Menefreghismo (1920)
La parola vuol dire �strafottente noncuranza nei confronti dei propri doveri
e dei diritti altrui� ed � un astratto ricavato dal motto me ne frego
adottato dalle squadre fasciste. Me ne frego era un'espressione romanesca,
che rispecchiava bene l'atteggiamento di superiorit� dei romani. � un'espressione
triviale perch� viene dal latino fricare che significa �strofinare�, in
senso proprio e in senso figurato, detto dell'atto sessuale. (...)
Prima di D'Annunzio, comunque, Olindo Guerrini aveva gi� usato l'espressione
come intestazione della propria carta da lettere: quindi � chiaro il
riferimento all'audacia virile (data anche l'origine legata al sesso) di chi
si identifica nell'azione anche violenta, guidata da un capo.
--
lu.
Ultima Badessa Scalza Di Passaggio
*Come scorrea la calda sabbia lieve
Per entro il cavo della mano in ozio,
Il cor sent� che il giorno era pi� breve.*
Gabriele d'Annunzio
Oh. Okay, grazie. In realtᅵ mi immaginavo una cosa un po' diversa.
Interessante.
Così come è interessante notare che alla stessa specie appartengono i
vocaboli che indicano inganni, imbrogli: fregare, ciulare, inculare,
trombare, fottere e così via hanno, oltre al loro significato
principale, anche questo traslato.
Fa pensare.
Ciao
Ale
> Interessante.
> Cosě come č interessante notare che alla stessa specie appartengono i
> vocaboli che indicano inganni, imbrogli: fregare, ciulare, inculare,
> trombare, fottere e cosě via hanno, oltre al loro significato
> principale, anche questo traslato.
> Fa pensare.
> Ciao
> Ale
Praticamente sottintende che:
Chi č fregato : chi fa la fregatura = donna : uomo
Mah... Non saprei come interpretarlo.
> Praticamente sottintende che:
> Chi è fregato : chi fa la fregatura = donna : uomo
Sì, qualcosa del genere.
Come se un uomo che riesce ad avere un rapporto sessuale con una
donna, in qualche modo, fosse riuscito a imbrogliarla.
Ciao
Ale (oddio, magari è pure vero :-D)
> � un'espressione
> triviale perch� viene dal latino fricare che significa �strofinare�, in
> senso proprio e in senso figurato, detto dell'atto sessuale. (...)
essendo in forma riflessiva, il verbo (come il sinonimo "sbattersene")
indica l'atto sssuale solitario
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Alora hanno tutti lo stesso significato, dato che anche
"infischiarsene" sembra "probabile altr. eufem. di voce oscena"?
Ma a me "non fa né caldo né freddo", cioè "non mi cale". :-)
k
> Praticamente sottintende che:
> Chi è fregato : chi fa la fregatura = donna : uomo
> Mah... Non saprei come interpretarlo.
Io invece resto perplesso per il fatto che ci siano voluti diversi giorni
per dire questa cosa.
A me sembra chiaro che vale l'equivalenza:
fregare = fottere
per cui "me ne frego" significa semplicemente "me ne fotto",
così come "fregare" significa semplicemente "fottere".
Qualche giorno fa, scherzando, ho detto che era una grossa ingiustizia che i
maschi debbano far carriera per poter fare sesso e invece le femmine possano
fare sesso per far carriera.
Perché dico che scherzavo? Non perché non sia vera questa cosa, ma proprio
perché è dannatamente vera, non può essere considerata una "ingiustizia" che
favorisce le femmine.
Oggi, sottoposti come siamo alla tirannia di ciò che è "politicamente
corretto", bisogna dire che le differenze fra maschi e femmine che non siano
puramente fisiche e biologiche sono tutte retaggio di un passato maschilista
e fallocrate, e che possono essere superate in un radioso futuro di
uguaglianza.
Ma è vero? È vero, ad esempio, che in futuro, se i popoli diventeranno più
civili, potrà non essere più vero che i maschi debbano far carriera per
poter fare sesso e invece le femmine possano fare sesso per far carriera?
