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L´influenza del tedesco sui dialetti del Nord Italia

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Luigi Donatello Asero

unread,
Nov 4, 2004, 5:31:15 PM11/4/04
to
Potreste farmi degli esempi d´ influenza del tedesco sui dialetti del Nord
Italia?

-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/
http://www.scaiecat-spa-gigi.com/de/uebersetzung.html

Maurizio Pistone

unread,
Nov 5, 2004, 3:59:52 AM11/5/04
to
"Luigi Donatello Asero" <jaggilla...@telia.com> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Potreste farmi degli esempi dŽ influenza del tedesco sui dialetti del Nord
>Italia?

piem. beiché, buché "guardare", blicken


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

Cingar

unread,
Nov 5, 2004, 6:13:53 AM11/5/04
to
Luigi Donatello Asero ha scritto:

> Potreste farmi degli esempi d' influenza del tedesco sui dialetti del Nord
> Italia?

È scarsissima: qualche parola qui è là, soprattutto termini burocratici o
commerciali risalenti al perido del regno Lombardo-Veneto. (Mi riferisco,
come da domanda, all'influenza propriamente "tedesca". Tutt'altro discorso
per a quella genericamente "germanica", in particolare quella longobarda,
che invece è stata fortissima su tutti i dialetti italiani e in particolare
su quelli del nord e sul toscano.)

Comunque, un esempio famoso di infuenza del tedesco *scritto* nei dialetti
del nord è il veneto "schei" ("soldi") che pare venga dalla dicitura
"SCHEI.", abbreviatura di "Scheidenmunze" ("moneta spicciola"), che stava
scritta su non so quale moneta o banconota dell'epoca austriaca.

Il lombardo "ghèi" (sempre "soldi"), anche se somiglia molto al precedente,
pare però che abbia tutt'altra origine, anche se sempre tedesca. Al
singolare, "ghèi" fa "ghèl" (in lombardo è normale che la "-l" finale
diventi "-i" al plurale), che dovrebbe venire dal tedesco "Geld" ("oro",
"denaro").

Sicuramente tedesco è anche il milanese "surùch" ("tedesco" (spregiativo),
"crucco") che viene dall'esclamazione "Zurück!" ("Indietro!") con cui i
soldati respingevano la folla durante i moti antiaustriaci.

--
Cingar

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Paolo Bonardi dalla Fosforescente Modernita' e Accecante

unread,
Nov 5, 2004, 6:15:35 AM11/5/04
to
In article <195Z223Z37Z55Y1...@usenet.libero.it>,
cingar.s...@libero.it (Cingar) wrote:

> Il lombardo "ghči" (sempre "soldi"), anche se somiglia molto al precedente,
> pare perň che abbia tutt'altra origine, anche se sempre tedesca. Al
> singolare, "ghči" fa "ghčl" (in lombardo č normale che la "-l" finale


> diventi "-i" al plurale), che dovrebbe venire dal tedesco "Geld" ("oro",
> "denaro").

Che dici del milanese "svanziche"?

P.

Cingar

unread,
Nov 5, 2004, 11:19:42 AM11/5/04
to
Paolo Bonardi dalla Fosforescente Modernita' e Accecante ha scritto:

> Che dici del milanese "svanziche"?

Teteskissimo, direi.

Karla

unread,
Nov 5, 2004, 11:27:15 AM11/5/04
to

Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote in message
>
> >Potreste farmi degli esempi dZ influenza del tedesco sui dialetti del

Nord
> >Italia?
>
> piem. beiché, buché "guardare", blicken

Sempre piemontese: boch- becco (Boch), bjum- tritume di fieno (Blume),
bòita- bottega (Bude), beus- immaturo (beuse- cattivo), brandè brandon
(Brand tizzo), fot- stizza ( Wuth), magon- accoramento (Magen), mata,
matòta, matòt- ragazza/o (Mädchen), nufiè- fiutare (schnupfen), a randa-
vicino (Rand), rista- canapa (Riste), safer- zotico (Schafer pecoraio),
sëbber- mastello (Zuber), vindo- guindolo (winden dipanare), brustia e
brus-cia - spazzola per cavalli (Bürste), grisia e grissin (Gries semola),
tafiè - mangiare ingordamente (Tafel tavola), ves o vez - cagnaccio (Betse
cagna), tòta - signorina (Tochter figlia), sclin - sonoro (klingen
suonare)... e molti altri.

Vi ricordate "già" nel significato di "sì"? Molto probabilmente viene da ja.

Inoltre le negazioni "nen" e "pa", che significano entrambe "non", non si
costruiscono all'italiana o alla francese, ma alla tedesca (anche inglese):

I son nen bel (non sono bello)
Ich bin nicht schön.

k


Sergio Michele

unread,
Nov 5, 2004, 1:38:13 PM11/5/04
to

"Luigi Donatello Asero" <jaggilla...@telia.com> ha scritto nel
messaggio news:T4yid.121032$dP1.4...@newsc.telia.net...
> Potreste farmi degli esempi dī influenza del tedesco sui dialetti del Nord
> Italia?

Proprio pochi giorni fa mi sono imbattuto nella parola "gabināt" su cui sto
ancora cercando approfondimenti.
Zona: Lombardia; pare derivare da "geben nacht".

Sergio.


ADPUF

unread,
Nov 5, 2004, 4:11:27 PM11/5/04
to
on 17:27, venerdì 05 novembre 2004 Karla wrote:

> Vi ricordate "già" nel significato di "sì"? Molto
> probabilmente viene da ja.
>
> Inoltre le negazioni "nen" e "pa", che significano
> entrambe "non", non si costruiscono all'italiana o alla
> francese, ma alla tedesca (anche inglese):
>
> I son nen bel (non sono bello)
> Ich bin nicht schön.


Non pensavo che in Piemonte ci fosse questa influenza
tedesca così forte.


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

ADPUF

unread,
Nov 5, 2004, 4:20:59 PM11/5/04
to
on 23:31, giovedì 04 novembre 2004 Luigi Donatello Asero
wrote:

> Potreste farmi degli esempi d'influenza del tedesco sui
> dialetti del Nord Italia?


Mi viene in mente solo:
zirùc, sirùc: ordine di arretrare al cavallo o
al bue attaccato (züruck); fâ zirùc, zirucâ: arretrare;
lasimpòn, asimpòn: terra straniera d'emigrazione, paesi del
Nord, da Eisenbahn; anche lasimponâr, ferroviere

Dal francese viene betòn/petòn, calcestruzzo.

Luigi Donatello Asero

unread,
Nov 5, 2004, 4:52:17 PM11/5/04
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> skrev i meddelandet
news:30Sid.272712$35.12...@news4.tin.it...

Qualcuno vuole riferire del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia?
O forse qualcuno lo ha gia` fatto?
In quanto ai dialetti parlati nel Piemonte suppongo che in essi sia visibile
anche una forte influenza del francese.
Mi sbaglio?

-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/

http://www.scaiecat-spa-gigi.com/fr/bienvenue.html

Karla

unread,
Nov 6, 2004, 3:00:29 PM11/6/04
to

Luigi Donatello Asero <jaggilla...@telia.com> wrote in message
lCSid.121103$dP1.4...@newsc.telia.net...


> In quanto ai dialetti parlati nel Piemonte suppongo che in essi sia
visibile
> anche una forte influenza del francese.

Enorme. Il francese antico era ancora più simile al piemontese, anche
nella pronuncia. Ad esempio: "pois" non si pronunciava puà, ma pois come
oggi in piemontese, e così molti altri termini. L'influenza del tedesco,
invece, è minima.

k


Karla

unread,
Nov 6, 2004, 3:01:24 PM11/6/04
to

ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote in message
%8Sid.131244$b5.64...@news3.tin.it...

> on 23:31, giovedì 04 novembre 2004 Luigi Donatello Asero
> wrote:
>
> > Potreste farmi degli esempi d'influenza del tedesco sui
> > dialetti del Nord Italia?
>
>
> Mi viene in mente solo:
> zirùc, sirùc: ordine di arretrare al cavallo o
> al bue attaccato (züruck); fâ zirùc, zirucâ: arretrare;
> lasimpòn, asimpòn: terra straniera d'emigrazione, paesi del
> Nord, da Eisenbahn; anche lasimponâr, ferroviere

Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome deriva dal tedesco,
come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da Kaiserfleisch), i
chifeleti de patate ( da Kipfeln), il caiser- smar ( Scmarren), il guguluf
(Kugelhupf) e le snite (Schnitte).

