A Bologna e Ferrara "gridare" si dice anche _zigᅵr_, e un _zigalᅵn_ ᅵ uno
che parla ad alta voce e concitatamente.
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighᅵr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigᅵ_ assume il significato di "aizzare".
Questo nuovo significato ci porta a Pavia, dove _sigᅵ_ significa
"stuzzicare".
Spostandoci a Verona _sigᅵr_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
"stridere", mentre a Vicenza una _sigᅵda_ ᅵ una "(s)gridata".
Salendo a Moena abbiamo _cigᅵ(r)_ che significa "strillare", e in Friuli
_cigᅵ_ dovrebbe parimenti significare "gridare".
A Trieste credo ci siano tutti questi termini con i soliti significati:
_zᅵgo_, _zigᅵ(r)_, _zigᅵda_, _zigalᅵn_.
Qualcuno di voi sa da dove (pro)vengono tutti questi termini?
Per quel che mi riguarda posso dire che il romagnolo rende con la
"z sorda romagnola" (fricativa dentale sorda) sia la "z sorda" sia la "c(i)"
dell'italiano, per cui italianizzando quel verbo potremmo ottenere "zigare"
o "cigare".
--
Saluti.
D.
A Ferrara "zigᅵr" vuol dire piangere, e "al zigalᅵn" ᅵ il piagnone;
urlare o parlare concitatamente si dice "svarslᅵr".
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
> Spostandoci a Verona _sig�r_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
> "stridere", mentre a Vicenza una _sig�da_ � una "(s)gridata".
Un "sigo" � un "urlo". Esiste pure "criar" che ha significati talvolta
sovrapponibili.
"El me ga sig� (cri�) drio" � "mi ha sgridato". "El ga tac� a criare" �
"ha cominciato a piangere"; ma si pu�, dipende dal contesto, usare
"sigare" anche per "piangere".
Qualcuno lo d� proprio come derivato dal verso del coniglio.
Ciao
Enrico
> A Ferrara "zigᅵr" vuol dire piangere, e "al zigalᅵn" ᅵ il piagnone;
> urlare o parlare concitatamente si dice "svarslᅵr".
Ah, allora mi correggo.
Forse quel che ho detto io vale per Bologna.
Se ci leggono dei bolognesi magari ce lo potranno dire.
Una curiositᅵ: "piagere" ᅵ sempre _zigᅵr_ oppure questo verbo si riferisce
ad un tipo particolare di pianto (ad esempio un pianto rumoroso)?
--
Saluti.
D.
> ma si puᅵ, dipende dal contesto, usare "sigare" anche per "piangere".
Come a Ferrara, dunque, stando a quanto ci ha detto Crononauta.
A quanto pare avvicinandosi al Veneto quel termine assume (anche)
quel significato.
Tuttavia se in Romagna significa solo "gridare" e in Veneto significa sia
"gridare" sia "piangere", come mai a Ferrara - che sta in mezzo - significa
solo "piangere"?
Chissᅵ, magari anche a Ferrara un tempo aveva entrambi i significati,
e in seguito ne ha mantenuto uno solo. Io ho un testo di diversi anni fa
che riporta quanto riferito da due ferraresi nati rispettivamente nel 1920 e
nel 1921, e secondo questo testo a Ferrara _zigᅵr_ significa(va) "gridare"
(lo dico anche per Crononauta, sperando che continui a leggerci).
--
Saluti.
D.
> Qualcuno lo d� proprio come derivato dal verso del coniglio.
Hai ragione! Ho appena scoperto che in italiano esistono "zigo" e
"zigare" riferiti al verso del coniglio, anche se sono usati raramente.
Ma � possibile che sia una imitazione del verso del coniglio?
Come fa una imitazione ad avere una tale diffusione?
Ad esempio per noi il gallo fa "chicchirichi", ma per i francesi fa
"cocorico". Per noi il cane fa "bau bau", mentre per gli inglesi fa
"wof wof".
Questa cosa della "imitazione del coniglio" non mi convince del tutto.
