Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Cos'è un limerick?

122 views
Skip to first unread message

Gian Carlo Macchi

unread,
Nov 7, 1997, 3:00:00 AM11/7/97
to

Visto che il mio server ultimamente ha qualche problema con
it.discussioni.linguaitaliana, prova a spostarmi già qui.

Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
definire esattamente di che cosa si tratta?

Gian Carlo mac...@scn.de

Max Di Brandimarte

unread,
Nov 7, 1997, 3:00:00 AM11/7/97
to

G.C. Macchi wr:

> Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
> definire esattamente di che cosa si tratta?

Il limerick è una poesiola basata sul nonsense e sul gioco di parole,
irlandese d'origine, ma che fino a qualche anno fa godeva di buona
diffusione anche in Italia. Se ne sono occupati molto Stefano Bartezzaghi e
Giampaolo Dossena (su Linus) e ne ha scritti alcuni pure Michele Serra. Il
padre del limerick è riconosciuto in Edward Lear (vissuto nel 1800), i cui
limericks sono stati tradotti in Italia da Carlo Izzo.
Il limerick ha una precisa struttura metrica (per maggiori dettagli ti
consiglio di ricostruire il thread su it.discussioni.linguaitaliana, se hai
risolto il problema di connessione), ed è all'interno di essa che le nuove
'creazioni' andrebbero impostate. In fondo, però, l'importante non è contare
le sillabe ma lasciar correre la fantasia (ma mi raccomando la rima).
Da quando ho lanciato l'idea del limerick, sembra essersi diffusa una
febbre che ha contagiato persino altri gruppi. Sono convinto che tutto ciò
possa portare con successo verso la creazione del gruppo di giochi
linguistici (niente enigmi!), altrettanto capaci di stimolare l'italiano
della fantasia.

Scrivo un messaggio assai strano
a chi ama giocar con l'italiano
L'impegno sarà duro
ma esaltante di sicuro
basta farci un poco la mano

prosit
Max Dib
--
glo...@advcom.it


Sergio Internicola

unread,
Nov 7, 1997, 3:00:00 AM11/7/97
to

> Il limerick ha una precisa struttura metrica (per maggiori dettagli ti
>consiglio di ricostruire il thread su it.discussioni.linguaitaliana, se
hai

Io non te lo consiglio... in quanto nel suddetto thread sono state postate
innumerevoli "presunte" versioni di regole che non fanno altro che
confondere le idee...

Purtroppo non sono riuscito a trovare una fonte univoca per estrapolare le
regole, ma io credo che con un po' di buon senso si possa trovare una (o
piů) forme eleganti che comunque rispondano ai requisiti di stile e gioco
linguistico che contraddistinguono il (o la) "limerick".

"Da quanno c'č 'sta moda limericca"
"Me gusta morto piů de 'na pasticca"
"Postarne a pacchi, a iosa"
"E' cosa favolosa"
"E c'č chi te risponne pe' ripicca!"

Ciao, Sergio.


Wladimiro Cavina

unread,
Nov 7, 1997, 3:00:00 AM11/7/97
to

Ciao Gian Carlo Macchi,

Nel messaggio del 07 Nov 97 indirizzato a e riguardante
"Cos'° un limerick?", hai scritto:

>Visto che il mio server ultimamente ha qualche problema con

>it.discussioni.linguaitaliana, prova a spostarmi gi° qui.

>Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
>definire esattamente di che cosa si tratta?

C'e' un'ottima spiegazione di cosa sia un Limerick in "Grammatica della
Fantasia" di Gianni Rodari.


Ciao,ciao!


Balla

unread,
Nov 8, 1997, 3:00:00 AM11/8/97
to

Pur non sapendo né leggere né scrivere .....
... un limerick assomiglia tanto all'improvvisazione in rima dei contadini
Toscani.


Gian Carlo Macchi ha scritto nel messaggio
<3462df0a...@news.fth.sbs.de>...


