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il napoletano riconosciuto lingua dall'unesco

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father mckenzie

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Feb 1, 2014, 1:53:47 AM2/1/14
to
http://tinyurl.com/napolunes
Il napoletano non è un dialetto, ma una lingua Patrimonio
dell'Unesco13-01-2014 - Francesco Parrella 3 commenti L'Unesco ha
riconosciuto l'ex dialetto napoletano come una lingua ed entra nel
Patrimonio da conservare.

L'Unesco ha riconosciuto il "napoletano" come lingua, quindi non fa
parte più di tutti i dialetti storici presenti in Italia. Proprio nella
nostra nazione questa nuova lingua (il napoletano) è seconda solo
all'italiano, in pratica è la seconda lingua parlata più diffusa nel
nostro Paese.

Il napoletano si è fatto conoscere nel corso degli anni grazie alla
consolidata canzone classica partenopea e grazie all'espatrio di tanti
cittadini campani e di Napoli nelle altre province della Campania e
soprattutto in regioni come Lombardia, Lazio, Abruzzo, Basilicata,
Puglia, Molise e tante altre. Già ai tempi delle Due Sicilie il
"napoletano" era la lingua, forse l'unica, che esisteva, mentre il
siciliano era parlato solo in Sicilia. (qui ci sarebbe da discutere,
nota mia)

Dal 1860, nonostante le grandi opere scritte e i tanti compositori
partenopei, la lingua iniziò a perdere smalto, identità, quasi stava per
perdersi, ma ha sempre mantenuto il suo fascino. Solo oggi questa
splendida lingua sta diventando alquanto volgare complice le generazioni
che avanzano. Facciamo un esempio molto semplice e pratico, "vrenzola"
da sempre significa "cosa da poco", quindi quando qualcuno esclamava
"sta ascenno na vrenzela e sole" voleva significare "sta uscendo un poco
di sole", oggi invece la parola "vrenzola" è associata alle donne volgari.

Tutto inizio nel lontano 14 ottobre 2008 quando la Regione Campania
decise di voler difendere e tutelare questo dialetto stupendo, una
scelta consacrata poi dal decreto dell'Unesco che fa passare da dialetto
a lingua il cosiddetto "napoletano". Una vittoria per tutto il popolo di
Napoli, dopo le tante umiliazioni ricevute e che riceve tutt'oggi, è
giusto ribadire a tutta la nazione che il napoletano è una lingua, la
seconda lingua dell'Italia.

--
Audiente autem omni populo, dixit discipulis suis: “Attendite a scribis,
qui volunt ambulare in stolis et amant salutationes in foro et primas
cathedras in synagogis et primos discubitus in conviviis”.(Lc, 20,45-46)

Dragonņt

unread,
Feb 1, 2014, 3:46:26 AM2/1/14
to
"father mckenzie" <james....@MENOinfinito.it> ha scritto:
> http://tinyurl.com/napolunes
> Il napoletano non č un dialetto, ma una lingua Patrimonio
> dell'Unesco13-01-2014 - Francesco Parrella 3 commenti L'Unesco ha
> riconosciuto l'ex dialetto napoletano come una lingua ed entra nel
> Patrimonio da conservare.
> [...] Una vittoria per tutto il popolo di Napoli,


Questo Parrella non ha capito una cippa.
Quello che l'UNESCO classifica con "NAP" č il "South-italian", il gruppo
"italiano meridionale" del Pellegrini, parlato in Campania, Abruzzo, Molise,
Basilicata, nord-Calabria, nord-Puglia.





GCPillan

unread,
Feb 1, 2014, 4:45:10 AM2/1/14
to
father mckenzie:

> http://tinyurl.com/napolunes
> Il napoletano non è un dialetto, ma una lingua Patrimonio
> dell'Unesco13-01-2014

Anche nel 2010 han dato la stessa notizia:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=34942
"L'Unesco riconosce il napoletano come lingua, e non dialetto, seconda solo
all'italiano per diffusione tra quelle parlate nella penisola."

Ma perché si stabilisce che il napoletano è una lingua?
Semplice: perché il sito dell'Unesco sulle lingue in pericolo le chiama
*tutte* lingue, senza fare distinzioni tra lingue e dialetti.
Quindi anche il piemontese è chiamato lingua al pari di tutte le altre 31
dichiarate in pericolo di estinzione.

E perché mai la lingua più diffusa?
Perché il siciliano (da solo) conta (sarà vero?) 500mila parlanti, mentre il
napoletano (unito al calabrese) conta (sarà vero?) 750mila parlanti. Mi pare
una competizione senza regole di sorta.

Ciò che mi sorprende invece è la tenuta del veneto. Se a Napoli o a Palermo o
a Firenze o a Torino entro in un bar e inizio a parlare in italiano
tipicamente mi rispondono in italiano. Casomai sentirò l'accento, ma i giovani
parlano in italiano. Viceversa, se entro in un bar a Vicenza e inizio a
parlare in italiano, capita spesso che dopo le prime battute partano con il
veneto, pure i giovani, che spesso tra loro parlano in veneto.

father mckenzie

unread,
Feb 1, 2014, 5:46:42 AM2/1/14
to
Il 01/02/2014 09:46, Dragonòt ha scritto:
> Questo Parrella non ha capito una cippa.
> Quello che l'UNESCO classifica con "NAP" è il "South-italian", il gruppo
> "italiano meridionale" del Pellegrini, parlato in Campania, Abruzzo, Molise,
> Basilicata, nord-Calabria, nord-Puglia.

se rileggi il corpo dell'articolo, avevo messo io stesso un "da
discutere" sull'affermazione che il napoletano fosse la lingua
principale dell'ex Regno delle Due Sicilie. Personalmente, ritengo molto
grossolana anche l'affermazione per cui il calabrese sia una propaggine
del napoletano (anche il nord-calabrese, che condivide comunque il
sistema vocalico calabro-siculo, le consonanti cacuminali
(postalveolari) e ha molto lessico in comune con calabrese meridionale e
siciliano).
Parlare di "italiano meridionale" sarebbe troppo generico; se Parrella
vuol dire che il napoletano è maggiormente diffuso come numero di
parlanti tra i dialetti meridionali o tra i dialetti italiani,
probabilmente ha ragione, anche se il numero di siciliani e calabresi in
altre regioni è notevole.

father mckenzie

unread,
Feb 1, 2014, 5:52:37 AM2/1/14
to
Il 01/02/2014 10:45, GCPillan ha scritto:
> Perché il siciliano (da solo) conta (sarà vero?) 500mila parlanti,
> mentre il napoletano (unito al calabrese) conta (sarà vero?) 750mila
> parlanti. Mi pare una competizione senza regole di sorta.

750mila parlanti mi sembrano molto al di sotto del dato reale, e senza
chiamare in causa i calabresi, visto che la popolazione della sola città
di Napoli (senza sobborghi) è largamente superiore a tale cifras, e che
il napoletano si parla, con qualche variante, almeno in Campania.
http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_napoletana
(come ho scritto, dissento sul fatto che il nordcalabrese faccia parte
del napoletano e rimando al post precedente)

Maurizio Pistone

unread,
Feb 1, 2014, 6:53:43 AM2/1/14
to
Dragonňt <drag...@libero.it> wrote:

> Quello che l'UNESCO classifica con "NAP" č il "South-italian", il gruppo
> "italiano meridionale" del Pellegrini, parlato in Campania, Abruzzo, Molise,
> Basilicata, nord-Calabria, nord-Puglia.

questo vuol dire che il napoletano č un dialetto del NAP

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Maurizio Pistone

unread,
Feb 1, 2014, 6:53:43 AM2/1/14
to
GCPillan <gcpi...@email.com> wrote:

> Ciò che mi sorprende invece è la tenuta del veneto. Se a Napoli o a Palermo o
> a Firenze o a Torino entro in un bar e inizio a parlare in italiano
> tipicamente mi rispondono in italiano. Casomai sentirò l'accento

calabrese o siciliano, a Torino

father mckenzie

unread,
Feb 1, 2014, 7:12:41 AM2/1/14
to
Il 01/02/2014 12:53, Maurizio Pistone ha scritto:
> questo vuol dire che il napoletano è un dialetto del NAP

infatti i militanti dei Nuclei Armati Proletari parlavano tra loro in
napoletano

father mckenzie

unread,
Feb 1, 2014, 7:13:33 AM2/1/14
to
Il 01/02/2014 12:53, Maurizio Pistone ha scritto:
> calabrese o siciliano, a Torino

suppongo sia rappresentato anche il napoletano, e il pugliese...

