Molti anni fa, un carissimo amico mi aveva regalato una poesia che,
personalmente, trovo molto bella.
Non era pero' in condizioni di potermi dare ne' il titolo ne'
l'autore; disse solo che la conservava gelosamente dai tempi di
scuola.
In classe la aveva data il professore di Lettere, ed il mio amico non
ricordava se fossero state fornite notizie su autore, data in cui era
stata scritta, ecc.
Per potervi porre in condizioni di aiutarmi a reperire tali dati e,
soprattutto, per dividere con voi una cosa bella, riporto qui la
poesia per intero.
Rimango in attesa di vostri commenti e ... aiuto.
Ciao, grazie anticipate.
Gianni D'Alessandro
da...@ifinet.it (Verona)
TITOLO ?
Io, che conobbi Circe, ritornato
a sprofondare un solco entro la terra;
dai crepuscoli oscuri e clamorosi
al mite focherello familiare;
e invece dell'oceano roco, udire
l'agucchiare continuo di Penelope.
Il saccheggio di Troia nel mio cuore
tumultua ancora; ed Elena la bella
passa lucente ..... e sono ritornato
alla coppa scipita del riposo .....
Io, che conobbi Circe, e bevvi il vino
che fa dell'uomo un grufolante bruto.
Dimenticare Achille? Rifuggire
per sempre dalle astuzie di Calipso?
La voragine rossa di quell'occhio
spegnere in un domestico sorriso?
Chiocciare io dietro un faticoso aratro
ch'ebbi in pugno i corsieri di Diomede?
No, questi nervi sono acciaio ancora
e in queste vene, in questo vasto petto
echeggia ancora l'ululo del mare;
le trombe non mi lasciano riposo ...
Credete Ulisse fiacco ed assonnato
che sa tendere ancora l'arco immane.
Entro il mio sangue le voci del loto
implacabili ed alte si ridestano;
e la notte e' un continuo scalpiccio
di fantasmi ... Mio giovane Telemaco
supplica tu, tua madre, si' ch'io parta
e plachi la mia febbre per il vello.
Chini gli alberi sotto l'uragano
oro vanno spargendo, e il salso antico
della marina s'agita nel caldo
fiato tra la sua bella carne e me ...
Ogni foglia che scende, umida e in fiamme,
avviva sogni di Troia e di Tiro.
E sara' certo una piccola cosa,
quale uno stormo d'oche di palude
severamente bello; o sulla riva
una serie d'impronte di gabbiani,
a far schioccare fruste di galera
e in folle corsa spingermi alle navi.
>Ho bisogno di un piacere : sono sicuro che c'e' qualcuno che mi puo'
>dare una mano.
>Molti anni fa, un carissimo amico mi aveva regalato una poesia che,
>personalmente, trovo molto bella.
>Non era pero' in condizioni di potermi dare ne' il titolo ne'
>l'autore; disse solo che la conservava gelosamente dai tempi di
>scuola.
>In classe la aveva data il professore di Lettere, ed il mio amico non
>ricordava se fossero state fornite notizie su autore, data in cui era
>stata scritta, ecc.
[ ... snip ...]
>Rimango in attesa di vostri commenti e ... aiuto.
>Ciao, grazie anticipate.
>Gianni D'Alessandro
>da...@ifinet.it (Verona)
Davvero fra i millanta frequentatori di questo NG non c'e' nessuno che
la conosca e che mi possa dare una mano ?!?
Non e' possibile ...!!!
Attendo fiducioso.
Intanto, i migliori AUGURI a tutti.
G.D'Alessandro