Agostico è un termine chimico coniato da ricercatori americani per
indicare un'interazione di quasi legame tra un atomo di idrogeno (H)
legato, di norma a un carbonio, e un atomo metallico (M) all'interno
di un 'complesso' metallico. Insomma, H dista da M forse troppo per
un legame normale, ma troppo poco per un 'non legame'.
Il termine, di etimo che mi sembra oscuro, è ormai diffusissimo in
letteratura specialistica e nei testi universitari.
Da Wiki inglese in sez. History:
"The term agostic, derived from the Ancient Greek word for "to hold
close to oneself", was coined by Maurice Brookhart and Malcolm
Green, on the suggestion of the classicist Jasper Griffin, to describe
this and many other interactions ..."
https://en.wikipedia.org/wiki/Agostic_interaction#History
Nella nota che segue si cita il loro l'articolo, dove i proponenti dicono,
in nota:
"The word agostic is derived from the Greek word αγοστω which
occurs in Homer and translates as to clasp or hold to oneself."
Andato sul Rocci, trovo αγοστoς: concavo della mano; palma;
pugno. Poi, una citazione dall'Iliade: ελε γαιαν αγοστω (omega con
circonflesso e iota sottoscritto) - suppongo il dativo di αγοστoς -
che traduce: "strinse con la palma la sabbia (cadendo)". Altro non
riesco a trovare e, del resto, ho visto che purtroppo non c'è la
corrispondente voce di Wiki greca, che poteva essere illuminante.
Ora, gli americani parlano di un verbo, mentre questo è un nome ...
Il significato del verbo (ελε, credo da ελαω) si presterebbe al
significato che propongono per agostico, ma allora la corrispondenza
va a farsi benedire...
Che ne pensate?