>Visto che il mio server ultimamente ha qualche problema con

>it.discussioni.linguaitaliana, prova a spostarmi già qui.


>
>Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
>definire esattamente di che cosa si tratta?
>

>Gian Carlo mac...@scn.de
>

Carlo Cappelletti

unread,
Nov 8, 1997, 3:00:00 AM11/8/97
to

Dalla consultazione del Garzanti Hazon: "stanza di 5 versi dal
contenuto volutamente assurdo, paradossale o salace."
--
Francesca Cappelletti
sat...@demi.worknet.it
Via Cavour, 35
32032 FELTRE (BL)
ITALY
CARPE DIEM!

Balla <car...@usa.net> scritto nell'articolo
<640haf$m...@mikasa.iol.it>...

Max Di Brandimarte

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

Sergio wr:
> (...) sono state postate innumerevoli "presunte" versioni di regole che

non fanno > altro che confondere le idee...

Dopo aver rassicurato Sergio Internicola sulla bontà delle mie
spiegazioni, torno a ribadire cos'è il limerick e quali sono le sue regole.
Sarò meno sintetico.

Il 'limerick' è una strofetta di cinque versi, appartenente alla
tradizione del nonsense, la cui invenzione viene attribuita al londinese
Edward Lear (1812-1888). Forse a torto, perché esempi di limerick se ne
trovano anche cent'anni prima: in ogni caso Lear ne è stato certamente il
grande divulgatore. Le sue raccolte, 'A Book of Nonsense' del 1846 e 'More
Nonsense' del 1876, sono state tradotte e pubblicate nel 1946 da Carlo Izzo,
la cui opera ancora oggi risulta l'unica versione italiana integrale.
Lo schema metrico del limerick ha una forma rigida. I cinque versi si
susseguono con ritmo accentato, in ciascun piede, sulle sillabe pari. Il
primo piede è sempre un giambo (una sillaba breve e una lunga), seguito da
uno o due anapesti (due sillabe brevi e una lunga).
Primo, secondo e quinto verso sono composti da tre piedi, il terzo e
quarto da due piedi. Per rappresentare la forma metrica mi avvalgo della
efficace tecnica casareccia proposta tempo addietro da Daniele A. Gewurz:

ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì
ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì
ta-tì / ta-ta-tì
ta-tì / ta-ta-tì
ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì

Nella gran parte dei limericks di Lear i versi trimetri (1,2,5) sono
composti da otto sillabe, poiché Lear predilige le rime perfette tra coppie
'minime': dish-fish, gong-long, wife-life ecc. In tutti gli altri casi i
versi trimenti sono composti da nove sillabe. I versi bimetri (3,4) sono
composti da cinque sillabe. Ecco un esempio da Lear (gli accenti ovviamente
sono aggiunti):

There wàs an Old Pèrson of Jòdd
Whose wàys were perplèxing and òdd;
She pùrchased a whìstle
and sàte on a Thìstle
and squeàked to the pèople of Jòdd.

L'isometria dei versi, rimanti tra loro, è una caratteristica fondamentale
del limerick, poiché gli conferisce il tipico andamento musicale. Questo
conferma l'ipotesi secondo cui il limerick sarebbe nato per essere cantato,
non recitato.

E il limerick italiano? Non ha conservato certamente la rigidità
originale. Dal traduttore Izzo a oggi, molte 'autorità' si sono impegnate a
scrivere limericks, tra cui ho già fatto cenno di Bartezzagni, Michele Serra
e Giampaolo Dossena. Ciascun autore ha conservato l'elemento del contenuto
assurdo ma, quanto al metro, ognuno ha poi applicato uno schema diverso,
fatto salvo il conservare la struttura generale dei cinque versi, i piedi e
le rime.
A chi volesse continuare a produrre limericks, consiglio dunque di lasciar
andare la fantasia dell'assurdo (vanno perciò benissimo i limericks dei
'folli'...), di rimanere nel limite massimo di nove sillabe ma, soprattutto,
di rispettare l'isometria.
Buon lavoro:-)

prosit
Max Dib
-
glo...@advcom.it

Ginzo

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

MamoŽ wrote:

> E........ farla conoscere anche a noi che quel libro sottomano non
> abbiamo, no eh!

