Altre volte si sente che:
- gli operai guadagnano fino a dieci volte meno dei dirigenti
- il latte xy contiene tre volte meno grassi del latte normale
- le donne al volante hanno sette volte meno incidenti degli uomini
Cosa significa "x volte meno"?
Credo che chi usa queste espressioni intenda dire che
le lampade ad incandescenza consumano cinque volte di pi�
di quelle a risparmio energetico, che i dirigenti guadagnano dieci
volte di pi� degli operai, ecc.
Ma queste espressioni non si possono capovolgere, perch�
il senso cambia completamente.
Infatti interpretando alla lettera la prima frase, se una lampada normale
consuma x, quelle ad incandescenza consumano cinque volte x in meno,
cio� non consumano niente e in pi� ne avanzano quattro volte :-)
Roger
un quinto di x
--
Egerth�sontai g�r pseud�christoi ka� pseudoprof�tai, ka� d�sousin seme�a
meg�la ka� t�rata h�ste plan�sai, ei dunat�n, ka� to�s eklekto�s:
ido� proe�reka hum�n. (Euagg�lion kat� Mattha�on 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
> consumano fino a "cinque volte meno"
un quinto di x
> Cosa significa "x volte meno"?
un icsesimo del precedente dato
Allora, se dico una volta meno, intendo un unesimo, 1/1, cio� il 100%?
L'errore IMHO � voler trattare con un approccio matematico, quasi fosse
una formula, quello che � un modo di dire che si basa sul senso comune,
e non sul calcolo aritmetico.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
> Allora, se dico una volta meno, intendo un unesimo, 1/1, cio� il 100%?
Infatti non lo sento dire di solito.
Concordo.
Ma il modo di dire usa precisi termini aritmetici che, per non essere
giudicati sbagliati o incomprensibili, devono passare attraverso
il filtro del senso comune, devono cio� essere "interpretati".
Quando basterebbe dire molto pi� semplicemente:
"consuma un quinto di una normale lampadina"
"contiene un terzo dei grassi del latte normale"
"guadagnano un decimo di quello che guadagna un manager"
guadagnando in chiarezza.
Ciao,
Roger
nella personale esperienza, parecchi ragazzi delle scuole superiori non
hanno alcuna confidenza con le frazioni. Forse i pubblicitari hanno
capito la situazione e provano a spiegarsi altrimenti.
Guarda, secondo me sono modi di dire derivati dalle vecchie forme
dialettali, nate dall'ignoranza (in senso buono) delle campagne, che non
conoscevano matematica, aritmetica e frazioni, ma andavano col buonsenso
pratico.
In Ferrarese, per esempio, per dire "il doppio", si usa comunemente la
locuzione "do volt", cio� due volte: "l'�ra do volt pi� gros che mi"
(era due volte - cio� il doppio - pi� grosso di me).
E per dire la met�... "do volt m�n": "mi� muj�r la pesa do volt m�n che
mi" (mia moglie pesa due volte meno - cio� la met� - di me).
Ma s�!
In effetti se consumo una volta di pi�, consumo 1 + 1*1 = 2
due volte di pi� 1 + 2*1 = 3
n-volte di pi� 1 + n*1 = n + 1
Va da s� che n-volte MENO di m: (m - 1) / n
Ma il linguaggio corrente spesso non poggia su logiche
cos� stringenti. per cui il significato sar� sicuramente
"un quinto di x".
Bruno
> [...]
> Va da s� che n-volte MENO di m: (m - 1) / n
Non va bene
- m - 1 non va tra parentesi
- 1/n va moltiplicato per m
In pratica 3 volte meno di 12 dovrebbe essere:
12 - 1/3 di 12 cio� 8
Ad ogni modo, l'espressione "volte" si rappresenta con un segno di
moltiplicazione, non di divisione (o frazione).
Che poi nel linguaggio corrente si voglia far intendere un'altra cosa,
� un altro par di maniche.
> Bruno
Ciao,
Roger
> Cosa significa "x volte meno"?
>
I termini "pi�" e "meno" esistono nel linguaggio comune da molto prima che
i matematici decidessero, in maniera abbastanza arbitraria, di associarli
ai concetti di addizione e sottrazione.
Ma il loro significato assomiglia, semmai, a quello di maggiore e minore,
quindi se qualcuno si � "sbagliato" sono i matematici.
Il termine "volte" invece corrisponde molto chiaramente a quello che in
matematica si chiama moltiplicazione.
In questo caso "meno" vuol dire inverso.
Quindi, tradotto in unu linguaggio matematico moderno, "x volte di meno"
significa "moltiplicato per l'inverso di x"
Ovviamente, "una volta di pi�" e "una volta di meno" significa moltiplicare
o dividere per uno, cio� lasciare inalterato.
> Credo che chi usa queste espressioni intenda dire che
> le lampade ad incandescenza consumano cinque volte di pi�
> di quelle a risparmio energetico, che i dirigenti guadagnano dieci
> volte di pi� degli operai, ecc.
>
> Ma queste espressioni non si possono capovolgere, perch�
> il senso cambia completamente.
> Infatti interpretando alla lettera la prima frase, se una lampada normale
> consuma x, quelle ad incandescenza consumano cinque volte x in meno,
> cio� non consumano niente e in pi� ne avanzano quattro volte :-)
>
Non mi sembra molto logico questo ragionamento: se accetti l'idea che
"cinque volte di pi�" rappresenta una *moltiplicazione* e non un'addizione,
� abbastanza naturale dedurre che "cinque volte di meno" sia l'inverso,
cio� una divisione. Perch� fai una sottrazione?
> [...]
> Non mi sembra molto logico questo ragionamento: se accetti l'idea che
> "cinque volte di pi�" rappresenta una *moltiplicazione* e non
> un'addizione, � abbastanza naturale dedurre che "cinque volte di
> meno" sia l'inverso, cio� una divisione. Perch� fai una sottrazione?
