Empoli: (i') cocomero.
Ciao,
Paolo
Paolo ha scritto:
>
> Come si chiama nel vostro vernacolo (o "dialetto", se preferite) e/o nel
> vostro italiano regionale il *cocomero*, alias "Citrullus lanatus"?
>
>
MODENA: CUCOMBRA
Ciao,
All
>Empoli: (i') cocomero.
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
State parlando dell'anguria??
Brescia: Angüria o 'ngüria.
ciao
--
Danilo Giacomelli
------------------------------------------
Dio non può cambiare il passato, gli storici si: è forse perché essi Gli
possono essere utili in uesto modo che Egli tollera la loro esistenza.
----- Samuel Butler -----
Ma guarda! Proprio come in inglese, dove si dice "watermelon".
A Bologna si dice "cocomero" nelle situazioni ufficiali, ma nel
linguaggio colloquiale tende a cambiare genere e divenire "la cocomera".
Ciao,
Nicola
P.S. Però il titolo del messaggio non è politicamente corretto! Avrebbe
dovuto essere: "I nomi dell'anguria nelle varie parti d'Italia" :-)
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
> Come si chiama nel vostro vernacolo (o "dialetto", se preferite) e/o nel
> vostro italiano regionale il *cocomero*, alias "Citrullus lanatus"?
Piemonte meridionale: PATECA (accento: patéca).
Andrea
salo...@mediacomm.it
A Palermo: "muluni d'acqua" (questa "d" è pronunciata "r") oppure
"muluni russu".
In diversi posti in Sicilia "u cucummaru" è il cetriolo.
Ruggero Volpes
Toscana: popone
> Ciao,
> Paolo
Ciao,
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
> P.S. Però il titolo del messaggio non è politicamente corretto!
Avrebbe
> dovuto essere: "I nomi dell'anguria nelle varie parti d'Italia" :-)
Seguendo le regole del "politicamente corretto" avrei dovuto piuttosto
scrivere *I nomi del "Citrullus lanatus" nelle varie parti d'Italia*. Ma
quanti avrebbero capito?
E poi lasciami fare un paio di considerazioni:
1) vivi in una città e parli un italiano regionale dove si dice "cocomero",
non "anguria";
2) il Devoto-Oli mi dà come lemma principale "cocomero", mentre "anguria" è
rimandato a "cocomero" per la definizione perché è considerato "regionale".
Ora, è vero che da trent'anni a questa parte "anguria" ha perso gran parte
della sua "regionalità" rispetto a"cocomero", forse perché è considerato più
"elegante". Ma si sa, io sono linguisticamente un po' conservatore ;-)
Ciao,
Paolo
> Liguria: pateca
A Milano sicuramente 'anguria'; quando sento 'cocomero' mi vegono in
mente i romani, e non mi ricordo mai se parlano di melone o di anguria...
P.
[...]
>> Come si chiama nel vostro vernacolo (o "dialetto", se preferite) e/o nel
>> vostro italiano regionale il *cocomero*, alias "Citrullus lanatus"?
>> Empoli: (i') cocomero.
>Toscana: popone
Non ti confondi col melone (popone, piu' piccolo, buccia rugosa) a
scapito del cocomero (anguria, grossa, verde, buccia liscia)?
A Pistoia la distinzione e' questa.
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
> > Liguria: pateca
>
> A Milano sicuramente 'anguria';
E nel dialetto meneghino come si dice?
> quando sento 'cocomero' mi vegono in
> mente i romani,
Perché non i toscani e i bolognesi?
> e non mi ricordo mai se parlano di melone o di anguria...
"Cocomero" è sempre "Citrullus lanatus" (anguria, melone d'acqua,
watermelon...). Non sono a conoscenza di parti d'Italia dove indichi
"Cucumis melo" (melone, popone...).
E voi? Conoscete qualche vernacolo dove "cocomero" indichi "Cucumis melo"?
Ciao,
Paolo
- anguria;
- ingöria (accento sulla ö).
Gian
Carlo
(e si dice *ha comprato l'anguria* di qualcuno notevolmente panciuto...
naturalmente si dice in piemontese, ma non provo a scriverlo per non far
ridere o inorridire nessuno... Karla? Maurizio?)
ciao
mimma / a cui l'anguria proprio non piace, meglio il melone!
P.S. Scusate per la trascrizione.
------------------------------------------
Andrea De Luca
Telecom Italia Lab
Centro Studi e Lab. Telecomunicazioni
Via Reiss Romoli 274
10148 TORINO - ITALY
e - mail : andrea...@tilab.com
Phone : +39 011 2287856
Gulp! Gasp!
È vero!!!
Adesso che ci penso, ho sempre fatto questa confusione.
Vedrò in futuro di stare più attento.
Per fortuna non ho un banchetto di frutta e verdura al mercato :-)
> Isa
>Come si chiama nel vostro vernacolo (o "dialetto", se preferite) e/o nel
>vostro italiano regionale il *cocomero*, alias "Citrullus lanatus"?
E' strano come questo argomento si riproponga periodicamente ed ancor
piu' strano che, in modo assolutamente casuale, quasi
contemporaneamente su i.h.c. Su i.c.l.i. tale sondaggio si sviluppo'
nel novembre 2000 (filone: FAQ bozza che ne dite?).
>Empoli: (i') cocomero.
In quella occasione, pur non intervenendo nel merito, scrivesti:
>Curiosità: a Empoli "i' melone" è la mortadella.
Non si e' mai pervenuti ad una conclusione definitiva soprattutto
perche' ognuno (quasi) ritiene che la denominazione nella propria
regione sia quella esatta. Vediamo se e' possibile riepilogare
premettendo che non tutte le varieta' sono presenti nel territorio.
Il cocomero fa parte della grande famiglia delle "cucurbitaceae"
(cocomero, melone, cetriolo, zucca).
La specie di cui stiamo parlando (rosso, dolce, acquoso, con semi neri
inglobati e con forma rotonda od oblunga verde striata) proviene
dall'Africa, il nome latino e' cucumis, -meris mentre quello
scentifico e' "citrullus lanutus" (sin. "cucumis citrullus").
In italiano, stando ai vocabolarî, il nome e' "cocomero" o "melone
d'acqua". La forma "angùria" viene da tutti citata come regionalismo
(settentrionale) in quanto proveniente dal greco "angourìon" che
identifica invece il cetriolo (cucumis sativus).
Sul fatto poi che alcuni (nel gruppo) definiscano "cocomero" voce
dialettale meridionale, io ho dei fortissimi dubbî; in meridione, che
io sappia, la voce comune e' "melone rosso" (intendendo quello
"d'acqua") e per distinguere le varieta' di "meloni" usiamo gli
attributi: melone rosso (gia' citato), giallo, verde e (di) Cantalupo.
I "gialli" e "verdi" distinguono due varieta' di quelli detti
"d'inverno" (cucumis melo) e "Cantalupo" (cucumis cantalupensis)
quelli coltivati nella omonima zona laziale.
Quindi, per riepilogare, abbiamo:
- anguria nel nord;
- cocomero nel centro e in centro-nord;
- melone (rosso, d'acqua) nel sud e centro-sud;
registrando pero' il fatto che nel sud (per emulazione? per l'errata
convinzione che solo al nord si parli l'italiano?) si sta diffondendo
il termine "anguria".
