L'unica cosa certa è che il nome Puglia deriva dal latino Apulia e questo dal greco
Apoulìa.
Sarebbe dunque la terra degli Apuli, ma l'etimologia di questo nome non mi sembra sia
stata veramente chiarita.
Vedi
http://www.larici.it/itinerari/italia/messapia/
http://www.telemaco.unibo.it/rom/italia/apulia.htm
Alcuni fanno notare la presenza della radice "ap" (illirica? cretese?), che
significherebbe "acqua", nel nome storico dei vari territori pugliesi (Apulia,
Japigia, Messapia), ma non saprei confermarti la validità di questo significato.
Ciao,
Epimeteo
l ' avevo chiesto nel ng di linguistica , ed ecco quel che mi ha risposto
raffaele :
Una falsa etimologia riconduce il toponimo "Apulia" ad
> "a-pluvia", con alfa privativa dinanzi a "pluvia", per cui "Puglia"
> significherebbe "terra priva di acqua"... molto suggestivo ma
> assolutamente infondato linguisticamente. Difatti, Puglia non è altro che
> l'esito di Iapyghía, ossia terra degli Iàpigi. Di qui, potete immaginare:
> Iapyghía > Apyghía > Apygìa > Apugia > Apulia, etc...
ciao
heliogabalus
Sì, questo l'avevo letto anch'io (anzi, tra Apugia e Apulia, avevo visto la presenza
dell'intermedio "Apudia"), ma il problema è solo spostato e viene da chiedersi che
cosa voglia dire "Iapigia".
Probabilmente, parlando di "etimologia", non dovremmo fermarci finché non troviamo
"l'intimo significato della parola" (quello che il Reverendo chiamerebbe "etumon" o
"etymon") e non dovremmo accontentarci del rimando a un'altra parola incomprensibile.
Tornando a Iapigia (ma su Google prevale la dizione "Japigia"), questa parola mi fa
venire in mente, per assonanza, la parola "callipigia" e dunque la radice greca
"pygaios" ("pyghé", "pyghìa"), ma a questo punto è meglio che mi fermi, anche perché
non oso immaginare come potrebbe reagire il Pistone...
Ciao,
Epimeteo
> Tornando a Iapigia (ma su Google prevale la dizione "Japigia"), questa parola mi fa
> venire in mente, per assonanza, la parola "callipigia" e dunque la radice greca
> "pygaios" ("pyghé", "pyghìa"), ma a questo punto è meglio che mi fermi, anche perché
> non oso immaginare come potrebbe reagire il Pistone...
Quindi Apygia significherebbe "terra dei senza..." o "terra sfortunata"?
--
Le tartarughe, in fatto di strade, ne sanno più delle lepri
Kahlil Gibran
05/10/2003 8.57.58
> Quindi Apygia significherebbe "terra dei senza..." o "terra sfortunata"?
Padre, adesso col Pistone se la vede Lei... ():-o
Epimeteo
E perché mai? Non si discuteva dell'etimo di testata o di cilindro....
Piuttosto: l'oggetto del filone ha a che fare con la dote di gettoni di un
giocatore di poker?
ciao
--
Danilo Giacomelli
----------------------------
"Empio non è colui che nega gli dei del volgo,
ma chi attribuisce agli dei i sentimenti del volgo".
(Epicuro)
--------------------------
certo , le etimologie sono come le ciliegie , l ' una tira l ' altra , ma
per avvicinarsi all ' " intimo significato " del termine non credo sia da
sottovalutare il contributo fornito da raffaele : le parole hanno una loro
storia , e per spiegare l ' origine di ' puglia ' bisogna sapere
innanzitutto che deriva da ' apulia ' , e poi da dove quest ' ultimo termine
viene tratto , passo dopo passo
>
> Tornando a Iapigia (ma su Google prevale la dizione "Japigia"), questa
parola mi fa
> venire in mente, per assonanza, la parola "callipigia" e dunque la radice
greca
> "pygaios" ("pyghé", "pyghìa"), ma a questo punto è meglio che mi fermi,
anche perché
> non oso immaginare come potrebbe reagire il Pistone...
la terra dei ' senza natiche ' ? e perchè mai ?
inoltre , mi sembra difficile che l ' etimo abbia origini greche
la cultura illirica è pre - ellenica , e si può far risalire al decimo
secolo a.c.
' tanto le epigrafi quanto i nomi dimostrano che i lapigi parlavano una
lingua indoeuropea, e presentano al tempo stesso una singolare affinita' con
l'odierno albanese, che e' l'ultima conservazione di un antico dialetto
illirico -
( Wolfgang Helbig , "Hermes" , Studien uber die alteste italische
Geschichte, XI°, Pag.257, ed.1876)
per concludere ,
' ... la lingua dei Messapi e dei Iapigi ha congruenza piena, nei piu'
importanti fenomeni fonetici, morfologici e lessicali, con l'albanese.
