-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/
http://www.scaiecat-spa-gigi.com/de/uebersetzung.html
>Potreste farmi degli esempi dŽ influenza del tedesco sui dialetti del Nord
>Italia?
piem. beiché, buché "guardare", blicken
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
È scarsissima: qualche parola qui è là, soprattutto termini burocratici o
commerciali risalenti al perido del regno Lombardo-Veneto. (Mi riferisco,
come da domanda, all'influenza propriamente "tedesca". Tutt'altro discorso
per a quella genericamente "germanica", in particolare quella longobarda,
che invece è stata fortissima su tutti i dialetti italiani e in particolare
su quelli del nord e sul toscano.)
Comunque, un esempio famoso di infuenza del tedesco *scritto* nei dialetti
del nord è il veneto "schei" ("soldi") che pare venga dalla dicitura
"SCHEI.", abbreviatura di "Scheidenmunze" ("moneta spicciola"), che stava
scritta su non so quale moneta o banconota dell'epoca austriaca.
Il lombardo "ghèi" (sempre "soldi"), anche se somiglia molto al precedente,
pare però che abbia tutt'altra origine, anche se sempre tedesca. Al
singolare, "ghèi" fa "ghèl" (in lombardo è normale che la "-l" finale
diventi "-i" al plurale), che dovrebbe venire dal tedesco "Geld" ("oro",
"denaro").
Sicuramente tedesco è anche il milanese "surùch" ("tedesco" (spregiativo),
"crucco") che viene dall'esclamazione "Zurück!" ("Indietro!") con cui i
soldati respingevano la folla durante i moti antiaustriaci.
--
Cingar
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Il lombardo "ghči" (sempre "soldi"), anche se somiglia molto al precedente,
> pare perň che abbia tutt'altra origine, anche se sempre tedesca. Al
> singolare, "ghči" fa "ghčl" (in lombardo č normale che la "-l" finale
> diventi "-i" al plurale), che dovrebbe venire dal tedesco "Geld" ("oro",
> "denaro").
Che dici del milanese "svanziche"?
P.
Teteskissimo, direi.
Sempre piemontese: boch- becco (Boch), bjum- tritume di fieno (Blume),
bòita- bottega (Bude), beus- immaturo (beuse- cattivo), brandè brandon
(Brand tizzo), fot- stizza ( Wuth), magon- accoramento (Magen), mata,
matòta, matòt- ragazza/o (Mädchen), nufiè- fiutare (schnupfen), a randa-
vicino (Rand), rista- canapa (Riste), safer- zotico (Schafer pecoraio),
sëbber- mastello (Zuber), vindo- guindolo (winden dipanare), brustia e
brus-cia - spazzola per cavalli (Bürste), grisia e grissin (Gries semola),
tafiè - mangiare ingordamente (Tafel tavola), ves o vez - cagnaccio (Betse
cagna), tòta - signorina (Tochter figlia), sclin - sonoro (klingen
suonare)... e molti altri.
Vi ricordate "già" nel significato di "sì"? Molto probabilmente viene da ja.
Inoltre le negazioni "nen" e "pa", che significano entrambe "non", non si
costruiscono all'italiana o alla francese, ma alla tedesca (anche inglese):
I son nen bel (non sono bello)
Ich bin nicht schön.
k
Proprio pochi giorni fa mi sono imbattuto nella parola "gabināt" su cui sto
ancora cercando approfondimenti.
Zona: Lombardia; pare derivare da "geben nacht".
Sergio.
> Vi ricordate "già" nel significato di "sì"? Molto
> probabilmente viene da ja.
>
> Inoltre le negazioni "nen" e "pa", che significano
> entrambe "non", non si costruiscono all'italiana o alla
> francese, ma alla tedesca (anche inglese):
>
> I son nen bel (non sono bello)
> Ich bin nicht schön.
Non pensavo che in Piemonte ci fosse questa influenza
tedesca così forte.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
> Potreste farmi degli esempi d'influenza del tedesco sui
> dialetti del Nord Italia?
