Fin dall’antichità, nel mito d'Atena, la Civetta fu portata ad
esempio di arguzia e sapienza.
Atena infatti, incarna pienamente la dea della saggezza e della chiarezza.
E la chiarezza si rispecchia negli occhi. Non a caso il suo soprannome più
ricorrente è glaucopide, che si traduce come “dagli occhi celesti” ovvero
“dagli occhi di civetta” dal Greco glaucos (azzurro) o glaux (civetta).
Se ne deduce, che la forma e le dimensioni dei loro occhi, colpirono
l’umana fantasia sin dai tempi più remoti, aggiunto ovviamente alle note
abitudini crepuscolari di questi uccelli. L’etimologia del termine
associativo, è del tutto simile e significa splendente, ma parimenti
glaucos era riferito al colore splendente; in effetti cosa caratterizza
meglio una Civetta rispetto agli altri uccelli se non l’occhio grande e
splendente? In quegli occhi gli antichi ravvisarono l’essenza d' Atena. Fu
così dunque che la nostra Civetta, divenne l’animale sacro alla dea.
felix
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Lo segnali per le virgole tra soggetto e predicato?
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