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Il fattore del podere

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ADPUF

unread,
Sep 17, 2015, 5:19:41 PM9/17/15
to
E se è una donna?


--
AIOE ³¿³

Una voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2015, 1:23:40 AM9/18/15
to
Am 17.09.2015 um 23:19 schrieb ADPUF:
> E se è una donna?


http://www.treccani.it/vocabolario/fattrice/
Se il sign. 1 va bene per la religione, fattrice di civiltà,
non può essere disdicevole per una direttrice di un'azienda
agricola, sign. 2 di fattore secondo Treccani online.

Se poi qualche cretino vuole confonderlo col sign. 2 di
fattrice quando parla di quella signora, è appunto un cretino.

A parte il fatto che leggendo "il fattore del podere" mi
sembra di sentir parlare il mio bisnonno.

Ammammata

unread,
Sep 18, 2015, 6:17:40 AM9/18/15
to
Il giorno Thu 17 Sep 2015 11:19:49p, *ADPUF* inviava su
it.cultura.linguistica.italiano il messaggio
news:mtfap9$evs$4...@speranza.aioe.org. Vediamo cosa scrisse:

> E se è una donna?
>
>

e se è del capoluogo della Basilicata?

In ingegneria elettrica il *fattore di potenza* di un sistema elettrico a
corrente alternata è il rapporto fra il modulo del vettore potenza attiva
che alimenta un carico elettrico e il modulo del vettore potenza apparente
che fluisce nel circuito, e coincide con il coseno dell'angolo di
sfasamento compreso tra i vettori tensione e corrente. È un numero
adimensionale nell'intervallo chiuso tra 0 e 1.

Address : <https://it.wikipedia.org/wiki/Fattore_di_potenza>

--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
>>>>> http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........

Valerio Vanni

unread,
Sep 18, 2015, 7:30:00 AM9/18/15
to
On Fri, 18 Sep 2015 07:23:38 +0200, Una voce dalla Germania
<tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

>A parte il fatto che leggendo "il fattore del podere" mi
>sembra di sentir parlare il mio bisnonno.

Sì, in effetti è una parola che rievoca tempi passati.
Io ricordo che al bar, una ventina d'anni fa, veniva uno chiamato "Il
fattore". Ed era già anziano, si vede che l'aveva fatto da giovane.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

Klaram

unread,
Sep 18, 2015, 8:46:14 AM9/18/15
to
Una voce dalla Germania ha pensato forte :
> Am 17.09.2015 um 23:19 schrieb ADPUF:
>> E se è una donna?
>
>
> http://www.treccani.it/vocabolario/fattrice/
> Se il sign. 1 va bene per la religione, fattrice di civiltà, non può essere
> disdicevole per una direttrice di un'azienda agricola, sign. 2 di fattore
> secondo Treccani online.

Ma visto che in una azienda agricola normalmente per fattrice si
intende il significato 2, sarebbe meglio "fattora". Ma forse oggi si
preferirebbe, che so, conduttrice, direttrice ecc.

k

Bruno Campanini

unread,
Sep 18, 2015, 10:31:23 AM9/18/15
to
Klaram laid this down on his screen :
Il fattore era il rappresentante del proprietario del fondo
dato a mezzadria, era retribuito dal proprietario e percepiva
regalie in natura dal contadino... quando sapeva opportunamente
chiudere uno o più occhi.
Disponeva, sentito il contadino, della conduzione del fondo.
Tirava quattro paghe per il lesso; alcuni nella mia città,
fattori di grossi proprietari terrieri,
si son fatti le budella d'oro.

Nel primo dopoguerra, con la politica "la terra ai contadini"
almeno dalle mie parti (in terra di Romagna), spariva tale
figura; sicuramente spariva tale denominazione.

Bruno

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 18, 2015, 12:14:20 PM9/18/15
to
Il 18/09/2015 16.31, Bruno Campanini ha scritto:

> Tirava quattro paghe per il lesso

che in Italiano verrebbe a dire ... ?


--
Per un giacobinismo in salsa padana

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 18, 2015, 12:14:43 PM9/18/15
to
Il 18/09/2015 7.23, Una voce dalla Germania ha scritto:

>> E se è una donna?

fattora o fattoressa.

