C'era un grillo / in un campo di lino
la formicuzza / gliene chiese un pochettino.
Chiese il grillo / "Che cosa ne vuoi fare?"
"Calze e camicie / mi voglio maritare."
Grazie
Alex
--== Sent via Deja.com http://www.deja.com/ ==--
---Share what you know. Learn what you don't.---
Disse il grillo / "Lo sposo sono io"
La formicuzza / "sono contenta anch'io"
Quando fu in chiesa / per darle l'anello
Il grillo cadde / e si ruppe il cervello
Suonan le sette / di là dal mare
Si sente dire / che il grillo stava male
Suonan le otto / di là dal porto
Si sente dire / che il grillo è bell'e morto
Suona le nove / di là dal prato
Si sente dire / che il grillo è sotterrato
La formicuzza / dal grande dolore
Prende una zampa / e la mette sul cuore
Suona le dieci / di là dal riso
Si sente dire / che il grillo è in paradiso
La formicuzza / dal grande piacere
Scende in cantina / a farsi un buon bicchiere
Più o meno dovrebbe essere così.
Saluti
Gianni
> >C'era un grillo / in un campo di lino
>[snip]
> Scende in cantina / a farsi un buon bicchiere
Perfetto. Non so come ringraziarti.
Ciao,
>>Sto cercando il testo di una canzoncina (sara' questo il termine
>>esatto) in cui si parlava di un grillo e di una formica che dovevano
>> sposarsi. Ricordo solo alcuni versi:
>>C'era un grillo / in un campo di lino
>>la formicuzza / gliene chiese un pochettino.
>>Chiese il grillo / "Che cosa ne vuoi fare?"
>>"Calze e camicie / mi voglio maritare."
>Disse il grillo / "Lo sposo sono io"
>La formicuzza / "sono contenta anch'io"
>Quando fu in chiesa / per darle l'anello
>Il grillo cadde / e si ruppe il cervello
>Suonan le sette / di là dal mare
>Si sente dire / che il grillo stava male
>Suonan le otto / di là dal porto
>Si sente dire / che il grillo è bell'e morto
>Suona le nove / di là dal prato
>Si sente dire / che il grillo è sotterrato
>La formicuzza / dal grande dolore
>Prende una zampa / e la mette sul cuore
>Suona le dieci / di là dal riso
>Si sente dire / che il grillo è in paradiso
>La formicuzza / dal grande piacere
>Scende in cantina / a farsi un buon bicchiere
>Più o meno dovrebbe essere così.
Gianni, piu` o meno. Pero` c'e` qualcosa di diverso, anche se non
ricordo esattamente. Speriamo di riuscire a ricostruire a piu` mani
anche questa canzoncina, come abbiamo fatto qualche mese fa con quella
del galletto.
Beh, intanto non ha un finale allegro dal momento che:
La formicuzza / dal grande dolore
con le zampine / si trafisse il cuore
o qualcosa di simile.
Poi manca qualcosa. A un certo punto arriva qualcuno vestito di bianco
che porta mi pare il grillo (ma potrebbe anche essere la formica) al
camposanto.
Qualcuno ricorda qualcosa?
Aggiungo di averla sentita cantare compeleta a teatro da Paolo Poli a
Milano qualche mese fa.
Dimenticavo. C'e` anche un "riff".
Lariciumbaralillallera,
lariciumbaralillalla`.
Gian Carlo
Gian Carlo ha scritto:
>[...] Pero` c'e` qualcosa di diverso, anche se non
>ricordo esattamente. Speriamo di riuscire a ricostruire a piu` mani
>anche questa canzoncina, come abbiamo fatto qualche mese fa con quella
>del galletto.
>>Qualcuno ricorda qualcosa?
Anna Mariaaaaa...!!!! Ci sei? :-))
Intanto, Gian Carlo, io ricordo che il
"laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà"
si ripete ogni due righe (o versi che dir si voglia).
Ricordo inoltre che c'era una gran confusione nell'uso dei tempi
verbali; infatti si cantava, fra l'altro:
**Salgono in chiesa per darsi l'anello,
**cadde il grillo, si ruppe il cervello.
**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
Ed è a questo punto (ma non ne sono certissima) che:
**La formicuzza, dal grande dolore,
**prese una zampina e se la mise al cuore".
**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>
>[...]
>Beh, intanto non ha un finale allegro dal momento che:
>[...]
Ma la formicuzza non si trafigge il cuore, infatti quando sente che il
grillo è in paradiso,
**La formicuzza, dal grande piacere,
**scese in cantina a bersi un buon bicchiere.
**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
E questa mi pare sia la fine della canzoncina.
Vediamo se nel frattempo ci viene in mente qualcos'altro.
Ciao
Mariuccia
>>>C'era un grillo / in un campo di lino
>>>la formicuzza / gliene chiese un pochettino.
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>>Chiese il grillo / "Che cosa ne vuoi fare?"
>>>"Calze e camicie / mi voglio maritare."
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>Disse il grillo / "Lo sposo sono io"
>>La formicuzza / "sono contenta anch'io"
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>>>>>>>>>>>>>>>>(Quando fu in chiesa / per darle l'anello)
>>>>>>>>>>>>>>>>>(Il grillo cadde / e si ruppe il cervello)
**Salgono in chiesa, per darsi l'anello,
**cadde il grillo, si ruppe il cervello.
**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>Suonan le sette / di là dal mare
>>Si sente dire / che il grillo stava male
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>Suonan le otto / di là dal porto
>>Si sente dire / che il grillo è bell'e morto
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>Suonan le nove / di là dal prato
>>Si sente dire / che il grillo è sotterrato
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>La formicuzza / dal grande dolore
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Prende una zampa / e la mette sul cuore
>>Suonan le dieci / di là dal riso
>>Si sente dire / che il grillo è in paradiso
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
>>La formicuzza / dal grande piacere
>>Scende in cantina / a farsi un buon bicchiere
Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
> La formicuzza / dal grande dolore
> con le zampine / si trafisse il cuore
>
No no ne sono certa. babysittavo una bambina che l'ascoltava a
ripetizione.non l'ho imparata a memoria ma ricordo di aver notato che la
formichina non e' mai stata particolarmente toccata dalla precoce dipartita
del marito.
>Dimenticavo. C'e` anche un "riff".
>
> Lariciumbaralillallera,
> lariciumbaralillalla`.
>
Esatto!
Ciao
LaurA
________________________________________________
Porta la chiocciolina di due caratteri a dx per scrivere in email.
>Poi manca qualcosa.
Mi sembra di ricordare almeno almeno altre due strofe, qualcosa come:
Sette conigli / vestiti di bianco
presero il grillo / e lo portaro al camposanto
[Laricciumparalillallero, laricciumparalillalla`]
Sette conigli / vestiti di nero
presero il grillo / e lo portaro al cimitero
[Laricciumparalillallero, laricciumparalillalla`]
Non sono certo, pero` che fossero conigli, e che fossero proprio
sette.
Ciao
Ferdinando Chiodo
la formicuzza / ne chiese un pochettino
> >Chiese il grillo / "Che cosa ne vuoi fare?"
Il grillo disse: /
> >"Calze e camicie / mi voglio maritare."
> Disse il grillo / "Lo sposo sono io"
> La formicuzza / "sono contenta anch'io"
> Quando fu in chiesa / per darle l'anello
Quando gli sposi / si scambiano l'anello
> Il grillo cadde / e si ruppe il cervello
> Suonan le sette / di là dal mare
> Si sente dire / che il grillo stava male
> Suonan le otto / di là dal porto
> Si sente dire / che il grillo è bell'e morto
> Suona le nove / di là dal prato
> Si sente dire / che il grillo è sotterrato
> La formicuzza / dal grande dolore
> Prende una zampa / e la mette sul cuore
> Suona le dieci / di là dal riso
> Si sente dire / che il grillo è in paradiso
> La formicuzza / dal grande piacere
> Scende in cantina / a farsi un buon bicchiere
Lariciummalerillallero
Lariciummalerillera'
La ricordo cantata da Paolo Poli quando faceva la TV dei ragazzi. 196?
--
Ciao.
Maurizio
>>Poi manca qualcosa.
Sette e sette mi pare proprio di si`. Conigli mi pare di no, anche se
non ricordo chi erano. E non sono nemmeno sicuro che tutti quattordici
portassero il grillo.
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
>> La formicuzza / dal grande dolore
>> con le zampine / si trafisse il cuore
>>
> No no ne sono certa. babysittavo una bambina che l'ascoltava a
> ripetizione.
Da dove da dove da dove?
> non l'ho imparata a memoria ma ricordo di aver notato che la
> formichina non e' mai stata particolarmente toccata dalla precoce
> dipartita del marito.
Io invece ne sono quasi certo. Mi pare proprio che nella versione che
cantava mia zia Teresa quando ero piccolo la formica si uccidesse dal
dolore. E, se non mi sbaglio, anche in quella che canta Paolo Poli.
Se dobbiamo precisare, precisiamo:
"Laricciumbaralillalero
Laricciumbaralillallà"
Da una breve indagine antropologica, le cui fonti sono la mia memoria
storica, la memoria storica di mia moglie, la memoria molto meno storica di
mia figlia e della sua insegnante della scuola materna, risulta essere
questa la versione ufficiale del refrain.
>
>La ricordo cantata da Paolo Poli quando faceva la TV dei ragazzi. 196?
Ma ciò che mi dici apre scrigni della memoria già avvolti dalla nebbia...
Se fosse 1963?
>--
>Ciao.
>Maurizio
Ciao
Gianni
> Intanto, Gian Carlo, io ricordo che il
> "laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà"
> si ripete ogni due righe (o versi che dir si voglia).
Si`.
> Ricordo inoltre che c'era una gran confusione nell'uso dei tempi
> verbali; infatti si cantava, fra l'altro:
> **Salgono in chiesa per darsi l'anello,
> **cadde il grillo, si ruppe il cervello.
> **Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
Sembra anche a me. E mi pare anche che la canzone reciti "lo" grillo.
> Ma la formicuzza non si trafigge il cuore, infatti quando sente che il
> grillo è in paradiso,
> **La formicuzza, dal grande piacere,
> **scese in cantina a bersi un buon bicchiere.
> **Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà.
> E questa mi pare sia la fine della canzoncina.
