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portinaio/portineria

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Wendell Ricketts

unread,
Jan 27, 2002, 11:31:17 AM1/27/02
to
Ciao, tutti --

Per una traduzione letteraria italiana/inglese -- mi confondono le parole
"portinaio" e "portineria." Si che ci sono le traduzioni diversi che si
trovano: per portinaio "doorman," "janitor," "concierge," anche "building
superintendent," etc. Ma questo e il nodo del problema. Queste traduzioni
sono completamente diverse in inglese. Non aver mai vissuto in Italia, forse
non capisco il concetto. In America un caseggiato potrebbe avere un
"superintendent" -- ma una casa privata, no. Una famiglia ricca potrebbe
tenere un "portinaio" nel senso di "caretaker" o "custodian" (non
"janitor"), ma come si riferisce al posto dove abitano i portinai? Ho
trovato il frase "caretaker's lodge," il quale mi sembra antico e niente
vernacolo. Cerco una traduzione piu "comune" - e una che ha senso in inglese
americano.

Mille grazie!

W.


Cinzia

unread,
Jan 27, 2002, 12:29:08 PM1/27/02
to

"Wendell Ricketts" <u...@earthlink.net> ha scritto nel messaggio
news:pXV48.20092$ag5.1...@newsread2.prod.itd.earthlink.net...

In Italia un "portinaio" si trova normalmente in un condominio (block of
flats, multi-storey building, condominium). Sta generalmente in una piccola
stanza con le pareti di vetro dove dentro ci sono normalmente un tavolo ed
una sedia ed eventualmente altre cose. Controlla l'andare ed il venire delle
persone nel condominio e a volte può fare piccoli lavori come le pulizie.
Credo che invece un portinaio in USA stia di solito ad un banco (desk). Una
casa privata normalmente ha un custode (caretaker, custodian), un albergo ha
un portiere (porter, night porter), non un "portinaio".

Se "superintendent" è la parola che usate negli Stati Uniti per descrivere
questo tipo di persona allora va bene, altrimenti suggerirei "porter".
Inoltre per "portineria", sostituirei "lodge" con "desk, room o office",
quindi:

PORTER'S or SUPERINTENDENT'S
DESK, ROOM or OFFICE

adesso sta a te scegliere! :)

Ciao

Cinzia


Wendell Ricketts

unread,
Jan 27, 2002, 1:48:19 PM1/27/02
to
La ringrazio, Cinzia!

La frase esatta e: "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
portineria."

Forse la traduzione che cerco sia "servants' quarters."

W.


"Cinzia" <bon...@libero.it> wrote in message
news:ENW48.15170$6e5.5...@twister2.libero.it...

Fabio Parri

unread,
Jan 27, 2002, 3:10:10 PM1/27/02
to
On Sun, 27 Jan 2002 18:48:19 GMT, "Wendell Ricketts"
<u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote:

>La ringrazio, Cinzia!
>
>La frase esatta e: "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
>portineria."
>
>Forse la traduzione che cerco sia "servants' quarters."

Non saprei, un portinaio non è necessariamente un servo. Il mio
vocabolario dà come traduzione di portineria "porter's lodge", ma mi
pare non vad bene, vero ?

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 27, 2002, 3:38:39 PM1/27/02
to
On Sun, 27 Jan 2002 18:48:19 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote:

> [...]


> La frase esatta e: "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
> portineria."
> Forse la traduzione che cerco sia "servants' quarters."

L'italiano "portinaio" corrisponde al "conserje" spagnolo.
In inglese, il Collins me lo traduce in "consierge" o "caretaker"; mi
dà anche "janitor", ma lo classifica come 'Am.' (americano).

Dal Garzanti: "Portinaio": porter, caretaker, (amer.) janitor.
"Portineria": porter's lodge.
Es.: * Lascia la lettera in portineria:
Leave the letter downstairs with the porter.
* In questa casa non c'è (servizio di) portineria:
There is no porter in this house.
--
Ciao,
Mariuccia®

Wendell Ricketts

unread,
Jan 27, 2002, 7:20:10 PM1/27/02
to
Mariuccia (e gli altri corrispondenti molto gentili) --

Abbiamo lo stesso dizionario! La parola "porter," direi, quasi non esiste in
inglese-americano. Si che la riconosciamo come parola - solo che non riesco
a immaginare come si utilizzerebbe.Veramente neanche la parola "lodge,"
forse salvo che c'e il senso di "casino di caccia" (in inglese: hunting
lodge) osia "ski lodge." Un "concierge" si trova unicamente in un hotel (di
4 stelle!!), e il "superintendent" di solito non fa dei lavori (pulizie,
e.g.). O "servants' quarters" o "caretakers' rooms" possono servire, benche
mi paiano (ancora) troppo formali. Nel significato del originale, penso che
la scrittrice voleva dire che i genitori della donna sono stati domestici --
cioe, appunto, il padre era "un servo."

W.


"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> wrote in message
news:3c546540...@News.CIS.DFN.DE...

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 27, 2002, 10:03:50 PM1/27/02
to
On Mon, 28 Jan 2002 00:20:10 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote:

>: Mariuccia (e gli altri corrispondenti molto gentili) --
>: Abbiamo lo stesso dizionario!

Io te ne ho citati due, entrambi bilingui: Il Collins è in edizione
cartacea, mentre il Garzanti è in versione CD, ma entrambi mi sembra
coincidano nelle definizioni.

>: La parola "porter," direi, quasi non esiste in


>: inglese-americano. Si che la riconosciamo come parola - solo che non riesco
>: a immaginare come si utilizzerebbe.

Probabilmente la tua difficoltà è dovuta al fatto che, almeno a quanto
m'è parso di notare, in USA, non esistono palazzi con portineria
annessa e relativo portinaio in pianta stabile. O sbaglio?
Qui in Venezuela, per esempio, ci sono "los conserjes" in tutti i
condomíni, grandi e piccoli, ed hanno a disposizione e totalmente
gratis, un appartamento nello stesso palazzo: la conserjería, appunto.
Si occupano *anche* della pulizia delle parti comuni, interne ed
esterne, ma nessuno si sognerebbe mai di definirli "servi" o domestici
o "criados": sono dei comunissimi impiegati al servizio di un intero
stabile, cosí come un operaio è al servizio di una ditta.
Anche in alcune zone d'Italia esistono ancora palazzi con portineria e
portinaio annesso, soprattutto in Sicilia e soprattutto nelle grandi
città. Ma ne sopravvivono alcuni anche a Milano ed anche a Torino.

>: [...]. Nel significato del originale, penso che


>: la scrittrice voleva dire che i genitori della donna sono stati domestici --
>: cioe, appunto, il padre era "un servo."

No, non credo davvero che l'intento dell'autrice fosse questo.
Secondo me, i genitori della piccola non erano domestici o servi:
erano una sorta di custodi dello stabile, svolgevano il loro lavoro
nel locale chiamato "portineria" e la bimba è cresciuta lí: in
portineria, dove il papà era "the porter" (il portinaio). Ma non era
servo di nessuno, almeno non nel senso che comunemente si dà o si dava
a tale termine che ormai e fortunatamente è anche in disuso. Era un
impiegato, un dipendente. IMO, naturalmente.

Hai provato a chiedere agli amici di it.cultura.linguistica.inglese?

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 27, 2002, 10:19:23 PM1/27/02
to
On Mon, 28 Jan 2002 00:20:10 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote:

>: Mariuccia (e gli altri corrispondenti molto gentili) --
>: Abbiamo lo stesso dizionario!

Io te ne ho citati due, entrambi bilingui: Il Collins è in edizione


cartacea, mentre il Garzanti è in versione CD, ma entrambi mi sembra
coincidano nelle definizioni.

>: La parola "porter," direi, quasi non esiste in


>: inglese-americano. Si che la riconosciamo come parola - solo che non riesco

>: a immaginare come si utilizzerebbe.

Probabilmente la tua difficoltà è dovuta al fatto che, almeno a quanto
m'è parso di notare, in USA, non esistono palazzi con portineria
annessa e relativo portinaio in pianta stabile. O sbaglio?