Circa le voci dialettali abbiamo:
- nord-ovest: pasteca dal francese "pasteque" (antico fr. "pateque"
attraverso il portoghese "pateca", dall'arabo "battikha" (melone)
- nord-centro-est: inguuria, ingöria (non so in veneto);
- sud (da Napoli in giu'): 'o melone (nap.), 'u muluni(sic.), zopàracu
(cal.?).
Come curiosita': al nord una anguria insipida e' un "cucuumer (?)"
(dialettalmente cetriolo) mentre al sud un melone insipido e' una
"cucuzza" (zucca, latino cucutia)
Per quanto riguarda i "meloni" propriamente detti, anche se non tutte
le varieta' sono presenti nel territorio le voci sono "melù, melun" al
nord e "popone" in toscana.
Salvo errori, omissioni e.... minchiate!
> E' strano come questo argomento si riproponga periodicamente ed ancor
> piu' strano che, in modo assolutamente casuale, quasi
> contemporaneamente su i.h.c. Su i.c.l.i. tale sondaggio si sviluppo'
> nel novembre 2000 (filone: FAQ bozza che ne dite?).
Benritrovato, Sergio. In vacanza andasti, ah?
Il tuo sunto č perfetto e andrebbe messo in una filza di FAQ; forse
Maurizio Pistone potrebbe inserire il tuo articolo nel suo sito?
Aggiungo la dizione dialettale milanese dell'anguria: angüria.
P.
La volta scorsa si trattò di un brusco "cambio di discussione" dovuto al
fatto che Nicoletta s'ostinava a sostenere che il "Citrullus lanatus" si
chiamava *anguria* in Toscana e *cocomero* al Sud.
Questa volta ho lanciato un filone apposito dove tutti potranno comunicare
come si chiama il "Citrullus lanatus" nel loro vernacolo e nel loro italiano
regionale.
> >Empoli: (i') cocomero.
>
> In quella occasione, pur non intervenendo nel merito, scrivesti:
>
> >Curiosità: a Empoli "i' melone" è la mortadella.
Prima o poi lancerò anche un filone sui nomi vernacoli della mortadella. Ne
vedremo delle belle!
> Vediamo se e' possibile riepilogare
> premettendo che non tutte le varieta' sono presenti nel territorio.
> Il cocomero fa parte della grande famiglia delle "cucurbitaceae"
> (cocomero, melone, cetriolo, zucca).
> La specie di cui stiamo parlando (rosso, dolce, acquoso, con semi neri
> inglobati e con forma rotonda od oblunga verde striata) proviene
> dall'Africa, il nome latino e' cucumis, -meris mentre quello
> scentifico e' "citrullus lanutus" (sin. "cucumis citrullus").
> In italiano, stando ai vocabolarî, il nome e' "cocomero" o "melone
> d'acqua". La forma "angùria" viene da tutti citata come regionalismo
> (settentrionale) in quanto proveniente dal greco "angourìon" che
> identifica invece il cetriolo (cucumis sativus).
> Sul fatto poi che alcuni (nel gruppo) definiscano "cocomero" voce
> dialettale meridionale, io ho dei fortissimi dubbî;
Più che dubbî, certezze: *cocomero* non è parola meridionale, bensì tipica
del Centro Italia, che poi ha conquistato anche la Romagna e il Bolognese.
Sarebbe interessante sapere a quale latitudine si colloca l'isoglossa
meridionale di "cocomero" vs "me(l)lone". A Latina dicono ancora cocomero, a
quanto sembra... E in Abruzzo? C'è nessun abruzzese in questo NG che ci
informi sulla situazione di questa regione?
in meridione, che
> io sappia, la voce comune e' "melone rosso" (intendendo quello
> "d'acqua") e per distinguere le varieta' di "meloni" usiamo gli
> attributi: melone rosso (gia' citato), giallo, verde e (di) Cantalupo.
> I "gialli" e "verdi" distinguono due varieta' di quelli detti
> "d'inverno" (cucumis melo) e "Cantalupo" (cucumis cantalupensis)
In un libro sugli alimenti trovo, nelle pagine dedicate ai meloni:
"Citrullus lanatus" Anguria, cocomero
"Cucumis melo" var "reticulatus" Melone retato
"Cucumis melo" Melone di Ogen
"Cucumis melo" Melone Casalba
"Cucumis melo" Melone Honeydew
"Cucumis melo" var "cantalupensis" Cantalupo
"Cucumis melo" Melone persiano
"Cucumis melo" Melone brasiliano
> quelli coltivati nella omonima zona laziale.
> Quindi, per riepilogare, abbiamo:
> - anguria nel nord;
> - cocomero nel centro e in centro-nord;
> - melone (rosso, d'acqua) nel sud e centro-sud;
> registrando pero' il fatto che nel sud (per emulazione? per l'errata
> convinzione che solo al nord si parli l'italiano?)
Già... Bonardi docet!
> si sta diffondendo
> il termine "anguria".
In Toscana (ancora) no. In futuro chissà :-(
Ciao,
Paolo
> > registrando pero' il fatto che nel sud (per emulazione? per l'errata
> > convinzione che solo al nord si parli l'italiano?)
>
> Già... Bonardi docet!
No, no!
Io sono semplicemente un sostenitore del regionalismo delle parlate, e
non solo delle parlate. Con l'aggiunta che spesso non sono d'accordo
sulle standardizzazione delle cose, figurarsi delle parlate.
C'è però una complicazione: che ogni parlata è, secondo me, bella
laddove possa essere apprezzata.
Ovvero: i lombardismi sono belli in Lombardia, i campanismi sono belli
in Campania, eccetera.
A me "dà fastidio" quando, come mi è successo tempo fa, in un bar di
Milano entra un signore meridionale (forse pugliese?) e chiede "un
cappuccino e un panino"; allo stupore del barista, il signore risponde
"e cosa vuole che sia un panino? E' quello lì, no?" e indica una brioche.
Quello che intendo dire è che ogni volta che io vado a Roma chiedo un
"cornetto", e mi aspetto che chi viene a Milano chieda una "brioche",
non un panino.
P.
>A me "dà fastidio" quando, come mi è successo tempo fa, in un bar di
>Milano entra un signore meridionale (forse pugliese?) e chiede "un
>cappuccino e un panino"; allo stupore del barista, il signore risponde
>"e cosa vuole che sia un panino? E' quello lì, no?" e indica una brioche.
>Quello che intendo dire è che ogni volta che io vado a Roma chiedo un
>"cornetto", e mi aspetto che chi viene a Milano chieda una "brioche",
>non un panino.
Spero non ti dia fastidio un francese che a Milano, in questo caso, chiedesse un
"croissant". (-:
Ciao.
Gian Carlo
Beh, su questo siamo d'accordo. Non siamo d'accordo invece su quello che
debba essere l'italiano standard.
Io sostengo che si debba sempre tener conto della struttura fonologica
fondamentalmente "toscana" dell'italiano, seguendo principalmente le
direttive già espresse da Luciano Canepari (che è veneziano) nel suo MaPI.
Paolo Bonardi sostiene (non senza un fondo di verità, devo riconoscerlo)
che -- siccome il baricentro sociopolitico dell'Italia s'è spostato verso il
nord -- l'italiano standard debba accogliere o tollerare caratteristiche
fonologiche tipicamente padane.
