Che faro senza Euridìce?
Che faro senza Euridìce?
Dove andro senza il mio ben?
Che faro, dove andro,
che faro senza il mio ben?
Euridìce, Euridìce,
oh Dio, rispondi! rispondi!
Io son pure il tuo fedele,
Che faro senza Euridìce?
Ah! non m'avanza piu soccorso,
piu speranza ne dal mondo,
ne dal ciel!
Che faro senza Euridìce?
Da "Orfeo ed Euridìce" di
Christoph Willibald von Gluck (1714-1787)
> Da "Orfeo ed Euridìce" di
> Christoph Willibald von Gluck (1714-1787)
Il testo è di Ranieri da Calzabigi.
k
> ArtAttack ha scritto:
>> Come si pronuncia il nome del personaggio mitologico Euridice?
>> Eurědice o Euriděce?
>> grazie
>
> Che faro senza Euriděce?
>
> Che faro senza Euriděce?
> Dove andro senza il mio ben?
> Che faro, dove andro,
Non č che colui che ha trascritto sia una forza cogli accenti... (faccina
sorridente)
[...]
Ciao, FB
--
Conversation like television set on honeymoon: unnecessary.
(Murder by Death)
> Come si pronuncia il nome del personaggio mitologico Euridice?
> Eurìdice o Euridìce?
> grazie
Con l'accento sulla "a"
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html
"What's in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet."
>Come si pronuncia il nome del personaggio mitologico Euridice?
>Eurědice o Euriděce?
Euriděce, in italiano (sono quasi tutte accentante sulla penultima).
In greco, non so. Forse, se Persčo in greco sarebbe Pčrseo, allora
Euriděce forse sarebbe Eurědice.
Ma tanto noi siamo in Italia, e penso che se vai in giro a dire
Eurědice la gente ti prende a) per matto b) per sbruffone c) per
ignorante d) non ti calcola proprio e) cambia strada.
Forse ti puň interessare:
http://www.homolaicus.com/linguaggi/linguaitaliana/discussioni/grammatica_1_b.html
Fai tu :o)
--
>Giň
-Tutto ciň che puň esistere, esiste.
(Tullio Regge)
>> Che faro senza Euriděce?
>>
>> Che faro senza Euriděce?
>> Dove andro senza il mio ben?
>> Che faro, dove andro,
>
>
> Non č che colui che ha trascritto sia una forza cogli accenti... (faccina
> sorridente)
Hai ragione!
Se non sentissi ogni tanto Tito Schipa cantare "Euriděce" (ce l'ho su
cd in auto) mi verrebbe da dubitare! :-))
k
Credo invece che se qualcuno "andasse in giro a dire Eurědice" , magari "la
gente" potrebbe pensare piů semplicemente che si stia dando preferenza alla
pronuncia latina.
Caro signor Art, nn si preoccupi, se la dovessi incontrare, qualora lei
dicesse Eurědice, nn la prenderei per matto, per sbruffone o per ignorante,
nn cambierei affatto strada, ma la inviterei ad intavolare una interessante
discussione sull'argomento.
Saluti, Valeria.
> La penultima č breve.
> Un saluto.
Secondo il mitico Rocci, la penultima, cioč la "i" di Dike (Dika in dorico,
la Giustizia) č lunga e nella parola composta (Euridike, la dispensatrice di
giustizia) ha l'accento in greco.
Non dovrebbe esserci quindi differenza, per quanto riguarda la posizione
dell'accento, tra il greco e l'italiano: Euriděce.
[A meno che, come dice Orazio a proposito degli accenti, "verba graeca sine
lege vagantur"...]
Ciao,
Epimeteo
Ovviamente Ciro si riferiva al latino (cfr. p.e. l'esametro "redditaque
Eurydice superas veniebat ad auras", Virgilio, Georgiche, 4,486),
cosa del tutto ragionevole.
In proposito comunque forse sarà utile questo breve sommario _ad usum
scholarum_ (on line qui: http://www.vivariumnovum.it/_pdf/GAthparte2.pdf):
"I grecismi italiani dipendono dalla mediazione latina anche per l'accento.
