Si comunica quanto segue: bla....bla....bla..... (quindi con i due punti)
oppure
si comunica quanto di seguito riportato. (punto e poi si continua)
Io invece continuo a scrivere
Si comunica quanto segue. (punto) Bla....bla....bla..... (anche perchč
spesso prima c'č una frase lunghissima nello stesso periodo)
Voi che dite?
Secondo me sono seghe mentali del mio responsabile troppo pignolo...
Ciao
Simo
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Ho da sempre questo "scontro" con il mio responsabile, sull'uso della
> punteggiatura
Aggiungi una decina di virgole, duepunti e puntievirgola in fondo al foglio
e il respondabile dovrebbe ritenersi soddisfatto ;-)
--
Enrico C
> Ho da sempre questo "scontro" con il mio responsabile, sull'uso della
> punteggiatura
> Lui dice che sono corrette queste due frasi:
>
> Si comunica quanto segue: bla....bla....bla..... (quindi con i due punti)
> oppure
> si comunica quanto di seguito riportato. (punto e poi si continua)
>
> Io invece continuo a scrivere
> Si comunica quanto segue. (punto) Bla....bla....bla..... (anche perchč
> spesso prima c'č una frase lunghissima nello stesso periodo)
>
> Voi che dite?
> Secondo me sono seghe mentali del mio responsabile troppo pignolo...
Be', dal tuo esordio mi sembra di capire che
i problemi di punteggiatura ce li hai proprio :-)
Il problema si risolve in un modo solo: eliminando "si comunica
quanto segue" che č ridondante.
Se scrivi una lettera a qualcuno gli vorrai pure comunicare
qualcosa, no? A che serve allora dirgli anche che gli stai
comunicando qualcosa?
=====
Oggetto: UCAS - Orario di ufficio
L'orario di ricevimento del pubblico presso lo sportello
UCAS č:
lunedě-venerdě 8:00-8:15
Cordiali saluti
=====
Oggetto: UCAS - Orario di ufficio
Si comunica quanto di seguito riportato. L'orario di ricevimento del
pubblico presso lo sportello UCAS č:
lunedě-venerdě 8:00-8:15
Cordiali saluti
=====
Che differenza fa? Elimina, taglia. Rendi le cose comprensibili.
Togli tutti i "Con la presente si informa che": stai appunto
inviando la presente per informare! "Si informa che" basta e
avanza.
Ciao
Enrico
> Se scrivi una lettera a qualcuno gli vorrai pure comunicare
> qualcosa, no? A che serve allora dirgli anche che gli stai
> comunicando qualcosa?
Una certa standardizzazione nello stile di scrittura da ufficio aiuta la
lettura a colpo d'occhio dei documenti e mette in risalto i passaggi
fondamentali degli stessi.
In questo senso, ciň che viene dopo i due punti acquista un'evidenza
particolare. Io propenderei per la scelta del capo (anche perché non č
molto intelligente contrariare un capo su una questione di sě poca
importanza).
--
adamski
> Ho da sempre questo "scontro" con il mio responsabile, sull'uso della
> punteggiatura
> Lui dice che sono corrette queste due frasi:
>
> Si comunica quanto segue: bla....bla....bla..... (quindi con i due punti)
> oppure
> si comunica quanto di seguito riportato. (punto e poi si continua)
>
> Io invece continuo a scrivere
> Si comunica quanto segue. (punto) Bla....bla....bla..... (anche perchè
> spesso prima c'è una frase lunghissima nello stesso periodo)
>
> Voi che dite?
> Secondo me sono seghe mentali del mio responsabile troppo pignolo...
Ho l'impressione però che tu gli stia dando una mano.
Le frasi sono ambedue corrette anche sotto l'aspetto
stilistico.
Però - pignoleria per pignoleria - la tua è destinata
a soccombere per problemi gerarchici.
Dunque, perché non l'assecondi?
Bruno
--
Questa è una firma automatica di MesNews.
Sito: http://www.mesnews.net
"simo" <sempl...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:83Z139Z202Z2Y1...@usenet.libero.it...
Amleto: il danese.
Sbagli................
"se sei Fracchia , ha ragione il capo".
Essere o non essere.
Ser.
> Però - pignoleria per pignoleria - la tua è destinata
> a soccombere per problemi gerarchici.
> Dunque, perché non l'assecondi?