> http://www.treccani.it/vocabolario/fattrice/

se mi dicono fattrice io intendo: donna fertile, apprezzabile non in
se', ma per il fattivo contributo al prolungamento della razza.

> A parte il fatto che leggendo "il fattore del podere" mi sembra di
> sentir parlare il mio bisnonno.

aspetta solo che tiri fuori il "fattore di Potenza", vecchio calembour
da vecchie secchie da politecnico d'antan.

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 18, 2015, 12:25:02 PM9/18/15
to
Il 18/09/2015 12.17, Ammammata ha scritto:

>> E se è una donna?

> e se è del capoluogo della Basilicata?

> In ingegneria elettrica il *fattore di potenza* di un sistema elettrico a
> corrente alternata è il rapporto fra il modulo del vettore potenza attiva

ach! troppo tardi :-(

Scommetto che sai anche come fare ad eccitare (erregen) un alternatore
(wechselstromgen) :-(

Bruno Campanini

unread,
Sep 18, 2015, 1:35:04 PM9/18/15
to
Giacobino da Tradate presented the following explanation :
> Il 18/09/2015 16.31, Bruno Campanini ha scritto:
>
>> Tirava quattro paghe per il lesso
>
> che in Italiano verrebbe a dire ... ?

G. Carducci, Davanti S. Guido:

Né io son peraltro un manzoniano
che tiri quattro paghe per il lesso
...

Bruno

ADPUF

unread,
Sep 18, 2015, 2:06:17 PM9/18/15
to
Giacobino da Tradate 18:14, venerdì 18 settembre 2015:
> Il 18/09/2015 7.23, Una voce dalla Germania ha scritto:
>
>>> E se è una donna?
>
> fattora o fattoressa.


Come la donna che conduce una trattoria.

Non è una trattrice, ma una trattora.


>> A parte il fatto che leggendo "il fattore del podere" mi
>> sembra di sentir parlare il mio bisnonno.
>
> aspetta solo che tiri fuori il "fattore di Potenza", vecchio
> calembour da vecchie secchie da politecnico d'antan.


Ci ha già pensato un altro.
:-)


--
AIOE ³¿³

Una voce dalla Germania

unread,
Sep 18, 2015, 2:18:31 PM9/18/15
to
Am 18.09.2015 um 20:06 schrieb ADPUF:
> Giacobino da Tradate 18:14, venerdì 18 settembre 2015:
>> Il 18/09/2015 7.23, Una voce dalla Germania ha scritto:
>>
>>>> E se è una donna?
>>
>> fattora o fattoressa.


Scarterei fattoressa, perché mi pare che la desinenza -essa
abbia ormai una valenza dispregiativa nei termini non
consolidati da decenni come professoressa o studentessa, e
perfino quelli non mi sembrano del tutto al sicuro. Ho già
letto o sentito la professora e la studente.
Prova a dire "vigilessa" o "avvocatessa" e vedi come
reagisce la diretta interessata.

Fattora? Nulla in contrario. Non l'ho trovata in Treccani
online e anche per questo ho proposto fattrice, ma per me
pari sono, nonostante la tradizione dei femminili -trice da
maschili -tore. Ha anche il vantaggio di evitare battutacce
basate sul secondo significato di fattrice. Se ci sarà
bisogno del femminile di fattore del podere, deciderà l'uso.
Come ho già lasciato intuire, per me non c'è bisogno nemmeno
del maschile.

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 19, 2015, 12:02:52 PM9/19/15
to
Il 18/09/2015 19.35, Bruno Campanini ha scritto:

>>> Tirava quattro paghe per il lesso

>> che in Italiano verrebbe a dire ... ?