K


Luigi Donatello Asero

unread,
Nov 6, 2004, 4:17:05 PM11/6/04
to

"Karla" <nos...@libero.it> skrev i meddelandet
news:2v4oojF...@uni-berlin.de...

Sei piemontese?

-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/

http://www.scaiecat-spa-gigi.com/it/ailocatori.html


Roger

unread,
Nov 6, 2004, 6:44:27 PM11/6/04
to

"Karla" ha scritto:

> L'influenza del tedesco,
> invece, è minima.

Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
espressioni tedesche.
Io ricordo "Leitmotiv" (motivo conduttore) e non me ne vengono in mente
altre.

Ciao,
Roger


Luigi Donatello Asero

unread,
Nov 6, 2004, 9:02:13 PM11/6/04
to

"Roger" <rugfa...@tin.it> skrev i meddelandet
news:vldjd.135685$b5.66...@news3.tin.it...

Per quanto riguarda i dialetti pero` molti esempi di parole in cui e`
visibile un´ influenza del tedesco sono stati indicati da altri proprio in
questo thread.

-- Luigi ( un italiano che vive in Svezia)
http://www.italymap.dk/

http://www.scaiecat-spa-gigi.com/it/traduzioni.html


Father McKenzie

unread,
Nov 7, 2004, 2:24:30 AM11/7/04
to
"Roger", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
huellas de las gaviotas en las playas.


> Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
> espressioni tedesche.
> Io ricordo "Leitmotiv"

Blitz, putsch, kaputt, kapo, raus, zeitgeist, poltergeist, speck, Bismarck,
vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn), Sachertorte, würstel, ...

Roger

unread,
Nov 7, 2004, 5:51:26 AM11/7/04
to

"Father McKenzie" <indirizz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:165eo7q8wk1t8$.6f90r4bvt8y9

> Blitz, putsch, kaputt, raus

OK

> kapo

Questa la dice solo il Berluska

> zeitgeist, poltergeist, vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn),

Espressioni di uso comune?

> Bismarck,

Allora anche Schumacher, Völler, Schröder, Hitler, ecc.

> speck, Sachertorte, würstel, ...

E Oktoberfest? :-)

Ciao,
Roger

Father McKenzie

unread,
Nov 7, 2004, 7:10:48 AM11/7/04
to
"Roger", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
huellas de las gaviotas en las playas.

>> Bismarck,
> Allora anche Schumacher

No, mi riferivo alla cotoletta con l'uovo


>> kapo
>
> Questa la dice solo il Berluska

Mica vero, un film famoso di Pontecorvo(1959) fece entrare il termine
nell'uso; pochi anni fa (1999) hanno fatto il remake israeliano.

>> zeitgeist, poltergeist, vasistas (was ist das), flicorno (flügelhorn),
>
> Espressioni di uso comune?

Direi di sì. Delle finestre (terribili!) si è parlato, di flügelhorn
discettano tutti i giovani che usano le voci delle tastiere yamaha, roland,
casio etc, gli altri non saranno popolari ma su un quotidiano si trovano
spesso.

Father McKenzie

unread,
Nov 7, 2004, 7:40:35 AM11/7/04
to
"Father McKenzie", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a

veces como las huellas de las gaviotas en las playas.

> gli altri non saranno popolari ma su un quotidiano si trovano
> spesso.

Ai tempi della militanza andava molto Weltanschauung, pronunciata nei modi
piu' vari ma si diceva.

Karla

unread,
Nov 7, 2004, 3:24:41 PM11/7/04
to

Luigi Donatello Asero <jaggilla...@telia.com> wrote in message
lbbjd.121156$dP1.4...@newsc.telia.net...

> Sei piemontese?

Sě, di Cuneo. :-))

k


Karla

unread,
Nov 7, 2004, 3:27:49 PM11/7/04
to

Father McKenzie <indirizz...@tin.it> wrote in message
165eo7q8wk1t8$.6f90r4bvt8y9$.dlg@40tude.net...

edelweiss, alpenstok, biedermeir, bunker, diktat, walzer, diesel,
doberman, rotweiler, delikatesse, doppler, führer, gotha, hertz, interland,
kitcsh, fon... alabarda, ugonotto, brindisi, cobalto, feldspato, nichel,
gneiss...

k


ADPUF

unread,
Nov 7, 2004, 6:32:22 PM11/7/04
to
on 13:40, domenica 07 novembre 2004 Father McKenzie wrote:

> Ai tempi della militanza andava molto Weltanschauung,
> pronunciata nei modi piu' vari ma si diceva.


Mi viene in mente che a Milano (e solo a Milano, mai
sentito a Torino, Bologna, Napoli ecc) c'è l'hinterland
(detto senz'acca, mi dispiace per i milanisti)

ADPUF

unread,
Nov 7, 2004, 6:34:30 PM11/7/04
to
on 21:01, sabato 06 novembre 2004 Karla wrote:

> Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome
> deriva dal tedesco,
> come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da
> Kaiserfleisch), i chifeleti de patate ( da Kipfeln), il
> caiser- smar ( Scmarren), il guguluf (Kugelhupf) e le
> snite (Schnitte).


E i krapfen.

FB

unread,
Nov 7, 2004, 6:40:07 PM11/7/04
to
On Sun, 07 Nov 2004 23:34:30 GMT, ADPUF wrote:

> on 21:01, sabato 06 novembre 2004 Karla wrote:
>
>> Io conosco solo delle ricette triestine il cui nome
>> deriva dal tedesco,
>> come: il liptauer, gli schinkenflecken, il caiserflais (da
>> Kaiserfleisch), i chifeleti de patate ( da Kipfeln), il
>> caiser- smar ( Scmarren), il guguluf (Kugelhupf) e le
>> snite (Schnitte).
>
>
> E i krapfen.

Ah però...


Ciao, FB
--
"Golden orb... The golden orb... The golden orb..."
(Cold Comfort Farm, the film)

Alex 5630

unread,
Nov 8, 2004, 2:54:12 AM11/8/04
to
On Sat, 06 Nov 2004 23:44:27 GMT, "Roger" <rugfa...@tin.it> wrote:

>Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
>espressioni tedesche.
>Io ricordo "Leitmotiv" (motivo conduttore) e non me ne vengono in mente
>altre.

Per tutto l'800 la lingua tedesca č stata, con la francese, quella con
cui sono stati trasmessi la maggior parte dei piů innovativi studi in
campo scientifico e logico-matematico. Un po' come l'inglese attuale.
Molti termini ormai di uso comune e apparentemente di origine greca o
latina, ad esempio 'policlinico', 'psiche', 'cellula', o 'dialettica',
in realta' sono pervenuti all'italiano direttamente dal tedesco. Sono
pero' tutti termini introdotti dapprima nel linguaggio colto o
specialistico, e solo in un secondo tempo in quello comune. Qualche
vocabolo č passato anche nel linguaggio comune, ad es. i Nibelunghi e
le Valchirie dalle opere di Wagner, i lieder di Schubert, ecc.

Nel linguaggio familiare i termini di origine germanica sono invece
rarissimi: l'incontro/scontro con le popolazioni germaniche e'
avvenuto quando la lingua latina era matura e prestigiosa anche per
motivi religiosi, mentre le popolazioni di lingua tedesca, longobardi
compresi, non sono state mai molto numerose e hanno adottato semmai in
relativamente breve tempo lingua e costumi latini.

Ciao,
Alex (5630)

Maurizio Pistone

unread,
Nov 8, 2004, 6:29:37 AM11/8/04
to
"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Non solo nei dieletti, ma anche nell'italiano ritroviamo pochissime
>espressioni tedesche.

ferrovia, Eisenbahn

Father McKenzie

unread,
Nov 8, 2004, 12:21:28 PM11/8/04
to
"Alex 5630", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como

las huellas de las gaviotas en las playas.

> Per tutto l'800 la lingua tedesca è stata, con la francese, quella con
> cui sono stati trasmessi la maggior parte dei più innovativi studi in
> campo scientifico e logico-matematico(...)


> Nel linguaggio familiare i termini di origine germanica sono invece
> rarissimi

Ovviamente ho inteso parlare dei termini di uso comune: per questo ho
citato il poltergeist (fenomeno paranormale di cui hanno parlato i
giornali), la cotoletta Bismarck, il fluegelhorn che è tra le voci di fiati
delle tastiere elettroniche, e no, per esempio, i lieder, si cui parliamo
noi appassionati di musica, o l'alpenstock di cui si servono i
conquistatori di vette alpine. Nei linguaggi specialistici ci sono
sicuramente piu' prestiti o parole derivate dal td., specialmente in campo
filosofico, come notavi, scientifico, letterario (mi viene in mente Sturm
und Drang), musicale, chimico (configurazioni Z (zusammen) e E (entgegen)
delle molecole organiche, aufbau delle orbite elettroniche)...