Mi associo. Wlady, dicci qual e` la definizione di Gianni Rodari.

Bye,

-= Ginzo =-

Ginzo

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

Max Di Brandimarte wrote:

> Dopo aver rassicurato Sergio Internicola sulla bontà delle mie
> spiegazioni, torno a ribadire cos'è il limerick

E io ne approfitto per farvi notare che si pronuncia LI`MERIK (e non,
come qualcuno avrebbe potuto pensare, LA`IMRIK ).

> Le sue raccolte, 'A Book of Nonsense' del 1846 e 'More Nonsense'
> del 1876, sono state tradotte e pubblicate nel 1946 da Carlo Izzo,

Quale Carlo Izzo?! Forse quello che scrive nella soc.culture.italian ?
Ma lui nel 1946 non era ancora nato!

> Lo schema metrico del limerick ha una forma rigida. I cinque versi si
> susseguono con ritmo accentato, in ciascun piede, sulle sillabe pari.

> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Notate bene questo particolare per il seguito.

> Il primo piede è sempre un giambo (una sillaba breve e una lunga),
> seguito da uno o due anapesti (due sillabe brevi e una lunga).

A me questa descrizione, a base di sillabe brevi e lunghe, ricorda tanto
i tradizionali ed erronei tentativi di descrivere la grammatica italiana
con i casi nominali del latino ("me" accusativo, "mi" dativo, e altre
trombonate del genere). L'inglese e` una lingua basata sugli accenti
tonici (espiratori), non sulla quantita` sillabica come latino e greco.

Invece di contare le sillabe, nella metrica inglese la cosa corretta e` 
contare gli accenti, perche` in quella lingua si cerca di dare la stessa
durata a tutte le parole, indipendentemente dal numero di sillabe di cui
sono composte. Cercare di interpretare cio` in termini di sillabe brevi
e lunghe e` concettualmente erroneo, anche se praticabile nei casi (come
questo) in cui la metrica anglosassone venga resa molto rigida.

> Primo, secondo e quinto verso sono composti da tre piedi, il terzo e
> quarto da due piedi.

A mio parere, questo schema puo` funzionare in inglese dove di solito a
una sillaba tonica ne segue una atona, ma e` difficilmente applicabile
in italiano. In italiano e` preferibile realizzare i limericks come
combinazioni di tre endecasillabi e due settenari, sempre in rima AABBA.

> Per rappresentare la forma metrica mi avvalgo della efficace tecnica
> casareccia proposta tempo addietro da Daniele A. Gewurz:
>
> ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì
> ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì
> ta-tì / ta-ta-tì
> ta-tì / ta-ta-tì
> ta-tì / ta-ta-tì / ta-ta-tì

Se le barre separano i piedi, non mi pare che gli accenti cadano sulle
sillabe pari nei secondi e terzi piedi! Sbarazzandoci della trombonata
a base di giambi e anapesti, scriviamo lo schema effettivo, che e`:

ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`
ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`
ta-ti`-ta / ta-ti`
ta-ti`-ta / ta-ti`
ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`

Ovvero sono tutti piedi trisillabici accentati centralmente, con gli
ultimi piedi in ogni verso preferenzialmente tronchi. Quindi l'intero
limerick e` costituito in realta` di un solo tipo di piede (altro che
giambi e anapesti!), nelle sue due versioni piana e tronca.

In ogni caso, questo schema in italiano potrebbe corrispondere a tre
novenari e due senari. Ma poi ci sarebbe da chiedersi se il ritmo e`
dato piu` dal numero delle sillabe o dalla posizione degli accenti.

