Maurizio Pistone explained :
> Bruno Campanini <
brun...@libero.it> wrote:
>
>> Ma dov'è che Dante parla di fattore come termine della
>> moltiplicazione?
>
> Vita Nova:
>
> Io dico che, secondo l'usanza d'Arabia, l'anima sua nobilissima si
> partio ne la prima ora del nono giorno del mese; e secondo l'usanza di
> Siria, ella si partio nel nono mese de l'anno, però che lo primo mese è
> ivi Tisirin primo, lo quale a noi è Ottobre; e secondo l'usanza nostra,
> ella si partio in quello anno de la nostra indizione, cioè de li anni
> Domini, in cui lo perfetto numero nove volte era compiuto in quello
> centinaio nel quale in questo mondo ella fue posta, ed ella fue de li
> cristiani del terzodecimo centinaio. Perché questo numero fosse in tanto
> amico di lei, questa potrebbe essere una ragione: con ciò sia cosa che,
> secondo Tolomeo e secondo la cristiana veritade, nove siano li cieli che
> si muovono, e, secondo comune oppinione astrologa, li detti cieli
> adoperino qua giuso secondo la loro abitudine insieme, questo numero fue
> amico di lei per dare ad intendere che ne la sua generazione tutti e
> nove li mobili cieli perfettissimamente s'aveano insieme. Questa è una
> ragione di ciò; ma più sottilmente pensando, e secondo la infallibile
> veritade, questo numero fue ella medesima; per similitudine dico, e ciò
> intendo così. Lo numero del tre è la radice del nove, però che, sanza
> numero altro alcuno, per se medesimo fa nove, sì come vedemo
> manifestamente che tre via tre fa nove. Dunque se lo tre è fattore per
> se medesimo del nove, e lo fattore per se medesimo de li miracoli è tre,
> cioè Padre e Figlio e Spirito Santo, li quali sono tre e uno, questa
> donna fue accompagnata da questo numero del nove a dare ad intendere
> ch'ella era uno nove, cioè uno miracolo, la cui radice, cioè del
> miracolo, è solamente la mirabile Trinitade. Forse ancora per più
> sottile persona si vederebbe in ciò più sottile ragione; ma questa è
> quella ch'io ne veggio, e che più mi piace.
Sì, però non pensi si vada un po' troppo oltre nel voler
cercare quel che non c'è? che Dante più che un elemento
di un'operazione matematica assegnasse a questo "fattore"
lo stesso significato che si trova in "giustizia mosse il
mio alto fattore"?
Forse sfogliando il libro della letteratura a ritroso
il più antico "fattore" assimilabile per significato
a quello assunto poi nel linguaggio matematico sarà
stato proprio quello di Dante.
Il quel tratto della Vita Nova si legge anche "tre via tre
fa nove".
Quindi, poiché il Nostro non pecca certo di approssimazione
e superficialità, c'è da ritenere che a quei tempi il "per"
che lega matematicamente due fattori non fosse ancora
stato "inventato"...
Bruno