Maurizio Pistone

unread,
Feb 1, 2014, 7:36:23 AM2/1/14
to
father mckenzie <james....@MENOinfinito.it> wrote:

> Il 01/02/2014 12:53, Maurizio Pistone ha scritto:
> > calabrese o siciliano, a Torino
>
> suppongo sia rappresentato anche il napoletano, e il pugliese...

piů il pugliese del napoletano, direi

GCPillan

unread,
Feb 1, 2014, 8:24:59 AM2/1/14
to
father mckenzie:

> 750mila parlanti mi sembrano molto al di sotto del dato reale

Ho sbagliato a leggere il numero di zeri, perché non avevano separatori.

5 milioni parlano il siciliano
7,5 milioni parlano il napoletano
3,5 milioni parlano il lombardo
2 milioni il piemontese... eccetera.

Ma cosa si intende per parlare?
Quanti piemontesi sanno parlare correntemente in piemontese?
Ottimisticamente farei un 20%, giusto per contare il 100% delle valli.
Quindi direi che con 800mila in tutto stiamo pure larghi.

D'altra parte, perché mai dovemmo dichiarare in pericolo di estinzione una
lingua parlata davvero da da 7,5 milioni di persone?

Non sarà certo conoscere una canzone napoletana a farne un "parlante".
Un'indicazione senza pretese di scientificità sull'interesse relativo tra due
lingue a caso (napoletano e piemontese) può essere lo sviluppo di Wikipedia
scritta nelle due lingue:
Wikipedia in Piemontese ha 63000 articoli
Wikipedia in Napoletano ha 14000 articoli.

father mckenzie

unread,
Feb 1, 2014, 9:01:53 AM2/1/14
to
Il 01/02/2014 14:24, GCPillan ha scritto:
> Ma cosa si intende per parlare?
> Quanti piemontesi sanno parlare correntemente in piemontese?
> Ottimisticamente farei un 20%, giusto per contare il 100% delle valli.

Be', da quello che ricordo, i napoletani parlano tutti correntemente il
napoletano; che poi tra i più giovani l'italiano sia sempre più prima
lingua (con la caratteristica inflessione) è vero, ma se gli parli in
napoletano, la discussione continua in quella lingua :-)

Dragonņt

unread,
Feb 1, 2014, 9:10:46 AM2/1/14
to
"GCPillan" <gcpi...@email.com> ha scritto:
> Ma cosa si intende per parlare?
> Quanti piemontesi sanno parlare correntemente in piemontese?


Ma cosa vuol dire "parlare correttamente" ?
La gente parla la propria lingua, e tutte le lingue parlata sono in
evoluzione.


Dragonņt

unread,
Feb 1, 2014, 9:13:27 AM2/1/14
to
"GCPillan" <gcpi...@email.com> ha scritto:
>
> Quanti piemontesi sanno parlare correntemente in piemontese?


Avevo letto "correttamente", poi ho visto che era "correntemente".


Angina Pectoris®

unread,
Feb 2, 2014, 12:49:55 PM2/2/14
to
On Sat, 01 Feb 2014 15:01:53 +0100, father mckenzie
<james....@MENOinfinito.it> wrote:

>Be', da quello che ricordo, i napoletani parlano tutti correntemente il
>napoletano; che poi tra i piů giovani l'italiano sia sempre piů prima
>lingua (con la caratteristica inflessione) č vero, ma se gli parli in
>napoletano, la discussione continua in quella lingua :-)

permettimi di dissentire
non tuttti, molti ragazzini non sanno neanche il significato di molte
parole.
Io ricordo che da bambine mia madre ci obbligava a parlare l'italiano,
e succedeva spesso che a scuola, c'erano moti ragazzini che alla mia
epoca, cioe quella di pappagone, si esprimevano solo in dialetto,
perche in casa si parlava solo in quel modo.
Attualmente invece succede il contrario
ciao

angie

Dragonņt

unread,
Feb 2, 2014, 1:14:12 PM2/2/14
to
"Angina Pectoris®" <an...@levemmanallocsupereva.it> ha scritto:
>
> Io ricordo che da bambine mia madre ci obbligava a parlare l'italiano,


Purtroppo c'era e c'è ancora adesso questa abitudine, non si conoscevano e
non si conoscono i vantaggi del bilinguimo.


father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 1:55:43 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 19:14, Dragonòt ha scritto:
>> >Io ricordo che da bambine mia madre ci obbligava a parlare l'italiano,
>
> Purtroppo c'era e c'è ancora adesso questa abitudine, non si conoscevano e
> non si conoscono i vantaggi del bilinguimo.

Anche per me è stato così, il calabrese l'ho imparato a tredici anni
uscendo con gli amici, e paradossalmente (ma non tanto) ho imparato
prima il catanzarese del mio teorico dialetto-madre, il cosentino

*GB*

unread,
Feb 2, 2014, 2:03:45 PM2/2/14
to
Dragonòt ha scritto:

> Purtroppo c'era e c'è ancora adesso questa abitudine, non si conoscevano
> e non si conoscono i vantaggi del bilinguimo.

Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a parlare
correntemente due lingue. Dovendo scegliere tra dialetto e lingua
nazionale come unica lingua realmente posseduta, è meglio la seconda
se si vuole che questa penisola a forma di stivale (più le due isole)
sia una nazione civile e non un territorio tribale del quarto mondo.

Bye,

*GB*

father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 2:21:22 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 20:03, *GB* ha scritto:
> Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a parlare
> correntemente due lingue

Hai dati? Molti affermano che conoscere più di una lingua aiuti a
padroneggiare meglio quella principale

*GB*

unread,
Feb 2, 2014, 2:28:28 PM2/2/14
to
father mckenzie ha scritto:

>> Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a parlare
>> correntemente due lingue
>
> Hai dati?

L'unico dato che ho è la consapevolezza della limitatezza intellettiva
e culturale della maggioranza della gente. Se il 50% della popolazione
ha un QI verbale inferiore a 100, qualcosa vorrà pur dire.

> Molti affermano che conoscere più di una lingua aiuti a
> padroneggiare meglio quella principale

Può anche darsi... ma questo non esclude che chi davvero padroneggia
più di una lingua appartenga a una minoranza della popolazione.

Bye,

*GB*

father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 2:33:37 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 20:28, *GB* ha scritto:
> Può anche darsi... ma questo non esclude che chi davvero padroneggia
> più di una lingua appartenga a una minoranza della popolazione.

bon, contando i dialetti io ne parlo almeno quattro... però sono
quarant'anni che cerco di imparare l'inglese e soo sempre allo stesso
punto (buono in reading-writing, discreto in speaking, negato nel
listening)

father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 2:34:15 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 20:33, father mckenzie ha scritto:
>
> bon, contando i dialetti io ne parlo almeno quattro...

cinque col latino

Una voce dalla Germania

unread,
Feb 2, 2014, 2:53:35 PM2/2/14
to
Non condivido affatto la tua prima frase, e non solo per la
mia professione di traduttore: più o meno bene, centinaia di
milioni di persone usano quotidianamente due lingue.
Però sono d'accordo con te nei casi piuttosto frequenti in
cui non si riscontra solo l'opposizione fra UN dialetto (o
lingua locale, per fare contento qualche iclista) dominante
e parlato in quel posto da quasi tutti e UNA lingua ufficiale.
Che dialetto avrebbe dovuto parlare secondo D. il mio
compagno di classe nato e cresciuto a Milano con papà sardo
e mamma friulana in una classe dove i figli di due genitori
lombardi (lombardi, non milanesi!) erano una piccola minoranza?
Per non parlare di una compagna di classe di mia figlia,
nata e cresciuta in Germania con papà kosovaro e mamma slovena.