Qui in Venezuela, per esempio, esistono "las conserjerías y los
conserjes" in tutti i condomíni, grandi o piccoli che siano, ed hanno
a disposizione e totalmente gratis un appartamento nello stesso
stabile: la conserjería, appunto.
I "conserje" si occupano *anche* della pulizia delle parti comuni,
interne ed esterne, ma a nessuno verrebbe mai in mente di considerarli


"servi" o domestici o "criados": sono dei comunissimi impiegati al

servizio di un intero stabile, cosí come un operaio e un impiegato
sono al servizio di una ditta.

Anche in alcune zone d'Italia esistono ancora palazzi con portineria e

portinaio annessi, soprattutto in Sicilia e soprattutto nelle grandi


città. Ma ne sopravvivono alcuni anche a Milano ed anche a Torino.

>: [...]. Nel significato del originale, penso che


>: la scrittrice voleva dire che i genitori della donna sono stati domestici --
>: cioe, appunto, il padre era "un servo."

No, non credo davvero che l'intento dell'autrice fosse questo.


Secondo me, i genitori della piccola non erano domestici o servi:
erano una sorta di custodi dello stabile, svolgevano il loro lavoro
nel locale chiamato "portineria" e la bimba è cresciuta lí: in
portineria, dove il papà era "the porter" (il portinaio). Ma non era
servo di nessuno, almeno non nel senso che comunemente si dà o si dava
a tale termine che ormai e fortunatamente è anche in disuso. Era un

impiegato, un dipendente. IMO, naturalmente e come sempre.

father mckenzie

unread,
Jan 28, 2002, 12:53:45 AM1/28/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what

am I supposed to do now? Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> says:


> Anche in alcune zone d'Italia esistono ancora palazzi con portineria e
> portinaio annessi, soprattutto in Sicilia e soprattutto nelle grandi
> città. Ma ne sopravvivono alcuni anche a Milano ed anche a Torino.

A Napoli, intere famiglie, di solito provenienti da paesi
dell'avellinese, del beneventano o del salernitano- si trasferivano in
città per svolgere le mansioni che hai descritto. Veniva loro concesso
in uso un piccolo appartamento a piano terra e una guardiola con
vetri, dove i membri della famigliola- padre, madre e ragazzi/e di
varie età- si alternavano, osservando pigramente l'andirivieni,
spettegolando, distribuendo la corrispondenza e spesso preparando il
caffè (l'odore del quale era una delle caratteristiche delle
portinerie dei vechi palazzi). Occasionalmente, i portinai svolgevano
piccoli lavori di manutenzione per gli abitanti dello stabile,
improvvisandosi elettricisti, idraulici, antennisti e giardinieri e
ricavando da questi extra qualche mancia.

> Secondo me, i genitori della piccola non erano domestici o servi:
> erano una sorta di custodi dello stabile, svolgevano il loro lavoro
> nel locale chiamato "portineria" e la bimba è cresciuta lí:

E nell'appartamento annesso. Esatto, non erano considerati servi, anzi
capitava spesso che i figli diventassero grandi amici dei figli dei
condomini. E la portineria era il luogo delle migliori chiacchiere
('nciuci) sugli affari dei condomini(esclusi i presenti).


Cinzia

unread,
Jan 28, 2002, 4:16:17 AM1/28/02
to

"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> ha scritto nel messaggio
news:_O058.21315$ag5.2...@newsread2.prod.itd.earthlink.net...

> La parola "porter," direi, quasi non esiste in
> inglese-americano. Si che la riconosciamo come parola - solo che non
riesco
> a immaginare come si utilizzerebbe.Veramente neanche la parola "lodge,"
> forse salvo che c'e il senso di "casino di caccia" (in inglese: hunting
> lodge) osia "ski lodge." Un "concierge" si trova unicamente in un hotel
(di
> 4 stelle!!), e il "superintendent" di solito non fa dei lavori (pulizie,
> e.g.). O "servants' quarters" o "caretakers' rooms" possono servire,
benche
> mi paiano (ancora) troppo formali. Nel significato del originale, penso
che
> la scrittrice voleva dire che i genitori della donna sono stati
domestici --
> cioe, appunto, il padre era "un servo."