> G. Carducci, Davanti S. Guido:

> Né io son peraltro un manzoniano
> che tiri quattro paghe per il lesso

ne so quanto prima :-(

ADPUF

unread,
Sep 19, 2015, 1:12:06 PM9/19/15
to
Klaram 14:46, venerdì 18 settembre 2015:
General manager in charge of the agrindustrial sector.
:-)


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Sep 19, 2015, 1:12:17 PM9/19/15
to
Ammammata 12:17, venerdì 18 settembre 2015:
> Il giorno Thu 17 Sep 2015 11:19:49p, *ADPUF* inviava su
>
>> E se è una donna?
>
> e se è del capoluogo della Basilicata?
>
> In ingegneria elettrica il *fattore di potenza* di un sistema
> elettrico a corrente alternata è il rapporto fra il modulo
> del vettore potenza attiva che alimenta un carico elettrico e
> il modulo del vettore potenza apparente che fluisce nel
> circuito, e coincide con il coseno dell'angolo di sfasamento
> compreso tra i vettori tensione e corrente. È un numero
> adimensionale nell'intervallo chiuso tra 0 e 1.


Oh, ma qui siamo a linguistica non a elettrotecnica.


Nelle materie tecniche un fattore è qualcosa di accessorio che
va a modificare per moltiplicazione la parte principale.

Ce ne sono a iosa (etim.?)



E il bracciante lucano, se è una donna?

E la casalinga di Voghera, se è un uomo?

:-)


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Sep 19, 2015, 1:37:12 PM9/19/15
to
Valerio Vanni 13:29, venerdì 18 settembre 2015:
> On Fri, 18 Sep 2015 07:23:38 +0200, Una voce dalla Germania
>
>>A parte il fatto che leggendo "il fattore del podere" mi
>>sembra di sentir parlare il mio bisnonno.
>
> Sì, in effetti è una parola che rievoca tempi passati.


Ho letto da poco "le veglie di Neri" e mi è rimasta in testa un
po' di quell'atmosfera.

Un libro di cui meriterebbe parlarne per gli aspetti
linguistici dell'italo-toscano ottocentesco.


> Io ricordo che al bar, una ventina d'anni fa, veniva uno
> chiamato "Il fattore". Ed era già anziano, si vede che
> l'aveva fatto da giovane.


Qui non ne ricordo, questa era zona di piccoli contadini
proprietari.

C'erano anche conti con alcuni rimasugli delle terre avite, ma
spesso erano meno ricchi dei borghesi di città.

Nella Bassa c'erano terre bonificate e braccianti, infatti
erano rosse, mentre qui vinceva sempre la DC e Coldiretti
regnava sovrana sulle campagne.


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Sep 19, 2015, 1:38:02 PM9/19/15
to
Giacobino da Tradate 18:24, venerdì 18 settembre 2015:
Ma non è la dinamo che deve essere eccitata?


--
AIOE ³¿³

Klaram

unread,
Sep 20, 2015, 8:21:53 AM9/20/15
to
Giacobino da Tradate ha pensato forte :
> Il 18/09/2015 19.35, Bruno Campanini ha scritto:
>
>>>> Tirava quattro paghe per il lesso
>
>>> che in Italiano verrebbe a dire ... ?
>
>> G. Carducci, Davanti S. Guido:
>
>> Né io son peraltro un manzoniano
>> che tiri quattro paghe per il lesso
>
> ne so quanto prima :-(

Vorrebbe dire che "si limitano a riscuotere proventi per il lesso".

E' un'espressione spregiativa nei confronti dei manzoniani con cui
aveva dei contrasti su problemi linguistici.
Oggi diremmo "che, per il lesso, vanno in televisione a fare
marchette".

k

Klaram

unread,
Sep 20, 2015, 8:31:26 AM9/20/15
to
ADPUF ha usato la sua tastiera per scrivere :

> Oh, ma qui siamo a linguistica non a elettrotecnica.
>
>
> Nelle materie tecniche un fattore è qualcosa di accessorio che
> va a modificare per moltiplicazione la parte principale.
>
> Ce ne sono a iosa (etim.?)

Che fa, che ha un effetto.
Mi sembra piuttosto vago, per questo ce ne sono a iosa.

Però nella moltiplicazione è fin troppo vago, avrebbero potuto
chiamarlo con un nome più specifico, come avviene nelle altre
operazioni.

k

Bruno Campanini

unread,
Sep 20, 2015, 9:17:13 AM9/20/15
to
Klaram pretended :

> Però nella moltiplicazione è fin troppo vago, avrebbero potuto chiamarlo con
> un nome più specifico, come avviene nelle altre operazioni.