Anche perch� in provincia di Ravenna uno che "ziga" ha ben poco del
coniglio. Pi� che essere spaventato � uno che fa paura ad altri :-)
--
Saluti.
D.
"Zzigᅵr" indica "piangere" in senso generico, non ha particolari
vincoli.
P.e. sono ammesse forme tipo "zzigᅵr d'la cuntantezza" (piangere per la
gioia), e "rᅵdar pran brisa zzigᅵr" (ridere per non piangere).
Usato nel senso di "parlare ad alta voce", senza rifermenti a lamenti o
pianti, mi giunge nuovo; ma non escludo che in qualche zona fosse (o
tuttora sia) usato con quell'accezione.
Il dialetto ferrarese, come penso tutti gli altri dialetti, non ᅵ mai
stato "lingua ufficiale" e tantomeno codificato, per cui ogni zona
sviluppava le proprie varianti locali che potevano differire anche
significativamente da quello delle altre zone.
Il dialetto che senti a Bondeno, per dire, ᅵ certamente diverso dal
dialetto che senti ad Argenta.
Ad ogni modo, appena ho occasione di consultare i testi (che hanno i
miei a Ferrara) approfondisco la questione.
Ho dei dubbi su quel sigᅵ=stuzzicare di Pavia. Dall'altra parte del ponte,
stuzzicare ᅵ "insigᅵ" (l'equivalente, oserei dire, dell'italiano
"sfruculiare" :-); vedere anche "inzighino". "Sigᅵ" ᅵ, anzi era lamentarsi
ad alta voce (un sottoinsieme semantico di "gridare"), preferibilmente
piangendo.
Quando da piccolo mi dicevano "insᅵga no to fradᅵ", sapevo che presto o
tardi finiva con un "siga no adᅵs".
Il problema, come sempre, ᅵ trovare testimoni validi. Ormai anche i vecchi
di Valbondione mandano a fare, invece che a dare: mi mette tanta tristezza.
Giovanni
Per gli inglesi il gallo, invece di "chicchirich�" fa "cock-a-doodle-doo".
I galli inglesi devono seguire un corso speciale per poterlo cantare
correttamente.
Per quanto riguarda il coniglio, ho provato a cercare in giro, ma non mi
pare che ci sia una parola sola a questo riguardo, perch� dipende da quello
che il coniglio sta facendo e dicendo in un dato momento. In ogni caso si
tratta di termini quasi "normali", usati anche per altri animali: a volte
"snuffle", a volte "chirp", a volte "squeak" e a volte anche "purr", come i
gatti...
Ciao.
Epimeteo
---
"... la campana fa don din don
ed il gallo chicchirich�...
Mezzo assonnato,
sono in piedi gi�...
http://www.youtube.com/watch?v=MO-juvHIRdc
(cit. de bello gallico)
Pensavo che a Modena significasse piangere.
S.
> A Modena abbiamo _zigh_ e _zighᅵr_ con i significati che dicevo prima,
> ma spostandosi a Piacenza _zigᅵ_ assume il significato di "aizzare".
>
omissis
Tratto da Al trist Guccini (blues in modenese da non perdere)
(omissis)
A sun da sol d'long a la streda
e a zigh daboun, comm un putein
a sun da sol d'long a la streda
e a ZIGH daboun, comm un putein
l'ᅵ primavera in dal lunari
ma a per ch'il'inveren a l sia turnee
l'ᅵ primavera in dal lunari
ma a per ch'il'inveren a I sia turnee
(omissis)
In questo senso ZIGARE prende significato di piangere o piagnucolare
come un bambino (putein)
> Pensavo che a Modena significasse piangere.
Nel frattempo ho chiamato una mia amica di Lugo (io vivo nella provincia di
Rimini, e nel nostro dialetto non esiste alcun termine simile a quello) per
chiedere conferma del modo in cui si usa in provincia di Ravenna. Sono
sicuro che lo si usa spesso per riferirisi ad un grido acuto, perchᅵ io
stesso - frequentando quella zona - l'ho sentito usare spesso in quel modo,
ma non posso essere certo di aver colto tutti i contesti possibili.