Ora, finché si tratta di dire /'kOza/ o /'kaza/ non ho molto da obiettare.
Ma lasciatemi stare /Ev'vero/ e /per'ke/!
> C'è però una complicazione: che ogni parlata è, secondo me, bella
> laddove possa essere apprezzata.
> Ovvero: i lombardismi sono belli in Lombardia, i campanismi sono belli
> in Campania, eccetera.
> A me "dà fastidio" quando, come mi è successo tempo fa, in un bar di
> Milano entra un signore meridionale (forse pugliese?) e chiede "un
> cappuccino e un panino"; allo stupore del barista, il signore risponde
> "e cosa vuole che sia un panino? E' quello lì, no?" e indica una brioche.
> Quello che intendo dire è che ogni volta che io vado a Roma chiedo un
> "cornetto", e mi aspetto che chi viene a Milano chieda una "brioche",
Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
Tutti sinonimi?
> non un panino.
Ciao,
Paolo
>Come curiosita': al nord una anguria insipida e' un "cucuumer (?)"
>(dialettalmente cetriolo) mentre al sud un melone insipido e' una
>"cucuzza" (zucca, latino cucutia)
Dalle mie parti un'anguria puň essere (nel senso di sapere di) un cücömer
(accento sulla ö), cioč un cetriolo, ma un melone puň essere un süchčt, cioč
una zucchina.
Cioa.
Gian Carlo
>Il cocomero fa parte della grande famiglia delle "cucurbitaceae"
>(cocomero, melone, cetriolo, zucca).
>La specie di cui stiamo parlando (rosso, dolce, acquoso, con semi
neri
>inglobati e con forma rotonda od oblunga verde striata) proviene
>dall'Africa, il nome latino e' cucumis, -meris mentre quello
>scentifico e' "citrullus lanutus" (sin. "cucumis citrullus").
[...]
Quando ero bambino si distingueva tra le due angurie: quella oblunga e
di colore piů chiaro veniva detta "anguria americana", quella piů
tondeggiante e scura era l'anguria normale. Di quest'ultima perň ho
perso le tracce da perecchio tempo: sui banchi vedo ormai solo le
angurie lunghe. Che fine hanno fatto le altre? Esistono ancora in
altre parti d'Italia?
Frank
> > P.S. Però il titolo del messaggio non è politicamente corretto!
> Avrebbe
> > dovuto essere: "I nomi dell'anguria nelle varie parti d'Italia" :-)
>
> Seguendo le regole del "politicamente corretto"
Paolo, perdonami, ma ho l'impressione che recentemente tu fatichi piú
del solito per afferrare le mie fini ilarità. Mi sa che per il futuro, a
scanso di equivoci, abbonderò di faccine e quant'altro :-) Contento? :-)
Ciao,
Nicola
> Ora, finché si tratta di dire /'kOza/ o /'kaza/ non ho molto da obiettare.
> Ma lasciatemi stare /Ev'vero/ e /per'ke/!
Su "è vero" non concordo: non vedo perché (!) dovrebbe essere meno
"bello" o piú "pericoloso" di "cosa" o "casa" alla settentrionale. Non si
confonde con null'altra parola, non crea coppie minime. Per "perché" cólla
finale chiusa, credo sia da ritenere veniale, visto che in quella posizione
la "e", che già crea poche coppie minime, è del tutto innocua.
> Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
"Brioscia"? Ommioddio...
> [...]Mi sa che per il futuro, a
> scanso di equivoci, abbonderò di faccine e quant'altro :-)
Saggia decisione, IMO :))
--
Ciao,
Mariuccia®
> [...]
> Sarebbe interessante sapere a quale latitudine si colloca l'isoglossa
> meridionale di "cocomero" vs "me(l)lone". A Latina dicono ancora cocomero, a
> quanto sembra... E in Abruzzo? C'è nessun abruzzese in questo NG che ci
> informi sulla situazione di questa regione?
Non sono abruzzese, ma qui è facile trovare abruzzesi DOC :))
Tieni presente che si mangiano le vocali, quindi metto fra parentesi
quelle che si scrivono ma ... non si dicono :))
• L'angura (ovvero il cocomero) ha due definizioni, secondo il colore
della buccia: lu citròn(o) e lu cocòm(e)ro: il primo è di buccia
chiara, il secondo di buccia scura.
• Il melone (ovvero il popone) vien detto "lu m(e)lòn(o).
--
Ciao,
Mariuccia®
>
>A Milano sicuramente 'anguria'; quando sento 'cocomero' mi vegono in
>mente i romani, e non mi ricordo mai se parlano di melone o di anguria...
A me cocomero fa venire in mente il cetriolo che in inglese è appunto
cucumber... adesso. Quando ho letto the importance of being earnest mi
sono fatta un sacc di domande sul cucumber sandwich, mi faceva enorme
fatica immaginare un panino all'anguria :))
Beh, lo sai, sono un fan della cogeminazione. Seguendo il criterio di
Canepari, si apprende, per esempio, che essa è motivata dal fatto che
rientra (perlopiù) nelle assimilazioni consonantiche, una delle
trasformazioni più significative che si sono avute nel passaggio dal latino
all'italiano.
> Per "perché" cólla
> finale chiusa, credo sia da ritenere veniale, visto che in quella
posizione
> la "e", che già crea poche coppie minime, è del tutto innocua.
In contesto finale, la differenza tra /e/ ed /E/ mi sembra più marcata che
altrove. Forse è solo una mia impressione personale dovuta alla diversa
grafia di "caffè" e "perché". O no?
>
> > Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
>
> "Brioscia"? Ommioddio...
Non ti piaccion le briosce o ti sconcerta il nome?
"Brioscina" si trova scritto anche su diverse confezioni di pastine.
Ciao,
Paolo
>Quando ero bambino si distingueva tra le due angurie: quella oblunga e
>di colore piů chiaro veniva detta "anguria americana", quella piů
>tondeggiante e scura era l'anguria normale. Di quest'ultima perň ho
>perso le tracce da perecchio tempo: sui banchi vedo ormai solo le
>angurie lunghe. Che fine hanno fatto le altre? Esistono ancora in
>altre parti d'Italia?
Dipende da quando.... eri bambino. ;-)))
A parte gli scherzi, se era verde scuro (senza striature piu' chiare),
liscio e tondeggiante (ma sempre con polpa rossa, senza cavita' e semi
neri inglobati), allora si tratta delle varieta' "fuori tempo"
coltivate in serra. Ora li coltivano solo in Israele (credo) e ne
hanno creato anche una varieta' senza semi ed a prezzi cosě bassi da
bloccare tutta la produzione locale.
Ciao.
Sergio.
Forse in provincia di Alessandria?
In provincia di Cuneo: anguria pron.: angüria.
> Andrea
Karla
Come ho già scritto in un post precedente, si pronuncia: angüria o
angueria (alla francese), credo che il suono sia lo stesso.
> ciao
> mimma / a cui l'anguria proprio non piace, meglio il melone!
Ciao
Karla
A me piace sia l'anguria( verde e rossa) che il melone (giallo)
>
> Tutti sinonimi?
Io dico sempre croissant, perchè qui lo chiamano così, e vedo che nelle
città, italiane ed europee, tutti i baristi capiscono benissimo. Penso sia
dovuto al fatto che si tratta del nome originale, un po' come cappuccino
che è conosciuto in tutta Europa.
