Grazie
Davide
--
Posso fare fuori parti di voi con facilitą
la mostruositą di ciņ ravviva
la parte cattiva
che non ho avuto mai *MK
http://tinpan.fortunecity.com/ellington/197 TOTAL NIRVANA!
ICQ: 18084589
>...senza frequentare un corso di dizione?
>Conoscete un metodo, degli esercizi o un sito che tratti la
>questione?
A me Mario Brusa aveva spiegato che la erre moscia e' una questione di
"pigrizia" della lingua, che non scatta verso l'alto come dovrebbe...
Quindi, per cominciare, dovevo leggere ad alta voce sostituendo tutte
le "erre" con delle "ti" o delle "di", in modo da far scattare la
lingua... e poi...
Mah... poi non mi ricordo piu', perche' mi ero stufato dopo due ore, e
da allora mi sono tenuto la mia erre "pigra" (tanto sono pieno di
difetti anche peggiori).
Riccardo Polignieri
Consiglio il MaPI di Luciano Canepari, Edizioni Zanichelli.
Ciao,
Paolo
Davide, io posso solo dirti che si puň, perché fino a circa undici anni
anche la mia erre era cosě.
Io cominciai a chiedere alle persone che conoscevo, compagni di scuola e
anche mia madre, che era piů paziente di loro, dove e come diavolo
facessero. Poi provavo, anche davanti allo specchio.
All'inizio pensavo che non ci sarei riuscito, nonostante notassi qualche
miglioramneto. Fino a quando capii che l'unico modo per farcela era
quello di smettere di continuare a usare in pubblico la mia erre
difettosa e tenere per me gli esiti degli esperimenti. E cosě, di colpo,
cambiai tattica e, in un altro paio di mesi, la mia erre diventň
indistinguibile da qualla degli altri.
Tuttavia ancora adesso, con certe combinazioni di suoni, pronunciare
correttamente la erre mi richiede unn certro sforzo. Ma, fortunatamente,
si tratta di casi molto rari.
Ciao e auguri.
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
Kabal wrote:
> Sei sicuro che tratti questo problema e aiuti a risolverlo?
> Ho visto che costa 88.000 e non vorrei prenderlo x niente...
>
> >Consiglio il MaPI di Luciano Canepari, Edizioni Zanichelli.
Se segui il metodo fonetico puoi scegliere di realizzare /r/ come ti
pare: come in italiano standard, alla Bertinotti, oppure alla
ScalfaVo...
Secondo me è una spesa che vale.
Ciao,
Paolo
>Tuttavia ancora adesso, con certe combinazioni di suoni, pronunciare
>correttamente la erre mi richiede unn certro sforzo.
Mi sono reso conto solo recentemente di una cosa in realta` piuttosto
prevedibile e banale: chi realizza il fonema italiano /r/ come contoide
uvulare tende ad usare [q] e [G] pure uvulari nelle combinazioni /cr/,
/rc/, /gr/ e /rg/. Non saprei dire con quale frequenza in generale questo
accada, ma e` un fenomeno che ho avuto modo di constatare con una certa
regolarita` fra quelli che conosco.
Ci va fatta bene che in italiano non sono fonemi distinti, ma nelle lingue
in cui invece lo sono, che cosa accade?
Mi risulta infatti che la realizzazione della /r/ sia piuttosto "difficile"
in tutte le lingue: in quelle in cui la realizzazione standard e` dentale
si trovano molti parlanti che adoperano invece l'uvulare, e viceversa. O e`
sbagliata questa stessa premessa?
Ciao.
Credo che le metatesi tipo Cristina > Kirsten delle lingue nordiche
siano, almeno parzialmente, dovute a questo fenomeno, in quanto si
cerca di evitare il contatto della "r" con un gutturale. Va però
ammesso che tali metatesi si osservano anche in casi in cui non
c'entra alcun gutturale (cfr. il francese "fromage" < "formaggio").
> Ci va fatta bene che in italiano non sono fonemi distinti,
> ma nelle lingue in cui invece lo sono, che cosa accade?
Il portoghese possiede tutt'e due i suoni della "r", che si
distribuiscono a seconda di queste semplici regole:
1. Si ha la "r" uvulare in inizio della parola e dopo consonante
che non sia né occlusiva né "f". Questa regola esclude il
contatto della "r" uvulare con un gutturale.
2. In posizione intervocalica possono ricorrere entrambe le varianti
della "r", graficamente distinte da <rr> per quella uvulare
ed <r> per quella apicale. Solo in questo caso la distinzione
delle due realizzazioni della "r" ha valore fonematico.
3. Si ha la "r" apicale in tutte le altre posizioni.
Parlando tedesco mi servo della "r" uvulare e parlando italiano
di quella apicale senza far alcuna fatica. Ma quando devo parlare
portoghese, è una vera sciagura, in quanto confondo sempre i due
tipi della "r". Mi consola però il fatto che anche molti portoghesi
incontrino questa difficoltà. Essi si servono dell'espediente
di sostituire la "r" uvulare con una apicale polivibrante alla
spagnola, il che è assai piú facile. Ma io da perfezionista ho
l'ambizione di imparare una volta a distribuire i due tipi della
"r" correttamente senza far ricorso a espedienti del genere.
> Mi risulta infatti che la realizzazione della "r" sia piuttosto
> "difficile" in tutte le lingue: in quelle in cui la realizzazione
> standard è dentale si trovano molti parlanti che adoperano invece
> l'uvulare, e viceversa. O è sbagliata questa stessa premessa?
In Germania, buona parte dei dialetti ha la "r" apicale invece di
quella uvulare del tedesco standard. Molti parlanti di tali dialetti
si servono della loro "r" anche quando parlano tedesco standard,
ma, a quanto io ho osservato, non tanto perché non siano capaci di
rendere la "r" uvulare quanto per manifestare l'orgoglio della loro
terra nativa.
Va però annotato che ci sono piú di due tipi di "r". Li ho
trascurati per non complicare inutilmente la discussione.
Ciao, Wolfgang