> L'isometria dei versi, rimanti tra loro, è una caratteristica
> fondamentale del limerick, poiché gli conferisce il tipico andamento
> musicale.

Ed e` questo l'aspetto che andrebbe rispettato anche in italiano.

> E il limerick italiano? Non ha conservato certamente la rigidità
> originale.

Appunto...

> Ciascun autore ha conservato l'elemento del contenuto assurdo ma,
> quanto al metro, ognuno ha poi applicato uno schema diverso,

Sarebbe interessante sapere quali metri sono stati applicati, e perche`
i miei, secondo l'opinione di Sergio Internicola, non andrebbero bene.

> fatto salvo il conservare la struttura generale dei cinque versi, i
> piedi e le rime.

Esatto. Quindi con *sei* versi non si ha un limerick (eccetto che per
Sergio Internicola, ovviamente).

> A chi volesse continuare a produrre limericks, consiglio dunque di
> lasciar andare la fantasia dell'assurdo (vanno perciò benissimo i
> limericks dei 'folli'...), di rimanere nel limite massimo di nove
> sillabe

E chi lo dice? In quel sito web col concorso online di limericks c'e`
scritto che la forma preferibile e` quella di tre endecasillabi e due
settenari. E gli endecasillabi hanno undici sillabe.

Bye,

-= Ginzo =-

Sergio Internicola

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

>(E poi qui non siamo sul Web, ma in Usenet).

Usenet è UNA PARTE del Web...

Ciao, Sergio.

Sergio Internicola

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

Era quello che volevo dire io...

Ma mi era parso di essere l'unico sul web a rispettare queste regole...

Ciao, Sergio.


Ginzo

unread,
Nov 9, 1997, 3:00:00 AM11/9/97
to

Sergio Internicola wrote:

> Ma mi era parso di essere l'unico sul web a rispettare queste regole..

Solo perche` non sai contare... :-)

(E poi qui non siamo sul Web, ma in Usenet).

Bye,

-= Ginzo =-

Sergio Internicola

unread,
Nov 10, 1997, 3:00:00 AM11/10/97
to

>> Usenet è UNA PARTE del Web...
>> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

>CHE COSAAA?!?!?!

Non so da dove mi sia uscita fuori questa vaccata !!!!

Stavo facendo la considerazione che dal web si può scrivere su usenet e non
viceversa, ma da questo a dire che usenet fa parte del web ce ne corre...

Anzi sono proprio due cose differenti e separate...

Devo fare qualche sacrificio umano per poter aspirare al perdono
dell'onnipotente Mau ? (qualche nome a portata di mano ce l'ho...)

Ciao, Sergio.

Ginzo

unread,
Nov 10, 1997, 3:00:00 AM11/10/97
to

Sergio Internicola wrote:

> >(E poi qui non siamo sul Web, ma in Usenet).
>

> Usenet è UNA PARTE del Web...
> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

CHE COSAAA?!?!?!

Sacrilegio, abominio, vendetta degli Dei!

O possente Mau, scendi dal tuo Olimpo a punire questo bestemmiatore!

:-)))

Bye,

-= Ginzo =-

Maurizio Pistone

unread,
Nov 10, 1997, 3:00:00 AM11/10/97
to

Su it.cultura.linguistica.italiano "Sergio Internicola"
<susa...@mail.tin.it> ha scritto:

>>(E poi qui non siamo sul Web, ma in Usenet).
>
>Usenet è UNA PARTE del Web...
>

>Ciao, Sergio.

Ahi ahi, adesso viene la grandine!


Maurizio Pistone pis...@iol.it

http://users.iol.it/pistone

strenua nos exercet inertia Hor.


Ginzo

unread,
Nov 11, 1997, 3:00:00 AM11/11/97
to

Maurizio Pistone wrote:

> "Sergio Internicola" <susa...@mail.tin.it> ha scritto:
> >

> >Usenet è UNA PARTE del Web...
>

> Ahi ahi, adesso viene la grandine!

