Grazie,
Andrea
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>Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa significa in gergo romano "Coatto"?
>
significa 'persona volgare e rozza', ma puň anche assumere il
significato di 'persona di borgata'; in ogni caso la connotazione č
decisamente dispregiativa! :)
Paola
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presumo che quel NOSPAM. sia lě con precisi intenti...
per rispondere io lo toglierei!
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Grazie, era proprio come supponevo.
L'equivalente bolognese e': "MARAGLIO", e mi sembra che quello milanese sia:
"TAMARRO", anche se quando lasciai la provincia di milano nel '75, non mi
sembra proprio che si usasse ancora.
Sarebbe interessante ricercare l'etimologia di questi termini gergali, ma
credo sia come trovare gli inventori delle barzellette; ben piu' arduo
dell'interessante ricerca sulle "parolacce" iniziata da Riccardo Venturi.
A proposito, forse conosco gli ideatori del termine "TANGENTOPOLI".
Ciao
>Sarebbe interessante ricercare l'etimologia di questi termini gergali, ma
>credo sia come trovare gli inventori delle barzellette; ben piu' arduo
>dell'interessante ricerca sulle "parolacce" iniziata da Riccardo Venturi.
a proposito di latino a me verrebbe in mente il part.pass.lat.
'coactus'; certo che lì tutti i passaggi semantici rischierebbero di
trasformarsi in fanta-linguistica! ;)
ciao
Paola
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presumo che quel NOSPAM. sia lì con precisi intenti...
>>Sarebbe interessante ricercare l'etimologia di questi termini gergali, ma
>>credo sia come trovare gli inventori delle barzellette;
>
>a proposito di latino a me verrebbe in mente il part.pass.lat.
>'coactus'; certo che lì tutti i passaggi semantici rischierebbero di
>trasformarsi in fanta-linguistica! ;)
Io avrei dato per scontato che derivasse dal domicilio coatto.
Ciao
Elrond
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>Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa significa in gergo romano "Coatto"?
truzzo, tamarro, buzzurro, ecc. anche borgataro (ovvero un abitante
delle estreme periferie).
coatto deriva evidentemente da "costretto". forse dipende da termini
di origine giudiziaria tipo "domicilio coatto" o simili.
in realta' io trovo il termine molto interessante. non so se avete
presente i coatti (e le coatte, ovviamente). ostentano stili di
abbigliamento particolarmente evidenti, il loro modo di vestire, di
pettinarsi ecc. e' tutto uno "statement". pensate ad esempio agli
scarponi coi tacconi di gomma (in estate!)
in pratica sembrano fatti con uno stampino, ma con uno stampino che
gli e' crollato pesantemente addosso. sono "costretti" dal loro
stesso ambiente a comportarsi in un certo modo. non sono liberi di
essere se stessi per mancanza di stimoli culturali.
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my opinions do not necessarily have to be true.
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per rispondermi rimuovere NOSPAM. dall'indirizzo email
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>> On 20 Jul 1998 08:52:36 +0200, asab...@deis135a.deis.unibo.it
>> (Andrea Sabbioni) wrote:
>>
>> >Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa significa in gergo romano "Coatto"?
>> >
>> significa 'persona volgare e rozza', ma puň anche assumere il
>> significato di 'persona di borgata'; in ogni caso la connotazione č
>> decisamente dispregiativa! :)
>>
>> Paola
>
>Grazie, era proprio come supponevo.
>L'equivalente bolognese e': "MARAGLIO", e mi sembra che quello milanese sia:
>"TAMARRO", anche se quando lasciai la provincia di milano nel '75, non mi
>sembra proprio che si usasse ancora.
>Sarebbe interessante ricercare l'etimologia di questi termini gergali, ma
>credo sia come trovare gli inventori delle barzellette; ben piu' arduo
>dell'interessante ricerca sulle "parolacce" iniziata da Riccardo Venturi.
>A proposito, forse conosco gli ideatori del termine "TANGENTOPOLI".
>
>Ciao
>Andrea
Per quel che riguarda coatto esiste un verbo italiano (o forse era
solo latino? bah...) e coatto significa propriamente forzato, usato
anche spesso in frasi quali domicilio coatto, ritenzione coatta
ecc....