Semplicemente perch� io associo "volte" alla moltiplicazione e non
alla divisione, anche se il termine � seguito da "meno".
Se dico tre volte cinque intendo tre moltiplicato cinque, cio� quindici.
Se voglio dividere quindici per tre, dico quindici diviso tre, non dir�
mai tre volte meno di quindici.
Ciao,
Roger
Ti sbagli!
Se 3 volte pi� di x = y
3 volte meno di y = x
x = 12 12 + 3*12 = 48 = y
y = 48 (48 -12) / 3 = 12 = x
> Che poi nel linguaggio corrente si voglia far intendere un'altra cosa,
> � un altro par di maniche.
D'accordo.
Bruno
Dissento completamente!
"Una volta di pi�" � proprio una perifrasi usata come sinonimo di
"un'altra volta", "ancora una volta", cio� di qualcosa ripetuto nuovamente.
Se il significato fosse "lasciare inalterato", vuol dire che non avremmo
ripetizioni ulteriori!
> Non mi sembra molto logico questo ragionamento: se accetti l'idea che
> "cinque volte di pi�" rappresenta una *moltiplicazione* e non un'addizione,
> � abbastanza naturale dedurre che "cinque volte di meno" sia l'inverso,
> cio� una divisione. Perch� fai una sottrazione?
Come si suol dire, state discutendo del sesso degli angeli: volete
formalizzare in modo matematico un modo di dire che rientra unicamente
nel buonsenso pratico, senza quindi un vero collegamento con quantit�
precise aritmetiche.
Anche perch� non sempre il "x volte tanto" (o "x volte meno") �
associabile a quantit� numerabili. Per esempio: "ti tenta tre volte
tanto" (come recitava la vecchia pubblicit� di una merendina).
Ora, il messaggio che ci volevano trasmettere era immediatamente chiaro
cio� che la merendina era molto buona e che era una tentazione "tre
volte pi� grande" del solito (cio� delle merendine concorrenti). Puoi
assegnare un numero alla "tentazione solita", tanto per poi
moltiplicarla per tre o applicarvi altre formule? Ovviamente no. Eppure
questo non impedisce di trasmettere un messaggio immediatamente
percepibile dal senso comune.
Non svicolare :-)
Non corrisponde alla formula del tuo post precendente
che io ho contestato e dove hai scritto
n-volte MENO di m: (m - 1) / n
Se metti le cifre al posto delle lettere in questa formula hai:
(48 - 1) / 3
???
> Bruno
Roger
> posi wrote:
>
>> [...]
>
>> Non mi sembra molto logico questo ragionamento: se accetti l'idea che
>> "cinque volte di pi�" rappresenta una *moltiplicazione* e non
>> un'addizione, � abbastanza naturale dedurre che "cinque volte di
>> meno" sia l'inverso, cio� una divisione. Perch� fai una sottrazione?
>
> Semplicemente perch� io associo "volte" alla moltiplicazione e non
> alla divisione, anche se il termine � seguito da "meno".
>
E' strano, perch� invece il segno "per" lo associ tranquillamente anche ad
una divisione, se � seguito da qualcosa che rappresenta un inverso.
> Se dico tre volte cinque intendo tre moltiplicato cinque, cio� quindici.
>
> Se voglio dividere quindici per tre, dico quindici diviso tre, non dir�
> mai tre volte meno di quindici.
>
Dipende dal contesto.
Se stai spartendo una torta allora dirai che l'hai *divisa* in tre parti
uguali.
Ma se vuoi dire che una certa quantit� � diminuita e vuoi specificare di
quanto � diminuita, oppure vuoi fare un confronto tra due quantit�, allora,
concettualmente, non stai facendo una "divisione", anche se da un punto di
vista matematico l'operazione � la stessa.
Stai invece indicando un rapporto, una relazione, stai specificando quante
volte la parte minore sta in quella maggiore. Ovviamente � necessario
specificare se la parte che stai indicando � la *maggiore* (dicendo "pi�")
o la *minore* (dicendo "meno").
Evidentemente la cosa che ti confonde �, come dicevo prima, il fatto che i
matematici abbiano arbitrariamente deciso di indicare con pi� e meno
l'addizione e la sottrazione.
> [...]
> E' strano, perch� invece il segno "per" lo associ tranquillamente
> anche ad una divisione, se � seguito da qualcosa che rappresenta un
> inverso.
Quando mai? :-)
> Evidentemente la cosa che ti confonde �, come dicevo prima, il fatto
> che i matematici abbiano arbitrariamente deciso di indicare con pi� e
> meno l'addizione e la sottrazione.
E con per e diviso la moltiplicazione e la divisione.
Per non parlare della radice quadrata e dell'elevazione a potenza :-D
Ciao,
Roger
> posi wrote:
>> Ovviamente, "una volta di pi�" e "una volta di meno" significa moltiplicare
>> o dividere per uno, cio� lasciare inalterato.
>
> Dissento completamente!
>
> "Una volta di pi�" � proprio una perifrasi usata come sinonimo di
> "un'altra volta", "ancora una volta", cio� di qualcosa ripetuto nuovamente.
>
In questi casi di solito compaiono termini come "altra" o "ancora" che
sottointendono un'addizione. E comunque � in un contesto completamente
diverso, non si usa mai in un confronto.
Nessuno dice "la tua lampada consuma una volta di pi� della mia" perch� non
significa niente, cos� come nessuno perde tempo a moltiplicare per uno.
Se la tua lampada consuma il doppio, dico che "la tua lampada consuma due
volte pi� della mia".
> Se il significato fosse "lasciare inalterato", vuol dire che non avremmo
> ripetizioni ulteriori!
>
>> Non mi sembra molto logico questo ragionamento: se accetti l'idea che
>> "cinque volte di pi�" rappresenta una *moltiplicazione* e non un'addizione,
>> � abbastanza naturale dedurre che "cinque volte di meno" sia l'inverso,
>> cio� una divisione. Perch� fai una sottrazione?