Questo è vero nella grande maggioranza dei casi: basti pensare a Omèro,
Platòne, Aristòfane, Aristòtele, che, se li dovessimo accentare alla greca,
sarebbero *òmero, *Plàtone, *Aristofàne, *Aristotéle (l'esempio di Platòne
dimostra che i nomi continuano l'accusativo della forma latina). Non è vero,
invece, per un numero limitato di parole (tra cui soprattutto alcune serie
compatte, come quella dei sostantivi in -ìa da -_ia_ [greco]: filosofìa,
teologìa, armonìa ecc. ecc.; tuttavia si dice, alla latina, antonomàsia e
paronomàsia, e alcuni dicono anche alopècia). In alquanti casi, infine,
l'uso oscilla, ma si preferisce, in genere, accentare come in latino (benché
spesso valga ancora l'antico _Graeca nomina inter Ausoniae fines sine lege
vagantur_: chi oserebbe infatti chiamare "òrfeo ed Eurìdice" il dramma di
Gluck?): così, sebbene Eràclito non sia sbagliato, Eraclìto è per certo
preferibile; e, a volte, l'uso conosce anche forme senza nessuna
giustificazione etimologica, ma solo analogica: si pensi a Giasòne, che non
si giustifica né col latino né col greco (tutt'e due le lingue richiedono
Giàsone, e così infatti dicono in genere i parlanti più accurati), ma pure è
tradizionale (basterà citare il famoso verso del Monti _Quando Giasòn dal
Pélio_, o il giurista del Cinquecento Giasòn del Màino), e si spiega col
facile influsso analogico dei molti nomi piani in -òne, come Platòne,
Solòne, Ciceròne, Varròne".
In it.cultura.classica domande simili sono -comprensibilmente- molto
ricorrenti, e non ho nulla da aggiungere a quanto, nel corso del tempo, più
volte precisato.
Valga per tutte la risposta data qualche anno or sono dall'amico Sergio
Audano:
" la pronuncia delle parole greche ha in realtà delle
"regole" (anche se non esiste una "regola" fissa, cosa che ha dilaniato i
cuori degli studiosi fin dai tempi dell'Umanesimo secondo il noto adagio:
"Graeca per Ausoniae fines sine lege vagantur"), una delle quali dice che le
parole greche, dal momento che sono passate in italiano tramite la
mediazione del latino, dovrebbero mantenere la pronunzia latina (questo
spiega perché "Eraclìto" e non "Eràclito", "èdipo" e non "Edìpo", "Téseo" e
non "Teséo", "Dionìso" e non "Diòniso", con delle eccezioni per nomi propri
troppo diffusi come "Cleopàtra" in luogo del più corretto "Cleòpatra"). Ti
suggerisco quindi di consultare un vocabolario di latino per vedere l'esatta
quantità della penultima sillaba e, quindi, determinare l'esatta
accentazione".
Nel caso specifico, sono ammissibili in italiano entrambe le pronunce
(fonte: Luciano Canepari, DiPI, Dizionario
di Pronuncia Italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ove, comunque, è data
preferenza al consolidato -e indipendente dalla pronuncia latina- Euridìce).
PS: l' _eury_- iniziale nel termine greco _Eurydike_ (cfr. _eurys_)
significa "vasto, ampio".
PPS: il succitato adagio -di ambiente scolastico- "Graeca... sine lege
vagantur" non è oraziano.
Saluti,
Nico
[...]
> cosě, sebbene Erŕclito non sia sbagliato, Eraclěto č per certo
> preferibile;
Mi risulta assai piů familiare "Erŕclito". Non č che queste regole sono un
tantino prescrittive?
[...]
> le parole greche, dal momento che sono passate in italiano tramite la
> mediazione del latino, dovrebbero mantenere la pronunzia latina (questo
> spiega perché "Eraclěto" e non "Erŕclito", "čdipo" e non "Eděpo", "Téseo" e
> non "Teséo"
Ma spiega che cosa? che non si usano? (faccina sorridente) Sě, ho sentito
una volta un "Téseo", da una guida in un museo, ma niente di piů. Nel tuo
ambiente si usa, invece?