>
perchè se la frase è sbagliata, è sbagliata....e cmq lui è stato il primo a
dirmi "trova un professore di italiano che confermi l'una o l'altra
versione, così o io o te ci correggiamo"
E poi, visto che queste lettere vengono lette da una persona terza, vorrei
nn fare la figura dell'ignorante....
non è detto che si debba sempre continuare sulla strada sbagliata, anche se
lo dice il capo... :))
Allora ho mooolta ragione io :)
In amicizia e senza offesa, ho sempre pensato che frued fosse un malato di
sesso ed ossessionato da esso....e queste cose che mi dici mi confermano
ancora di + questa cosa. non si può ricondurre tutto al sesso!!!!! Il mio
responsabile mi corregge una frase e la conclusione è che vuole venire a
letto con me???????? ma siete pazzi?????
A parte che c'è il ragionevole dubbio che sia dell'altra sponda, le azioni
degli uomini (in senso lato, del genere umano) non hanno sempre come fine il
sesso, qualsiasi cosa facciano....
cmq. per tornare alla tua domanda, ecco l'opinione del lancillotti:
Della Scrittura in generale
L'Arte di ben rappresentare agli occhi i suoni, o le voci, che si
esprimono per farsi intendere, si appella con parola Italiana
Scrittura, e con parola Greca Ortografia. La Scrittura è un'immagine
del parlar pronunziato. Ed egli è già gran tempo, che in Italia si è
riconosciuto per vero, e general fondamento dello scrivere Italiano
corretto, lo scrivere, come va pronunziato. Ma oltre alle regole, che
riguardano il parlare, ve ne sono alcune particolari, che riguardano lo
scrivere. Di queste rimane a vedere.
Il parlare è una serie di Proposizioni; e si spiega per Incisi, per
Membri, e Periodi.
Il Periodo è un gruppo di membri, e d'incisi fra se stessi intrecciati;
e tanti appunti, quanti bastano a spiegare il nostro sentimento.
Il Membro è un ammasso di parole, che contiene una, o più proposizioni,
che formano parte del Periodo.
L'Inciso è un ammasso di parole, che comprende una proposizione, la
qual è parte del membro.
Se più di quattro membri contiene, si dice Periodico il parlare. Se i
membri, o gl'incisi non hanno intreccio, ma sussistono sciolti per se
stessi, membrato, o inciso il parlare si è detto.
L'unione, e la separazion delle nostre idee, che negl'incisi, ne'
membri, e nel periodo si contengono, siccome con le pause parlando si
dinota, così con la punteggiatura scrivendo si accenna. Il punto, che
ha questa figura (.), dinota un riposo perfetto; i due punti, i quali
sono di questa forma (:) dinotano un riposo imperfetto; il punto e le
virgola, che in questo modo si segnano (;) dinotano un riposo minore; e
la virgola, che in questa guisa si mette (,) dinota una semplice
distinzione.
Prima di trattar particolarmente di questi segni, a mio credere,
gioverà osservarne l'uso in generale in questo esempio del Boc.G.6.N.1.
Giovani, Donne, (principio del Periodo), come ne' lucidi sereni sono le
stelle ornamento del Cielo (Inciso), e nella primavera i fiori de'
verdi prati (Inciso), e de' Colli i rivestiti arboscelli; (altro Inciso
che unito a' precedenti forma il primo membro del periodo), così de'
laodevoli costumi, e de' ragionamenti belli sono i leggiadri motti:
(secondo membro) i quali, perciocché brievi sono, tanto stanno meglio
alle Donne, che agli Uomini, quanto più alle Donne, che agli uomini, il
molto parlar si disdice. Terzo membro, e fine congiunto al principio
del Periodo. Le virgole dividono gl'incisi; il punto e la virgola il
membro: i due punti chiudono il secondo membro; ed il punto, mostrando
il fine, ferma il periodo.
CAPITOLO III
Del Punto con la Virgola, e de' due Punti
Il Punto con la virgola s'impiega o per distinguer nel Periodo i
membri, come si è veduto nell'esempio addotto nel Cap. I., ovvero per
discernere le cose susseguenti dalle premesse, onde dipendono: come,
Negli Stati di Europa si distinguono quattro spezie di governi; cioè a
dire, il Dispotico, il Monarchico, l'Aristocratico, e il Democratico.
I due punti l'un sopra l'altro mostrano compito il sentimento ne'
membri, che lo racchiudono, e significano, che vi rimane di aggiungere
qualche circostanza, che serve ad estender, o a dichiarare le cose
precedenti. Ciò si rileva dall'esempio addotto nel Cap. I, e si potrà
parimente rilevare da quest'altro esempio. Mi diede per moglie ad un da
Gergenti, gentiluomo dabbene, il quale per amor di mia madre, e di me
tornò a stare a Palermo: e quivi cominciò ad avere alcun trattato col
Re Carlo: il quale sentito dal Re Federigo, fu cagione di farci fuggire
di Cicilia. Boc.G.2.N.5.
dalla cui lettura si capisce che uso corretto sarebeb quello del punto.
ma, come già detto, puoi regolarti come meglio credi.
Brava. Fra l'altro, caro Amleto, a parte l'inutile ineleganza della
parola "racchia", che però magari si può spiegare con il suo
significato, una donna non è bella perché si conforma ad uno standard
prefissato, ma perché induce quanti la incontrano a mettersi a sua
disposizione. E non è detto che, se le cose si svolgono civilmente,
non vi sia "trippa per gatti", altra espressione non del tutto adeguata
al tutte le possibili implicazioni e conseguenze della situazione,
tanto nella parola "trippa" che in quella "gatti" e nell'immagine di
gatti puzzolenti e arrapati che si avventano sula trippa, andiamo, si
possono trovare mille altri metafore meno volgari. Quindi mi pare che
fare illazioni sulle intenzioni degli attori sia poco utile e che la
cosa sacrosanta l'abbia detta Enrico C.: la frase è ridondante e va
elminata.
Ora, dipende tutto da come cimo, comunicando di aver chiesto la
consulenza del più qualificato empireo linguistico disponibile
oggigiorno, e che si è prontamente dichiarato pronto a qualsiasi sfida
per compiacerla, glielo dice: può adoperare un tono secco castrante o
un tono flautante: è una fantasia indebita o un'ostacolo sgradito?
Come al solito, è la donna a decidere.
Ciao, F.
Ok.
Credo che ambedue le modalità siano corrette.
Credo che sia modalità più frequente scrivere "comunico/allego
quanto segue" due punti e a capo.
Io scriverei così.
Ciao
Bruno
> Il problema si risolve in un modo solo: eliminando "si comunica
> quanto segue" che è ridondante.
Calorosi applausi!
Da tempo applico questa regola: forse perché non ho un capo :-)
--
Luisella
indulgendo Genio
>Se sei carina hai ragione tu,
>se sei racchia ha ragione il capo.
>
>
Fortunate le racchie, allora, che talvolta possono anche aver ragione.
Sai che soddisfazione?
--
somekindanerve
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Adoro le citazioni perchè è una gioia ritrovare i propri pensieri, espressi bene, con molta autorità, da qualcuno che reputiamo più saggio di noi. (Marlene Dietrich)
-------------------------------------------------------------------
[ elimina la televisione per scrivermi ]
>
>Il problema si risolve in un modo solo: eliminando "si comunica
>quanto segue" che è ridondante.[cut]
>
Il tuo discorso può forse valere nel linguaggio della posta elettronica
che, per sua natura, tende ad essere immediata e concisa, volta
esclusivamente a comunicare il necessario.
E' vero che passando per circolari e sms la nostra comunicazione si è
notevolmente ridotta, ma non vorrei che dimenticassimo totalmente le
regole della buona scrittura epistolare che, per quanto modificatesi nel
tempo e negli usi secondo le esigenze, sono comunque alla base della
buona comunicazione (leggi: buona educazione).
Del resto anche quando siamo al telefono ci prepariamo al congedo con
frasi come "bene, ti saluto" o "ora ti saluto"; se dicessimo soltanto
"ciao" o "a risentirci" all'improvviso, subito dopo aver concluso gli
argomenti, non saremmo guardati un po' di sbieco?
[...]
> E' vero che passando per circolari e sms la nostra comunicazione si è
> notevolmente ridotta, ma non vorrei che dimenticassimo totalmente le
> regole della buona scrittura epistolare che, per quanto modificatesi nel
> tempo e negli usi secondo le esigenze, sono comunque alla base della
> buona comunicazione (leggi: buona educazione).
"Vi comunichiamo quanto segue" è davvero inutile. Diversa è un'introduzione
preparatoria, come "ti scrivo per comunicarti una brutta notizia: ...".
> Del resto anche quando siamo al telefono ci prepariamo al congedo con
> frasi come "bene, ti saluto" o "ora ti saluto"; se dicessimo soltanto
> "ciao" o "a risentirci" all'improvviso, subito dopo aver concluso gli
> argomenti, non saremmo guardati un po' di sbieco?
- Vaaa bene... Vaaa... Senz'al... Ciii vedia... Arrivede... A risenti...
Non manch... Anche a t... Anche a t... Ti sal... Ciao.
Ciao, FB
--
"The doctors found out that Bunbury could not live, that is what I mean—so
Bunbury died."
"He seems to have had great confidence in the opinion of his physicians."
("The Importance of Being Earnest", Oscar Wilde)
> regole della buona scrittura epistolare che, per quanto modificatesi nel
> tempo e negli usi secondo le esigenze, sono comunque alla base della
> buona comunicazione (leggi: buona educazione).
Quando le regole impongono perifrasi e, diciamolo pure, salamelecchi,
preferisco ignorarle. Scrivo lettere, relazioni, studi di fattibilità
senza artifici barocchi e ho sempre riscontrato apprezzamento: non sono
mai stata tacciata di maleducazione, semmai di chiarezza.
--
Luisella
indulgendo Genio
>>Se sei carina hai ragione tu,
>>se sei racchia ha ragione il capo.
>>
> Fortunate le racchie, allora, che talvolta possono anche aver
> ragione. Sai che soddisfazione?
Esiste una versione maschile di "racchia"?
(ogni riferimento a persone qui presenti è casuale, oltre che
impossibile)
--
"Hodie mihi, cras idem."
-- ADPUF
Esiste, ed è il maschile di racchia: racchio.
Bruno
>> Esiste una versione maschile di "racchia"?
>> (ogni riferimento a persone qui presenti è casuale, oltre che
>> impossibile)
>
> Esiste, ed è il maschile di racchia: racchio.
Sapresti dirmi se è usato spesso dalle donne quanto dagli
uomini?
--
"Pecunia non olet, sed scarseggiat semper."
-- ADPUF
Vuoi dire se è usato dalle donne tanto spesso quanto lo
è dagli uomini?
No, non saprei.
Bruno
> Vuoi dire se è usato dalle donne tanto spesso quanto lo
> è dagli uomini?
> No, non saprei.
Penso di no. Le donne danno meno importanza all'aspetto fisico,
anzi, credo che le donne stesse usino più spesso il femminile del
maschile.
Però, se è proprio uno scorfano...
k
non sono
> mai stata tacciata di maleducazione, semmai di chiarezza.
Quello che ti ha "tacciata" di chiarezza è un oscurantista. Che taccia.
g
> Penso di no. Le donne danno meno importanza all'aspetto fisico,
> anzi, credo che le donne stesse usino più spesso il femminile del
> maschile.
>
> Però, se è proprio uno scorfano...
o magari un... ehm... cesso...
g
> Quello che ti ha "tacciata" di chiarezza
Va bene, va bene, me la sono cercata: farò un minuto di penitenza :-)
--
Luisella
indulgendo Genio
>> Esiste una versione maschile di "racchia"?
>> (ogni riferimento a persone qui presenti è casuale, oltre che
>> impossibile)
>
>Esiste, ed è il maschile di racchia: racchio.
Opperbacco! Ma così è fuorviante! ;-)
Racchia è il femminile di racchio.
Senza contare che negli scritti del Belli "racchia" era donna leggiadra e
bella.
--
Ciao
Sergio®
> Racchia è il femminile di racchio.
Spiega, spiega.
> Senza contare che negli scritti del Belli "racchia" era donna
> leggiadra e bella.
Spiega, spiega.
--
"Verba volant, scripta claxon."
-- ADPUF
>> Penso di no. Le donne danno meno importanza all'aspetto
>> fisico, anzi, credo che le donne stesse usino più spesso il
>> femminile del maschile.
>>
>> Però, se è proprio uno scorfano...
>
> o magari un... ehm... cesso...
Quindi non è molto usato. Meno male.
--
"La zovine salte e bale, la viele tire l'ale."
[...]
> Spiega, spiega.
[...]
> Spiega, spiega.
Si è avvolto dalla parte opposta.
Ciao, FB
--
"Golden orb... The golden orb... The golden orb..."
(Cold Comfort Farm, the film)
>on 23:20, martedì 19 aprile 2005, Sergio(R) wrote:
>
>> Racchia è il femminile di racchio.
>
>Spiega, spiega.
In "natura" esiste il racchio e non la racchia, nei dizionari esiste
racchio e racchia è la sua logica declinazione.
La maggiore "popolarità" di racchia su racchio è di origine... ehm...
letteraria: "Genoveffa la racchia" sul Marc'Aurelio.
>> Senza contare che negli scritti del Belli "racchia" era donna
>> leggiadra e bella.
>
>Spiega, spiega.
Chettedevodi', er Belli era sempre controcorente!
--
Ciao
Sergio®
>>> Racchia è il femminile di racchio.
>>
>>Spiega, spiega.
>
> In "natura" esiste il racchio e non la racchia, nei dizionari
> esiste racchio e racchia è la sua logica declinazione.
Hai ragione, viene da raculum, un grappolo di uva mal riuscito.
Lì vicino c'è "racchiocciolare", mi chiedo chi potrebbe averlo
mai usato.
--
"Nisi caste, saltem in aute."
-- ADPUF