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OT: Ti liscio il pelo

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luciana

unread,
Jun 14, 2002, 5:19:10 PM6/14/02
to
E' il motto dell' Ottava Squadriglia della Comina.
Con questa squadriglia d'Annunzio bombardò parecchie navi nemiche.

--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Amami, anima mia*. G.d'Annunzio,
9 Agosto 1890, carteggio con Barbarella Leoni.
luci...@tiscalinet.it

Attilio Lesilio

unread,
Jun 16, 2002, 5:45:05 AM6/16/02
to
Il giorno Fri, 14 Jun 2002 21:19:10 GMT, "luciana" <x...@xx.xx> ha scritto:
>E' il motto dell' Ottava Squadriglia della Comina.
>Con questa squadriglia d'Annunzio bombardò parecchie navi nemiche.
ammazzando, immagino, un bel numero di esseri umani
...e ci scherzava pure sopra...
che schifo

ChiC-iSm

unread,
Jun 16, 2002, 5:16:14 PM6/16/02
to
Riporto ciň che ha scritto Attilio Lesilio e commento:

>>E' il motto dell' Ottava Squadriglia della Comina.

>>Con questa squadriglia d'Annunzio bombardň parecchie navi nemiche.

> ammazzando, immagino, un bel numero di esseri umani
> ...e ci scherzava pure sopra...
> che schifo

Lesilio, se vivi in questa Italia devi anche ringraziare chi, come
d'Annunzio, nella prima guerra mondiale combatté per questa tua e
nostra Patria. Anche se magari non ci piace.
E tu, dire 'che schifo' a chi ha combattuto! Tu, che forse dimentichi
che oltre 600.000 soldati italiani caddero per questa Italia che č
anche tua.
Dovresti vergognarti di dire certe cose. Oppure studiare la storia.
Puah!

P.
--
Pestis eram vivus - moriens tua mors ero

Attilio Lesilio

unread,
Jun 16, 2002, 5:22:14 PM6/16/02
to
amico bello,
io conservo ancora le lettere di mio nonno (che si chiamava come me:
Attilio Lesilio) socialista e neutralista, lettere che scrisse dal fronte
della prima guerra mondiale a mia nonna.
ci ando', in guerra, perche' degli schifosi come d'annunzio predicavano la
guerra come sola igiene del mondo e i poveri 600.000 morti (la stragrande
maggioranza, almeno) furono vittime di questi schifosi, e della criminale
imbecillita' della classe politica borghese-liberale che non seppe evitare
l'inutile strage.
fu una guerra inutile perche' l'austria era pronta a cedere trentino e
venezia giulia senza colpo ferire, e ci lascio' la bella eredita' del
fascismo.
io non mi vergogno di niente
si vergognino i sostenitori di d'annunzio e dei guerrafondai suoi pari

Gius Eppone

unread,
Jun 17, 2002, 3:30:29 AM6/17/02
to
"Attilio Lesilio" <a_le...@libero.it> wrote in message
news:3d0cfebd....@News.CIS.DFN.DE...

> amico bello,
> io conservo ancora le lettere di mio nonno (che si chiamava come me:
> Attilio Lesilio) socialista e neutralista, lettere che scrisse dal fronte
> della prima guerra mondiale a mia nonna.
> ci ando', in guerra, perche' degli schifosi come d'annunzio predicavano la
> guerra come sola igiene del mondo e i poveri 600.000 morti (la stragrande
> maggioranza, almeno) furono vittime di questi schifosi, e della criminale
> imbecillita' della classe politica borghese-liberale che non seppe evitare
> l'inutile strage.

E qui ritorna (dopo 85 anni) il dibattito interventisti-neutralisti...


> fu una guerra inutile perche' l'austria era pronta a cedere trentino e
> venezia giulia senza colpo ferire, e ci lascio' la bella eredita' del
> fascismo.

Mah, sul fatto che l'Austria avrebbe ceduto Trentino e Venezia Giulia senza
difficoltà la vedo un po'improbabile...
Comunque sul fatto che sia stata una inutile strage, come tutte le guerre,
siamo d'accordo. E lo dice uno che ha avuto nonni, bisnonni e parenti vari
arruolati (e qualcuno anche ucciso) su tutti e due i fronti.


> io non mi vergogno di niente

Bravo!


> si vergognino i sostenitori di d'annunzio e dei guerrafondai suoi pari

In effetti... beh, almeno un po'di patriottismo ci vorrebbe, comunque credo
che sia difficile dipingere D'Annunzio e simili come gentiluomini senza
macchia. :-)


Roscio

unread,
Jun 17, 2002, 3:38:29 AM6/17/02
to
"Attilio Lesilio" <a_le...@libero.it> wrote in message
news:3d0cfebd....@News.CIS.DFN.DE...

> io non mi vergogno di niente


> si vergognino i sostenitori di d'annunzio e dei guerrafondai suoi pari

E le guerre di conquista ?... Grecia, Libia, Somalia, Eritrea...
Anche quelle erano per "costruire" l'Italia ?...
Dìglicelo, a quel guerrafondaio !...

--
Er Roscio.

ChiC-iSm

unread,
Jun 17, 2002, 4:57:32 AM6/17/02
to
a_le...@libero.it (Attilio Lesilio) wrote in
it.cultura.linguistica.italiano:

> ci ando', in guerra, perche' degli schifosi come d'annunzio predicavano la
> guerra come sola igiene del mondo e i poveri 600.000 morti (la stragrande
> maggioranza, almeno) furono vittime di questi schifosi, e della criminale
> imbecillita' della classe politica borghese-liberale che non seppe evitare
> l'inutile strage.
> fu una guerra inutile perche' l'austria era pronta a cedere trentino e
> venezia giulia senza colpo ferire, e ci lascio' la bella eredita' del
> fascismo.

l'Austria era PRONTA a cedere Trentino e Venezia Giulia SENZA COLPO
FERIRE? Nel 1915?
Questa mi sembra davvero nuova... faccio follow-up su it.cultura.storia
e it.cultura.storia.militare, dove mi auguro qualcuno sappia chiarire
questa novità.

P.

f/up e crucimposto

--
Pestis eram vivus, moriens tua mors ero
Public PGP Keys http://pgp.mit.edu:11371/pks/lookup?op=get&search=0xB5D8C37E

Giovanni Drogo

unread,
Jun 17, 2002, 5:13:33 AM6/17/02
to
On 16 Jun 2002, ChiC-iSm wrote:

> >>Con questa squadriglia d'Annunzio bombardò parecchie navi nemiche.


> > ammazzando, immagino, un bel numero di esseri umani
> > ...e ci scherzava pure sopra... che schifo
>
> Lesilio, se vivi in questa Italia devi anche ringraziare chi, come
> d'Annunzio, nella prima guerra mondiale combatté per questa tua e

vivendo in questa Europa (e in QUESTA Italia repubblicana che all'art.
11 della sua Costituzione "ripudia la guerra quale mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali") preferisco ringraziare Monnet o
Schumann, o semmai De Gasperi o Spinelli

> E tu, dire 'che schifo' a chi ha combattuto! Tu, che forse dimentichi

> che oltre 600.000 soldati italiani caddero per questa Italia che è

includendo magari quelli fucilati alla schiena dai Reali Carabinieri per
non aver voluto combattere, vittime tanto quanto quegli altri poveri
carne da cannone sull'uno e sull'altro fronte.

Dalla "Canzone di Gorizia"

"O vigliacchi che voi ve ne state / con le mogli sui letti di lana /
schernitori di noi carne umana / questa guerra ci insegna a punir.
Voi chiamate il campo d'onore / questa terra al di la' dei confini /
qui si muore gridando : assassini ! / maledetti sarete un di'"

Da G.B.Shaw a proposito di A.Einstein

"Esistono dei grandi uomini che creano imperi, ma esistono uomini ancora
piu' grandi che creano universi, e senza sporcarsi le mani di sangue"

Da un anonimo

"L'uomo finisce la' dove comincia il soldato"

Piero F.

unread,
Jun 17, 2002, 9:02:28 AM6/17/02
to

ChiC-iSm <pb...@mac.com> wrote in message

> l'Austria era PRONTA a cedere Trentino e Venezia Giulia
> SENZA COLPO FERIRE? Nel 1915?
> Questa mi sembra davvero nuova... faccio follow-up su
> it.cultura.storia e it.cultura.storia.militare, dove mi auguro
> qualcuno sappia chiarire questa novità.

Interrogata, la Storia risponde:

Nel febbraio 1915 i tedeschi mandarono von Bülow a Roma per trattare
le condizioni di un intervento italiano A FIANCO della triplice, o in
alternativa una loro rigorosa neutralità.
Il premio per l'intervento sarebbe stato (in caso di vittoria) Nizza,
Corsica, Malta e Tunisi. Salandra (che abusò dei propri poteri
trattando di testa sua senza consultare il Parlamento) voleva anche
Trento e Trieste.
Von Bülow minacciò di restaurare il potere temporale del papa, se
l'Italia non riduceva le sue pretese.
Il 16 febbraio Salandra mandò quindi un negoziatore a Londra (senza
interrompere le trattative con von Bülow) e offrì l'intervento a
fianco dell'Intesa in cambio di Trento, Trieste, tutto il Sud Tirolo,
la Dalmazia e isole varie dell'Impero Ottomano.
Il 9 marzo von Bülow promise che avrebbe convinto gli austriaci a fare
alcune concessioni riguardo le provincie italiane, e in effetti
Francesco Giuseppe ammise "in linea di principio" la fattibilità di
queste concessioni. In realtà i suoi ministri lo scongiuravano di non
ecedere, perché quel precedente avrebbe aperto un contenzioso infinito
con i vari nazionalismi dell'Impero.
Durante il mese di marzo i russi ottennero alcune vittorie clamorose
nei Carpazi, e Salandra scommise sulla vittoria dell'Intesa. Il 27
marzo fece sapere a Londra che avrebbe accettato le controproposte
(niente isole turche, solo una striscia di Dalmazia) per paura di
perdere il treno.
Il 17 aprile, l'Austria fece sapere che era disposta a concedere
Trento e circondario, ma ormai era troppo tardi.
Il 26 aprile a Londra fu firmato l'accordo segreto, e Salandra doveva
ancora comunicarlo alla nazione. Il 7 maggio l'Austria fece un ultimo
tentativo, offrendo tutti i territori trentini dove si parlava
italiano, e proponendo Trieste città libera.
Salandra parlò al parlamento il 12 e 13 maggio, e mise la nazione
davanti al fatto compiuto.
Il 23 maggio ci fu la dichiarazione di guerra, e il 24 l'esercito
passava la frontiera sul Piave.

Questi sono i fatti.
Adesso discutete quanto vi pare :-)

--
Piero F.


Basilio Secondo

unread,
Jun 17, 2002, 9:20:09 AM6/17/02
to

> l'Austria era PRONTA a cedere Trentino e Venezia Giulia SENZA COLPO
> FERIRE? Nel 1915?
> Questa mi sembra davvero nuova... faccio follow-up su it.cultura.storia
> e it.cultura.storia.militare, dove mi auguro qualcuno sappia chiarire
> questa novità.
>
> P.
>
> f/up e crucimposto

Sembra proprio che l'impero Austro-ungherese sarebbe stato disposto a
concedere "parecchio" se l'Italia si fosse mantenuta neutrale nella
guerra.
Cosa fosse quel "parecchio" non abbiamo avuto modo di saperlo, a mio
parere quello che hanno concesso gli alleati dopo la vittoria l'avremmo
avuto comunque, e forse di +.
Sfortunatamente le forze interventiste avevano anche altri obiettivi
(gli interventisti erano divisi in rivoluzionari, imperialisti e
democratici, ognuno con un proprio modo di vedere le cose).

Saluti
Basileus


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Gius Eppone

unread,
Jun 17, 2002, 11:10:31 AM6/17/02
to
"Piero F." <mail...@jumpy.it> wrote in message
news:E5lP8.41947$TS.12...@news1.tin.it...

[SuperTaglio]

>
> Il 26 aprile a Londra fu firmato l'accordo segreto, e Salandra doveva
> ancora comunicarlo alla nazione. Il 7 maggio l'Austria fece un ultimo
> tentativo, offrendo tutti i territori trentini dove si parlava
> italiano, e proponendo Trieste città libera.

Tutto quadra...
Comunque dubito che l'Austria si searebbe separata tanto volentieri da
Trieste, che rivestiva ormai un ruolo di sicuro predominio nell'Adriatico e
un'enorme importanza per l'Impero. Già l'offerta di Trieste città libera, a
mio modo di vedere, sarebe stata rispettata difficilmente.
Per il resto della Venezia Giulia il discorso è diverso, anche perchè era
legato da molto meno tempo alla casa absburgica.


> Questi sono i fatti.
> Adesso discutete quanto vi pare :-)
>

Ciau ciau,
Giuseppe

> --
> Piero F.
>
>


Attilio Lesilio

unread,
Jun 17, 2002, 1:32:11 PM6/17/02
to
ringrazio gli intervenuti anche per le precisazioni di carattere storico
(anche dagli OT c'e' sempre da imparare qualcosa) e per quanto mi riguarda
considero chiusa la discussione, non senza aver sottolineato che si puo'
essere buoni patrioti senza necessariamente cedere alla retorica
patriottarda

saluti cari a tutti
A.L.

istoreo

unread,
Jun 17, 2002, 2:16:47 PM6/17/02
to
A.d. XV Kalendas Iulias Giovanni Drogo scripserat:

> On 16 Jun 2002, ChiC-iSm wrote:

[...]



>> E tu, dire 'che schifo' a chi ha combattuto! Tu, che forse dimentichi

>> che oltre 600.000 soldati italiani caddero per questa Italia che č

No, non caddero per 'questa' Italia.

Mi si corregga se sbaglio: circa 700.000[1] soldati furono fin troppo
facilmente massacrati dagli Austriaci per l'INCOMPETENZA -- esclusivamente
per l'INCOMPETENZA -- di un certo 'generale' Cadorna.


Nihil sub sole novi.

Dal medio evo[2] in poi, in Italia l'incompetenza č stata regolarmente
elevata a sistema. Un giorno non troppo lontano, nazioni che non applicano
questo assioma[3] ci muoveranno guerra, fregandosene altamente dei nostri
valori 'democratici' e di tutto ciň riteniamo 'politicamente corretto', e
ci spazzeranno via insieme alla subcultura dell'incompetenza e
dell'inefficienza elevata a sistema.


La conoscenza della Storia -- ricordate l'ubiquitario Scalfaro? -- mi ha
fatto vergognare sino al midollo di essere italiano. La storia d'Italia,
dall'undicesimo secolo in poi, č forse la piů abbietta[4] e schifosa
d'Europa.

Scusate lo sfogo.


[1] (?) Non ricordo esattamente il numero.

[2] Niente maiuscole per il Medio Evo italiano.

[3] Assioma che oggi, in Italia, č in vigore _anche_ nelle
sq^Hcuole di ogni ordine e grado, e da cui deriva ad es. il corollario
'Esame di Stato ~ attestato di partecipazione' (o giů di lě).