Sì, certo che potrà non essere più vero. Già adesso sta accadendo: ci sono
un sacco di donne in carriera, che hanno un grande potere politico ed
economico, e un grande successo, che non accettano di assumere una
"posizione passiva" nei confronti di qualcun altro, e che per questo motivo
stabiliscono relazioni con qualcuno che assuma una "posizione passiva",
il quale può essere di volta in volta un ragazzo con l'aria da bambolotto
o da cerbiatto (solitamente molto più giovane e più inesperto, o anche
socialmente più debole), oppure un'altra donna che assuma il ruolo femminile
all'interno di un rapporto omosessuale. Poi ovviamente ci saranno delle
eccezioni, ma anche queste andrebbero discusse con calma (e non mi
sembra il caso di farlo perché dovremmo nominare dei casi personali).
Cosa sta accadendo, allora, di tanto rivoluzionario? Sta accadendo che
non tutte le donne accettano di assumere - sessualmente e dunque
psicologicamente - una "posizione passiva", e non tutti gli uomini se la
sentono di assumere - sessualmente e dunque psicologicamente - una
"posizione attiva".
Beh, ma se la novità è questa allora lo sapevamo già e ce l'eravamo
dimenticati, tant'è che gli antichi Romani, che nell'epoca imperiale si
concedevano una promisquità sessuale tipica delle civiltà che raggiungono
il loro apice culturale e sociale, gli antichi Romani, dicevo, definivano
"effeminato" ciò che in una relazione assumeva appunto la "posizione
passiva", uomo o donna che fosse.
Perché allora dico che scherzavo quando ho detto che era una grossa
ingiustizia che i maschi debbano far carriera per poter fare sesso e invece
le femmine possano fare sesso per far carriera?
Non perché non sia vero che i "maschi" debbano far carriera per poter fare
sesso e invece le "femmine" possano fare sesso per fare carriera. Se in
futuro saranno le donne ad avere in mano il potere politico ed economico,
ci saranno comunque un sacco di bei bambolotti e di bei cerbiatti che si
concedono alle donne che hanno fatto carriera per potere ottenere dei
favori.
Certo, è vero che la conformazione fisica dei sessi non permetterà mai alle
donne di assumere un ruolo totalmente attivo nell'atto sessuale. Ma questo,
a ben vedere, è un dettaglio poco rilevante, anche se sembra che conti solo
quello. Ad esempio quegli uomini (e anche quelle donne) che praticano il
cosiddetto "turismo sessuale" si dirigono verso paesi che sono culturamente
ed economicamente meno sviluppati, non perché qui da noi non si trovi sesso
a pagamento (figuriamoci), ma perché chi vive in quei paesi si trova in una
condizione si sudditanza di soggezione nei confronti di chi arriva con la
forza (economica e soprattutto psicologica) dei paesi più ricchi e potenti.
Il punto cruciale dunque è quello della "posizione passiva": chi è disposto
ad assumere una "posizione passiva" se vuole può ottenere dei favori da
chi è potente, e chi è potente vuole usare il suo potere per assumere una
"posizione attiva". Quindi il fatto di assumere una "posizione passiva" è
sempre una *concessione* che si fa, qualcosa di molto prezioso, che non
è facile concedere. Ecco, è questo il punto: è *dannatamente difficile*
assumere la "posizione passiva". E se uno lo fa, vuole qualcosa in cambio.
Dopodiché ciò che si ottiene in cambio non deve essere necessariamente
del potere o del denaro, o una carriera. Lo si può fare anche "per amore".
Sì, lo si può fare anche per amore, ma anche in questo caso resta una
asimmetria, perché per un uomo non è difficile andare a letto con una donna
che egli non stima, mentre per una donna è praticamente impossibile
concedersi a un uomo che non stima. (Poi ci sono donne che vanno a
caccia di uomini e ogni sera si portano a casa la loro preda. Ma il rapporto
predatore-preda è appunto il prototipo della posizione attiva, e non c'è
l'atto mentale del "concedersi".)