Maraglio mi fa impazzire, lo uso un casino, peccato che a Bergamo lo
capiscano in pochi. La definizione di maraglio e': "persona con
capello corto davanti, lungo dietro, canottiera bianca a retina,
tatuaggio di una ipotetica "ninfa dei boshi" con tette di fuori, golf
gti ribassata con cerchioni in lega, catenone d'oro al collo (e' in
ribasso il medaglione della mercedes), musica tuz tuz a palla" ma per
estensione e' utilizzabile in molti altri campi (anche le kadet gsi
vanno bene, ad esempio).
Qui si usa anche: zarro/zarrone/zauro, tamarro, tarro, montanaro,
grezzo, tacazzorro (e qui inizamo a fare sul serio...), ecc...
Spino
Quindi "domicilio mentale coatto"! E quindi polari ai coatti sono i cosi'
detti (almeno a Bologna) fighetti -anche centraioli-
Il mondo e' bello perche' e vario
> i coatti (e le coatte, ovviamente). ostentano stili di
>abbigliamento particolarmente evidenti, il loro modo di vestire, di
>pettinarsi ecc. e' tutto uno "statement". pensate ad esempio agli
>scarponi coi tacconi di gomma (in estate!)
>
>in pratica sembrano fatti con uno stampino, ma con uno stampino che
>gli e' crollato pesantemente addosso. sono "costretti" dal loro
>stesso ambiente a comportarsi in un certo modo. non sono liberi di
>essere se stessi per mancanza di stimoli culturali.
Non vorrei andare off topic: cerchero' di impostare la faccenda
sull'aspetto linguistico.
Credo che tutti abbiamo in mente un certo tipo umano (umano?),
soprattutto maschile (la femmina tende ad una volgarita' provocante
che a me, suino, piace). Mi riferisco a un essere con capelli gellati,
telefonino trillante al cinema, anelli d'oro, orologi d'oro, catenoni
d'oro, denti d'oro con stuzzicadenti ligneo, camicia aperta, peli,
automobile appariscente, calzini corti etc.
Ovviamente esiste anche la versione piu' giovane, con scarpe "a
zeppa", magliette aderenti, capelli con punte rette dal gel, nome
straniero (non e' una colpa, e' predestinazione) e scooter truccato.
Premesso che tale fauna esiste ed e' nota, se ne deduce che ha un nome
(usato ovviamente solo dall'esterno).
Abbiamo visto vari nomi dialettali; a questi vorrei aggiungere il
genovese "gabibbo", che molti (a causa del pupazzone rosso di Striscia
la Notizia) credono significhi "genovese tipico", alcuni "portuale"
(e' "camallo", "caravana"). Gabibbo e', etimologicamente, l'Arabo
("habib", amico: cosi' si rivolgevano ai commercianti), per estensione
e' il meridionale e per razzismo puo' essere il tipo di cui sopra.
In Italiano mi viene in mente "cafone" (che e' napoletano, ma
accettato) e poi c'e' "villano rifatto" etc.
Ora, mi chiedo: nell'Italia settentrionale non e' raro il riferimento
alla presunta origine meridionale del personaggio. E al Sud?
Ho persino sentito dire che "truno" (parola gergale usata anche qui)
sarebbe di origine napoletana, e truni = terroni sarebbero i
siciliani.
E all'estero? Esistono il concetto e la parola?
Un ragazzo di Sidney mi ha detto che simili personaggi sono laggiu'
detti "westies", poiche' vivono nei quartieri occidentali, lontani dal
mare e dal centro "storico" della citta'.
la cosa piu' vicina che mi viene in mente e' il "redneck" americano.
collo rosso, sudaticcio, probabilmente dovuto al lavoro nei campi e/o
alla troppa birra.
>E al Sud?
Molti anni fa, durante una vacanza a Falerna (vicino a Lamezia Terme,
Calabria) sentii pronunciare da alcuni calabresi il termine "tamarro"
adoperato nel senso di "cafone" (o del romanesco "burino"). Un insegnante
del luogo mi mostro' un dizionario calabrese --quello di Rohlfs?-- in cui
l'etimologia di questo termine veniva fatto risalire a un termine
spagnolo che significava, se non ricordo male, "straccione". Questo
vocabolo sarebbe, quindi, uno dei termini calabresi di origine spagnola.
Ciao
Alexander