"A dargli questo nome tanto bizzarro quanto fortunato non fu tuttavia il
suo primo ideatore Cesare Chiusoli che, associatosi con Francesco Tonolla e
Alberto Carboni, dottori in legge come lui ma come lui piú di casa nelle
redazioni dei periodici bolognesi che nelle aule dei tribunali, aveva
proposto di fondare una effemeride (i giornali si chiamavano ancora cosí,
come nel Settecento) che ripetesse la testata, la fortula e possibilmente la
fortuna di un mini-giornale diffuso due mesi prima nelle tabaccherie
fiorentine al prezzo stracciato di due centesimo (contro i cinque centesimi
dei giornali piú grandi) e che si intitolava "Il resto al sigaro". Fu
soltanto l'estremo e provvidenziale intervento di un quarto avvocato, Giulio
Padovani, senigalliese d'origine ma bolognese per spirito e per cultura, a
convincere gli aspiranti editori dell'opportunità di cambiare il nome del
nascituro. Cooptato nella temeraria impresa quanto già sotto i portici di
Bologna erano stati affissi i manifesti che annunciavano l'imminente uscita
del "Resto dello zigaro" - che si sarebbe quindi impercettibilmente
differenziato da quello fiorentino - Padovani obiettò che non si poteva
plagiare tanto sfacciatamente una testata ancora circolante e che
soprattutto non si doveva correre il rischio di far morire il giornale al
primo aumento del prezzo dei sigari: invece di "Resto dello zigaro",
suggerí, chiamiamolo "Il Resto... del Carlino"; e la proposta fu adottata
con entusiasmo perché la nuova tstata, che nacque con la insinuante e
provvisoria malizia di quei tre puntini di sospensione, avrebbe potuto
essere distribuita come resto non soltanto nelle tabaccherie, ma anche nelle
altre botteghe, oltre che nelle ancora rarissime edicole, e perché si
caricava di un contenuto programmatico analogo a quello di tanti giornaletti
in vofa nell'Ottocento [...]".
In effetti, nella riproduzione del primo numero del quotidiano, inclusa
nel librone, si notano quei tre puntini di sospensione nel titolo ed il
prezzo di centesimi due, ossia "un carlino".
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
Grazie di nuovo.
--
Bye.
Lem
'CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU'
Conoscere meglio le proteine: www.stanford.edu/group/pandegroup/Cosm/
Grazie anche da parte mia.
> Ciao,
> Nicola
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
Mi fa piacere che tu ti sia documentato.
Ma non far finta di non sapere che la querelle è nata solo perché tu
hai detto una stupidaggine. Ovvero questa:
> Se andavi a
> comprare il pane, il resto che ti davano era proprio la cifra che serviva
> per comprare il giornale, donde il nome del quotidiano cittadino, "Il Resto
> del Carlino", fondato nel 1885.
Stupidaggine che potevi evitare anche solo aprendo lo Zingarelli dove la
faccenda del resto di due centesimi per l'acquisto di un sigaro (8
centesimi) è riportata con chiarezza.
E tu ne fai una questione misteriosa risolvibile solo con il tuo librone
di 15 anni fa?
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
> [...]: "Il Resto del Carlino 1885-1985.
> Un giornale nella storia d'Italia", edito in occasione del
> centenario della testata (Bologna, Poligrafici Editoriale, 1985).
> " [...]".
Grazie, Nicola ^__^.
--
Ciao,
MariucciaŽ
> "Il Resto del Carlino 1885-1985. Un giornale nella storia d'Italia"
Ricordo di un tizio, il cui padre era d'origine toscana, che diceva che il
padre gli avrebbe dato "il resto del carlino" nel senso di sculacciate (si
parla di decenni fa). Qualcuno sa se tale modo di dire sia tipico toscano
o inventato dal personaggio in questione?
Andrea
salo...@mediacomm.it
> Ricordo di un tizio, il cui padre era d'origine toscana, che diceva che il
> padre gli avrebbe dato "il resto del carlino" nel senso di sculacciate (si
> parla di decenni fa). Qualcuno sa se tale modo di dire sia tipico toscano
> o inventato dal personaggio in questione?
È una frase che non ricordo d'aver mai sentita, né in Toscana né
altrove, nell'accezione riportata. Ma, come ho già scritto in altro
filone, l'espressione sembra risalga a Carlo I d'Angiò e al Regno di
Sicilia.
Fu proprio Carlo d'Angiò che fece coniare tale moneta nel 1278;
"carlino" indicò poi anche altre monete coniate fuori del Regno di
Sicilia, ma sembra che l'espressione "dare (avere) il resto del
carlino" risalga proprio all'epoca di d'Angiò e nacque, per l'appunto,
col significato di: "aggiungere un... rincaro :)) a una punizione, a
un rimprovero, a qualunque altra cosa data in un primo tempo solo in
una certa misura o quantità".