*GB*

unread,
Feb 2, 2014, 3:03:34 PM2/2/14
to
father mckenzie ha scritto:

>> bon, contando i dialetti io ne parlo almeno quattro...
>
> cinque col latino

E' quello il motivo: effettivamente, il mio discorso va ridimensionato
considerando che i vari dialetti italiani sono tutti versioni moderne
del tardo latino (non di quello classico), per cui se un soggetto è
esposto abitualmente a entrambi gli ambienti linguistici, dovrebbe
farcela a parlare correntemente sia in italiano che in dialetto.

Ovviamente se si tratta di parlare in inglese, tedesco o russo,
è un altro paio di maniche.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Feb 2, 2014, 3:21:01 PM2/2/14
to
father mckenzie ha scritto:

> sono quarant'anni che cerco di imparare l'inglese e soo sempre allo
> stesso punto (buono in reading-writing, discreto in speaking, negato
> nel listening)

Hai sbagliato lingua straniera da studiare: dovevi cimentarti
con il francese o meglio ancora con lo spagnolo.

Bye,

*GB*

Una voce dalla Germania

unread,
Feb 2, 2014, 3:44:07 PM2/2/14
to
Non credo che mckenzie abbia sbagliato lingua, ma semmai che
non abbia avuto stimoli sufficienti per impegnarsi
abbastanza. Ammetterai che per un italiano il tedesco è più
ostico dell'inglese da questo punto di vista e sarei troppo
immodesto se affermassi di essere un genio per le lingue
straniere, però alcuni iclisti possono confermarti che
scrivo regolarmente anche nel NG de.etc.sprache.deutsch e li
autorizzo esplicitamente a commentare come meritano tutti
gli errori che ho fatto in quel NG.

*GB*

unread,
Feb 2, 2014, 4:16:25 PM2/2/14
to
Una voce dalla Germania ha scritto:

> Ammetterai che per un italiano il tedesco è più ostico dell'inglese

Nel lessico sì (un po' troppe parole costruite con radici germaniche),
ma nell'ascolto (quando ci hai preso familiarità) è il contrario: più
comprensibile la parlata tedesca. E Father McKenzie ha detto di avere
problemi soprattutto nel listening.

Bye,

*GB*

Dragonņt

unread,
Feb 2, 2014, 4:18:23 PM2/2/14
to
"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto:
>
> Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a parlare
> correntemente due lingue.


Informati meglio. Cerca gli studi sul bilinguismo ;-)


Dragonņt

unread,
Feb 2, 2014, 4:20:48 PM2/2/14
to
"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto:
>
> Puň anche darsi... ma questo non esclude che chi davvero padroneggia
> piů di una lingua appartenga a una minoranza della popolazione.


Informati. Leggi studi sul bilinguismo.


father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 4:29:44 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 21:21, *GB* ha scritto:
> Hai sbagliato lingua straniera da studiare: dovevi cimentarti
> con il francese o meglio ancora con lo spagnolo.

infatti ascolto spesso TVE e Canal 24 horas, e ci capisco abbastanza,
mentre con la BBC dopo un minuto cambio a causa del mal di testa

father mckenzie

unread,
Feb 2, 2014, 4:31:32 PM2/2/14
to
Il 02/02/2014 21:44, Una voce dalla Germania ha scritto:
> scrivo regolarmente anche nel NG de.etc.

ah, ma a *scrivere* in inglese in contesti informali non ho mai avuto
problemi, tra chat, irc e anche ng.

Klaram

unread,
Feb 3, 2014, 7:35:13 AM2/3/14
to
Sembra che *GB* abbia detto :
> father mckenzie ha scritto:
>
>>> Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a parlare
>>> correntemente due lingue
>>
>> Hai dati?
>
> L'unico dato che ho è la consapevolezza della limitatezza intellettiva
> e culturale della maggioranza della gente. Se il 50% della popolazione
> ha un QI verbale inferiore a 100, qualcosa vorrà pur dire.

Io, invece, ho la consapevolezza che tu spari cavolate senza sapere di
che cosa parli.
Chi vive in zone di confine parla senza problemi almeno due o tre
lingue, se consideriamo anche il dialetto, qualunque sia il grado di
scolarizzazione o il QI intellettivo.

I bambini di Coumboscuro (tutti) capiscono e parlano l'italiano, il
francese, il provenzale e il piemontese. Li ho sentiti con le mie
orecchie, mentre seguivano un corso d'inglese, lingua che non
conoscevano ancora.

k

GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 8:08:03 AM2/3/14
to
Klaram:
> Chi vive in zone di confine parla senza problemi almeno due o tre lingue

A mio parere dobbiamo distingue tra lingue imparate sin dall'infanzia e lingue
imparate a scuola. Mi pare che non ci siano dubbi sul fatto che i bambini
possano assorbire due o tre lingue senza difficoltà, così come mi pare che non
ci siano dubbi che impararle a scuola sia ben diverso. Quindi, se proprio
vogliamo parlare di dialetto come *ostacolo* (invece di *aiuto*) alla
conoscenza della lingua nazionale, dobbiamo considerare questi due casi.

UNO: bambino esposto unicamente al dialetto che impara l'italiano solo ed
esclusivamente dalla maestra. Questo era un caso tipico dei nostri genitori o
nonni dei più giovani.

DUE: ripartizione ore di studio scolastico della lingua. Avendone 100
all'anno, rendono di più 60 di italiano e 40 di veneto o 100 di italiano?
Questa è la scelta che dobbiamo / possiamo fare oggi.

Klaram

unread,
Feb 3, 2014, 8:16:07 AM2/3/14
to
Dopo dura riflessione, Una voce dalla Germania ha scritto :

>
> Non condivido affatto la tua prima frase, e non solo per la mia professione
> di traduttore: più o meno bene, centinaia di milioni di persone usano
> quotidianamente due lingue.
> Però sono d'accordo con te nei casi piuttosto frequenti in cui non si
> riscontra solo l'opposizione fra UN dialetto (o lingua locale, per fare
> contento qualche iclista) dominante e parlato in quel posto da quasi tutti e
> UNA lingua ufficiale.

Se il bambino piccolo è a contatto con più lingue, che siano locali o
nazionali poco mporta, le impara e, se è stimolato a parlarle, le
parlerà.

Al mio paese, al confine con la Liguria, gli adulti di una certa età
parlano l'italiano, il piemontese (lingua locale) e il ligure (lingua
contigua). Tanto è vero che certe compagnie teatrali liguri vengono,
con successo, a rappresentare le loro commedie in dialetto genovese.

Ho già detto della situazione di Coumboscuro, dove le lingue locali
sono due: il provenzale e il piemontese, e dove hanno moltissimi
contatti con la Francia.

Queste lingue si imparano anche senza studiarle, dal contatto diretto,
per questo il QI c'entra poco, basta essere in grado di imparare una
lingua e se ne può benissimo imparare più di una.

Diverso è il caso in cui le lingue conosciute sono state anche
studiate. Per esempio, conosco un professore (Gilardino), che è un
professionista delle lingue e delle loro letterature, che parla e
scrive in modo impeccabile e con pronuncia perfetta (lo sento spesso)
l'inglese, il francese (è stato per decine di anni insegnante in
università canadesi), il tedesco (è germanista), lo spagnolo, il
provenzale, e naturalmente l'italiano, il piemontese e il titchu, la
lingua dei Walser di cui ha raccolto un ponderoso dizionario.
Ne ha studiate anche altre come il latino e il greco, ovviamente, e
anche il russo per leggere i capolavori di quella letteratura in
originale.


k

*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 8:38:39 AM2/3/14
to
Klaram ha scritto:

> Io, invece, ho la consapevolezza che tu spari cavolate senza sapere
> di che cosa parli.

Attenta che sei vicina al killfile come Gretel. Al prossimo messaggio
poco simpatico ti ci metto.