>
> Come si suol dire, state discutendo del sesso degli angeli: volete
> formalizzare in modo matematico un modo di dire che rientra unicamente
> nel buonsenso pratico, senza quindi un vero collegamento con quantit�
> precise aritmetiche.
>
> Anche perch� non sempre il "x volte tanto" (o "x volte meno") �
> associabile a quantit� numerabili. Per esempio: "ti tenta tre volte
> tanto" (come recitava la vecchia pubblicit� di una merendina).
>
Indubbiamente � vero che non sempre queste espressioni possono tradursi in
un linguaggio matematico. Questo vale anche per gli stessi numeri, perch�
se dico che ti ho ripetuto una cosa mille volte non significa che la volta
precedente erano 999.
Tuttavia, nel caso in questione, il significato matematico � molto preciso,
solo che � necessaria una "traduzione" a causa di quel meno che pu�
generare confusione.
>> E' strano, perch� invece il segno "per" lo associ tranquillamente
>> anche ad una divisione, se � seguito da qualcosa che rappresenta un
>> inverso.
>
> Quando mai? :-)
>
Quanto fa 10 per l'inverso di 2?
>> Evidentemente la cosa che ti confonde �, come dicevo prima, il fatto
>> che i matematici abbiano arbitrariamente deciso di indicare con pi� e
>> meno l'addizione e la sottrazione.
>
> E con per e diviso la moltiplicazione e la divisione.
> Per non parlare della radice quadrata e dell'elevazione a potenza :-D
Tu ci scherzi, ma spesso i matematici rubano le parole al linguaggio
naturale, e gli danno una nuova definizione inventata da loro. Poi magari
pretendono pure che siano gli altri ad adattarsi alla loro definizione...
E questo, secondo te, significa che io associo il segno per alla divisione?
:-DDD
� il concetto di inverso che viene associato alla divisione.
L'inverso di 2 � 1 diviso 2, cio� 0,5
Quindi io moltiplico 10 per 0,5
Ciao,
Roger
> L'inverso di 2 � 1 diviso 2, cio� 0,5
>
> Quindi io moltiplico 10 per 0,5
>
Quindi se vuoi moltiplicare 10 per l'inverso di 2 tu prima fai 1 diviso 2 e
poi moltiplichi dieci per 0,5?
Non ci creder� mai, comunque, ammesso che tu faccia cos�, il discorso fila
ancora pi� liscio perch� in questo caso anche "volte" rappresenta una vera
e propria moltiplicazione, e "meno" l'inverso.
> - le donne al volante hanno sette volte meno incidenti degli uomini
>
Ma ne procurano, illese, dieci volte tanto!
:-)
Enzo Franchini
E inoltre "cinque volte" sembra pi� grande di "un quinto". I pubblicitari
sono attentissimi su queste cose.
Eppure in una frase come: la tua casa � due volte meno (o pi� piccola)
della mia, "due volte meno" significa che � la met�.
Se chiamiamo a l'ampiezza della mia casa, la tua sar� a/2.
Se dico "sono andata a Roma due volte pi� di te" e indichiamo con a
l'andare a Roma e con n il numero dei viaggi, avremo: na + 2a.
Come � stato detto, se c'� l'addizione ha senso anche con 1:
na+a.
Per� in questi casi "volta" ha un significato diverso, non indica
moltiplicazione o divisione ma l'occasione, il fatto, di andare a Roma.
Lo stesso nelle espressioni "ancora una volta", "un'altra volta" ecc.
k
E invece una moltiplicazione che cos'�?
> Ossia "cinque volte tanto" indica
> tanto+tanto+tanto+tanto+tanto
> (che noi possiamo calcolare con tanto x 5)
>
No: non la possiamo "calcolare" in quel modo, la possiamo "indicare" in
quel modo: � una sorta di abbreviazione. Quando la stessa quantit� viene
addizionata a se stessa un certo numero di volte noi la chiamiamo
moltiplicazione.
Come calcolarne il risultato � un'altra questione.
>
> Perci� dire "cinque volte meno" non ha un senso molto chiaro,
> dovendo aggiungere e togliere allo stesso tempo.
>
Questo � vero se vuoi per forza associare il "meno" al concetto puramente
matematico di sottrazione. Ma in italiano non � affatto detto che sia cos�.
Se ti dico che in una stanza ci sono pi� o meno 5 sedie, tu cosa fai?
Ipotizzi l'esistenza di sedie negative?
Se dico che gli operai guadagnano *infinitamente* meno dei dirigenti,
intuitivamente che cosa pensi, che il loro stipendio � praticamente nullo,
oppure che devono loro pagare la ditta perch� hanno uno stipendio negativo?
Guarda l'inglese: "per" (la parola usata per indicare l'operazione di
moltiplicazione) si dice "times" (volte):
Six times eight makes (is) forty-eight
Vedo da altri scritti che sai benissimo cosa significa, ma ti dà
fastidio l'uso del "per" per indicare un rapporto. Tuttavia non
possiamo ignorare che questo succede in moltissimi altri casi. Per
esempio mph indica miglia all'ora ovvero m/h ma in inglese si dice
"miles per hour". Altro esempio: due pali per metro significa un palo
ogni mezzo metro.
Ma perché si sceglie "volte meno" o "volte più"?
Secondo me dipende se ha senso il reciproco della grandezza in
questione.
Lucia 60 kg, Giulia 20 kg
Difficilmente si dirà che Giulia pesa tre volte meno di Lucia perché
non esiste concettualmente una grandezza inversa al peso.
Utilitaria 24 km/litro, SUV 8 km/litro
Qui è più comune dire che l'utilitaria consuma tre volte meno del SUV.
Tant'è che il consumo spesso si esprime in litri / 100 km.