Abbandonarsi fra le braccia di un uomo, lasciarsi possedere, e farlo con un
uomo che si considera uno stupido, un viscido, un vigliacco. Impossibile.
Magari lo si può considerare un grandissimo bastardo, ma i bastardi in
qualche modo si ammirano. Una donna che grida: «Ti odio, bastardo!»,
di solito sta parlando anche del suo amore, oltre che della sua rabbia. Ma
farsi possedere da qualcuno che non si stima veramente, è praticamente
impossibile. Invece per uno uomo andare a letto con una che considera
un'oca, una cretina, non solo è possibile, ma a volte può essere anche più
facile.
Dicevo, appunto, che è dannatamente difficile assumere la posizione passiva.
Per la stessa ragione per cui chi può cerca di assumere una posizione
attiva, e cerca dunque qualcuno che sia disposto ad assumere una posizione
passiva.
Se poi volessimo discutere delle ragioni per le quali è tanto difficile
assumere la posizione passiva dovremmo aprire una lunga discussione
psicologica, e non mi pare questa la sede. In questo contesto (per cercare
disperatamente di tornare in tema) mi basterebbe invece ricominciare a dare
a certe parole il significato che hanno.
Tutti noi sappiamo che "lavoro" ha una radice etimologica che significa
più o meno "tribolazione" o addirittura "sofferenza" (o per lo meno
"sopportazione"). Per questo motivo non è facile imparare ad amare il
proprio lavoro, si può essere umiliati da esso, e anche se si ha la fortuna
di amarlo resta comunque il fatto che se qualcuno concede il proprio lavoro
deve avere qualche gratificazione in cambio, ad esempio del denaro.
Ebbene, anche la "posizione passiva" è una concessione che vuole
qualcosa in cambio. Può essere del denaro, un salto di carriera, oppure
qualcos'altro, come ad esempio il picere di lasciarsi andare, di concedersi,
fra le braccia di un uomo che si stima, che in quel momento è la luce dei
tuoi occhil il tuo faro.
Ma lo "scambio" più importante è un altro. Quali sono, infatti, le più
grandi angosce di un maschio e di una femmina?
Per un maschio l'angoscia più grande è perdere gli strumenti attraverso i
quali egli manifesta la sua potenza. Il prototipo di ogni punizione è
infatti la castrazione maschile. Ma poi questa angoscia si trasferisce sui
beni, e i Romani (che come abbiamo già detto di queste cose se ne
intendevano) la "tutela del padre" la chiamavano *patri-monio*.
Invece la più grande angoscia per una femmina è quella di essere abbandonata
da colui al quale ella si è concessa. Pensiamo ad esempio alla disperazione
di Medea, che la fa precipitare nella follia e scatena la più grande
vendetta concepibile. L'abbandono dunque. E infatti i Romani la "tutela
della madre" la chiamavano *matri-monio*.
Qual è dunque il massimo pericolo della "posizione passiva". Il pericolo è
sempre lo stesso: concedersi senza ottenere qualcosa in cambio, il che è
come vedere vilipeso il più grande dono che si possa fare di sé. Lasciarsi
possedere senza farsi fare un regalino, senza ottenere un posto di lavoro
più gratificamente, o senza farsi sposare! Questo può essere molto
umiliante, e se qualcuno riesce a metterti in una "posizione passiva"
senza darti niente in cambio, allora ti ha letteramente "fottuto".
Le parole di cui stiamo faticosamente cercando di parlare (faticosamente
perché esse sono protette da dei potentissimi tabù, e infatti sono
considerate "volgari") sono le parole che parlano del rapporto fra la
posizione attiva e quella passiva.
Vedi bene, allora, che la tirannia del "politicamente corretto" ha preso
il posto di quei tabù che escludevano dalla retorica ufficiale le parole
"volgari". Oggi si può dire tranquillamente cazzo e figa, ma se dici che in
un rapporto sessuale ci sono delle asimmetrie irriducibili non solo dal
punto di vista fisico, ma anche psicologico, sei subito bollato come
reazionario, fallocrate, maschilista, vieni processato in piazza dalla
Commissione, eccetera. Per fortuna io di questo me ne frego :-)
--
Saluti.