Karla
Interessante cosa scrive oggi "La Gazzetta dello Sport" nella pagina
dedicata agli sportivi fai da te. Articolone intitolato: "Sete di
anguria". Però per tutto il corso dell'articolo si dice sempre e solo
"cocomero".
Ciao,
Nicola
> Forse in provincia di Alessandria?
Exact.
Andrea
salo...@mediacomm.it
> > Forse in provincia di Alessandria?
>
> Exact.
Dialetto alessandrino?
P.
> Beh, lo sai, sono un fan della cogeminazione. Seguendo il criterio di
> Canepari, si apprende, per esempio, che essa è motivata dal fatto che
> rientra (perlopiù) nelle assimilazioni consonantiche, una delle
> trasformazioni più significative che si sono avute nel passaggio dal
latino
> all'italiano.
D'accordo, ma nessun fenomeno è eterno. E, volenti o nolenti, dobbiamo
attenderci che s'usi sempre meno.
> In contesto finale, la differenza tra /e/ ed /E/ mi sembra più marcata che
> altrove. Forse è solo una mia impressione personale dovuta alla diversa
> grafia di "caffè" e "perché". O no?
Graficamente, però. La contrapposizione tra /e/ ed /E/, in posizione
finale, non ha luogo, che io sappia.
> Non ti piaccion le briosce o ti sconcerta il nome?
>
> "Brioscina" si trova scritto anche su diverse confezioni di pastine.
Si dice anche "dessertino", ma ti assicuro che se sulla confezione d'un
dolce trovo scritto "desserte", non lo mangio :-)
> Si dice anche "dessertino", ma ti assicuro che se sulla confezione d'un
> dolce trovo scritto "desserte", non lo mangio :-)
Ma allora in Sicilia dovresti rinunciare a una squisitezza: la
*brioscia* col gelato, diffusissima in tutte le gelaterie. Sui
cartellini trovi scritto brioscia e briosce.
Tornando IT, credo non ci sia nulla di male nell'italianizzare anche
la grafia degli esotismi ormai entrati a far parte dell'italiano. E
non credo sia abitudine recente: lo sifa da almeno 500 anni (se non
sbaglio) e a me pare un modo come un altro per far sí che la lingua si
arricchisca senza perdere la propria identità.
IMO, ovviamente e come sempre.
--
Ciao,
Mariuccia®
> Dialetto alessandrino?
No, un po' piu' a sud-est. Purtroppo la nostra zona recentemente
e' stata famosa per un fattaccio di cronaca piu' che per altro.
Andrea
salo...@mediacomm.it
> Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
>
> Tutti sinonimi?
A quanto risulta a me, la brioscia è rotonda e di pasta diversa da
quella del "croissant" che io ho sempre sentito chiamare cornetto o
anche "cruassàn", sempre riferito al(la) "mezzaluna", naturale o
ripieno con marmellata, cioccolata o crema gialla.
--
Ciao,
Mariuccia®
> Interessante cosa scrive oggi "La Gazzetta dello Sport" nella pagina
> dedicata agli sportivi fai da te. Articolone intitolato: "Sete di
> anguria". Però per tutto il corso dell'articolo si dice sempre e solo
> "cocomero".
Un esempio di (dis)unità linguistica? :))
O forse l'articolista non ha voluto far torto a nessuno?
--
Ciao,
Mariuccia®
Nicola Nobili dai labirintici meandri dell'ortografia disaccentata
wrote:
I titoli non sono quasi mai scritti dall'estensore dell'articolo. Io
sono un anguriofago.
Ciao
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
Questa, molto simile, l'ho trovata 5 minuti fa su:
www.deltadelpo.it/headlines.asp?posizione=253
---------------------------------------------------------------------------------------------------
COCOMERO (ANGURIA) (Cucumis citrullus vulgaris L. Schrad)
Caratteristiche:
L'anguria, nota anche con i nomi di cocomero, pasteca o melone
d'acqua, è un frutto zuccherino.........
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Anche quest'altra non e' da meno:
http://vivimilano.corriere.it/atavola/ptavola/PT00005/251199fm93.html
---------------------------------------------------------------------------------------------------
L'anguria
Allan Bay
Non si può che amare l’anguria, d’estate. Si, d'accordo, la bella
stagione è prodiga di tanti doni, soprattutto frutta di cui tutti
siamo ghiotti; ma nessuna frutta, anzi nessun alimento "fa estate"
come l'anguria.
[...] descrive il frutto...
E' un frutto antico, di origine egiziana o dell'Africa nera. Ha alcune
stranezze e tanti record.
La principale stranezza è il nome: anguria, che tutti usano, in realtà
è un termine dialettale, il vero nome in italiano è cocomero; però
molti la chiamano melone d'acqua e qualcuno anche pasteca. ....
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Prima dice che tutti usano anguria (contrariamente al vero nome) pero'
poi aggiunge che molti e qualcuno usano....
Non si si capisce se i molti e qualcuno facciano parte di tutti o
altro....
Ciao.
Sergio.
Notoriamente i titoli dei giornali non sono scritti dagli articolisti.
Ciao
Frank
---
Nota dello sponsor: questo messaggio risulta comprensibile al
newsreader di Mariuccia Ruta grazie alle intuizioni di Lem98.
> > Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
> >
> > Tutti sinonimi?
>
> A quanto risulta a me, la brioscia è rotonda e di pasta diversa da
> quella del "croissant"
Credo che "brioscia" sia un termine generico, mentre "cornetto"/"croissant"
indica proprio la pastasfoglia a mezza luna (vedi sotto).
> che io ho sempre sentito chiamare cornetto o
> anche "cruassàn", sempre riferito al(la) "mezzaluna", naturale o
> ripieno con marmellata, cioccolata o crema gialla.
Forse non tutti sanno che il "croissant" ha origini ungheresi: alla fine del
XVII secolo i turchi assediarono Budapest e per far cadere la città
scavarono dei cunicoli per oltrepassare le mura. I fornai, che si recarono
al lavoro la mattina seguente, furono i primi ad accorgersene e a dare
l'allarme. I turchi dovettero ritirarsi. Come segno del loro trionfo, i
fornai formarono con della pasta sfoglia l'emblema dell'esercito turco, la
luna crescente. Arrivò prima a Vienna e poi a Parigi, dove fu introdotto da
Maria Antonietta (che era austriaca): qui il suo nome di "luna crescente"
fu francesizzato in "(lune) croissant".
Curiosità: il "croissant" non andrebbe mai inzuppato, per non far perdere la
sua croccantezza.
Ciao,
Paolo
# zopàracu (cal.?).
In realtà questo termine, tipico del catanzarese, è attualmente in
disuso; le giovani generazioni dicono melone (rosso, d'acqua e bianco,
di pane).
Il termine deriva, verosimilmente, da «zù paracu» (zio parroco), forse
per le file di semi neri che ricordano i bottoni della tonaca d'un
prete. A Cosenza si parla di melone- dialetto: milune- (d'acqua, di
pane).
Per Sergio preciso che la pronuncia napoletana corretta è «o m'llòn'»
-due elle- (le due e atone, che ho segnato con un apostrofo, sono
praticamente due "schwa"; localmente capita di sentir rendere la prima
con qualcosa di molto simile a una u). Il termine designa anche la
testa pelata.