[4] Ho scelto la grafia con due 'b' per sottolineare l'abiezione. ;-)

Nicola Nobili

unread,
Jun 17, 2002, 3:36:04 PM6/17/02
to
Attilio Lesilio

> degli schifosi come d'annunzio predicavano la
> guerra come sola igiene del mondo e i poveri 600.000 morti (la stragrande
> maggioranza, almeno) furono vittime di questi schifosi, e della criminale
> imbecillita' della classe politica borghese-liberale che non seppe evitare
> l'inutile strage.

Bravo Attilio, sono perfettamente d'accordo. Purtroppo decennî di
falsificazione storica ed un certo fanatismo letterario travasato in
politica hanno fatto sí che tanta gente inneggi ancora oggi ad un
personaggetto squallido come D'Annunzio e a tanti come lui. Un D'Annunzio
che, oltre ad essere una persona odiosa ed un prosatore mediocrissimo (per
quanto gli riconosca grandi capacità poetiche), dispensava parole
altisonanti in lode alla guerra ed agli sgozzamenti come un avvoltoio
assetato di sangue. Ricorderò sempre un brano in cui incitava ad entrare in
guerra perché "noi siamo i figli di Roma"... Ma si vergognino, coloro che lo
sostengono.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]


Gius Eppone

unread,
Jun 17, 2002, 4:02:34 PM6/17/02
to
"istoreo" <nos...@nowhere.mars> wrote in message
news:jIpP8.28287$Kt3.6...@twister2.libero.it...

> No, non caddero per 'questa' Italia.
>
> Mi si corregga se sbaglio: circa 700.000[1] soldati furono fin troppo
> facilmente massacrati dagli Austriaci per l'INCOMPETENZA -- esclusivamente
> per l'INCOMPETENZA -- di un certo 'generale' Cadorna.
>
>
> Nihil sub sole novi.
>
> Dal medio evo[2] in poi, in Italia l'incompetenza č stata regolarmente
> elevata a sistema. Un giorno non troppo lontano, nazioni che non
applicano
> questo assioma[3] ci muoveranno guerra, fregandosene altamente dei nostri
> valori 'democratici' e di tutto ciň riteniamo 'politicamente corretto', e
> ci spazzeranno via insieme alla subcultura dell'incompetenza e
> dell'inefficienza elevata a sistema.
>
>
> La conoscenza della Storia -- ricordate l'ubiquitario Scalfaro? -- mi ha
> fatto vergognare sino al midollo di essere italiano. La storia d'Italia,
> dall'undicesimo secolo in poi, č forse la piů abbietta[4] e schifosa
> d'Europa.
>
> Scusate lo sfogo.
>

Ehilŕ, siamo quasi al livello di un certo Degni! MI sembra un po'esagerato
dai... Che poi l'esercito italiano non sia mai stato d'esempio per qualcuno
credo che sia lampante. Ma definire "schifosa e abietta" la storia d'Italia
degli ultimi dieci secoli mi sembra un azzardo.

Ciau ciau,
Giuseppe

luciana

unread,
Jun 17, 2002, 4:20:53 PM6/17/02
to


"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:aele31$7v87q$3...@ID-64088.news.dfncis.de...


> Bravo Attilio, sono perfettamente d'accordo. Purtroppo decennî di
> falsificazione storica ed un certo fanatismo letterario travasato in
> politica hanno fatto sí che tanta gente inneggi ancora oggi ad un
> personaggetto squallido come D'Annunzio e a tanti come lui.

Squallido sarete Voi, Non Mio Caro Dottore, e la vostra mediocrità che
traspira da ogni parola.

Un D'Annunzio
> che, oltre ad essere una persona odiosa

L'avete forse conosciuto di persona?


ed un prosatore mediocrissimo (per
> quanto gli riconosca grandi capacità poetiche),

Non mi pare che Voi siate un critico letterario.


Ma si vergognino, coloro che lo
> sostengono.

Io non solo non mi vergogno ma Lo sostengo, Lo ammiro e Lo amo.

GCPillan

unread,
Jun 17, 2002, 4:46:06 PM6/17/02
to
luciana:

> Un D'Annunzio
> > che, oltre ad essere una persona odiosa
>
> L'avete forse conosciuto di persona?

Di sicuro Nicola conosce D'Annunzio molto più di quanto può conoscere
me. Ma quel poco gli basta per odiarmi e teorizzare quanto penosa sia la
mia esistenza. Cosa sa di me?

Sono di Ivrea.
Sono ingegnere.
Scrivo parecchio.

Non sa altro. Nient'altro.
Allora esprime odio verso Ivrea, verso l'ottusità degli ingegneri e
visto che scrivo su NG significa che "scarico le mie frustazioni coperto
dall'anonimato di Internet". Se sapesse che ho il naso a patata
esprimerebbe odio verso chi ha il naso a patata.

Naturalmente è incapace di venire a trovarmi, scoprire la verità.
Rifiuta il dialogo, finge di non vedermi eppure non se ne perde una.

Molto più razionale, a questo punto, il suo giudizio su D'Annunzio.
Giusto o sbagliato che sia, almeno è basato su una qualche conoscenza
del personaggio in questione.
--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________

Nicola Nobili

unread,
Jun 17, 2002, 5:49:39 PM6/17/02
to
luciana, che passa, passa, passa, ogni tanto scrive (ma non avevi detto che
per te non esistevo?):

> Un D'Annunzio
> > che, oltre ad essere una persona odiosa
>
> L'avete forse conosciuto di persona?

Nemmeno tu, mi sembra... O forse li porti bene, i tuoi anni?

> ed un prosatore mediocrissimo (per
> > quanto gli riconosca grandi capacità poetiche),
>
> Non mi pare che Voi siate un critico letterario.

Ahimè! "Lo dicono i critici!". Quante volte ho sentito questa frase, che
si usa sempre, in questo Paese, per chiudere la bocca alla gente e
perpetrare in eterno gli inflessibili schemi della critica. Una critica che
ha deciso già, per conto tuo, chi deve essere considerato grande e chi no.
Se qualcuno esprime un'idea diversa, gli dicono che è "meno autorevole" di
altri e non gli permettono di esprimersi.
Se è per questo, D'Annunzio non è il solo mediocre prosatore che si
studi al liceo. Nel suo caso, lo scarsissimo livello della prosa italiana
del periodo, la grande capacità di D'Annunzio di reclamizzarsi ed alcune
spinte del potere dell'epoca hanno fatto sí che egli acquisisse,
immeritatamente, una fama molto maggiore dei suoi meriti. Se fosse nato
all'epoca di Boccaccio, o se fosse nato in quella stessa epoca, ma in Russia
o in Francia o in America, oggi non lo conoscerebbe nessuno, perché nessuno,
giustamente, l'avrebbe cagato.
L'unica cosa che riconosco a D'Annunzio è la grande capacità poetica.
Abilissimo nel creare versi, d'una grande eleganza. Per quanto lontanissimi
dalla mia sensibilità, ma si tratta di una questione di gusti, non sminuisce
certo il suo valore. Ma per il resto, era un ometto insignificante.

> Io non solo non mi vergogno ma Lo sostengo, Lo ammiro e Lo amo.

Al punto che d'improvviso ti ricordo che esisto, vero? Beh, ognuno ha
ciò che si merita. Il mondo pullula di pedofili che godono coi bambini, di
crotofagi che godono nel consumare i loro profumati banchetti. In fondo, c'è
posto anche per una badessa che gode decantando gli scritti dannunziani.
Saluti cordialissimi,
Dottor Nobili

Attilio Lesilio

unread,
Jun 17, 2002, 10:54:35 PM6/17/02
to
egregio ingegnere,
mi dispiaccio fino ai precordi per il dissidio che esiste tra lei e il
nobile Nobili
ma anche lei non se ne faccia stravolgere!
lasci stare, lo lasci cuocere nel suo brodino, non gli dia soverchia
importanza, costruisca tra lei e il nobile Nobili un bel muro
d'indifferenza
lo filtri, lo plonki, lo inserisca in killfile, lo elimini dalla sua vita
virtuale
e viva in pace

cari saluti
A.L.

Roscio

unread,
Jun 18, 2002, 3:02:30 AM6/18/02
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote in message
news:aele31$7v87q$3...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Ricorderò sempre un brano in cui incitava ad entrare
> in guerra perché "noi siamo i figli di Roma"...
> Ma si vergognino, coloro che lo sostengono.

Goffredo Mameli ?... ;-)))

--
Er Roscio.

ChiC-iSm

unread,
Jun 18, 2002, 5:21:31 AM6/18/02
to
In article <aele31$7v87q$3...@ID-64088.news.dfncis.de>,
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote:

> Bravo Attilio, sono perfettamente d'accordo. Purtroppo decennî di
> falsificazione storica ed un certo fanatismo letterario travasato in
> politica hanno fatto sí che tanta gente inneggi ancora oggi ad un
> personaggetto squallido come D'Annunzio e a tanti come lui.

Quello che io davvero non riesco a capire di te, Nicola, è che,
nonostante una tua certa preparazione culturale, tu riesca ogni tanto a
partire con certi voli pindarici che nulla hanno a che fare con una
critica intelligente di ciò che successe nel passato prossimo della
nostra storia o della nostra letteratura.
Quando parli, per esempio di "decenni di falsificazione storica" a cosa
ti riferisci?
E quando parli di "fanatismo letterario" di cosa parli?
E quando accenni al fatto che sia stato "travasato in politica" cosa
intendi?
Un poeta, un letterato, uno scrittore, vanno giudicati per quello che
hanno lasciato scritto: ciò che hanno scritto può anche non piacere,
naturalmente. Di Moravia, a me, non piace una riga di quel che ha
scritto, né, tantomeno, non condivido le sue idee politiche, ma da qui a
definirlo come tu hai definito D'Annunzio ce ne passa.
Ricordo ancora un filone in cui tu, che da sempre ti definisci
anarchico, difendevi a spada tratta l'obbligo di cantare l'Inno
nazionale di Mameli; il quale inno è secondo me molto ma molto peggio di
qualsiasi scritto di D'Annunzio. Con una differenza: che D'Annunzio era
figlio del suo tempo, come sempre accade, mentre l'Inno coi suoi
riferimenti alla Vittoria, a Roma, all'elmo di Scipio, a Iddio etc,
dovrebbe secondo te essere cantato con gioia per un qualche stano motivo
amche dalle nuovissime generazioni. Trovo che la cosa sia un po'
contrastante con una tua supposta posizione anarchica.

> Un D'Annunzio
> che, oltre ad essere una persona odiosa ed un prosatore mediocrissimo (per
> quanto gli riconosca grandi capacità poetiche)

Che D'Annunzio sia stato un prosatore mediocrissimo, è un punto di
vista tuo e personale, nonostante sia condiviso da quei critici che tu
dici di non tenere in considerazione.
Molti, me compreso, amano la prosa di D'Annunzio, e tanto dovrebbe
essere sufficiente affibché tu non ti sbilanci in asserzioni
assolutamente personali e soggettive.

, dispensava parole
> altisonanti in lode alla guerra ed agli sgozzamenti come un avvoltoio
> assetato di sangue.

Ah sì? Puoi riportare qui quelle parole? E possiamo poi leggerle come
andrebbero lette, ovvero cercando di mantenere un punto di vista critico
che tenga presente il momento storico in cui certe cose siano state
scritte?

Ricorderò sempre un brano in cui incitava ad entrare in
> guerra perché "noi siamo i figli di Roma"... Ma si vergognino, coloro che lo
> sostengono.

Ma se tu dici che l'Inno di mameli andrebbe cantato quotidianamente!
Dovrebbero vergognarsi i facinorosi.
Proprio tu che vai avanti da mesi con uno scontro vergognoso con
GCPillan in cui neppure D'Annunzio avrebbe usato gli stessi toni che usi
tu.

P.

Marco Cimarosti

unread,
Jun 18, 2002, 6:37:14 AM6/18/02
to
Piero F. ha scritto:
> [...]

> Il 26 aprile a Londra fu firmato l'accordo segreto, e Salandra doveva
> ancora comunicarlo alla nazione. Il 7 maggio l'Austria fece un ultimo
> tentativo, offrendo tutti i territori trentini dove si parlava
> italiano, e proponendo Trieste città libera.
> [...]

Grazie dell'ottima sintesi.

Entro il 2005 mio figlio entrerà alle elementari: sono curioso di
vedere se, per allora, novant'anni dopo i fatti, il suoi libri di
testo accenneranno qualcosa a proposito di questa vergogna.

Ciao.
Marco

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 18, 2002, 7:02:48 AM6/18/02
to
"Attilio Lesilio" <a_le...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:3d0cfebd....@News.CIS.DFN.DE...

> ci ando', in guerra, perche' degli schifosi come d'annunzio predicavano la
> guerra come sola igiene del mondo e i poveri 600.000 morti (la stragrande
> maggioranza, almeno) furono vittime di questi schifosi, e della criminale
> imbecillita' della classe politica borghese-liberale che non seppe evitare
> l'inutile strage.

Non entro nel merito storico, poiché storico non sono.
Ma degli schifosi puttanieri crucchi boriosi e saccenti ci hanno regalato la
più bella musica che si possa ascoltare.
Un criminale bergamasco, anche lui puttaniere (vizio molto diffuso fra le
arti, pare), ha sconvolto il mondo della pittura.
E, per restare in tema letterario, un pedofilo ci ha regalato favole
meravigliose, un servo del potere costituito, guerrafondaio e (per non
smentirsi) puttaniere pure lui ha scritto opere teatrali assolutamente
affascinanti, un finocchio pederasta è stato capace di poesia altissima.
L'arte è arte, che sia politicamente corretta o no.

> si vergognino i sostenitori di d'annunzio e dei guerrafondai suoi pari

Non sono un sostenitore di D'Annunzio. Per il semplice fatto che D'Annunzio
è morto e durerei fatica a sostenerlo. Sono un ammiratore del D'Annunzio
poeta, e, ripeto qui ciò che in questa stessa sede ebbi a dire tempo fa,
ringrazio Luciana per avermelo fatto ricordare e per avermi ridato la voglia
di rileggerlo.
E allo stesso modo amo Beethoven, Mozart, il Caravaggio, Lewis Carroll,
Machiavelli e Pasolini. Nonostante fossero, come dire?, riprovevoli dal
punto di vista morale.
Ah, già: naturalmente, non mi vergogno che mi piaccia D'Annunzio. E ti
assicuro che, in determinati (spiacevoli) consessi, ciò mi attira non poche
ire.
Ciao
Ale


Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 18, 2002, 7:04:44 AM6/18/02
to
"istoreo" <nos...@nowhere.mars> ha scritto nel messaggio
news:jIpP8.28287$Kt3.6...@twister2.libero.it...

