae (Fr, Ingl, ecc) non hanno poi problemi con lo scrivere

Con tutto il dovuto rispetto, č falso. Altrimenti non si spiegano i
frequentissimi e terribili errori d'ortografia (diciannovenni con licenza
liceale che scrivono "dieing", etc.), né si spiega perché in America l'anno
di scuola col maggior numero di bocciati sia la prima elementare. Come mi
spiegņ un mio amico (bocciato in prima!), lo spelling č molto difficile per
un bambino. Per inciso, i dettati e i cómpiti di ortografia si fanno fino
alle superiori, in America, e ci sono corsi in cui, ogni lezione, ti
chiedono di memorizzare lo spelling di 5 parole "difficili". In Italia,
tutto questo non č necessario.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]

Father McKenzie

unread,
Dec 21, 2002, 5:04:14 PM12/21/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed "Nicola Nobili".

# alle superiori, in America, e ci sono corsi in cui, ogni lezione, ti
# chiedono di memorizzare lo spelling di 5 parole "difficili". In Italia,
# tutto questo non è necessario.

Anni fa, un po' per amicizia un po' per lavoro, "rivedevo" prima della
seduta di laurea le tesi dei laureandi della mia e di altre facoltà:
quasi-medici, ingegneri, avvocati, geologi et universa pecora.
Ti assicuro che di errori, e non veniali, ce n'erano, e tanti.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)

mb

unread,
Dec 22, 2002, 2:11:37 AM12/22/02
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote in message news:<au2gse$31boc$1...@ID-64088.news.dfncis.de>...

> mb
>
> > Ma guarda que quelli que vanno avanti con orthographiae plus o minus
> > historicae (Fr, Ingl, ecc) non hanno poi problemi con lo scrivere
>
> Con tutto il dovuto rispetto, è falso. Altrimenti non si spiegano i

> frequentissimi e terribili errori d'ortografia (diciannovenni con licenza
> liceale che scrivono "dieing", etc.), né si spiega perché in America l'anno
> di scuola col maggior numero di bocciati sia la prima elementare. Come mi
> spiegò un mio amico (bocciato in prima!), lo spelling è molto difficile per

> un bambino. Per inciso, i dettati e i cómpiti di ortografia si fanno fino
> alle superiori, in America, e ci sono corsi in cui, ogni lezione, ti
> chiedono di memorizzare lo spelling di 5 parole "difficili". In Italia,
> tutto questo non è necessario.

La fine del paragrafo era:
...(o non ne avevano quelli che avevano studiato nell'era
pretelevisiva).

Che le convenzioni siano parecchio più semplici in Italico non si
discute - eppure con tutta 'sta simplicità chi non ha interiorizzato
le convenzioni non ce la fa a scrivere, vedi lettere di soldati ecc.
Con tutte le complicazioni che hanno, nei paesi di lingua francese e
tedesca, ed anche in Inghilterra ecc. l'ortografe deve (o doveva, fino
a poco fa) essere perfetta per poter farcela al liceo.

Gli USA nemmeno si discutono. Sempre stati un caso speciale. Insistono
ancora nel reinventare l'insegnamento del leggere/scrivere (e
sarebbero stati altrettanto disastrosi con sistemi quasi interamente
fonetici come il Turco, giacché il metodo generale è quello di non
imparare le lettere e i suoni ma memorizzare icone di parole intere -
tanto fra poco lasceranno il compito a scrivani specializzati
d'origine straniera).

Silvana Calvo

unread,
Dec 22, 2002, 1:05:12 PM12/22/02
to

"mb" <azy...@mail.com> ha scritto nel messaggio
news:9cc8f152.02122...@posting.google.com...
> marco.c...@europe.com (Marco Cimarosti) wrote

>
> Ma guarda que quelli que vanno avanti con orthographiae plus o minus
> historicae (Fr, Ingl, ecc) non hanno poi problemi con lo scrivere (o
> non ne avevano quelli che avevano studiato nell'era pretelevisiva).
> Come per leggere, e' semplice questione di convenzioni.