Trovo piuttosto comune la forma "Giulia pesa due volte meno di Lucia",
per dire che pesa la met�. Forse non � cos� diffuso l'uso di altri
proporzionali, ma non c'entra un tubo il fatto che non esista la
grandezza inversa al peso (e che diavolo vuol dire? Forse esiste una
grandezza inversa alla velocit� o al consumo?).
> Utilitaria 24 km/litro, SUV 8 km/litro
> Qui � pi� comune dire che l'utilitaria consuma tre volte meno del SUV.
> Tant'� che il consumo spesso si esprime in litri / 100 km.
Pi� comune per niente; lo � diventato solo recentemente per la
diffusione dei computer di bordo con l'indicazione del consumo, mentre
precedentemente si � sempre parlato di chilometri con un litro,
correttamente, visto che quello che paghi � il carburante (quindi �
interessante riferire la strada fatta all'unit� di carburante).
L'espressione "litri per 100 km" non � unitaria rispetto ad alcuna delle
grandezze in gioco, � una schifezza moderna introdotta per avere un
valore *crescente* all'aumento del consumo dell'auto, cosa che rende il
valore pi� diretto nel controllo del consumo istantaneo: pi� aumenta,
pi� stai consumando; solo che alla fine perde di significato sulle medie
globali, perch� non dice molto sapere che hai consumato 5,5 litri/100
km, se poi di km ne hai fatti 65: sapere il consumo reale richiede a
questo punto dei calcoli. Dire invece che ho fatto 18 km/l mi da
l'immediata percezione di quanto ho "ottimizzato" ogni litro di
carburante impiegato, a prescindere da quanta strada io abbia fatto.
Poi � chiaro che come tutte le cose, quando diventano di uso comune poi
ci si fa l'occhio e il confronto relativo diventa immediato: so che 5
litri/100 km � un consumo piuttosto basso, 11 l/100 km � un consumo
notevole, nella media delle auto attuali.
Ennesima stupidaggine.
Google trova "pesa due volte meno" un'unica volta sull'intero web.
Quella che hai scritto tu poco fa!
Ci sono invece 10 "pesa tre volte meno" e 115 volte "consuma tre volte
meno".
9 "pesa dieci volte meno" e 115 volte "consuma dieci volte meno".
Per qualsiasi N, il "pesa N volte meno" è 10 volte meno comune di
"consume N volte meno".
A differenza tua, io non faccio affermazioni insensate.
Questi sono fatti oggettivamente riscontrabili.
In quanto alla mia motivazione delle grandezze che hanno significato
anche invertito, è solo una supposizione basata sul fatto oggettivo
che alcune grandezze non sono comunemente usate a denominatore, mentre
altre sì. Fatto che il tuo lungo giro di parole non smentisce.
Tutte le grandezze possono teoricamente essere usate a denominatore,
ma è comune farlo solo per alcune. E' raro sentir parlare di litri al
kg come misura della densità ma è più comune parlare di ore impiegate
per fare un viaggio come misura di velocità.
> > Utilitaria 24 km/litro, SUV 8 km/litro
> > Qui è più comune dire che l'utilitaria consuma tre volte meno del SUV.
> > Tant'è che il consumo spesso si esprime in litri / 100 km.
>
> Più comune per niente; lo è diventato solo recentemente per la
> diffusione dei computer di bordo con l'indicazione del consumo
Prova a leggere le righe cui rispondi in modo così insensato.
Quindi tu valuti l'uso di una particolare locuzione - magari unicamente
o quasi usata nella lingua parlata, quando non addirittura di
derivazione dialettale - sulla base di quante volte ricorre su internet?
Andiamo bene!
> Per qualsiasi N, il "pesa N volte meno" è 10 volte meno comune di
> "consume N volte meno".
Ma non mi stupisce, visto che su usenet si parla di più di consumo
(dell'auto, dell'elettricità e di quant'altro) piuttosto che del peso!
Decontestualizzare i dati è il primo passo per travisarli, un po' come
fece l'ISTAT nel dopo-euro quando voleva convincerci che l'inflazione
era al 2,1%. Poi si scoprì che il paniere comprendeva robe come ghette,
bastoni da passaggio, brillantina, e altri prodotti completamente fuori
mercato da *decenni* che ovviamente non risentivano delle spinte
inflazionistiche.
> Tutte le grandezze possono teoricamente essere usate a denominatore,
> ma è comune farlo solo per alcune. E' raro sentir parlare di litri al
> kg come misura della densità
E te lo credo, sarebbe sbagliato. La densità è *definita* nel SI
(simbolo ρ , spero che venga: ro) come rapporto fra massa e volume e si
esprime in kg per metro cubo. Il suo reciproco - volume per unità di
massa - *non è* la densità, è un'altra grandezza che qualcuno può
trovare comoda per qualche particolare calcolo, ma non è la densità.
> Prova a leggere le righe cui rispondi in modo così insensato.
Interessnate: definisci insensato tutto ciò che non capisci.
In effetti sei coerente, quantomeno...
Poiché su Internet scrivono in molti è un buon metodo, sebbene sia
affetto da errori e limitazioni. E' un metodo utilizzato da molti in
questo NG. In casi più specifici mi rivolgo agli archivi di articoli
di giornale.
> > Per qualsiasi N, il "pesa N volte meno" è 10 volte meno comune di
> > "consume N volte meno".
>
> Ma non mi stupisce, visto che su usenet si parla di più di consumo
> (dell'auto, dell'elettricità e di quant'altro) piuttosto che del peso!
Ennesima stupidaggine.
Su web "peso" è tre volte più diffuso di "consumo".
Il web non risente molto di quanto scritto sui NG.
Per esempio, solo i "consumo" su NG sono meno del 5% del totale su
web.
Possibile che tu non riesca a fare tesoro delle numerose stupidaggini
che ti evidenzio? Prima di spararle, perché non fai una verifica? Sono
giorni e giorni che spari inesattezze, tanto per essere gentili.