--
Ciao,
Mariuccia®
In piemotese c'è un modo di dire minaccioso: "guarda che io ti do poi il
resto", che vuol dire: "ti ho avvertito, se non mi dai retta e ti capita
qualcosa (di brutto), io, invece di consolarti, ti darò ancora un'ulteriore
punizione".
Il padre di un mio alunno, un contadino molto severo, mi disse, riferito al
figlio: " Lur c' ai na lasu pasè niuene, poei, quand a ven-a a cà ai duma l'
rest"
Traduzione lett.: "Loro non gliene lascino passare nessuna, poi, quando
verrà a casa gli daremo il resto"
> Andrea
Ciao
Karla
> "Lur c'ai na lasu pasč niuene, poei, quand a ven-a a cą ai duma l'rest"
In quale zona del Piemonte esattamente?
Andrea
salo...@mediacomm.it
Esattamente quello che succedeva a me.
Io sono di origine toscana (campagna senese) e mi ricordo che, da piccolo,
quando combinavo qualche marachella, mia mamma mi dava una sberla e poi mi
diceva "e quando arriva il babbo te lo dà lui il resto del carlino".
Però non credo che l'espressione sia solo toscana, visto che ne fa uso pure
Giovanni Verga:
- Eh? Che vuoi fare? - rispose lui fregandosi gli occhi.
- Non posso più nascondere il mio stato... La mamma mi tiene gli occhi
addosso... Bisogna confessare ogni cosa... Tu che hai più coraggio...
- Io, eh? Perché tuo padre mi dia il resto del carlino? Grazie tante!
Piuttosto infilo l'uscio e me ne vo. Se tu vuoi venire con me, poi... gli
parve buona e l'accarezzò per un po' di tempo.
>ciò che al riguardo dice il librone: "Il Resto del Carlino 1885-1985. Un
>giornale nella storia d'Italia", edito in occasione del centenario della
>testata (Bologna, Poligrafici Editoriale, 1985). A pagina 2 si legge:
[...]
> In effetti, nella riproduzione del primo numero del quotidiano, inclusa
>nel librone, si notano quei tre puntini di sospensione nel titolo ed il
>prezzo di centesimi due, ossia "un carlino".
Questo contraddice ciò che leggo nel sito del "Resto del Carlino"
(http://www.monrifgroup.net/ita/carlino.html):
----
Quando i sigari costavano meno di un carlino, moneta corrente d'allora, il resto
era appunto il prezzo - modestissimo - di questa pubblicazione, nata per offrire
un panorama quanto mai esaustivo di ciò che succedeva nel mondo, con riprese
puntuali dalle agenzie e dalle testate giornalistiche di Parigi, Londra, Vienna,
ma soprattutto di ciò che succedeva in città.
----
Se i sigari costavano meno di un carlino, e pagandoli un carlino col resto si
poteva comprare il giornale, com'è possibile che il giornale stesso costasse un
carlino?
Ciao.
Gian Carlo
>> In effetti, nella riproduzione del primo numero del quotidiano, inclusa
>>nel librone, si notano quei tre puntini di sospensione nel titolo ed il
>>prezzo di centesimi due, ossia "un carlino".
>Se i sigari costavano meno di un carlino, e pagandoli un carlino col resto si
>poteva comprare il giornale, com'è possibile che il giornale stesso costasse un
>carlino?
Imperocché recentemente (come direbbe Nicola) ho appurato che il carlino valeva
dieci centesimi, ora è tutto chiaro: il Resto del Carlino non costava un
carlino, ma un quinto di carlino. Altrimenti che razza di resto sarebbe stato?
Gian Carlo
Avanti pillan, smettiamola di fare i bambini ed evitiamo di attaccar briga
ogni volta che è possibile!
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com
> Imperocché recentemente (come direbbe Nicola) ho appurato che il carlino
valeva
> dieci centesimi, ora è tutto chiaro: il Resto del Carlino non costava un
> carlino, ma un quinto di carlino. Altrimenti che razza di resto sarebbe
stato?
Sí, certo, una svista, volevo dire che due centesimi erano proprio IL
RESTO di un carlino. Chiedo venia.
> Avanti pillan, smettiamola di fare i bambini ed evitiamo di attaccar briga
> ogni volta che è possibile!
Minuscola strategica :-)
Comunque, quattro persone competenti mi hanno ringraziato. Che una poco
competente non l'abbia fatto è solamente una bizzarria statistica.
> Minuscola strategica :-)
> Comunque, quattro persone competenti mi hanno ringraziato. Che una poco
> competente non l'abbia fatto è solamente una bizzarria statistica.
Uhm... il 20% non è una bizzarria statistica... a me non andrebbe male
se il 20% votasse per un partito politico da me fondato (e arriverà quel
giorno, ah! se verrà... Secolo felice! )
P.
> Uhm... il 20% non è una bizzarria statistica... a me non andrebbe male
> se il 20% votasse per un partito politico da me fondato (e arriverà quel
> giorno, ah! se verrà... Secolo felice! )
Non contare sul mio voto, ultrasgrunt!!! :-)
> P.