Roberto Waha

unread,
Nov 13, 2004, 3:54:48 AM11/13/04
to
Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote:
> ferrovia, Eisenbahn

ferro-via, chemin-de-fer
In questo caso potrebbero essere stati i Tedeschi a copiare dai Francesi
o viceversa? (Vi prego di chiarire questo dubbio)
In Baviera le patate non si chiamano "Kartoffeln" come nel resto della
Germania, bensì "Erdäpfel", dove "Erd" è la terra e "Äpfel" sono le
mele, mentre in francese le patate sono notoriamente le "pommes de
terre".

--
------=* Roberto Waha - robert...@retro-it.org *=-----+ () ASCII
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant. | /\ Ribbon
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.| Campaign
---------------* http://www.retro-it.org *---------------+ NO HTML Mail

Roberto Waha

unread,
Nov 13, 2004, 3:54:48 AM11/13/04
to
ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
> hinterland

Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...

--
S'ciao!
Walla

Message has been deleted

Maurizio Pistone

unread,
Nov 13, 2004, 7:42:48 AM11/13/04
to
Colette <col...@wwanadoo.fr.invalid> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Nei miei dizionari francesi, "chemin de fer" viene chiamato
>"calco dell"inglese railway"!

rail, mi consta, č una sbarra, un'asta, non necessariamente di
fero, ma anche di legno, come nelle campestri recinzioni; oppure
una balaustra.

Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche, che, senza
rendersene conto, arrancano sui binari di una ferrovia. Uno dice:
Ma quant'č lunga 'sta scala! E l'altro: E ha un corrimano cosě
basso!

Father McKenzie

unread,
Nov 13, 2004, 7:44:55 AM11/13/04
to
"Colette", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como

las huellas de las gaviotas en las playas.

>>ferro-via, chemin-de-fer
>>In questo caso potrebbero essere stati i Tedeschi a copiare dai Francesi[...]


>
> Nei miei dizionari francesi, "chemin de fer" viene chiamato
> "calco dell"inglese railway"!

E siccome tra i primi a fare ferrovie sono stati anche i Napoletani,
potrebbero venire tutti da "strada 'e fierr" (st come in italiano).
http://www.orcaloca.it/treni/napo.htm
(qui si parla del progetto della Napoli-Nocera, che è del '36, mentre come
tutti sanno la prima linea italiana fu...


--
Sur mes cahiers d'écolier
Sur mon pupître et les arbres
Sur le sable sur la neige
J'écris ton nom (P.Éluard, "Liberté")

Epimeteo

unread,
Nov 13, 2004, 8:55:30 AM11/13/04
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel
messaggio news:240cp0l56dg0vhaog...@4ax.com...

> Colette <col...@wwanadoo.fr.invalid> ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
> >Nei miei dizionari francesi, "chemin de fer" viene chiamato
> >"calco dell"inglese railway"!

> rail, mi consta, č una sbarra, un'asta, non necessariamente di
> fero, ma anche di legno, come nelle campestri recinzioni; oppure
> una balaustra.

Secondo il M-W, alla fin fine, "rail" deriva dal latino "regula" ed č
imparentato con "right" (lat. "regere").

Epimeteo


Karla

unread,
Nov 13, 2004, 11:39:28 AM11/13/04
to

Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote in message >


> Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche,

Erano, per caso, Lanca Kaprinka e Anka Sbilenka? :-)

k


Maurizio Pistone

unread,
Nov 13, 2004, 12:18:20 PM11/13/04
to
"Karla" <nos...@libero.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>> Ricordo una vecchia barzelletta, di due ubrianche,

chissà cosa pensavo mentre scrivevo. La barzelletta parlava di due
*ubriachi*.

Message has been deleted
Message has been deleted

Father McKenzie

unread,
Nov 13, 2004, 5:28:05 PM11/13/04
to
"Colette", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
las huellas de las gaviotas en las playas.

>>tutti sanno la prima linea italiana fu...
>

> ... la via Appia?! ;o)

Napoli-portici

> Je donne ma langue au chat! ;-)))

Ottime le langues de chat, col tè o nel latte

ADPUF

unread,
Nov 13, 2004, 5:55:53 PM11/13/04
to
on 09:54, sabato 13 novembre 2004 Roberto Waha wrote:

>> hinterland
>
> Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il
> "retroterra"...


In Italia il retroterra o è culturale o non è.

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 13, 2004, 10:47:48 PM11/13/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <1gn6onn.1fwq7k81te8gmtN%robert...@retro-it.org>,
Roberto Waha ha scritto:

>¦ ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
>¦ > hinterland

>¦ Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...

Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?

(*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).

(**) Fascia di territorio che gravita intorno a una grande città e ai
suoi sitemi produttivi.
--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 13, 2004, 10:59:01 PM11/13/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <agyjd.139478$b5.69...@news3.tin.it>,
ADPUF ha scritto:

>¦ > [...]

>¦ Mi viene in mente che a Milano (e solo a Milano, mai

>¦ sentito a Torino, Bologna, Napoli ecc) c'è l'hinterland

Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".

Maurizio Pistone

unread,
Nov 14, 2004, 2:09:24 AM11/14/04
to
Mariuccia Ruta <mariuc...@cantv.net> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Pare ci sia un hinterland anche a Torino.

c'era. Adesso Torino à nell'interland di Milano.

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 14, 2004, 7:04:09 AM11/14/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <431ep097ojqh9egbj...@4ax.com>,
Maurizio Pistone ha scritto:

>¦ Mariuccia Ruta ha scritto:
>¦ >Pare ci sia un hinterland anche a Torino.

>¦ c'era. Adesso Torino è nell'interland di Milano.

Ah, ecco :))

FB

unread,
Nov 14, 2004, 9:53:23 AM11/14/04
to
On Sat, 13 Nov 2004 23:47:48 -0400, Mariuccia Ruta wrote:

> Su it.cultura.linguistica.italiano,
> nell'articolo <1gn6onn.1fwq7k81te8gmtN%robert...@retro-it.org>,
> Roberto Waha ha scritto:
>
>>¦ ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
>>¦ > hinterland
>>¦
>>¦ Effettivamente mi sono sempre chiesto perché il "retroterra"...
>
> Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
>
> (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).

Non "dietro al porto"? Mi pare che originariamente hinterland venisse
usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
produttiva attorno.


Ciao, FB
--
"Suppose I say I'm not interested."
"Does five hundred dollars interest you?"
"Very much."
"Then bring it: it's an expensive restaurant".
(The Cheap Detective)

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 14, 2004, 10:13:02 AM11/14/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <19rq0t1irlmdf.g...@40tude.net>,
FB ha scritto:

>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:47:48 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ > Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?


>¦ > (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).

>¦ Non "dietro al porto"?

Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.

>¦ Mi pare che originariamente hinterland venisse


>¦ usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
>¦ produttiva attorno.

Sí. È esattamente cosí. Non l'avevo citata perché mi pareva non
venisse al caso, visto che ci si stava domandando il perché di
"hinterland" ... milanese :)

FB

unread,
Nov 14, 2004, 10:17:46 AM11/14/04
to
On Sun, 14 Nov 2004 11:13:02 -0400, Mariuccia Ruta wrote:

> Su it.cultura.linguistica.italiano,
> nell'articolo <19rq0t1irlmdf.g...@40tude.net>,
> FB ha scritto:
>
>>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:47:48 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>>¦ > Forse perché interland(*) significa(**) "dietro al paese"?
>>¦ > (*) Voce tedesca, da "hinter"(=dietro) e "Land"(=paese).
>
>>¦ Non "dietro al porto"?
>
> Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.
>
>>¦ Mi pare che originariamente hinterland venisse
>>¦ usato, ad esempio, per Genova, per le città portuali con una zona
>>¦ produttiva attorno.
>
> Sí. È esattamente cosí. Non l'avevo citata perché mi pareva non
> venisse al caso, visto che ci si stava domandando il perché di
> "hinterland" ... milanese :)

Perché il significato è stato esteso. Appare insensato usare "hinterland"
per Milano solo se si ignora l'origine della parola.


Ciao, FB
--
"While I'm here, might I make a few changes? I adore my bedroom, but do you
think I could have my curtains washed? I believe they're red, but I should
like to make sure."