(L. Ceci ,Per la storia della civilita' italica,, pag.12, Roma 1901). '
heliogabalus
> ' ... la lingua dei Messapi e dei Iapigi ha congruenza piena, nei piu'
> importanti fenomeni fonetici, morfologici e lessicali, con l'albanese.
> (L. Ceci ,Per la storia della civilita' italica,, pag.12, Roma 1901). '
>
> heliogabalus
Un dubbio: perche' si scrive "dei Iapigi" e non "degli Iapigi"?
Qual e' la regola?
Grazie
Luca
> Un dubbio: perche' si scrive "dei Iapigi" e non "degli Iapigi"?
Gosh. Scriveresti "gli lapigi"? "gli latifondisti"? "gli labrador"?;
"gli labbroni"? Boh. ma sei italiano o sei straniero? per capire,
naturalmente.
> Qual e' la regola?
Lo e gli è articolo determinativo maschile che si usa davanti a parole
che cominciano con gn, ps, x, s impura, z etc.
P.
--
Osare. Sempre più. Osare. Temerariamente.
> > Un dubbio: perche' si scrive "dei Iapigi" e non "degli Iapigi"?
>
> Gosh. Scriveresti "gli lapigi"? "gli latifondisti"? "gli labrador"?;
> "gli labbroni"?
Gasp.
_i_apigi.
Lei scriverebbe "i iatifondisti"? "i iabrador"?
> > Qual e' la regola?
>
> Lo e gli è articolo determinativo maschile che si usa davanti a parole
> che cominciano con gn, ps, x, s impura, z etc.
A parte la considerazione che "lo e gli" _sono_ articoli determinativi
maschili, con le vocali, come la mettiamo?
Saluti
Antonella
p.s. Non ci pensi neppure.
E per vocale no ?...
Al CEPU non ve le fanno studiare le vocali ?...
--
Er Roscio.
> E per vocale no ?...
> Al CEPU non ve le fanno studiare le vocali ?...
Forse è una "i" con suono consonantico. Io preferisco "gli", comunque.
Ciao, FB
A parte la confusione di "l" (i maiuscola) con "l" (elle minuscola), io l'avevo detto
che su Google ci sono più occorrenze per "Japigia" che per "Iapigia".
In ogni caso non è meglio dire "gli Joni" piuttosto che "i Joni"?
Ciao,
Epimeteo
> In ogni caso non è meglio dire "gli Joni" piuttosto che "i Joni"?
Direi.
Ciao, FB
> In ogni caso non è meglio dire "gli Joni" piuttosto che "i Joni"?
Basta non stare in loro COMpagnia :-) (come di chimici e altri
personaggi con accrescitivi, cfr. lectura Dantis di Benigni)
> > Un dubbio: perche' si scrive "dei Iapigi" e non "degli Iapigi"?
>
> Gosh. Scriveresti "gli lapigi"? "gli latifondisti"? "gli labrador"?;
> "gli labbroni"? Boh. ma sei italiano o sei straniero? per capire,
> naturalmente.
Io ho scritto Iapigi, con la I di Imola, non lapigi con la L di Livorno.
Non si dovrebbe scrivere "gli Iapigi" (o Japigi) ?
Grazie
Luca
Indeed.
--
Er Roscio.
mah
anch ' io , prima di leggere le citazioni che ho presentato , avrei detto :
gli iapigi
forse è utile risalire a come i latini pronunciavano quella ' i ' o ' j '
nel latino antico la ' j ' non esisteva , ma fu introdotta successivamente
per trascrivere linguaggi diversi dal latino
limitiamoci quindi alla ' i '
[Serg. Explan. in Art. Donat. Keil. v. IV. p. 520.] I et U varias habent
potestates: nam sunt aliquando vocales, aliquando consonantes, aliquando
mediae, aliquando nihil, aliquando digammae, aliquando duplices. Vocales
sunt quando aut singulae positae syllabam faciunt aut aliis consonantibus
sociantur, ut Iris et unus et Isis et urna. Consonantes autem sunt, cum
aliis vocalibus in una syllaba praeponuntur, aut cum ipsae inter se in una
syllaba conjunguntur. Nisi enim et prior sit et in una syllaba secum habeat
conjunctam vocalem, non erit consonans I vel U. Nam Iulhis et Iarbas cum
dicis, I consonans non est, licet praecedat, quia in una syllaba secum non
habet conjunctam vocalem, sed in altera consequentem.