> > Uhm... il 20% non è una bizzarria statistica... a me non andrebbe male
> > se il 20% votasse per un partito politico da me fondato (e arriverà quel
> > giorno, ah! se verrà... Secolo felice! )
>
> Non contare sul mio voto, ultrasgrunt!!! :-)
GASP!
Provvederò a creare una lista di proscrizione.
O, come disse Bettino "il Cinghialone" Craxi: "sto compilando la lista
degli amici e dei nemici"...
P.
>Però non credo che l'espressione sia solo toscana, visto che ne fa uso pure
>Giovanni Verga:
>
>- Eh? Che vuoi fare? - rispose lui fregandosi gli occhi.
>- Non posso più nascondere il mio stato... La mamma mi tiene gli occhi
>addosso... Bisogna confessare ogni cosa... Tu che hai più coraggio...
>- Io, eh? Perché tuo padre mi dia il resto del carlino? Grazie tante!
>Piuttosto infilo l'uscio e me ne vo. Se tu vuoi venire con me, poi... gli
>parve buona e l'accarezzò per un po' di tempo.
Fra tutti gli scrittori siciliani mi vai a scegliere l'unico (?) che
ha avuto un "periodo fiorentino" piuttosto lungo!
Oh via, dove lo trovi un siciliano che dice "me ne vo" (a meno che
voglia scimmiottare simpaticamente un toscano)?
Negli ultimi 57 anni ho sentito spessissimo l'espressione
"dari/pigghiarisi 'u(r)restu" quasi sempre in forma esclamativa o
interrogativa, ma di "carlini" mai.
Tanto piu' che il "carlino" siciliano era d'oro o d'argento e quindi
il resto poteva essere molto, ma molto .....corposo.
Ciao.
Sergio.
Ho già chiesto scusa per aver evidenziato una stupidaggine che l'autore
aveva già corretto.
Tu ringrazia pure la dotta spiegazione sul Resto del Carlino.
Se tu fossi capace di un minimo di capacità di analisi avresti anche
capito che la dotta spiegazione non è sgorgata da sola spontaneamente
per bontà di Nicola. E' dovuta esclusivamente a coloro (siamo stati in
tre!) che non si sono bevuti la stupidaggine del resto del panettiere!
Se nessuno di noi tre avesse fiatato tu ti saresti bevuto ancora una
delle varie stupidaggini che Nicola ci propina (ben mescolate tra
spiegazioni validissime, non lo nego).
Quindi, se sai analizzare causa ed effetto, il ringraziamento va anche a
noi tre che in varie forme abbiamo contestato la storiella del resto del
pane.
Fonte: dizionario Zingarelli 2000
magica:
> Se i sigari costavano meno di un carlino, e pagandoli un carlino col resto si
> poteva comprare il giornale, com'è possibile che il giornale stesso costasse un
> carlino?
Saluti.
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com
> Uhm... il 20% non è una bizzarria statistica... a me non andrebbe male
> se il 20% votasse per un partito politico da me fondato
I newsgroups sono generalmente piú democratici e piú concreti dei
partiti politici. E non tutti i "voti" contano uguale, diversamente dai
sedicenti regimi "democratici".
> (e arriverà quel
> giorno, ah! se verrà... Secolo felice! )
Ci sto, purché ti occupi di questioni linguistiche, delegando ad altri
quelle territoriali :-)
Non c'è alcun dubbio che le vivende passate influiscano sul mio modo di
scrivere. E' naturale. Tuttavia io avevo abbandonato ogni discorso di
linguistica da mesi e sono stato tirato in ballo da altri. Sono quindi
costoro che serbano antichi rancori.
Un fatto concretissimo è che io stimo Nicola e leggo spesso con piacere
ciò che scrive. Lui invece si gloria di detestarmi e non perde occasione
per tirarmi in ballo, anche raccontando menzogne.
Questo non c'è bisogno di dimostrarlo: è evidente.
Io non porto rancore. Lui sì.
> Fra tutti gli scrittori siciliani mi vai a scegliere l'unico (?) che
> ha avuto un "periodo fiorentino" piuttosto lungo!
Gasp! :-)
> Ciao.
> Sergio
Ciao,
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente.
> Comunque, quattro persone competenti mi hanno ringraziato. Che una poco
>competente non l'abbia fatto č solamente una bizzarria statistica.
>
Mi affretto a ringraziarti, non tanto per passare per poco competente,
fatto del quale sono al corrente, ma per evitare di essere d'ora in
poi citato come bizzarria statistica, almeno al 50% visto che non sono
una.
--
Bye
Vitt
E' evidente che si tratta di un'aggiunta per associazione di idee.
In tutta Italia si dice "ti do il resto" per indicare un'aggiunta di
scapaccioni.
Il "Resto del carlino", sappiamo tutti č un quotidiano, che all'origine
veniva dato AL POSTO del resto a chi acquistava un sigaro che a
quei tempi costava POCO MENO di un carlino.
--
Er Roscio.