"La casa ando` a fuoco"
Il ragazzino comincia a scrivere sul quaderno:
La casa =
ando` =
a fuoco =
Naturalmente non ha inventato lui questo sistema, gliel'hanno
insegnato. Quindi non e` colpa sua se il risultato e` questo:
la casa = soggetto
ando` = predicato verbale, verbo intransitivo di moto ecc.
a fuoco = complemento di moto a luogo (sicuro? No, facciamo moto a
luogo figurato).
E` giusto? E` sbagliato?
Ne' giusto ne' sbagliato. Se non vi piace il moto a luogo, chiamiamolo
complemento di incendio, o complemento di sfiga. Non cambia granche';
il guaio e` che nessuna delle tre soluzioni ci fa fare un passo
avanti. E` un po' come dire che il papavero fa dormire quia habet
virtutem dormitivam: una affermazione tautologica, che non aggiunge
nulla alle nostre conoscenze sul papavero; cosi` come dire che "a
fuoco" e` complemento di moto a luogo ecc., non aggiunge nulla alle
nostre conoscenze sulla lingua.
Il problema e` che la lingua procede in modo sequenziale, per usare
un'eleganza moderna, cioe` mettendo una parola dopo l'altra; ma il
pensiero procede in modo gerarchico, cioe` secondo una serie di nessi
logici, in cui non conta cio` che viene prima e cio` che viene dopo,
ma che legame si stabilisce fra i vari passaggi. E proprio di questa
differenza di procedere dovrebbe occuparsi l'analisi logica. Voglio
dire, non ha senso chiedersi prima che cosa e` "ando`" e poi chiedersi
che cos'e` "a fuoco"; ma che cosa nasce dalla combinazione dei due.
Proviamo a guardare una serie di frasi con il verbo "andare"
1. l'esame e` andato male
2. le cose sono andate lisce/storte
3. la casa ando` completamente distrutta
4. la casa ando` a fuoco
Una ragazzino diligente e sveglio ci spieghera`:
1. andare = predicato verbale, male = complemento avverbiale di modo
2. sono andate = verbo copulativo, lisce (storte) = complemento
predicativo del soggetto
3. ando` distrutta = predicato verbale con un verbo transitivo passivo
("andare" qui e` un ausiliare, e l'espressione equivale a "fu
distrutta", "venne distrutta" ecc.)
4. ... lo sappiamo gia`.
Bravo, hai studiato, nessuno pretende di piu`. Ma osserviamo. In tutti
i casi, il verbo "andare" non ha evidentemente il significato di moto,
ma significa "trovarsi in una certa condizione come conseguenza di una
trasformazione". Al di la` della nomenclatura dei complementi, dei
verbi che transitano ecc. ci troviamo di fronte ad una struttura della
lingua italiana che puo` assumere molteplici forme, ma alla base ha la
stessa idea metaforica di un verbo di moto che esprime il risultato di
una vicenda.
Maurizio Pistone - Torino
http://www.pistone.freeweb.org
mailto:pis...@iol.it
strenua nos exercet inertia Hor.
Ma osserviamo. In tutti
>i casi, il verbo "andare" non ha evidentemente il significato di moto,
>ma significa "trovarsi in una certa condizione come conseguenza di una
>trasformazione". Al di la` della nomenclatura dei complementi, dei
>verbi che transitano ecc. ci troviamo di fronte ad una struttura della
>lingua italiana che puo` assumere molteplici forme, ma alla base ha la
>stessa idea metaforica di un verbo di moto che esprime il risultato di
>una vicenda.
>
Grazie, era molto interessante e complimenti per ... l'analisi.
Ciao (-:Francesco