Come altri ti hanno già fatto notare, un portinaio non è un "servo". Tra
l'altro, questa parola non si usa per figure moderne ma solo per personaggi
dell'antichità. Oggi si dice un domestico, un collaboratore familiare, un
cameriere, ecc.
Io credo che la scrittrice volesse dire che è di umili origini, che i suoi
genitori facevano un lavoro modesto e che lei era cresciuta in questo clima
partecipando del lavoro dei suoi genitori.
Io tradurrei la frase "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
portineria." così:

"I was born of a poor family. I grew up in the building where my parents
worked as caretakers".

Cinzia

mikila

unread,
Jan 28, 2002, 5:01:34 AM1/28/02
to

Wendell Ricketts <u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote in message
TXX48.20412$ag5.1...@newsread2.prod.itd.earthlink.net...

> La ringrazio, Cinzia!
>
> La frase esatta e: "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
> portineria."
>
> Forse la traduzione che cerco sia "servants' quarters."
>
> W.
>
io se fossi in te tradurrei e metterei una breve nota che spieghi il
significato (letterale, ma anche sociale) del termine italiano.
non credo che in inglese esista un termine uguale, nel senso che non rende
il significato in senso lato!
ciao

--
mikila

*****************************************
chi scorge una differenza tra spirito e corpo non possiede né l'uno né
l'altro
per rispondere togli 56

Giovanni Drogo

unread,
Jan 28, 2002, 5:45:29 AM1/28/02
to
On Sun, 27 Jan 2002, Wendell Ricketts wrote:

> La frase esatta e: "Io sono figlia di poveri. Sono venuta su in una
> portineria."
>
> Forse la traduzione che cerco sia "servants' quarters."

Non direi. Il ruolo e' diverso, cerchero' di spiegarmi facendo alcuni
esempi piu' sotto.

> Per una traduzione letteraria italiana/inglese -- mi confondono le
> parole "portinaio" e "portineria." Si che ci sono le traduzioni

> non capisco il concetto. In America un caseggiato potrebbe avere un


> "superintendent" -- ma una casa privata, no. Una famiglia ricca
> potrebbe tenere un "portinaio" nel senso di "caretaker" o
> "custodian" (non "janitor"), ma come si riferisce al posto dove
> abitano i portinai?

beh trattandosi di concetti diversi, non posso suggerire una ulteriore
traduzione (e' impossibile lasciarlo non tradotto e mettere una
spiegazione in nota ?). E' comunque chiaro che si riferisce piu' al
passato che al preente.

On Sun, 27 Jan 2002, Cinzia wrote:

> In Italia un "portinaio" si trova normalmente in un condominio
> (block of flats, multi-storey building, condominium). Sta

> generalmente in ...

Questo esempio si riferisce alla situazione attuale, e spesso a una
situazione ideale (nel senso che che al giorno d'oggi e' difficile
trovare un portinaio). I "condominii" sono una cosa piuttosto recente
(anni '50 ?), i portinai (e le portinaie) no.

Inoltre un "condominio" in se' e' un complesso di "block buildings" (o
anche un edificio solo) che presuppone che ogni appartamento abbia un
proprietario che vi abita (queste persone si chiamano "condOmini" con
l'accento sulla O). Noi chiamiamo tale edificio/building con il termine
di "palazzo". Qui tutti o quasi vivono in un "palazzo", se vivono in
citta'.

Un condominio puo' essere un edificio (palazzo) di 4-6 piani con 2
appartamenti per piano, o puo' essere (come dove abito io) un complesso
di 5 edifici che variano da 1 a 4 scale e da 6 a 8 piani con 2-3
appartamenti per piano.

Ma la stessa tipologia edilizia si puo' applicare a delle case in
affitto, come alle case popolari (quelle che in Inghilterra chiamano
"council houses") ... che pure sono "palazzi" (!)

Una volta praticamente tutti i "palazzi" avevano il loro portinaio o la
loro portinaia. Adesso per esempio le case popolari in genere non lo
hanno perche' costa troppo (ed il risultato non e' bello). Anche molti
condominii piccoli non li hanno perche' costano troppo. Dei miei
colleghi vivono un un piccolo condominio di 6 piani con 1-2 appartamenti
per piano e gli costerebbe troppo. Io vivo in un condominio di 200
famiglie e ci si puo' permettere un portinaio.