i grammatici latini parlano di una ' i ' consonante diversa nel suono e
negli effetti dalla vocale ' i ' : e siccome non dicono in che cosa
differisce , dobbiamo arguire la sua pronuncia dalla posizione e dalla
funzione che essa ha nelle lingue derivate dal latino :
[Keil. v. IV. p. 220.] Praeterea vim naturamque I litterae vocalis
plenissime debemus cognoscere, quod duarum interdum loco consonantium
ponatur. Hanc enim ex suo numero vocales duplicem litteram mittunt, ut
cetera elementa litterarum singulas duplices mittunt, de quibus suo
disputavimus loco. Illa ergo ratione I littera duplicem sonum designat, una
quamvis figura sit, si undique fuerit cincta vocalibus, ut acerrimus Aiax,
et "Aio te, Eacida, Romanes vincere posse."
per concludere , se la ' i ' di japyges avesse un valore consonantico ,
affine alla 'g ' dolce dell ' italiano o alla ' j ' del francese , mi sembra
ovvio che si dovrebbe dire ' i iapigi '
nel frattempo , ho trovato qualcosa di interessante , ad opera di luigi
settembrini , che si riferisce all ' opera di mommsen sulla storia romana
,sull ' etimo di puglia ( ma non ci metterei la mano sul fuoco )
"nella sua Storia Romana, scritta con molta dottrina, ma con molta superbia
ancora, e però con molta ingiustizia e talvolta con insolenze di
lanzichenecco, va cercando chi furono i Japygi, a qual ramo della schiatta
indo-germanica appartengono, e dice che la lingua loro è interamente
perduta, che si sono trovate alcune iscrizioni che non si intendono e si
tengono per japygie, ed egli vi trova un genitivo che accenna alla forma
del genitivo sanscrito e del genitivo gionico. Di tutte queste belle cose
non ce n'è niente. Japygia che devesi pronunciare Japugia, o meglio Japujia,
e Apulia, e Japyges, Japujes, sono i Pugliesi, come si chiamano anche oggi i
quali pronunciano così Pujia e Pujisi. E Japujia vuol dire molle e piana: e
in molti dialetti di Puglia e di Calabria si dice neve puja, bambina puja,
la carne di un bambino è puja puja. E anche oggi i montanari della Lucania
e del Sannio dicono che i Marinesi, cioè i Pugliesi della marina, sono genti
molli. Vedi dunque che noi con le parole nostre troviamo i nomi dei nostri
paesi, e ne conosciamo anche il significato senza andare nell'India e nell'
Asia mediana"
ciao
heliogabalus
Non capisco perché dovrebbe essere utile e a che serve tutto 'sto spreco di
latinorum.
Si sta parlando di italiano, non di latino, e dunque conta solo come la "i"
di "Iapigi" si pronunci in *italiano*.
La faccenda mi pare piuttosto semplice: "Iapigi", in italiano, inizia con la
consonante (o "semivocale") /j/, e tutti i sostantivi maschili che iniziano
con questa consonante vogliono l'articolo "lo" al singolare e "gli" al
plurale:
"lo ione", "lo yacht", "lo jugoslavo"
(/lo 'jone/, /lo 'jOt/, /lo jugo'zlavo/);
"gli ioni", "gli yacht", "gli jugoslavi"
(/Yi 'joni/, /Yi 'jOt/, /Yi jugo'zlavi/).
Mi stupirebbe assai se "Iapige" fosse l'unica eccezione a questa regoletta.
Il dubbio esiste semmai per l'altra "semivocale", la /w/. Le parole che
iniziano con questa consonante, stranamente, prendono talvolta "lo"
apostrofato (generalmente riservato alle vocali), talvola "lo" non
apostrofato, talvolta "il":
"l'uomo", "lo uadi", "il whisky"
(/'lwOmo/, /lo 'wadi/, /il 'wiski/);
"gli uomini", "gli uadi", "i whisky"
(/'YwOmini/, /Yi 'wadi/, /i 'wiski/);
E questa situazione non pare nemmeno avere regole fisse: c'è chi dice e
scrive "l'whisky" o "lo whisky".
Ciao.
Marco
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Inviato via http://usenet.libero.it
Forse Epimeteo voleva dire che (co') gli Joni, essendo italiano, e'
meglio di (co') i Joni romanesco! ;-))
--
Ciao.
Sergio®
> ma a questo punto č meglio che mi fermi, anche perché
> non oso immaginare come potrebbe reagire il Pistone...
mah, chesso', potrebbe picchiare in testa... ;4)
ciao
--
Sandro su SV 650 "Desolina" e Scarabeo 150 "su Karrabusu"- Quartu [CA]
Fondatore del GIPPIOLA FAN CLUB *** IHM_Ichnusa ML *** SFC ** PPCSP **
** CSC ** Pisitteddu & Kiwetta, i Gippiolini-Ninja *** VBIOAAAFMTOR **
McC4FFC#554 ** GFC page: http://floop.piessestudio.it/the_gfc_page.htm