[...]
> PPS: il succitato adagio -di ambiente scolastico- "Graeca... sine lege
> vagantur" non č oraziano.
Non ho manco aperto bocca... (faccina sorridente)
Ciao, FB
--
L'importante č che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)
Anche per me.
>>le parole greche, dal momento che sono passate in italiano tramite la
>>mediazione del latino, dovrebbero mantenere la pronunzia latina (questo
>>spiega perché "Eraclìto" e non "Eràclito", "èdipo" e non "Edìpo", "Téseo" e
>>non "Teséo"
>
>
> Ma spiega che cosa? che non si usano? (faccina sorridente) Sì, ho sentito
> una volta un "Téseo", da una guida in un museo, ma niente di più. Nel tuo
> ambiente si usa, invece?
Io ho sentito una persona *molto* acculturata dire Giàsone e Pèrseo,
ma da tutti gli altri, anche laureati in lettere, dire: Giasòne,
Persèo, Tesèo. E il Serianni dice che, al di là della norma di
pronunciare possibilmente alla latina, esistono usi consolidati che
sarebbe assurdo pensare di modificare, e che a nessuno verrebbe in mente
di dire "il complesso di Èdipo", alla latina appunto.
Sempre il Serianni dice che Epimeteo si puo pronunciare Epimetèo, ma
anche Epimèteo alla latina, come Promèteo. Invece Epimeteo, che odia suo
fratello, ha sempre detto che lui era Epimetèo e l'altro Promèteo. :-))
k
> Mi avete dato voglia di ascoltarlo ancora! (Ce l'ho su un CD,
> cantato da Agnès Baltsa, mezzo-soprano).
Io ho anche un cd in cui è cantato dal baritono Fisher-Dieskau,
(grandissimo!). Ma se lo cantano tutti, questo Orfeo in origine sarà
stato un castrato?
k
> Anche per me.
Il mio prof di filosofia diceva sempre "Eraclěto". Ora so perché!!!
> Io ho sentito una persona *molto* acculturata dire Giŕsone e Pčrseo,
> ma da tutti gli altri, anche laureati in lettere, dire: Giasňne,
> Persčo, Tesčo.
La nostra prof., alle medie, ci insegnň la pronuncia latina.
Mi ricordo, alle superiori, che la prof ci faceva chamare Ulisse "Oděsseo".
Quindi pronuncia greca?
> Mi risulta assai piů familiare "Erŕclito". Non č che queste regole sono un
> tantino prescrittive?
>
Basta un minimo di ragionamento filologico e molti dubbi vengono
fugati.Molti,
non tutti.
Un saluto.
Spero che l'edizione sia la stessa ma se guardi a pag. 808 il composto di
cui parli ha il segno della breve, quindi breve anche in latino.
> Non dovrebbe esserci quindi differenza, per quanto riguarda la posizione
> dell'accento, tra il greco e l'italiano: Euridìce.
>
Mi permetto di correggere: "non dovrebbe esserci quindi differenza,per
quanto riguarda la posizione dell'accento, tra greco, latino ed italiano:
Eurìdice".
Un saluto.
Ops. Naturalmente mi riferivo alla quantitŕ della penultima sillaba.
> Un saluto.
>
>
>
>Credo invece che se qualcuno "andasse in giro a dire Eurědice" , magari "la
>gente"
Touché. Avevo scordato in che ng stavo scrivendo :o)
>potrebbe pensare piů semplicemente che si stia dando preferenza alla
>pronuncia latina.
Eh sě, certo, come no.
Proprio oggi sono andato in un negozio di elettronica a Ponte Milvio,
dovessi sentire come ho dovuto cambiare il mio registro stilistico per
armonizzarmi con gli inservienti e tutto l'ambiente :o)))
Mi immagino se fossi entrato lě ed avessi chiesto un multěmetro (o
magari un můltimetro?) cosa mi avrebbero detto.