> Vediamo se nel frattempo ci viene in mente qualcos'altro.
Io prorpio non ricordo il finale, ma sono quasi certo che la formica si
uccise dal dolore. Che poi si sia ritrovata in paradiso col grillo e
abbiano brindato insieme? (-:
Ehehehehe... e magari non era neanche quella filastrocca lě... :-)))))))
--
Er Roscio.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
No, Giovanni Belloni, no. Non c'e` nulla da precisare. Qui ognuno sta
offrendo "versioni" o "lezioni" diverse...
> "Laricciumbaralillalero
> Laricciumbaralillallà"
> Da una breve indagine antropologica, le cui fonti sono la mia memoria
> storica, la memoria storica di mia moglie, la memoria molto meno storica
di
> mia figlia e della sua insegnante della scuola materna, risulta essere
> questa la versione ufficiale del refrain.
... e non esiste una versione "ufficiale". Semmai una versione "originale",
se fosse il frutto di uno o piu` autori.
> >La ricordo cantata da Paolo Poli quando faceva la TV dei ragazzi. 196?
> Ma ciò che mi dici apre scrigni della memoria già avvolti dalla nebbia...
Una nebbia in bianco e nero, come e` giusto.
> Se fosse 1963?
Non lo escludo.
--
Ciao.
Maurizio
Hai ragione, è colpa mia. Dimentico sempre le faccine. Dovevo precisare
sorridendo.
:-) :o) ;-)
Saluti
Gianni
Rileggendo il mio intervento mi e` venuto il timore che possa apparire un
po' "permalosetto". Se anche tu hai questa impressione, perdonami: non era
nelle mie intenzioni.
--
Ciao.
Maurizio
Mannaggia li pescetti e le formicuzze: per nove minuti non ho fatto in tempo
a risparmiarmi questa umiliazione [qui ci andrebbe un faccione di bronzo ma
non so come si faccia].
--
Ciao.
Maurizio
>[...]
>
>Sembra anche a me. E mi pare anche che la canzone reciti "lo" grillo.
Giussssto!!! Ti dirò di più (ieri non mi sono azzardata ^_^ :
io ricordo "LU" grillo. Dialetto? Mah! Non mi pare di aver mai cantato
in dialetto da bambina: mi era proibito :-((
>
>> [...]
>
>Io prorpio non ricordo il finale, ma sono quasi certo che la formica si
>uccise dal dolore. Che poi si sia ritrovata in paradiso col grillo e
>abbiano brindato insieme? (-:
Ti dirò... Non sarebbe male, come conclusione: mi piace l'idea di
"rivalutare" la "materialista" formica :-))
Ciao
Mariuccia
> "SuperElle" scrive...
>> No no ne sono certa. babysittavo una bambina che l'ascoltava a
>> ripetizione.
>
>Da dove da dove da dove?
Probabilmente da un 45 giri: lo avevo comprato anch'io, anni addietro,
per i miei figli, ma non lo trovo più :-((
Ri-ciao
Mariuccia
>Giovanni Belloni <bel...@carvico.com> wrote in message
>> Se dobbiamo precisare, precisiamo:
>
>No, Giovanni Belloni, no. Non c'e` nulla da precisare. Qui ognuno sta
>offrendo "versioni" o "lezioni" diverse...
Giusto. Io, per esempio, ricordo:
**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà**
(-: Ciao :-)
Mariuccia
Saluti
Gianni
Ciao
Mariuccia
Ecco la versione che si trova nel sito indicato da Giovanni.
IL GRILLLO E LA FORMICA
C'era un grillo in un campo di lino
la formicuzza gliene chiede un filino.
Disse il grillo: "che cosa ne vuoi fare?";
"calze e camicie: mi voglio maritare".
Disse il grillo: "lo sposo sarò io";
la formicuzza: "sono contenta anch'io".
Era fissato il giorno delle nozze,
due fichi secchi e due castagne cotte.
Andarono alla chiesa a mettersi l'anello;
cadde il grillo e si ruppe il cervello.
La formicuzza corse verso il mare:
cercar l'unguento pel grillo medicare.
Quando fu là, laggiù vicino al porto,
venne la nuova: il grillo era morto.
La formicuzza dal grande dolore
con le zampine si trafisse il cuore.
Quattro grillini vestiti di nero
presero il grillo e lo portarono al cimitero.
Quattro formichine vestite di bianco
presero la formica e la portarono al campo santo.
Da una cassettina dal titolo simile a 'canzoni e filastrocche per
l'infanzia' o qualcosa del genere. Tutta roba cantata da coretti infantili
comunque, non versioni originali.
Se il tuo equilibrio psicofisico non e' piu' che saldo non te la consiglio.
Sono passati 5 anni e ancora mi sorprendo a canticchiare un'oca due oche tre
oche no-co no-chi no-che andarono a bere alla corte del re... per non
parlare della buffa storia della mosca che esce dal moscaio per acchiappar
la mora dal moraio...
Non so ai bimbi ma ai grandi questa roba fa malissimo :)
>Io invece ne sono quasi certo. Mi pare proprio che nella versione che
>cantava mia zia Teresa quando ero piccolo la formica si uccidesse dal
>dolore. E, se non mi sbaglio, anche in quella che canta Paolo Poli.