Sergio(R)

unread,
Nov 14, 2004, 10:56:30 AM11/14/04
to
On Sat, 13 Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta
<mariuc...@cantv.net> wrote:

>Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
> ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
> ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
> ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".

Stando a giornali e TV esiste, udite udite, anche l'hinterland palermitano.

--
Ciao
Sergio®

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 14, 2004, 11:04:19 AM11/14/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <19bj3jwivv4j2$.133paelr6k8j5$.d...@40tude.net>,
FB ha scritto:

>¦ On Sun, 14 Nov 2004 11:13:02 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ [...]
>¦ > Sí. A "land" pare si sia giunti per associazione.

>¦ [...]
>¦ Perché il significato è stato esteso.

Infatti. Devo anche correggere un mio refuso: avevo scritto
"associazione", anziché "estensione".

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 14, 2004, 11:06:19 AM11/14/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <skaep0p31k3c0ue4n...@4ax.com>,
Sergio(R) ha scritto:

>¦ On Sat, 13 Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ >Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>¦ >Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
>¦ > ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
>¦ > ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
>¦ > ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".

>¦ Stando a giornali e TV esiste, udite udite,
>¦ anche l'hinterland palermitano.

E ora, guai a chi fiata! ;))

Epimeteo

unread,
Nov 14, 2004, 11:57:39 AM11/14/04
to

"Mariuccia Ruta" <mariuc...@cantv.net> ha scritto nel messaggio
news:fh0fp0t7la0nrfs4o...@4ax.com...

> Su it.cultura.linguistica.italiano,
> nell'articolo <skaep0p31k3c0ue4n...@4ax.com>,
> Sergio(R) ha scritto:
> >¦ Stando a giornali e TV esiste, udite udite,
> >¦ anche l'hinterland palermitano.

> E ora, guai a chi fiata! ;))

Nel senso che, trattandosi di territorio a rischio, è meglio non aprire
bocca o, al massimo, dire che niente hai sentito e niente hai visto?

Presto, Mariuccia, nascondi nella tua cartella blindata queste preziose
aurore boreali americane, che qui nell'hinterland milanese, se le
vedono, me le rubano...

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Westlake3.jpg

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Moussette1.jpg

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04c/Whittaker1.jpg

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04e/Dowdy1.jpg

[Come si dirà la "r" di "hinterland" in dialetto palermitano?]

Ciao,
Epimeteo


Ferdinando Chiodo

unread,
Nov 14, 2004, 10:12:38 PM11/14/04
to
In article <mildp05i2c5ev5652...@4ax.com>, on Sat, 13

Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta wrote:

>Perché "solo a Milano"? Pare ci sia un hinterland anche a Torino.
>Leggo infatti sul De Mauro e Mancini:
> ¦ "... Territorio urbanizzato circostante una grande città, su cui
> ¦ questa esercita una forte influenza economica, sociale,
> ¦ culturale e sim.: un comune dell'hinterland torinese".

Un tempo si sarebbe chiamato "contado". Storicamernte, il contado era
il territorio sottoposto giurisdizione di un comune medievale;
successivamente indicò la campagna (i paesi, ecc.) circostante una
città, indipendentemente da riferimenti storici o giuridici. Il
Grignapoco, ad esempio, era un bravo del contado di Bergamo.

Alla fine dell'800 venne chiamato "hinterland" il retroterra,
territorio costiero di una regione extraeuropea posto nelle vicinanze
di un porto che fosse tuttavia considerato sotto l'influenza di uno
Stato europeo. (Era il caso, ad es., del territorio circostante il
porto di Assab: il porto era stato donato verso il 1880 all'Italia
dall'armatore Rubattino, ma il territorio circostante era
giuridicamente vacante, nel senso che non apparteneva a nessuno stato
europeo). Alcuni accordi internazionali sottoscritti verso il 1890 fra
Inghilterra, Francia, Germania e Italia (queste ultime due
appartenenti alla Triplice alleanza) stabilirono che l'hinterland
--ossia il territorio giuridicamente vacante, ma contiguo a un
territorio costiero, internazionalmente considerato sotto l'influenza
di uno Stato europeo-- poteva risentire della condizione giuridica del
medesimo territorio costiero. Non ricordo perché sia stato adottato un
termine tedesco; suppongo che i trattati fossero stati redatti in
francese. Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la "d".

Ciao,
Ferdinando
--
Remove AUFER from the address for direct mail

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 15, 2004, 3:52:01 AM11/15/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <78Mld.327151$35.15...@news4.tin.it>,
Epimeteo ha scritto:

>¦ "Mariuccia Ruta" ha scritto nel messaggio
>¦ news:fh0fp0t7la0nrfs4o...@4ax.com...
>¦ > Sergio(R) ha scritto:


>¦ > >¦ Stando a giornali e TV esiste, udite udite,
>¦ > >¦ anche l'hinterland palermitano.

>¦ > E ora, guai a chi fiata! ;))

>¦ Nel senso che, trattandosi di territorio a rischio, è meglio non aprire
>¦ bocca o, al massimo, dire che niente hai sentito e niente hai visto?

No no. Nel senso che se l'Oreto è ancora adibito a discarica ... ;))

>¦ Presto, Mariuccia, nascondi nella tua cartella blindata

Già fatto, Messere. Y con mucho gusto :))

>¦ queste preziose


>¦ aurore boreali americane, che qui nell'hinterland milanese, se le
>¦ vedono, me le rubano...

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Westlake3.jpg

Corrisponde pari pari (o quasi: senza il verde) a quella che vedrò da
qui fra meno di mezz'ora. Le due stelle al centro sembrano Venere e
Giove come li vedevo da qui la scorsa settimana, mentre le due a
destra sembrano gli stessi, ma quattro giorni dopo.

http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04b/Moussette1.jpg
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04c/Whittaker1.jpg
http://spaceweather.com/aurora/images2004/07nov04e/Dowdy1.jpg

Impressionanti.
Muy agradecida, señor.

>¦ [Come si dirà la "r" di "hinterland" in dialetto palermitano?]
Non mi meraviglierei che geminasse in un tutt'uno con la /l
(intellànd), ma credo che Sergio sia la persona che meglio potrebbe
far luce su quest'incognita :))

>¦ Ciao,
>¦ Epimeteo

Grazie ancora per le splendide immagini.

Mariuccia Ruta

unread,
Nov 15, 2004, 4:00:06 AM11/15/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <41981e9e...@news.individual.net>,
Ferdinando Chiodo ha scritto:

>¦ In article <mildp05i2c5ev5652...@4ax.com>, on Sat, 13


>¦ Nov 2004 23:59:01 -0400, Mariuccia Ruta wrote:

>¦ >[...]

>¦ [...]
Taglio, seppur a malincuore, non senza aver prima provveduto a metter
tutto in salvo.
M'è parso quasi d'esser tornata ai bei tempi andati (andati da solo un
lustro, ma pur sempre andati).
Bentornato (spero in forma stabile).

Alex 5630

unread,
Nov 15, 2004, 4:16:53 AM11/15/04
to
On Mon, 15 Nov 2004 03:12:38 GMT, f.chio...@tiscalinet.it
(Ferdinando Chiodo) wrote:

> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la "d".

La 'd' al posto della 't', come in certi dialetti dell'Italia
meridionale.
Ciao,
Alex (5630)

Message has been deleted

Epimeteo

unread,
Nov 15, 2004, 11:03:12 AM11/15/04
to

"Colette" <col...@wwanadoo.fr.invalid> ha scritto nel messaggio
news:fqbhp0ldhhtrofstk...@4ax.com...

> >> Je donne ma langue au chat! ;-)))

> >Ottime le langues de chat, col tè o nel latte

> Aiuto! ;o)

Ecco quello che hai chiesto, Colette.
Qui c'è anche la ricetta:

http://home.att.ne.jp/sigma/D2X/tomo/basic/langue.html


Ciao,
Epimeteo


Father McKenzie

unread,
Nov 15, 2004, 11:15:25 AM11/15/04
to
"Epimeteo", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como

las huellas de las gaviotas en las playas.

> Ecco quello che hai chiesto, Colette.

Domo arigatoo, Epimeteo sensei, la cercavo anch'io

ADPUF

unread,
Nov 15, 2004, 2:23:14 PM11/15/04
to
on 10:16, lunedì 15 novembre 2004 Alex 5630 wrote:

>> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la
>>"d".
>
> La 'd' al posto della 't', come in certi dialetti
> dell'Italia meridionale.


