>Io=Soggetto sottointeso
>Sono convinta=Predicato verbale
>che la nostra recita=Complemento di specificazione
>sarà= Predicato verbale
>un successo=Complemento oggetto
>è corretta la nostra analisi?
Prima l'analisi del periodo:
sono convinta = frase principale
che la nostra recita sarà un successo = frase dipendente oggettiva
(anche se "sono convinta" non è un predicato transitivo, e quindi
non ha complemento oggetto, si procede per analogia con frasi come
"io so che...")
Po l'analisi logica:
io = soggetto
sono convinta = predicato nominale (il contenuto del predicato è
nell'aggettivo "convinta", non nel verbo. Non confondersi con il
passivo di "convincere": la frase non significa "qualcuno mi
convince > sono convinta da qualcuno"; equivale invece a "sono
sicura" ecc.)
la nostra recita = soggetto + attributo
sarà un successo = predicato nominale (anche in questo caso,
l'informazione è contenuta nel nome "successo" attribuito al
soggetto. "Successo" non è complemento oggetto: il complemento
oggetto è un personaggio della frase distinto dal soggetto)
Consiglio: evitare come la peste il "chi? che cosa?"
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Cedo. Che vuol dire?
Ciao.
Marco
Marco Cimarosti wrote:
>
> Maurizio Pistone ha scritto:
> > Consiglio: evitare come la peste il "chi? che cosa?"
>
> Cedo. Che vuol dire?
Per individuare il complemento oggetto si domanda "chi? che cosa?".
In primavera fioriscono le rose. Se domandi "chi? che cosa?" trovi che
le rose sono il complemento oggetto :-)
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
>Maurizio Pistone ha scritto:
>> Consiglio: evitare come la peste il "chi? che cosa?"
>
>Cedo. Che vuol dire?
Questo č un esempio:
questo č (che cosa?) un esempio.
Conclusione: "un esempio" = complemento oggetto.
Oppure (inestirpabile):
Luigi č (come?) simpatico.
Dunque: "simpatico" = complemento di modo.
Vent'anni di lotta disperata.
Esempio insidioso: in assenza di casi, è difficile spiegare perché
quel predicato nominale non è il complemento oggetto di "essere".
Dunque, se dico "Il camion investe la vecchietta" e mi chiedo "chi?
che cosa?", mi dovrei rispondere che "la vecchietta" è il soggetto e
"il camion" è il complemento oggetto?
Non sapevo di questa tecnica del chi-che-cosa. Probabilmente,
all'epoca delle mie scuole medie, l'avevano già messa al bando per
evitare che i camion attraversassero la strada sulle strisce pedonali
onde non farsi investire dalle vecchiette in manovra.
Ciao.
Marco
> Questo č un esempio:
>
> questo č (che cosa?) un esempio.
>
> Conclusione: "un esempio" = complemento oggetto.
Ma lo sai che in arabo č proprio cosí? Il verbo "essere" regge
l'accusativo. Ed io, che ho fatto fatica ad eliminare dalla mia mente il
giochino del "chi? che cosa?" per determinare il complemento oggetto, ho poi
fatto fatica per imparare la regola in arabo... Non c'č giustizia a questo
mondo.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Questo ti capita perché non sai ottimizzare lo studio.
Io imparai che il predicato del verbo essere in italiano è nominativo
guardando le facce stupite dei compagni del corso di arabo alloché
l'insegnante spiegò che in arabo è invece accusativo.
Io sì che so ottenere il massimo dallo studio! Tre anni di arabo solo
per capire perché in italiano non si dice: "io sono me, tu sei te".
:-)
Ciao.
Marco
>Non sapevo di questa tecnica del chi-che-cosa. Probabilmente,
>all'epoca delle mie scuole medie, l'avevano già messa al bando
T'è andata bene. Ti assicuro che questa del chi-che cosa è una
vera persecuzione; anzi, in questi ultimi anni ha nuovo vigore.