>
Boh... l'unica e' trovare la cassettina :)
Mariuccia Ruta ha scritto nel messaggio
<374eb9cd...@news.interbusiness.it>...
>La posto cosě e come l'ho trovata, precisando che -a mio avviso- si
Trovo che per imparare la gl e la gn siano tenere e geniali:
vedo un ragno
nel suo regno
che lavora
con impegno
e uno gnomo
che fa il bagno
con un cigno nello stagno
Pippi in cucina
Pippi Pippi sul tagliere
gli agli taglia.
Non tagliare
la tovaglia:
la tovaglia
non č aglio:
se la tagli
fai uno sbaglio!
Io ce l'ho tutta, ma devo andare a recuperare il testo. Arriva,
arriva...
--------
E' iniziata la CFV di it.cultura.classica! Rasmus Lino ha gią votato!
non finire in fondo alla piramide!
Massimo Manca ha scritto:
>a_ale...@my-deja.com wrote:
>>
[...]
>Io ce l'ho tutta, ma devo andare a recuperare il testo. Arriva,
>arriva...
>--------
>E' iniziata la CFV di it.cultura.classica! Rasmus Lino ha già votato!
>non finire in fondo alla piramide!
(-: Anch'io^_^
Ciao
Mariuccia
SuperElle ha scritto:
>Ve ne regalo due, per gentile concessione di Ilaria
>(http://members.xoom.it/ilaria_c )che me le ha fatte copiare dal suo
>quaderno di Prima.
>
>Trovo che per imparare la gl [...]
>
[...]
>
><Piglio l'aglio? No, meglio foglia, che non č il foglio!>
Ahi!! Mi si č incagliato l'articolo (altro scoglio frastagliatissimo
:-)
<Piglio l'aglio? No, meglio la foglia, che non č il foglio!>
La formicuzza
E c’era un grillo in un campo di lino
la formicuzza ne chiese un pochettino.
Lariciumbalalillallero, lariciumbalalillallà.
Disse lo grillo: “Che cosa ne vuoi fare?”
“Calze e camicia; mi voglio maritare.”
Disse lo grillo: “Lo sposo sono io”.
E lei gli dice: “Sono contenta anch’io”.
Entrano in chiesa; nel porgergli l’anello
cadde lo grillo, si ruppe il cervello.
La formicuzza, con suo grande dolore
prese una zampa e se la strinse al cuore.
Sono le otto, presso ai confin del mare
si sente dire che il grillo stava male.
Sono le nove, presso ai confin del porto
si sente dire che il grillo è bello e morto.
Sono le dieci, presso ai confin del prato
si sente dire che il grillo è sotterrato.
E suona il tocco, presso ai confin del riso
si sente dire che il grillo è in paradiso.
La formicuzza ne prova dispiacere
va in cantina a berne un bicchiere.
Lariciumbalalillallero, lariciumbalalillallà.
Come qualcun'altro ha già detto, l'autore fa un'uso alquanto
spregiudicato di tempi verbali, che dà un cattivo esempio agli alunni,
mi pare!
Per me la versione "suona le otto" ecc. sembra più giusto di "sono le
otto".
Come mai "lo grillo", poi? Sarà una forma antica, ma se il plurale fu
"gli grilli", mi sembra difficule da pronunciare.
Mary
(remove "nospam" to reply)
Quando insegnavo in Bosnia facevo recitare agli allievi "Apelle figlio
di Apollo" per correggere loro la "L" "arrotolata" slava. Inoltre,
chiedevo in continuazione come si chiamano i nipoti di Paperino
(Risposta corale: Kvi, Kvo, Kva!!!) :-)
Io non potrei: direbbero "Apele fi(y)o di Apolo" oppure "Apeye fi(y)o
di Apoyo).
Per quanto ci ammattisca, è un'impresa pressoché impossibile riuscire
a far pronunciare "gl" agli stranieri. Ho alunni di varie nazionalità,
ma -vivendo tutti in Venezuela- sono convinti che tale digramma si
debba pronunciare come la "LL" spagnola, che però in castigliano non
si pronuncia allo stesso modo che in spagnolo.:-)))
Sul tagliere l'aglio taglia
Non tagliare la tovaglia
La tovaglia non è aglio
E tagliarla è un grave sbaglio
Ciao
Mariuccia
>Probabilmente da un 45 giri: lo avevo comprato anch'io, anni
>addietro, per i miei figli, ma non lo trovo più :-((
Questo mi fa venire in mente qualcosa. Ma non sono sicuro. E il mio
solaio (non posso piu` chiamarlo mansarda, visto tutto quello che
contiene) sara` rovente con questo caldo. Ma mi sa che devo farci una
capatina.
> La posto così e come l'ho trovata, precisando che -a mio avviso- si
> tratta di un (?brutto?) rifacimento; e non mi riferisco solo alla
> tripla "L" del titolo: è molto diversa da quella che io ricordo e che
> (mi sembra) ricordano anche coloro che sono intervenuti in questo
> "thread"; inoltre, non c'è traccia del
> **Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà**
> o **[Laricciumparalillallero, laricciumparalillalla`]**
> che dir si voglia.