> [2] Niente maiuscole per il Medio Evo italiano.
>

Uh? E perché, di grazia? Che t'ha fatto il nostro Medio Evo?
Ciao
Ale

--
Namárië Valinor


ChiC-iSm

unread,
Jun 18, 2002, 7:08:28 AM6/18/02
to
"Alessandro \"Tagt The Spellcaster\" Valli"
<tagt_the_spel...@gmx.net> wrote:

> Un criminale bergamasco, anche lui puttaniere (vizio molto diffuso fra le
> arti, pare), ha sconvolto il mondo della pittura.

E non solo puttaniere... anche assassino. Oltre che iconoclasta.

P.

--
Immotus nec iners

der Zauberberg

unread,
Jun 18, 2002, 11:56:08 AM6/18/02
to
mi permetto di ricordare che anche in una circostanza precedente si compì
una vera
gaffe diplomatica nonche una autentica manifestazione di pressapochismo
politico...
evidentemente le massime di Sun Tzu erano quanto di più lontano fosse
concepibile rispetto a pseudo ideali patriottico-pugnaci venati di falso
romanticismo...
riporto sotto un estratto: sone le premesse a Custoza.
Rimane la mia personale convinzione che spesso, i disastri più grossi, si
compiono a tavolino e non sui campi di battaglia o meglio a tavolino si
creano le premesse...

- - - - - - -

Dal 1861 in poi, Venezia e Roma furono la preoccupazione costante della
politica estera italiana; l'unico dubbio era quanto a lungo sarebbe stato
necessario attendere prima di combattere la terza guerra di liberazione
contro l'Austria. Ma il passaggio a Grande Potenza non era per nulla facile.
Cavour aveva desiderato una guerra generale europea che gli desse agio di
esplicare la sua consumata abilità diplomatica e consentisse all'Italia di
esercitare un certo peso sulla bilancia dell'equilibrio politico. Ma neppure
sarebbe arretrato al pensiero di affrontare l'Austria anche senza alleati,
in quanto calcolava che l'Italia avesse comunque più da guadagnare di quanto
l'Europa potesse consentire che perdesse. Invece dopo la sua morte la
politica estera italiana divenne assai più timida. L'appoggio della Francia
era ormai meno deciso, in quanto Luigi Napoleone preferiva mantenersi la
simpatia dei clericali francesi e l'Italia d'altra parte era già grande
abbastanza da far concepire qualche dubbio alla sua vicina d'oltralpe.
Mazzini e Garibaldi invitavano il re a marciare su Venezia, minacciando di
riprendere la propaganda repubblicana. Mazzini argomentava che l'Austria era
alle prese con una grande crisi finanziaria e il re, convinto a metà, entrò
nel 1863-1864 in segreta relazione con Mazzini stesso. I suoi ministri,
completamente all'oscuro delle iniziative di Vittorio Emanuele, stavano nel
frattempo tentando di attirare le potenze occidentali in una guerra con la
Russia nella speranza che l'Italia potesse approfittare in qualche misura
del rimescolamento generale.
Il re, sapendo che gli Inglesi volevano un'Austria forte per la
conservazione della stabilità europea, pretese dapprima che le intenzioni
dell'Austria fossero sondate per via diplomatica. Dall'altra parte alcuni
uomini di stato e finanzieri austriaci si rendevano conto che la minaccia
prussiana e la crisi finanziaria messe insieme rendevano consigliabile
tenere buona l'Italia. Dato che fra i due paesi non esistevano ancora
normali relazioni diplomatiche, i negoziati vennero aperti attraverso
privati; ma le trattative fallirono perché l'Italia (o quantomeno la
monarchia) voleva la guerra. La Marmora intanto aveva contemporaneamente
avviato delle conversazioni con la Prussia, un fatto questo di cui l'Austria
era perfettamente a conoscenza grazie a dei messaggi che era riuscita ad
intercettare e a decifrare, e inoltre stava già mandando degli ufficiali
travestiti al di là della frontiera austriaca per preparare le ostilità.
L'errore dell'Italia di voler trattare contemporaneamente con l'Austria e
con la Prussia divenne palese quando l'Austria all'ultimo momento offrì di
cedere pacificamente Venezia in cambio della neutralità italiana. La Marmora
fu costretto a respingere questa saggia e generosa offerta in quanto
riteneva che l'onore italiano fosse ormai impegnato ad aiutare la Prussia
nella guerra. In quanto soldato che voleva dirigere una campagna, l'idea di
un compromesso non gli andava a genio, ed inoltre egli calcolava, a torto,
che la guerra avrebbe fruttato il Trentino oltre al Veneto.
Un trattato segreto di alleanza con la Prussia venne così firmato
nell'aprile 1866: nel caso di una guerra vittoriosa contro l'Austria,
l'Italia avrebbe ottenuto il Veneto ma non il Trentino che Bismarck aveva
escluso dagli accordi sostenendo che si trattava di territorio tedesco. La
Marmora aveva l'intenzione di combattere la sua guerra per conto proprio e
respinse per tanto il suggerimento di firmare pure una convenzione militare
e collaborare ai piani strategici prussiani (era noto che Bismarck,
d'accordo con Garibaldi, desiderava che gli Italiani varcassero l'Adriatico
e incitassero gli Slavi e gli Ungheresi alla rivolta).
Una clausola del trattato segreto prevedeva, inoltre, che nessuno dei due
paesi potesse concludere un armistizio o la pace senza l'assenso dell'altro.
Il trattato si sarebbe dovuto considerare decaduto se entro tre mesi la
Prussia non avesse dichiarato guerra all'Austria.
Quasi contemporaneamente alla firma del governo italiano iniziò la
mobilitazione dell'esercito; 130.000 riservisti furono richiamati, mentre
numerosi volontari accorrevano alla chiamata di Garibaldi che si era messo a
disposizione del re. Quando il 17 giugno del 1866 la Prussia dichiarò guerra
all'Austria il presidente del consiglio italiano, La Marmora, si dimise per
raggiungere lo stato maggiore al fronte, cedendo la guida del governo a . Il
20 giugno anche l'Italia entrò ufficialmente in guerra: l'inizio delle
operazioni militari, la cui guida fu assunta formalmente da Vittorio
Emanuele II, fu fissato per il giorno 23. Le cose assunsero ben presto una
brutta piega, nonostante che gli Austriaci fossero duramente impegnati sul
fronte settentrionale dai Prussiani e potessero contare sul fronte italiano
su scarse risorse. La Marmora, superato il fiume Mincio alla testa di forze
numericamente superiori, fu affrontato a Custoza il 24 giugno dagli
Austriaci, comandati dal duca Alberto d'Asburgo, mentre avanzava a ranghi
dispersi e senza avere un'esatta cognizione della dislocazione del nemico, e
costretto a una disonorevole ritirata.
All'origine dell'indecorosa sconfitta vi furono clamorosi errori strategici,
ingenuità, disorganizzazione; ma un ruolo decisivo fu giocato dalla rivalità
che divideva i due comandanti di fatto dell'esercito, il generale La Marmora
(che guidava il grosso delle truppe attestato sul Mincio) e il generale
Cialdini (schierato sul basso Po); tale rivalità continuò ad impedire una
controffensiva italiana, nonostante il numero delle perdite fosse stato fino
ad allora limitato (714 caduti italiani e 1.170 austriaci).
Solo i volontari di Garibaldi si fecero onore in quella campagna,
sconfiggendo gli Austriaci il 3 luglio e penetrando profondamente nel
Trentino: il 21 luglio dopo una seconda vittoria a Bezzecca, si aprirono la
strada verso Trento.
Ma una seconda catastrofe militare gettò una profonda ombra di discredito
sull'Italia: il 20 luglio, nei pressi dell'isola dalmata di Lissa, la flotta
comandata dall'ammiraglio Carlo Pellion di Persano fu clamorosamente
sconfitta dall'ammiraglio austriaco Wilhelm Von Tegetthoff, perdendo la
cannoniera Palestro e la nave ammiraglia Re d'Italia. Ciò indebolì
gravemente la posizione italiana nei confronti dell'alleato prussiano:
Bismarck, infatti, raggiunti i propri obbiettivi, scelse di non umiliare
eccessivamente l'Austria e firmò l'armistizio il 26 luglio senza neppure
interpellare il governo italiano (in aperta violazione del trattato dell'8
aprile). Questo si trovò a dover scegliere se proseguire la guerra da solo o
rassegnarsi a chiedere un poco onorevole armistizio separato, rinunciando a
parte delle conquiste.
Fu questa la soluzione prescelta: l'8 agosto il governo ordinò a Garibaldi
di ritirarsi dal Trentino, che aveva in buona parte occupato con i suoi
volontari. Garibaldi rispose, a malincuore, con il celebre telegramma: "Ho
ricevuto il dispaccio n° 1073. Obbedisco". L'armistizio fu firmato il 12
agosto a Cormons, vicino a Gorizia.
Il trattato di pace tra Prussia e Austria, siglato a Praga il 23 agosto
1866, non prenderà neppure in considerazione l'Italia, riservando alla
questione del Veneto una soluzione umiliante: esso sarebbe stato ceduto
formalmente dall'Austria a Napoleone III, il quale avrebbe provveduto a
trasferirlo all'Italia; Trentino e Venezia Giulia sarebbero rimasti
all'Austria. Questa soluzione venne approvata e sanzionata anche dal
trattato di pace tra Austria e Italia, siglato a Vienna il 3 ottobre 1866,
con cui l'imperatore austriaco riconosceva anche il Regno d'Italia.
Il 19 ottobre 1866 il generale austriaco Karl Maring consegnò ufficialmente
Venezia al generale francese Edmondo Le Boeuf, il quale a sua volta la
cedette ai rappresentanti della città lagunare. Due giorni più tardi, il 21
ottobre, un plebiscito sanzionò l'unione del Veneto al Regno d'Italia;
furono solo 69 i voti contrari su 647.426 votanti (la popolazione della
regione era di 2.603.009 abitanti). "

Nicola Nobili

unread,
Jun 18, 2002, 2:31:14 PM6/18/02
to
Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

> E allo stesso modo amo Beethoven, Mozart, il Caravaggio, Lewis Carroll,


> Machiavelli e Pasolini. Nonostante fossero, come dire?, riprovevoli dal
> punto di vista morale.

Beethoven riprovevole dal punto di vista morale? Ma se era un brav'uomo!
Mai commesso alcun crimine, mai provocato disagi al prossimo, viveva in
disparte... Era un po' "orso", ma questo era dovuto soprattutto alla sua
sordità, una disgrazia.
Ciao,
Nicola

Nicola Nobili

unread,
Jun 18, 2002, 2:48:22 PM6/18/02
to
ChiC-iSm

> Quando parli, per esempio di "decenni di falsificazione storica" a cosa
> ti riferisci?

Quella che è stata attuata nelle scuole italiane, in cui, un po' per
cercare di "fare gli Italiani", un po' per l'avvento del ventennio fascista
(durante il quale certi argomenti erano rabberciati a dovere), un po' per
superficialità, si è sempre data una visione piuttosto deformata di molti
personaggi della nostra storia.
Ti faccio solo un paio di esempî. Di quanti grandi della storia, della
letteratura, delle arti, di cui hai studiato a scuola, i tuoi libri o i tuoi
insegnanti ti hanno detto che erano omosessuali? L'influenza cattolica e
quella fascista hanno taciuto sempre questi dettagli. Per inciso, persino
Michelangelo, dai suoi contemporanei, era sospettato di essere un po'
ricchione. Non che me ne importi tanto, per carità, mi interessano le sue
opere, ma non capisco perché mai una scuola che mi racconta aneddoti di
tanti altri personaggi non possa raccontarmi anche questo.
Un pontefice, vissuto in tempi piuttosto recenti (XIX secolo), a quanto
pare è stato in gioventú un pedofilo (e forse non solo da giovane, mi viene
da pensare). Non intendo certo scagliarmi contro la Chiesa, ma queste cose
vengono omesse. Tutt'al piú s'accenna al fatto che D'Annunzio si sarebbe
fatto asportare una costola per ben noti motivi, ma sospetto che l'aneddoto,
sempre raccontato dietro ai bachi, abbia valore puramente goliardico.

> E quando parli di "fanatismo letterario" di cosa parli?

Quel fenomeno per cui ad ogni autore la scuola assegna un posto, un
valore, certi contenuti, e che questi siano ritenuti intoccabili. Tutto
andrebbe messo in discussione. Una delle lezioni di letteratura piú
interessanti che abbia mai ascoltato fu quella in cui un mio insegnante,
pubblicamente, affermò che i "Promessi Sposi" gli avevano sempre fatto
schifo. Ne lodò la lingua, riconobbe loro certe doti, ma li analizzò in
maniera in cui non si trovano su nessun manuale di letteratura italiana.
Alla fine, paradossalmente, ero quasi del tutto in disaccordo con lui, ma la
sua onesta audacia intellettuale mi ha aperto nuovi orizzonti.

> Un poeta, un letterato, uno scrittore, vanno giudicati per quello che
> hanno lasciato scritto: ciò che hanno scritto può anche non piacere,
> naturalmente.

Concordo pienamente.

> Ricordo ancora un filone in cui tu, che da sempre ti definisci
> anarchico, difendevi a spada tratta l'obbligo di cantare l'Inno
> nazionale di Mameli

Travisi. Ho detto che colui che accetta di giocare nella squadra
nazionale, e quindi, volente o nolente, di rappresentare la nazione,
dovrebbe avere la decenza di cantare l'inno, altrimenti tanto varrebbe che
indossasse una maglia di un altro colore perché quella azzurra non gli
piace. Non ho mai detto che qualcun altro abbia l'obbligo di cantare l'inno.
Io, personalmente, non mi identifico nell'inno di Mameli, ma riconosco,
volente o nolente, che al momento è l'inno italiano, e se mi trovassi in una
situazione in cui, per educazione o per opportunità, s'imponesse di
cantarlo, lo canterei. Un Bossi che non lo canta, per esempio, mentre tutti
i suoi alleati lo cantano a squarciagola non è uno che ha delle idee o che
non apprezza il testo della canzone, è un cretino e basta.

> dovrebbe secondo te essere cantato con gioia per un qualche stano motivo
> amche dalle nuovissime generazioni.

"Con gioia" è la seconda tua aggiunta personale, non so se deliberata o
estremamente distratta. Per il resto, ribadisco: da chi di dovere, nelle
circostanze idonee. Spesso mi càpita di canticchiare qualcosa, ma ti
assicuro che non canto mai l'inno nazionale. Però se giocassi in nazionale o
fossi un rappresentante dell'Italia (un politico, un diplomatico, etc.), lo
canterei. Si tratta di delicatezza ed educazione, ha poco a che fare cólla
politica.

> Che D'Annunzio sia stato un prosatore mediocrissimo, è un punto di
> vista tuo e personale, nonostante sia condiviso da quei critici che tu
> dici di non tenere in considerazione.

Quali? Onestamente, vorrei leggerne almeno uno. Tutto ciò che ho letto
*su* D'Annunzio apparteneva alle sperticate lodi in stile scuola
dell'obbligo cui accennavo sopra.