Eppure hindern (impedire) ha un significato piuttosto
differente da hinten/hinter (dietro).

§§§

Ho gugglometrato un po' e questi sono i risultati:
- circa 9.980 pagine in Italiano per "hinterland milanese".
(0,34 secondi)
- circa 2.870 pagine in Italiano per "hinterland torinese".
(0,45 secondi) 
- circa 31 pagine in Italiano per "hinterland genovese".
(0,25 secondi)
- circa 211 pagine in Italiano per "hinterland bolognese".
(0,19 secondi)
- circa 18 pagine in Italiano per "hinterland udinese".
(0,21 secondi)
- circa 238 pagine in Italiano per "hinterland fiorentino".
(0,22 secondi)
- circa 601 pagine in Italiano per "hinterland romano".
(0,26 secondi)
- circa 1.080 pagine in Italiano per "hinterland
napoletano". (0,41 secondi)
- circa 62 pagine in Italiano per "hinterland palermitano".
(0,26 secondi)

Milano straccia il resto del mondo, come avevo scritto.

Ferdinando Chiodo

unread,
Nov 15, 2004, 10:15:58 PM11/15/04
to
In article <Cm7md.334676$35.15...@news4.tin.it>, on Mon, 15 Nov

2004 19:23:14 GMT, ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:

>>> Ho letto da qualche parte che inizialmente il termine
>>>tedesco nella lingua inglese fosse "hinderland", con la
>>>"d".

>Eppure hindern (impedire) ha un significato piuttosto
>differente da hinten/hinter (dietro).

Dall'Enciclopedia Britannica (CD 2.0; voce "hinterland"):

George G. Chisholm (Handbook of Commercial Geography, 1888)
transcribed the German word hinterland (land in back of), as
hinderland, and used it to refer to the backcountry of a port or
coastal settlement. Chisholm continued to use hinderland in subsequent
editions of his Handbook, but the use of hinterland, in the same
context, gained more widespread acceptance. By the early 20th century
the backcountry or tributary region of a port was usually called its
hinterland.

Ferdinando Chiodo

unread,
Nov 15, 2004, 10:15:58 PM11/15/04
to
In article <0irgp0ted7mip3egg...@4ax.com>, on Mon, 15

Nov 2004 05:00:06 -0400, Mariuccia Ruta wrote:

>Bentornato (spero in forma stabile).

Grazie,

paoloza...@gmail.com

unread,
Oct 26, 2017, 7:57:20 AM10/26/17
to
Ciao Luigi!

Io sono Veneto e qui sono rimaste nel dialetto alcune, anche se poche, tracce del dominio asburgico, ad esempio, oltre ai già ricordati schei che vengono da Scheidenmunze o da Schelling (vecchia moneta austriaca), la parola trincare (fondamentale per ogni buon veneto ;)) che viene chiaramente da trinken, e la camicetta che qui si dice blusa e di tedesco die Bluse.. sicuramente ci sono altri esempi ma al momento quelli che mi vengono in mente sono questi.. naturalmente devi tener conto del fatto che la dominazione austriaca qui è durata relativamente poco, dal 1815 al 1866, quindi non ha ovviamente lasciato un'impronta culturale pari a quella di territori che sono rimasti sotto gli Asburgo per secoli come il Trentino ed il Friuli.. ah dimenticavo nelle montagne venete (Province di Belluno e Vicenza) vivono tuttora popolazioni che parlando dialetti di origine germanica, come i cimbri, quindi lì la commistione linguistica è molto più forte ovviamente..

Maurizio Pistone

unread,
Oct 26, 2017, 8:48:41 AM10/26/17
to
<paoloza...@gmail.com> wrote:

> parola trincare (fondamentale per ogni buon veneto ;)) che viene
>chiaramente da trinken, e la camicetta che qui si dice blusa

trincare e blusa si dicono in po' dappertutto

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

edi'®

unread,
Oct 26, 2017, 11:27:51 AM10/26/17
to
Il 26/10/2017 14.48, Maurizio Pistone ha scritto:

>> parola trincare (fondamentale per ogni buon veneto ;)) che viene
>> chiaramente da trinken, e la camicetta che qui si dice blusa
>
> trincare e blusa si dicono in po' dappertutto

Blusa viene dal francese /blouse/ e si dice financo[*] in greco (μπλούζα)

E.D.

[*] Voi usate
- financo
- finanche
- nessuno dei suddetti

paup...@gmail.com

unread,
Oct 26, 2017, 11:41:18 AM10/26/17
to
Il giorno giovedì 26 ottobre 2017 11:57:20 UTC, paoloza...@gmail.com ha scritto:
> Ciao Luigi!
>
> Io sono Veneto e qui sono rimaste nel dialetto alcune, anche se poche, tracce del dominio asburgico...

Segnalo alcune presunte parole di origine germanica proposte dal conte G. Galvani nel suo glossario modenese:

>>> stusser (urtare) stossen
>>> tanf (tanfo) Dampf
>>> chegapuj (carpino) Hagenbuche
>>> bioss (schietto) bloss
>>> granfi (granchio) Krampf
>>> grapp (grappolo) Krapp
>>> garandella (penzoloni) garandare (circondare)
>>> burgh (cesto da cova) bergen (difendere)
>>> bagaj (uomo da poco) baga (sacca)
>>> blisgare (scivolare) be-lisciare (prefisso "be" intensivo)
>>> mnen (gattino) minnen (amabile)
>>> buscher (ricevere delle botte) Busch (legna->legnate)
>>> berver (semicuocere) brewen
>>> muffi` (ammuffito) muffig
>>> sbragher (fare sfracelli) brechen
>>> tanganer (tergiversare) tagghen (litigare)
>>> brisa (mica) Broeslein
>>> ronfa (seme delle carte) Rumpf
>>> sgurare (pulire) scheuren

Maurizio Pistone

unread,
Oct 26, 2017, 1:15:24 PM10/26/17
to
edi'Ž <zo...@tiscali.it> wrote:

> Blusa viene dal francese /blouse/

il Robert fa derivare blouse dal tedesco

Father McKenzie

unread,
Oct 27, 2017, 2:56:26 AM10/27/17
to
Il 26/10/2017 17:27, edi'® ha scritto:
> [*] Voi usate
> - financo
> - finanche
> - nessuno dei suddetti

persino

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

Klaram

unread,
Oct 27, 2017, 7:29:52 AM10/27/17
to
Nel suo scritto precedente, paoloza...@gmail.com ha sostenuto :
Di parole di derivazione germanica ce ne sono in tutti i dialetti
settentrionali, come pure nell'italiano, ma generalmente sono più
antiche.

Dalla recente dominazione asburgia mi vengono in mente: liptauer (una
specie di crema di formaggio), schinkenflecken (una pasta al forno che
si trova nei ristoranti triestini), chifeleti (Kipfeln) de patate,
buchel (fagottini ripieni), caiser-smar (dolce Schmarren), guguluf
(dolce, Kughenlupf), snite (Schnitte). Quest'ultimo in Francia si
chiama pain perdu.

Non so se questi termini si trovino in tutto il Veneto, sicuramente
sono d'uso comune nella Venezia Giulia.

k

Bruno Van Dyck

unread,
Oct 27, 2017, 8:54:16 AM10/27/17
to
venerdì 27/10/2017 13:29:56 Klaram in <osv5bf$8a1$1...@dont-email.me> scrisse
:

> Dalla recente dominazione asburgia mi vengono in mente: liptauer

Non è di origine ungherese-slovacca?
Vabbè che l'impero di Ceccobeppe era austro-ungarico e comprendeva anche
Slovacchia e Cechia...

--
#201815

Il futuro non è più quello di una volta.

Klaram

unread,
Oct 27, 2017, 12:27:30 PM10/27/17
to
Bruno Van Dyck ha spiegato il 27/10/2017 :
> venerdì 27/10/2017 13:29:56 Klaram in <osv5bf$8a1$1...@dont-email.me> scrisse :
>
>> Dalla recente dominazione asburgia mi vengono in mente: liptauer
>
> Non è di origine ungherese-slovacca?
> Vabbè che l'impero di Ceccobeppe era austro-ungarico e comprendeva anche
> Slovacchia e Cechia...