A essere fortunato, me la sarei potuta cavare con un "de che!?" ed un
"ma parla come magni!", a seguito della mia spiegazione.
Lectio magistralis!
Grazie.
Epimeteo
> Spero che l'edizione sia la stessa ma se guardi a pag. 808 il composto di
> cui parli ha il segno della breve, quindi brev chee anche in latino.
Hai ragione. Ho guardato meglio e ho visto che il segno sulla "i" è quello
della breve. Mi aveva indotto in errore la presenza contemporanea
dell'accento.
Ciao,
Epimeteo
Un tempo ci si badava di pių, soprattutto in certi ambienti.
La "regola" č tendenzialmente abbastanza semplice, ma ha il difetto di
richiedere la conoscenza del latino :-)
>> le parole greche, dal momento che sono passate in italiano tramite la
>> mediazione del latino, dovrebbero mantenere la pronunzia latina
>> (questo spiega perché "Eraclėto" e non "Erāclito", "čdipo" e non
>> "Edėpo", "Téseo" e non "Teséo"
>
> Ma spiega che cosa? che non si usano? (faccina sorridente) Sė, ho
> sentito una volta un "Téseo", da una guida in un museo, ma niente di
> pių. Nel tuo ambiente si usa, invece?
Non credo di far testo, visto che sono un filologo greco :-)
Ci sono certi professori universitari, in proposito, ancor oggi molto severi
nei confronti di chi "sbaglia" l'accento.
Ma č una specie in via d'estinzione :-)
_Anything goes_ e i vari Canepari, Serianni, etc. giā registrano il
fenomeno.
>> PPS: il succitato adagio -di ambiente scolastico- "Graeca... sine
>> lege vagantur" non č oraziano.
>
> Non ho manco aperto bocca... (faccina sorridente)
Trova una citazione latina di autore ignoto, e tre volte su quattro č
attribuita ad Orazio :-)
P.S.: anche sulle etimologie dei nomi propri greci -d'eroi, personaggi, dči-
(spesso non proprio _redende Namen_) spesso si elucubra alquanto. P.e. cosė
su Euridice, un nostro prof. ordinario, di Verona (nonostante l'inglese): "
The etymology of Eurydice seems rather to indicate, in the term _eurus_, a
vastness of space or power, which, joining to dike {and thus _deiknumi_, to
show), designates her as 'the one who judges with breadth' or, perhaps, 'she
who shows herself amply.' Even the etymological guess, therefore, allows us
to bind the figure of Eurydice to the vastness that resounds with her name -
whether this is a boundless territory that she inhabits, or something that
concerns her power to judge and to show; or, better, to judge by _showing_
simply herself instead of referring to intentional words or gestures"
(Adriana Cavarero, Relating Narratives: Storytelling and Selfhood, London:
Routledge, 2000, p.104).
Un saluto,
Nico
Valeria.
>>Fortunatamente credo che nn mi capiterŕ mai di entrare in un negozio di
>>elettronica a Ponte Milvio e chiedere di Eurědice.
Non conosci nessuna che si chiama Eurědice?
Potresti salire al piano ed entrare esclamando:
Oh!? Ch'a'te visto 'amica mia, Eurědice?
:o)
>>Ma se lo cantano tutti, questo Orfeo in origine sarà
>>stato un castrato?
>
> Possibile!
Esattamente, quella parte fu scritta per Gaetano Guadagni, un noto castrato
dell'epoca, contemporaneo del famosissimo Farinelli.
> On Tue, 21 Jun 2005 20:41:49 GMT, Fiorelisa wrote:
>
> [...]
>> Mi ricordo, alle superiori, che la prof ci faceva chamare Ulisse "Odìsseo".
>> Quindi pronuncia greca?