> Molti, me compreso, amano la prosa di D'Annunzio

Sarete davvero molti? Chissà. Ho l'impressione che certe cose si diano
per scontate "perché è cosí", ma che poi i gusti reali della gente siano
affatto diversi. Per esempio, ho l'impressione che a pochissimi piacciano "I
Promessi Sposi" (io sono uno di questi!), però tutti sanno che, se devono
nominare un "grande" romanzo, devono citare il Manzoni.

> Ah sì? Puoi riportare qui quelle parole? E possiamo poi leggerle come
> andrebbero lette, ovvero cercando di mantenere un punto di vista critico
> che tenga presente il momento storico in cui certe cose siano state
> scritte?

Non so se riesco a ritrovare quel quaderno, onestamente. Se lo trovo, o
se trovo da qualche parte la citazione (ma sarà difficile, non ho
l'abitudine di leggere D'Annunzio), te lo farò sapere.

> > Ricorderò sempre un brano in cui incitava ad entrare in
> > guerra perché "noi siamo i figli di Roma"... Ma si vergognino, coloro
che lo
> > sostengono.
>
> Ma se tu dici che l'Inno di mameli andrebbe cantato quotidianamente!

Terza menzogna. Ti prego, non mettermi in bocca parole che non
affermerei nemmeno sotto tortura.
E comunque, c'è differenza tra dire "siam pronti alla morte" durante una
guerra di liberazione ed incitare a partire per una guerra d'offesa, se
permetti.

> [neanche] D'Annunzio avrebbe usato gli stessi toni che usi
> tu.

Boh, ricordo una sua definizione del tipo: "Marinetti è un cretino che
ogni tanto ha dei lampi di stupidità". Mi sembra che anche D'Annunzio,
all'occorrenza, non fosse proprio un raffinato.

GCPillan

unread,
Jun 18, 2002, 4:13:14 PM6/18/02
to
Attilio Lesilio:

Io vivo in pace.
Non detesto alcuna persona.
So selezionare le mie letture senza bisogno di ausili informatici.
Leggo molti interventi interessanti scritti dalle due persone che si
compiacciono di manifestarmi rancore e disistima. Mi fanno pena, tutto
qui.

luciana

unread,
Jun 18, 2002, 4:46:14 PM6/18/02
to


"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel

messaggio news:aelllr$7ts8k$1...@ID-64088.news.dfncis.de...

>Beh, ognuno ha
> ciň che si merita. Il mondo pullula di pedofili che godono coi bambini, di


> crotofagi che godono nel consumare i loro profumati banchetti. In fondo,

c'č


> posto anche per una badessa che gode decantando gli scritti dannunziani.

Ti sei dimenticato dei necrofili, dei feticisti, dei masochisti, degli
stupratori, degli assassini, dei delatori, dei vampiri, dei lupi mannari...,
filonipponici et cetera.
Tu a quale categoria appartieni?
Concubine, forse...

Nicola Nobili

unread,
Jun 18, 2002, 5:35:57 PM6/18/02
to
luciana

> Tu a quale categoria appartieni?

Normalmente, quando una donna mi pone una domanda di questo tipo,
rispondo: "Se sei libera stasera, te lo faccio vedere".
Ma con una dannunziana non ci riuscirei, è piú forte di me...
Salutoni,
Nicola

luciana

unread,
Jun 18, 2002, 6:24:00 PM6/18/02
to


"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel

messaggio news:aeo9s9$8h79p$2...@ID-64088.news.dfncis.de...


> luciana
>
> > Tu a quale categoria appartieni?
>
> Normalmente, quando una donna mi pone una domanda di questo tipo,
> rispondo: "Se sei libera stasera, te lo faccio vedere".
> Ma con una dannunziana non ci riuscirei, è piú forte di me...

Non ci provare neanche...mordo, lo sai?

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 19, 2002, 2:47:24 AM6/19/02
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:aenvpf$8k25f$3...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Ti faccio solo un paio di esempî. Di quanti grandi della storia, della
> letteratura, delle arti, di cui hai studiato a scuola, i tuoi libri o i
tuoi
> insegnanti ti hanno detto che erano omosessuali?

Be', in effetti la cosa non è pertinente.
Che G. Giulio Cesare fosse (come dice il nome) un po' dell'altra sponda, in
fin dei conti, che ce ne cale? Son pure carini gli aneddoti, ma se stai
studiando storia non è che sia più interessante di tanto sapere che Cesare
era omosessuale; e, secondo alcuni - o molti, non saprei - pure epilettico.
E' ininfluente ai fini dello studio della storia.

> Non che me ne importi tanto, per carità, mi interessano le sue
> opere, ma non capisco perché mai una scuola che mi racconta aneddoti di
> tanti altri personaggi non possa raccontarmi anche questo.

Mah... in effetti, gli aneddoti hanno ben poca rilevanza dal punto di vista
della storia. Tanto poca che la maggior parte è semplicemente falsa. Ma ve
lo vedete Cesare morente che dice: "Tu quoque, Brute, fili mi"? (Noi al
liceo abbiamo studiato l'altra versione, quella greca: "Kai sy teknon", che
a me pare, comunque, altrettanto incredibile.)

> Tutto
> andrebbe messo in discussione.

Sono d'accordo, entro certi limiti. Limiti che dipendono, sostanzialmente,
dalla classe che hai davanti. A mio modesto avviso, è più costruttivo
fornire semplicemente, per lo meno fino al biennio del liceo, un quadro
generale della situazione della letteratura italiana, fornire i metodi per
la lettura, garantire gli strumenti. Casomai (ma qui usciamo parecchio dal
seminato, per non dire: andiamo ottì) è strano (vergognoso?) che a scuola
non s'insegnino, per fare un esempio, la retorica e la metrica, strumenti
indispensabili per comprendere appieno il valore di un'opera letteraria.

> Sarete davvero molti? Chissà. Ho l'impressione che certe cose si diano
> per scontate "perché è cosí", ma che poi i gusti reali della gente siano
> affatto diversi. Per esempio, ho l'impressione che a pochissimi piacciano
"I
> Promessi Sposi" (io sono uno di questi!),

Anch'io! Anch'io!

> però tutti sanno che, se devono
> nominare un "grande" romanzo, devono citare il Manzoni.

Eccerto. Perché *è* un grande romanzo, indipendentemente dai gusti. Come il
perfido Bon... pardon, come il perfido Scicchìsm, anch'io non amo Moravia
(diciamo pure che lo detesto), ma mi rendo conto che è comunque un grande
autore. E detesto pure, in generale, la letteratura sudamericana (da Borges
alla Allende a Marquez; ho trovato quasi insopportabile la lettura di
"Cent'anni di solitudine", che pure mi son sorbito per "farmi una cultura")
e non reggo Dostoevskij, che mi dà anche grossi problemi ortografici,
maledetto lui. Eppure, riconosco che i sopracitati sono tutti grandi
scrittori.

> Boh, ricordo una sua definizione del tipo: "Marinetti è un cretino che
> ogni tanto ha dei lampi di stupidità". Mi sembra che anche D'Annunzio,
> all'occorrenza, non fosse proprio un raffinato.

Beh, mica aveva torto, dopotutto... ;-) (Comunque, mi pare dicesse "che ha
dei lampi di imbecillità", giusto per la cronaca.)

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 3:39:50 AM6/19/02
to
"Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli"
<tagt_the_spel...@gmx.net> wrote in message
news:aep9bh$8t9k9$1...@ID-100443.news.dfncis.de...

> Be', in effetti la cosa non è pertinente.

Non sono affatto d'accordo.
Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...

E' solo la "pruderie" degli insegnanti e di chi è preposto
alla stesura dei programmi che impedisce di
sottolineare certi particolari, seppure importanti,
di carattere "sessuale", mentre non hanno mai avuto pudori
nello specificare la vocazione politica o religiosa degli
stessi personaggi.

--
Er Roscio.

magica

unread,
Jun 19, 2002, 5:16:28 AM6/19/02
to
"Roscio" <ser...@libero.it> scrive in
news:azWP8.35328$Kt3.8...@twister2.libero.it

> "Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli"
> <tagt_the_spel...@gmx.net> wrote in message
> news:aep9bh$8t9k9$1...@ID-100443.news.dfncis.de...
>
>> Be', in effetti la cosa non è pertinente.

> Non sono affatto d'accordo.
> Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...
> E' solo la "pruderie" degli insegnanti e di chi è preposto
> alla stesura dei programmi che impedisce di
> sottolineare certi particolari, seppure importanti,
> di carattere "sessuale",

Non posso che essere d'accordo col tuo disaccordo.

Se Catullo fosse solo quello che studiavo a scuola,
che ne so...

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.

...e non anche, a proposito dei luoghi e delle compagnie
che l'amata Lesbia frequentava...

Salax taberna vosque contubernales,
a pilleatis nona fratribus pila,
solis putatis esse mentulas vobis,

...per non parlare poi dei fulminanti epigrammi, beh,
non sarebbe il vero Catullo. E la sua vita, come studiata,
sarebbe quella di un Catullo mai esistito.

Ciao.

Gian Carlo

ChiC-iSm

unread,
Jun 19, 2002, 5:22:03 AM6/19/02
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote:

> ChiC-iSm
>
> > Quando parli, per esempio di "decenni di falsificazione storica" a cosa
> > ti riferisci?
>
> Quella che è stata attuata nelle scuole italiane, in cui, un po' per
> cercare di "fare gli Italiani", un po' per l'avvento del ventennio fascista
> (durante il quale certi argomenti erano rabberciati a dovere), un po' per
> superficialità, si è sempre data una visione piuttosto deformata di molti
> personaggi della nostra storia.

E no, scusa, tu hai cominciato questa conversazione parlando di
D'Annunzio e non certo di "personaggi della nostra storia"; e infatti
scrivevi:

> Bravo Attilio, sono perfettamente d'accordo. Purtroppo decennî di
> falsificazione storica ed un certo fanatismo letterario travasato in
> politica hanno fatto sí che tanta gente inneggi ancora oggi ad un
> personaggetto squallido come D'Annunzio e a tanti come lui.

Adesso, allora, perché cambi il discorso parlando del ventennio
fascista?
Perché vedi, se tu scrivi questa cose, fai pensare che lo studio
dell'opera di D'Annunzio sia dovuto alla scuola fascista; ma dato che tu
saprai benissimo che D'Annunzio morì nel 1938, come fai a sostenere una
cosa simile?

> Ti faccio solo un paio di esempî. Di quanti grandi della storia, della
> letteratura, delle arti, di cui hai studiato a scuola, i tuoi libri o i tuoi
> insegnanti ti hanno detto che erano omosessuali?

>

> > E quando parli di "fanatismo letterario" di cosa parli?
>
> Quel fenomeno per cui ad ogni autore la scuola assegna un posto, un
> valore, certi contenuti, e che questi siano ritenuti intoccabili. Tutto
> andrebbe messo in discussione.

Boh! Ti riferisci ancora a D'Annunzio, immagino: un autore che almeno ai
miei tempi era pochissimo considerato, perfino al liceo. Trovare più di
tre paginette su una qualsiasi antologia era cosa ardua: e proprio,
secondo me, per quello che scrivi tu: ovvero che essendo stato fascista,
o comunque vicino alle idee del regime, non andava studiato più di tanto.

Una delle lezioni di letteratura piú
> interessanti che abbia mai ascoltato fu quella in cui un mio insegnante,
> pubblicamente, affermò che i "Promessi Sposi" gli avevano sempre fatto
> schifo. Ne lodò la lingua, riconobbe loro certe doti, ma li analizzò in
> maniera in cui non si trovano su nessun manuale di letteratura italiana.

Mah, non credo sia una grande scoperta: i critici più intelligenti hanno
sempre scritto che Manzoni ci mise trent'anni a scrivere un solo
romanzo: Tolstoj e Dostoievski in un periodo molto più breve scrissero
opere d'arte immortali.

> Travisi. Ho detto che colui che accetta di giocare nella squadra
> nazionale, e quindi, volente o nolente, di rappresentare la nazione,
> dovrebbe avere la decenza di cantare l'inno, altrimenti tanto varrebbe che
> indossasse una maglia di un altro colore perché quella azzurra non gli
> piace. Non ho mai detto che qualcun altro abbia l'obbligo di cantare l'inno.

Traviserò ma ho buona memoria: parlavi anche, e naturalmente senza
cognizione di causa, della necessità educativa di obbligare a cantare
l'inno durante il servizio militare.

> Un Bossi che non lo canta, per esempio, mentre tutti
> i suoi alleati lo cantano a squarciagola non è uno che ha delle idee o che
> non apprezza il testo della canzone, è un cretino e basta.

Per fortuna che Nicola Nobili ha le idee chiare.


> > Molti, me compreso, amano la prosa di D'Annunzio
>
> Sarete davvero molti? Chissà. Ho l'impressione che certe cose si diano
> per scontate "perché è cosí", ma che poi i gusti reali della gente siano
> affatto diversi.

Ma scusa, perché non cominci a parlare per te? fai un bell'esercizio:
comincia a pensare che non tutti ragionano come te.


> > [neanche] D'Annunzio avrebbe usato gli stessi toni che usi
> > tu.
>
> Boh, ricordo una sua definizione del tipo: "Marinetti è un cretino che
> ogni tanto ha dei lampi di stupidità". Mi sembra che anche D'Annunzio,
> all'occorrenza, non fosse proprio un raffinato.

Mah, Nicola, mi auguro che tu non voglia mettere sullo stesso piano le
invettive di D'Annunzio contro Marinetti e viceversa e le tue contro
Pillan: anche Dante scriveva sonetti di invettive ma, con tutto rispetto
per te e per Pillan, c'era uno spessore diverso, e negli autori e nei
contenuti.

P.

--
Immotus nec iners

ChiC-iSm

unread,
Jun 19, 2002, 5:25:39 AM6/19/02
to
In article <azWP8.35328$Kt3.8...@twister2.libero.it>,
"Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

> Non sono affatto d'accordo.
> Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...

Mah, direi di no. Che Cesare fosse omosessuale (dando all'essere
omosessuale la valenza odierna) non contribuì a evitare che facesse
fuori una milionata di persone nelle guerre in Gallia.
Te lo vedi un omosessuale moderno che fa fuori un milione di persone?

P.

--
Immotus nec iners

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 19, 2002, 6:09:39 AM6/19/02
to
"Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:azWP8.35328$Kt3.8...@twister2.libero.it...

> Non sono affatto d'accordo.
> Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...

Anche la sua eterosessualità, o il fatto che fosse brutto e piccino (come
Leopardi). Sono d'accordo anch'io sul tuo disaccordo alla mia affermazione,
ma solo fino a un certo punto.
Un conto è cercare di capire il personaggio; un conto è studiare la storia
al livello di una scuola media, seppur superiore. Conoscere certi
particolari (ma non solo di natura sessuale) può essere molto utile per
situare correttamente un personaggio; non vedo utilità alcuna, invece,
riguardo all'infarinatura di storia che si può avere in un liceo.