> Chi vive in zone di confine parla senza problemi almeno due o tre
> lingue, se consideriamo anche il dialetto, qualunque sia il grado
> di scolarizzazione o il QI intellettivo.
>
> I bambini di Coumboscuro (tutti) capiscono e parlano l'italiano,
> il francese, il provenzale e il piemontese.

Tutte varianti del tardo latino, okay? Ho già corretto la mia opinione
al riguardo, quando le cosiddette "lingue" sono molto simili. Noto che
non hai citato il tedesco, chissà perché. Comunque, vedi sotto.

> Li ho sentiti con le mie orecchie, mentre seguivano un corso
> d'inglese, lingua che non conoscevano ancora.

E riusciranno a parlare inglese bene come il francese? Chissà...

Comunque c'è un'altra correzione da fare: il cervello infantile è
assai plasmabile e geneticamente predisposto all'apprendimento delle
lingue, quindi se il bambino sente parlare in famiglia o a scuola
in lingue anche molto diverse tra loro già nei primi mesi di vita,
sarà in grado di parlarne anche tre (es. italiano, inglese, russo).

Ma qui si discuteva della possibilità di riuscire a padroneggiare
una lingua straniera imparata da adolescenti o adulti: e a quelle età
solo chi ha un QI verbale altissimo può davvero diventare poliglotta,
eccetto che in lingue tutte abbastanza simili tra loro (e le lingue
romanze corrispondono a tale requisito).

Tuttavia ci sono esempi opposti che non fanno ben sperare nemmeno
per l'esposizione infantile: in Argentina si sono messi a parlare
tutti spagnolo, invece che in spagnolo, napoletano, siciliano, sardo,
fiorentino, veneto, piemontese. Quando le varianti dialettali sono
troppe, finisce sempre per prevalere una lingua di cultura ovvero
una lingua nazionale. Per questo penso che sarà così anche in Italia
e i dialetti spariranno, anche se tu e Dragonòt votaste ancora Lega.

Bye,

*GB*

Klaram

unread,
Feb 3, 2014, 8:40:17 AM2/3/14
to
Il 03/02/2014, GCPillan ha detto :
> Klaram:
>> Chi vive in zone di confine parla senza problemi almeno due o tre lingue
>
> A mio parere dobbiamo distingue tra lingue imparate sin dall'infanzia e
> lingue imparate a scuola. Mi pare che non ci siano dubbi sul fatto che i
> bambini possano assorbire due o tre lingue senza difficoltà, così come mi
> pare che non ci siano dubbi che impararle a scuola sia ben diverso. Quindi,
> se proprio vogliamo parlare di dialetto come *ostacolo* (invece di *aiuto*)
> alla conoscenza della lingua nazionale, dobbiamo considerare questi due casi.
>
> UNO: bambino esposto unicamente al dialetto che impara l'italiano solo ed
> esclusivamente dalla maestra. Questo era un caso tipico dei nostri genitori o
> nonni dei più giovani.

In questo caso il dialetto è un ostacolo apparente, il vero problema è
che in famiglia non gli viene insegnato l'italiano o gli viene
insegnato un italiano maccheronico.

Potrei fare l'esempio di me stessa. I miei genitori hanno iniziato a
parlarmi in italiano, ma io ho imparato il dialetto dai miei nonni, e
in seguito ho parlato dialetto anche con i genitori che lo parlavano
tra loro.
Questo non mi è stato di ostacolo per l'italiano, perchè quando parlavo
in italiano gli errori di gramatica o sintassi venivano subito
corretti.

Io non ho mai detto "c(i)' ho", perché mi facevano subito il verso: "io
ci ho, tu ci hai, egli ci ha...".
Nella frase "basta che tu lo dica" uso il congiuntivo perché, se avessi
detto "basta che tu lo dici", mi avrebbero subito corretta, nonostante
che in piemontese si usi l'indicativo. E così via.


> DUE: ripartizione ore di studio scolastico della lingua. Avendone 100
> all'anno, rendono di più 60 di italiano e 40 di veneto o 100 di italiano?
> Questa è la scelta che dobbiamo / possiamo fare oggi.

Nessuno chiede che il dialetto venga studiato obbigatoriamente a
scuola. Sarebbe sufficiente che i genitori che lo parlano lo
insegnassero ai figli, poi *chi vuole* può anche imparare a scriverlo e
a leggerlo.
Senza nessun danno per l'apprendimento della lingua nazionale e di
altre lingue che oggi è indispensabile conoscere.

In realtà, questo non avverrà e si perderà un patrimonio linguistico e
letterario enorme, che era dei nostri antenati e che fa parte della
nostra storia e della nostra identità.

k

*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 10:43:42 AM2/3/14
to
GCPillan ha scritto:

> A mio parere dobbiamo distingue tra lingue imparate sin dall'infanzia e
> lingue imparate a scuola. Mi pare che non ci siano dubbi sul fatto che i
> bambini possano assorbire due o tre lingue senza difficoltà, così come
> mi pare che non ci siano dubbi che impararle a scuola sia ben diverso.

Esatto.

> DUE: ripartizione ore di studio scolastico della lingua. Avendone 100
> all'anno, rendono di più 60 di italiano e 40 di veneto o 100 di
> italiano? Questa è la scelta che dobbiamo / possiamo fare oggi.

Imho, la scelta che dobbiamo/possiamo fare oggi è fra 100 ore di solo
italiano, e 60 ore di italiano più 40 di inglese.

Bye,

*GB*

Una voce dalla Germania

unread,
Feb 3, 2014, 11:15:45 AM2/3/14
to
Appena DUE ore alla settimana? E per di più, a giudicare
dalla scelta che proponi, metti dentro anche l'inglese e
probabilmente anche il latino o la seconda lingua straniera?
Ma cosa fanno nelle altre ventisette?

Domanda in senso opposto: per arrivare a 100 ore all'anno
con due ore alla settimana, 'sti ragazzi dovrebbero andare a
scuola 50 settimane all'anno. Peggio di chi lavora, che
salvo errori ha 4 settimane di ferie pagate, almeno quei
pochi fortunati che hanno ancora un posto fisso.
Perfino qua in Germania abbiamo sette settimane di ferie
scolastiche estive, più 1-2 a Natale, una in questo periodo,
1-2 a Pasqua e qualche giorno in più.

*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 11:58:48 AM2/3/14
to
Una voce dalla Germania ha scritto:

> Appena DUE ore alla settimana?

Credo che GCPillan con "Avendone 100 all'anno" intendesse dire:
"Se putacaso e per assurdo ne avessimo 100 all'anno, allora...
(e poi da questi valori si facciano le dovute proporzioni)".

> E per di più, a giudicare dalla scelta che proponi, metti dentro anche
> l'inglese e probabilmente anche il latino o la seconda lingua straniera?

A mio parere, l'ideale sarebbero 5 ore di italiano e 4 di inglese
a settimana. Più altre 3 ore settimanali di una terza lingua a scelta
tra latino, latino+greco, francese, tedesco, spagnolo, russo, arabo,
cinese, giapponese, dialetto locale, sanscrito, lingua dei segni.

Bye,

*GB*

GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 2:24:00 PM2/3/14
to
Klaram:

>> UNO: bambino esposto unicamente al dialetto che impara l'italiano solo ed
>> esclusivamente dalla maestra. Questo era un caso tipico dei nostri genitori
>> o nonni dei più giovani.
>
> In questo caso il dialetto è un ostacolo apparente, il vero problema è che in
> famiglia non gli viene insegnato l'italiano o gli viene insegnato un italiano
> maccheronico.

Non mi pare apparente, ma molto concreto, almeno qualche decennio fa.
Per parlare italiano i genitori devono sapere l'italiano.
Se si parla solo veneto in famiglia, i figli imparano il veneto e la loro
madrelingua sarà il veneto. Oggi il problema è risolto dalla TV e dalla scuola
materna per cui anche il bambino arabo che sente solo arabo in casa imparerà
l'italiano dalla TV e dagli altri bambini.