il problema della dislessia nei bambini č molto piů acuto dove vi sono
lingue che hanno un'ortografia che non č una trascrizione fonetica.
Nell'area italofona il disturbo del linguaggio scritto incide
statisticamente sull'insuccesso scolastico in misura molto minore rispetto a
quanto succede per esempio in Francia e nei paesi Anglosassoni. Anche le
terapie di ricupero sono assai piů complesse in questi ultimi paesi e il
successo molto piů difficile da ottenere.
Ciao
Silvana


Davide Pioggia

unread,
Dec 22, 2002, 6:26:36 PM12/22/02
to
mb, in news:9cc8f152.02122...@posting.google.com , ha
scritto:

> Ma guarda que quelli que vanno avanti con orthographiae plus o minus
> historicae (Fr, Ingl, ecc) non hanno poi problemi con lo scrivere (o
> non ne avevano quelli che avevano studiato nell'era pretelevisiva).
> Come per leggere, e' semplice questione di convenzioni.

Quindi tutte le varie querelle che da decenni gli anglosassoni hanno
messo in atto nel tentativo di effettuare una riforma della loro
ortografia, le decine di proposte diverse, i tentativi abortiti, la
frustrazione di dover chiedere continuamente <<how do you spell it?>>
ogni volta che uno ti dice come si chiama o una parola che non conosci,
gli anni persi dai bambini alle elementari per apprendere l'"ortografia
etimologica" della loro lingua, tutto questo per te non è un problema?

Prova a parlarne con qualche anglosassone (che non sia un appassionato
di letteratura, che in 'ste cose ci prende gusto, ma una persona che usa
la lingua come semplice stumento di comunicazione, senza sublimazioni
della libido di sorta) e fatti dire se la cosa è vissuta senza problemi.

Tant'è che le giovani generazioni, soprattutto negli Stati Uniti, stanno
effettuando una "riforma spontanea" della ortografia che, anziché essere
una mutazione continua e progressiva come sono solitamente le evoluzioni
linguistiche che vengono "dal basso" (e d'altra parte sono forse le
uniche che hanno un senso), sta diventando una specie di gioco ispirato
ad una sorta di ribellione anarchica, in cui ognuno si diverte a
scrivere una parola in uno qualunque degli innumerevoli modi in cui
potrebbe scriversi, come a ripercorrere tutte le "etimologie possibili".
Per ora è solo un gioco, ma sono sicuro che nell'arco di qualche decina
di anni l'ortografia inglese subirà un tale scossone da far rimpiangere
ai "puristi" di quella lingua di non aver fatto in tempo qualcosa di più
incisivo.

Saluti.

--
Davide - email: senza il duca
"Tutta questa storia - disse il Duca d'Auge al Duca d'Auge - tutta
questa storia per un po' di giochi di parole, per un po' d'anacronismi:
una miseria. Non si troverà mai via d'uscita?" Queneau, I fiori blu

mb

unread,
Dec 24, 2002, 12:51:24 AM12/24/02
to
"Davide Pioggia" <dpio...@AUGElibero.it> wrote

> Quindi tutte le varie querelle che da decenni gli anglosassoni hanno
> messo in atto nel tentativo di effettuare una riforma della loro
> ortografia, le decine di proposte diverse, i tentativi abortiti, la
> frustrazione di dover chiedere continuamente <<how do you spell it?>>
> ogni volta che uno ti dice come si chiama o una parola che non conosci,
> gli anni persi dai bambini alle elementari per apprendere l'"ortografia

> etimologica" della loro lingua, tutto questo per te non č un problema?

E' un problema di alcuni. Ovviamente sta diventando piů grave. E con
ciň? La gente educata (incluso tantissimi di linguamadre straniera) se
la cava benissimo.

> Prova a parlarne con qualche anglosassone (che non sia un appassionato
> di letteratura, che in 'ste cose ci prende gusto, ma una persona che usa
> la lingua come semplice stumento di comunicazione, senza sublimazioni

> della libido di sorta) e fatti dire se la cosa č vissuta senza problemi.

Il gioco delle esclusioni selettive si puň giocare in diversi modi,
vediamo: Prova a parlarne con qualcuno (che perň non sia uno di quelli
che odiano lingua e letteratura e se ne fregano se scrivono
decentemente o no)...