Niente grandine ;-) perche` il buon Sergio si e` accorto da solo del
suo svarione... probabilmente intendeva dire che Usenet e` una parte
dell'Internet, non una parte del Web. Infatti Web e Internet *non*
sono sinonimi, come chiaramente spiegato in molti libri sull'argomento.

Bye,

-= Ginzo =-

Ginzo

unread,
Nov 11, 1997, 3:00:00 AM11/11/97
to

Sergio Internicola wrote:

> >> Usenet è UNA PARTE del Web...

> >> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^


>
> Non so da dove mi sia uscita fuori questa vaccata !!!!

Probabilmente volevi dire che Usenet e` una parte dell'Internet, come
ho gia` scritto nella replica a Pistone in questo thread.

> Stavo facendo la considerazione che dal web si può scrivere su usenet
> e non viceversa,

Se e` per questo, dal web si puo` anche scrivere all'e-mail di qualcuno
e leggere la propria posta (ad es. con Hotmail), ma da questo a dire che
l'e-mail fa parte del web ce ne corre allo stesso modo che:

> ma da questo a dire che usenet fa parte del web ce ne corre...
>
> Anzi sono proprio due cose differenti e separate...

Esatto. I newsgroups Usenet sono molto piu` simili alle mailing lists
che non alle pagine web, e non hanno mai richiesto il WWW per esistere.

Poi il fatto che molti li consultino attraverso un gateway web (come
quello di Pantheon) e` un altro discorso.

> Devo fare qualche sacrificio umano per poter aspirare al perdono
> dell'onnipotente Mau ?

No, non credo che occorra, perche` hai riconosciuto tu stesso il tuo
errore e ti sei redento... :-)

> (qualche nome a portata di mano ce l'ho...)

Luca Antonini, e poi? Quali altri immondi esseri? ;-)

Bye,

-= Ginzo =-

Ginzo

unread,
Nov 11, 1997, 3:00:00 AM11/11/97
to

Gian Carlo Macchi wrote:

> Ginzo, sarà anche come dici tu, ma guarda che cosa trovo nel "Merriam
> Webster's Collegiate Dictionary".
>
> Limerick: a light or humorous verse form of 5 chiefly anapestic verses
> of which lines 1, 2, and 5 are of 3 feet and lines 3 and 4 are of 3
> feet with a rhyme scheme of aabba.
>
> Anapest: a metrical foot consisting of two short syllables followed by
> one long syllable or of two unstressed syllables followed by one
> stressed syllable (as unabridged).
>
> Ora, se non fosse che Noah Webster era americano (e così credo i
> successivi curatori dei suoi dizionari), mi verrebbe da pensare che
> stai cercando di insegnare l'inglese agli inglesi. (-:

No, sto soltanto affermando (e non sono il primo che lo dice) che quella
impostazione di scuola anglosassone, che ricalca i termini della metrica
classica greco-latina per analizzare le poesie (e i limericks) moderni,
sia in inglese che nelle lingue romanze, conduce a fraintendimenti della
reale natura dei versi nelle lingue attuali.

Estendiamo pure il significato di anapesto, da quello classico di piede
di due sillabe brevi e una lunga, a quello di piede di due sillabe atone
e una tonica. Ebbene, anche cosi`, voler impiegare per forza la metrica
classica conduce a fraintendimenti della reale natura del limerick.

Infatti, chi lo prova che i limericks siano fatti di giambi e anapesti
anziche` di varianti di un solo piede accentato centralmente, come io
sostengo? Io non credo che i versi lunghi dei limericks corrispondano
allo schema:

ta-ti` / ta-ta-ti` / ta-ta-ti`

bensi` a quest'altro schema, molto piu` regolare:

ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`-ta

(che se tronco finisce in ta-ti`iii )

di tre piedi tutti di eguale durata (prolungando l'ultima sillaba nei
versi tronchi: i limericks erano o non erano fatti per essere cantati?).