>> DUE: ripartizione ore di studio scolastico della lingua. Avendone 100
>> all'anno, rendono di più 60 di italiano e 40 di veneto o 100 di italiano?
>> Questa è la scelta che dobbiamo / possiamo fare oggi.
>
> Nessuno chiede che il dialetto venga studiato obbigatoriamente a scuola.

I vari "nessuno" sono tantissimi e uno di loro è stato pure ministro.

Ad oggi, le lezioni di veneto sono gratuite e facoltative.
Quindi possiamo dire 100 di italiano oppure 100 di italiano e 40 di veneto? Ma
perché mai i ragazzini veneti dovrebbero studiare più degli altri? A mio
parere le risorse temporali sono limitate e uguali per tutti, per cui
qualsiasi "extra" togli necessariamente tempo a qualcos'altro.

> Sarebbe sufficiente che i genitori che lo parlano lo insegnassero ai figli,
> poi *chi vuole* può anche imparare a scriverlo e a leggerlo.
> Senza nessun danno per l'apprendimento della lingua nazionale e di altre
> lingue che oggi è indispensabile conoscere.

Non credo che questo sia facilmente realizzabile: i genitori solitamente non
insegnano, ma comunicano con una sola lingua.

Episodi di insegnamento materno di una seconda lingua sono intenzionali e
quindi casi eccezionali e in qualche caso pure ridicoli. Ridicoli per
l'incompetenza dei genitori, ridicoli per "la figura" che si fanno i figli nei
confronti degli amici.

> In realtà, questo non avverrà e si perderà un patrimonio linguistico e
> letterario enorme, che era dei nostri antenati e che fa parte della nostra
> storia e della nostra identità.

Un modo per conservare il patrimonio è renderlo appetibile, vuoi con la
canzone, vuoi con il teatro, vuoi con la utilità pratica (una badante dell'est
che parli veneto è più gradita di una che parli italiano).

E quando si rende appetibile un patrimonio, poco conta che faccia parte della
nostra identità. Per me, figlio di veneti, è più stimolante riuscire a capire
una commedia di Eduardo che una di Goldoni, una canzone di Pino Daniele che
una di .... non conosco una sola cantate veneta :-(

*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 2:54:46 PM2/3/14
to
GCPillan ha scritto:

> Per me, figlio di veneti, è più stimolante riuscire a capire una commedia
> di Eduardo che una di Goldoni, una canzone di Pino Daniele che una di ....
> non conosco una sola cantate veneta :-(

Le formiche venete erano troppo impegnate a lavorare per mandare le loro
tasse alle cicale napoletane affinché queste ultime potessero cantare...

Bye,

*GB*

Dragonņt

unread,
Feb 3, 2014, 3:35:03 PM2/3/14
to
"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto:
>
> Io, invece, ho la consapevolezza che tu spari cavolate senza sapere di che
> cosa parli.


Bingo!


*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 3:43:55 PM2/3/14
to
Dragonòt ha scritto:

>> Io, invece, ho la consapevolezza che tu spari cavolate senza sapere
>> di che cosa parli.
>
> Bingo!

Un altro che si sta avvicinando pericolosamente al mio kill file...

Bye,

*GB*

Dragonņt

unread,
Feb 3, 2014, 3:47:58 PM2/3/14
to
"GCPillan" <gcpi...@email.com> ha scritto:
>
> A mio parere dobbiamo distingue tra lingue imparate sin dall'infanzia e
> lingue imparate a scuola. Mi pare che non ci siano dubbi sul fatto che i
> bambini possano assorbire due o tre lingue senza difficoltà, così come mi
> pare che non ci siano dubbi che impararle a scuola sia ben diverso.


Esatto.
Una cosa è diventare bilingui prima degli otto anni, imparando le due lingue
dai genitori madrelingua.

A scuola non si diventa bilingui.
Bepe


Dragonņt

unread,
Feb 3, 2014, 3:49:04 PM2/3/14
to
"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto:
Così perderesti l'occasione di vedere segnalati i tuoi errori.


GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 4:26:49 PM2/3/14
to
*GB*:

> Un altro che si sta avvicinando pericolosamente al mio kill file...

Ma cos'è questo archivio assassino?
Si tratta di un meccanismo automatico che non mostra i messaggi inviati da uno
a più autori o contenente certe parole. Cosa che può risultare utile solo per
chi non è capace di selezionare autonomamente cosa leggere e cosa no.
Meccanismo che non funziona tanto bene, perché non viene filtrato ciò che
riporteranno altri. Né funziona quando il mittente cambia nome. Ma soprattutto
non funziona quando se ne pubblicizza l'uso a mo' di minaccia, come fosse una
specie di punizione. E' come se scrivessi a un autore che non leggerò mai un
suo libro, o a un cantante che non ascolterò una sua canzone pensando che gli
interessi qualcosa di quel che leggo o ascolto io.

Ogni giorno io scelgo cosa vedere, ascoltare e leggere, più in modo attivo
(cercando) che in modo passivo (filtrando) e trovo questa scelta è molto più
pratica, efficiente e selettiva di qualsiasi filtro automatico.

Minacciare ripetutamente qualcuno di finire nel proprio kill file significa
dare importanza a quella persona e pensare di sentirsi vicendevolmente
importanti per quella persona. Cosa in palese contraddizione con il messaggio
di disistima che apparentemente si vorrebbe dare.

Anni fa, un soggetto che dichiarava ripetutamente di non leggere nulla di
quanto scrivevo (dalla stima era passato alla disistima perché io ero passato
dalla conoscenza all'ignoranza) era di fatto il mio più attento lettore.
Ovviamente a volte non riusciva a star zitto, per cui replicava su NG
paventando "riporti altrui" inavvertitamente letto perché sfuggito al kill
file o grazie a "segnalazioni private" di conoscenti scandalizzati e perfino
rimuovendo il mio nome dalle citazioni altrui dando a intendere di non sapere
che erano righe mie.

Mettendo questi eccessi paranoici da parte, filtrare in automatico chi ci
contraddice lancia un messaggio ben chiaro: l'incapacità di accettare critiche
e difendere dialetticamente il proprio punto di vista.

*GB*

unread,
Feb 3, 2014, 4:52:04 PM2/3/14
to
GCPillan ha scritto:

> Mettendo questi eccessi paranoici da parte, filtrare in automatico
> chi ci contraddice

Non chi mi contraddice, ma chi mi fa attacchi personali ingiustificati,
con un livore degno di un cane rabbioso.

> lancia un messaggio ben chiaro: l'incapacità di accettare
> critiche e difendere dialetticamente il proprio punto di vista.

Beh, io su SeaMonkey ho fatto così:

Messaggio > Crea filtro dal messaggio...

Nome filtro: [Rabid_Dogs]

(.) Soddisfano anche una sola condizione

[Mittente] [è] [inv...@invalid.com] [+]
[Mittente] [è] [salmo...@gmail.com]

Esegui le seguenti azioni:

[Elimina messaggio]

[OK]

E da allora sono più tranquillo... cosa significhi, non m'interessa:
la vita è troppo breve per stare a perdere tempo con certe persone.

Bye,

*GB*

GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 5:56:21 PM2/3/14
to
*GB*:

> Non chi mi contraddice, ma chi mi fa attacchi personali ingiustificati,
> con un livore degno di un cane rabbioso.

Con "Bingo!" si riesce a fare un attacco personale ingiustificato, con un
livore degno di un cane rabbioso?

O forse avere la consapevolezza che spari cavolate senza sapere di che cosa
parli è un attacco personale ingiustificato, con un livore degno di un cane
rabbioso?

A mio parere tu spari cavolate senza rendertene conto.
Il problema non sono i cani rabbiosi, ma la tua cinofobia.

La paura dei cani non è una vergogna: io ho rischiato di essere travolto da
un'auto per un balzo che ho fatto verso il centro della strada a causa di un
improvviso abbaiare nel silenzio della notte. Il problema è segnalare ai
presunti cani rabbiosi che si stanno per mettere i tappi nelle orecchie!

