Aietes ha scritto:
> ma nel caso di padre, madre, fratello, sorella, cognato/a, suocero/a
> etc (i nomi che si riferiscono a rapporti/relazioni familiari) lo
> sarebbero?
Dare a un elemento il "pieno potere determinante" non è una cosa da poco.
Consideriamo ad esempio l'inglese, in cui _my/mine_ sono pienamente
determinanti di ciò che è "noto", e stanno dunque per «il mio, i miei».
Dal momento che determinano in questo modo, non puoi fare, in inglese,
una costruzione analoga a questa:
un mio amico
perché se tu dicessi così:
*a my friend
diresti una cosa del genere:
*un il mio amico
Così ti tocca usare un'altra costruzione, col pronome:
a friend of mine
che corrisponde a questa:
un amico dei miei
dove la preposizione articolata «dei» si ottiene mettendo assieme la
preposizione corrisponde a _of_ con l'articolo determinativo implicito
in _mine_.
In altri termini, per poter nominare un tuo amico devi prima costruire
l'insieme dei [= de i] tuoi amici e poi prendere un elemento di
quell'insieme.
Anche in francese devi fare qualcosa del genere, sebbene in francese si
preferisca usare il pronome per estrarre l'elemento, e l'aggettivo per
definire l'insieme:
un de mes amis
uno dei [=de i] miei amici
Questa cosa è piuttosto complessa, così in certe lingue (come l'italiano) si
preferisce non dare tutto il potere determinante ai possessivi, in modo tale
che essi si possano usare in modo più flessibile.
Ma d'altra parte c'è anche, in tutte le lingue, la tendenza a darlo questo
"pieno potere". Così si crea un conflitto fra due diverse tendenze, e si
possono avere delle situzioni intermedie.
In italiano i possessivi non sono, in genere, pienamente determinanti,
perché noi non vogliamo ridurci a dover dire «un amico dei miei».
Però nel caso dei parenti più prossimi, quelli che sono certamente unici,
mantenere questo stato di inderminazione è superfluo. Di mamme, per fortuna,
ce n'è una sola, per cui mia madre non può che essere *la* mia mamma.
E posso stare certo che non mi capiterà mai di dover dire:
una mamma delle mie
Dunque posso sfruttare questa cosa per dare un pieno potere determinante
all'espressione «mia madre».
Tali scelte non sono "obbligatorie".
Ad esempio gli inglesi hanno dato un pieno potere determinante ai
possessivi, ma non agli ordinali. Per loro _my/mine_ è *quel* particolare
oggetto che appartiene (o inerisce) a me, ma _second_ non è *quel*
particolare oggetto che viene dopo il primo. In inglese l'espressione:
*second cat
non è equivalente a
il secondo gatto
Questo per dirti che nessuna lingua ha fatto scelte generali e definitive su
questo punto.
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Saluti.
D.