> E' solo la "pruderie" degli insegnanti e di chi è preposto
> alla stesura dei programmi che impedisce di
> sottolineare certi particolari, seppure importanti,
> di carattere "sessuale", mentre non hanno mai avuto pudori
> nello specificare la vocazione politica o religiosa degli
> stessi personaggi.

Anche in questo, do ragione a quegli insegnanti. Ai fini dell'insegnamento
della storia (della storia, bada bene, non delle caratteristiche
psicofisiche dei suoi attori), è molto più importante conoscere la posizione
politica di un personaggio piuttosto che la sua posizione a letto. E questo
vale non solo per la storia antica, ma anche per quella contemporanea. Che
Clinton sia un farfallone è fatto noto a tutti; ma non credo che questo
entri nel merito delle sue decisioni politiche. A meno che, e mi si
perdonino le parole forti, non si pensi che ha diretto il suo paese secondo
come Monica Lewinski gli faceva i pompini.
Poi, per l'amor del cielo, possiamo invitare gli insegnanti di storia a
proporre estenuanti dissertazioni sulle abitudini sessuali di Cesare,
Costantino e pure su re Emanuele. Ma non credo che la conoscenza della
*storia* guadagni alcunché dal sapere che il re in questione amava, diciamo
così, gli odori forti. E nemmeno dal sapere che era un tappo.

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 19, 2002, 6:20:03 AM6/19/02
to
"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:aenvpe$8k25f$2...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
> Beethoven riprovevole dal punto di vista morale? Ma se era un
brav'uomo!
> Mai commesso alcun crimine, mai provocato disagi al prossimo, viveva in
> disparte... Era un po' "orso", ma questo era dovuto soprattutto alla sua
> sordità, una disgrazia.

Concedo.
Era una testa di cavolo, borioso, saccente, egoista e presuntuoso, ma tutto
sommato, sì, una brava persona.

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 7:01:36 AM6/19/02
to
"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> wrote in message
news:aepimj$8sogt$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

>
> > Non sono affatto d'accordo.
> > Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> > la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...
>
> Mah, direi di no. Che Cesare fosse omosessuale (dando all'essere
> omosessuale la valenza odierna) non contribuì a evitare che facesse
> fuori una milionata di persone nelle guerre in Gallia.
> Te lo vedi un omosessuale moderno che fa fuori un milione di persone?

Vuoi dire che gli omosessuali di oggi sono tutti "bravi ragazzi" ?...
Ma che stai a di' ???....
Stai 'mbriaco, stai ?... :-)))

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 7:01:37 AM6/19/02
to
"Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli"
<tagt_the_spel...@gmx.net> wrote in message
news:aepl6p$91t85$1...@ID-100443.news.dfncis.de...

> > Non sono affatto d'accordo.
> > Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> > la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...
>
> Anche la sua eterosessualità, o il fatto che fosse brutto e piccino (come
> Leopardi). Sono d'accordo anch'io sul tuo disaccordo alla mia
affermazione,
> ma solo fino a un certo punto.
> Un conto è cercare di capire il personaggio; un conto è studiare la storia
> al livello di una scuola media, seppur superiore. Conoscere certi
> particolari (ma non solo di natura sessuale) può essere molto utile per
> situare correttamente un personaggio; non vedo utilità alcuna, invece,
> riguardo all'infarinatura di storia che si può avere in un liceo.

Ma perché, allora, la storia si studia per ben tre volte
(dalla prima alla quinta elementare, dalla prima alla terza media
ed infine dalla prima alla terza classe delle scuole superiori) ???...

Secondo me, dovrebbe essere perché nelle varie età evolutive,
i ragazzi possono capire ed interpretare i vari personaggi nonché
le loro gesta in maniera differente, non credi ?...


> > E' solo la "pruderie" degli insegnanti e di chi è preposto
> > alla stesura dei programmi che impedisce di
> > sottolineare certi particolari, seppure importanti,
> > di carattere "sessuale", mentre non hanno mai avuto pudori
> > nello specificare la vocazione politica o religiosa degli
> > stessi personaggi.
>
> Anche in questo, do ragione a quegli insegnanti. Ai fini dell'insegnamento
> della storia (della storia, bada bene, non delle caratteristiche
> psicofisiche dei suoi attori), è molto più importante conoscere la
posizione
> politica di un personaggio piuttosto che la sua posizione a letto.

Non è questione di letto, ma di forma mentis.
Non puoi studiare Socrate senza sapere che si spupazzava
i suoi piccoli allievi, e senza sapere che, seppure "ufficialmente"
condannata, questa era una pratica comune nell'antica Grecia.


> E questo vale non solo per la storia antica, ma anche per quella
contemporanea.
> Che Clinton sia un farfallone è fatto noto a tutti; ma non credo che
questo
> entri nel merito delle sue decisioni politiche. A meno che, e mi si
> perdonino le parole forti, non si pensi che ha diretto il suo paese
secondo
> come Monica Lewinski gli faceva i pompini.

Anche John Kennedy era un libertino, ma forse allora i servizi segreti
funzionavano meglio... :-)))

E comunque, dei capi di stato si dice che "se non lo fanno alle
proprie mogli (o amanti), lo fanno ai cittadini..." :-)))

> Poi, per l'amor del cielo, possiamo invitare gli insegnanti di storia a
> proporre estenuanti dissertazioni sulle abitudini sessuali di Cesare,
> Costantino e pure su re Emanuele. Ma non credo che la conoscenza della
> *storia* guadagni alcunché dal sapere che il re in questione amava,
diciamo
> così, gli odori forti. E nemmeno dal sapere che era un tappo.

Ma non era Napoleone che diceva alla moglie (o all'amante)
"non lavarti, che arrivo..." ?...

--
Er Roscio.

luciana

unread,
Jun 19, 2002, 7:08:58 AM6/19/02
to


"Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:kwZP8.36955$j65.8...@twister1.libero.it...

No....vedi, Roscio, vuol dire che Cesare, anche se gay, o meglio bisessuale
( Cleopatra, la moglie e chissà chi) si comportava come un vero maschio, non
era effemminato...insomma...aveva gli attributi.
Infatti consideriamo che a Roma la bisessualità era comunissima, e non
classificata come ora in *comportamento deviante*.
E' stato il Cristianesimo ad *imporre* l'eterosessualità.

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 8:11:32 AM6/19/02
to
"luciana" <x...@xx.xx> wrote in message
news:eDZP8.36109$Kt3.8...@twister2.libero.it...

>
> > > > Non sono affatto d'accordo.
> > > > Se devo capire un personaggio (storico, letterato o altro),
> > > > la sua omosessualità è un fatto saliente, eccome !...
> > >
> > > Mah, direi di no. Che Cesare fosse omosessuale (dando all'essere
> > > omosessuale la valenza odierna) non contribuì a evitare che facesse
> > > fuori una milionata di persone nelle guerre in Gallia.
> > > Te lo vedi un omosessuale moderno che fa fuori un milione di persone?
> >
> > Vuoi dire che gli omosessuali di oggi sono tutti "bravi ragazzi" ?...
> > Ma che stai a di' ???....
> > Stai 'mbriaco, stai ?... :-)))
>
> No....vedi, Roscio, vuol dire che Cesare, anche se gay, o meglio
bisessuale
> ( Cleopatra, la moglie e chissà chi) si comportava come un vero maschio,
non
> era effemminato...insomma...aveva gli attributi.
> Infatti consideriamo che a Roma la bisessualità era comunissima, e non
> classificata come ora in *comportamento deviante*.
> E' stato il Cristianesimo ad *imporre* l'eterosessualità.

Non mi pare proprio che "CHic" intendesse questo...
Intendeva dire che gli omosessuali di oggi (e già
questa sua generalizzazione non gli rende certo onore)
non hanno le "palle" per far guerra a chicchessia,
il che mi pare una cosa senza senso...

--
Er Roscio.

ChiC-iSm

unread,
Jun 19, 2002, 8:17:48 AM6/19/02
to
In article <Ux_P8.36331$Kt3.8...@twister2.libero.it>,
"Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

> Non mi pare proprio che "CHic" intendesse questo...
> Intendeva dire che gli omosessuali di oggi (e già
> questa sua generalizzazione non gli rende certo onore)
> non hanno le "palle" per far guerra a chicchessia,
> il che mi pare una cosa senza senso...

Ma smettila...
se non hai capito quello che ho inteso, non dire "intendeva dire che..."
Non mettermi in bocca cose che non ho detto, per cortesia, che la cosa
non ti fa onore.

Io ho inteso dire esattamente quanto capito da Luciana e se l'ha capito
Luciana non vedo perché non l'abbia capito tu.
Leggi con attenzione il mio intervento e smettila di sproloquiare.

magica

unread,
Jun 19, 2002, 8:35:21 AM6/19/02
to
"luciana" <x...@xx.xx> scrive in
news:eDZP8.36109$Kt3.8...@twister2.libero.it

> No....vedi, Roscio, vuol dire che Cesare, anche se gay, o meglio bisessuale
> ( Cleopatra, la moglie e chissà chi) si comportava come un vero maschio, non
> era effemminato...insomma...aveva gli attributi.

Ma non era lui che i suoi soldati canzonavano (mi pare lo dica Svetonio)
come
" marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti"? E quali
sarebbero, in quest'ultimo
caso, gli attributi che mostrava di avere? :-)

E non è sempre su di lui che Catullo scrisse un fulminante epigramma,
ora non
lo ricordo di preciso, che lo ritraeva mollemente sdraiato su un divano
non ricordo
con chi (ma di certo era più un Cleopatro che una Cleopatra)?

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 9:26:20 AM6/19/02
to
"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> wrote in message
news:aepspb$8vpbe$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

>
> se non hai capito quello che ho inteso, non dire "intendeva dire che..."
> Non mettermi in bocca cose che non ho detto, per cortesia, che la cosa
> non ti fa onore.

Se non capisci neanche quello che scrivi, la cosa è davvero grave...
Renditene conto...

> Io ho inteso dire esattamente quanto capito da Luciana e se l'ha capito
> Luciana non vedo perché non l'abbia capito tu.
> Leggi con attenzione il mio intervento e smettila di sproloquiare.

Farsi interpretare i propri scritti da qualcun altro
non mi pare un esercizio molto producente...

A me pare che tu abbia detto proprio quello che ho capito io.
Se poi non era quello che volevi dire, allora sei tu che non hai
una buona proprietà di linguaggio e di espressione...

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 9:26:25 AM6/19/02
to
"magica" <ma.g...@bigfoot.com> wrote in message
news:6778d03f08eb07e2b21...@mygate.mailgate.org...

>
> > No....vedi, Roscio, vuol dire che Cesare, anche se gay, o meglio
bisessuale
> > ( Cleopatra, la moglie e chissà chi) si comportava come un vero maschio,
non
> > era effemminato...insomma...aveva gli attributi.
>
> Ma non era lui che i suoi soldati canzonavano (mi pare lo dica Svetonio)
> come
> " marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti"? E quali
> sarebbero, in quest'ultimo
> caso, gli attributi che mostrava di avere? :-)
>
> E non è sempre su di lui che Catullo scrisse un fulminante epigramma,
> ora non
> lo ricordo di preciso, che lo ritraeva mollemente sdraiato su un divano
> non ricordo
> con chi (ma di certo era più un Cleopatro che una Cleopatra)?

Era uno di quelli che venivano chiamati "gitoni"...

--
Er Roscio.

ChiC-iSm

unread,
Jun 19, 2002, 9:46:35 AM6/19/02
to
In article <0E%P8.37529$j65.8...@twister1.libero.it>,
"Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

> Se non capisci neanche quello che scrivi, la cosa è davvero grave...
> Renditene conto...

Roscio, ma ti rendi conto delle cose che scrivi? Chi ha detto che io non
capisco quello che scrivo? Mi fai vedere dove si evincerebbe?


>
>
> > Io ho inteso dire esattamente quanto capito da Luciana e se l'ha capito
> > Luciana non vedo perché non l'abbia capito tu.
> > Leggi con attenzione il mio intervento e smettila di sproloquiare.
>
> Farsi interpretare i propri scritti da qualcun altro
> non mi pare un esercizio molto producente...

Senti Roscio, ti posso assicurare che se devo proprio fare interpretare
i miei scritti da qualcun altro, allora preferisco farli interpretare da
Luciana, e non certo da te. Sei tu che hai scritto "Chic intende dire",
mica io.



> A me pare che tu abbia detto proprio quello che ho capito io.
> Se poi non era quello che volevi dire, allora sei tu che non hai
> una buona proprietà di linguaggio e di espressione...

Sì, va bene, io non ho proprietà di linguaggio.

P.


-----------== Posted via Newsfeeds.Com - Uncensored Usenet News ==----------
http://www.newsfeeds.com The #1 Newsgroup Service in the World!
-----= Over 100,000 Newsgroups - Ulimited Fast Downloads - 19 Servers =-----

Roscio

unread,
Jun 19, 2002, 10:16:34 AM6/19/02
to
"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> wrote in message
news:3d108...@news.newsgroups.com...

>
> > Se non capisci neanche quello che scrivi, la cosa è davvero grave...
> > Renditene conto...
>
> Roscio, ma ti rendi conto delle cose che scrivi? Chi ha detto che io non
> capisco quello che scrivo? Mi fai vedere dove si evincerebbe?

Riporto testualmente:

"Mah, direi di no. Che Cesare fosse omosessuale (dando all'essere
omosessuale la valenza odierna) non contribuì a evitare che facesse
fuori una milionata di persone nelle guerre in Gallia.
Te lo vedi un omosessuale moderno che fa fuori un milione di persone?"

Questo non significa che per te Cesare era "un vero uomo"
perché ha ucciso una milionata di persone ?...

E che gli omosessuali di oggi non lo sono perché
non sanno farlo ?...

Io non vedo altre interpretazioni...


> > > Io ho inteso dire esattamente quanto capito da Luciana e se l'ha
capito
> > > Luciana non vedo perché non l'abbia capito tu.
> > > Leggi con attenzione il mio intervento e smettila di sproloquiare.
> >
> > Farsi interpretare i propri scritti da qualcun altro
> > non mi pare un esercizio molto producente...
>
> Senti Roscio, ti posso assicurare che se devo proprio fare interpretare
> i miei scritti da qualcun altro, allora preferisco farli interpretare da
> Luciana, e non certo da te. Sei tu che hai scritto "Chic intende dire",
> mica io.

Lo ha detto anche Luciana, ma adesso che l'hai eletta a interprete
ufficiale, non posso intromettermi per motivi di copiright...

> > A me pare che tu abbia detto proprio quello che ho capito io.
> > Se poi non era quello che volevi dire, allora sei tu che non hai
> > una buona proprietà di linguaggio e di espressione...
>
> Sì, va bene, io non ho proprietà di linguaggio.

Ecco, bravo... dammi ragione che mi calmo subito... :-)))

--
Er Roscio.

Attilio Lesilio

unread,
Jun 19, 2002, 11:36:29 AM6/19/02
to
qui in gioco non e' la grandezza letteraria di d'annunzio, ma
l'opportunita' di una citazione infelice

c.s.
A.L.


Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 19, 2002, 1:31:53 PM6/19/02
to
"Attilio Lesilio" <a_le...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:3d10a49...@News.CIS.DFN.DE...

> qui in gioco non e' la grandezza letteraria di d'annunzio, ma
> l'opportunita' di una citazione infelice
>

Mah.
Non capisco perché parli di "opportunità di una citazione infelice". A mio
avviso, la citazione era sia opportuna sia felice.
Dal thread "Teste piuttosto calve" si è partiti a parlare di peli umani.
Questo ha, probabilmente, ricordato a Luciana (Lu, correggimi se mi sbaglio;
non voglio interpretarti ^_^) il motto dannunziano. E Luciana l'ha
semplicemente riportato, con un breve commento. Non vedo nulla di male in
questo.
Che cosa, dunque, ti ha dato così fastidio? Il fatto che Luciana ammiri
D'Annunzio? L'ammiro anch'io. E come scrittore e come soldato. Così come
ammiro ogni soldato che ha il fegato di entrare in battaglia. Io non penso
che avrei lo stesso coraggio.
Nota, Attilio: io ripudio la guerra. Penso che sia una cosa stupida. Ciò non
mi ha impedito di interessarmi di res militares e di ammirare soldati e
generali. E di impararmi a memoria (unico ricordo, ormai, che mi resta del
greco) l'inno ai morti delle Termopili di Simonide.
Ciao
Ale

--
Va' e riferisci agli Spartani,
o straniero che passi,
che obbedienti al loro comando
noi qui giaciamo.


Attilio Lesilio

unread,
Jun 19, 2002, 3:17:00 PM6/19/02
to
Il giorno Wed, 19 Jun 2002 19:31:53 +0200, "Alessandro \"Tagt The
Spellcaster\" Valli" <tagt_the_spel...@gmx.net> ha scritto:

>Che cosa, dunque, ti ha dato cosě fastidio?

che, attraverso la citazione di un imbecille, si parli in maniera 'leggera'
di una cosa orribile e drammatica come la prima guerra mondiale: gli
lisciamo il pelo: sembra una frase da bar, e invece, grazie anche a gente
come d'annunzio, sono morti 600.000 italiani, piu' gli austriaci, che, mi
pare, sono esseri umani anche loro.

Ecco cosa mi infastidisce: che si usi un linguaggio familiare per parlare
di una tragedia di proporzioni immani: mi infastidisce la banalizzazione
del male, che si citi (con un certo compiacimento?) un inutile farfallone
che fanfaroneggia sulla pelle di centinaia di migliaia di vittime.

Mi infastidisce (e parecchio) che chi cita non senta il dovere di prendere
distanza.

Che tu o la citatrice ammiriate d'annunzio non mi infastidisce per nulla.

A.L.

istoreo

unread,
Jun 19, 2002, 4:24:37 PM6/19/02
to
A.d. XIV Kalendas Iulias Nicola Nobili peritissime scripserat:

[...]

>> E quando parli di "fanatismo letterario" di cosa parli?
>
> Quel fenomeno per cui ad ogni autore la scuola assegna un posto, un
> valore, certi contenuti, e che questi siano ritenuti intoccabili. Tutto
> andrebbe messo in discussione. Una delle lezioni di letteratura piú
> interessanti che abbia mai ascoltato fu quella in cui un mio insegnante,
> pubblicamente, affermò che i "Promessi Sposi" gli avevano sempre fatto
> schifo. Ne lodò la lingua, riconobbe loro certe doti, ma li analizzò in
> maniera in cui non si trovano su nessun manuale di letteratura italiana.
> Alla fine, paradossalmente, ero quasi del tutto in disaccordo con lui, ma
> la sua onesta audacia intellettuale mi ha aperto nuovi orizzonti.

"I Promessi Sposi"... mi ha molto divertito.

C'è dentro un sorso di Romagn^W^W^W^W^Wtutta la società italiana -- la
peggiore, la più tronfia, la più vacua, la più inconsistente, la più
volgare, la più arrogante, la più schifosa, la più *autocensura* società
italiana contemporanea. Ecco perché NON bisogna farlo leggere nei licei.
E' un libro 'sovversivo' e pericoloso.

Così va spesso il mondo...voglio dire, così andava nel secolo decimo
settimo ;-)

[...]

> Spesso mi càpita di canticchiare qualcosa, ma ti
> assicuro che non canto mai l'inno nazionale.

La musica dell'inno -- horresco audiens -- è un insulto non solo
all'intelligenza ed al buon gusto[*], ma soprattutto alla Storia della
Musica italiana.

Che orrrrrrrrooooooore! Solo l'inno coreano mi sembra peggiore ;-)))


[*] Si tratta di una canzonetta priva di qualsiasi valore o significato.
Dimenticavo: è il simbolo dell'incompetenza elevata a sistema di questo ehm
P^Hpaese.

Nicola Nobili

unread,
Jun 19, 2002, 4:44:50 PM6/19/02
to
luciana

> Non ci provare neanche...mordo, lo sai?

Ci avrei scommesso...

Nicola Nobili

unread,
Jun 19, 2002, 4:55:49 PM6/19/02
to
Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

> Be', in effetti la cosa non è pertinente.


> Che G. Giulio Cesare fosse (come dice il nome) un po' dell'altra sponda,
in
> fin dei conti, che ce ne cale?

Ma allora, di tanti altri dettagli non c'è bisogno. Però tante cose, che
pure sono simpatiche e "creano il personaggio", me le dicono, mentre altre
le tacciono per partito preso. E allora, perché a scuola non me le hanno
dette tutte, queste notizie sui varî personaggi, lasciando scegliere a me se
erano importanti o meno?
Io ho parlato di omosessualità soltanto per fare un esempio, ce ne
sarebbero altri. Come dice giustamente Luciana (ho detto che Luciana ha
detto bene! Ebbene sí, l'ho detto), prima del Cristianesimo l'omosessualità
e la bisessualità erano molto piú diffuse e meno criticate; anche questo, se
permetti, è un dettaglio da non sottovalutare, ma non lo raccontano, a
scuola. Studiando Eurialo e Niso, solo per farti capire, non mi fecere
nessun accenno al fatto, molto probabile, che i due fossero amanti. Nulla.
Anzi, libro e insegnante ci fecero credere che "uno fosse come un padre per
l'altro", con una castità che, col senno di poi, mi pare falsissima.

> Mah... in effetti, gli aneddoti hanno ben poca rilevanza dal punto di
vista
> della storia. Tanto poca che la maggior parte è semplicemente falsa. Ma ve
> lo vedete Cesare morente che dice: "Tu quoque, Brute, fili mi"?

No, però a parte che lo ritroverò in Shakespeare, e quindi non mi fa
male saperlo súbito, mi fa capire com'erano certi rapporti personali e
famigliari nell'antica Roma: il rispetto per i genitori, l'amore filiale,
etc. Che poi Cesare l'abbia detto o meno, poco importa.

> Casomai (ma qui usciamo parecchio dal
> seminato, per non dire: andiamo ottì) è strano (vergognoso?) che a scuola
> non s'insegnino, per fare un esempio, la retorica e la metrica, strumenti
> indispensabili per comprendere appieno il valore di un'opera letteraria.

A me un pochino di metrica venne insegnata, retorica zero, dovetti
aspettare l'università per seguirne un corsettino. Concordo con te.

> > però tutti sanno che, se devono
> > nominare un "grande" romanzo, devono citare il Manzoni.
>
> Eccerto. Perché *è* un grande romanzo, indipendentemente dai gusti.

Ma quanti lo riconoscono indipendentemente dai gusti? Molti dicono che
Manzoni (o Dante, o Pinco o Pallino) è grande perché abituati a dire cosí,
perché bisogna dirlo, ma dubito che lo pensi davvero. E spesso basta fare
due o tre domandine sugli autori che sostengono di amare per accorgersi che
non ne sanno mezza.

> E detesto pure, in generale, la letteratura sudamericana (da Borges
> alla Allende a Marquez; ho trovato quasi insopportabile la lettura di
> "Cent'anni di solitudine", che pure mi son sorbito per "farmi una
cultura")
> e non reggo Dostoevskij, che mi dà anche grossi problemi ortografici,
> maledetto lui. Eppure, riconosco che i sopracitati sono tutti grandi
> scrittori.

Ma guarda! Ci siamo trovati piuttosto d'accordo finora, e adesso mi citi
Márquez e Dostoevskij, due dei miei preferiti, nel libro nero! Ironia del
destino...
Ciao,

Nicola Nobili

unread,
Jun 19, 2002, 5:11:55 PM6/19/02
to
Attilio Lesilio

> che, attraverso la citazione di un imbecille, si parli in maniera
'leggera'
> di una cosa orribile e drammatica come la prima guerra mondiale: gli
> lisciamo il pelo: sembra una frase da bar, e invece, grazie anche a gente
> come d'annunzio, sono morti 600.000 italiani, piu' gli austriaci, che, mi
> pare, sono esseri umani anche loro.

Se bisogna parlare della Prima Guerra Mondiale, allora la citazione
migliore non è, a mio avviso, quella del guerrafondaio D'Annunzio, ma
un'altra, di un grandissimo artista di Castel San Pietro (Bo), tale Cleto
Tomba. Moltissimi di voi, ci scommetterei, non l'hanno mai nemmeno sentito
nominare, giacché la storia è ingiusta ed ha relegato uno che, a mio avviso,
è stato molto piú artista di D'Annunzio e di tanti altri "grandi" del
Novecento ad un posto di second'ordine. Questo grande scultore (ha
realizzato migliaia di statue e statuine, soprattutto di argilla, e vi
assicuro che era un Michelangelo), che oltretutto era una persona deliziosa
(conosco personalmente alcuni suoi studenti, insegnava al Liceo Artistico di
Bologna), disse:
"Durante la Guerra non riuscivo a sparare ai soldati austriaci: avevano
i baffi come quelli di mio padre".

Nicola Nobili

unread,
Jun 19, 2002, 5:07:42 PM6/19/02
to
ChiC-iSm

> E no, scusa, tu hai cominciato questa conversazione parlando di
> D'Annunzio e non certo di "personaggi della nostra storia"; e infatti
> scrivevi:

> Adesso, allora, perché cambi il discorso parlando del ventennio
> fascista?

Caro Paolo,
evidentemente tra noi due dev'esserci
un'incompatibilità comunicativa di notevole entità. Io ho nominato *anche*
il ventennio, ma anche altri elementi ed ho lasciato aperto l'elenco. Se tu
ometti, opportunamente, tutti gli elementi di un elenco tranne uno, e
riferisci un discorso generale a D'Annunzio, di cui parlavo nel messaggio
precedente, evidentemente non ci capiamo piú.

> Perché vedi, se tu scrivi questa cose, fai pensare che lo studio
> dell'opera di D'Annunzio sia dovuto alla scuola fascista

No, non D'Annunzio, ma molti autori hanno ricevuto onori superiori ai
loro meriti perché graditi al regime. E non dimentichiamoci che
l'impostazione delle scuole superiori è ancora quella del 1922, ad opera di
un filosofo appartenente al regime, quindi degli strascichi se ne notano
ancora.

> Boh! Ti riferisci ancora a D'Annunzio, immagino: un autore che almeno ai
> miei tempi era pochissimo considerato, perfino al liceo.

Davvero? Continuo a stupirmi di come siano cambiate le cose nei pochi
anni che ci separano. A me di D'Annunzio non solo hanno fatto leggere una
dozzina di poesie almeno, nonché varî estratti di libri, ma anche due
romanzi integralmente (che ho prontamente rivenduto ad una libreria
dell'usato una volta scritta la tesina). Quando studiavo per la maturità
(portavo italiano), andando a conferenze ed altre iniziative in cui si
ripassava il programma di letteratura della quinta classe, vedevo che a
D'Annunzio era dedicato molto spazio, intere conferenze di un'ora e mezza,
nelle quali si nominavano parecchie opere.
Forse ho una visione distorta, ma la mia esperienza è questa.

> Mah, non credo sia una grande scoperta: i critici più intelligenti hanno
> sempre scritto che Manzoni ci mise trent'anni a scrivere un solo
> romanzo: Tolstoj e Dostoievski in un periodo molto più breve scrissero
> opere d'arte immortali.

Dostoevskij, ti prego... ;-) Comunque, costui aveva anche debiti fin
sopra i capelli, aveva fisiologicamente bisogno di scrivere a getto
continuo.

> Traviserò ma ho buona memoria: parlavi anche, e naturalmente senza
> cognizione di causa, della necessità educativa di obbligare a cantare
> l'inno durante il servizio militare.

Travisi, infatti. Ribattevo alla tua osservazione secondo cui, durante
il servizio militare, la cosa piú sgradita era cantare a squarciagola l'inno
durante l'alzabandiera. Io ti dissi che di cose obbligatorie e, presumo,
anche sgradite, durante il servizio militare ce ne sono molto, e che
comunque, nel momento stesso in cui accetti di entrare a far parte di
un'istituzione come l'esercito italiano (sí, lo so, tu eri nell'altro corpo,
quello che per aspera ad astra...), ne accetta in blocco tutti i doveri,
incluso quello, mai tenuto nascosto, credo, di cantare l'inno. Non ti dava
fastidio marciare quando eri stanco o pulire le latrine? Perché allora non
ti lamenti di quello, invece che dell'inno, che in fondo mi sembra una
fatica minore e di breve durata?
Io ho fatto l'obiettore, nessuno ci obbligava a cantare l'inno ed io,
naturalmente, non lo facevo. Ti dirò, non mi sembra di risentire di alcuna
carenza educativa.

> Ma scusa, perché non cominci a parlare per te? fai un bell'esercizio:
> comincia a pensare che non tutti ragionano come te.

Francamente, fatico sempre a credere che esista un solo individuo a
questo mondo che la pensi come me. Io parto sempre dal presupposto, fino a
prova contraria, che il mio interlocutore non sia d'accordo con me. Sono
cosí di carattere.

> Mah, Nicola, mi auguro che tu non voglia mettere sullo stesso piano le
> invettive di D'Annunzio contro Marinetti e viceversa e le tue

Ma D'Annunzio non aveva Internet... e non aveva gli stessi assalitori,
altrimenti forse avrebbe reagito in maniera analoga anche lui. ;-)

Nicola Nobili

unread,
Jun 19, 2002, 5:40:59 PM6/19/02
to
istoreo

> La musica dell'inno -- horresco audiens -- è un insulto non solo
> all'intelligenza ed al buon gusto

Però bisogna ammettere che la Marcia Reale, il precedente inno, era
persino peggio.

Giovanni Drogo

unread,
Jun 20, 2002, 3:58:10 AM6/20/02
to
On Wed, 19 Jun 2002, Nicola Nobili wrote:

> "Durante la Guerra non riuscivo a sparare ai soldati austriaci: avevano
> i baffi come quelli di mio padre".