Ebbene, secondo questa amica se diciamo che qualcuno _zᅵga_ si solito
significa che sta gridando, ma puᅵ trattarsi anche di qualcuno - in
particolare un bambino - che piange a dirotto. Dunque a quanto pare il
significato legato al pianto (o a una forma di pianto) ᅵ piᅵ diffuso di
quanto pensassi.
--
Saluti.
D.
> e a zigh daboun
Ti chiedo un chiarimento che dovrebbe essere ovvio, ma non si sa mai.
Qui da noi _da bon_ (con le varianti _da boun_, o _da bo_ con la "o" nasale)
significa "davvero" (letteralmente "dabbuono"), nel senso di molto,
parecchio, sul serio, eccetera.
Ecco, immagino che il modenese _daboun_ corrisponda al nostro _da bon_,
giusto?
> In questo senso ZIGARE prende significato di piangere o piagnucolare come
> un bambino (putein)
Se, come dicevo, _daboun_ significa quel che significa qui da noi, allora
non direi che sta piagnucolando, ma sto proprio piangendo a diritto, come
piangono spesso i bambini.
--
Saluti.
D.
> piangendo a diritto...
Ovviamente ᅵ "a dirotto".
> infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser stati
> sgridati
o un cicchetto?
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
Parente stretto dell'italiano "inzigare", quindi. Il De Mauro lo dà
come obsoleto ma qui in Lombardia si usa comunemente.
> A Trieste credo ci siano tutti questi termini con i soliti significati:
> _zìgo_, _zigà(r)_, _zigàda_, _zigalòn_.
E questo va a braccetto con l'italiano "zigolo" (o "zivolo",
"sivolo"), un uccello che fa un verso particolarmente stridente.
> Qualcuno di voi sa da dove (pro)vengono tutti questi termini?
Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
"sibilo" e "zuffolo"?
--
Cingar
> E questo va a braccetto con l'italiano "zigolo" (o "zivolo",
> "sivolo"), un uccello che fa un verso particolarmente stridente.
mai sentito ma se fosse "sifolo" (sostantivo) direi fischiante
> Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
> nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
> "sibilo" e "zuffolo"?
infatti "sifolare" in milanese significa fischiare, e "sifolo" fischio,
con tale parentela probabile anche per me.
"sifolo" ("sifulo") aggettivo pero' indica qualcosa che non funziona
troppo bene, come in "ho una gamba sifula"
--
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Mi convince ancor di più dopo che ho scoperto il latino
"insibilare" (variate fonetica "insufilare"), che ha il senso
letterale di ""soffiare dentro, gonfiare col fiato" e quello
metaforico di "inzigare, tentare".
Il passaggio semantico da "soffio" a "grido" non richiede particolari
spiegazioni: il verso di molti animali è un sibilo più o meno sonoro.
Il passaggio da "soffiare dentro" a "istigare" si spiega facilmente
con la tradizione ebraico/cristiano/islamica secondo cui Satana
tenterebbe i peccatori sibilando impercettibilmente nel loro orecchio.
Anche i verbi italiani "soffiare" e "sobillare" saranno sicuramente
della stessa famiglia (sorprendente il numero di varianti fonetiche
che questa radice assume).
--
Cingar
Il cicchetto � anche un bicchierozzo di una bevanda alcolica.
Quindi se dico "mi ha dato un cicchetto" non spiego
se sono stato rimproverato oppure se mi ha dato
un liquorino. :-)
Roger
> Mi convince ancor di pi�...
Grande!
Sapevo di poter contare su di te :-)
--
Saluti.
D.
Per essere chiari, la parentela fra "zuffolo" e "sibilo" è certa (è la
solita coppia formata da un termine popolare e un latinismo colto,
entrambi derivati dalla stessa radice, come "ristoro" e "restauro",
"giorno" e "diurno", "stròlago" e "astrologo", ecc.). È la parentela
con "zigolo" che è una mia supposizione.