Mariuccia, a me sembra che come storia ci siamo. Non ricordavo la
faccenda dei fichi secchi e delle castagne, pero`, ripensandoci...
Invece continuo a non ricordare l'unguento e il porto.
Certo manca il lariciumabaralillallero (o simile) e la metrcia zoppica
(ma questo e` normale nelle filastrocche). Beh, secondo me siamo vicini
all'originale.
>[...]
>Invece continuo a non ricordare l'unguento e il porto.
Il porto io lo ricordo nel verso:
*suonan le otto, di lą dal porto
*si sente dire che il grillo č bell-e-morto.
**Laricc....^_^
>
> Beh, secondo me siamo vicini all'originale.
Ce l'hai fatta la capatina in mansarda? :-)))
((-: Certo che ... non sarebbe male se qualcuno non si movesse a
compassione e decidesse di mantenere la promessa fatta un paio di
giorni addietro :-)))))
Ciao
Mariuccia
>[...] Ma mi sa che devo farci una capatina.
Faccela, faccela ^_^.
Poi, se vuoi, ti do un paio di suggerimenti per raggirare il caldo
della mansarda (sono diventata-quasi-esperta),^_^ a tutto vantaggio
della zona sottostante.
Ciao
Mariuccia
Mariuccia Ruta (alias testa-di-sughero) ha scritto:
> [...]
>((-: Certo che ... non sarebbe male se qualcuno non si movesse a
>compassione e decidesse di [...]
Chiedo scusa, rettifico e -comunque- insisto ^_^:
((-: Certo che ... non sarebbe male se qualcuno si movesse a
compassione e decidesse di mantenere la promessa fatta un paio di
giorni addietro :-)))))
A buon intenditor... :-))
Ciao
Mariuccia
>Io non potrei: direbbero "Apele fi(y)o di Apolo" oppure "Apeye fi(y)o
>di Apoyo).
>Per quanto ci ammattisca, è un'impresa pressoché impossibile riuscire
>a far pronunciare "gl" agli stranieri. Ho alunni di varie nazionalità,
>ma -vivendo tutti in Venezuela- sono convinti che tale digramma si
>debba pronunciare come la "LL" spagnola, che però in castigliano non
>si pronuncia allo stesso modo che in spagnolo.:-)))
Non dirmelo, il mio capo e' un americano e si ostina a scempiare la
nostra lingua. L'altro giorno voleva parlare delle vendite di luglio.
Giustamente partendo dall'inglese si e' lanciato con un Giulio che ci
ha lasciati dubbiosi: poteva anche essere Giugno... allora ci si e'
esso d'impegno; Lulio, Iullio, Giullio... un massacro totale. Non ci
e' riuscito. Nel frattempo e' suonato il telefono, e non ci ha nemmeno
detto il resto della frase sulle vendite di Luglio. *sigh*
Ciao
Laura
--------------------------------
Sposta la chiocciolina di due caratteri a dx per scrivere in email
Rovistato in cantina...
C'era un grillo in un campo di lino
la formicuzza gliene chiese un filino.
Disse il grillo: "Che cosa ne vuoi fare"?
"Calze e camicie: mi voglio maritare".
Disse il grillo: "Lo sposo sarò io".
La formicuzza: "Sono contenta anch'io".
Era fissato il giorno delle nozze,
due fichi secchi e due castagne cotte.
Andarono in chiesa per mettersi l'anello,
cadde il grillo e si ruppe il cervello.
La formica corse verso il mare
cercar l'unguento e il grillo medicare.
Quando fu là, laggiù vicino al porto
venne la nuova che il grillo era già morto.
Suonan le nove e di là dal prato
si sente dire che il grillo è sotterrato.
La formicuzza, per il gran dolore
prese le zampine e se le ficcò nel cuore.
Suona il tocco, nel campo di riso
si sente dire che il grillo è in paradiso
Quattro grillini vestiti di nero
portarono il grillo sino al cimitero.
Quattro formiche vestite di bianco
portaron la formica fino al camposanto.
(popolare)
Da "I QUINDICI". I libri del come e del perché. Vol. 1. Poesie e rime.
Field educational Italia (U. S. A) 1971, pp. 26-27.
Ricordo che da bambino la trovavo angosciante.
ma è terribile!
e perché poi?
Io una delle cose più belle che ricordo della mia infanzia è la lettura
che mio padre faceva delle poesie di Eduardo (naturalmente dialettali).
Ed è quasi su quelle che ho imparato a leggere.
--
--------------------------------
ricevo solo risposte senza senso
--------------------------------
>Conoscete qualche sito in cui siano contenute delle filastrocche o
>delle canzoncine infantili? Sto cercando il testo di una canzoncina
>(sara' questo il termine esatto) in cui si parlava di un grillo e
>di una formica che dovevano sposarsi. Ricordo solo alcuni versi:
>
>C'era un grillo / in un campo di lino
>la formicuzza / gliene chiese un pochettino.
>Chiese il grillo / "Che cosa ne vuoi fare?"
>"Calze e camicie / mi voglio maritare."
>
>Grazie
>Alex
Ma sapete che céra anche un canto di montagna che, con musica diversa,
diceva, piů o meno perché non son veneto.
Un giorno una formicola la scardezzava il lin
e passa lo grilletto e l'ghe domanda un fil
... ecc.