Mi viene in mente solo:
zirùc, sirùc: ordine di arretrare al cavallo o
al bue attaccato (züruck); fâ zirùc, zirucâ: arretrare;
lasimpòn, asimpòn: terra straniera d'emigrazione, paesi del
Nord, da Eisenbahn; anche lasimponâr, ferroviere
Dal francese viene betòn/petòn, calcestruzzo.
Qualcuno vuole riferire del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia?
O forse qualcuno lo ha gia` fatto?
In quanto ai dialetti parlati nel Piemonte suppongo che in essi sia visibile
anche una forte influenza del francese.
Mi sbaglio?
-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/
> In quanto ai dialetti parlati nel Piemonte suppongo che in essi sia
visibile
> anche una forte influenza del francese.
Enorme. Il francese antico era ancora più simile al piemontese, anche
nella pronuncia. Ad esempio: "pois" non si pronunciava puà, ma pois come
oggi in piemontese, e così molti altri termini. L'influenza del tedesco,
invece, è minima.
k
Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome deriva dal tedesco,
come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da Kaiserfleisch), i
chifeleti de patate ( da Kipfeln), il caiser- smar ( Scmarren), il guguluf
(Kugelhupf) e le snite (Schnitte).
K
Sei piemontese?
-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/
http://www.scaiecat-spa-gigi.com/it/ailocatori.html
> L'influenza del tedesco,
> invece, è minima.
Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
espressioni tedesche.
Io ricordo "Leitmotiv" (motivo conduttore) e non me ne vengono in mente
altre.
Ciao,
Roger
Per quanto riguarda i dialetti pero` molti esempi di parole in cui e`
visibile un´ influenza del tedesco sono stati indicati da altri proprio in
questo thread.
-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/
http://www.scaiecat-spa-gigi.com/it/traduzioni.html
> Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
> espressioni tedesche.
> Io ricordo "Leitmotiv"
Blitz, putsch, kaputt, kapo, raus, zeitgeist, poltergeist, speck, Bismarck,
vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn), Sachertorte, würstel, ...
> Blitz, putsch, kaputt, raus
OK
> kapo
Questa la dice solo il Berluska
> zeitgeist, poltergeist, vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn),
Espressioni di uso comune?
> Bismarck,
Allora anche Schumacher, Völler, Schröder, Hitler, ecc.
> speck, Sachertorte, würstel, ...
E Oktoberfest? :-)
Ciao,
Roger
>> Bismarck,
> Allora anche Schumacher
No, mi riferivo alla cotoletta con l'uovo
>> kapo
>
> Questa la dice solo il Berluska
Mica vero, un film famoso di Pontecorvo(1959) fece entrare il termine
nell'uso; pochi anni fa (1999) hanno fatto il remake israeliano.
>> zeitgeist, poltergeist, vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn),
>
> Espressioni di uso comune?
Direi di sì. Delle finestre (terribili!) si è parlato, di flügelhorn
discettano tutti i giovani che usano le voci delle tastiere yamaha, roland,
casio etc, gli altri non saranno popolari ma su un quotidiano si trovano
spesso.
> gli altri non saranno popolari ma su un quotidiano si trovano
> spesso.
Ai tempi della militanza andava molto Weltanschauung, pronunciata nei modi
piu' vari ma si diceva.
> Sei piemontese?
Sě, di Cuneo. :-))
k
edelweiss, alpenstok, biedermeir, bunker, diktat, walzer, diesel,
doberman, rotweiler, delikatesse, doppler, führer, gotha, hertz, interland,
kitcsh, fon... alabarda, ugonotto, brindisi, cobalto, feldspato, nichel,
gneiss...
k
> Ai tempi della militanza andava molto Weltanschauung,
> pronunciata nei modi piu' vari ma si diceva.
Mi viene in mente che a Milano (e solo a Milano, mai
sentito a Torino, Bologna, Napoli ecc) c'è l'hinterland
(detto senz'acca, mi dispiace per i milanisti)
> Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome
> deriva dal tedesco,
> come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da
> Kaiserfleisch), i chifeleti de patate ( da Kipfeln), il
> caiser- smar ( Scmarren), il guguluf (Kugelhupf) e le
> snite (Schnitte).
E i krapfen.
> on 21:01, sabato 06 novembre 2004 Karla wrote:
>
>> Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome
>> deriva dal tedesco,
>> come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da
>> Kaiserfleisch), i chifeleti de patate ( da Kipfeln), il
>> caiser- smar ( Scmarren), il guguluf (Kugelhupf) e le
>> snite (Schnitte).
>
>
> E i krapfen.
Ah però...
Ciao, FB
--
"Golden orb... The golden orb... The golden orb..."
(Cold Comfort Farm, the film)
>Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
>espressioni tedesche.
>Io ricordo "Leitmotiv" (motivo conduttore) e non me ne vengono in mente
>altre.
Per tutto l'800 la lingua tedesca č stata, con la francese, quella con
cui sono stati trasmessi la maggior parte dei piů innovativi studi in
campo scientifico e logico-matematico. Un po' come l'inglese attuale.
Molti termini ormai di uso comune e apparentemente di origine greca o
latina, ad esempio 'policlinico', 'psiche', 'cellula', o 'dialettica',
in realta' sono pervenuti all'italiano direttamente dal tedesco. Sono
pero' tutti termini introdotti dapprima nel linguaggio colto o
specialistico, e solo in un secondo tempo in quello comune. Qualche
vocabolo č passato anche nel linguaggio comune, ad es. i Nibelunghi e
le Valchirie dalle opere di Wagner, i lieder di Schubert, ecc.
Nel linguaggio familiare i termini di origine germanica sono invece
rarissimi: l'incontro/scontro con le popolazioni germaniche e'
avvenuto quando la lingua latina era matura e prestigiosa anche per
motivi religiosi, mentre le popolazioni di lingua tedesca, longobardi
compresi, non sono state mai molto numerose e hanno adottato semmai in
relativamente breve tempo lingua e costumi latini.
Ciao,
Alex (5630)
>Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
>espressioni tedesche.
ferrovia, Eisenbahn
> Per tutto l'800 la lingua tedesca è stata, con la francese, quella con
> cui sono stati trasmessi la maggior parte dei più innovativi studi in
> campo scientifico e logico-matematico(...)
> Nel linguaggio familiare i termini di origine germanica sono invece
> rarissimi
Ovviamente ho inteso parlare dei termini di uso comune: per questo ho
citato il poltergeist (fenomeno paranormale di cui hanno parlato i
giornali), la cotoletta Bismarck, il fluegelhorn che è tra le voci di fiati
delle tastiere elettroniche, e no, per esempio, i lieder, si cui parliamo
noi appassionati di musica, o l'alpenstock di cui si servono i
conquistatori di vette alpine. Nei linguaggi specialistici ci sono
sicuramente piu' prestiti o parole derivate dal td., specialmente in campo
filosofico, come notavi, scientifico, letterario (mi viene in mente Sturm
und Drang), musicale, chimico (configurazioni Z (zusammen) e E (entgegen)
delle molecole organiche, aufbau delle orbite elettroniche)...
ferro-via, chemin-de-fer
In questo caso potrebbero essere stati i Tedeschi a copiare dai Francesi
o viceversa? (Vi prego di chiarire questo dubbio)
In Baviera le patate non si chiamano "Kartoffeln" come nel resto della
Germania, bensì "Erdäpfel", dove "Erd" è la terra e "Äpfel" sono le
mele, mentre in francese le patate sono notoriamente le "pommes de
terre".
--
------=* Roberto Waha - robert...@retro-it.org *=-----+ () ASCII
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant. | /\ Ribbon
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.| Campaign
---------------* http://www.retro-it.org *---------------+ NO HTML Mail
Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...
--
S'ciao!
Walla
>Nei miei dizionari francesi, "chemin de fer" viene chiamato
>"calco dell"inglese railway"!
rail, mi consta, č una sbarra, un'asta, non necessariamente di
fero, ma anche di legno, come nelle campestri recinzioni; oppure
una balaustra.
Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche, che, senza
rendersene conto, arrancano sui binari di una ferrovia. Uno dice:
Ma quant'č lunga 'sta scala! E l'altro: E ha un corrimano cosě
basso!
>>ferro-via, chemin-de-fer
>>In questo caso potrebbero essere stati i Tedeschi a copiare dai Francesi[...]
>
> Nei miei dizionari francesi, "chemin de fer" viene chiamato
> "calco dell"inglese railway"!
E siccome tra i primi a fare ferrovie sono stati anche i Napoletani,
potrebbero venire tutti da "strada 'e fierr" (st come in italiano).
http://www.orcaloca.it/treni/napo.htm
(qui si parla del progetto della Napoli-Nocera, che è del '36, mentre come
tutti sanno la prima linea italiana fu...
--
Sur mes cahiers d'écolier
Sur mon pupître et les arbres
Sur le sable sur la neige
J'écris ton nom (P.Éluard, "Liberté")
> rail, mi consta, č una sbarra, un'asta, non necessariamente di
> fero, ma anche di legno, come nelle campestri recinzioni; oppure
> una balaustra.
Secondo il M-W, alla fin fine, "rail" deriva dal latino "regula" ed č
imparentato con "right" (lat. "regere").
Epimeteo
> Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche,
Erano, per caso, Lanca Kaprinka e Anka Sbilenka? :-)
k
>> Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche,
chissà cosa pensavo mentre scrivevo. La barzelletta parlava di due
*ubriachi*.
>>tutti sanno la prima linea italiana fu...
>
> ... la via Appia?! ;o)
Napoli-portici
> Je donne ma langue au chat! ;-)))
Ottime le langues de chat, col tè o nel latte
>> hinterland
>
> Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il
> "retroterra"...
In Italia il retroterra o è culturale o non è.
>¦ ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
>¦ > hinterland
>¦
>¦ Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...
Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
(*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).
(**) Fascia di territorio che gravita intorno a una grande città e ai
suoi sitemi produttivi.
--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm
>¦ > [...]
>¦ Mi viene in mente che a Milano (e solo a Milano, mai
>¦ sentito a Torino, Bologna, Napoli ecc) c'è l'hinterland
Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".
>Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
c'era. Adesso Torino à nell'interland di Milano.
>¦ Mariuccia Ruta ha scritto:
>¦ >Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>¦ c'era. Adesso Torino è nell'interland di Milano.
Ah, ecco :))
> Su it.cultura.linguistica.italiano,
> nell'articolo <1gn6onn.1fwq7k81te8gmtN%robert...@retro-it.org>,
> Roberto Waha ha scritto:
>
>>¦ ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
>>¦ > hinterland
>>¦
>>¦ Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...
>
> Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
>
> (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).
Non "dietro al porto"? Mi pare che originariamente hinterland venisse
usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
produttiva attorno.
Ciao, FB
--
"Suppose I say I'm not interested."
"Does five hundred dollars interest you?"
"Very much."
"Then bring it: it's an expensive restaurant".
(The Cheap Detective)
>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:47:48 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ > Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
>¦ > (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).
>¦ Non "dietro al porto"?
Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.
>¦ Mi pare che originariamente hinterland venisse
>¦ usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
>¦ produttiva attorno.
Sí. È esattamente cosí. Non l'avevo citata perché mi pareva non
venisse al caso, visto che ci si stava domandando il perché di
"hinterland" ... milanese :)
> Su it.cultura.linguistica.italiano,
> nell'articolo <19rq0t1irlmdf.g...@40tude.net>,
> FB ha scritto:
>
>>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:47:48 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>>¦ > Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
>>¦ > (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).
>
>>¦ Non "dietro al porto"?
>
> Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.
>
>>¦ Mi pare che originariamente hinterland venisse
>>¦ usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
>>¦ produttiva attorno.