> "sifolo" ("sifulo") aggettivo pero' indica qualcosa che non funziona
> troppo bene, come in "ho una gamba sifula"
Secondo me qui c'è tutta una catena di metafore: probabilmente flauti
e fischietti (che io m'immagino fatti con un rametto di sambuco) erano
giocattoli molto comuni fra i bambini di un tempo, perciò il verbo
"sifolà", letteralmente "fischiare, zuffolare" ha preso il significato
di "oziare, cazzeggiare, perder tempo". Di conseguenza. il sostantivo
"sìfol", oltre a quello di "fischietto", ha preso il senso di
"carabattola, cosa inutile", e da qui sarà nato l'aggettivo "sìfol/
sìfola" nel senso di "inutile" e, successivamente, di "inutilizzabile,
inservibile".
--
Cingar
A propostito, dimenticavamo che il sostantivo "sìfol" e il suo
accrescitivo "sifolòtt" significano anche "stolto, sempliciotto,
ritardato". I non milanesi avranno forse sentito la forma
italianizzata "zifulotto", usata spesso nei loro sketch da Aldo,
Giovanni e Giacomo.
--
Cingar
>>I non milanesi avranno forse sentito la forma
> italianizzata "zifulotto", usata spesso nei loro sketch da Aldo,
> Giovanni e Giacomo.
Ma non era quando facevano gli svizzeri?
GraZia
Sai che non so in questo paritcolare caso non possa significare DI
NUOVO. Non ne sono sicuro. Di solito significa "davvero", come dici tu.
ciao
Sergiotto
>Ho dei dubbi su quel sig�=stuzzicare di Pavia. Dall'altra parte del ponte,
>stuzzicare � "insig�" (l'equivalente, oserei dire, dell'italiano
>"sfruculiare" :-); vedere anche "inzighino".
Qui (bassa bergamasca) stuzzicare si dice "sinsig�" e un "sinsiga" �
uno "stuzzicatore".
Ciao.
Gian Carlo
> Tratto da Al trist Guccini (blues in modenese da non perdere)
L'ho trovato:
http://www.youtube.com/watch?v=yJDQAIKPDP4
Riesco a capire tutto perfettamente (basta questo per dire che esiste un
unico dialetto emiliano-romagnolo?).
L'unica perplessitᅵ ce l'ho nel punto in cui dice:
"e quand l'ᅵ gnuda[?] to medra".
Capisco dal contesto che vuol dire "venuta", ma da noi sarebbe
"vnuda", mentre a me sembra che Guccini dica proprio "gnuda".
Si dice cosᅵ?
--
Saluti.
D.
>>infatti "sifolare" in milanese significa fischiare, e "sifolo" fischio,
>>con tale parentela probabile anche per me.
Qui (bassa bergamasca) "siful�" significa anche infinocchiare. E
infatti la "sifulada" � la fregatura.
"S�fol" � lo zufolo, "siful�" il fischietto. "S�fol" per� significa
anche sciocco, babbeo.
Ciao.
Gian Carlo
Già. E che dialetto parlano in Svizzera? :-)
A Milano si dice "sifulotto": la pronuncia con la "z" è tipica del
comasco-ticinese, e uno dei personaggi più famosi di Giovanni Storti è
appunto il "zignor" Rezzonico, "zpeaker" della televisione "zvizzera".
--
Cingar
A Milano si dice "sifulotto": la pronuncia con la "z" ᅵ tipica del
comasco-ticinese, e uno dei personaggi piᅵ famosi di Giovanni Storti ᅵ
appunto il "zignor" Rezzonico, "zpeaker" della televisione "zvizzera".
Sᅵ, era quello che intendevo anch'io, zifulotto non mi sembrava italianizzato,
ma una forma tipica del dialetto ticinese o giᅵ di lᅵ. A Milano infatti ᅵ
sifulotto, confermo. Troppo forte Giovanni, comunque, quando fa lo svizzero.
Anche se tra i tre quello che mi fa ridere di piᅵ di solito ᅵ Aldo.