>Mi raccomando, Massimo: compreso il ritornello, eh!? :-))
>E fai attenzione, per favore, all'ortografia:
>(-:^_^:-)
>**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà**????
NO!!
io cantavo in Lombardia [in maiuscolo la differenza]:
>**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillEllà**????
>Beh, intanto non ha un finale allegro dal momento che:
>
> La formicuzza / dal grande dolore
> con le zampine / si trafisse il cuore
manca una battuta tra ...pine e si..
>
>o qualcosa di simile.
>
Mio padre, classe 1898, nato a Genova, mi cantava:
"prese uno spillo e si trafisse il core.
>Mariuccia Ruta wrote:
>>[...] è un'impresa pressoché impossibile riuscire
>>a far pronunciare "gl" agli stranieri.
>>
>Non dirmelo, il mio capo e' un americano e
>[...]
Hai provato a suggerirgli la filastrocca dell'aglio? :-))
Hai visto mai!!:-))
Ciao
Mariuccia
> Mariuccia Ruta says...
>-> Dialetto? Mah! Non mi pare di aver mai cantato
>-> in dialetto da bambina: mi era proibito :-((
>
>ma è terribile!
>e perché poi?
Semplicemente perché mio padre era dell'idea che l'uso dei dialetti
avrebbe intralciato l'apprendimento dell'italiano (i miei genitori non
erano corregionali, di conseguenza hanno sempre parlato in italiano
anche fra di loro, oltre che con noi figli).
>
>Io una delle cose più belle che ricordo della mia infanzia è la lettura
>che mio padre faceva delle poesie di Eduardo (naturalmente dialettali).
>Ed è quasi su quelle che ho imparato a leggere.
(-: Stupendo! :-)
Io ho lasciato che i miei figli si sbizzarrissero tranquillamente con
tutti i dialetti possibili: nati in Venezuela, parlano e scrivono
benissimo l'italiano.^_^
Ciao
Mariuccia
>Mariuccia Ruta ha scritto:
>>[...]
>>**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillallà**????
>NO!!
>io cantavo in Lombardia [in maiuscolo la differenza]:
>>**Laricciumbalarillallero laricciumbalarillEllà**????
Tranne la differenza che tu sottolinei, il resto del ritornello è come
lo ricordavo io.
((-: Adesso potrò dormire sonni tranquilli :-))))
Ciao
Mariuccia
>[...]
>Ricordo che da bambino la trovavo angosciante.
Invece ... adesso ... pure!?
Guarda là che roba! S'è sviluppato un filone di oltre 40 messaggi.
(-: Allucinante :-)
Ciao
Mariuccia
PS: speriamo che almeno sia servito per portare voti alla CFV di
it.cultura.classica!
Vitt wrote:
>
> magica <macc...@my-deja.com> ha scritto:
>
> >Beh, intanto non ha un finale allegro dal momento che:
> >
> > La formicuzza / dal grande dolore
> > con le zampine / si trafisse il cuore
>
> manca una battuta tra ...pine e si..
>
mi par di ricordare dalla terza elementare (1971)
con le zampine / la si trafisse il core
Forse e' un po' toscaneggiante per me ligure, ma le battute mi par
tornino...
Ciao,
Anna MCM
> Massimo Manca ha scritto:
>>Ricordo che da bambino la trovavo angosciante.
> Invece ... adesso ... pure!?
Beh, sai che ieri ne ho parlato a mio fartello (che, per inciso, mi ha
detto che dovrebbe essere tuttora in vendita un disco di filastrocche di
Paolo Poli, che probabilmente contiene anche questa)? Ma quando gli
ho suggerito che, una volta trovata una dizione plausibile, potremmo
registrarla, mi ha risposto che la trova ancora adesso angosciante e che
dubita di riuscire a cantarla?
Io invece, chissa` perche', mi trovo a canticchiarla nei momenti piu`
impensati. Non solo, ora comincio a cantare anche una specie di
arrangiamento. E l'effetto non e` angosciante. Ieri sera, durante il
corteo funebre dei grillini (ma ancora non sono sicuro: grillini mi
suona male), mentre cantavo le cornette che accompagnavano la scena
a tempo di marcia (come in uno degli ultimi arrangiamenti di Lili
Marlene cantata dalla Dietrich), mi sono messo a ridere da solo.
Dimenticavo: in mansarda finora non ho trovato nulla. Ma parlando con
mio fratello si e` affacciata una nuova possibilta`. Comunichero` gli
eventuali sviluppi.
Idem per me.
>Mariuccia Ruta wrote:
>>
>> Non mi pare di aver mai cantato
>> in dialetto da bambina: mi era proibito :-((
>
>Idem per me.
Io, però mi sono (-: vendicata :-) coltivando nei miei figli
l'interesse per i dialetti; il loro italiano non ne ha risentito: lo
parlano e scrivono benissimo, pur essendo nati e cresciuti in
Venezuela.
Ciao
Mariuccia
Io ho infierito rinunciando alla procreazione. Da piccolo mi impedivano
anche di riprodurmi :-)))))
> Guarda là che roba! S'è sviluppato un filone di oltre 40 messaggi.
> (-: Allucinante :-)
Troppa grazia. Grazie.