D.
> ...promisquità...
Questa parola, per chi non lo sapesse, deriva dall'aggettivo latino
_promisQuus_ :-)
--
Saluti.
D.
Già. In siciliano, quando una persona viene tutta entusiasta a
raccontarti una cosa di cui a te non interessa proprio niente, per
'farla secca' all'istante si usa dire "E mo' 'na menamu", che vuole
appunto dire "io con quella cosa che tu mi dici mi faccio quel lavoro lì".
Sì, sono stata un po' esplicita, lo so... Scusate! ;)
> Sì, sono stata un po' esplicita, lo so... Scusate! ;)
«Avessi avuto, in quegli interminabili minuti dell'interrogazione,
il tempo di calmarmi. Il tempo che ho qui con i miei compagni per dire tutte
queste cose. L'avrei convinta. Sono sicuro. Non è una bestia nemmeno lei.
Ma allora mi venivano alla bocca solo parole sporche e ingiurie.
Quelle parole che qui per iscritto riusciamo a contenere un po' a fatica
e a trasformare in argomenti.
Così abbiamo capito cos'è l'arte. È voler male a qualcuno o a qualche
cosa. Ripensarci sopra a lungo. Farsi aiutare dagli amici in un paziente
lavoro di squadra.
Pian piano viene fuori quello che di vero c'è sotto l'odio.
Nasce l'opera d'arte: una mano tesa al nemico perché cambi.»
da: Scuola di Barbiana, _Lettera a una professoressa_
--
Saluti.
D.
> Dopodiché ciò che si ottiene in cambio non deve essere necessariamente
> del potere o del denaro, o una carriera. Lo si può fare anche "per amore".
> Sì, lo si può fare anche per amore, ma anche in questo caso resta una
> asimmetria, perché per un uomo non è difficile andare a letto con una donna
> che egli non stima, mentre per una donna è praticamente impossibile
> concedersi a un uomo che non stima. (Poi ci sono donne che vanno a
> caccia di uomini e ogni sera si portano a casa la loro preda. Ma il
> rapporto
> predatore-preda è appunto il prototipo della posizione attiva, e non c'è
> l'atto mentale del "concedersi".)
>
> Abbandonarsi fra le braccia di un uomo, lasciarsi possedere, e farlo con un
> uomo che si considera uno stupido, un viscido, un vigliacco. Impossibile.
> Magari lo si può considerare un grandissimo bastardo, ma i bastardi in
> qualche modo si ammirano. Una donna che grida: «Ti odio, bastardo!»,
> di solito sta parlando anche del suo amore, oltre che della sua rabbia. Ma
> farsi possedere da qualcuno che non si stima veramente, è praticamente
> impossibile. Invece per uno uomo andare a letto con una che considera
> un'oca, una cretina, non solo è possibile, ma a volte può essere anche più
> facile.
Chissà perché c'è questa differenza tra uomo e donna. Forse sarà proprio
dovuta alla diversa fisicità.
>> Ma farsi possedere da qualcuno che non si stima veramente, è praticamente
>> impossibile. Invece per uno uomo andare a letto con una che considera
>> un'oca, una cretina, non solo è possibile, ma a volte può essere anche
>> più
>> facile.
Anche se è vero che per l'uomo è molto più facile e più immediato, non
è affatto impossibile per una donna *farsi possedere* (con soddisfazione
fisica) da un uomo che non stima veramente.
Torniamo IT.
Perché per la donna hai detto "farsi possedere" e per l'uomo "andare a
letto"?
Come vedi le parole che hai usato (tipicamente maschili: atto sessuale
= possesso) condizionano già in partenza il ragionamento.
> Chissà perché c'è questa differenza tra uomo e donna. Forse sarà proprio
> dovuta alla diversa fisicità.
È difficilissimo capire quanto, in certi comportamenti, sia dovuto
alla diversa natura e fisicità, quanto all'influenza della società
(patriarcale) in cui viviamo da millenni, quanto alla storia personale
di ciascuno di noi.
k
Non � difficile.