La prova, secondo me, sta nella grande frequenza di limericks con delle
sillabe supplementari in inglese, come questo citato da Rodari, in cui
mi permetto di inserire le *mie* divisioni fra i piedi e di evidenziare
dove cadono gli accenti ("silenced" si legge "sa`ilenst", due sillabe):

There was an / Old Person / of Buda
^ ^ ^
whose conduct / grew ruder / and ruder;
^ ^ ^
till at last with / a hammer
^ ^
they silenced / his clamour,
^ ^
by smashing / that Person / of Buda.
^ ^ ^

Osservate infatti che con il mio schema suona bene:

ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`-ta
ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`-ta
ta-ta-ti`-ta / ta-ti`-ta


ta-ti`-ta / ta-ti`-ta

ta-ti`-ta / ta-ti`-ta / ta-ti`-ta

Mentre con quello classicista (a base di giambi e anapesti) s'inciampa
al terzo verso:

ta-ti` / ta-ta-ti` / ta-ta-ti`
ta-ti` / ta-ta-ti` / ta-ta-ti`
ta-ta-ti` / ta-ta-ti`
ta-ti` / ta-ta-ti`
ta-ti` / ta-ta-ti` / ta-ta-ti`

Provate voi stessi a recitare questi schemi, e constaterete che, mentre
con il mio schema la sillaba supplementare scivola via bene, con quello
classicista non c'e` modo di evitare di ruzzolare all'attacco del terzo
verso... insomma, che stecca! :-/

E poi, altra osservazione importante: che razza di anapesti sarebbero
gli ultimi piedi di quel limerick, visto che hanno tutti una sillaba
atona supplementare dopo quella tonica? Anapesti quadrisillabici?!

Insomma, lo schema classicheggiante mi sembra proprio una trombonesca
forzatura, anche se e` riportato nel Webster... Sbagliero` io? Puo`
darsi, ma certo che e` ben complicato applicare quello schema, e molto
piu` semplice applicare il mio. Vorra` pur dire qualcosa!

Bye,

-= Ginzo =-

Gian Carlo Macchi

unread,
Nov 11, 1997, 3:00:00 AM11/11/97
to

In <mailgate msg00076> 9-11-1997 22:01:42 +0100 Ginzo <gi...@tin.it>
scrive...

>Max Di Brandimarte wrote:

>>[...]Il primo piede è sempre un giambo (una sillaba breve e una lunga),


>> seguito da uno o due anapesti (due sillabe brevi e una lunga).

>A me questa descrizione, a base di sillabe brevi e lunghe, ricorda tanto
>i tradizionali ed erronei tentativi di descrivere la grammatica italiana
>con i casi nominali del latino ("me" accusativo, "mi" dativo, e altre
>trombonate del genere). L'inglese e` una lingua basata sugli accenti
>tonici (espiratori), non sulla quantita` sillabica come latino e greco.

>Invece di contare le sillabe, nella metrica inglese la cosa corretta e`
>contare gli accenti, perche` in quella lingua si cerca di dare la stessa
>durata a tutte le parole, indipendentemente dal numero di sillabe di cui
>sono composte. Cercare di interpretare cio` in termini di sillabe brevi
>e lunghe e` concettualmente erroneo, anche se praticabile nei casi (come
>questo) in cui la metrica anglosassone venga resa molto rigida.

>[...]Sbarazzandoci della trombonata a base di giambi e anapesti[...]

Ginzo, sarà anche come dici tu, ma guarda che cosa trovo nel "Merriam
Webster's Collegiate Dictionary".

Limerick: a light or humorous verse form of 5 chiefly anapestic verses
of which lines 1, 2, and 5 are of 3 feet and lines 3 and 4 are of 3 feet
with a rhyme scheme of aabba.

Anapest: a metrical foot consisting of two short syllables followed by
one long syllable or of two unstressed syllables followed by one
stressed syllable (as unabridged).