> Decontestualizzare i dati è il primo passo per travisarli, un po' come
> fece l'ISTAT nel dopo-euro quando voleva convincerci che l'inflazione
> era al 2,1%. Poi si scoprì che il paniere comprendeva robe come ghette,
> bastoni da passaggio, brillantina, e altri prodotti completamente fuori
> mercato da *decenni* che ovviamente non risentivano delle spinte
> inflazionistiche.
Verissimo, ma prima di gridare al fuoco, controlla che ci sia almeno
del fumo.
> > Tutte le grandezze possono teoricamente essere usate a denominatore,
> > ma è comune farlo solo per alcune. E' raro sentir parlare di litri al
> > kg come misura della densità
>
> E te lo credo, sarebbe sbagliato. La densità è *definita* nel SI
> (simbolo ρ , spero che venga: ro) come rapporto fra massa e volume e si
> esprime in kg per metro cubo. Il suo reciproco - volume per unità di
> massa - *non è* la densità, è un'altra grandezza che qualcuno può
> trovare comoda per qualche particolare calcolo, ma non è la densità.
Non hai capito. Non sto definendo la densità come il suo inverso, sto
dicendo che esprime comunque, in modo poco comune lo stesso concetto.
Neppure la velocità si definisce con il suo inverso, ma è comune
parlare di tempo impiegato per fare un giro di pista.
> > Prova a leggere le righe cui rispondi in modo così insensato.
>
> Interessnate: definisci insensato tutto ciò che non capisci.
> In effetti sei coerente, quantomeno...
Sono considerazioni oggettive sulla tua incapacità di capire.
Tua personale, perché posso scommettere 1000 euro che chiunque ha
capito cosa intendevo.
Riporto le mie righe in questione:
> > Utilitaria 24 km/litro, SUV 8 km/litro
> > Qui è più comune dire che l'utilitaria consuma tre volte meno del SUV.
> > Tant'è che il consumo spesso si esprime in litri / 100 km.
Tu replichi:
> Più comune per niente; lo è diventato solo recentemente per la
> diffusione dei computer di bordo con l'indicazione del consumo
evidenziando di non aver capito che "più comune" si riferisce a
"consuma tre volte meno" rispetto a "pesa tre volte meno" e NON alla
modalità più comune di esprimere il consumo. Modalità su cui fai
considerazioni inutili in quanto sono ben note a tutti.
E' insensato dare spiegazioni su qualcosa di noto quando nessuno
sostiene il contrario.
E' il volume specifico o il volume massico?
Non lo sapremo mai.
Ciao.
Epimeteo
---
"... pump up the volume,
pump up the volume...
Brothers and sisters,
pump up the volume,
we're gonna need you..."
http://www.youtube.com/watch?v=eGPhUr-T6UM
(cit. voluminosa)
E invece s�.
Volume specifico.
Normalmente si dice volume specifico.
Fatto sta che è un altro modo di esprimere la densità.
Come la conducibilità è un altro modo di esprimere la resistenza.
Come la frequenza è un altro modo di esprimere il periodi di
oscillazione.
Come il tempo impiegato per fare tot km è un modo per esprimere la
velocità.
Quello che osservavo è che certi modi "inversi" di esprimere delle
grandezze sono più utilizzati di altri, forse perché più intuitivi o
forse perché portano a numeri più grandi e non frazionari. Per esempio
il consumo di benzina si esprime abitualmente come litri per cento
chilometri e non litri per singolo chilometro.
Dato che ti piacciono tanto i modi "inversi", perch� non hai citato i
km/l?
Non solo, ma "10÷2" si pronuncia solitamente "dividere dieci PER due",
o "dieci diviso PER due"...
Quanto a "volte", la divisione consiste nel calcolare quante *volte*
un numero sta in un altro o, che è la stessa cosa, quante *volte* un
numero può essere sottratto da un altro.
--
Cingar
Perci� citavo l'inglese, dove ci� � ancor pi� evidente.
Six times eight makes forty-eight (6x8=48) letteralmente significa "sei
volte otto fa quarantotto"
Ma non è vero! Il valore aritmetico è preciso ed evidente...
"Cinque volte più di tre" è esattamente lo stesso di "tre per
cinque" (o "cinque per tre"), cioè quindici. "Cinque volte meno di
quindici" è essattamente lo stesso di "quindici diviso (per) cinque",
cioè tre.
Le parole "volte", "più" e "meno" sono lì a ricordare che
concettualmente la moltiplicazione e la divisione sono,
rispettivamente, una serie di addizioni e una serie di sottrazioni.
Forse, la cosa che confonde un po' è che, nelle due espressioni che
esprimono la divisione, il divisore e il dividendo si presentano in
ordine inverso: "15 diviso 5" contro "5 volte meno di 15".
Ne consegue che "una volta più di cinque" e "una volta meno di cinque"
significhino entrambe semplicemente "cinque". Infatti, tali
espressioni non le sento mai usare se non, raramente, da chi intendeva
dire "DUE volte più di cinque" o "DUE volte meno di cinque".
--
Cingar
Decontestualizzare è proprio quello che hai fatto nell'articolo da te
citato.
http://www.dataclinic.co.uk/data-recovery/learn-more-about-microscopy.htm
Cosa si intende con MFM?
Nel capitolo 2 dove si parla di ricostruzione dati,
con MFM si intende Magnetic Force Microscopy.
Nel capitolo 3 dove si parla di cancellazione (ovvero scrittura)
con MFM si intende Modified Frequency Modulation.
Io ho citato estratti dal capitolo 3 (ripeto 3) e Crononauta ha
replicato che non avevo capito il significato di MFM e infine che il
capitolo 2 "non interessa". Il tutto condito con grandi quanto stupide
risate.
Di cosa si sta parlando? Da dove è nata la contestazione?
Da come sono registrati i bit su un hard disk.