Con l'arrangiamento moderno un portinaio ha una buona paga sindacale, ed
e' tenuto a stare nella sua "guardiola". A casa mia questa e' una stanza
con 3 pareti a vetri, di circa 2 metri per 2 metri, con una scala
d'accesso, da cui controlla chi entra e chi esce. Oltre a questo il
portinaio distribuisce la posta, apre e chiude il cancello negli orari
in cui non e' in servizio, spazza la neve davanti a casa (questa
attivita' e' retribuita a parte). Da noi non fa altro, per le pulizie
delle scale, dei vialetti del giardino e i lavori di giardinaggio c'e'
una impresa specializzata.

Questo dipende dagli arrangiamenti. Alcuni dei portinai che c'erano
prima erano sposati e la moglie si occupava delle pulizie di alcune
scale.

Il portinaio riceve anche un piccolo appartamento in uso gratuito, e
spesso anche luce, gas e telefono (o quantomeno una loro quota). Il
primo portinaio che abbiamo avuto (anni '60) era un ex carabiniere,
molto bravo, e con quello che guadagnava tra lui e la moglie ha
sistemato tre figli (scuole private e appartamento regalato quando si
sono sposati).

La situazione era diversa in precedenza. La casa dove sono nato
(costruita prima della guerra) aveva, mi pare, 6 piani e 4 appartamenti
per piano. Si entrava da un "androne" (large covered gateway), diviso a
meta' da un cancelletto per non lasciare entrare le biciclette.
Proseguendo diritto si arrivava in un cortile. Su questo cortile si
affacciava un piccolo gabinetto, che era quello che usava la portinaia.

Girando a destra una breve rampa di scale saliva al piano rialzato.

Sulla sinistra prima della scale c'era la portineria, una piccola stanza
con un tavolo, e in fondo un angolo per la cottura dei cibi (cucinino).
La portinaia (ricordo che si chiamava la sciura Angelina) stava qui a
controllare chi entrava e usciva.

Era una portinaia perche' il marito aveva un altro lavoro.

Sulla destra della scala si apriva una porta che dava nella camera da
letto della famiglia della portinaia.

Dunque questa persona non aveva una vera casa con stanze contigue, la
cucina era nella portineria, la camera da letto da una altra parte e il
gabinetto in cortile.

Penso sia a situazioni di questo genere che faccia riferimento il testo
di Wendell Ricketts.

Esse potevano essere comuni sia in abitazioni normali come quella a cui
ho fatto riferimento, sia in abitazioni piu' ricche, sia in abitazioni
piu' povere come le "case di ringhiera" allora comuni a Milano.

Spero che sia chiaro.

Una altra cosa e' che ovviamente la portinaia sapeva tutto di tutti e
poteva essere portata al pettegolezzo (gossip), e' proverbiale
l'espressione "pettegola come una portinaia".

Apro una parentesi per gli altri frequentatori. Qualcuno saprebbe dirmi
il significato dell'espressione "gatto da portinaia" (l'ho sentito in
una poesia milanese, una diceva che se fosse nato un'altro volta voleva
nascere "un gatt de portinara") ?

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 28, 2002, 9:33:14 PM1/28/02
to
On Mon, 28 Jan 2002 05:53:45 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

>: Mariuccia Ruta says:
>: > Anche in alcune zone d'Italia esistono ancora palazzi con portineria e
>: > portinaio annessi, soprattutto in Sicilia e soprattutto nelle grandi
>: > città. Ma ne sopravvivono alcuni anche a Milano ed anche a Torino.
>:
>: A Napoli, intere famiglie, di solito provenienti da paesi
>: dell'avellinese, del beneventano o del salernitano- si trasferivano in
>: città per svolgere le mansioni che hai descritto.

Hai ragione. Ho scritto Sicilia, ma avevo in mente "Sud".
Probabilmente ho scritto Sicilia perché precisamente a Palermo la mia
migliore amica e compagna di liceo era figlia dei portinai di un
palazzo in via Notarbartolo. Mi affascinava, quel loro appartamento
"sottoterra", con le finestre al livello del marciapiede. Pensavo
proprio a tutto ciò, mentre scrivevo, e alla cuccía che assaggiai per
la prima volta proprio in quell'appartmentino lindo, fatta dalla mamma
della mia amica; era un 13 dicembre e a scuola ci avevano concesso il
mezz'orario.
Un dolce ricordo in cui agli ingredienti della cuccía (grano, latte,
zucchero e cioccolata) si son mescolati tenerezza e nostalgia.