Davvero bella. Mi ricorda gli ex voto del santuario di San Chiaffredo a
Crissolo (alta valle del Po). Questo santo era uno dei martiri della
Legione Tebana, dunque un soldato. Negli ex-voto dei soldati scampati
alla prima guerra mondiale era raffigurato sempre con un paio di baffoni
simili a quelli dei loro ufficiali.

--
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ChiC-iSm

unread,
Jun 20, 2002, 5:04:16 AM6/20/02
to
In article
<Pine.OSF.4.30.02062...@poseidon.mi.iasf.cnr.it>,
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.tt> wrote:

> > "Durante la Guerra non riuscivo a sparare ai soldati austriaci: avevano
> > i baffi come quelli di mio padre".
>
> Davvero bella. Mi ricorda gli ex voto del santuario di San Chiaffredo a
> Crissolo (alta valle del Po).

A me invece ricorda quella bella poesia del Giusti, che proprio di
guerra parla, o anzi di soldati: quegli stessi austriaci, o meglio i
nonni di quegli stessi, che combatterono durante la prima guerra
mondiale.
Chiusi in preghiera a Sant'Ambrogio in Milano, quei croati commuovono il
Giusti coi loro baffoni impomatati di sego.
Alcune note: i Croati (in milanese 'croat' significa ancora 'cattivo,
crudele', a causa della loro proverbiale cattiveria come truppe di
occupazione al seguito dell'esercito asburgico) bvengono definiti
"settentrionali" dal Giusti, cosi come i Boeri...

Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco
Per que' pochi scherzucci di dozzina ,
e mi gabella per anti-tedesco
perche metto le birbe alla berlina,
o senta il caso avvenuto di fresco
a me, che girellando una mattina,
capito in Sant' Ambrogio di Milano,
in quello vecchio, la fuori di mano.

M'era compagno il figlio giovinetto
D'un di que' capi un po' pericolosi,
di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto
ove si tratta di Promessi Sposi...
Che fa il nesci, Eccellenza? O non l'ha letto?
Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi,
in tutt'altra faccende affacendato,
a questa roba e morto e sotterrato.

Entro, e ti trovo un pieno di soldati,
di que' soldati settentrionali,
come sarebbe Boemi e Croati,
messi qui nella vigna a far da pali:
di fatto se ne stavano impalati,
come sogliano in faccia a' generali,
co' baffi di copecchio e con que' musi,
davanti a Dio diritti come fusi.

Mi tenni indietro; che piovuto in mezzo
Di quella marmaglia, io non lo nego
D'aver provato un senso di ribrezzo
Che lei non prova in grazia dell'impiego.
Sentiva un afa, un abito di lezzo:
scusi, Eccellenza, mi parean di sego,
in quella bella casa del Signore,
fin le candele dell'altar maggiore.

Ma in quella in quella che s'appresta il sacerdote
a consacrar la mistica vivanda
di subita dolcezza mi percuote
su, di verso l'altare, un suon di banda.
Dalle trombe di guerra uscian le note
Come di voce che si raccomanda
D'una gente che gema in duri stenti
e de' perduti beni si rammenti

Era un coro del Verdi; il coro a Dio
La de' Lombardi miseri, assetati;
quello: O Signore, dal tetto natio,
che tanti petti ha scossi e inebriati.
Ricominciai a non esser piu io
E, come se que' cosi doventati
Fossero gente della nostra gente,
entrai nel branco involontariamente.

Che vuol ella, Eccellenza, il pezzo e bello,
poi nostro, e poi suonato come va;
e coll'arte di mezzo, e col cervello
dato all'arte, l'ubbie si buttan la.
Ma cessato che fu, dentro bel bello
Io ritornava a star come la sa;
quand'eccoti, per farmi un altro tiro
da quelle bocche che parean di ghiro,
un cantico tedesco lento lento

per l'aer sacro a Dio mosse le penne:
era preghiera, e mi parean lamento,
d'un suono grave, flabile, solenne,
tal che sempre nell'anima lo sento;
e mi stupisco che in quelle cotenne,
in quei fantocci esotici di legno,
potesse l'armonia fino a quel segno.

Sentia nell'inno la dolcezza amara
De'canti uditi da fanciullo; il core
Che da voce domestica gl'impara,
ce li ripete il giorni del dolore;
un pensier mesto della madre cara,
un desiderio di pace e d'amore,
uno sgomento di lontano esilio,
che mi faceva andare in visibilio.

E quando tacque, mi lascio pensoso
Di pensieri piu forti e piu soavi.
Costor, dicea tra me, re pauroso,
schiavi gli spinge per tenerci schiavi;
gli spinge di Croazia e di Boemme,
come mandre a svernar nelle maremme.
A dura vita, a dura disciplina,
muti, derisi, solitari stanno,

strumenti ciechi d'occhiuta rapina
che lor non tocca e che forse non sanno;
e quet'odio, che mai non avvicina
il popolo lombardo all'allemanno,
giova a chi regna dividendo, e teme
popoli avversi affratellati insieme.
Povera gente! Lontana da' suoi,

in un paese qui che vuol male,
chi sa che in fondo all'anima po' poi
non mandi a quel paese il principale!
Gioco che l' hanno in tasca come noi.
Qui, se non fuggo, abbraccio un caporale,
colla su' brava mazza di nocciolo,
duro e piantato li come un piolo.

ChiC-iSm

unread,
Jun 20, 2002, 5:59:05 AM6/20/02
to
In article <3d10d5ed...@News.CIS.DFN.DE>,
a_le...@libero.it (Attilio Lesilio) wrote:

> che, attraverso la citazione di un imbecille, si parli in maniera 'leggera'
> di una cosa orribile e drammatica come la prima guerra mondiale: gli
> lisciamo il pelo: sembra una frase da bar, e invece, grazie anche a gente
> come d'annunzio, sono morti 600.000 italiani, piu' gli austriaci, che, mi
> pare, sono esseri umani anche loro.

Ma va là...

Anzi, per farti arrabbiare ancora di più allego una serie di motti
legati alle Forze Armate italiane, maxime dell'Aeronautica e della
Marina. Anzi, se ne trovo dell' Aeronautica Repubblichina, li aggiungerò
anche...

Virtute Siderum Tenus
(Con il valore sino alle stelle)
Aeronautica Militare Italiana
------------------------------------------------------------------------
Incocca, tende, scaglia
1^ Aerobrigata Intercettori Teleguidati
(Il motto va interpretato in relazione allo stemma, che rappresenta un
arciere alato. Motto e stemma sono stati ereditati dal 1^ Stormo caccia,
dissolto da tempo. Ambedue -motto e stemma- sono attribuiti a
G.D'Annunzio)
------------------------------------------------------------------------
Perspicio-tendo-laedo
(Scruto - Miro - Colpisco)
80^ Gruppo Intercettori Teleguidati

Motti delle Unità Navali della Marina Militare Italiana
------------------------------------------------------------------------
Patria e Onore
Marina Militare
------------------------------------------------------------------------
Motosiluranti
Memento Audere Semper
Comando gruppo motosiluranti
------------------------------------------------------------------------
Incrociatori
Obbedisco
Incrociatore Portaeromobili "Giuseppe Garibaldi"

Victoria Nobis Vita
(La vittoria è vita per noi)
Incrociatore "Vittorio Veneto"
------------------------------------------------------------------------

Cacciatorpedinieri
Audendum Est
(Bisgna osare)
Cacciatorpediniere "Mimbelli"

Utique Vince
(Vinci ovunque)
Cacciatorpediniere "Durand de La Penne"

Nihil Obest
(Niente ci fermerà)
Cacciatorpediniere "Ardito"

Gloria Audaciae Comes
(La gloria è compagna dell'Audace)
Cacciatorpediniere "Audace"

Fregate
Veloce e Veemente
Fregata "Maestrale"

Venti Impetu
(Con la forza del vento)
Fregata "Grecale"

Paveant Turbinem Hostes
(I nemici abbiano paura della tempesta)
Fregata "Libeccio"

Acriter In Hostes
(Addosso più duri, contro i nemici)
Fregata "Scirocco"

Constans Et Indomitus
(Costante e indomito)
Fregata "Aliseo"

Rapido Velocior Euro
(Più veloce del veloce Euro (?) )
Fregata "Euro"

A Nessuno Secondo
Fregata "Espero"

Nitor In Adversum
Fregata "Zeffiro"

Fulmineo Sulla Preda
Fregata "Lupo"

Non Cohibetur Sagitta
Fregata "Sagittario"

Vincerà Chi Vorrà Vincere
Fregata "Perseo"

Fortitudine Fortior
(Più forte della forza)
Fregata "Orsa" (?)

Di Qui Non Si Passa
Fregata "Alpino"

Nei Secoli Fedele
Fregata "Carabiniere"

------------------------------------------------------------------------

Squadriglia Aliscafi
In Hostem Celerrime Volant
(Si scagliano rapidi contro il nemico)

------------------------------------------------------------------------

Pattugliatori Di Squadra
Primi Velitus
Artigliere

Virtute Siderum Tenus
(Con il valore sino alle stelle)
Aviere

Pro Patria
Bersagliere

A Me Le Guardie
Granatiere

Patiens vigil audax
(Paziente, vigile e audace)
Pattugliatore "Libra"

------------------------------------------------------------------------

Corvette
Vi Et Virtute
(Con la forza e il coraggio)
Corvetta "Minerva"

Fortiter Ac Fidelitur
(Più fortemente e più fedelmente)
Corvetta "Urania"

Agere Non Loqui
(Agire e non parlare)
Corvetta "Danaide"

Tacita Atque Resoluta
(Silenziosa e decisa)
Corvetta "Sfinge"

Virtuti Confido
(Confido nel coraggio)
Corvetta "Driade"

Resurgit
(Risorgerò)
Corvetta "Fenice"

In Arduis Intrepida
(Impavida nel pericolo)
Corvetta "Chimera"

Timeo Sed Timorem
(Temo tutto tranne la paura)
Corvetta "Sibilla"

Nihil Me Deflectit
(Niente mi arresterà)
Corvetta Alcione

Nihil Me Retardat
Corvetta "Airone"

------------------------------------------------------------------------

Pattugliatori d'Altura
Adsum
Pattugliatore "Cassiopea"

Patiens Vigil Audax
Pattugliatore "Libra"

Vigile Attendo
Pattugliatore "Spica"

Sempre e Ovunque
Pattugliatore "Vega"

------------------------------------------------------------------------

Sommergibili
Per Undas Ad Victoriam
Sommergibile "Nazario Sauro"

Nobis Ardua
Sommergibile "Fecia di Cossato"

Non Si Volta Chi A Stella è fiso
Sommergibile "Leonardo Da Vinci"

Ex Imis Ad Astra
Sommergibile "Guglielmo Marconi"

In Silentio Et Spe
Sommergibile "Salvatore Pelosi"

Quid Possit Itala Virtus
Sommergibile "Giuliano Prini"

Exemplum Adest
Sommergibile "Primo Longobardo"

Clarior Ex Tenebris
Sommergibile "G. Gazzana Priaroggia"

Vincere Ad Ogni Costo
Sommergibile "Enrico Toti"

Secondo A Nessuno
Sommergibile "Enrico Dandolo"

------------------------------------------------------------------------

Unità Di Trasporto e Sbarco
Arremba San Zorzo
Nave trasporto e sbarco "San Giorgio"

Tu Con Nu, Nu Con Ti
Nave trasporto e sbarco "San Marco"

Coragio No Manca Co' Semo Nel Giusto
Nave trasporto e sbarco "San Giusto"

------------------------------------------------------------------------

Navi Ausiliarie

Nunquam Satis
(Mai abbastanza)
Nave rifornitore "Stromboli"

Defende Me Servabo Te
Nave rifornitore "Vesuvio"

------------------------------------------------------------------------

Navi Idrografiche
Nauta Pro Nautis
(Marinaio per i marinai)
Nave idrografica "Ammiraglio Magnaghi"

------------------------------------------------------------------------

Navi Trasporto Acqua
Nunquam Dicit Sufficit
Piave

Navigo Per Sete
Basento

Ubicumque Per Aquam Navigabit
Bradano

Nuc Est Bibendum

(Ora bisogna brindare)
Brenta

------------------------------------------------------------------------

Navi Salvataggio
In undis per undas pro vita
Nave per salvataggio "Anteo"

Virtute ex adversis traho
Nave per salvataggio "Proteo"

------------------------------------------------------------------------

Navi Scuola
Non Chi comincia Ma Quel Che Persevera
Nave scuola "Amerigo Vespucci"

Faventibus Ventis
Nave scuola "Palinuro"

--------------------
Decima Mas
Per l'Onore!

Gius Eppone

unread,
Jun 20, 2002, 6:18:43 AM6/20/02
to
"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> wrote in message
news:aes5qb$9h0cc$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

[TAglio tutto]

Grazie mille chic!
L'avevo studiata alle medie, e poi la avevo rimossa. Solo che all'epoca
avevo capito molto poco del senso dell'opera, che ora invece mi č chiaro. E
ti dirņ che ora, pur apprezzando l'autore e il suo genere, ho delle
perplessitą sul contenuto dell'opera... e non capisco perchč ci veniva fatta
studiare. Mi piacerebbe sapere se era stata inserita nel nostro programma
per volere dell'insegnante (che ho sempre stimato) o per "direttive
dall'alto".

Ciau ciau,
Giuseppe


Vitt

unread,
Jun 20, 2002, 6:41:07 AM6/20/02
to
Nicola Nobili ha scritto:


> Però bisogna ammettere che la Marcia Reale, il precedente inno, era
>persino peggio.

Per chi non avesse voglia di googlizzare (!?) ed avesse capacità di
autocritica, eccovela:

MARCIA REALE

Evviva il Re ! Evviva il Re ! Evviva il Re !
Chinate o Reggimenti le Bandiere al nostro Re
La gloria e la fortuna dell'Italia con Lui è
Bei Fanti di Savoia gridate evviva il Re !
Chinate o Reggimenti le Bandiere al nostro Re !
Viva il Re ! Viva il Re ! Viva il Re !
Le trombe liete squillano
Viva il Re ! Viva il Re ! Viva il Re !
Con esso i canti echeggiano
Rullano i tamburi le trombe squillano squillano
Cantici di gloria eleviamo con fervor
Viva l'Italia, l'Italia evviva ! Evviva il Re !
Viva L'Italia, evviva li Re ! Evviva il Re !!!
Viva l'Italia ! Viva il Re ! Viva il Re !
Tutta l'Italia spera in Te, crede in Te,
gloria di nostra stirpe, segnal di libertà,
di libertà, di libertà, di libertà.

Quando i nemici agognino
i nostri campi floridi
dove gli eroi pugnarono
nelle trascorse età,
Quando i nemici agognino
i nostri campi floridi
dove gli eroi pugnarono
nelle trascorse età,
finché duri l'amor di patria fervido,
finché regni la nostra civiltà.

L'Alpe d'Italia libera,
dal bel parlare angelico,
piede d'odiato barbaro
giammai calpesterà
finché duri l'amor di patria fervido,
finche regni la nostra civiltà.
Come falange unanime
i figli della Patria
si copriran di gloria
gridando libertà.