Quindi si sta parlando di SCRITTURA degli stessi, scrittura di cui si
parla ampiamente nel web e in particolare nel vapitolo 3 dell'articolo
citato. Nel capitolo 2 si parla invece di recupero dei dati cancellati
o sovrascritti dove è normale parlare convenzionalmente (la parola
"convenzionalmente" ha un ben preciso significato) di bit 1 che
valgono 0,95 o 1,05 se precedentemente c'era 0 o 1.
Confondersi come Crononauta significa non saper contestualizzare.
> "Cinque volte pi� di tre" � esattamente lo stesso di "tre per
> cinque" (o "cinque per tre"), cio� quindici. "Cinque volte meno di
> quindici" � essattamente lo stesso di "quindici diviso (per) cinque",
> cio� tre.
>
> Le parole "volte", "pi�" e "meno" sono l� a ricordare che
> concettualmente la moltiplicazione e la divisione sono,
> rispettivamente, una serie di addizioni e una serie di sottrazioni.
>
> Forse, la cosa che confonde un po' � che, nelle due espressioni che
> esprimono la divisione, il divisore e il dividendo si presentano in
> ordine inverso: "15 diviso 5" contro "5 volte meno di 15".
Il fatto � che la parola "volte", in due frasi perfettamente analoghe,
si debba riferire prima ad un elemento e poi ad un altro.
Mi spiego meglio:
In "cinque volte pi� di tre" il "volte" � riferito a "tre", cio� � il "tre"
che va ripetuto cinque volte, ottenendo cos� il risultato di quindici.
In "cinque volte meno di quindici" questa interpretazione non � applicabile,
perch� il "volte" va applicato all'incognita, cio� al risultato.
Roger
Veramente non si dice "x volte più di y".
Si dice solo "x volte y" o "x volte tanto"
ma "x volte meno" o "x volte meno di y".
Hai ragione.
In futuro dir� che la Ferrari consuma tre volte Panda o tre volte tanto
Panda
Te ne dico una ulteriore: in ciclismo � uso comune parlare del rapporto
come del numero dei denti della corona *per* il numero di denti dei
pignoni: "aziona il 53 per 15", tant'� che la forma scritta usualmente
(ed erroneamente) utilizzata � 53x15.
In realt�, matematicamente, � una divisione, perch� dal punto di vista
dello sviluppo metrico, il numero dei denti in corona va *diviso* per il
numero dei denti del pignone, e quindi sarebbe 53/15.
Ci� non toglie che la dizione sia lecita come "53 per 15"
(sottointendendo "diviso").
> Te ne dico una ulteriore: in ciclismo � uso comune parlare del
> rapporto come del numero dei denti della corona *per* il numero di
> denti dei pignoni: "aziona il 53 per 15", tant'� che la forma scritta
> usualmente (ed erroneamente) utilizzata � 53x15.
>
> In realt�, matematicamente, � una divisione, perch� dal punto di vista
> dello sviluppo metrico, il numero dei denti in corona va *diviso* per
> il numero dei denti del pignone, e quindi sarebbe 53/15.
>
> Ci� non toglie che la dizione sia lecita come "53 per 15"
> (sottointendendo "diviso").
Senza andare nel ciclismo, anche 5 per 100 non significa 5 *moltiplicato*
100, bens� 5 *diviso* 100, ma qui entriamo nei modi di dire e nelle
locuzioni standard che nulla hanno a che vedere con la nostra discussione.
Roger
Fai bene attenzione a quello che ho scritto.
NON ho affermato che non si dice "tre volte più" ma che non si dice
comunemente "x volte più di y" dove x e y sono dei numeri o delle
quantità. Le espressioni "volte meno", "volte più" e "volte tanto"
sono tutte molto comuni. Ma se metti dei numeri o delle quantità (x e
y) allora solo "volte meno" "volte tanto" rimangono comuni, mentre
"volte più" diventa rara.
Esempio.
0,5 è quattro volte meno di 2
2 è quattro volte [più di] 0,5
Quel [più di] viene solitamente omesso.
Perché no?
L'espressione ciclistica dei rapporti è una locuzione standard, un
modo di dire, ma l'espressione 5 per mille è la semplicissima
omissione di [ogni]. Cinque percento (5%) significa 5 per [ogni] 100.
C'entra, c'entra.
Dicono anche "six times more" e "six times less".
k
E per la verit� (ip ip urr�) c'� anche -fold, che si usa solo unito a un
numero cardinale: twofold, threefold. Fold significa appunto
avvolgimento, volta.
Sure?
http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q="twofold+less"&btnG=Cerca+con+Google
http://tinyurl.com/duvortemeno
> http://tinyurl.com/duvortemeno
Padre, mentre Lei ci riproponeva questo divertente sketch, mi � venuta in
mente una banalit�: il "fold" di "twofold", come di "manifold"
http://www.warmafloor.co.uk/images/inpage/pump-mixing-modular-manifold.jpg
ha due vie o molte vie, come la Provvidenza, e si "spiega" piegandosi e
rivoltandosi ("to fold") pi� volte. Del resto anche "volta", rivoltandosi,
si piega...
A questo punto mi viene un sospetto: non � che il "plice" di "duplice" o di
"molteplice" non fa una piega (o fa molte pieghe) perch� � imparentato con
"plico", "plecto" e "plexus"?
Qualunque sia la Sua risposta, l'accetter� piegato in due, in segno di
rispetto.
Epimeteo
---
"... ogni volta che parlo di te,
tu fai parte o non parte di me...
ogni volta che piango per te,
faccio parte o non parte di noi..."
http://www.youtube.com/watch?v=Qgr_Ij1Zoxg
(cit. rivoltante)
direi.
http://www.etimo.it/?term=duplice&find=Cerca
> Sembra che siano tutti saggi scientifici.
L'inglese scientifico imho � uno dei modelli pi� importanti e diffusi.
Sar� che io l'inglese l'ho imparato, molto pi� che a scuola, leggendo le
riviste di settore.