Alex (l'iniziatore del filone)
> PS: speriamo che almeno sia servito per portare voti alla CFV di
> it.cultura.classica!
deja.com non permette l'accesso a it.news.votazioni. Qualcuno sa come
votare per e-mail?
Baci a tutti e buon 2 giugno
Ciao
Mariuccia
PS: Gente, avete votato?
E' iniziata la CFV di it.cultura.classica!
Massimo Manca, in vena di (-:"sf...":-), ha scritto:
>Mariuccia Ruta wrote:
>> [...]
>Io ho infierito [...] :-)))))
>... mio padre era dell'idea che l'uso dei dialetti
>avrebbe intralciato l'apprendimento dell'italiano...
Come ti capisco! Anche a me e` capitato lo stesso, credo che fosse
un'idea fissa in quegli anni (quali anni? eh, dipende dall'eta`!)
I miei genitori, entrambi piemontesi, parlavano fra di loro in
dialetto, ma a me e mio fratello hanno insegnato solo l'italiano; il
piemontese me lo sono riguadagnato, da adulto, e malamente.
Maurizio Pistone - Torino
http://www.freeweb.org/letteratura/pistone/
mailto:pis...@iol.it
strenua nos exercet inertia Hor.
>Hai provato a suggerirgli la filastrocca dell'aglio? :-))
>Hai visto mai!!:-))
>
Considerando che per colpa sua il mio italiano ha perso parecchio in
fluidita', lo incoraggio a parlare ingl...oops! americano :)
Non esageriamo. ICLI ha le spalle abbastanza larghe. La questione
dell'interferenza linguistica è interessante. Io penso che, tutto
sommato, il divieto da parte dei miei genitori di parlare in dialetto mi
abbia giovato. Ho sempre parlato in un italiano corretto, ho comunque
una perfetta conoscenza passiva del piemontese e, alla fine, sono
l'unico della mia famiglia che si è laureato. C'è un prezzo da pagare,
comunque: adesso mi toccherà impararlo, perché all'Università parlare in
dialetto fa molto chic, e ciò si presta a considerazioni interessanti...
>Mariuccia Ruta ha scritto:
>>... mio padre era dell'idea che l'uso dei dialetti
>>avrebbe intralciato l'apprendimento dell'italiano...
>
>Come ti capisco! Anche a me e` capitato lo stesso, credo che fosse
>un'idea fissa in quegli anni (quali anni? eh, dipende dall'eta`!)
Per me erano gli anni nei quali <<l'unica trasgressione possibile era
l'obbedienza alle regole stabilite da_"i grandi">>:-))
>I miei genitori, entrambi piemontesi, parlavano fra di loro in
>dialetto, ma a me e mio fratello hanno insegnato solo l'italiano;
>[...]
Beh, penso ne sia valsa la pena: trovo il tuo sito interessante e
utile, nella sua semplicità e chiarezza.
^_^Complimenti e buon proseguimento^_^
Ciao
Mariuccia
>><Forse siamo OT, non credi?>
> Non esageriamo. ICLI ha le spalle abbastanza larghe. La questione
> dell'interferenza linguistica è interessante.
Concordo e...
> Io penso che, tutto sommato, il divieto da parte dei miei genitori
> di parlare in dialetto mi abbia giovato.
...e non concordo. Non e` che non credo che non ti abbia giovato. Credo
che nessuno di noi possa affermare questo, o il suo contrario. Perche'
la controprova e` impossibile.
> Ho sempre parlato in un italiano corretto, ho comunque una perfetta
> conoscenza passiva del piemontese e, alla fine, sono l'unico della
> mia famiglia che si è laureato.
Io invece da bambino parlavo esclusivamente il dialetto della bassa
bergamasca. E lo faccio ancora adesso, coi miei amici d'infanzia. O
quando mi trovo con persone che lo parlano.
Ero la disperazione di mia zia Teresa (proprio quella che mi cantava la
canzone della formica e del grillo), che mi diceva che a scuola avrei
avuto difficolta`. Beh, non si e` mai verificato.
Mio figlio, al contrario, da piccolo parlava esclusivamente l'italiano,
anche perche' in casa sentiva solo quello, dato che mia moglie capiva,
ma parlava male, il dialetto. (Oltretutto i nostri dialetti, pur essendo
entrambi lombardi, erano diversi).
Una sera torno dal lavoro e, mentre ceniamo, mio figlio, che avra` avuto
sette-otto anni, a un certo punto si mette a parlare in dialetto. E
bene. "Lo parlano molti miei amici e mi paice, cosi` ho deciso di
parlarlo anch'io".
> C'è un prezzo da pagare, comunque: adesso mi toccherà impararlo,
> perché all'Università parlare in dialetto fa molto chic,
Ah si`?
> e ciò si presta a considerazioni interessanti...
La cosa m'incuiriosisce.
Gian Carlo
>Mariuccia Ruta scrive...
>>>Massimo Manca ha scritto:
>>>>>Mariuccia Ruta scrive...
>>>>>>Massimo Manca ha scritto:
>
>[...]
> Comunichero` gli eventuali sviluppi.