GraZia
Fra parentesi, su Aldo Baglio ho appena scoperto una cosa
strabiliante, almeno per me: pare che dal vivo abbia un accento
smaccatamente milanese, come e più degli altri due! L'accento
siciliano che mostra sul palco è una pura finzione teatrale.
--
Cingar
Be', "contare", guarda che sono tutte supposizioni...
--
Cingar
> Be', "contare", guarda che sono tutte supposizioni...
Guarda che io non cerco necessariamente la Verit� :-)
Spesso mi basta qualche stimolo che possa farmi riflettere, una
informazione di cui non disponevo, un nesso che mi era sfuggito,
eccetera. Poi magari continuo a ragionarci fra me e me.
--
Saluti.
D.
Suggestivo. Peccato davvero che "sigao" = "taccio", il contrario di quello
che ci serve. "Grido insieme" sarebbe stata un'etimologia da urlo :-),
specialmente in bergamasca.
Il mio professore di greco, fine anni '50, era convinto che all'arrivo dei
turchi molti greci si fossero messi ai remi, senza fermarsi fino ad aver
risalito non solo l'Adriatico, ma un bel pezzo di Po. Per� fargli risalire
anche l'Adda forse � chiedere troppo.
Giovanni
> Fra parentesi, su Aldo Baglio ho appena scoperto una cosa
> strabiliante, almeno per me: pare che dal vivo abbia un accento
> smaccatamente milanese, come e piᅵ degli altri due! L'accento
> siciliano che mostra sul palco ᅵ una pura finzione teatrale.
Veramente? Perᅵ ᅵ nato a Palermo...
GraZia
Infatti era un modo di dire ironico, in ambito militare piemontese,
per "prendere una lavata di testa" da un superiore.
k
Ecco, io invece ho consultato i "testi sacri" di Ferrarese, il dizionario
etimologico, che riporta per "Zigᅵr" (ᅵ "ufficialmente" scritto con una
zeta sola, anche se ripeto che la fonetica ᅵ rispecchiata meglio con
due), il significato di piangere, lamentarsi, commiserarsi.
L'etimologia ᅵ derivata dal verso della cicala, che in ferrarese ᅵ la
"zigᅵla".
In nessun modo il verbo ᅵ collegato all'urlare o al parlare ad alta
voce; o meglio, puᅵ esserlo, se questo urlare ᅵ collegato ad un'azione
di disperazione, pianto o commiserazione.
> Ebbene, secondo questa amica se diciamo che qualcuno _zᅵga_ si solito
> significa che sta gridando, ma puᅵ trattarsi anche di qualcuno - in
> particolare un bambino - che piange a dirotto. Dunque a quanto pare il
> significato legato al pianto (o a una forma di pianto) ᅵ piᅵ diffuso di
> quanto pensassi.
Paese che vai, usanze e dialetto che trovi :-)
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
Aggiungo che "zigare" (c'� anche sul Petrocchi) si dice del verso di
alcuni animali. Voce di area veneta, trentina ed emiliana.
Il trentino "zegar" (aizzare) assieme al lombardo "inzigar" e "sinsig�"
all'aretino "inzigliere" e all'italiano "inzigare" appartengono ad una
serie onomatopeica analoga.
k
Mi sorge un dubbio: non ᅵ che stiamo parlando di due termini distinti?
Uno "zigare" (gridare, aizzare) che ᅵ onomatopeico e "sidiare" che nei
dialetti diventa sediar (ven.), zidiar (Trent.), zigiar, ecc. che
significa importunare, seccare, ma anche, affaticarsi, impazientirsi,
irritarsi ecc., che viene dal latino med. accidiare?
k
> Io pensavo che i conigli fossero muti.
Fannno un verso come quello dei topi, molto pi� forte, ma solo quando
sono in pericolo e se la stanno facendo sotto
> Mi sorge un dubbio: non ᅵ che stiamo parlando di due termini distinti?
Anche io sto cominciando a pensare a qualcosa del genere.