>"Verba volant, scripta claxon."
> -- ADPUF
Questi tuoi 'improvvisi' sono uno dei pregi del nostro ICLI.
Ciao. Imes
>15:11, mercoled� 9 settembre 2009, Imes:
>> On Mon, 07 Sep 2009 00:37:24 +0200, ADPUF <flyh...@mosq.it>
>>
>>>"Verba volant, scripta claxon."
>>> -- ADPUF
>>
>> Questi tuoi 'improvvisi' sono uno dei pregi del nostro ICLI.
>
>
>A volte temo di annojarvi.
>
>Talvolta provo e riprovo finch� non ne esce casualmente uno che
>mi pare vada bene, invece spesso non me ne curo.
Beh, non puoi pretendere di gingillarti con la moglie su di giri e
mantenere intonsa la bottiglia.
Lascio stare Pindaro e i suoi salti.
Ognuno di noi ha almeno un alter-ego e forse pure un super-ego,
che dovrebbe saper liberarsi dall'amor proprio del padrone di casa,
dote riservata agli eletti.
La preoccupazione di annojare � fuori luogo; nel dubbio, scrivi e
spedisci; anche i genii hanno il diritto di dormicchiare, di tanto
in tanto.
Il "casualmente" lo prenderei con le molle: mentre i primi due
fanno baldoria, il terzo alter-ego lavora cosciensiosamente,
osserva e annota. Uno dei due gli ruber� gli appunti.
La religione del dubbio � un buon controveleno per la presunzione.
Ciao. Imes
Sono d'accordo.
Potendo scegliere, per�, � meglio tosare la moglie che la bottiglia.
> Lascio stare Pindaro e i suoi salti.
Tutti e quattro?
> Ognuno di noi ha almeno un alter-ego e forse pure un super-ego,
> che dovrebbe saper liberarsi dall'amor proprio del padrone di casa,
> dote riservata agli eletti.
C'� anche chi ha un walter-ego e lo manifesta tranquillamente e
pacatamente...
> La preoccupazione di annojare � fuori luogo; nel dubbio, scrivi e
> spedisci; anche i genii hanno il diritto di dormicchiare, di tanto
> in tanto.
A me succede spesso e faccio anche dei piccoli sogni: dei "corti", li
chiamerei...
> Il "casualmente" lo prenderei con le molle: mentre i primi due
> fanno baldoria, il terzo alter-ego lavora cosciensiosamente,
Ahi, ahi, ahi...
Lo puoi affermare in piena sciensa e cosciensa?
Sei sicuro?
Anzi, non sarai troppo anzioso?
> osserva e annota. Uno dei due gli ruber� gli appunti.
> La religione del dubbio � un buon controveleno per la presunzione.
Verissimo, soprattutto per l'estrema presunzione.
Ciao, Imes!
Epimeteo
---
"... se le cose stanno cos�...
Parole come veleno.
Cominciava a cadere la pioggia,
fra noi � caduto il silenzio..."
http://www.youtube.com/watch?v=eV_FFrOk-so
(cit. letale)
>14:44, gioved� 10 settembre 2009, Imes:
>> On Thu, 10 Sep 2009 00:30:59 +0200, ADPUF <flyh...@mosq.it>
>>>15:11, mercoled� 9 settembre 2009, Imes:
>>>> On Mon, 07 Sep 2009 00:37:24 +0200, ADPUF
>>>>
>>>>>"Verba volant, scripta claxon."
>>>>> -- ADPUF
>>>>
>>>> Questi tuoi 'improvvisi' sono uno dei pregi del nostro ICLI.
>>>
>>>
>>>A volte temo di annojarvi.
>>>
>>>Talvolta provo e riprovo finch� non ne esce casualmente uno
>>>che mi pare vada bene, invece spesso non me ne curo.
>>
>> Beh, non puoi pretendere di gingillarti con la moglie su di
>> giri e mantenere intonsa la bottiglia.
>>
>> Lascio stare Pindaro e i suoi salti.
>> Ognuno di noi ha almeno un alter-ego e forse pure un
>> super-ego, che dovrebbe saper liberarsi dall'amor proprio del
>> padrone di casa, dote riservata agli eletti.
>>
>> La preoccupazione di annojare � fuori luogo; nel dubbio,
>> scrivi e spedisci; anche i genii hanno il diritto di
>> dormicchiare, di tanto in tanto.
>> Il "casualmente" lo prenderei con le molle: mentre i primi due
>> fanno baldoria, il terzo alter-ego lavora cosciensiosamente,
>> osserva e annota. Uno dei due gli ruber� gli appunti.
>> La religione del dubbio � un buon controveleno per la
>> presunzione.
>
>
>Si filosofeggia eh?
>:-)
>
>Forse non tutti sanno che le frasette finali in firma vengono
>scritte da un programmino che le sceglie a casaccio da un
>elenco.
>
>Io mi sono limitato a inserircele, ogni tanto ne aggiungo
>qualcuna nuova.
Lascio intonse le citazioni, intanto.
Rispondo a voi due, ADPUF e Epimet�o, come se foste una
sola persona. In attesa di organizzare le mie idee su una
teoria della pan-amicizia.
La filosofia io l'ho scoperta a sedici anni, studiando la
"morale provvisoria" di Cartesio, il quale diceva che in attesa
di trovare la verit� (campa cavallo) aveva bisogno di regole
etiche per agire, hic et nunc. Capii a fondo l'intoppo logico e
la rigorosa, per quanto possibile, disamina del problema; da
quel giorno diventai amico della filosofia. Per dovere di cronaca,
ricordo che io scelsi come morale provvisoria "non fare agli
altri...", che gi� praticavo e che mi proveniva dalla mia esperienza
cristiano-sofistica, ma non mi impegnai con "ama il prossimo tuo
come te stesso"; ero un ragazzo con la testa tra le nuvole, ma con
i piedi per terra.