>
> Sí. È esattamente cosí. Non l'avevo citata perché mi pareva non
> venisse al caso, visto che ci si stava domandando il perché di
> "hinterland" ... milanese :)
Perché il significato è stato esteso. Appare insensato usare "hinterland"
per Milano solo se si ignora l'origine della parola.
Ciao, FB
--
"While I'm here, might I make a few changes? I adore my bedroom, but do you
think I could have my curtains washed? I believe they're red, but I should
like to make sure."
>Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
> ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
> ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
> ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".
Stando a giornali e TV esiste, udite udite, anche l'hinterland palermitano.
--
Ciao
Sergio®
>¦ On Sun, 14 Nov 2004 11:13:02 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ [...]
>¦ > Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.
>¦ [...]
>¦ Perché il significato è stato esteso.
Infatti. Devo anche correggere un mio refuso: avevo scritto
"associazione", anziché "estensione".
>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ >Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>¦ >Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
>¦ > ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
>¦ > ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
>¦ > ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".
>¦ Stando a giornali e TV esiste, udite udite,
>¦ anche l'hinterland palermitano.
E ora, guai a chi fiata! ;))
> E ora, guai a chi fiata! ;))
Nel senso che, trattandosi di territorio a rischio, è meglio non aprire
bocca o, al massimo, dire che niente hai sentito e niente hai visto?
Presto, Mariuccia, nascondi nella tua cartella blindata queste preziose
aurore boreali americane, che qui nell'hinterland milanese, se le
vedono, me le rubano...
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Westlake3.jpg
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Moussette1.jpg
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04c/Whittaker1.jpg
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04e/Dowdy1.jpg
[Come si dirà la "r" di "hinterland" in dialetto palermitano?]
Ciao,
Epimeteo
>Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
> ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
> ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
> ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".
Un tempo si sarebbe chiamato "contado". Storicamernte, il contado era
il territorio sottoposto giurisdizione di un comune medievale;
successivamente indicò la campagna (i paesi, ecc.) circostante una
città, indipendentemente da riferimenti storici o giuridici. Il
Grignapoco, ad esempio, era un bravo del contado di Bergamo.
Alla fine dell'800 venne chiamato "hinterland" il retroterra,
territorio costiero di una regione extraeuropea posto nelle vicinanze
di un porto che fosse tuttavia considerato sotto l'influenza di uno
Stato europeo. (Era il caso, ad es., del territorio circostante il
porto di Assab: il porto era stato donato verso il 1880 all'Italia
dall'armatore Rubattino, ma il territorio circostante era
giuridicamente vacante, nel senso che non apparteneva a nessuno stato
europeo). Alcuni accordi internazionali sottoscritti verso il 1890 fra
Inghilterra, Francia, Germania e Italia (queste ultime due
appartenenti alla Triplice alleanza) stabilirono che l'hinterland
--ossia il territorio giuridicamente vacante, ma contiguo a un
territorio costiero, internazionalmente considerato sotto l'influenza
di uno Stato europeo-- poteva risentire della condizione giuridica del
medesimo territorio costiero. Non ricordo perché sia stato adottato un
termine tedesco; suppongo che i trattati fossero stati redatti in
francese. Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la "d".
Ciao,
Ferdinando
--
Remove AUFER from the address for direct mail
>¦ "Mariuccia Ruta" ha scritto nel messaggio
>¦ news:fh0fp0t7la0nrfs4o...@4ax.com...
>¦ > Sergio(R) ha scritto:
>¦ > >¦ Stando a giornali e TV esiste, udite udite,
>¦ > >¦ anche l'hinterland palermitano.
>¦
>¦ > E ora, guai a chi fiata! ;))
>¦
>¦ Nel senso che, trattandosi di territorio a rischio, è meglio non aprire
>¦ bocca o, al massimo, dire che niente hai sentito e niente hai visto?
No no. Nel senso che se l'Oreto è ancora adibito a discarica ... ;))
>¦
>¦ Presto, Mariuccia, nascondi nella tua cartella blindata
Già fatto, Messere. Y con mucho gusto :))
>¦ queste preziose
>¦ aurore boreali americane, che qui nell'hinterland milanese, se le
>¦ vedono, me le rubano...
