Grazie Mille
KF
> Dato il triangolo semiotico di Ogden e Richards mi pare chiarissimo che il
> rapporto significante->significato si traduca praticamente in quello
> lessema->morfema
Sì, può essere, ma non capisco perché hai bisogno di questa equivalenza,
in cosa ti aiuta (e soprattutto è meglio non mescolare terminologie
provenienti da campi affini ma non equivalenti). Nel triangolo suddetto
è abbastanza chiaro quale sia il rapporto signicante/significato.
> mentre il rapporto significato->referente venga
> praticamente tradotto in quello concetto-> oggetto extra-linguistico.
Vedi sopra.
> L'esistenza del referente è indubbiamente necessaria per completare la
> procedura della comprensione di un lessema attraverso quella del concetto ad
> esso relativo
Se intendi dire la *reale* esistenza, ti sbagli. Come la metteremmo con
l'unicorno, direbbe Eco?
> ma la specifica natura del rapporto significato->referente,
> perdonatemi, non mi risulta sia mai stata profondamente indagata in quanto
> si è forse relegato all'esterno della linguistica (logica formale,
> matematica o che altro), la definizione di concetto.
> Il mio desiderio è sapere se qualcuno di voi ha mai elaborato qualche
> ipotesi solutoria di questo problema di il suo parare al riguardo della
> funzione che associa questi due elementi del suddetto triangolo semiotico.
Puoi essere più specifico su questo *la specifica natura*?
saluti
aleph
--
stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus