Il gruppo /stS/ non esiste in italiano standard (ma in alcuni dialetti del
Nord sě). Entrambe le parole si pronunciano con la "sc" di "scena".
La pronuncia corretta č /diSSi'nEtiko, *Servel'larsi/.
Ciao,
Paolo
Potrei sapere di quali dizionari ti avvali? C'č qualcosa in rete?
>Il gruppo /stS/ non esiste in italiano standard (ma in alcuni dialetti del
>Nord sě). Entrambe le parole si pronunciano con la "sc" di "scena".
>La pronuncia corretta č /diSSi'nEtiko, *Servel'larsi/.
Uhm, il Garzanti la pensa diversamente:
Lemma: discinetico
Fonetica: [dis-ci-ne-ti-co, pr. / distSi'nEtiko /]
Definizione: agg. [pl. m. -ci] (med.) relativo a discinesia
ś agg. e s. m. [f. -a] che, chi č affetto da discinesia.
Io uso abitualmente il gruppo /stS/ in entrambi i casi (ovviamente ciň non
significa niente), ma il fatto che le parole primitive (cinesi- e cervello)
si pronuncino in un determinato modo non significa nulla? A parte che mi
mette in crisi discinto (sempre da me pronunciato e sentito con la sci di
sciare): da discingere (che mi verrebbe da pronunciare con la /stS/...?
>Io uso abitualmente il gruppo /stS/ in entrambi i casi (ovviamente ciò non
>significa niente), ma il fatto che le parole primitive (cinesi- e cervello)
>si pronuncino in un determinato modo non significa nulla? A parte che mi
>mette in crisi discinto (sempre da me pronunciato e sentito con la sci di
>sciare): da discingere (che mi verrebbe da pronunciare con la /stS/...?
Mah... io mi limito a seguire l'uso corrente, quindi di-scinto con la
sci e dis-cinetico e s-cervellarsi. In queste parole è troppo forte il
richiamo dei sostantivi originari perchè possano essere pronunciate in
altro modo. Invece, per quel che riguarda discinto, quest'aggettivo
non è più sentito, dalla maggior parte dei parlanti, come composto da
dis e cinto. Questo probabilmente rende più agevole e "indolore" la
pronuncia con sci...
P.S. tutti sti "sci" stanno facendo impazzire il romagnolo che è in
me... ;)
Zao,
Fabio
Però il mio nonno di Firenze mi diceva sempre di scervellarsi con la "sci" e
di non "sciabattare" per casa, con la bella "sci" di sciatore.
>Perň il mio nonno di Firenze mi diceva sempre di scervellarsi con la "sci" e
>di non "sciabattare" per casa, con la bella "sci" di sciatore.
A Firenze dicono anche spengere invece di spegnere, č probabilmente č
piů "corretto", tuttavia l'uso corrente č un altro :)
Ah beh!
Se lo dice un fiorentino allora e' sicuramente corretto!
> Si dice discinetico con la ci di ciliegia o con la sci di scindere? E poi
> scervellarsi con la ce di cernia o con la sce di scena?
A Milano sicuramente tutti li dicono con s-ci separate. Per il primo che
e' parola colta, e' sicuramente la forma etimologicamente piu' corretta.
Per il secondo so che la forma toscana prevede la sce, ma a me pare e
suona piu' etimologicamente corretta la s-ce (ex-cerebrare ?)
Così faccio anch'io e quello di "discinetico" è uno dei quei bellissimi casi
in cui l'uso corrente ha soppiantato la regola grammaticale. Se così non
succedesse mai, le lingue non evolverebbero e sarebbero stantie!!
P.S. Condivido la tua sofferenza di romagnolo! :)))))))))
Cinzia
> Così faccio anch'io e quello di "discinetico" è uno dei quei bellissimi casi
> in cui l'uso corrente ha soppiantato la regola grammaticale.
Passi per dis-cinetico, che è termine d'uso non proprio quotidiano e
universale, ma scervellarsi con la sci lo sento ripetere ogni giorno
dal tabaccaio come dall'autista del pullman: tutti rigorosamente lo
pronunciano col gruppo iniziale di scivolo.
> succedesse mai, le lingue non evolverebbero e sarebbero stantie!!
Ma dobbiamo stare attenti a non prendere per evoluzione della lingua
una pronuncia particolare di una zona d'Italia (u nodd, a rrumagna).
Qui da noi sudati sudditi del sud nessuno dice s-cervellarsi.
--
«Nos mean y la prensa dice que llueve»
(su un muro di Buenos Aires)
«Ci pisciano addosso e la stampa scrive che piove»
Da noi avviene il contrario, se dici "scervellarsi" con il suono di "scena"
ti prendono tutti per uno snob!! A me personalmente piace di piů la
pronuncia che separa la "s" e la "c" perché la funzione del prefisso č piů
evidente.
>
> > succedesse mai, le lingue non evolverebbero e sarebbero stantie!!
> Ma dobbiamo stare attenti a non prendere per evoluzione della lingua
> una pronuncia particolare di una zona d'Italia (u nodd, a rrumagna).
> Qui da noi sudati sudditi del sud nessuno dice s-cervellarsi.
Ho letto recentemente un testo di sociolinguistica che sostiene che č la
lingua che si parla nei centri di potere (politico, culturale, economico)
quella che tende ad affermarsi e ciň potrebbe essere vero. Quindi non mi
stupirei se fra qualche anno parlassimo tutti milanese...... :))))))
A parte gli scherzi, potrebbe imporsi uno dei due modi di dire sull'altro
oppure entrambi potrebbero coesistere cosě come coesistono le diverse
pronunce e il diverso uso dei vocaboli.
>Ma dobbiamo stare attenti a non prendere per evoluzione della lingua
>una pronuncia particolare di una zona d'Italia (u nodd, a rrumagna).
>Qui da noi sudati sudditi del sud nessuno dice s-cervellarsi.
Be', nessuno dice che l'italiano parlato in Romagna sia il canone di
riferimento per la lingua italiana, no ? :)
Voi nella tua regione dite Scervellarsi e noi nella nostra diciamo
sCervellarsi. E' una di quelle piccolezze che differenziano le diverse
varianti regionali della nostra lingua e la rendono più interessanti,
non credi ? :)
Mi viene in mente una cosa... un oggetto non centrato bene, lo dici
Scentrato, o sCentrato ? Lo so che l'aggettivo non è il massimo, ma
esiste. Ad esempio, sul Garzanti dice questo:
scen-tra-re; pr. / stSen'trare /]
Etimologia: Comp. di s- e centrare
Ciao
Fabio
>Così faccio anch'io e quello di "discinetico" è uno dei quei bellissimi casi
>in cui l'uso corrente ha soppiantato la regola grammaticale. Se così non
>succedesse mai, le lingue non evolverebbero e sarebbero stantie!!
>
>P.S. Condivido la tua sofferenza di romagnolo! :)))))))))
Shoffriamo in shilenzio... :))))
Scusate l'OT, è stato più forte di me ;)
Ciao
Fabio
> Voi nella tua regione dite Scervellarsi e noi nella nostra diciamo
> sCervellarsi. E' una di quelle piccolezze che differenziano le diverse
> varianti regionali della nostra lingua e la rendono più interessanti,
> non credi ? :)
Niente in contrario. Purche' non si pretenda di dire "la mia
pronuncia è pi' giusta della tua, cicca cicca" come i bambini (o i
bimbini? In Toscana si dice cosi') :-)
> Mi viene in mente una cosa... un oggetto non centrato bene, lo dici
> Scentrato, o sCentrato ? Lo so che l'aggettivo non è il massimo,
Non lo usiamo infatti, ma se dovessi direi scentrato come scemo .-)
Preferisco "fuori centro" o "decentrato".
> Ho letto recentemente un testo di sociolinguistica che sostiene che è la
> lingua che si parla nei centri di potere (politico, culturale, economico)
> quella che tende ad affermarsi e ciò potrebbe essere vero. Quindi non mi
> stupirei se fra qualche anno parlassimo tutti milanese...... :))))))
Be', non è che l'avellinese di De Mita fosse meglio... lo dico da
meridionale. Se poi vogliamo parlare dell'attuale maggioranza,
Il problema è politico, non linguistico ;-)
> A parte gli scherzi, potrebbe imporsi uno dei due modi di dire sull'altro
> oppure entrambi potrebbero coesistere così come coesistono le diverse
> pronunce e il diverso uso dei vocaboli.
Non ci vedrei niente di male. In fondo, esistono diverse varianti
regionalòi dell'italiano, e nessuno riuscirebbe mai a farmi
pronunciare "confezione" con la bocca atteggiata a bobbiuolo di rosa
come fanno i fini dicitori :-)
--
via, via, via, entra e fatti un bagno caldo
c'è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo,
Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi..
No. Un fiorentino non dirà mai di "non sciabattare" in casa per ben due
motivi:
- l'attenuazione da [tS] a [S] avviene solo DOPO vocale;
- il grado d'attenuazione è sempre debole "di ciabattare" diventa
[diSabat'tare] ma mai [diSSabat'tare] con la [SS] di "uno sciatore"
[unoSSia'tore].
Ciao,
Paolo
> Niente in contrario. Purche' non si pretenda di dire "la mia
> pronuncia è pi' giusta della tua, cicca cicca" come i bambini (o i
> bimbini? In Toscana si dice cosi') :-)
A Firenze si dice solo "bambino", sulla costa (Pisa, Livorno) "bimbo".
Ciao,
Paolo
Dizionario d'ortografia e pronunzia (DOP), edizioni ERI (quello ufficiale
della RAI);
Dizionario di pronuncia italiana (DiPI) Zanichelli.
Il DOP accetta anche una pronuncia /dis tSi'nEtiko/ con una pausa tra /s/ e
/tS/. Negli altri casi prevede solo /SS/, /S/ all'inizio con eventuale
raddoppiamento se preceduto da vocale.
Il DiPI considera le pronunce con /stS/ "tollerate", che si possono usare
per occasioni informali ma non certo per chi fa un uso professionale della
lingua.
In Toscana non si usa mai /stS/. Talvolta si usa invece /zdZ/ in "disgelo":
/diz'dZElo/ oppure /diZ'ZElo/.
> C'č qualcosa in rete?
Credo di no. C'č il Garzanti che č di quanto piů inattendibile ci sia per la
pronuncia: vedi il caso clamoroso di "cielo" *[cič-lo] (!).
Ciao,
Paolo
> Così faccio anch'io e quello di "discinetico" è uno dei quei bellissimi
casi
> in cui l'uso corrente ha soppiantato la regola grammaticale. Se così non
> succedesse mai, le lingue non evolverebbero e sarebbero stantie!!
Qui non ti seguo molto. E' vero la lingua e' il risultato anche di errori e
fraintendimenti, pero' perseverare e' diabolico :) almeno per individui
attenti come coloro che intervengono su questo newsgroup.
Siamo d'accordo sulla pronuncia di cinesi, ciabatta, cervello, centro e
allora
perche' negare l'evidenza e permettere alla pronuncia di sviare dalla parola
primitiva senza motivo (perche' cosi' fanno in tanti non mi sembra un buon
motivo...).
Ricordo che una vecchia edizione di un vocabolario, il Palazzi, evidenziava
nelle definizioni i 'modi errati' (il più delle volte a livello semantico).
Ora, senza fare crociate, si potrebbe almeno concordare sul fatto che si
dovrebbe pronunciare "cosi' e cosi'".
Altrimenti cosa rispondo a quei ragazzi che mi dicono "prof, le doppie non
le ho azzeccate ma l'importante è capirsi"
carrom
> > bimbini? In Toscana si dice cosi') :-)
> A Firenze si dice solo "bambino", sulla costa (Pisa, Livorno) "bimbo".
Quand'ero a Pisa- ci ho vissuto due anni- sentivo dire da tutti "i
bimbini". Forse negli ultimi vent'anni l'uso è cambiato?
> Ciao,
Ciao
>Niente in contrario. Purche' non si pretenda di dire "la mia
>pronuncia è pi' giusta della tua, cicca cicca" come i bambini (o i
>bimbini? In Toscana si dice cosi') :-)
Ma certo, era proprio questo che intendevo dire :)
>Non lo usiamo infatti, ma se dovessi direi scentrato come scemo .-)
ok, però così facendo si perde il riferimeno a 'centro', che con
l'altra pronuncia è invece chiarissimo...
Cioè,
Se io vengo a Firenze e dico: "la ruota di quella bicicletta è
Scentrata!" forse mi capiscono tutti, ma se lo dico in qualsiasi altra
parte d'Italia ?
Se dico quella ruota è s-Centrata sono sicuro che mi capiranno
ovunque. Magari penseranno che ho un modo di parlare strano, per i
loro usi linguistici, però comunque sono sicuro che mi capiranno :)
> Se dico quella ruota è s-Centrata sono sicuro che mi capiranno
> ovunque. Magari penseranno che ho un modo di parlare strano, per i
> loro usi linguistici, però comunque sono sicuro che mi capiranno :)
Sei proprio sicuro che un calabrese medio collegherebbe
istantaneamente quel suono inaudito s'c con la parola centro?
Io, posto che non lo sapessi, mi s-cervellerei un bel po' prima di
arrivarci... prima mi verrebbe in mente un innaffiatore da giardino
(potapotapota s-c s-c s-c).
Comunque sia, che ognuno pronunci come crede, purché non... centri
gli occhi dell'interlocutore (io ho gli occhiali, no problem..)
Tutta sta fatica..invece se avessi detto decentrato o fuori centro ti
avrebbero capito tutti...
>Sei proprio sicuro che un calabrese medio collegherebbe
>istantaneamente quel suono inaudito s'c con la parola centro?
A questo punto non resta che trovare un calabrese medio e provare
:))))
>Io, posto che non lo sapessi, mi s-cervellerei un bel po' prima di
>arrivarci... prima mi verrebbe in mente un innaffiatore da giardino
>(potapotapota s-c s-c s-c).
bergamasco ? ;)
>Comunque sia, che ognuno pronunci come crede, purché non... centri
>gli occhi dell'interlocutore (io ho gli occhiali, no problem..)
hehe giusto giusto :)
>Tutta sta fatica..invece se avessi detto decentrato o fuori centro ti
>avrebbero capito tutti...
Vabbè, questo è scontato, si faceva per fare un esempio :)
Ciao,
Fabio
E bonu dicisti: u nodd, a rrumagna.
Pir caso a Milanu si dici diversamenti?
Santino
No. Forse mi sono espresso male.
A Firenze si dice "bambino".
A Pisa e Livorno si dice "bimbo".
È rarissimo sentir dire "i bimbi" a un fiorentino e "i bambini " a un
pisano.
Ciao,
Paolo
allora credo che siamo d'accordo........... :))
Questa č una questione spinosa, soprattutto per chi come te e me č
responsabile verso altri della correttezza del linguaggio. Da parte mia,
credo che bisogni tendere alla correttezza mantenendo perň un atteggiamento
aperto e abbastanza tollerante verso le "devianze". Bisogna chiudere un
occhio se i ragazzi usano forme non corrette nel parlato (io non mi
scandalizzo piů per un "te" al posto di un "tu" o per un indicativo al posto
di un congiuntivo) ma bisogna fare in modo che siano consapevoli che si
tratta di forme scorrette, che sappiano quali sono quelle esatte e che usino
sempre queste ultime nello scritto.
Quanto al capirsi, finché gli scarti dalla regola sono pochi la comprensione
non č inficiata ma bisogna spiegare ai ragazzi che, se si continuano a
tollerare tutte le forme scorrette, si potrebbe arrivare ad un punto in cui
non c'č piů un uso unico della lingua. Allora, la comprensione e la
comunicazione potrebbero diventare problematiche e i fraintendimenti
sarebbero all'ordine del giorno.
> > pronunciare "confezione" con la bocca atteggiata a bobbiuolo di rosa
> > come fanno i fini dicitori :-)
Ovviam., volevo scrivere "bocciuolo". Erore di bottitura f'u.
Volavo sqrriwere ciusto, ma misi sono ncroccati i diti. :-)
> allora credo che siamo d'accordo........... :))
Fernando, un caffè per la signora :-|
> È rarissimo sentir dire "i bimbi" a un fiorentino e "i bambini " a un
> pisano.
Ah, si', avevo equivocato :-). Mi copro il capo di cenere di Toscano.
PS: la merenda che etimo ha? Dal verbo meritare (mereo, es)?
Allora i bimbi cattivi non hanno diritto? E gli adulti maleducati?
--
Con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare?
(Gaber)
Chiariamo una cosa: io ho passato quindici giorni a Nusco, e non ho mai
sentito pronuncie "alla Via col vento". Quella di demita è quindi un
idiopronuncia (si può dire?).
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Quando stringe la man Cesare a Piero
da quella stretta umano sangue stilla.
(G. Carducci)
--------------------------
Grazie, lo prendo volentieri!! :)))))))))
>Allora, la comprensione e la comunicazione potrebbero diventare problematiche e i fraintendimenti
>sarebbero all'ordine del giorno.
Non solo, parlare male la propria lingua è anche causa di una minore
considerazione, come ci insegna la sociolingusitica ;)
Direi che ciò si applica solo in parte al caso italiano. Tieni conto la
maggior parte di testi di sociolinguistica è scritta da studiosi
anglosassoni. Nei paesi dove si parla inglese, soprattutto in GB, è
verissimo che se non hai la Received Pronunciation non puoi sperare di fare
carriera in posti di prestigio. In Italia non è così. Pensa a tutti i
politici che parlano male italiano o con fortissime inflessioni regionali
(De Mita, Bossi......). Pensa a quei giornalisti e personaggi televisivi che
non azzeccano un congiuntivo neanche a morire o che parlano romanesco con
gli infiniti troncati ecc. (Costanzo). Pensa alla famosa astrofisica
Margherita Hack che parla un Toscano così marcato che nemmeno i comici suoi
corregionali hanno il coraggio di arrivare a tanto. Potresti mai
immaginartti un personaggio dalla parlata (e dalla volgarità) di Funari in
un programma della BBC?
Cinzia
>Potresti mai immaginartti un personaggio dalla parlata (e dalla volgarità) di Funari in
>un programma della BBC?
Be', francamente sì ;)
In ogni caso pensavo più allo scritto che al parlato. Sul parlato sono
d'accordissimo con te, in Italia, per fortuna, non ci si deve
uniformare ad un unico standard linguistico
Da un lato è una fortuna ma dall'altro, quando si esagera in scorrettezza,
dialettismi e volgarità di modi, non lo è. Anche qui, come spesso, il giusto
sta nel mezzo. Non è necessario che parliamo tutti con perfetta dizione
attoriale e con la proprietà di un professore di italiano ma mi sembra che
un giornalista o un personaggio televisivo debbano avere quantomeno un
linguaggio tendenzialmente corretto anche nel parlato. Purtroppo i
giornalisti fanno anche parecchi errori nello scritto e questo non lo trovo
molto accettabile.
> On Sun, 27 Jan 2002 15:25:19 GMT, "Cinzia" <bon...@libero.it> wrote:
> >Potresti mai immaginartti un personaggio dalla parlata (e dalla volgarità) di Funari in
> >un programma della BBC?
> Be', francamente sì ;)
Per quel poco che ne capisco, anche in USA non mancano esempi di
politici che si esprimono in modo non proprio irreprensibile. Valga
per tutti il confronto tra la dizione chiara, scandita di Clinton e
quella tutt'altro che .polite., che definirei burina, di Bush. Non
crdo sia solo colpa mia se intendevo perfettamente il primo mentre ho
serie difficoltà col secondo...
> In ogni caso pensavo più allo scritto che al parlato. Sul parlato sono
> d'accordissimo con te, in Italia, per fortuna, non ci si deve
> uniformare ad un unico standard linguistico
Per quel che riguarda lo scritto, d'accordissimo anch'io. Quel che è
peggio, naturalmente, sono gli errori di sintassi, che rivelano
incapacità di articolare il pensiero. Per un giornalista mi sembra
inaccettabile.
Sì, il discorso della pronuncia corretta vale soprattutto per la GB dove la
Received Pronunciation è tenuta in gran conto e considerata praticamente
necessaria per chi vuole ricoprire o già ricopre posizioni di prestigio.
>
> > In ogni caso pensavo più allo scritto che al parlato. Sul parlato
sono
> > d'accordissimo con te, in Italia, per fortuna, non ci si deve
> > uniformare ad un unico standard linguistico
>
> Per quel che riguarda lo scritto, d'accordissimo anch'io. Quel che è
> peggio, naturalmente, sono gli errori di sintassi, che rivelano
> incapacità di articolare il pensiero. Per un giornalista mi sembra
> inaccettabile.
Sì proprio inaccettabile!
Cinzia
> No. Un fiorentino non dirà mai di "non sciabattare" in casa per ben due
> motivi:
Eppure GIURO che lo diceva.
Ah, poi, ho controllato su "Si dice o non si dice" del Gabrielli. Lì, al
contrario di qualche vocabolario, sostiene che sia un errore inventarsi
pronunce che in italiano non esistono, e raccomanda di usare sempre la sci-
di sciatore ogni volta che si incontri il gruppo "-sci-" o "-sce-". Un
parere come un altro insomma, però mi fa essere in buona compagnia: io non
sopporto la pronuncia s-cervellarsi.
(sono sempre Stefano ma ho cambiato nick)
>io non sopporto la pronuncia s-cervellarsi.
Esagerato :p
Senbee Norimaki wrote:
> io non
> sopporto la pronuncia s-cervellarsi.
Ah, non la sopporti? allora sai cosa ti dico? s-ciopa!
:-))
> > sopporto la pronuncia s-cervellarsi.
> Ah, non la sopporti? allora sai cosa ti dico? s-ciopa!
Cos'č, una contrazione di sciopera? :-)
Si', ammetto che anche a me quella stch da' fastidio, soprattuttp
perche' non so pronunciarla. E' tutta invidia, naturalmente.
:-))
---;.'?
ĄIntelijencia, dáme
el nombre exacto de las cosas!
... Que mi palabra sea
la cosa misma,
creada por mi alma nuevamente.
(...)J.R.Jiménez
>> io non sopporto la pronuncia s-cervellarsi.
> Ah, non la sopporti? allora sai cosa ti dico? s-ciopa!
Allora chissà se qualcuno ti dicesse che non sopporta la pronuncia
s-centare. :=)
Ciao.
Gian Carlo
> Non lo usiamo infatti, ma se dovessi direi scentrato come scemo .-)
> Preferisco "fuori centro" o "decentrato".
Ma in meccanica "scentrare" è termine tecnico, e non si può sostituire
ad libitum.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Pronunciato come? Alla facoltà d'Ingegneria di Napoli dicevano
"scentrare" con la sci :-)....