>¦
>¦ http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Westlake3.jpg
Corrisponde pari pari (o quasi: senza il verde) a quella che vedrò da
qui fra meno di mezz'ora. Le due stelle al centro sembrano Venere e
Giove come li vedevo da qui la scorsa settimana, mentre le due a
destra sembrano gli stessi, ma quattro giorni dopo.
>¦
>¦ http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Moussette1.jpg
>¦ http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04c/Whittaker1.jpg
>¦ http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04e/Dowdy1.jpg
Impressionanti.
Muy agradecida, señor.
>¦ [Come si dirà la "r" di "hinterland" in dialetto palermitano?]
Non mi meraviglierei che geminasse in un tutt'uno con la /l
(intellànd), ma credo che Sergio sia la persona che meglio potrebbe
far luce su quest'incognita :))
>¦
>¦ Ciao,
>¦ Epimeteo
Grazie ancora per le splendide immagini.
>¦ In article <mildp05i2c5ev5652...@4ax.com>, on Sat, 13
>¦ Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ >[...]
>¦ [...]
Taglio, seppur a malincuore, non senza aver prima provveduto a metter
tutto in salvo.
M'è parso quasi d'esser tornata ai bei tempi andati (andati da solo un
lustro, ma pur sempre andati).
Bentornato (spero in forma stabile).
> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la "d".
La 'd' al posto della 't', come in certi dialetti dell'Italia
meridionale.
Ciao,
Alex (5630)
> >Ottime le langues de chat, col tè o nel latte
> Aiuto! ;o)
Ecco quello che hai chiesto, Colette.
Qui c'è anche la ricetta:
http://home.att.ne.jp/sigma/D2X/tomo/basic/langue.html
Ciao,
Epimeteo
> Ecco quello che hai chiesto, Colette.
> Qui c'è anche la ricetta:
>
> http://home.att.ne.jp/sigma/D2X/tomo/basic/langue.html
Domo arigatoo, Epimeteo sensei, la cercavo anch'io
>> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la
>>"d".
>
> La 'd' al posto della 't', come in certi dialetti
> dell'Italia meridionale.
Eppure hindern (impedire) ha un significato piuttosto
differente da hinten/hinter (dietro).
§§§
Ho gugglometrato un po' e questi sono i risultati:
- circa 9.980 pagine in Italiano per "hinterland milanese".
(0,34 secondi)
- circa 2.870 pagine in Italiano per "hinterland torinese".
(0,45 secondi)
- circa 31 pagine in Italiano per "hinterland genovese".
(0,25 secondi)
- circa 211 pagine in Italiano per "hinterland bolognese".
(0,19 secondi)
- circa 18 pagine in Italiano per "hinterland udinese".
(0,21 secondi)
- circa 238 pagine in Italiano per "hinterland fiorentino".
(0,22 secondi)
- circa 601 pagine in Italiano per "hinterland romano".
(0,26 secondi)
- circa 1.080 pagine in Italiano per "hinterland
napoletano". (0,41 secondi)
- circa 62 pagine in Italiano per "hinterland palermitano".
(0,26 secondi)
Milano straccia il resto del mondo, come avevo scritto.
>>> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>>>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la
>>>"d".
>Eppure hindern (impedire) ha un significato piuttosto
>differente da hinten/hinter (dietro).
Dall'Enciclopedia Britannica (CD 2.0; voce "hinterland"):
George G. Chisholm (Handbook of Commercial Geography, 1888)
transcribed the German word hinterland (land in back of), as
hinderland, and used it to refer to the backcountry of a port or
coastal settlement. Chisholm continued to use hinderland in subsequent
editions of his Handbook, but the use of hinterland, in the same
context, gained more widespread acceptance. By the early 20th century
the backcountry or tributary region of a port was usually called its
hinterland.
>Bentornato (spero in forma stabile).
Grazie,