Che poi quando tiri in ballo gli Stati Uniti, tutto il sistema č cosě
massicciamente nemico del leggere e scrivere che ben pochi ci scappano
(Eh sě, ci vivo). Insomma, maestri e governanti corrispondono alla tua
definizione di "persona che usa la lingua come semplice stumento di
comunicazione, senza sublimazioni della libido di sorta". Il residente
della Casa Bianca non č proprio eccezionale nel dover chiedere "how do
you spell it" ad ogni passo. Perň, la minoranza educata non ha questo
tipo di problemi.

Nicola Nobili

unread,
Dec 24, 2002, 1:31:39 PM12/24/02
to
mb
> Però, la minoranza educata non ha questo
> tipo di problemi.

La minoranza "istruita". Pensavi forse ad "educated", falso amico per
eccellenza?

Pierpaolo BERNARDI

unread,
Dec 24, 2002, 8:47:01 PM12/24/02
to

"mb" <azy...@mail.com> ha scritto nel messaggio news:9cc8f152.02122...@posting.google.com...
> "Davide Pioggia" <dpio...@AUGElibero.it> wrote
>
> > Quindi tutte le varie querelle che da decenni gli anglosassoni hanno
> > messo in atto nel tentativo di effettuare una riforma della loro
> > ortografia, le decine di proposte diverse, i tentativi abortiti, la
> > frustrazione di dover chiedere continuamente <<how do you spell it?>>
> > ogni volta che uno ti dice come si chiama o una parola che non conosci,
> > gli anni persi dai bambini alle elementari per apprendere l'"ortografia
> > etimologica" della loro lingua, tutto questo per te non č un problema?
>
> E' un problema di alcuni. Ovviamente sta diventando piů grave. E con
> ciň? La gente educata (incluso tantissimi di linguamadre straniera) se
> la cava benissimo.

Devi essere molto selettivo nella tua definizione di "educata"
(o istruita che sia).

Io vedo molti errori di ortografia in articoli scientifici
che sono scritti da professori universitari o giů di lě, di
madrelingua inglese.

Anche in libri pubblicati da editori prestigiosi, la confusione
tra principle e principal č la norma (sembra che la scelta
tra queste due parole la facciano lanciando una moneta).

> Perň, la minoranza educata non ha questo
> tipo di problemi.

Certo. Una minoranza molto piccola, perň, e che ha dovuto
faticare molto piů del ragionevole per arrivare a non averne.

Ciao
P.

mb

unread,
Dec 24, 2002, 9:22:26 PM12/24/02
to
"Nicola Nobili" scrisse:

> mb
> > Però, la minoranza educata non ha questo
> > tipo di problemi.
>
> La minoranza "istruita". Pensavi forse ad "educated", falso amico per
> eccellenza?

#@^%&!! E sto lavorando addirittura su un articolo che tratta di
emigrazione e linguistica. Roba da sentirsi insicuro al punto di
rifiutare ogni traduzione per una settimana.

E grazie.

Father McKenzie

unread,
Dec 27, 2002, 4:23:40 AM12/27/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed "Nicola Nobili"

# La minoranza "istruita". Pensavi forse ad "educated", falso amico per
# eccellenza?

Istruzione ed educazione non dovrebbero andare di pari passo? Entrando
in una scuola non si ha purtroppo questa sensazione, è vero, eppure...

mb

unread,
Dec 27, 2002, 6:42:03 PM12/27/02
to
vorrei...@buono.org (Father McKenzie), dal troppo modesto indirizzo, scrive:

> Istruzione ed educazione non dovrebbero andare di pari passo? Entrando
> in una scuola non si ha purtroppo questa sensazione, è vero, eppure...

Eppure niente, la scuola come vede agapâ tò skótos.

Father McKenzie

unread,
Dec 28, 2002, 5:07:03 PM12/28/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed azy...@mail.com (mb).

# Eppure niente, la scuola come vede agapâ tò skótos.

Non tutta, su.
PS:
Ho trovato una iota sottoscritta, è tua? :-)
OK, lo so, anch'io ho omesso gli spiriti: ho chiesto a un medium come
procurarmeli, ma era complicated :-)

mb

unread,
Dec 29, 2002, 3:31:41 AM12/29/02
to
vorrei...@buono.org (Father McKenzie)
(mb):
> Ho trovato una iota sottoscritta, č tua? :-)

Proprio no. Le ho vendute tutte nel 1981.