Avrebbero potuto chiamarli moltiplicatori: si moltiplicano fra di loro
vicendevolemente così come si addizionano vicendevolmente fra di loro
gli addendi nella somma.

Due curiosità (per me) nel DELI:
1 - per i significati di "artefice, autore, creatore" c'è la
citazione (av. 1292, B. Latini) che immagino sia il sodomita di
Dante: che non avevo mai visto citato prima.

2 - per il significato di "uno dei termini nell'operazione di
moltiplicazione" c'è la citazione (av. 1292, Dante).
Ma dov'è che Dante parla di fattore come termine della
moltiplicazione?

Bruno

Maurizio Pistone

unread,
Sep 20, 2015, 12:43:54 PM9/20/15
to
Bruno Campanini <brun...@libero.it> wrote:

> Ma dov'č che Dante parla di fattore come termine della
> moltiplicazione?

Vita Nova:

Io dico che, secondo l'usanza d'Arabia, l'anima sua nobilissima si
partio ne la prima ora del nono giorno del mese; e secondo l'usanza di
Siria, ella si partio nel nono mese de l'anno, perň che lo primo mese č
ivi Tisirin primo, lo quale a noi č Ottobre; e secondo l'usanza nostra,
ella si partio in quello anno de la nostra indizione, cioč de li anni
Domini, in cui lo perfetto numero nove volte era compiuto in quello
centinaio nel quale in questo mondo ella fue posta, ed ella fue de li
cristiani del terzodecimo centinaio. Perché questo numero fosse in tanto
amico di lei, questa potrebbe essere una ragione: con ciň sia cosa che,
secondo Tolomeo e secondo la cristiana veritade, nove siano li cieli che
si muovono, e, secondo comune oppinione astrologa, li detti cieli
adoperino qua giuso secondo la loro abitudine insieme, questo numero fue
amico di lei per dare ad intendere che ne la sua generazione tutti e
nove li mobili cieli perfettissimamente s'aveano insieme. Questa č una
ragione di ciň; ma piů sottilmente pensando, e secondo la infallibile
veritade, questo numero fue ella medesima; per similitudine dico, e ciň
intendo cosě. Lo numero del tre č la radice del nove, perň che, sanza
numero altro alcuno, per se medesimo fa nove, sě come vedemo
manifestamente che tre via tre fa nove. Dunque se lo tre č fattore per
se medesimo del nove, e lo fattore per se medesimo de li miracoli č tre,
cioč Padre e Figlio e Spirito Santo, li quali sono tre e uno, questa
donna fue accompagnata da questo numero del nove a dare ad intendere
ch'ella era uno nove, cioč uno miracolo, la cui radice, cioč del
miracolo, č solamente la mirabile Trinitade. Forse ancora per piů
sottile persona si vederebbe in ciň piů sottile ragione; ma questa č
quella ch'io ne veggio, e che piů mi piace.


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Bruno Campanini

unread,
Sep 20, 2015, 2:56:12 PM9/20/15
to
Giacobino da Tradate used his keyboard to write :
> Il 18/09/2015 19.35, Bruno Campanini ha scritto:
>
>>>> Tirava quattro paghe per il lesso
>
>>> che in Italiano verrebbe a dire ... ?
>
>> G. Carducci, Davanti S. Guido:
>
>> Né io son peraltro un manzoniano
>> che tiri quattro paghe per il lesso
>
> ne so quanto prima :-(

Quegli impiccioni che con poca arte e meno scienza riescono
a vendersi così bene da percepire proventi da varie fonti.

Bruno

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 20, 2015, 3:04:14 PM9/20/15
to
Il 20/09/2015 14.21, Klaram ha scritto:

>>> che tiri quattro paghe per il lesso

> Vorrebbe dire che "si limitano a riscuotere proventi per il lesso".

sembra di capire che questo "lesso" (carne bollita) sia un boccone
prelibato e raro per cui vale la pena di sputtanarsi. Italia rurale!

> Oggi diremmo "che, per il lesso, vanno in televisione a fare marchette".

oggi le marchette per meno di ostriche e caviale non si fanno piu'.

