Il 08/03/17 11:46, Wolfgang ha scritto:
Io preferisco decisamente il termine «dieresi», e non solo perché è un
termine italiano, ma perché è già di uso molto comune, quindi non c'è
bisogno di portare avanti battaglie perse in partenza.
Se il tedesco avvesse un suo specifico simbolo grafico per indicare il
fenomeno della metafonesi, ci potremmo porre il problema di come
chiamare quel simbolo in italiano... ma sicomme, da quanto mi sembra, si
usa il carattere "¨" (carattere unicode A8) non vedo alcuna ragione per
usare un termine diverso da "dieresi".
Si può decidere di chiamarlo anche in altri modi, l'importante è essere
coerenti: se il diacritico è lo stesso, non ha senso chiamarlo in
maniera diversa a seconda della sua funzione o della lettera sopra alla
quale si trova.
E' vero che anche la parola "dieresi", oltre ad essere un diacritico,
indica un fenomeno linguistico. Un problema anche maggiore c'è per la
parola "accento". Non è un problema insormontabile. E' normale che le
parole possano avere più significati. L'essere umano ha la capacità di
risolvere immediatamente e senza alcuna fatica gran parte delle ambiguità.
> Come vi piacerebbe «trema»?
>
A me può anche piacere, ma il problema è che per farla entrare nella
lingua italiana bisogna che in molti sentano la necessità di
utilizzarla. Personalmente non credo che questo avverà mai.
Una precisazione riguardo la normatività: il fatto che i vocabolari si
siano congedati dalla normatività e siano diventati puramente
descrittivi è la conseguenza di una trasformazione della stessa
linguistica, che è diventata una scienza e quindi ha iniziato ad usare
un approccio scientifico, che è descrittivo e non normativo. Noi,
proprio in quanto gruppo linguistico, dobbiamo sì astenerci dall'uso di
termini impropri, ma al tempo stesso dobbiamo restare ancorati al mondo
reale.