> OK, lo so, anch'io ho omesso gli spiriti: ho chiesto a un medium come
> procurarmeli, ma era complicated :-)

Nell'86 o giů di lě, all'indomani della conferenza economica di Davos
ho fotografato questa scritta su un muro al centro di Atene (modifico
il congiuntivo per miglior intendimento):

Katargę'thękan psęlę' kaě daseía
As katargęthę' kaě tň pneúma toű Ntabós!

Father McKenzie

unread,
Dec 29, 2002, 4:40:52 AM12/29/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed azy...@mail.com (mb).

# Katargê'thêkan psêlê' kaì daseía
# As katargêthê' kaì tò pneúma toû Ntabós!

Sui muri di Atene ero rimasto a "Psomì, paideìa, eleytherìa" e a "Kato
ta kheria apo tou Kyprou", comunque... :-)

Epimeteo

unread,
Dec 29, 2002, 11:14:57 AM12/29/02
to

"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e0ec2a2...@diesel.cu.mi.it...

> The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
> spake on that ancient man, the bright-eyed azy...@mail.com (mb).
>
> # Katargę'thękan psęlę' kaě daseía
> # As katargęthę' kaě tň pneúma toű Ntabós!
>
> Sui muri di Atene ero rimasto a "Psomě, paideěa, eleytherěa" e a "Kato

> ta kheria apo tou Kyprou", comunque... :-)

> Kaě egápesan oi ánthropoi mâllon tň skótos č tň fôs (Gv III,19)

Padre, non mi raccapezzo piů. Che č successo?
Siamo su ICLG (it.cultura.linguistica.greco)?

Epimeteo

P.S. ONG sta per Off News Group e non per Organismi Non Governativi.
Sa, č per non provocare il robot cattivo...

Father McKenzie

unread,
Dec 29, 2002, 12:11:53 PM12/29/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed "Epimeteo" <tr...@tin.it>.


# Padre, non mi raccapezzo più. Che è successo?
# Siamo su ICLG (it.cultura.linguistica.greco)?

E io sono italiano, ma megalellenico, no?

Epimeteo

unread,
Dec 29, 2002, 3:00:12 PM12/29/02
to

"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e0f2c98...@diesel.cu.mi.it...

> The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
> spake on that ancient man, the bright-eyed "Epimeteo" <tr...@tin.it>.
>
>
> # Padre, non mi raccapezzo piů. Che č successo?

> # Siamo su ICLG (it.cultura.linguistica.greco)?
>
> E io sono italiano, ma megalellenico, no?

E che intendi con "megalellenico"?
Appartenente alla Magna Grecia?
Vuoi forse dire "panellenico"?

(Padre, mi accorgo, casualmente, che l'ultimo aggettivo si potrebbe riferire a
una cosa che si mangia, ma questa č difficile da capire, per chi non sia della
Magna Grecia...)

Epimeteo

Father McKenzie

unread,
Dec 29, 2002, 3:12:34 PM12/29/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed "Epimeteo" <tr...@tin.it>.


# E che intendi con "megalellenico"?
# Appartenente alla Magna Grecia?
La prima che hai detto.

# Vuoi forse dire "panellenico"?
Se avessi voluto dire panellenico, eh, panellenico avrei detto.

# (Padre, mi accorgo, casualmente, che l'ultimo aggettivo si potrebbe riferire a
# una cosa che si mangia,
No, noi acciamo il pane di casa, niente roba di fuori. A NApoli
conoscevo un greco di nome Panagiotis, noi lo chiamavamo Pane 'e casa.

ma questa è difficile da capire, per chi non sia della
# Magna Grecia...)

I soliti stereotipi per cui al sud si mangia, intanto tangentopoli
l'hanno inventata i milanesi.
#
# Epimeteo
#
#
#
#
#
#
#

--
"Sotto il sole del deserto il cammelliere fa i suoi progetti, ma li fa anche il cammello."
Proverbio Arabo.

mb

unread,
Dec 30, 2002, 2:02:45 AM12/30/02
to
"Epimeteo" <tr...@tin.it>

> Padre, non mi raccapezzo piů. Che č successo?
> Siamo su ICLG (it.cultura.linguistica.greco)?