Giacobino da Tradate

unread,
Sep 20, 2015, 3:06:14 PM9/20/15
to
Il 20/09/2015 20.56, Bruno Campanini ha scritto:

>>> Né io son peraltro un manzoniano
>>> che tiri quattro paghe per il lesso

>> ne so quanto prima :-(

> Quegli impiccioni che con poca arte e meno scienza riescono
> a vendersi così bene da percepire proventi da varie fonti.

Grazie, adesso e' chiaro.

Bruno Campanini

unread,
Sep 20, 2015, 3:39:36 PM9/20/15
to
Maurizio Pistone explained :
> Bruno Campanini <brun...@libero.it> wrote:
>
>> Ma dov'è che Dante parla di fattore come termine della
>> moltiplicazione?
>
> Vita Nova:
>
> Io dico che, secondo l'usanza d'Arabia, l'anima sua nobilissima si
> partio ne la prima ora del nono giorno del mese; e secondo l'usanza di
> Siria, ella si partio nel nono mese de l'anno, però che lo primo mese è
> ivi Tisirin primo, lo quale a noi è Ottobre; e secondo l'usanza nostra,
> ella si partio in quello anno de la nostra indizione, cioè de li anni
> Domini, in cui lo perfetto numero nove volte era compiuto in quello
> centinaio nel quale in questo mondo ella fue posta, ed ella fue de li
> cristiani del terzodecimo centinaio. Perché questo numero fosse in tanto
> amico di lei, questa potrebbe essere una ragione: con ciò sia cosa che,
> secondo Tolomeo e secondo la cristiana veritade, nove siano li cieli che
> si muovono, e, secondo comune oppinione astrologa, li detti cieli
> adoperino qua giuso secondo la loro abitudine insieme, questo numero fue
> amico di lei per dare ad intendere che ne la sua generazione tutti e
> nove li mobili cieli perfettissimamente s'aveano insieme. Questa è una
> ragione di ciò; ma più sottilmente pensando, e secondo la infallibile
> veritade, questo numero fue ella medesima; per similitudine dico, e ciò
> intendo così. Lo numero del tre è la radice del nove, però che, sanza
> numero altro alcuno, per se medesimo fa nove, sì come vedemo
> manifestamente che tre via tre fa nove. Dunque se lo tre è fattore per
> se medesimo del nove, e lo fattore per se medesimo de li miracoli è tre,
> cioè Padre e Figlio e Spirito Santo, li quali sono tre e uno, questa
> donna fue accompagnata da questo numero del nove a dare ad intendere
> ch'ella era uno nove, cioè uno miracolo, la cui radice, cioè del
> miracolo, è solamente la mirabile Trinitade. Forse ancora per più
> sottile persona si vederebbe in ciò più sottile ragione; ma questa è
> quella ch'io ne veggio, e che più mi piace.

Sì, però non pensi si vada un po' troppo oltre nel voler
cercare quel che non c'è? che Dante più che un elemento
di un'operazione matematica assegnasse a questo "fattore"
lo stesso significato che si trova in "giustizia mosse il
mio alto fattore"?

Forse sfogliando il libro della letteratura a ritroso
il più antico "fattore" assimilabile per significato
a quello assunto poi nel linguaggio matematico sarà
stato proprio quello di Dante.

Il quel tratto della Vita Nova si legge anche "tre via tre
fa nove".
Quindi, poiché il Nostro non pecca certo di approssimazione
e superficialità, c'è da ritenere che a quei tempi il "per"
che lega matematicamente due fattori non fosse ancora
stato "inventato"...

Bruno

Maurizio Pistone

unread,
Sep 20, 2015, 4:05:38 PM9/20/15
to
Bruno Campanini <brun...@libero.it> wrote:

> Sě, perň non pensi si vada un po' troppo oltre nel voler
> cercare quel che non c'č? che Dante piů che un elemento
> di un'operazione matematica assegnasse a questo "fattore"
> lo stesso significato che si trova in "giustizia mosse il
> mio alto fattore"?