Il nesso posto da Cingar fra "zigolo" e "zivolo" ᅵ molto interessante, e
come ho detto mi ha offerto degli spunti, perᅵ resta il fatto che c'ᅵ questa
famiglia di termini, nei quali compare la "g", che sembrano tutti molto
prossimi fra di loro, che hanno dei significati affini, e che per ora mi
sembrano un po' piᅵ diffusi nella parte orientale dell'Italia
settentrionale.
Detto questo, concentrarsi sull'italiano "zigolo" o "zigo" potrebbe essere
fuorviante, perchᅵ mi sembra di capire che sono termini regionali, per cui
molto probabilmente si tratta della italianizzazione di termini dialettali.
Bisognerebbe allora fare un po' di "linguistica comparata" fra i dialetti
settentrionali, per cercare di capire qual era la forma orginaria del
termine da cui derivano tutti questi.
In un mio intervento precedente ho detto che il romagnolo "zig(h)-" ᅵ
compatibile sia con l'italiano (o il latino) "zig(h)-" e "cig(h)-". Perᅵ,
ripensandoci meglio, ho dimenticato l'importantissimo fenomeno della
sonorizzazione delle consonanti. Ad esempio l'italiano "cieco" in dialetto
romagnolo diventa "ziig" (nella ortografia del romagnolo non si usano le
doppie vocali, ma qui la metto per far vedere la differenza), e l'italiano
"cicala" (che ᅵ stata giustamente nominata) in alcune zone diventa "zghela"
(la caduta della vocale atona pretonica ᅵ un fenomeno tipico del romagnolo).
Dunque il romagnolo "zig(h)-" ᅵ compatibile con "zig(h)-", "cig(h)-",
"zic(h)-" e "cic(h)-".
Ora, con quali di queste forme sono compatibili i termini che troviamo negli
altri dialetti settentrionali?
--
Saluti.
D.
> In un mio intervento precedente ho detto che il romagnolo "zig(h)-" ᅵ
> compatibile sia con l'italiano (o il latino) "zig(h)-" e "cig(h)-".
> Perᅵ, ripensandoci meglio, ho dimenticato l'importantissimo fenomeno
> della sonorizzazione delle consonanti. Ad esempio l'italiano "cieco" in
> dialetto romagnolo diventa "ziig" (nella ortografia del romagnolo non si
> usano le doppie vocali, ma qui la metto per far vedere la differenza), e
> l'italiano "cicala" (che ᅵ stata giustamente nominata) in alcune zone
> diventa "zghela" (la caduta della vocale atona pretonica ᅵ un fenomeno
> tipico del romagnolo).
>
> Dunque il romagnolo "zig(h)-" ᅵ compatibile con "zig(h)-", "cig(h)-",
> "zic(h)-" e "cic(h)-".
>
> Ora, con quali di queste forme sono compatibili i termini che troviamo
> negli altri dialetti settentrionali?
Se fosse voce onomatopeica, non potrebbe venire semplicemente da "cicala"?
Zigala (Bologna)--> zigar --> zig(h); zigalon, cicalone.
Zigalar di tuset, vagire.
k
> Se fosse voce onomatopeica, non potrebbe venire semplicemente da "cicala"?
> Zigala (Bologna)--> zigar --> zig(h); zigalon, cicalone.
> Zigalar di tuset, vagire.
"Zigala" la troviamo anche in Veneto e a Trieste, dove "zigalon" ᅵ uno
che grida sempre e i colori "zigaloni" sono i colori vistosi e di
cattivo gusto.
k
In ferrarese, infatti, l'etimologia ᅵ proprio quella.
> In ferrarese, infatti, l'etimologia � proprio quella.
Ma se in ferrarese � quella, allora ti sembra possibile che altrove (ad
esempio in Veneto, o in Trentino) sia diversa?
E se � quella dappertutto, allora mi pare che abbiamo fatto una scoperta
importante, no?
--
Saluti.
D.
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
--
+¿+
--
Adpuf, ragazzo mio, non sarai tu un po' sordo?
Che io sappia, solo i pesci sono muti (o forse, in questo caso, i sordi
siamo noi).