Guardatevi su Wikipedia la voce "Cartesio" e se anche a voi viene
l'idea di battervi a fianco della filosofia, potremo progettare un
"Cartesio per ICLI".
>Tutti e quattro?
Epy, questa me la devi spiegare, io da solo arrivo solo al salto
triplo e tu, sappiamo, sei sempre un passo avanti a noi.
Se dovessi votare un personaggio storico voterei a favore di
Ges� Cristo. Non ha usato per Cristo, perch� si � affacciata
subito la barzelletta:
- Il ciclista affannato in ritardo grida al contadino nel campo:
Vado bene per la Madonna (santuario)?
= Per Cristo, mi sembri Coppi!
Ciao.Imes
>>Forse non tutti sanno che le frasette finali in firma vengono
>>scritte da un programmino che le sceglie a casaccio da un
>>elenco.
> Lascio intonse le citazioni, intanto.
> Rispondo a voi due, ADPUF e Epimet�o, come se foste una
> sola persona. In attesa di organizzare le mie idee su una
> teoria della pan-amicizia.
Anch'io qualche volta penso che Adpuf ed Epimet�o siano una sola persona,
Adpumet�o.
Si tratta di un bravo ragazzo, un vero delinquente, con una grande testa, ma
purtroppo con un evidente deficit mentale.
Praticamente � un ircocervo, ma non � chiaro chi sia l'irco e chi il cervo,
tanto che mi � venuto il sospetto che entrambi siano ircocervi e che, fusi
insieme, abbiano fatto l'ibridoma di due ircocervi.
(snip filosofico, ma rispettoso)
> Guardatevi su Wikipedia la voce "Cartesio" e se anche a voi viene
> l'idea di battervi a fianco della filosofia, potremo progettare un
> "Cartesio per ICLI".
>>Tutti e quattro?
> Epy, questa me la devi spiegare, io da solo arrivo solo al salto
> triplo e tu, sappiamo, sei sempre un passo avanti a noi.
Aspe', che lo chiedo a Eulalia...
Ah, s�, dice Eulalia che tu hai parlato di Pindaro e dei suoi salti, pur
senza specificare se si tratta di salti in padella o di salti in discoteca.
In ogni caso, convenzionalmente, i salti sempre quattro sono, altrimenti i
conti non tornano...
> Se dovessi votare un personaggio storico voterei a favore di
> Ges� Cristo. Non ha usato per Cristo, perch� si � affacciata
> subito la barzelletta:
> - Il ciclista affannato in ritardo grida al contadino nel campo:
> Vado bene per la Madonna (santuario)?
> = Per Cristo, mi sembri Coppi!
Uhm... adesso me la faccio spiegare da Eulalia...
Ah, s�, dice Eulalia che Coppi � uno degli avvocati di Berlusconi, ma che ci
azzecca?
Arvedze.
Epimeteo
---
"... passeggiando in bicicletta accanto a te,
pedalare senza fretta la domenica mattina,
fra i capelli una goccia di brina
ma che faccia rossa da bambina,
mai un fumetto respirando,
mentre mi sto innamorando..."
http://www.youtube.com/watch?v=EG36hK1XXVw
(cit. ciclica)
Non ho ancora finito di parlare della ADPUF 10-09-09 23-15 e della
Epimet�o 11-9-09 7-54. Poi, forse nella prossima, parler� della
Epimet�o 11-9-09 19-30.
ADPUF � un birbante e su questo sono d'accordo con Epimet�o,
ma continuo a dichiararmi disposto a comprare da lui una macchina
usata, sicuro che si dilungher� sui difetti e accenner� soltanto ai
pregi. � uno nato e cresciuto in un ambiente fondamentalmente
onesto, e chi nasce quadro non muore tondo.
La storia delle battute preconfezionate mi fa sorridere; � un ingenuo
come me, nato sulle "rive dell'acqua", mia madre me lo diceva spesso
ed io capivo, dal contesto, che non era un complimento; voleva dire
che ero il re degli ingenui; ma non sono mai riuscito a capire il suo
senso
letterale.
Quando tu inventi o trovi una frase che ti piace, la metti nel
sacchetto
dei numeri della tombola. Hai fatto il primo lavoro di selezione.
Quando hai bisogno di una frase, prendi il tuo sacchetto e ne estrai
una
frase. Se non ti piace, ritenti la sorte. Questo � il tuo secondo
lavoro di
selezione. Non e un caso di casualit�.
Epimet�o:
>A me succede spesso e faccio anche dei piccoli sogni: dei "corti", li
>chiamerei...
E dagli!
Io mi sono liberato dal complesso dello strabismo, alcune settimane
fa.
Quanti begli incontri mi sono perso! Quante belle chiacchierate!
Ad un oculista di Potenza, dopo la fine della visita, dicevo:
"Anche lo strabismo ha i suoi vantaggi. Spesso entro in una galleria e
c'� il solito stupido che tiene i fari lunghi e mi abbaglia. Io chiudo
l'occhio
destro e chiamo in soccorso il sinistro, che si lasci pur abbagliare,
per
quello che vale! Finito l'incontro con l'incauto deliquente ignorante,
il
destro riprende il comando, dopo essersi rilassato e riposato.
Non � questo un vantaggio degli strabici?"
Questa storiella, vera, non sarei stato capace di scriverla un paio di
mesi fa.
Napoleone tenta invano di prendere un oggetto sul marmo dell'alto
camino.
"Lo prendo io, maest�, che son pi� grande"
"Forse volevi dire. sono pi� alto".
Mio padre soffriva il complesso di inferiorit� e diventava un po'
razzista
verso quelli alti:
"Mamma, fammi alto e fammi (pur) cazzone".
"Sono un fascio di nervi. Se lo prendo (a) quello, lo metto con le
spalle
a terra (lotta greco-romana) prina che possa dire ah".
Datti una regolata e stammii bene
Ciao, Imes