--
Tutto ciò similmente o già sapete
o con agio in Omero il leggerete.
>
> Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote in message
> 3b6178c0...@News.CIS.DFN.DE...
>
>>> Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
>>>
>>> Tutti sinonimi?
>>
>> A quanto risulta a me, la brioscia è rotonda e di pasta diversa da
>> quella del "croissant"
>
> Credo che "brioscia" sia un termine generico, mentre "cornetto"/"croissant"
> indica proprio la pastasfoglia a mezza luna (vedi sotto).
Questo e' un argomento che mi fa tanto soffrire perche' adoro le brioche
(quelle che descrive Mariuccia) sparite dai bar e panifici del nord Italia
dove nel corso degli ultimi 15 anni, dove si smerciano croissant/cornetti
grondanti unto, magari cotti al bar, partendo da pasta surgelata. E dire che
mi ricordo quella buonissima "venexiana", rotonda, leggera e ormai
introvabile. Per me la differenza sta nell'impasto: con o senza
burro/margarina.
>> che io ho sempre sentito chiamare cornetto o
>> anche "cruassàn", sempre riferito al(la) "mezzaluna", naturale o
>> ripieno con marmellata, cioccolata o crema gialla.
>
> Forse non tutti sanno che il "croissant" ha origini ungheresi: alla fine del
> XVII secolo i turchi assediarono Budapest e per far cadere la città
> scavarono dei cunicoli per oltrepassare le mura. I fornai, che si recarono
> al lavoro la mattina seguente, furono i primi ad accorgersene e a dare
> l'allarme. I turchi dovettero ritirarsi. Come segno del loro trionfo, i
> fornai formarono con della pasta sfoglia l'emblema dell'esercito turco, la
> luna crescente. Arrivò prima a Vienna e poi a Parigi, dove fu introdotto da
> Maria Antonietta (che era austriaca): qui il suo nome di "luna crescente"
> fu francesizzato in "(lune) croissant".
>
> Ciao,
> Paolo
>
Ne sei proprio sicuro? Io conosco la storia, riferita sembre come leggenda,
che riguardarebbe l'assedio di Vienna del 1683. Per celebrare la vittoria
sui turchi la brioche (sempre una pasta lievitata con pochissimo zucchero e
meno burro ma del latte) perse le rotondita' e divenne un Kipferl, un
cornetto. Di cornetti a Vienna se ne trovano almeno una dozzina e per
indicare quello di pasta sfoglia - non molto comune - si usa il temine
Butterkipferl.
--
ciao
isa
#Di cornetti a Vienna se ne trovano almeno una dozzina e per
#indicare quello di pasta sfoglia - non molto comune - si usa il
temine
#Butterkipferl.
Vero che ci sono diversi tipi di cornetti (e anche di caffellatte: c'è
un famoso locale che ne propone 24 gradazioni, con proporzioni
(de)crescenti di latte e caffè). Però ricordo che la prima cosa che
feci appena sceso dal treno, al bar della stazione di Vienna
(ovviamente la Südbahnhof), fu chiedere 'bitte, ein croissant'.
Giuro che quello che mi portarono era uguale ai nostri. :-)
Il fatto è che nonsapevo il tedesco, e mi arrangiavo mischiando
inglese, francese, italiano e altro. Per ricollegarmi all'altro
filone, feci anche il gesto che indicava la mezzaluna :-). Il barista
mi guardò come se la cosa lo *perplettesse©*, ma mi accontentò.
> From: fatherm...@a-ruba.it (FatherMcKenzie)
> Organization: writing sermons s.a.s.
> Reply-To: ewr...@erokdj.oi
> Newsgroups: it.cultura.linguistica.italiano
> Date: Sat, 28 Jul 2001 14:45:19 GMT
> Subject: Re: Cornetto (era: [Sondaggio] I nomi del cocomero nelle varie
> regioni d'Italia)
>
> Me ne stavo là seduto senza far niente. Tutto quello che feci fu
> togliermi il berretto da cacciatore e ficcarmelo in tasca. Tutt'a un
> tratto, ecco che a Trenton sale isacchini <isacc...@chello.at> e si
> siede vicino a me:
davvero?
> Vero che ci sono diversi tipi di cornetti (e anche di caffellatte: c'è
> un famoso locale che ne propone 24 gradazioni, con proporzioni
> (de)crescenti di latte e caffè). Però ricordo che la prima cosa che
> feci appena sceso dal treno, al bar della stazione di Vienna
> (ovviamente la Südbahnhof), fu chiedere 'bitte, ein croissant'.
> Giuro che quello che mi portarono era uguale ai nostri. :-)
Anche la pizza che servono all'areoporto di fiumicino e' tale e quale a
quella che trovo io qui.
--
isa
>Questo e' un argomento che mi fa tanto soffrire perche' adoro le brioche
>(quelle che descrive Mariuccia) sparite dai bar e panifici del nord Italia
>dove nel corso degli ultimi 15 anni, dove si smerciano croissant/cornetti
>grondanti unto, magari cotti al bar, partendo da pasta surgelata. E dire che
>mi ricordo quella buonissima "venexiana", rotonda, leggera e ormai
>introvabile. Per me la differenza sta nell'impasto: con o senza
>burro/margarina.
Ovvìa, perche' non te le fai con le tue manine medesime?
Un kg di farina, 200 gr di zucchero, 100 gr di malto (o miele), una
tavoletta di lievito (25-30 gr) e un po' di strutto. Impasti, fai
gonfiare, spennelli con rosso d'uovo sbattuto e inforni. E te le gusti
fragranti-fragranti.
Ciao.
Sergio.
>Questo e' un argomento che mi fa tanto soffrire perche' adoro le brioche
Cerco di stare in tema comunicando che il sostantivo deriva dal
normanno "brier" = impastare.
> E dire che mi ricordo quella buonissima "venexiana", rotonda, leggera e ormai
>introvabile
Isa Intende quella che aveva sul dorso dei cubetti di sostanza
zuccherina?
A Milano però si chiamavano semplicemente "veneziane".
--
Bye
Vitt
>
>> E dire che mi ricordo quella buonissima "venexiana", rotonda, leggera e ormai
>> introvabile
>
> Isa Intende quella che aveva sul dorso dei cubetti di sostanza
> zuccherina?
> A Milano però si chiamavano semplicemente "veneziane".
si, proprio quella con lo zucchero a granella. Mi sembra di capire che sia
scomparsa anche a Milano...
--
isa
Grazie Sergio per la ricetta. Il punto e' che a me servirebbe una brioche,
massimo due, tutte le mattine. Con le dosi che mi dai ne vengono una
cinquantina: cosa faccio? ne mangio due e butto le altre quarntotto? o le
regalo al bar dove andrei in ogni caso a bere il caffe'?
insomma, a me piacerebbe tanto poterla comprare 'sta briocioscina
saluti
--
isa
>Grazie Sergio per la ricetta. Il punto e' che a me servirebbe una brioche,
>massimo due, tutte le mattine. Con le dosi che mi dai ne vengono una
>cinquantina: cosa faccio? ne mangio due e butto le altre quarntotto? o le
>regalo al bar dove andrei in ogni caso a bere il caffe'?
>insomma, a me piacerebbe tanto poterla comprare 'sta briocioscina
Ma a questo punto hai pensato "ô bisiněss" che potresti creare in
quelle lande des-brioscizzate? ;-))))
Lo sai quanti soldini si e' fatto chi ha reinventato il monopattino,
giocattolo autarchico dei ragazzi del '40?