Non parliamo dell'origine del formaggio, ma del nome.
Liptov è il nome della regione slovacca che in tedesco è detta Liptau
da cui Liptauer.
In slovacco il formaggio è chiamato in tutt'altro modo.

k

ADPUF

unread,
Oct 27, 2017, 4:50:26 PM10/27/17
to
Klaram 13:29, venerdì 27 ottobre 2017:
> Nel suo scritto precedente, paoloza...@gmail.com ha
> sostenuto :
>> Ciao Luigi!


Chi è Luigi?


>> Io sono Veneto e qui sono rimaste nel dialetto alcune, anche
>> se poche, tracce del dominio asburgico, ad esempio, oltre ai
>> già ricordati schei che vengono da Scheidenmunze o da
>> Schelling (vecchia moneta austriaca), la parola trincare
>> (fondamentale per ogni buon veneto ;)) che viene chiaramente
>> da trinken, e la camicetta che qui si dice blusa e di
>> tedesco die Bluse.. sicuramente ci sono altri esempi ma al
>> momento quelli che mi vengono in mente sono questi..
>> naturalmente devi tener conto del fatto che la dominazione
>> austriaca qui è durata relativamente poco, dal 1815 al 1866,
>> quindi non ha ovviamente lasciato un'impronta culturale pari
>> a quella di territori che sono rimasti sotto gli Asburgo per
>> secoli come il Trentino ed il Friuli..


No, gran parte del Friuli fu sottomesso a san Marco dal 1420,
solo il Friuli goriziano era asburgico (meno Monfalcone e
dintorni).


>> ah dimenticavo nelle
>> montagne venete (Province di Belluno e Vicenza) vivono
>> tuttora popolazioni che parlando dialetti di origine
>> germanica, come i cimbri, quindi lì la commistione
>> linguistica è molto più forte ovviamente..
>
> Di parole di derivazione germanica ce ne sono in tutti i
> dialetti
> settentrionali, come pure nell'italiano, ma generalmente sono
> più antiche.
>
> Dalla recente dominazione asburgia mi vengono in mente:
> liptauer (una
> specie di crema di formaggio), schinkenflecken (una pasta al
> forno che si trova nei ristoranti triestini), chifeleti
> (Kipfeln) de patate, buchel (fagottini ripieni), caiser-smar
> (dolce Schmarren), guguluf (dolce, Kughenlupf), snite
> (Schnitte). Quest'ultimo in Francia si chiama pain perdu.
>
> Non so se questi termini si trovino in tutto il Veneto,
> sicuramente sono d'uso comune nella Venezia Giulia.


Boh, mai sentiti... i cràfen sì.
Ma io non conto.

Ai cavalli i contadini ordinavano avanti/fermo/indietro in
tedesco, non so se dal Medioevo o dall'Ottocento, propendo per
la prima.



--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!

Father McKenzie

unread,
Oct 29, 2017, 9:13:22 AM10/29/17
to
Il 27/10/2017 22:53, ADPUF ha scritto:
> Ai cavalli i contadini ordinavano avanti/fermo/indietro in
> tedesco, non so se dal Medioevo o dall'Ottocento, propendo per
> la prima.

Ma i cavalli non li addestravano a Lipizza (Lipica), che dovrebbe essere
poco oltre il confine con l'attuale Slovenia?

Roger

unread,
Oct 29, 2017, 12:12:46 PM10/29/17
to
ADPUF ha scritto:

> [...]

> Boh, mai sentiti... i cràfen sì.

Noi li chiamiamo "bale d'ors" (testicoli di plantigrado :-))

--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)

edi'®

unread,
Oct 30, 2017, 4:27:28 AM10/30/17
to
Il 26/10/2017 19.15, Maurizio Pistone ha scritto:

>> Blusa viene dal francese /blouse/
>
> il Robert fa derivare blouse dal tedesco

Boh... io ho guardato etimo.it, Garzanti, Treccani, Wikipedia e tutti
scrivono "dal francese blouse"

E.D.

Voce dalla Germania

unread,
Oct 30, 2017, 5:01:55 AM10/30/17
to


edi'® hat am 30.10.2017 um 09:27 geschrieben:
Non ne dubito, ma questo non esclude che il francese blouse
venga da un'altra parte.
Il mio Petit Robert dice per blouse (1788, parola
germanica). Ricordo che germanico non è sinonimo di tedesco.

In compenso Kluge (_IL_ dizionario etimologico della lingua
tedesca) indica per il tedesco Bluse: dal 1830 dal francese
blouse. ;-)

ADPUF

unread,
Oct 31, 2017, 6:19:29 PM10/31/17
to
Voce dalla Germania 10:01, lunedì 30 ottobre 2017:
Ritengo più probabile il percorso F -> D che l'inverso, si
tratta di moda e vestiario.

ADPUF

unread,
Oct 31, 2017, 6:36:42 PM10/31/17
to
Roger 17:12, domenica 29 ottobre 2017:
> ADPUF ha scritto:
>
>> Boh, mai sentiti... i cràfen sì.
>
> Noi li chiamiamo "bale d'ors" (testicoli di plantigrado :-))


Ahah... ma forse sarebbe bale d'or (d'oro)?

ADPUF

unread,
Oct 31, 2017, 6:37:52 PM10/31/17
to
Father McKenzie 14:08, domenica 29 ottobre 2017:
> Il 27/10/2017 22:53, ADPUF ha scritto:
>> Ai cavalli i contadini ordinavano avanti/fermo/indietro in
>> tedesco, non so se dal Medioevo o dall'Ottocento, propendo
>> per la prima.
>
> Ma i cavalli non li addestravano a Lipizza (Lipica), che
> dovrebbe essere poco oltre il confine con l'attuale Slovenia?


Li allevano. Da puledri non sono bianchi, pare, poi lo
diventano.

Ma quelli sono speciali... poi a Vienna la scuola di
equitazione si chiama scuola spagnola, mi pare.

Gli Asburghi erano legati alla Spagna per via di Carlo V,
avevano un cerimoniale molto spagnolo.

I cavalli dei contadini erano più rustici. Me li ricordo da
bambino, ce n'era uno in fondo alla strada. Passavano e
mollavano le fatte, poi le donne raccoglievano per concimare
l'orto... :-)
Non era nemmeno asfaltata, la strada... la plastica era una
roba nuova...
Ma io divago.

Altre influenze portate dagli emigranti:
eisenbahn -> lasimpòn
betòn (dal francese)

Voce dalla Germania

unread,
Nov 1, 2017, 4:41:39 AM11/1/17
to


ADPUF hat am 31.10.2017 um 23:22 geschrieben:
> Voce dalla Germania 10:01, lunedì 30 ottobre 2017:
>> edi'® hat am 30.10.2017 um 09:27 geschrieben:
>>> Il 26/10/2017 19.15, Maurizio Pistone ha scritto:
>>>
>>>>> Blusa viene dal francese /blouse/
>>>>
>>>> il Robert fa derivare blouse dal tedesco
>>>
>>> Boh... io ho guardato etimo.it, Garzanti, Treccani,
>>> Wikipedia e tutti scrivono "dal francese blouse"
>>
>>
>> Non ne dubito, ma questo non esclude che il francese blouse
>> venga da un'altra parte.
>> Il mio Petit Robert dice per blouse (1788, parola
>> germanica). Ricordo che germanico non è sinonimo di tedesco.
>>
>> In compenso Kluge (_IL_ dizionario etimologico della lingua
>> tedesca) indica per il tedesco Bluse: dal 1830 dal francese
>> blouse. ;-)
>
>
> Ritengo più probabile il percorso F -> D che l'inverso, si
> tratta di moda e vestiario.


Lo penso anch'io, ma non me la sento di escludere, anche per
la forma del nome, che "blouse" sia davvero di origine
germanica (ripeto: NON tedesca!) e in origine sia stato
importato in francese con un significato diverso dall'attuale.
Qualcuno ha un dizionario etimologico di francese a portata
di mano?


Roger

unread,
Nov 1, 2017, 5:09:21 AM11/1/17
to
ADPUF ha scritto:

> Roger 17:12, domenica 29 ottobre 2017:
>> ADPUF ha scritto:
>>
>>> Boh, mai sentiti... i cràfen sì.
>>
>> Noi li chiamiamo "bale d'ors" (testicoli di plantigrado :-))
>
>
> Ahah... ma forse sarebbe bale d'or (d'oro)?

Nonò, proprio "bale d'ors".
Ed è un nome comunissimo, tanto che lo diciamo senza nessuna
intenzione
scherzosa.