>: Veniva loro concesso in uso un piccolo appartamento a piano terra
>: [...]

Qui in Venezuela è cosí, in tutti i palazzi o condomíni che dir si
voglia.

>: > Secondo me, i genitori della piccola non erano domestici o servi:


>: > erano una sorta di custodi dello stabile, svolgevano il loro lavoro
>: > nel locale chiamato "portineria" e la bimba è cresciuta lí:
>:
>: E nell'appartamento annesso. Esatto, non erano considerati servi, anzi
>: capitava spesso che i figli diventassero grandi amici dei figli dei
>: condomini. E la portineria era il luogo delle migliori chiacchiere
>: ('nciuci) sugli affari dei condomini(esclusi i presenti).

--
Ciao,
Mariuccia®

father mckenzie

unread,
Jan 29, 2002, 1:10:57 AM1/29/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> says:

> Hai ragione. Ho scritto Sicilia, ma avevo in mente "Sud".

Certo, l'avevo capito. Ho solo aggiunto un po' di miei ricordi.

> Probabilmente ho scritto Sicilia perché precisamente a Palermo la mia
> migliore amica e compagna di liceo era figlia dei portinai di un

> palazzo in via Notarbartolo. (...)son mescolati tenerezza e nostalgia.
Eh... coincidenza fu, la esplicito tanto ormai sono OT. Anch'io
pensavo a una mia vecchia amica e compagna di studi universitari.
Come segno di amicizia- e di fiducia cieca...- mi nominò fotografo
ufficiale al suo matrimonio. Pochi anni dopo suo marito mancò
improvvisamente, lasciandola con due bambini in tenerissima età e
tanti sogni spezzati. So che si è risposata, ma ne ho perso le tracce.
Aveva anche una gemella, che frequentava un "giro" diverso. Talvolta
mi capitava d'incontrarla e salutarla scambiandola per l'altra; lei
dapprima mi guardava sorpresa, poi, compreso l'equivoco, sorrideva e
tirava dritto.

---;.'?
¡Intelijencia, dáme
el nombre exacto de las cosas!
... Que mi palabra sea
la cosa misma,
creada por mi alma nuevamente.
(...)J.R.Jiménez

Roscio

unread,
Jan 29, 2002, 4:17:51 AM1/29/02
to
"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> wrote in message
news:_O058.21315$ag5.2...@newsread2.prod.itd.earthlink.net...
>
> Il "superintendent" di solito non fa dei lavori (pulizie, e.g.).

Credo che "superintendent" sia l'amministratore del condominio.

E "portinaio" è "porter" o "doorkeeper", mentre la portineria è
"porter's lodge".

--
Er Roscio.

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 29, 2002, 10:53:03 AM1/29/02
to
On Tue, 29 Jan 2002 06:10:57 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

>: Mariuccia Ruta says:
>: > Hai ragione. Ho scritto Sicilia, ma avevo in mente "Sud".

>: Certo, l'avevo capito. Ho solo aggiunto un po' di miei ricordi.
>:

>: > Probabilmente ho scritto Sicilia perché precisamente a Palermo [...]

>: Eh... coincidenza fu, la esplicito tanto ormai sono OT. [...]

Io la definirei "sintonía" :))

>: ---;.'?
Che significa?
Se è come penso e volevi farmi notare i -bellissimi- versi qua sotto,
devo dirti che (IMO) contiene due errori ortografici nel primo verso.
Correggo e mi scuso :))

>: ¡Intelijencia, dáme
..............^........^..
¡Inteligencia, dame
>: el nombre exacto de las cosas!


>: ... Que mi palabra sea
>: la cosa misma,
>: creada por mi alma nuevamente.
>: (...)J.R.Jiménez

--
Ciao,
Mariuccia®

father mckenzie

unread,
Jan 29, 2002, 11:25:18 AM1/29/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> says:

> Che significa?
> Se è come penso e volevi farmi notare i -bellissimi- versi qua sotto,
> devo dirti che (IMO) contiene due errori ortografici nel primo verso.