Ovviamente scherzo, pero' .........
Ciao.
Sergio.
> ... il *cocomero*...
Ora che ci penso, mi ricordo che mia nonna diceva "la cocomera": ma
non sono sicuro (mia non a era emiliana) se fosse una questione
dialettal-culturale o un suo personalissimo modo di dire...
Andrea
salo...@mediacomm.it
>Ora che ci
penso, mi ricordo che mia nonna diceva "la cocomera": ma
>non sono sicuro
(mia non a era emiliana) se fosse una questione
>dialettal-culturale o un
suo personalissimo modo di dire...
In Romagna lo dicono tuttora.
Ciao.
Gian Carlo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>> Empoli: (i') cocomero.
>
> Toscana: popone
No, il popone é il melone
Siena: cocomero
-- Pantera da Siena
> In article <3b5f7644...@news.earthlink.net>,
> sorry@die_spammer_die.com (Lupo Buono) wrote:
>
>> Liguria: pateca
>
> A Milano sicuramente 'anguria'; quando sento 'cocomero' mi vegono in
> mente i romani, e non mi ricordo mai se parlano di melone o di anguria...
Anche a Genova in italiano lo chiamano "anguria" in dialetto "pateca" (come
già detto da molti.
-- Pantera da Siena (che ha vissuto 40 anni a Genova)
e collaboro con quelle che so:
Siena ciaccino
Firenze schiacciata
Genova focaccia
> Siena ciaccino
A Empoli il "ciaccino" è una pastella di farina bianca fritta.
> Firenze schiacciata
In italiano "schiacciata" non è (completamente) sinonimo di "focaccia": una
focaccia può essere salata o dolce e anche condita con varî ingredienti. La
"schiacciata" (a Firenze, Empoli ecc.. in Toscana occidentale è più spesso
"schiaccia") è un tipo di focaccia sottile fatta con pasta di pane cotta in
forno condita con olio e sale.
> Genova focaccia
Genovesi del NG: la vostra focaccia corrisponde alla nostra schiacciata
oppure c'è qualche differenza?
Ciao,
Paolo
No, il popone è il melone - c'è una piccola differenza :-)
> -- Pantera da Siena
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
> [...] La
> "schiacciata" (a Firenze, Empoli ecc.. in Toscana occidentale è più spesso
> "schiaccia") è un tipo di focaccia sottile fatta con pasta di pane cotta
in
> forno condita con olio e sale.
E la piadina romagnola, si può considerare una focaccia?
> Ciao,
> Paolo
> Sollecitata dal cocomero....domando i nomi della focaccia
Foca cattiva, otaria che si rifiuta di eseguire il numero con la palla,
brutto leone marino, focaccia monacaccia, ... Phoca ridens (ghghgh)
> -- Pantera da Siena (che ha vissuto 40 anni a Genova)
Azz... qui i casi sono due: o sei genovese piu' che senese, oppure hai
almeno 81 anni.
> Ora che ci penso, mi ricordo che mia nonna diceva "la cocomera":
Io al sud ho sentito dire "melonessa" (per quello rotondo d'acqua).
(il correttore voleva convincermi a cambiare melonessa in Melanesia)
>Come si chiama nel vostro vernacolo (o "dialetto", se preferite) e/o nel
>vostro italiano regionale il *cocomero*, alias "Citrullus lanatus"?
Risultato del sondaggio condotto su i.h.c. e i.c.l.i.
(singolarmente sono indicati i nomi locali o "?" se non li conosco).
Area della "Anguria-Patéca":
- Liguria: pateca
- Piemonte meridionale(Alessandria sud-est): patéca
Area dell' "Anguria-Anguria"
- Cuneo (?): angüria.
- Torino: angüria.
.
. (Tutta la fascia compresa)
.
- Brescia: Angüria o 'ngüria.
- Bassa bergamasca: ingöria, accento sulla ö
Area del "Cocomero"
- Emilia-Romagna: ?
-- Modena: cucombra
-- Bologna: cocomera, cucambar, gombra
- Toscana: cocomero
- Umbria: lu caciombero
-- Perugia: cicombre
- Marche: cocomero
-- Marche basse : cucumme-r e cucummera
- Abruzzo alto: cucumme-r o cucummera
-- Teramo: c-trò (con la "c" di "cina")
- Abruzzo: citròno e cocòmero
- Lazio: cocomero
Area del "Melone d'acqua (rosso)":
- Molise: melone a acqua
- Lucania: melone a acqua
- Puglia: ?
- Campania: Mellone r'acqua
- Calabria: maluni
-- Cosenza: melone, milune (d'acqua, di pane).
-- Catanzaro: zù paracu (in disuso)
- Sicilia: muluni d'acqua ("d" pronunciata "r") oppure muluni russu
Sardegna, Puglia, Veneto, Friuli e Val d'Aosta: nessuna risposta.
In diverse regioni si sta diffondendo l'uso di "anguria". Io segnalo
la Sicilia, altri hanno segnalato l'Umbria e le Marche "alte".
Quindi al nord abbiamo pateca (est) ed anguria; al centro-nord centro
(Emilia-Romagna fino a Lazio-Umbria-Abruzzo) abbiamo il cocomero; per
il resto il melone d'acqua (o rosso).
Se la confrontate con la mappa delle isoglosse del Pellegrini la cosa
ha una sua razionalita'.
Ciao.
Sergio.
> - Brescia: Angüria o 'ngüria.
> - Bassa bergamasca: ingöria, accento sulla ö
Milano: angüria
> In diverse regioni si sta diffondendo l'uso di "anguria". Io segnalo
> la Sicilia, altri hanno segnalato l'Umbria e le Marche "alte".
Ho chiesto a una pugliese di 21 anni della provincia di Bari: "come si
dice anguria nel tuo dialetto?"
Risposta: "anguria"....
Ah! potenza di noi settentrionali!
P.
>
>
>>
>> Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote in message
>> 3b6178c0...@News.CIS.DFN.DE...
>>
>>>> Cornetto, brioscia (brioche), croissant, chifel(le)...
>>>>
>>>> Tutti sinonimi?
>>>
>>> A quanto risulta a me, la brioscia è rotonda e di pasta diversa da
>>> quella del "croissant"
>>
>> Credo che "brioscia" sia un termine generico, mentre "cornetto"/"croissant"
>> indica proprio la pastasfoglia a mezza luna (vedi sotto).
>
> Per me la differenza sta nell'impasto: con o senza
> burro/margarina.
>
Scusate se sono tornata sull'argomento, ma mi ispira...
Il problema è che sono due paste completamente diverse, non è solo questione
di burro o margarina.
La brioche è una pasta lievitata con burro e uova, mentre il croissant è
fatto con una specie di pasta sfoglia (*una specie* significa che la ricetta
è quella, ma con delle modifiche che non ricordo).
Al di là degli ingredienti, insomma (che gira e rigira non possono certo
essere tanto diversi da farina, burro, zucchero, uova e lievito), è la
lavorazione che cambia.
ciao
m
>Sollecitata dal cocomero....domando i nomi della focaccia
Come se la cosa fosse facile..........
