Su 'qui' ci vuoi mettere l'accento??? (e qui tre punti interrogativi ci
vòglion)
Ma allora non sai che la Q fa sempre gruppo con la U e quindi l'accento deve
per forza cadere sulla vocale che segue e quindi
NON ci va ASSOLUTISSIMAMENTE l'accento.
Ma dì un po', tu sai perché esiste la Q pur avendo lo stesso suono della C?
Temo di no... è per questo che hai queste strampalate idee sulla grafìa
italiana... io personalmente sono conrtrario ad insegnarne le regole con
filastrocche come "QUI, QUO QUA l'accento non ci va" e simili perché si
dimenticano e se non se ne capisce davvero la motivazione (che è storica,
ben inteso, non fonetica) si è per aria.
Io sono il primo e più grande fautore di quelli che voglion trasformare la
grafìa italiana da ETIMOLOGICA qual è ora a FONETICA ASSOLUTA, ovvero che
l'italiano si scriva come vien letto e basta senza problematiche inutili ma,
finché tale riforma non passerà, ci sono altre regole cui attenersi se si
vuol pretendere di conoscere la lingua italiana.
E' dura per tutti quelli che han fatto la scuola pubblica, come anch'io,
però ci sono grammatiche e dizionari a buon prezzo per tutti gli uomini di
buona volonta...
> infatti, per non darti un'altra "effimera certezza", non ti metterò nel
> killfile; almeno non per il momento.... Così avrai il tempo per
riflettere.
> B. Catalano
> www.alexamenos.com
Catalano, ti ringrazio di non metteremi del kill file ma se lo facessi
saresti l'unico a rimetterci qualcosa, perché, con tutto che io posso esser
palloso e persino antipatico, be' amico mio, tu hai un'ignoranza di
ortogafìa italian da far paura.
Tu mi ricordi un passo di un filosofo di cui non ricordo più il nome ma che
sosteneva una cosa che ho sempre condiviso:
nelle discussioni il più fortunato è chi ha torto perché se ne esce dal
contradditorio avendo imparato qualcosa, essendone migliorato, mentre
l'altro, il vincitore del contradditorio non ha imparato nulla quindi ha
praticamente perso tempo.
Amleto, il danese.
> Tu mi ricordi un passo di un filosofo di cui non ricordo più il nome ma che
> sosteneva una cosa che ho sempre condiviso:
> nelle discussioni il più fortunato è chi ha torto perché se ne esce dal
> contradditorio avendo imparato qualcosa, essendone migliorato, mentre
> l'altro, il vincitore del contradditorio non ha imparato nulla quindi ha
> praticamente perso tempo.
Risposta canzonatoria: "Tu sei destinato a soffrire..."
Risposta canzonatoria2: "E di che ti lamenti?".
Ciao, FB
--
L'importante è che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)
> Ciao, FB
> --
Ciao, Amleto, il danese.
> Ma allora non sai che la Q fa sempre gruppo con la U
Questo lo so...
>e quindi l'accento deve
> per forza cadere sulla vocale che segue
Non capisco il "quindi".
>e quindi
> NON ci va ASSOLUTISSIMAMENTE l'accento.
Ancora meno capisco il senso del secondo "quindi".
Vuoi dire che dove c'è la Q non ci può essere accento?
Come in quiproquò?
--
Ciao
Frank
Non esattamente: in quiproquò l'accento ci va perché non c'è modo di sapere
se l'accento cade sulle altre vocali anzinché sulll'ultima;
l'accento non ci va su quu, quo, qua, que, quod e simili, perché l'accento
non può cadere sulla "u" che fa gruppo con la "q", non è (cùi) è (quì) ed
essendo per forza così, l'accento sarebbe pleonastico o ridondante.
L'accento in silili casi ha valore informatiovo, ma se l'informazione di
dove debba cadere l'accento ci arriva da altro segno grafico, la q in questo
caso, l'accento non va messo perché è una ripietizione dell'informazione.
Owiamente è una grande complicatezza delle grafìa italiana che si potrebbe
risolvere abolendo (l'inutile) q, in latino arcaico aveva un suo suono
proprio, poi si assimilò alla K e C, la K se n'è andata (giustamente) la Q è
rimasta.
Amleto, il danese