Mariucha... sei la mia professoressa di spagnolo... A te m'inchino.
intelijencia è sbagliato? Lòso.... .-)) Ma l'ho copincollato da un
sito spagnuolo.... Mi risulta che "intelijencia" per inteligencia sia
una forma dialettale; invece, probabilmente la mancanza dell'accento
su dáme è u erore di bottitura (non mio).Prova a vedere qui
http://www.tsc.es/p&j/poesia/book/jrj.html
oppure qui
http://jaserrano.com/JRJ/segunda.htm
«Este poema, en el que se han detenido tantos comentaristas, es, en
efecto, un poema- clave. Por lo pronto aparece, como decíamos, un
término nuevo: intelijencia por inspiración, lo que parece una
renuncia al romanticismo y una afirmación en esa actitud
intelectualista de lo que se vino en llamar Novecentismo».
Vea también
http://www.geocities.com/Hollywood/Hills/7985/jrjimenez.htm
«Son obras dedicadas "a la minoría siempre". Continúan en la línea
simbolista, de redescubrimiento de la realidad. El poeta siente deseos
de renombrar las cosas, para descubrir su pureza original. De ahí la
llamada a la "intelijencia" para que le dé "el nombre exacto de las
cosas". La obra no es ajena a cierto misticismo panteísta»
Vea también
http://cstl.semo.edu/Derusha/ppe/jimenez/jrj_06.htm
http://www.kirjasto.sci.fi/jimenez.htm

(lo stesso poeta, se ricordo, ha composto anche una lirica dal titolo
"Dos hermanos" che comincia cosi': "Aguita frejcaaa....". E' anche
questo un erore, no? :-)

> Correggo e mi scuso :))

Sono io che mi scuso di aver osato!
Ciao!

father mckenzie

unread,
Jan 29, 2002, 11:44:51 AM1/29/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? pi...@checosafa.it (father mckenzie) says:

> http://cstl.semo.edu/Derusha/ppe/jimenez/jrj_06.htm
Mi accorgo che in questa versione c'è un ulteriore errore (eh, credo
che questa volta sia proprio un errore): esacto per exacto. Ripetuto
ben due volte. Ma questo è un sito americano (che cavolo studiano in
america, scusa....).
Be', ancora una cosa. Mi limito a segnalare, perché sono vanitoso, che
il signor Jiménez ha preso il premio nobel nell'anno della mia
nascita... :-) E cosi' sapete quanto sono vecchio.

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 30, 2002, 2:46:52 PM1/30/02
to
On Tue, 29 Jan 2002 16:25:18 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

>: Mariuccia Ruta says:
>: > [...] (IMO) contiene due errori ortografici nel primo verso.


>:
>: Mariucha... sei la mia professoressa di spagnolo... A te m'inchino.

Accetto l'inchino e ringrazio, caro Father, ma professoressa di
spagnolo non me lo aveva ancora detto nessuno ;)))

>: intelijencia è sbagliato? Lòso.... .-)) Ma l'ho copincollato da un


>: sito spagnuolo.... Mi risulta che "intelijencia" per inteligencia sia
>: una forma dialettale;

Io la riterrei una sorta di corruzione popolare, ma non ci giurerei,
visto che l'hai trovata in un sito che suppongo sia curato con dovizia
in tutti i particolari, non ultimo quello dell'ortografia.

>: invece, probabilmente la mancanza dell'accento


>: su dáme è u erore di bottitura (non mio).Prova a vedere qui
>: http://www.tsc.es/p&j/poesia/book/jrj.html
>: oppure qui
>: http://jaserrano.com/JRJ/segunda.htm

Grazie infinite, carissimo_sempre_carinissimo :))
Adesso devo andar via, ma mi riprometto di cliccarci su appena
possibile, magari stasera stessa.