Ora, se non fosse che Noah Webster era americano (e così credo i
successivi curatori dei suoi dizionari), mi verrebbe da pensare che stai
cercando di insegnare l'inglese agli inglesi. (-:

Ciao.

Gian Carlo mac...@scn.de

--
Automatic posted from ns.sbs.de [194.112.84.17]
via Mailgate Server - http://www.mailgate.org

Pietro Iacono

unread,
Nov 12, 1997, 3:00:00 AM11/12/97
to

OK, adesso facciamo un ipotesi. Ad esempio diciamo che io non ho capito
praticamente nulla della maggior parte delle cose che avete scritto, e che
il mio massimo di metrica e' rigo piu' lungo - rigo piu' corto. Come faccio
ad imparare qualche cosa di metrica? Che libro vado a cercare in biblioteca
o in libreria?

Grazie, ciao :-)))


Pietro Iacono

e-mail:
pietro...@bigfoot.com

home page:
http://www.geocities.com/paris/metro/4121/home.htm


Ginzo

unread,
Nov 13, 1997, 3:00:00 AM11/13/97
to Pietro Iacono

Pietro Iacono wrote:

> il mio massimo di metrica e' rigo piu' lungo - rigo piu' corto.

Beh, e` gia` qualcosa... ;-))

> Come faccio ad imparare qualche cosa di metrica?

Votando per un gruppo it.cultura.poesia, no? Poi in quel gruppo te la
insegno io la metrica. :-))

> Che libro vado a cercare in biblioteca o in libreria?

Uhm... mi sembra ottimo questo, anche se parla solo della metrica
italiana e non di quella inglese:

Pietro G. Beltrami
La metrica italiana
Ed. Il Mulino, Bologna
ISBN 88-15-03276-2

> Grazie, ciao :-)))

Ricordati che mi devi un voto! :-)

Bye,

-= Ginzo =-

Pietro Iacono

unread,
Nov 15, 1997, 3:00:00 AM11/15/97
to

Ginzo ha scritto nel messaggio <346A65...@tin.it>...

>Uhm... mi sembra ottimo questo, anche se parla solo della metrica
>italiana e non di quella inglese:
>
> Pietro G. Beltrami
> La metrica italiana
> Ed. Il Mulino, Bologna
> ISBN 88-15-03276-2

Grazie :-)


>
>> Grazie, ciao :-)))
>
>Ricordati che mi devi un voto! :-)

Ma non per it.cultura.poesia. Quello lo voterei comunque, quindi non vale
:-).

Ciao

Antonio Tombolini

unread,
Nov 16, 1997, 3:00:00 AM11/16/97
to

On Sun, 09 Nov 1997 22:07:56 +0100, Ginzo <gi...@tin.it> wrote:

Mi associo al quadrato, e, già che ci sei, perché si chiama limerick?
Ciao,
Antonio Tombolini

Max Di Brandimarte

unread,
Nov 18, 1997, 3:00:00 AM11/18/97
to

Ad Antonio Tombolini che ne ha fatto richiesta, riposto:

Parlando del limerick nella sua 'Grammatica della fantasia', Rodari
analizza soprattutto i contenuti del limerick, sulla base di quelli composti
da Edward Lear. Riporto i passi più importanti, aggiungendo esempi da me
scelti, tratti dalla raccolta di Lear:
"Con pochissime varianti, tutte autorizzate, i limericks ricalcano da
sempre la stessa struttura (...). Il primo verso contiene l'indicazione del
protagonista, nel secondo verso è indicata la sua qualità, nel terzo e
quarto verso si assiste alla realizzazione del predicato. Il quinto verso è
riservato all'apparizione di un espiteto finale, opportunamente
stravagante".