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:15:25 PM2/3/14
to
father mckenzie, 13:12, sabato 1 febbraio 2014:
> Il 01/02/2014 12:53, Maurizio Pistone ha scritto:
>>
>> questo vuol dire che il napoletano è un dialetto del NAP
>
> infatti i militanti dei Nuclei Armati Proletari parlavano tra
> loro in napoletano


Per non farsi capire dai brigatisti rossi che parlavano in
padagnolo.


--
On the faucet in a Finnish washroom:
"To stop the drip, turn cock to right."

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:15:55 PM2/3/14
to
GCPillan, 14:24, sabato 1 febbraio 2014:

> Wikipedia in Piemontese ha 63000 articoli
> Wikipedia in Napoletano ha 14000 articoli.


Non sono sicuro del valore di quei numeri.

P.es. un "bot" potrebbe scrivere abbozzi di pagine dei comuni
francesi (che sono ben più degli ottomila italiani...)


--
"Le mariage est la seule guerre au cours de laquelle on dort
avec son ennemi."
-- Anonyme

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:16:05 PM2/3/14
to
father mckenzie, 07:53, sabato 1 febbraio 2014:

> Una vittoria per tutto il popolo di
> Napoli, dopo le tante umiliazioni ricevute e che riceve
> tutt'oggi, è giusto ribadire a tutta la nazione che il
> napoletano è una lingua, la seconda lingua dell'Italia.


Adesso calerà lo spread, e anche la benzina.


--
"Loi d'Archimède: plus la femme est légère, plus les dépenses
sont lourdes."
-- SIM

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:16:21 PM2/3/14
to
*GB*, 21:03, domenica 2 febbraio 2014:
> father mckenzie ha scritto:
>
>>> bon, contando i dialetti io ne parlo almeno quattro...
>> cinque col latino
>
> E' quello il motivo: effettivamente, il mio discorso va
> ridimensionato considerando che i vari dialetti italiani sono
> tutti versioni moderne del tardo latino (non di quello
> classico), per cui se un soggetto è esposto abitualmente a
> entrambi gli ambienti linguistici, dovrebbe farcela a parlare
> correntemente sia in italiano che in dialetto.


Ma se non si impara da piccoli l'accento "foresto" rimane
sempre. Io non potrei certo passare per napoletano anche se lo
parlassi bene (il che non è).


> Ovviamente se si tratta di parlare in inglese, tedesco o
> russo, è un altro paio di maniche.


Fino a un certo punto, in fondo sono lingue indoeuropee... prova
coll'ungherese o coll'arabo o col khoisan...


--
"It [marriage] happens as with cages: the birds without despair
to get in, and those within despair of getting out."
-- Michel Eyquem de Montaigne

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:16:47 PM2/3/14
to
father mckenzie, 22:31, domenica 2 febbraio 2014:
> Il 02/02/2014 21:44, Una voce dalla Germania ha scritto:
>> scrivo regolarmente anche nel NG de.etc.
>
> ah, ma a *scrivere* in inglese in contesti informali non ho
> mai avuto problemi, tra chat, irc e anche ng.


Io penso che il sistema vocalico del francese sia anche peggio
di quello inglese, quanto a facilità di comprensione, sebbene
sia una lingua neolatina.

Non ci capisco "une casse"...


--
"Nell'ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a
galla."
-- Virginia Woolf (1882-1941), "Una camera propria".

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:16:58 PM2/3/14
to
Klaram, 14:40, lunedì 3 febbraio 2014:

> Nessuno chiede che il dialetto venga studiato obbigatoriamente
> a scuola. Sarebbe sufficiente che i genitori che lo parlano lo
> insegnassero ai figli, poi *chi vuole* può anche imparare a
> scriverlo e a leggerlo.
> Senza nessun danno per l'apprendimento della lingua nazionale
> e di altre lingue che oggi è indispensabile conoscere.
>
> In realtà, questo non avverrà e si perderà un patrimonio
> linguistico e letterario enorme, che era dei nostri antenati e
> che fa parte della nostra storia e della nostra identità.


Sì, anche qui dove c'erano finanziamenti (squagliati con la
crisi finanziaria) ci si sta accorgendo che le ore di scuola
non servono se le famiglie non collaborano nella vita
quotidiana.


--
"The shifts of Fortune test the reliability of friends."
-- Marcus Tullius Cicero

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:17:17 PM2/3/14
to
Dragonòt, 22:18, domenica 2 febbraio 2014:
> "*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto:
>>
>> Purtroppo per te, la maggioranza della gente non ce la fa a
>> parlare correntemente due lingue.
>
> Informati meglio. Cerca gli studi sul bilinguismo ;-)


Milioni che lo fanno, in Africa, in India...

Magari non perfettamente ma ci si capisce.


A Gorizia sotto l'Austria si parlava friulano, sloveno,
italiano, tedesco. Le ultime tre si studiavano a scuola.

Qui tutti se la cavano a parlare veneto (circa), se occorre.


--
Outside a Paris dress shop:
"Dresses for street walking."

GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 6:18:24 PM2/3/14
to
*GB*:

> L'unico dato che ho è la consapevolezza della limitatezza intellettiva
> e culturale della maggioranza della gente. Se il 50% della popolazione
> ha un QI verbale inferiore a 100, qualcosa vorrà pur dire.

E' una conseguenza matematica della distribuzione gaussiana, qual è quella
dell'altezza, del peso, del rumore casuale e dei risultati dei quiz
d'intelligenza. Ponendo pari a 100 il valore medio ottenuto nei test, ne segue
che il 50% avrà QI minore di 100 e l'altro 50% avrà QI maggiore di 100.

Esemplifico: misuri l'altezza di 1000 uomini e scopri che in media sono alti
175 centimetri, frequentemente sono tra 165 e 180 e via via calando sono
quelli più bassi e quelli più alti. Siccome metà popolazione è più bassa del
valor medio ne concludi che tutti sono limitati in altezza.

ADPUF

unread,
Feb 3, 2014, 6:19:17 PM2/3/14
to
GCPillan, 20:24, lunedì 3 febbraio 2014:

> Per me, figlio di veneti, è più stimolante riuscire a capire
> una commedia di Eduardo che una di Goldoni, una canzone di
> Pino Daniele che una di .... non conosco una sola cantate
> veneta :-(


Ho sentito parlare di una cantante regghe veneta che si chiama
Pitura Freska.

http://www.youtube.com/results?q=pitura+freska&oe=UTF-8&um=1&ie=UTF-8&gl=IT&sa=N&tab=w1


--
"The superfluous is very necessary."
-- Voltaire

GCPillan

unread,
Feb 3, 2014, 6:57:12 PM2/3/14
to
ADPUF:

>> Wikipedia in Piemontese ha 63000 articoli
>> Wikipedia in Napoletano ha 14000 articoli.
>
>
> Non sono sicuro del valore di quei numeri.
>
> P.es. un "bot" potrebbe scrivere abbozzi di pagine dei comuni
> francesi (che sono ben più degli ottomila italiani...)

Neppure io sono sicuro del loro valore: anche se escludo l'ipotesi delle voci
fasulle tanto per far numero, direi che conta molto quanto quelle voci sono
approfondite. Queste le statistiche di utilizzo rispettivo e della loro
crescita nel tempo.

http://stats.wikimedia.org/EN/SummaryPMS.htm
http://stats.wikimedia.org/EN/SummaryNAP.htm

Quelle piemontese è in crescita continua, quella napoletana è abbandonata.
La consultazione di quella piemontese è molto maggiore ed è in crescita.

Confrontiamo gli articoli?
Turin è molto più dettagliato di Napule. Non solo in lunghezza, ma dicontenuto
originale. Di Torino si raccontano un po' tutti gli sport, di Napoli, per
quanto riguarda lo sport si rimanda solo al Calcio Napoli. L'articolo sul
Napoli è molto più scarno dell'articolo sul Torino.
Lenga piemontèisa è molto dettagliato: distribuzione, dialetti, letteratura,
bibliografia... Lengua napulitana confronta il Padre Nostro con siciliano
italiano e latino. Mi fermo qui: non credo di essermi imbattuto nelle tre
eccezioni che confermano la regola ma in tre esempi chiave: la lingua, il
capoluogo, la squadra di calcio.