Rappresenta un punto di vista maschile, come "posssedere" o il
simmetrico "concedersi" o le posizioni attive/passive di Davide e cos� via.
� un linguaggio che rivela una visione del rapporto sessuale come
dominio dell'uomo sulla donna, e che portato all'estremo (patologico)
sfocia nelle sevizie, nello stupro fino, talvolta, all'uccisione.
Per�, nell'elenco dei termini sopra riportati, ce n'� uno che non �
equivalente agli altri: inculare. In effetti in questo, non solo come
termine ma proprio come azione, c'� una forte componente sadica legata
al sadismo infantile del periodo anale.
k
> Io invece resto perplesso per il fatto che ci siano voluti diversi giorni
> per dire questa cosa.
>
> A me sembra chiaro che vale l'equivalenza:
> fregare = fottere
> per cui "me ne frego" significa semplicemente "me ne fotto",
> cos� come "fregare" significa semplicemente "fottere".
Mah, io l'avevo pensata diversamente, per questo non capivo.
Per� ora intuisco perch� i toscani dicono "m'importa 'na sega".
:-)
Caro Davide, permettimi di dirti che metti un po' troppa carne al
fuoco e che per rispondere a tutto ci vorrebbe un pomeriggio intero. :-)
In parte ho gi� risposto, rispondendo a Fiorelisa, ma...
> Cosa sta accadendo, allora, di tanto rivoluzionario? Sta accadendo che
> non tutte le donne accettano di assumere - sessualmente e dunque
> psicologicamente - una "posizione passiva", e non tutti gli uomini se la
> sentono di assumere - sessualmente e dunque psicologicamente - una
> "posizione attiva".
Se per posizione passiva/attiva ti riferisci alle reali posizioni
fisiche come sopra/sotto o penerare/essere penetrata, allora ti dir� che
non � questo il punto. Se una donna accetta pienamente se stessa e la
propria femminilit�, accetta anche quello che ne consegue con
gratificazione.
> Il punto cruciale dunque � quello della "posizione passiva": chi � disposto
> ad assumere una "posizione passiva" se vuole pu� ottenere dei favori da
> chi � potente, e chi � potente vuole usare il suo potere per assumere una
> "posizione attiva". Quindi il fatto di assumere una "posizione passiva" �
> sempre una *concessione* che si fa, qualcosa di molto prezioso, che non
> � facile concedere. Ecco, � questo il punto: � *dannatamente difficile*
> assumere la "posizione passiva".
>E se uno lo fa, vuole qualcosa in cambio.
>
> Dopodich� ci� che si ottiene in cambio non deve essere necessariamente
> del potere o del denaro, o una carriera. Lo si pu� fare anche "per amore"
Questo � quello che pensi tu. E perch� deve farlo per potere, denaro,
carriera, financo amore e non per piacere? :-))
> Abbandonarsi fra le braccia di un uomo, lasciarsi possedere,
E dai! Abbandonarsi, lo riconosco, non � facilissimo con uno che usa
espressioni come "lasciarsi possedere", ma abbandonarsi non significa
stare l� "passiva" come un cadavere mentre lui fa i suoi comodi: � una
posizione naturale, normale, congeniale... e proficua.
> Dicevo, appunto, che � dannatamente difficile assumere la posizione
> passiva.
e continua...
> Ebbene, anche la "posizione passiva" � una concessione che vuole
> qualcosa in cambio.
> Qual � dunque il massimo pericolo della "posizione passiva". Il
pericolo �
> sempre lo stesso: concedersi senza ottenere qualcosa in cambio, il che �
> come vedere vilipeso il pi� grande dono che si possa fare di s�. Lasciarsi
> possedere senza farsi fare un regalino, senza ottenere un posto di lavoro
> pi� gratificamente, o senza farsi sposare! Questo pu� essere molto
> umiliante, e se qualcuno riesce a metterti in una "posizione passiva"
> senza darti niente in cambio, allora ti ha letteramente "fottuto".
No, no, tieniti pure i regalini, se la donna raggiunge il piacere �
felice e contenta e in assoluta parit� con l'uomo.
Quella che vuole i regalini (almeno diamanti, neh!) o il matrimonio �
una che sfrutta la situazione.
La parola "fottuto", hai fatto bene a usarla al maschile nel senso di
fregato, non appartiene al linguaggio della donna consapevole e
soddisfatta.
k
> Abbandonarsi fra le braccia di un uomo, lasciarsi possedere, e farlo con un
> uomo che si considera uno stupido, un viscido, un vigliacco. Impossibile.
Se cos� fosse, non esisterebbe la prostituzione...
> Anche se � vero che per l'uomo � molto pi� facile e pi� immediato, non �
> affatto impossibile per una donna *farsi possedere* (con soddisfazione
> fisica) da un uomo che non stima veramente.
Non si fa possedere: lo domina psicologicamente. � lei che dirige il gioco,
e non � costretta a tenere conto della personalit� dell'altro.
Qui in riviera, fino a pochi anni fa, c'era la processione di donne colte e
sofisticate, che provenivano da paesi pi� "emancipati" culturalmente e
socialmente, le quali venivano in vacanza lasciando a casa un marito
altrettanto colto e sofisticato, magari un professionista o un professore
universitario.
Costoro non avrebbero mai permesso che il marito "gli mancasse di rispetto",
e gli si concedevano con poca generosit�, vigilando ferocemente sugli
eventuali residui in lui di qualche ancestrale istinto fallocrate.
Poi arrivavano in riviera, incontravano qualche animalone che le trattava
come delle baldracche, e a quello non negavano assolutamente nulla. Le
poteva pure insultare o persino malmenare. Come dicevo, non era qualche caso
isolato, ma c'era la processione. Era un tema ricorrente dei "vitelloni", e
queste donne venivano riconosciute al volo, di spalle e a mezzo chilometro
di distanza, tant'� che chi se le voleva portare a letto sapeva gi� come
comportarsi.
Alcune hanno talmente perso la testa che hanno abbandonato il marito e la
carriera per venire a fare le sguattere di uomini dai quali una donna di qui
non si sarebbe fatta toccare nemmeno con un dito.
Concedersi a uno che non ti pu� guardare in fondo all'anima, e che ti vede
solo come un buco, simbolicamente � come concedersi a un animale, non a una
persona. E quando sei con un animale (o comunque con qualcuno di fronte al
quale non ti senti "nuda", perch� nessuno si vergogna a spogliarsi davanti a
un animale), allora ti puoi concedere quella passivit�, e magari pure quelle
fantasie masochistiche, che altrimenti ti vieti.
> Torniamo IT.
> Perch� per la donna hai detto "farsi possedere" e per l'uomo
> "andare a letto"?
Perch� c'� una asimmetria.
--
Saluti.
D.
> Se cos� fosse, non esisterebbe la prostituzione...
Ma ho detto e ripetuto per buona parte del mio post che ci si pu� concedere
in cambio di denaro e favori. Poi ho aggiunto che ci si pu� concedere anche
per amore. Ma anche quando ci si concede per amore resta una asimmetria, che
� quella che dicevo.
--
Saluti.
D.
> Oggi, sottoposti come siamo alla tirannia di ciò che è "politicamente
> corretto", bisogna dire che le differenze fra maschi e femmine che non
> siano
A me pare che siamo sottoposti alla tirannia di chi ci impone di
rinunciare a usare espressioni corrette, e non solo espressioni, dato
che il vento è cambiato e tira dallìaltra parte, quella del me ne frego
coj quel che consegue. Quindi, oggi non è più scorretto prendere a calci
un handicappato (chiamandolo, magari, "deficiente di m..." e poi mettere
il video su internette. E così via.