Mea culpa, mea mea maxima. Ognitanto ad uno ci scappa.
Eppoi il greco pur sempre lingua italica č.

Father McKenzie

unread,
Dec 30, 2002, 2:52:26 AM12/30/02
to
The Wedding-guest sat on a stone:he cannot choose but hear; and thus
spake on that ancient man, the bright-eyed azy...@mail.com (mb).

# Mea culpa, mea mea maxima. Ognitanto ad uno ci scappa.
# Eppoi il greco pur sempre lingua italica è.

Quaggiu' (Calabria e Salento) ci sono comunità che si esprimono
correntemente in greco, o meglio in grecanico (griko).
Purtroppo le comunità sono in crisi, causa emigrazione e abbandono
delle tradzioni: Tipote anthropo, tipote lòghia, Nessun uomo, nessuna
parola.

Sui greci di calabria
http://tismappe.calabriaweb.it/MinoranzeLinguistiche/grecanici.html
http://digilander.libero.it/grecanici/index.html

Per le comunità salentine (trovo che siano meglio organizzate) vedi
http://atlante.clio.it/grecia/griko.html
http://www.grikamilume.com/ con dizionario online
http://www.grikamilume.com/dizionario/index.htm

Roscio

unread,
Jan 3, 2003, 6:50:02 AM1/3/03
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:m3g60v8uhn5hb5rjq...@4ax.com...

> Non sempre. In diversi casi si e' verificata una metatesi: coxa,
> laxare (coKSa, laKSare) e' diventato coSCia, laSCiare.
> In qualche lingua (o dialetto) la "x" si legge tuttora "sc".

Non solo; e si scrive anche !...

Quando, alle elementari, mi hanno insegnato
a scrivere la "x" in corsivo, mi hanno "spiegato"
che dovevo scrivere una "esse" seguita da una "c"...

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jan 3, 2003, 6:50:03 AM1/3/03
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:au2gse$31boc$1...@ID-64088.news.dfncis.de...
>...e ci sono corsi in cui, ogni lezione, ti

> chiedono di memorizzare lo spelling di 5 parole "difficili". In Italia,
> tutto questo non è necessario.

Io direi, piuttosto, che non si fa...
Ma che non sia necessario... :-)))

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jan 3, 2003, 6:50:04 AM1/3/03
to
"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e0ec2a2...@diesel.cu.mi.it...

> Sui muri di Atene ero rimasto a "Psomì, paideìa, eleytherìa"...

Ma non era "panem et circenses" ?...
:-)))

--
Er Roscio.


Roscio

unread,
Jan 3, 2003, 6:50:05 AM1/3/03
to
"Pierpaolo BERNARDI" <pierpaolo...@hotmail.com> ha scritto nel
messaggio news:p68O9.29740$R45.1...@news2.tin.it...

>
> Io vedo molti errori di ortografia in articoli scientifici
> che sono scritti da professori universitari o giů di lě, di
> madrelingua inglese.

Articoli scientifici scritti dai professori ?...
E dove ?... Nel Paese delle Meraviglie ?...

--
Er Roscio.

Sergio

unread,
Jan 3, 2003, 11:11:44 AM1/3/03
to

Certo che quella poverina era gia' traumatizzata dal fatto di doverrti
insegnare a scrivere... ;-)))

Appropo', ma oggi lo stipendio te lo sei "arrubbato"? ;-)))

--
Ciao.
SergioŽ

Roscio

unread,
Jan 3, 2003, 11:32:50 AM1/3/03
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:q2cb1vgkpot620s50...@4ax.com...

