"A volte, i proverbi sembrano incomprensibili. “Pane e noci, mangiare da
sposi”, sentenzia un proverbio emiliano. Ma subito aggiunge: “Noci e
pane, mangiare da cani”. E allora? Com’è questo mangiare, da sposi o da
cani? Ci troviamo di fronte a un semplice gioco di parole, finalizzato
unicamente a far tornare le rime? (Difatti, pronunciate in dialetto, le
due strofe del proverbio finiscono entrambe in rima: “Paen e nous l’è un
magné da spous; / nous e paen l’è un magné da caen”).
Io credo di no. Io credo che i proverbi abbiano sempre un senso. Perciò,
quando un proverbio appare enigmatico, quando sembra affermare una cosa
e al tempo stesso il suo contrario, non è inutile ragionarci sopra e
cercare di scoprire cosa vogliono dire. Nel caso in questione,
evidentemente, dev’essere la posizione delle parole a evocare
significati diversi. Nonostante le apparenze, “pane e noci” non è uguale
a “noci e pane”. La prima coppia evoca un giorno di festa, la gioia
straordinaria di un matrimonio in famiglia. La seconda coppia evoca un
mangiare triste, al limite dell’inedia. Eppure i protagonisti sono gli
stessi…
Proviamo a pensarci. “Pane e noci” vuol dire che il pane, base della
dieta quotidiana, si è arricchito di ingredienti inconsueti, modificando
la propria identità. È diventato più ricco, più saporito, o
semplicemente diverso. Qualche noce nel pane è già un segno di festa.
“Noci e pane” invece vuol dire che il pane – accompagnamento di tutti i
cibi, nel modello alimentare mediterraneo – ha ben poco a cui
accompagnarsi. Non carne, non pesce, non verdure. Solo qualche noce
funge da “companatico” (parola che, si badi, esiste solo nelle lingue di
tradizione latina, ed è sconosciuta altrove). Il significato allora si
inverte: siamo di fronte a una mensa povera, che non possiamo neppure
definire “quotidiana”, poiché il momento appare particolarmente
difficile, forse drammatico. L’uomo ha sul piatto noci, e basta. Ha
quasi abdicato alla sua natura umana e mangia “come un cane”.
È tutto un problema di sintassi. I soggetti sembrano due ma in realtà ce
n’è uno che prevale sull’altro. Pane più noci non è la stessa cosa di
noci più pane. È anche un problema di retorica: quando si parla,
accentuare una parola o un’altra può modificare profondamente il senso
di quello che stiamo dicendo (per esempio, dire che un ristorante è
“buono ma costoso” non è la stessa cosa che dirlo “costoso ma buono”).
Sintassi e retorica non appartengono solamente alla letteratura alta, ai
grandi romanzi o al linguaggio poetico. Appartengono anche al linguaggio
quotidiano, anche ai proverbi che ogni tanto ci capita di ricordare."
Massimo Montanari - docente di Storia medievale e di Storia
dell’alimentazione, Università di Bologna
http://www.e-coop.it/portalWeb/stat/docConsumatoriDoc/doc00000106835/cibo-e-cultura---pane-e-noci-o-noci-e-pane---di-massimo-montanari.dhtml