There was an Old Person of Chili
whose conduct was painful and silly;
he sat on the stairs
eating apples and pears,
that imprudent Old Person of Chili

"Alcune varianti sono in realtà forme alternative della struttura. Per
esempio, al secondo verso, la qualità del personaggio può essere indicata,
anziché da un semplice attributo, da un oggetto che egli possiede o da
un'azione che compie"

There was a Young Lady of Ryde
whose shoestrings were seldom untied
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

There was an Old Man of Columbia
who was thirsty and called out for some beer
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

"Il terzo e quarto, anziché alla realizzazione del predicato, possono
essere riservati alla reazione degli astanti"

There was an Old Person of Ems
who casually fell in the Thames;
and when he was found
they said he was drowned,
that unlucky Old Person of Ems

"Nel quinto, il protagonista può subire rappresaglie più serie che un
semplice epiteto"

There was an Old Person of Buda
whose conduct grew ruder and ruder;
till at last with a hammer
they silenced his clamour,
by smashing that Person of Buda

"' (...) penso che quando si tratta di costruire un nonsenso, ogni
pedanteria sarebbe fuori luogo. Si ricalca la struttura del limerick solo
perché è facile, collaudata e porta infallibilmente a un risultato, non per
eseguire un compito a scuola"

Quanto al nome, 'Limerick' è una città irlandese.

Ginzo

unread,
Nov 19, 1997, 3:00:00 AM11/19/97
to

Max Di Brandimarte wrote:

> Quanto al nome, 'Limerick' è una città irlandese.

E dev'essere per questo che si legge "Li`merik" e non "La`imrik".

Bye,

-= Ginzo =-

PC

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

Gian Carlo Macchi ha scritto nel messaggio
<3462df0a...@news.fth.sbs.de>...
>Visto che il mio server ultimamente ha qualche problema con
>it.discussioni.linguaitaliana, prova a spostarmi già qui.
>
>Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
>definire esattamente di che cosa si tratta?
>
>Gian Carlo mac...@scn.de
>

Limerick (con la maiuscola) è una cittadina industriale irlandese piuttosto
bruttina ... "questo per la precisione"
purtroppo però non ti so dire che cosa sia un limerick,ma forse c'è qualche
legame!
ciao
tupac...@iol.it

PC

unread,
Nov 27, 1997, 3:00:00 AM11/27/97
to

Max Di Brandimarte ha scritto nel messaggio <63upsi$s...@everest.vol.it>...
>G.C. Macchi wr:


>> Allora, visto l'interesse per i limerick, non sarebbe il caso di
>> definire esattamente di che cosa si tratta?
>

> Il limerick è una poesiola basata sul nonsense e sul gioco di parole,
>irlandese d'origine, ma che fino a qualche anno fa godeva di buona
>diffusione anche in Italia. Se ne sono occupati molto Stefano Bartezzaghi e
>Giampaolo Dossena (su Linus) e ne ha scritti alcuni pure Michele Serra. Il
>padre del limerick è riconosciuto in Edward Lear (vissuto nel 1800), i cui
>limericks sono stati tradotti in Italia da Carlo Izzo.

> Il limerick ha una precisa struttura metrica (per maggiori dettagli ti
>consiglio di ricostruire il thread su it.discussioni.linguaitaliana, se hai

>risolto il problema di connessione), ed è all'interno di essa che le nuove
>'creazioni' andrebbero impostate. In fondo, però, l'importante non è
contare
>le sillabe ma lasciar correre la fantasia (ma mi raccomando la rima).
> Da quando ho lanciato l'idea del limerick, sembra essersi diffusa una
>febbre che ha contagiato persino altri gruppi. Sono convinto che tutto ciò
>possa portare con successo verso la creazione del gruppo di giochi
>linguistici (niente enigmi!), altrettanto capaci di stimolare l'italiano
>della fantasia.
>
>Scrivo un messaggio assai strano
>a chi ama giocar con l'italiano
>L'impegno sarà duro
> ma esaltante di sicuro
>basta farci un poco la mano
>

>prosit
>Max Dib
>--
>glo...@advcom.it

Alcune canzoni dei Pougues sono composte usando i limerick (ad esempio
"Fiesta")
tupac...@iol.it


0 new messages