È possibile anche ascoltarla.
--
Bye
Vitt

Roger

unread,
Jun 20, 2002, 6:50:14 AM6/20/02
to

"ChiC-iSm" ha scritto:

> Fregate
> Veloce e Veemente (*)
> Fregata "Maestrale"

(*) In latino: "Eiaculatio precox"

Roger


Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 20, 2002, 10:09:04 AM6/20/02
to
"Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:lwZP8.36956$j65.8...@twister1.libero.it...

> Ma perché, allora, la storia si studia per ben tre volte
> (dalla prima alla quinta elementare, dalla prima alla terza media
> ed infine dalla prima alla terza classe delle scuole superiori) ???...
> Secondo me, dovrebbe essere perché nelle varie età evolutive,
> i ragazzi possono capire ed interpretare i vari personaggi nonché
> le loro gesta in maniera differente, non credi ?...

Probabilmente sì.

> Non è questione di letto, ma di forma mentis.
> Non puoi studiare Socrate senza sapere che si spupazzava
> i suoi piccoli allievi, e senza sapere che, seppure "ufficialmente"
> condannata, questa era una pratica comune nell'antica Grecia.

Uh®? E perché non posso? Può essere interessante, senza dubbio; ma allora
dovrei sapere anche altre cose, tipo: che cosa gli piaceva mangiare, che
marca di sandali acquistava e per che squadra tifava... tutto c'entra con un
personaggio. Anch'io posso dire che non mi si può conoscere senza conoscere
pure le mie abitudini o preferenze sessuali... ma non le vengo a narrare in
un newsgroup :-))) Quindi, pur sapendo che nessuno, qui, può conoscermi
veramente (ma a questo punto nemmeno la mia compagna ne sa molto, di me, in
realtà...), propongo le mie idee inerenti la linguistica, magari la cultura
generale, a volte la politica (ma poco, eh... e nessuno saprà mai per chi
voto!!! ^_^). Queste possono essere interpretate e giudicate, anche senza
conoscere come preferisco far l'amore.
D'accordo, io non sono Socrate e fra duemila anni (ma anche fra due, con
ogni probabilità ^_^) nessuno si ricorderà di me. Ma la filosofia di Socrate
è lì, da guardare e studiare; e la si può comprendere benissimo anche senza
sapere che il Nostro si spupazzava gli adolescenti.


> Anche John Kennedy era un libertino, ma forse allora i servizi segreti
> funzionavano meglio... :-)))

Interessante distinguo.... :-)))

> E comunque, dei capi di stato si dice che "se non lo fanno alle
> proprie mogli (o amanti), lo fanno ai cittadini..." :-)))

Ehm... quello si riferisce a un'altra pratica sessuale... per la quale
un'intera città fu distrutta. O_O

> Ma non era Napoleone che diceva alla moglie (o all'amante)
> "non lavarti, che arrivo..." ?...

Oooh be'... si vede che era un vizio diffuso... io l'ho sentita di Emanuele,
poi... bah. :-)
Ciao
Ale

--
Namárië Valinor


Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 20, 2002, 10:13:09 AM6/20/02
to
"Attilio Lesilio" <a_le...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:3d10d5ed...@News.CIS.DFN.DE...

> Mi infastidisce (e parecchio) che chi cita non senta il dovere di prendere
> distanza.

Per l'amor del cielo, Attilio... non si può prendere le distanze da ogni
singola citazione sulla quale non si è d'accordo! Siamo pratici, su.
Altrimenti, dovrei prendermela con Roscio perché non ha preso le distanze da
un'usanza socratica orribile (pedofilia e pederastia).

"Roscio!
Tu non prendesti le distanze dalle pratiche pedofile e pederaste di Socrate!
Socrate, quello schifoso imbecille che sodomizzava bambini!
Non discuto dell'opera filosofica di Socrate e accetto il fatto che tu lo
possa ammirare... ma, Roscio! Dovevi prendere le distanze."

No, Attilio, davvero, non è possibile.

Roscio

unread,
Jun 20, 2002, 10:17:23 AM6/20/02
to
"Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli"
<tagt_the_spel...@gmx.net> wrote in message
news:aesnsd$9jjeb$1...@ID-100443.news.dfncis.de...

> "Roscio!
> Tu non prendesti le distanze dalle pratiche pedofile e pederaste di
Socrate!
> Socrate, quello schifoso imbecille che sodomizzava bambini!
> Non discuto dell'opera filosofica di Socrate e accetto il fatto che tu lo
> possa ammirare... ma, Roscio! Dovevi prendere le distanze."

Dovresti dirmi dov'è che ho detto di ammirare Socrate !... :-)PPP

--
Er Roscio.
(non preoccuparti... prendo sempre le distanze dai sodomizzatori !... ;-)))

ChiC-iSm

unread,
Jun 20, 2002, 10:22:26 AM6/20/02
to
In article <TtlQ8.42504$j65.9...@twister1.libero.it>,
"Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

> Dovresti dirmi dov'è che ho detto di ammirare Socrate !... :-)PPP

Ma non devi dirgielo, Roscio. Il Traditore lo ammira già!

P.

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 20, 2002, 10:35:27 AM6/20/02
to
"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> ha scritto nel messaggio
news:aesof2$9rs68$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

>
> Ma non devi dirgielo, Roscio. Il Traditore lo ammira già!

Ossignùr.
Qui mi sa che verrò radiato dal consorzio umano.
Ammiro il Supremo Imbecille (nonché schifoso), ammiro il Pederasta Sublime,
ammiro pure il Milanese Demente...
Perfido ChiC-iSm, accontentati del fatto che l'odio che io nutro nei tuoi
confronti è senza limiti. Perché se t'ammirassi, sai che compagnia...
Ciao
Ale

--
La gente è suddivisa in due categorie: quelli che suddividono la gente in
categorie, e quelli che non lo fanno.


ChiC-iSm

unread,
Jun 20, 2002, 10:48:49 AM6/20/02
to
"Alessandro \"Tagt The Betrayer\" Valli"
<tagt_the_bet...@gmx.net> wrote:

> Qui mi sa che verrò radiato dal consorzio umano.
> Ammiro il Supremo Imbecille (nonché schifoso), ammiro il Pederasta Sublime,
> ammiro pure il Milanese Demente...
> Perfido ChiC-iSm, accontentati del fatto che l'odio che io nutro nei tuoi
> confronti è senza limiti. Perché se t'ammirassi, sai che compagnia...

Perfido "Alessandro \"Tagt The Betrayer\"Valli:
tu quoque.

Non notasti tu il fine gioco che io, sottilmente, cominciai?
Il rubropilato Roscio scrisse:

> Dovresti dirmi dov'è che ho detto di ammirare Socrate !... :-)PPP

Valli!
Non notasti nulla, tu, di strano in codesta frase?
Non notasti che essa è tipica frase dalla doppia faccia?
Non notasti che fu vera frase bifrontica? Gianica?
Non sembrò che il Rubropilato si riferisse a un suo precedente ordine a
te rivolto di ammirare Socrate?
E non fu, la mia risposta,in linea con la domanda? Risposi, infatti: "Il
traditore lo ammira già".

Puah!

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Jun 20, 2002, 10:58:41 AM6/20/02
to
Il Perfido "ChiC-iSm" <perf...@mac.com> ha scritto nel messaggio
news:aesq0i$9qdlf$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

> Non notasti tu il fine gioco che io, sottilmente, cominciai?
> Il rubropilato Roscio scrisse:
>
> > Dovresti dirmi dov'è che ho detto di ammirare Socrate !... :-)PPP
>
> Valli!
> Non notasti nulla, tu, di strano in codesta frase?
> Non notasti che essa è tipica frase dalla doppia faccia?
> Non notasti che fu vera frase bifrontica? Gianica?
> Non sembrò che il Rubropilato si riferisse a un suo precedente ordine a
> te rivolto di ammirare Socrate?
> E non fu, la mia risposta,in linea con la domanda? Risposi, infatti: "Il
> traditore lo ammira già".

Perfido,
no, non lo notai, in effetti. Andai dritto al significato dell'espressione
rosciana, ritenendo che il porfirotrico non avesse le medesime
circonvoluzioni mentali tue. E presi alla lettera le tue parole, o non mai
sufficientemente maledetto, dimenticando la tua innata perfidia.
Cascai nel giuoco di parole quale allocco.
Già.
Ci cascai.
Ego quoque.
Ci cascai perché il giuoco era fine.
Molto fine.
Ti ammiro molto.
Traine le dovute conclusioni, o perfido.

Marco Cimarosti

unread,
Jun 20, 2002, 11:50:21 AM6/20/02
to
ChiC-iSm ha scritto:

> Anzi, per farti arrabbiare ancora di più allego una serie di motti
> legati alle Forze Armate italiane, maxime dell'Aeronautica e della
> Marina. Anzi, se ne trovo dell' Aeronautica Repubblichina, li aggiungerò
> anche...

Marò, che filza di ca*ate! Che sedere che tengo a essere stato riformato!

> Virtute Siderum Tenus

Infatti, ne parlavo proprio poco fa.

> Rapido Velocior Euro
> (Più veloce del veloce Euro (?) )
> Fregata "Euro"

Che qualche ammiraglio si sia bruciato i risparmi sui mercati valutari?

> A Nessuno Secondo

Fregata "Dieta"?

> Vincerà Chi Vorrà Vincere

Fregata "Baro"?

> Di Qui Non Si Passa

Fregata "Transenna"?

> Resurgit
> (Risorgerò)

Corvetta "Jim Morrison"?

> Sempre e Ovunque

Pattugliatore "Coca Cola"?

> Unità Di Trasporto e Sbarco
> Arremba San Zorzo
> Nave trasporto e sbarco "San Giorgio"
>
> Tu Con Nu, Nu Con Ti
> Nave trasporto e sbarco "San Marco"
>
> Coragio No Manca Co' Semo Nel Giusto
> Nave trasporto e sbarco "San Giusto"

Oeuh! Questi son già pronti per la secessione padana.

> Nunquam Satis
> (Mai abbastanza)

Corazzata "Ninfomane"?

> Navigo Per Sete

Cacciatorpediniere "Capitan Trinchetto"?

> Nuc Est Bibendum

Corazzata "Quindici Uomini E Una Cassa Di Rum"?

Ciao.
Marco

Gius Eppone

unread,
Jun 20, 2002, 12:38:12 PM6/20/02
to
"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> wrote in message
news:1604968.02062...@posting.google.com...

> > Coragio No Manca Co' Semo Nel Giusto
> > Nave trasporto e sbarco "San Giusto"
>
> Oeuh! Questi son già pronti per la secessione padana.
>

MRPTDR! Tutte divertenti, devvo essere sincero (mai pensato al cabaret?).
Ma questo è triestino... e Trieste è un po'trascurata (fortunatamente) dai
Padani. Credo che ci lascerebbero volentieri alla Cabiria o, come dicono
loro, Africa Settentrionale. :-)

Ciau ciau,
Giuseppe

> Ciao.
> Marco


luciana

unread,
Jun 20, 2002, 1:45:11 PM6/20/02
to


"ChiC-iSm" <pb...@mac.com> ha scritto nel messaggio
news:aes919$9jifc$1...@ID-27084.news.dfncis.de...
> Anzi, per farti arrabbiare ancora di piů allego una serie di motti


> legati alle Forze Armate italiane, maxime dell'Aeronautica e della

> Marina. Anzi, se ne trovo dell' Aeronautica Repubblichina, li aggiungerň
> anche...
(...)

Aggiungo motti di guerra dannunziani:

*Semper adamas* - sempre adamantino o come il diamante
Motto coniato per la Prima Squadriglia Navale.

*Sufficit animus*- basta il coraggio
Secondo motto per la Prima Squadriglia Navale (S.A.)

*Per l'aria buona guardia*
Motto per le Vedette Veneziane

*Cominus et neminus ferit*- Ferisce da vicino e da lontano
Motto dalla Squadra della Comina, squadriglia di aviatori destinata ad
imprese difficili.

*Iterum rudit leo*- di nuovo ruggisce il leone
Motto dell' impresa di Cattaro

*Senza cozzar di rocco*-
Motto dedicato a Gianni Caproni per i suoi apparecchi da bombardamento.

*Tramite recto*- per la diritta via
Motto per il Secondo Stormo della Squadriglia Navale

*Donec ad metam*-Fino alla meta
Motto del Volo su Vienna, 9 Agosto 1918

--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Amami, anima mia*. G.d'Annunzio,
9 Agosto 1890, carteggio con Barbarella Leoni.
luci...@tiscalinet.it

Danilo Giacomelli

unread,
Jun 20, 2002, 5:11:22 PM6/20/02
to

"luciana" <x...@xx.xx> ha scritto ...
.....

> Aggiungo motti di guerra dannunziani:

Memento Gaudere Semper

ciao

--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Quando stringe la man Cesare a Piero
da quella stretta umano sangue stilla.
(G. Carducci)
--------------------------


Attilio Lesilio

unread,
Jun 20, 2002, 10:07:09 PM6/20/02
to
Il giorno Thu, 20 Jun 2002 11:59:05 +0200, ChiC-iSm <pb...@mac.com> ha
scritto:

>Virtute Siderum Tenus
[...]
questi non fanno arrabbiare, fanno ridere
se ne hai altri posta pure

>Decima Mas
>Per l'Onore!

questo invece e' didattico: ci insegna dove sta l'onore per certa gentaglia
vigliacca

s.c.
A.L.

Attilio Lesilio

unread,
Jun 20, 2002, 10:19:32 PM6/20/02
to
Il giorno Thu, 20 Jun 2002 11:59:05 +0200, ChiC-iSm <pb...@mac.com> ha
scritto:

qualche commento

>Rapido Velocior Euro
>(Più veloce del veloce Euro (?) )
>Fregata "Euro"

Euro: il vento, non la moneta

>Pro Patria
>Bersagliere
tifosi di Busto Arsizio?

>Non Si Volta Chi A Stella è fiso
>Sommergibile "Leonardo Da Vinci"

copioni

>Navigo Per Sete
>Basento
come dire: se non navigo non bevo

>Nuc Est Bibendum
>(Ora bisogna brindare)
>Brenta

ricopioni (e' il motto dell'omino Michelin)

>Navi Scuola
>Non Chi comincia Ma Quel Che Persevera

motto di una associazione di baldracche (navi scuola) stufe dei clienti di
scarsa resistenza

>Faventibus Ventis
>Nave scuola "Palinuro"

problemi di flatulenza?

Roscio

unread,
Jun 21, 2002, 3:09:19 AM6/21/02
to
"Danilo Giacomelli" <danilo.g...@tin.it> wrote in message
news:_xrQ8.69805$5i1.2...@news2.tin.it...

>
> "luciana" <x...@xx.xx> ha scritto ...
> .....
> > Aggiungo motti di guerra dannunziani:
>
> Memento Gaudere Semper

Foemina Erit Ruina Tua...
(ah, no... quello è un motto papale... :-)))

--
Er Roscio.

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