--
Oudépote anégnote en taîs grafaîs, líthon hòn apedokímasan hoi
oikodomoûntes hoûtos egenéthe eis kefalèn gonías: parà Kuríou egéneto
haúte, kaì éstin thaumastè en ofthalmoîs hemôn? (Mt 21:42)
>> farsi possedere da qualcuno che non si stima veramente, è praticamente
>> impossibile. Invece per uno uomo andare a letto con una che considera
>> un'oca, una cretina, non solo è possibile, ma a volte può essere anche
>> più
>> facile.
>
> Chissà perché c'è questa differenza tra uomo e donna. Forse sarà proprio
> dovuta alla diversa fisicità.
Imho c'è una sola differenza, che prescinde dai sessi, tra persone
cretine e persone che invece scelgono il proprio partner, e non lo fanno
certo in base ai criteri che avete indicato.
A me pare ci sia una differenza: fregare, sfregare, mi fa pensare ai
preliminari piuttosto che all'atto (o al fondente) vero e proprio.
Tradurrei fregare = far flanella.
> Tradurrei fregare = far flanella.
o anche, "fregarsene = masturbarvicisili"
> l'espressione � una trasformazione di 'me ne fregio'
- Me ne frego!
- Come hai detto!
- Ho detto me ne frego!
- Ah s�? Provati un po' a ripeterlo!
- Me ne ... ahi ... mi fai male ...
- Ripeti!
- Me ne ... fre ... ahi! ahi!
- Ripeti ho detto!
- Me ne ... fre... ahi ... gio! ... Ecco ... volevo dire proprio cos�
... me ne fregio ... Hai capito? Basta ... non picchiarmi pi� ... Me ne
fregio! Me ne fregio!
ma č 'da ridere'?
non l'ho capita...
č una presa in giro nei miei confronti?
non so...
se č cosě, faccio presente che ho solo riportato qui un'interpretazione
sentita altrove.
Non ricordo con precisione la fonte, ma ricordo che non era inattendibile.
Comunque, ambasciator non porta pena.
E comunque, alla fin fine, me ne fotto.
Inoltre: dopo il 'come hai detto' non ci sta meglio un "?"?
prego.
> minuscolo dopo il punto, è il mio stile.
> ed è sicuramente meglio, ad esempio, di
> "ciao,
> nome scrivente".
Sì, certo. Ciao,
Epimeteo
---
"... caro amico,
ti scrivo, così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano
più forte ti scriverò.
Da quando sei partito
c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai,
ma qualcosa ancora qui non va..."
(cit. e-pistolare)
> su (snip) c(zac)uesto n(snip)g(snap) io (cut) ho (zacchete) l'unico
> (cut) a sapere (snip)
> scrivere (cut) in (snip) ita(snip)gli(cut)ano.
se lo dici tu...
un po' presuntuoso, ma non hai tuttii torti.
> Insomma, è ovvio che dipende anche dal chi e dal come, ma sappiamo benissimo
> tutti che, anche se a loro fa piacere, per non fare brutta figura, si
> forzano ad essere 'seccate' e 'imbronciate'.
Ci sono condizionamenti culturali che in natura non esistono.
> Però in realtà, sotto sotto, molte donne hanno una reazione di autentico
> rigetto, e solo per problemi loro, di sè stesse col proprio corpo.
Se quello delle foto sei tu... è sicuramente così. :-))
k
Eh?
(Ma Motc con chi ce l'ha?
Con chi mi ha scambiato?
Di quali messaggi parla?
Che avrà voluto dire?
Non lo sapremo mai...)
Epy
---
"...come si cambia per non morire,
come si cambia per amore...
Come si cambia per non soffrire,
come si cambia per ricominciare..."
(cit. di scambio)
perchè dici 'non lo sapremo mai'?
intanto, può essere che qualcuno abbia già capito;
poi, basta chiedere...
e, comunque, mi rifiuto di credere che tu non abbia capito...