> >> Non sempre. In diversi casi si e' verificata una metatesi: coxa,
> >> laxare (coKSa, laKSare) e' diventato coSCia, laSCiare.
> >> In qualche lingua (o dialetto) la "x" si legge tuttora "sc".
> >
> >Non solo; e si scrive anche !...
> >
> >Quando, alle elementari, mi hanno insegnato
> >a scrivere la "x" in corsivo, mi hanno "spiegato"
> >che dovevo scrivere una "esse" seguita da una "c"...
>
> Certo che quella poverina era gia' traumatizzata dal fatto di doverrti
> insegnare a scrivere... ;-)))

Nunca !... Io imparai a scrivere col mitico
maestro Manzi alla veneranda età di 4/5 anni !!!...
Lo seguivo incantato e chiesi a mia madre di comprarmi
un quaderno e una penna per seguire le lezioni;
risultato: già prima di andare all'asilo, a 5 anni, sapevo già
leggere e scrivere... :-)PPP


> Appropo', ma oggi lo stipendio te lo sei "arrubbato"? ;-)))

Why ?...
Non sarai andato in via Calvi, per caso ?...
E' da quest'estate che sono in via Stabile !... :-)PPP
(primo piano, Auditing Centrale - EDP Auditing)

--
Er Roscio.

Sergio

unread,
Jan 5, 2003, 4:27:00 PM1/5/03
to
On Fri, 03 Jan 2003 16:32:50 GMT, "Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

>Nunca !... Io imparai a scrivere col mitico
>maestro Manzi alla veneranda età di 4/5 anni !!!...
>Lo seguivo incantato e chiesi a mia madre di comprarmi
>un quaderno e una penna per seguire le lezioni;
>risultato: già prima di andare all'asilo, a 5 anni, sapevo già
>leggere e scrivere... :-)PPP

Della serie: Non e' mai troppo presto?

>> Appropo', ma oggi lo stipendio te lo sei "arrubbato"? ;-)))
>
>Why ?...
>Non sarai andato in via Calvi, per caso ?...
>E' da quest'estate che sono in via Stabile !... :-)PPP
>(primo piano, Auditing Centrale - EDP Auditing)

Questo lo so. Parlavo dei 59 interventi... :-)PPP

--
Ciao.
Sergio®

Epimeteo

unread,
Jan 6, 2003, 12:52:17 AM1/6/03
to

"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ig3h1vsttcbobf6ue...@4ax.com...

Eh, sě.
L'altro ieri Roscio interveně molto... ;-))

Epimeteo


Roscio

unread,
Jan 7, 2003, 4:03:08 AM1/7/03
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ig3h1vsttcbobf6ue...@4ax.com...

>
> Della serie: Non e' mai troppo presto?

Ehehehe... appunto !... :-)))

> >> Appropo', ma oggi lo stipendio te lo sei "arrubbato"? ;-)))
> >
> >Why ?...
> >Non sarai andato in via Calvi, per caso ?...
> >E' da quest'estate che sono in via Stabile !... :-)PPP
> >(primo piano, Auditing Centrale - EDP Auditing)
>
> Questo lo so. Parlavo dei 59 interventi... :-)PPP

Se sono in uff. tutto č regolare !... :-)PPP

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jan 7, 2003, 4:03:09 AM1/7/03
to
"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:lQ8S9.79851$R45.3...@news2.tin.it...

>
> > >E' da quest'estate che sono in via Stabile !... :-)PPP
> > >(primo piano, Auditing Centrale - EDP Auditing)
> >
> > Questo lo so. Parlavo dei 59 interventi... :-)PPP
>
> Eh, sě.
> L'altro ieri Roscio interveně molto... ;-))

Essivede che sono interventista !... :-)PPP

--
Er Roscio.

Tabhall

unread,
Jan 12, 2003, 5:23:48 PM1/12/03
to

"Pierpaolo BERNARDI" <pierpaolo...@hotmail.com> ha scritto nel
messaggio news:p68O9.29740$R45.1...@news2.tin.it...

> Io vedo molti errori di ortografia in articoli scientifici

> che sono scritti da professori universitari o giù di lì, di


> madrelingua inglese.
>
> Anche in libri pubblicati da editori prestigiosi, la confusione

> tra principle e principal è la norma (sembra che la scelta


> tra queste due parole la facciano lanciando una moneta).

Già. Un mio cugino inglese, 2 lauree, dirigente di una importante
finanziaria, mi scrive facendo errori che non cessano di stupirmi (es:
you're al posto di your). Stessa cosa per un amico americano
really...educated.
Sono convinta che lo spelling sia un problema più per un madrelingua che per
un italiano che ha imparato l'inglese. Noi, al massimo, sbagliamo le parole
inusuali, non quelle comuni.

Tabhall


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