*GB*

unread,
Feb 4, 2014, 1:21:58 AM2/4/14
to
ADPUF ha scritto:

> Io penso che il sistema vocalico del francese sia anche peggio
> di quello inglese, quanto a facilità di comprensione, sebbene
> sia una lingua neolatina.
>
> Non ci capisco "une casse"...

In effetti, francese e spagnolo si pronunciano più velocemente
dell'italiano, ma lo spagnolo rimane più comprensibile perché
conserva all'incirca lo stesso numero di sillabe dell'italiano,
mentre il francese le riduce di parecchio. Prova a leggere:

http://www.bonjourdefrance.com/n9/a31.htm

L'art et la manière de parler français

Pour pratiquer la langue de Molière, il faut de la patience, un peu
d’imagination, beaucoup d’humour, une bonne oreille et surtout des joues
musclées.

Si vous débutez, il faut commencer par prononcer chaque son lentement et
articuler clairement. Vous trouvez cela difficile ? N’oubliez pas que
soixante millions de personnes y arrivent dans l’Hexagone, alors
pourquoi pas vous ! De toutes façons, il ne sert à rien de parler vite
pour parler bien.

À la gare, quand vous demandez un billet de train pour Bordeaux et
qu’on vous répond que les trains français ne vont pas jusqu’au Portugal
(parce que vous avez prononcé " Porto "), dites seulement à l’employé :
" Ah bon, mais pourquoi ? ". Il vous dira alors certainement : " Je ne
sais pas ".

Si un Français vous parle trop rapidement et que vous ne comprenez rien,
demandez-lui gentiment de répéter. S’il refuse, dites-lui franchement
que vous ne parlez pas encore couramment sa langue et qu’il doit être
compréhensif. S’il continue de parler à la vitesse de la lumière, alors
n’hésitez pas à lui tourner le dos, c'est uniquement parce qu'il fait la
sourde oreille et ne veut pas vous comprendre ! Ne vous énervez pas et
écoutez fréquemment des chansons françaises, elles vous calmeront et
vous aideront à mémoriser la mélodie de la langue.

Si vous pensez que votre français est encore mauvais après des années
d'études, gardez le sourire, car généralement, les Français parlent
assez mal les langues étrangères.

Puis, lorsque vous vous sentirez plus à l’aise, vous pourrez vous
exprimer plus passionnément, mais toujours poliment bien entendu ! Vous
pourrez également vous exercer à prononcer des phrases du type " je veux
et j’exige d’exquises excuses " en faisant les liaisons nécessaires. Si
vous aimez les défis, vous pouvez également réciter l’alphabet à
l’envers (de Z à A). Si vous y arrivez sans problème, vous avez dépassé
le Français moyen et pouvez être très fier de vous. Si vous échouez
après plusieurs tentatives, essayez avec une gorgée de vin car cette
boisson libère les langues.

http://www.prononcer.net/pourquoi-le-francais-parle-rapidement-est-difficile-a-comprendre

Pourquoi le français parlé rapidement est difficile à comprendre ?

Dans les articles de la catégorie FRANÇAIS FAMILIER, je vais présenter,
avec des vidéos préparées pour mes étudiants, les caractéristiques
principales du français parlé assez rapidement et de ce qu’on appelle
généralement le français familier.
Ces articles s’adressent à des étudiants de français langue étrangère et
sont volontairement écrits d’une manière simple et, je l’espère, facile
à comprendre.

Pour les étudiants de français langue étrangère habitués à la forme
écrite des mots, le français parlé rapidement est difficile à comprendre
pour deux raisons principales : d’une part à cause des particularités de
la prononciation du français (e muets, liaisons, etc.) et d’autre part à
cause des simplifications grammaticales et phonétiques fréquentes dans
les conversations courantes (absence du NE de la négation,
simplification de certains mots, etc.).

L’article d’aujourd’hui est consacré aux principales difficultés du
français parlé rapidement.

1. La plupart des e muets susceptibles de ne pas être prononcés
disparaissent. Par exemple le mot samedi est prononcé SAM DI, la phrase
Elle mange est prononcée ÈL MANJ.
2. La disparition des e muets entraîne des modifications phonétiques.
Exemple : l’expression pas de quoi est presque prononcée PAT KWA). Elle
entraîne aussi parfois la création de consonnes doubles. Exemple : la
phrase Ça se sent est prononcée SAS SAN, et s’oppose à Ça sent, prononcé
SA SAN.

3. Les liaisons et les enchaînements unissent les consonnes finales aux
voyelles initiales des mots suivants. Exemple de liaison : ils ont se
prononce IL ZON; exemple d’enchaînement : il a est prononcé I LA.

Dans certains cas, il est difficile de savoir si on fait une liaison ou
un enchaînement. Exemple : dans l’expression des jours et des nuits la
prononciation normale se fait avec un enchaînement DÉ JOU RÉ DÉ NUI,
tandis que la prononciation avec une liaison DÉ JOUR ZÉ DÉ NUI est
“littéraire” et peu naturelle dans la conversation.

4. Les voyelles successives de deux mots successifs sont prononcées sans
interruption. Si ces voyelles sont identiques, des voyelles longues se
forment et rendent la perception difficile. Exemple : L’imparfait Je
l’aimais ressemble beaucoup au passé composé Je l’ai aimé JE LÉ MÉ / JE
LÉÉ MÉ, mais la nuance exprimée est très différente.

Demain, je présenterai les principales caractéristiques du français
familier.

Una voce dalla Germania

unread,
Feb 4, 2014, 4:32:22 AM2/4/14
to
> Klaram, 14:40, lunedì 3 febbraio 2014:
>
>> Nessuno chiede che il dialetto venga studiato obbigatoriamente
>> a scuola. Sarebbe sufficiente che i genitori che lo parlano lo
>> insegnassero ai figli, poi *chi vuole* può anche imparare a
>> scriverlo e a leggerlo.


Questo presuppone che i genitori parlino *un* dialetto e che
con quel dialetto i figli possano comunicare anche coi
compagni di classe e di giochi. Può darsi che ancora oggi le
cose stiano così a Monterosso Grana, ma ti assicuro che a
Milano queste condizioni non esistevano più già
cinquant'anni fa.

edi'®

unread,
Feb 4, 2014, 5:52:42 AM2/4/14
to
Il 04/02/2014 00.19, ADPUF ha scritto:

> Ho sentito parlare di una cantante regghe veneta che si chiama
> Pitura Freska.

Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
Qui http://www.youtube.com/watch?v=Xh0O2Ah-qO4
a San Remo 1997.

E.D.

GCPillan

unread,
Feb 4, 2014, 7:15:02 AM2/4/14
to
edi'®:

> Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
> Qui http://www.youtube.com/watch?v=Xh0O2Ah-qO4
> a San Remo 1997.

Sicché le origini culturali venete sarebbero in Giamaica?

Klaram

unread,
Feb 4, 2014, 8:17:49 AM2/4/14
to
Il 04/02/2014, Una voce dalla Germania ha detto :
Questo è vero. I corsi di piemontese che conosco io, di scuola
elementare, sono liberi, gratuiti e tenuti in orario estrascolastico.
I frequentatori fanno gruppo tra loro (10/12 allievi), naturalmente
capiscono già il dialetto, che solitamente è parlato in famiglia e ne
imparano la grammatica e la grafia.
Se a Milano nessuno parla più il milanese, non ha molto senso
istituire corsi di milanese, perché nessun bambino avrebbe motivo di
iscriversi.
Al massimo si possono organizzare per qualche adulto nostalgico. :-)

Ma, a parte l'indifferenza, il dileggio, le attribuzioni politiche
ingiustificate, la fine di questo nostro patrimonio linguistico e
letterario, è ineluttabile? Quasi certamente sì, purtroppo.

k

edi'®

unread,
Feb 4, 2014, 8:24:51 AM2/4/14
to
Il 04/02/2014 14.17, Klaram ha scritto:

> Se a Milano nessuno parla più il milanese, non ha molto senso istituire
> corsi di milanese, perché nessun bambino avrebbe motivo di iscriversi.
> Al massimo si possono organizzare per qualche adulto nostalgico. :-)

A Milano è raro sentir parlare il milanese, più facile che accada in
provincia. Anche qui, però, quasi esclusivamente da parte di persone non
più giovani.