A proposito, lo sapevi che la balena "canta"?
http://it.wikipedia.org/wiki/Versi_degli_animali
Sì, lo so che la balena non è un pesce: "non lo sapessi... ma lo so!" (cit.
incolta)
Ciao.
Epimeteo
---
"...quanno spónta la luna a Marechiare,
pure li pisce 'nce fanno a ll'ammore...
Se revòtano ll'onne de lu mare,
pe' la priezza cágnano culore.
Quanno sponta la luna a Marechiare...
http://www.youtube.com/watch?v=ESK-J_2__pY
(cit. selenittica)
Suvvia, il topo squittisce! :-)
anche le gatte morte.
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
> [...]
> Che io sappia, solo i pesci sono muti
Com'è il verso delle lucertole? :-)
> Ciao.
> Epimeteo
Roger
> Com'Ú il verso delle lucertole? :-)
il coccodrillo come fa?
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
La lucertola ha una lingua biforcuta: davanti a te dice una cosa, davanti a
me ne dice un'altra.
Non c'è verso di farle dire la stessa cosa...
So che il geco, che è una particolare lucertola, in genera "sibila", però ho
anche trovato una varietà (il "gecko gekko") che "tossisce":
http://www.gpnc.org/Sounds/Tokay%20Gecko.wav
Ciao.
Epimeteo
---
"... con le loro giacche scure e lo spino in mezzo ai denti,
le lucertole del folk giravano le balere,
giravano per suonare, ma pensavano solo a bere...
Dammi un tre, dammi un tre, che la gente vuole ballare,
le lucertole del folk adesso stanno per cominciare.
Versa qui, versa qui, versa un goccio e sentirai..."
http://www.youtube.com/watch?v=7VfPKRxAbmg
(cit. lacertosa)
> il coccodrillo come fa?
Lo sanno tutti: in genere, specialmente dopo mangiato, piagnucola.
Ciao.
Epimeteo
---
"... now you say you're lonely,
you cry the whole night through...
Well, you can cry me a river,
cry me a river,
I cried a river over you..."
http://www.youtube.com/watch?v=ByUOFV5TusE
(cit. piagnucolosa)
Conoscevo un criceto di nome Squiky.
k
C'ᅵ qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le "squitinzie"
del mitico "Drive in"?
Epy
---
"...wild boys
never lose it,
wild boys
never chose this way,
wild boys
never close your eyes,
wild boys
always shine...
http://www.youtube.com/watch?v=ibkYCFXOIHo
(cit. epocale)
> [...]
> C'ᅵ qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
> "squitinzie" del mitico "Drive in"?
Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
No, eh? :-)
> Epy
Roger
A questo punto, per chiudere il cerchio, devi dire che verso fa la topa :-D
> Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
> No, eh? :-)
Uhm...
A me questa spiegazione non sembra cosᅵ campata in aria.
Epy
---
Tinᅵ Cansino:
http://dailymotion.virgilio.it/video/x22qho_drive-in-tini-cansino
http://www.youtube.com/watch?v=TvF9bJvbJew
(cit. epica)
> Epimeteo wrote:
>
> > [...]
>
> > Che io sappia, solo i pesci sono muti
>
> Com'è il verso delle lucertole? :-)
>
Fan una specie di Gnak Gnak Gnak molto forte
e come lo squittinare sta alle proff (bone). :-)
> No, eh? :-)
Mah, "squinzia" viene da squincio (a Roma sguincio), sghembo, obliquo.
In piemontese c'ᅵ pure "squincio", damerino.
Non so se "squitinzia" sia una variante di squinzia o se sia un altro
termine, forse piᅵ volgare.
k
sfitinzie
http://www.bastardidentro.it/node/view/4098
> sfitinzie
> http://www.bastardidentro.it/node/view/4098
Ah, giusto, le confondevo con le "squinzie"...
Mi assolva.
Epimeteo
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"... because I've nothing else here for you
and just because it's easier than the truth,
oh, if there's nothing else that I can do,
I'll fly for you..."
http://www.youtube.com/watch?v=9YRTlnH8tFQ
(cit. paninara)