JaWo

unread,
Nov 1, 2017, 5:13:43 AM11/1/17
to
Am 01.11.2017 um 09:41 schrieb Voce dalla Germania:
>>>>...
>>>>>> Blusa viene dal francese /blouse/
>>>>>
>>>>> il Robert fa derivare blouse dal tedesco
>>>>
>>>> Boh... io ho guardato etimo.it, Garzanti, Treccani,
>>>> Wikipedia e tutti scrivono "dal francese blouse"
>>>
>>> Non ne dubito, ma questo non esclude che il francese blouse
>>> venga da un'altra parte.
>>> Il mio Petit Robert dice per blouse (1788, parola
>>> germanica). Ricordo che germanico non è sinonimo di tedesco.
>>>
>>> In compenso Kluge (_IL_ dizionario etimologico della lingua
>>> tedesca) indica per il tedesco Bluse: dal 1830 dal francese
>>> blouse. ;-)
>>
>>
>> Ritengo più probabile il percorso F -> D che l'inverso, si
>> tratta di moda e vestiario.
>
>
> Lo penso anch'io, ma non me la sento di escludere, anche per
> la forma del nome, che "blouse" sia davvero di origine
> germanica (ripeto: NON tedesca!) e in origine sia stato
> importato in francese con un significato diverso dall'attuale.
> Qualcuno ha un dizionario etimologico di francese a portata
> di mano?
>

Ecco. Ma non serve molto...
http://www.cnrtl.fr/etymologie/blouse

JaWo

unread,
Nov 1, 2017, 5:24:40 AM11/1/17
to
ADPUF wrote:
>> Ma i cavalli non li addestravano a Lipizza (Lipica), che
>> dovrebbe essere poco oltre il confine con l'attuale Slovenia?
>
> Li allevano. Da puledri non sono bianchi, pare, poi lo
> diventano.
> Ma quelli sono speciali... poi a Vienna la scuola di
> equitazione si chiama scuola spagnola, mi pare.
>
> Gli Asburghi erano legati alla Spagna per via di Carlo V,
> avevano un cerimoniale molto spagnolo.


Non diresti piuttosto per via del suo padre?
Filippo il Bello (Felipe el Hermoso) che sposò Juana La Loca (La Pazza),
la figlia di Fernando de Aragón e Isabel de Castilla (los Reyes
Católicos) e l'erede del Nuovo Mondo.

Ciao, JaWo (che torna proprio adesso da Vienna)


Klaram

unread,
Nov 1, 2017, 1:08:15 PM11/1/17
to
Voce dalla Germania scriveva il 01/11/2017 :
Il Larousse, ma è incerto: origine germanica o dal latino bullosa,
gonfiata, da bulla.

Nel Settecento indicava un indumento degli operai e dei paesani, solo
alla fine dell'Ottocento ha assunto il significato di indumento
femminile.

k

Klaram

unread,
Nov 1, 2017, 2:27:17 PM11/1/17
to
Il 01/11/2017, Roger ha detto :
> ADPUF ha scritto:
>
>> Roger 17:12, domenica 29 ottobre 2017:
>>> ADPUF ha scritto:
>>>
>>>> Boh, mai sentiti... i cràfen sì.
>>>
>>> Noi li chiamiamo "bale d'ors" (testicoli di plantigrado :-))
>>
>>
>> Ahah... ma forse sarebbe bale d'or (d'oro)?
>
> Nonò, proprio "bale d'ors".
> Ed è un nome comunissimo, tanto che lo diciamo senza nessuna
> intenzione
> scherzosa.

A Monastero Vasco, si trovano le bale d'aso (palle di asino), un
salame da cuocere molto buono.

A Torino, in una pasticceria di via Lagrange, ho visto le "palle di
Pietro Micca". Sembrano piccole palle di cannone dorate, ma il nome è
molto ambiguo. :))

k

Roger

unread,
Nov 2, 2017, 5:03:54 AM11/2/17
to
Klaram ha scritto:

> [...]

> A Monastero Vasco, si trovano le bale d'aso (palle di asino), un salame da
> cuocere molto buono.
>
> A Torino, in una pasticceria di via Lagrange, ho visto le "palle di Pietro
> Micca". Sembrano piccole palle di cannone dorate, ma il nome è molto ambiguo.
> :))

Be', a Salisburgo e in tutta l'Austria (e non solo) sono arcinote
le squisite "Palle di Mozart"

https://it.wikipedia.org/wiki/Palle_di_Mozart

Però il nome tedesco, Mozartkugeln, è meno equivoco di quello che
appare in italiano, anche se... :-)

Voce dalla Germania

unread,
Nov 2, 2017, 5:25:22 AM11/2/17
to


Roger hat am 02.11.2017 um 10:03 geschrieben:
> Klaram ha scritto:
>
>> [...]
>
>> A Monastero Vasco, si trovano le bale d'aso (palle di
>> asino), un salame da cuocere molto buono.
>>
>> A Torino, in una pasticceria di via Lagrange, ho visto le
>> "palle di Pietro Micca". Sembrano piccole palle di cannone
>> dorate, ma il nome è molto ambiguo. :))
>
> Be', a Salisburgo e in tutta l'Austria (e non solo) sono
> arcinote
> le squisite "Palle di Mozart"
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Palle_di_Mozart
>
> Però il nome tedesco, Mozartkugeln, è meno equivoco di
> quello che
> appare in italiano, anche se... :-)


Non è affatto equivoco, perché il termine tedesco volgare è
Eier, ovvero uova e non palle (Bälle) e tanto meno sfere
(Kugeln). Fra l'altro mi sembra più appropriato del nostro,
almeno guardando alla forma degli oggetti in questione.

Giovanni Drogo

unread,
Nov 2, 2017, 6:09:43 AM11/2/17
to
On Tue, 31 Oct 2017, ADPUF wrote:

> betòn (dal francese)

A Tirano, stazione della Ferrovia Retica, chiedendo a un addetto su che
vagone era meglio salire per un cambio a Pontresina, la risposta fu "fa
lo stesso, fermano tutti sul perròn"

Giovanni Drogo

unread,
Nov 2, 2017, 6:18:13 AM11/2/17
to
On Thu, 2 Nov 2017, Voce dalla Germania wrote:

>> Però il nome tedesco, Mozartkugeln, è meno equivoco di

> non palle (Bälle) e tanto meno sfere (Kugeln).

Ecco, anch'io avrei interpretato Kugeln come sfere ... ma quantomeno il
traduttore google traduce Kugel come palla, Sphere come sfera ...

Sono Kugeln anche le palline di gelato nei coni. no ?

Una volta a Aquisgrana (noi la chiamiamo cosi') avevo mandato mia madre
che non sa il tedesco da un gelataio (veneto come tutti quelli di una
certa eta') ... lei aveva provato con un "zwei Ballen" e lui aveva
risposto in italiano "la signora ci ha provato"

Poi ce lo siamo mangiati a fianco della cattedrale ascoltando degli
studenti di musica che suonavano la Montanara :-)

Voce dalla Germania

unread,
Nov 2, 2017, 6:34:49 AM11/2/17
to


Giovanni Drogo hat am 02.11.2017 um 11:18 geschrieben:
> On Thu, 2 Nov 2017, Voce dalla Germania wrote:
>
>>> Però il nome tedesco, Mozartkugeln, è meno equivoco di
>
>> non palle (Bälle) e tanto meno sfere (Kugeln).
>
> Ecco, anch'io avrei interpretato Kugeln come sfere ... ma
> quantomeno il traduttore google traduce Kugel come palla,
> Sphere come sfera ...

Beh, se davvero ti affidi al traduttore di Google, mi
cascano le palle. ;-)




> Sono Kugeln anche le palline di gelato nei coni. no ?

Sì, però, scusa tanto, per caso qualcuno crede ancora che la
parola X nella lingua A corrisponda sempre alla parola Y
nella lingua B? Si consideri insultato con un insulto a sua
scelta.




> Una volta a Aquisgrana (noi la chiamiamo cosi') avevo
> mandato mia madre che non sa il tedesco da un gelataio
> (veneto come tutti quelli di una certa eta') ... lei aveva
> provato con un "zwei Ballen" e lui aveva risposto in
> italiano "la signora ci ha provato"

Giustamente.

ADPUF

unread,
Nov 2, 2017, 1:46:35 PM11/2/17
to
Klaram 18:08, mercoledì 1 novembre 2017:
> Voce dalla Germania scriveva il 01/11/2017 :
>> ADPUF hat am 31.10.2017 um 23:22 geschrieben:
>>>
>>> Ritengo più probabile il percorso F -> D che l'inverso, si
>>> tratta di moda e vestiario.
>>
>>
>> Lo penso anch'io, ma non me la sento di escludere, anche per
>> la forma del nome, che "blouse" sia davvero di origine
>> germanica (ripeto: NON tedesca!) e in origine sia stato
>> importato in francese con un significato diverso
>> dall'attuale.