E.D.

Enrico Gregorio

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Feb 4, 2014, 4:00:13 PM2/4/14
to
GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:
Stile musicale reggae, testo in dialetto veneto
(di Marghera, per la precisione).

Ciao
Enrico

ADPUF

unread,
Feb 4, 2014, 5:55:59 PM2/4/14
to
GCPillan, 13:15, martedì 4 febbraio 2014:
> edi'®:
>
>> Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.


Davvero?
;-)

GianCarolo voleva una cantante, speravo che si capisse il senso.

Ma Pitura è il nome e Freska il cognome o viceversa?


>> Qui http://www.youtube.com/watch?v=Xh0O2Ah-qO4
>> a San Remo 1997.
>
> Sicché le origini culturali venete sarebbero in Giamaica?


Ma quella è la musica, le parole non sono in giamaicano (anche
se somiglia...)


--
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

ADPUF

unread,
Feb 4, 2014, 5:57:33 PM2/4/14
to
Enrico Gregorio, 22:00, martedì 4 febbraio 2014:
> GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:
>> edi'®:
>>
>> > Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
>>
>> Sicché le origini culturali venete sarebbero in Giamaica?
>
> Stile musicale reggae, testo in dialetto veneto
> (di Marghera, per la precisione).


Ma a Marghera dovrebbero essere al 90% immigrati, che veneto
parlano?


--
"Carpe diem, trote gnam."
-- Anonimus, Roger dixit

Enrico Gregorio

unread,
Feb 4, 2014, 6:24:19 PM2/4/14
to
ADPUF <flyh...@mosq.it> scrive:

> Enrico Gregorio, 22:00, martedì 4 febbraio 2014:
> > GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:
> >> edi'®:
> >>
> >> > Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
> >>
> >> Sicché le origini culturali venete sarebbero in Giamaica?
> >
> > Stile musicale reggae, testo in dialetto veneto
> > (di Marghera, per la precisione).
>
>
> Ma a Marghera dovrebbero essere al 90% immigrati, che veneto
> parlano?

I margheresi (o margherani? o margherotti?) hanno un accento
inconfondibile. E Sir Oliver Skardy, che era il "front man"
del gruppo, ha l'accento tipico, basta sentire come pronuncia
"Marghera". ;-)

Ciao
Enrico

GCPillan

unread,
Feb 4, 2014, 6:34:53 PM2/4/14
to
ADPUF:

>>> Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
>
> GianCarolo voleva una cantante, speravo che si capisse il senso.

Allora... avevo già sentito nominare [piturafresca] ma non avevo mai saputo o
sospettato che fossero veneti o che cantassero in veneto. Viceversa conosco
Teresa De Sio, Pino Daniele, Enzo Avitabile e Fabrizio De Andrè. E non ditemi
che non c'entra perché genovese: la canzone che uso per far ballare il mio
bimbo è Don Raffaè che sa di un napoletano molto intenso.

>> Sicché le origini culturali venete sarebbero in Giamaica?
>
> Ma quella è la musica, le parole non sono in giamaicano (anche
> se somiglia...)

Non mi aspetto le parrucche veneziane e la faccia incipriata, ma nemmeno i
capelli rasta e i salti da scimmia. Mi aspetto una Donatella Rettore o una
Patty Pravo che canti veneto. Due venete mi sono venute in mente, ma non
conosco loro canzoni in veneto.



father mckenzie

unread,
Feb 5, 2014, 3:53:51 AM2/5/14
to
Il 05/02/2014 00:34, GCPillan ha scritto:
>
> Non mi aspetto le parrucche veneziane e la faccia incipriata, ma nemmeno
> i capelli rasta e i salti da scimmia. Mi aspetto una Donatella Rettore o
> una Patty Pravo che canti veneto. Due venete mi sono venute in mente, ma
> non conosco loro canzoni in veneto.

Ci sarebbe la Giugliola Mezzochilo, è veronese ma canta in italiano

--
Audiente autem omni populo, dixit discipulis suis: “Attendite a scribis,
qui volunt ambulare in stolis et amant salutationes in foro et primas
cathedras in synagogis et primos discubitus in conviviis”.(Lc, 20,45-46)

Valerio Vanni

unread,
Feb 5, 2014, 8:28:52 AM2/5/14
to
On Wed, 05 Feb 2014 00:34:53 +0100, GCPillan <gcpi...@email.com>
wrote:

> >>> Eh? I Pitura Freska sono un gruppo, anche abbastanza noto.
>>
>> GianCarolo voleva una cantante, speravo che si capisse il senso.
>
>Allora... avevo già sentito nominare [piturafresca] ma non avevo mai saputo o
>sospettato che fossero veneti o che cantassero in veneto.

Strano... "Pin Floi" e "Papa Nero" si sono sentite parecchio alla
radio.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

father mckenzie

unread,
Feb 5, 2014, 2:58:32 PM2/5/14
to
Il 05/02/2014 14:28, Valerio Vanni ha scritto:
> Strano... "Pin Floi" e "Papa Nero" si sono sentite parecchio alla
> radio.

Alla radio in bianco e nero, da quando è uscita quella a colori non si
sono più visti :-)

ADPUF

unread,
Feb 5, 2014, 4:28:28 PM2/5/14
to
father mckenzie, 09:53, mercoledì 5 febbraio 2014:
> Il 05/02/2014 00:34, GCPillan ha scritto:
>>
>> Non mi aspetto le parrucche veneziane e la faccia incipriata,
>> ma nemmeno i capelli rasta e i salti da scimmia. Mi aspetto
>> una Donatella Rettore o una Patty Pravo che canti veneto. Due
>> venete mi sono venute in mente, ma non conosco loro canzoni
>> in veneto.
>
> Ci sarebbe la Giugliola Mezzochilo, è veronese ma canta in
> italiano


Ma non era minorenne?


Se vi va bene una di Monfalcone, Elisa.
Ma canta in inglese...


--
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

father mckenzie

unread,
Feb 5, 2014, 5:38:34 PM2/5/14
to
Il 05/02/2014 22:28, ADPUF ha scritto:
>> Ci sarebbe la Giugliola Mezzochilo, è veronese ma canta in
>> >italiano
>
> Ma non era minorenne?

Cinquant'anni fa :-)

Vale

unread,
Feb 5, 2014, 5:47:34 PM2/5/14
to
father mckenzie ebbe l'ardire di dire:

> Il 05/02/2014 22:28, ADPUF ha scritto:
> > > Ci sarebbe la Giugliola Mezzochilo, è veronese ma canta in
> > > > italiano
> >
> > Ma non era minorenne?
>
> Cinquant'anni fa :-)

Ora ci avrà l'amore reumatico, più che romantico ;-)

Epimeteo

unread,
Feb 6, 2014, 5:15:51 AM2/6/14
to

"father mckenzie" <james....@MENOinfinito.it> ha scritto nel messaggio
news:lcueh3$ej2$2...@speranza.aioe.org...
> Il 05/02/2014 22:28, ADPUF ha scritto:
>>> Ci sarebbe la Giugliola Mezzochilo, č veronese ma canta in
>>> >italiano

>> Ma non era minorenne?

> Cinquant'anni fa :-)

Non cinquetta piů?
Non dŕ piů il cinque?
Non farŕ piů la "cinque giorni" di Sanremo?

Non lo sapremo mai...

Epi
---
"...cinque giorni che ti ho perso,
quanto freddo in questa vita,
ma tu
non mi hai cercato piů...
Troppa gente che mi chiede,
scava dentro la ferita..."
http://www.youtube.com/watch?v=a56iZ0gEkiw
(cit. quinquennale)





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