:-)
Io, non sapendone nulla, pensavo che venisse da un'espressione romanesca, ma
per negazione. Cioè tutti hanno sentito cantare una volta o l'altra "le
osterie" o comunque quella canzone che riguarda l'oste imbroglione che
annacqua il vino. Ebbene in quella canzone la questione è posta in forma
interrogativa " che cce frega?" E spesso si usa dire "non me ne frega",
piuttosto che "me ne frega", quasi come forma equivalente a "non me ne
importa", ora se non si vuole stare a fare freudismo fra "m'importa" e "me
ne frega" non c'è s/nesso :-))) Riflettendo a questo la mia conclusione,
piuttosto ingenua, a quanto vedo, è che in origine fosse "non me ne frega"
mostrasse disinteresse e "me ne frega" al contrario fosse segno
d'attenzione, forse un modo per esprimere con parole più colorite l'italiano
"non mi tange" ovvero "mi tange" e che poi qualche buontempone fosse venuto
a rivoltare l'uso consueto del romanesco abbreviando di fatto " nun me ne
frega" con "me ne frega" ignaro della forma originale e forse del
significato reale ed anche della celebre frase Archimedea "noli tangere
circuli mei" (che lavorava in un porto) e di cultura evangelica "noli me
tangere" che si trova su molte chiese (nel significato di non trattenermi).
> che rispecchiava bene l'atteggiamento di superiorità dei romani. È
un'espressione
> triviale perché viene dal latino fricare che significa «strofinare», in
> senso proprio e in senso figurato, detto dell'atto sessuale. (...)
> Prima di D'Annunzio, comunque, Olindo Guerrini aveva già usato
l'espressione
> come intestazione della propria carta da lettere: quindi è chiaro il
> riferimento all'audacia virile (data anche l'origine legata al sesso) di
chi
> si identifica nell'azione anche violenta, guidata da un capo.
>
>
> --
>
> lu.
> Ultima Badessa Scalza Di Passaggio
> *Come scorrea la calda sabbia lieve
> Per entro il cavo della mano in ozio,
> Il cor sentì che il giorno era più breve.*
> Gabriele d'Annunzio
>
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> un modo per esprimere con parole più colorite l'italiano
> "non mi tange" ovvero "mi tange"
allora: mi fregio o mi tange?
la seconda che hai detto, dopo che hai optato per la prima :-)))
Non saprei non ho ben inteso se è la continuazione dell'altro post qua ci
sono degli elementi ulteriori.
> --
> Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
> http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
> http://www.lacabalesta.it
> http://blog.ilpugnonellocchio.it
>
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
la seconda che hai detto, dopo che hai optato per la prima :-)))
Non saprei, non ho ben inteso: se è la continuazione dell'altro post, qua ci
sono degli elementi ulteriori.
> --
> Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
> http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
> http://www.lacabalesta.it
> http://blog.ilpugnonellocchio.it
>
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> perchè dici 'non lo sapremo mai'?
> intanto, può essere che qualcuno abbia già capito;
> poi, basta chiedere...
> e, comunque, mi rifiuto di credere che tu non abbia capito...
> :-)
Giuro che non ci ho capito un'acca, ma fa niente.
Noi umani brancoliamo spesso nel buio, ma alla fine l'importante è volersi
bene...
Ciao.
Epimeteo
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La nebulosa IC1805, detta anche "Nebula Body and Soul" (nebulosa "Anema e
core"?), nella costellazione Cassiopea:
http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/image/0809/ic1805_skyfactory.jpg
Solo che ho portato il procedimento alle sue estreme conseguenze: oltre a
frasi singole dal loro contesto, ho estrato anche pezzi di parole dalle
parole, ed ho agito su più messaggi, non su uno solo.
Non dirmi che non hai mai scritto la lettra 'c', e, da qualche altra parte,
la stringa 'uesto'....
ecco, così, decontestualizzando qua e là ho formato le frasi che ti
appartengono.
Non sei tu quello che ha decontestualizzato mie frasi, ma quando io ho
'denunciato' :-) la cosa, tu sei intervenuto in questo modo:
**********
>(snip)
> ripetere per quanto possibile, questo tipo di pratiche.
> grazie.
prego.
***********
hai scritto così un messaggio simpatico, sdrammatizzando, ma anche
ridicolizzando, la mia 'denuncia'.
Così, eccoti servito.
:-))))))))