>
> Latina: non è che la regola sia: "in latino si zompa indietro di una
> sillaba". (fàccina sorrìdente)
Veramente non mi pare che questo caso smentisca tale regola -- che pure
rimane errata. FB, non potresti rileggere ciò che scrivi? Talvolta sembra
che tu scriva tutto in pochi istanti e spedisca il messaggio senza
rileggerlo nemmeno una volta.
Ciao, FB
--
Emily: "I'm going to Europe and I'm going to have a marvellous time. I'm
going to get up at ten and have two glasses of wine at lunch every single
day."
Richard: "Only prostitutes have two glasses of wine at lunch!"
(Gilmore Girls, 501)
>"ma parla come magni!", a seguito della mia spiegazione.
Ogni volta che sento questa frase sono portato a pavoneggiarmi.
--
Bye
OldVitt
> > Latina: non č che la regola sia: "in latino si zompa indietro di una
> > sillaba". (fŕccina sorrědente)
>
> Veramente non mi pare che questo caso smentisca tale regola -- che pure
> rimane errata. FB, non potresti rileggere ciň che scrivi? Talvolta sembra
> che tu scriva tutto in pochi istanti e spedisca il messaggio senza
> rileggerlo nemmeno una volta.
:)
FB, non essere cosě severo col povero FB!
Cmq:
Odissčo= greca
Oděsseo= latina
Giusto?
> Il testo č di Ranieri da Calzabigi.
E' morto, vero?
Ciao
A. C.
Certe volte mi fa arrabbiare!
> Cmq:
> Odissčo= greca
> Oděsseo= latina
> Giusto?
Sě.
Ciao, FB
--
"Melissa [P.] spazzola Thomas Fazi"
(notizia apparsa su it.cultura.libri)
[...]
> Mi ricordo, alle superiori, che la prof ci faceva chamare Ulisse "Odėsseo".
> Quindi pronuncia greca?
Latina: non č che la regola sia: "in latino si zompa indietro di una
sillaba". (fāccina sorrėdente)
....e difficilmente,qualora dovessi "salire al piano" per chiedere della
mia presunta amica Eurìdice, mi esprimerei in questo modo.
Valeria.
>> >Fortunatamente credo che nn mi capiterà mai di entrare in un negozio di
>> elettronica a Ponte Milvio e chiedere di Eurìdice.
>Il problema è che potresti andare a cercare Aristìde.
quello in effetti ci sta tutto...
--
>Giò
-Tutto ciò che può esistere, esiste.
(Tullio Regge)
>> Potresti salire al piano ed entrare esclamando:
>....e difficilmente,qualora dovessi "salire al piano" per chiedere della
perché, "salire al piano" non è italiano?
io salgo.
dove? "piano" l'ho elevato da nome comune a nome diciamo proprio...si
può fare, colloquialmente, dai...
Signori, per caritŕ!
Permettetemi, ma Eurědice, Aristěde...nn riesco proprio ad immaginare di
poterli cercare nel negozio a Ponte Milvio..le mie ricerche in merito hanno
sempre avuto ben altri orizzonti.
un saluto,
Valeria.
>Permettetemi, ma Eurìdice, Aristìde...nn riesco proprio ad immaginare di
>poterli cercare nel negozio a Ponte Milvio..le mie ricerche in merito hanno
>sempre avuto ben altri orizzonti.
beh, pure tu...dopotutto non sei tanto migliore di Lello al Ponte
Mollo...
ma di quali orizzonti parli, se poi scrivi "nn"?
non siamo migliori di coloro sopra i quali crediamo di elevarci...
:o)))
nn volevo assolutamente elevarmi al di sopra di alcuno, nn era mia
intenzione dare questa impressione e se è stato così me ne rammarico e
chiedo venia,
ritengo conclusa qui la nostra pur piacevole conversazione.
un saluto, valeria.
>ritengo conclusa qui la nostra pur piacevole conversazione.
vuoi avere l'ultima parola, eh?
se fossimo su ICLing o su IACinema ti direi, come disse Jack Nicholson
in "Qualcosa è cambiato" (As good as it gets):
LAST WORD FREAK!!