Gian Ca',
^_^Questo filone sta arrivando a quota 60, lo sai?^_^
(-:Ciao:-)
(-:Mariuccia:-)
>[...] La questione
>dell'interferenza linguistica è interessante. Io penso che, tutto
>sommato, il divieto da parte dei miei genitori di parlare in dialetto mi
>abbia giovato.
Anch'io potrei dire di aver tratto giovamento da tale divieto, se mi
limito a pensare che il mio buon italiano, privo di inflessioni
regionali, mi ha aiutata non poco nella non facile impresa di
insegnare la lingua, prima ai miei figli e poi agli innumerevoli
stranieri che, per necessità o per diletto, vogliono impararla.
Ma mi son sempre domandata (con un po' di stizza e con infinito
rammarico): "Per qual motivo l'uso dei dialetti (paterno e materno)
avrebbe dovuto ostacolare o condizionare il mio apprendimento
dell'italiano"?
Ho lasciato che i miei figli si sbizzarrissero a loro piacimento con i
dialetti dei parenti (sardi e siciliani) e degli amici (figli di
italiani in Venezuela): il loro italiano non solo non ne ha risentito,
ma è apprezzato da tutti, sia in Italia che in Venezuela.
>Ho sempre parlato in un italiano corretto, ho comunque
>una perfetta conoscenza passiva del piemontese
La mia conoscenza dei dialetti è ancor meno che passiva: capisco
perfettamente il siciliano, che non so parlare, e capisco pochissimo
il sardo, che sin da bambina mi ha sempre affascinata. Più del
siciliano (chissà perché!).
Penso comunque che il sardo sia da considerare come una lingua a sé
stante, più che come un dialetto, anche se non saprei spiegare il
motivo di questa mia opinione; inoltre credo che solo in Sardegna
esistano tali e tante varietà di dialetto, che si possono riscontrare
da un paesino ad un altro a distanza di pochi chilometri.
>e, alla fine, sono
>l'unico della mia famiglia che si è laureato.
Il miscuglio di lingue e dialetti non ha impedito al mio secondogenito
venticinquenne di conseguire, presso l'Università degli Studi di
Siena, il primo ottobre scorso, la Laurea in Scienze Economiche, con
il risultato di 110/110 con LODE (e chiedo scusa per questo sprazzo di
orgoglio materno:-))
>C'è un prezzo da pagare,
>comunque: adesso mi toccherà impararlo, perché all'Università parlare in
>dialetto fa molto chic,
(:-Snobismo:-)?
>e ciò si presta a considerazioni interessanti...
E come no!
Tempo addietro ricevetti una mail da un
<Cultore della materia, cattedra di Dialettologia ed Etnolinguistica>
presso una università calabrese, che molto gentilmente dava riscontro
ad un mio msg postato in ICLI.
Spero ci stia leggendo e voglia intervenire su questo argomento che io
considero interessantissimo. E non sto facendo riferimento solo al
fatto che <... parlare in dialetto fa molto chic>, ma anche -e
soprattutto- perché vorrei trovare delle fonti autorevoli alle quali
attingere argomentazioni valide che mi aiutino a trasmettere il
fascino che i dialetti hanno sempre esercitato in me sin da bambina.
Ciao
Mariuccia
Le vie del Signore sono infinite e misteriosa è la Sua volontà.
Massimo Manca wrote:
>[...]
Alex wrote:
>Mariuccia Ruta wrote:
>Troppa grazia. Grazie.
>Alex (l'iniziatore del filone)
Sì, ma... se Gian Carlo non avesse precisato a Giovanni che aveva
risposto ad Alex che...:-)))
>> PS: speriamo che almeno sia servito per portare voti alla CFV di
>> it.cultura.classica!
>deja.com non permette l'accesso a it.news.votazioni. Qualcuno sa come
>votare per e-mail?
Hai risolto?
Ciao
Mariuccia
> Gian Ca',
> ^_^Questo filone sta arrivando a quota 60, lo sai?^_^
Si`, Mari U`. Anzi e` gia` a 63, secondo Deja.com (e con questo msg a
64).
Un motivo ci sara`, come per tutto.
Ciao.
Per ovvi motivi, vedrò di interessarmi io...
Per carità! Mi ricorda le storie su IFE per scalare posizioni nella
classifica dei top-posters... Io chiudo qua.
>Mariuccia Ruta scrive...
>
>> Gian Ca',
>> ^_^Questo filone sta arrivando a quota 60, lo sai?^_^
>
>Si`, Mari U`.
Paaarlami d'amore, Mari-U'.....*_*
(-:piů OT di cosě:-)))
>Anzi e` gia` a 63, secondo Deja.com (e con questo msg a
>64).
Erooore!!: con questo, siamo a 66 e c'č il sessantasettesimo in arrivo
per Alex via Deja.com (-:che evidentemente va un po' a rilento:-))
>Un motivo ci sara`, come per tutto.
A voglia!!
(-:Hai votato?:-)
Ciao
Mariuccia
>Mariuccia Ruta wrote:
>> [...]
>
>Per carità! Mi ricorda le storie su IFE per scalare posizioni nella
>classifica dei top-posters... Io chiudo qua.
(-:Hai fatto i conti senza l'oste:-))
Lo permette, lo permette!!!
>
>Per ovvi motivi, vedrò di interessarmi io...