Antico franco?
Burgundo?
Visigoto?
Alamanno?
:-)


>> Qualcuno ha un dizionario etimologico di
>> francese a portata di mano?
>
> Il Larousse, ma è incerto: origine germanica o dal latino
> bullosa, gonfiata, da bulla.
>
> Nel Settecento indicava un indumento degli operai e dei
> paesani, solo alla fine dell'Ottocento ha assunto il
> significato di indumento femminile.


Qui "paesani" vuol dire "contadini"?

ADPUF

unread,
Nov 2, 2017, 1:51:03 PM11/2/17
to
JaWo 10:24, mercoledì 1 novembre 2017:
> ADPUF wrote:
>>
>> Gli Asburghi erano legati alla Spagna per via di Carlo V,
>> avevano un cerimoniale molto spagnolo.
>
>
> Non diresti piuttosto per via del suo padre?
> Filippo il Bello (Felipe el Hermoso) che sposò Juana La Loca
> (La Pazza), la figlia di Fernando de Aragón e Isabel de
> Castilla (los Reyes Católicos) e l'erede del Nuovo Mondo.


Non conosco bene la vicenda di matrimoni ed eredità dinastiche,
Carlo è il più famoso, ho preso lui.


> Ciao, JaWo (che torna proprio adesso da Vienna)


Ben arrivato!

ADPUF

unread,
Nov 2, 2017, 1:57:34 PM11/2/17
to
Giovanni Drogo 11:18, giovedì 2 novembre 2017:
> On Thu, 2 Nov 2017, Voce dalla Germania wrote:
>
>>> Però il nome tedesco, Mozartkugeln, è meno equivoco di
>
>> non palle (Bälle) e tanto meno sfere (Kugeln).
>
> Ecco, anch'io avrei interpretato Kugeln come sfere ... ma
> quantomeno il traduttore google traduce Kugel come palla,
> Sphere come sfera ...


In matematica sfera e palla sono cose diverse, come
circonferenza e cerchio.

paup...@gmail.com

unread,
Nov 5, 2017, 7:49:06 AM11/5/17
to
Il giorno giovedì 26 ottobre 2017 17:41:18 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Segnalo alcune presunte parole di origine germanica proposte dal conte G. Galvani nel suo glossario modenese:
>
> >>> stusser (urtare) stossen
> >>> tanf (tanfo) Dampf
> >>> chegapuj (carpino) Hagenbuche
> >>> bioss (schietto) bloss
> >>> granfi (granchio) Krampf
> >>> grapp (grappolo) Krapp
> >>> garandella (penzoloni) garandare (circondare)
> >>> burgh (cesto da cova) bergen (difendere)
> >>> bagaj (uomo da poco) baga (sacca)
> >>> blisgare (scivolare) be-lisciare (prefisso "be" intensivo)
> >>> mnen (gattino) minnen (amabile)
> >>> buscher (ricevere delle botte) Busch (legna->legnate)
> >>> berver (semicuocere) brewen
> >>> muffi` (ammuffito) muffig
> >>> sbragher (fare sfracelli) brechen
> >>> tanganer (tergiversare) tagghen (litigare)
> >>> brisa (mica) Broeslein
> >>> ronfa (seme delle carte) Rumpf
> >>> sgurare (pulire) scheuren

Altre parole tipicamente emiliane di probabile o presunta origine germanica:

boccia (bottiglia) Butze
fiappo (cedevole) flap
striccare (stringere) strichen
arnese (strumento di dubbia utilita`) hernest
slisciare (scivolare) glitschen
ludero (gozzovigliatore, nell`espressione "mangiare come un l.") Luder (canaglia)
tumbano (ferrarese per sciocco) dumb

Mad Prof

unread,
Nov 5, 2017, 8:26:42 AM11/5/17
to
<paup...@gmail.com> wrote:

> Altre parole tipicamente emiliane di probabile o presunta origine germanica:
>
> boccia (bottiglia) Butze
> fiappo (cedevole) flap
> striccare (stringere) strichen
> arnese (strumento di dubbia utilita`) hernest
> slisciare (scivolare) glitschen
> ludero (gozzovigliatore, nell`espressione "mangiare come un l.") Luder (canaglia)
> tumbano (ferrarese per sciocco) dumb

Boccia e arnese non mi sembrano “parole tipicamente emiliane”…

--
73 is the Chuck Norris of numbers.

paup...@gmail.com

unread,
Nov 5, 2017, 3:00:20 PM11/5/17
to
Il giorno domenica 5 novembre 2017 14:26:42 UTC+1, Mad Prof ha scritto:

> Boccia e arnese non mi sembrano “parole tipicamente emiliane”…

"Bocia" per "palla" l`ho sempre sentito dire.

"Arnes" forse e` meno tipico delle espressioni piu` crude "bagaglio" o "zavaglio", pero` e` molto usato:

https://youtu.be/PgSKiJsndHM?t=18s


Mad Prof

unread,
Nov 5, 2017, 3:09:44 PM11/5/17
to
<paup...@gmail.com> wrote:
> Il giorno domenica 5 novembre 2017 14:26:42 UTC+1, Mad Prof ha scritto:
>
>> Boccia e arnese non mi sembrano parole tipicamente emiliane &
>
> "Bocia" per "palla" l`ho sempre sentito dire.
>
> "Arnes" forse e` meno tipico delle espressioni piu` crude "bagaglio" o
> "zavaglio", pero` e` molto usato:
>
> https://youtu.be/PgSKiJsndHM?t s

Non discuto che si usino in Emilia. Il punto è che sono termini diffusi
anche in altre regioni. Nell’altro messaggio facevi riferimento all’uso di
boccia col significato di bottiglia, non di palla, e a Roma è comunissimo
(incluso l’accrescitivo boccione).

paup...@gmail.com

unread,
Dec 15, 2017, 1:52:29 AM12/15/17
to
Il giorno domenica 5 novembre 2017 21:09:44 UTC+1, Mad Prof ha scritto:

> Non discuto che si usino in Emilia. Il punto è che sono termini diffusi
> anche in altre regioni. Nell’altro messaggio facevi riferimento all’uso di
> boccia col significato di bottiglia, non di palla, e a Roma è comunissimo
> (incluso l’accrescitivo boccione).
>
Altre tipicamente emiliane (secondo il mio giudizio):

bega= impiccio, lite (dal got. "bega"= lite)
canappia= naso (da "nappja" = naso?)
scrana= seggiola (dal long. "skranna"= panca)
sleppa= schiaffo, gran quantita` (da "schlapp"= percosso?)
zaccolone= persona trasandata, trascurata (dal long. "zahar"= goccia)

Voce dalla Germania

unread,
Dec 15, 2017, 11:22:21 AM12/15/17
to
Mad Prof hat am 15.12.2017 um 14:09 geschrieben:
> <paup...@gmail.com> wrote:
>> sleppa= schiaffo, gran quantita` (da "schlapp"= percosso?)
>
> Questo si trova addirittura nei sonetti romaneschi di G. G. Belli.


Sul tedesco ai tempi di G. G. Belli o ancora prima non posso
dire niente, ma oggi "schlapp" è una parola colloquiale che
si può tradurre con spossato, fiacco, floscio, abulico ecc.

paup...@gmail.com

unread,
Dec 15, 2017, 12:41:20 PM12/15/17
to
Mi attacco qui per ragioni tecniche:
"bega", nell`altro significato indicato, potrebbe derivare da "bego" (lombrico), con un femminile intensivo o di astrazione.

ADPUF

unread,
Dec 15, 2017, 4:44:00 PM12/15/17
to
Voce dalla Germania 17:22, venerdì 15 dicembre 2017:
fiappo

ADPUF

unread,
Dec 15, 2017, 4:45:47 PM12/15/17
to
paup...@gmail.com 07:52, venerdì 15 dicembre 2017:
>>
> Altre tipicamente emiliane (secondo il mio giudizio):
>
> bega= impiccio, lite (dal got. "bega"= lite)


anche qui (italiano non friulano)


> canappia= naso (da "nappja" = naso?)


friulano nape la cappa del focolare e il naso per estensione


> sleppa= schiaffo, gran quantita` (da "schlapp"= percosso?)


anche qui "una sleppa di polenta"
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