:o)
ciao, tiettela :))
>> non siamo migliori di coloro sopra i quali crediamo di elevarci...
>
> nn volevo assolutamente elevarmi al di sopra di alcuno, nn era mia
> intenzione dare questa impressione e se č stato cosě me ne rammarico e
> chiedo venia,
> ritengo conclusa qui la nostra pur piacevole conversazione.
Come sei seria! Di', come reagiresti se ti chiamassi Campanelli? Č un test,
non temere.
Ciao, FB
--
"Oh oh... Oh my God. My parents are having an affair."
(Gilmore Girls - 512)
Se ti puň essere di conforto, il Dizionario di ortografia e pronuncia
ERI (quello che, una volta, veniva consultato dai dicitori di radio e
televisione), scritto da Migliorini, Tagliavini e Fiorelli, riporta
"Euriděce", e solo come seconda possibilitŕ "alla latina Eurědice".
k
> Se ti può essere di conforto, il Dizionario di ortografia e pronuncia
>ERI (quello che, una volta, veniva consultato dai dicitori di radio e
>televisione), scritto da Migliorini, Tagliavini e Fiorelli, riporta
>"Euridìce", e solo come seconda possibilità "alla latina Eurìdice".
Tipo Vèrsace, quindi...
(notare la e grave)
>> Da "Orfeo ed Euridìce" di
>> Christoph Willibald von Gluck (1714-1787)
>
> Il testo è di Ranieri da Calzabigi.
Dov'è Calzabigi? vicino Monaco?
--
º¿º
Non so se sia un toponimo, ma non credo perchè è Ranieri de'
Calzabigi, non "da". :-(
k
>>> Il testo è di Ranieri da Calzabigi.
>>
> Non so se sia un toponimo, ma non credo perchè è Ranieri de'
> Calzabigi, non "da". :-(
Certo che come cognome preferirei Rossi.
--
"Il mâl al ven a cjârs e al va vie a oncis."
>>Il problema č che potresti andare a cercare Aristěde.
>
> quello in effetti ci sta tutto...
Ma quando un romano dice
- Aristideee!
pensa che il tizio si chiami Ristide?
--
"Si gambîe mulin, ma no mulinâr."
>>>Il problema č che potresti andare a cercare Aristěde.
>> quello in effetti ci sta tutto...
>Ma quando un romano dice
>- Aristideee!
>pensa che il tizio si chiami Ristide?
:o)
te ci scherzi...
> FB wrote:
>> On Tue, 21 Jun 2005 18:43:56 +0200, Nico Narsi wrote:
>>> così, sebbene Eràclito non sia sbagliato, Eraclìto è per certo
>>> preferibile;
>>
>> Mi risulta assai più familiare "Eràclito". Non è che queste regole
>> sono un tantino prescrittive?
>
> Un tempo ci si badava di più, soprattutto in certi ambienti.
> La "regola" è tendenzialmente abbastanza semplice, ma ha il difetto di
> richiedere la conoscenza del latino :-)
Però ogni tanto si sente in tv qualcuno che si fa figo dicendo "càrisma",
sicché ho la sensazione che più che badare alla pronuncia corretta, si
voglia esibire la pronuncia più esotica. Ho ragione?
[...]
Ciao, FB
--
"May I come with you to the station?"
"Please, do. I like to go off in style."
(Cold Comfort Farm, the film)
>>Ma quando un romano dice
>>- Aristideee!
>>pensa che il tizio si chiami Ristide?
>
> :o)
>
> te ci scherzi...
Come si dice Alberto nel vernacolo dei quiriti?
--
"Neque procul neque prope, in summa ubi?"
-- ADPUF
>>>Ma quando un romano dice
>>>- Aristideee!
>>>pensa che il tizio si chiami Ristide?
>> te ci scherzi...
>Come si dice Alberto nel vernacolo dei quiriti?
uh?
>>Come si dice Alberto nel vernacolo dei quiriti?
>
> uh?
In romanesco!
:-)
Arberto?
--
"Est modus in rebus, vel in cruciverbis."
-- ADPUF