>: [...]
>: (lo stesso poeta, se ricordo, ha composto anche una lirica dal titolo


>: "Dos hermanos" che comincia cosi': "Aguita frejcaaa....". E' anche
>: questo un erore, no? :-)

A me sembra di sí: mai sentito. Ma il diminutivo mi fa pensare ad una
"corruzione" molto comune in poesia: "aguita fresquita", dove la _s_
vien soppiantata dalla _j_ e la _t_ dalla _c_ (ma siamo sicuri su
quest'ultima?
Vabbuò! ci penserò "dispois" :)))
>:
>: > Correggo e mi scuso :))


>: Sono io che mi scuso di aver osato!

Osi, osi sempre, señor :))
>: Ciao!

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 30, 2002, 2:50:04 PM1/30/02
to
On Tue, 29 Jan 2002 16:44:51 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

>: > http://cstl.semo.edu/Derusha/ppe/jimenez/jrj_06.htm

>: Mi accorgo che in questa versione c'è un ulteriore errore (eh, credo
>: che questa volta sia proprio un errore): esacto per exacto.

Non posso andare a vedere, ma non capisco se l'errore lo riferisci
alla prima o alla seconda.
A quanto ne so, è corretto scrivere "exacto" (dal latino 'exactus').

>: Ripetuto


>: ben due volte. Ma questo è un sito americano (che cavolo studiano in
>: america, scusa....).

E di che? Io mica songo mmarigàna ;))

>: Be', ancora una cosa. Mi limito a segnalare, perché sono vanitoso, che


>: il signor Jiménez ha preso il premio nobel nell'anno della mia
>: nascita... :-) E cosi' sapete quanto sono vecchio.

Sei persino piú vecchio del mio hermano mas pequeño ;))

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 30, 2002, 2:54:13 PM1/30/02
to
On Wed, 30 Jan 2002 19:50:04 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote:

>: [...]
>: Sei persino piú vecchio del mio hermano mas pequeño ;))
..............................................^^^^
Mannaggialaprèsciamammacc..!..................más

--
Ciao,
Mariuccia®

father mckenzie

unread,
Jan 31, 2002, 12:58:07 AM1/31/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> says:


> Non posso andare a vedere, ma non capisco se l'errore lo riferisci
> alla prima o alla seconda.
> A quanto ne so, è corretto scrivere "exacto" (dal latino 'exactus').

Certo, purtroppo loro scrivono «esacto».
E' una pagina del sito dell'università del southeast missouri, pero'
di quelle "personali" di qualche allievo).

> E di che? Io mica songo mmarigàna ;))

Infatti non era con te che me la stavo prendendo :-)
Grazie delle osservazioni contenute nell'altro messaggio.
Ciao, prof .-)

Intelijencia, dame
el nombre exacto de las cosas...

father mckenzie

unread,
Jan 31, 2002, 12:59:35 AM1/31/02
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> says:

> ..............................................^^^^
> Mannaggialaprèsciamammacc..!..................más

...o che lingua è mai cotesta? :-)
:-) ciao

Wendell Ricketts

unread,
Feb 3, 2002, 4:42:03 PM2/3/02
to
Ma sei un genio, Cinzia! E mi hai aiutato di "liberare" un po' la mia
traduzione, cosi che mi sento meno timido quando si tratta di ampliare il
significato del brano.

Ciao - e grazie!

Wendell

"Cinzia" <bon...@libero.it> wrote in message

news:BF858.18011$6e5.6...@twister2.libero.it...

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 3, 2002, 11:27:00 PM2/3/02
to
On Thu, 31 Jan 2002 05:59:35 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
pi...@invalid.address (father mckenzie) wrote:

>: Mariuccia Ruta:
>: > ..............................................^^^^


>: > Mannaggialaprèsciamammacc..!..................más
>:
>: ...o che lingua è mai cotesta? :-)

Napolsiculiota? ;)))

>: :-) ciao
Buongiorno! A te ^__^ che io me vag'a curca' ^__^.
--
Ciao,
Mariuccia®

Cinzia

unread,
Feb 4, 2002, 9:08:01 AM2/4/02
to
Grazie per il "genio", Wendell, ma è troppo! Sono comunque contenta di
esserti stata d'aiuto!

Cinzia


"Wendell Ricketts" <u...@NOSPAM.earthlink.net> ha scritto nel messaggio

news:L8i78.6730$3E5.5...@newsread2.prod.itd.earthlink.net...

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