Sui cocomeri la cosa e' stata possibile in quanto ho descritto
accuratamente l'oggetto (anche se ciononostante i riferimenti a poponi
e meloni ci sono stati), ma la focaccia e' un'altra cosa.
La focaccia (latino focus, focolare) indica qualcosa simile alla
pagnotta, ma bassa e quindi "schiacciata". Quindi una focaccia e' una
schiacciata, ma non e' detto che qualcosa che si chiami schiacciata
debba essere una focaccia. L'impasto puo' essere salato o dolce, ma
quello che conta e' la possibilita' di farcirla e quindi di tagliarla
in altezza. Penso che ogni regione abbia le sue focacce ed in
particolare nella zona del palermitano ricordo quelle con la milza,
quelle con la ricotta o quelle semplicemente condite con olio, sale,
pepe, origano e sarde salate. Le schiacciate, oltre a secondo nome
delle focacce, indicano anche le preparazioni in cui la cottura
avviene assieme alla farcia. Storicamente famose rimarranno, in
i.h.c., le schiacciate ragusane ("scacce") di Mariuccia che ne
preparo' una trentina (al meno) di chili per 25 persone tanto per
"farcele assaggiare" In due giorni non riuscimmo a finirle e qualcuno
si fece il "doggy bag".
Secondo me la piadina (et similia) non fa parte delle
focacce/schiacciate in quanto non esiste la possibilita' di farcirle
se non sovrapponendole.
Classificarle? Come? Impasto, forma, cottura e condimento sono fra i
piu' variegati: la focaccia con milza di Palermo non e' neppure
lontana parente della focaccia di Genova come non lo e' la scaccia di
Ragusa.
Pero', pensandoci bene, una cosa in comune l'hanno, sono......tutte
bbbbuone!
Ciao.
Sergio.
>Sollecitata dal cocomero....domando i nomi della focaccia
>
>e collaboro con quelle che so:
>
>Siena ciaccino
>Firenze schiacciata
>Genova focaccia
Roma pizza bianca, ma se l'aspetto ad uno sguardo disattento è simile
a quello della vera genovese, il gusto è ben diverso per la diversa
lievitatura e la mancanza (?) di olio.
--
Bye
Vitt
Fino a ieri, in quel di Marciana Marina (isoladelba), dal fornaio di paese
chiedevo: duemilalire di schiaccia. E venivami servita croccante "pizza
bianca".
P.
io comunque, lodigiano, dico "focaccia".
Direi che la Puglia rientra nell'area "melone rosso".
Ciao,
Iosef Strawarila
--
Maðr er manns gaman
Homo deliciae hominis
(Carme islandese delle rune)
In Puglia è pellica o peddica (con l'accento sulla i).
>
> Sergio <sergio....@tin.it> wrote:
>
>> - Brescia: Angüria o 'ngüria.
>> - Bassa bergamasca: ingöria, accento sulla ö
>Milano: angüria
Bonardi, mi devo munire di bacchetta noccatoria? Avevo scritto:
>- Torino: angüria.
>.
>. (Tutta la fascia compresa)
>.
>- Brescia: Angüria o 'ngüria.
Se vai da Torino a Brescia, prima o poi, Milano la incontri. O no?
>> In diverse regioni si sta diffondendo l'uso di "anguria". Io segnalo
>> la Sicilia, altri hanno segnalato l'Umbria e le Marche "alte".
>
>Ho chiesto a una pugliese di 21 anni della provincia di Bari: "come si
>dice anguria nel tuo dialetto?"
>Risposta: "anguria"....
>Ah! potenza di noi settentrionali!
Inquinatori della lingua italiana!!!!!! ;-)))
(Pero', per quanto riguarda la Puglia, la vicinanza della Grecia
potrebbe avere influenzato)
Ciao.
Sergio.
> E la piadina romagnola, si può considerare una focaccia?
Per me (che pure non sono "romagnolo", ma che la Romagna la conosco
bene), mi sembra una bestemmia. Tuttavia il problema è piú grave di quel che
pensi. Un'estate lavorai come barista all'aeroporto. Ovviamente avevamo
anche le piadine, che noi, correttamente, chiamavamo "piadine". I turisti,
da varie parti d'Italia, le chiamavano sempre in modi diversi, quasi mai col
loro nome, e anzi, spesso usavano i nomi di altri panini, almeno secondo
noi, ingenerando una certa confusione. Varie volte m'è capitato di dire:
"Ecco il suo panino pincopallino caldo!" e di sentirmi dire: "Ma no! Io
volevo quell'altro!" e voleva la piadina.
Ciao,
Nicola
P.S. Scordavo: per me la focaccia è una pasterella soffice e dolce, che
solitamente si taglia e si riempie di panna o di gelato.
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
> Ora che ci penso, mi ricordo che mia nonna diceva "la cocomera": ma
> non sono sicuro (mia non a era emiliana) se fosse una questione
> dialettal-culturale o un suo personalissimo modo di dire...
Niente di strano, in Emilia-Romagna si dice comunemente "la cocomera",
il genere maschile ("il cocomero") s'usa solamente in àmbiti ufficiali.
Ciao,
Nicola
> Ho chiesto a una pugliese di 21 anni della provincia di Bari: "come si
> dice anguria nel tuo dialetto?"
> Risposta: "anguria"....
> Ah! potenza di noi settentrionali!
Ennò, Paolo, hai barato! Se gli avessi chiesto: "Come si chiama il
cocomero nel tuo dialetto?" probabilmente t'avrebbe risposto: "Cocomero". Se
fornisci un indizio, è scientificamente provato che attivi certe parti della
memoria, tutto ciò che a quella parola è collegato nella mente
dell'interlocutore, pertanto lo condizioni. Per essere obiettivo avresti
dovuto fargli vedere uno di questi frutti e poi chiedergli: "Come si chiama
questo frutto nel tuo dialetto?".
> Ennò, Paolo, hai barato! Se gli avessi chiesto: "Come si chiama il
>cocomero nel tuo dialetto?" probabilmente t'avrebbe risposto: "Cocomero".
No, no...
Ti avrebbe risposto "pagghiottola". I pugliesi, quando parlano italiano,
per "cocomero" non intendono il frutto dalla polpa rossa ma un ortaggio
molto meno voluminoso, dalla polpa compatta e dalla scorza d'un verde
pallido, la dialettalmente suddetta "pagghiottola", appunto. Non chiedermi
il nome giusto in italiano, ché non lo so nemmeno io...
> Genovesi del NG: la vostra focaccia corrisponde alla nostra schiacciata
> oppure c'è qualche differenza?
Posso risponderti io...ho vissuto a genova 40 anni, avevo il marito
fiorentino e son senese.
Sì la focaccia genovese é la schaiccia fiorentina
:-)))
-- Pantera
> Paolo Bonardi dalla Salnitrica Cripta e Marciolenta
>
>> Ho chiesto a una pugliese di 21 anni della provincia di Bari: "come si
>> dice anguria nel tuo dialetto?"
>> Risposta: "anguria"....
>> Ah! potenza di noi settentrionali!
>
> Ennò, Paolo, hai barato! Se gli avessi chiesto: "Come si chiama il
> cocomero nel tuo dialetto?" probabilmente t'avrebbe risposto: "Cocomero". Se
> fornisci un indizio, è scientificamente provato che attivi certe parti della
> memoria, tutto ciò che a quella parola è collegato nella mente
> dell'interlocutore, pertanto lo condizioni. Per essere obiettivo avresti
> dovuto fargli vedere uno di questi frutti e poi chiedergli: "Come si chiama
> questo frutto nel tuo dialetto?".
Hei! Lo sapete che nel dialetto genovese cocomero é il cetriolo?
A prop...anguria é veneziano del 1300
-- Pantera
> Hei! Lo sapete che nel dialetto genovese cocomero é il cetriolo?
Anche in inglese "cucumber" è cetriolo.
E che dire del ligure e del milanese "articiòc" e dell'inglese
"artichoke" cge vien dall'italiano [Etymology: Italian dialect
articiocco, ultimately from Arabic al-khurshuf the artichoke]?
P.
> Hei! Lo sapete che nel dialetto genovese cocomero é il cetriolo?
Anche in inglese "cucumber" è cetriolo.
E che dire del ligure e del milanese "articiòc" e dell'inglese
"artichoke" che vien dall'italiano [Etymology: Italian dialect
> > Hei! Lo sapete che nel dialetto genovese cocomero é il cetriolo?
>
> Anche in inglese "cucumber" è cetriolo.
In latino "cucumis,-eris" indica(va) sia il cetriolo che il cocomero.
In greco "angourion" indica il cetriolo, ma in Italia settentrionale
"anguria" è il cocomero.
È chiaro che questi due vegetali apparivano simili agli occhi della gente
del passato..
> E che dire del ligure e del milanese "articiòc"
Sei sicuro che in ligure "carciofo" si dica "articiòc"?
e dell'inglese
> "artichoke" che vien dall'italiano
Dall'italiano settentrionale, dunque.
Ciao,
Paolo
> > E che dire del ligure e del milanese "articiòc"
>
> Sei sicuro che in ligure "carciofo" si dica "articiòc"?
No. Infatti si dice "articiocca"... Grunf.
P.
Anche in Piemonte si usa in questo senso.
Anche in francese carciofo si dice così....
Ma in genovese sono molte la parole di origine araba.
L'influenza é stata pesantissima.
Ad esempio i genovesi dicono "fare tanti salamelecchi" indicando quando una
persona si profonde in gentilezze e frasette melliflue.
Salam Alek é il saluto arabo e significa Dio sia con te
-- Pantera
> Sei sicuro che in ligure "carciofo" si dica "articiòc"?
Beh si dice ardiciocca (pl. ardiciocche)
:-))))
Che cavilloso
Beh, questo lo dicono in tutta Italia...
> Anche in francese carciofo si dice così....
Infatti è d'origine araba, che tramite il francese ha raggiunto mezza
Europa, fino alla Russia, dove si dice "artiSók".
> Ad esempio i genovesi dicono "fare tanti salamelecchi" indicando quando
una
> persona si profonde in gentilezze e frasette melliflue.
> Salam Alek é il saluto arabo e significa Dio sia con te
L'espressione s'usa in tutta Italia, e deriva, per l'esattezza, da
"As-salâmu (c)aleykum", che significa "la pace su di voi", non "Dio sia con
te". Peraltro è una formula che usano solo gli Arabi musulmani, di norma,
gli altri è meglio che si rifugino in altri saluti. Che non mancano, la
lingua araba essendo quella dei "salamelecchi", appunti.
Piuttosto, mi rammenti come si dice "facchino" in genovese? Quella è una
parola di chiarissima origine araba.
Ma ancor più interessante è probabilmente il fatto che, in olandese, cetriolo
si dice "augurk", ma se è un cetriolo in vasetto o sottaceto, allora si dice
"komkommer", che evidentemente ha a che fare con "cocomero"... un po' come
dire che, per vie traverse, la relazione di parentela tra "anguria" e
"cocomero" è stata dimostrata!
Se c'è qualcuno che può analizzare più a fondo l'etimologia di tutte queste
parole, a questo punto penso ne valga davvero la pena!
Saluti
Karamel
>Firenze schiacciata
>Genova focaccia
A Roma, o meglio a Genzano di Roma, "pizza". L'attività economica
principale di Genzano è la panificazione. Il pane "casareccio" di
Genzano, cotto in forni a legna, è l'unico pane italiano ad avere
ottenuto finora l'Igp (indicazione geografica protetta). A Genzano
esistono circa un centinaio di panifici, e qualcuno fra i più grandi
roduce anche pani industriali. Viene prodotta anche la "focaccia"
genovese, che qui è chiamata "pizza genovese", verosimilmente per
somiglianza esteriore con la "pizza" genzanese, cotta a legna.
E' bene proteggere la varietà lessicale. In Italia il pane
presenta(va) una "tipicità" davvero sorprendente: basti pensare che ci
sono circa duecento tipologie basate sulla fermentazione acida, come
ha censito l'Insor (Istituto nazionale di sociologia rurale).
Purtroppo è evidente un fenomeno di degenerazione della qualità. Il
pane industriale è spesso "mollicoso", poco cotto, di salute
cagionevole (alla sera i panini sembrano chewing gum), fabbricato
quasi ovunque allo stesso modo, indipendentemente dalle tradizioni
locali.
Ciao
Ferdinando
I-j provëría mi:
chiel a l'ha catà l'anguria
[kjEl a'la ka'ta laN'gyrja]
Cere(j)a!
G.Pontoglio
Provo a completare il quadro per l'area bresciana (per quanto mi consta):
Sequenza: nome scientifico — dialetto — italiano locale corrente:
Cucumis citrullus — angüria / angürgia (accento su -ü-) — angúria;
Cucumis sativus — cöcömer (accento sulla seconda -ö-) — cetriòlo (direi
quadrisillabo);
Cucumis melo — milú / melú — melóne;
G.Pontoglio
"Camallo" (credo: [ka'malU]) < xammaal
(mi scuso per la "x" ma non saprei come mettere il puntino sotto l'h)
Saluti
G.Pontoglio
Anche in bresciano (cöcömer) e credo in parecchi altri dialetti
>> Anche in inglese "cucumber" è cetriolo.
Anche in vari dialetti tedeschi si ha Gummer, Gugummer. Lo standard è però
Gurke (slavismo).
>> E che dire del ligure e del milanese "articiòc" e dell'inglese
>> "artichoke" che vien dall'italiano [Etymology: Italian dialect
>> articiocco, ultimately from Arabic al-khurshuf the artichoke]?
Anche BS MN TN (articiòch) e veneto (articiòco/arsiciòco). Altrove non so.
Saluti
G.Pontoglio
Scambi culturali?
Possibile...basta pensare al Ciao veneziano
:-))))
-- Pantera
> Pantera
>
> L'espressione s'usa in tutta Italia, e deriva, per l'esattezza, da
> "As-salâmu (c)aleykum", che significa "la pace su di voi", non "Dio sia con
> te".
Hei monento...io ho imparato da un egiziano sta cosa...lui ha detto che il
saluti di partenza e' Salam alek...quello che dici tu a me risulta (sempre
spiegato dall'egiziano) essere la risposta a Salam alek.
Una sorta di "Buon appetito" "Grazie, altrettanto".
Botta e risposta insomma.
> Piuttosto, mi rammenti come si dice "facchino" in genovese? Quella č una
> parola di chiarissima origine araba.
CAMALLO
Non sto urlando, l'ho scritto maiuscolo per una migliore lettura
-- Pantera