"lo tre č fattore per se medesimo del nove" direi che significa 3X3=9

Bruno Campanini

unread,
Sep 20, 2015, 8:28:13 PM9/20/15
to
Maurizio Pistone brought next idea :
> Bruno Campanini <brun...@libero.it> wrote:
>
>> Sì, però non pensi si vada un po' troppo oltre nel voler
>> cercare quel che non c'è? che Dante più che un elemento
>> di un'operazione matematica assegnasse a questo "fattore"
>> lo stesso significato che si trova in "giustizia mosse il
>> mio alto fattore"?
>
> "lo tre è fattore per se medesimo del nove" direi che significa 3X3=9

A me pare più plausibile:
il tre è fattore del nove = la Trinità produce il miracolo.
Opinioni...

Bruno

Klaram

unread,
Sep 21, 2015, 8:49:28 AM9/21/15
to
Bruno Campanini scriveva il 21/09/2015 :
Mah, anche a me pare strano che Dante usasse la parola "fattore" nel
significato moderno e ben definito di "termine della moltiplicazione".
Mi sembra più plausibile che abbia detto "fattore del nove", come
"fattore del miracolo", nel senso generico di produttore, facitore ecc.

Dico questo perché in passato si usavano molti meccanismi pratici per
calcolare un prodotto nei quali si distingueva bene il moltiplicando
dal moltiplicatore.
Però bisognerebbe controllare nei libri dei matematici dell'epoca.

Ammesso, e non concesso, che il termine aritmetico "fattore" sia stato
introdotto e definito in seguito, secondo voi, è possibile che si sia
scelto proprio quello perché usato da Dante?

k

Bruno Campanini

unread,
Sep 21, 2015, 2:37:33 PM9/21/15
to
Klaram laid this down on his screen :
Ribadisco, secondo me:
1 - Dante non ha usato il termine per riferirsi
a un termine della moltiplicazione
2 - i ricercatori del DELI, andando a ritroso nel tempo, non hanno
trovato nulla prima di Dante, e di quello si sono
accontentati... che è sempre un bell'accontentarsi!

Bruno

Giovanni Drogo

unread,
Sep 22, 2015, 4:07:56 AM9/22/15
to
On Mon, 21 Sep 2015, Klaram wrote:

>> > "lo tre è fattore per se medesimo del nove" direi che significa 3X3=9

> Mah, anche a me pare strano che Dante usasse la parola "fattore" nel
> significato moderno e ben definito di "termine della moltiplicazione".

> Però bisognerebbe controllare nei libri dei matematici dell'epoca.

Il Liber Abaci di Fibonacci e' del 1202 (appena verificato, credevo
successivo). Chissa' se Bottazzini ha scritto qualcosa in proposito.

Di punto mau punto che e' un (bravo) dilettante in questo contesto non
mi fiderei piu' di noi
http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2010/08/06/parole-matematiche-prodotto-fattore/

Non ricordo nulla in proposito nel Boyer (ma era una storia della
matematica e delle sue notazioni senza particolare attenzione alla
terminologia italiana), salvo una curiosita' ...

... l'incognita in algebra era indicata con la parola italiana "cosa"
... che fu presa in tedesco come "die Coss"
... e si parlava anche di "ars cossica"
... e gli inglesi non capendo questo "cos" pensarono al latino, la
"cote", pietra per affilare, ossia "whetstone" e argutamente
scrissero quest'opera
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Whetstone_of_Witte

ADPUF

unread,
Sep 22, 2015, 6:01:52 PM9/22/15
to
Klaram 14:31, domenica 20 settembre 2015:
> ADPUF ha usato la sua tastiera per scrivere :
>>
>> Nelle materie tecniche un fattore è qualcosa di accessorio
>> che va a modificare per moltiplicazione la parte principale.
>>
>> Ce ne sono a iosa (etim.?)
>
> Che fa, che ha un effetto.
> Mi sembra piuttosto vago, per questo ce ne sono a iosa.
>
> Però nella moltiplicazione è fin troppo vago, avrebbero
> potuto chiamarlo con un nome più specifico, come avviene
> nelle altre operazioni.


Ehm, mi scuso per l'equiproquo; quell'"etim." era riferito
a "iosa" non a fattore".


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Sep 22, 2015, 6:01:58 PM9/22/15
to
Bruno Campanini 15:17, domenica 20 settembre 2015:
> Klaram pretended :
>
>> Però nella moltiplicazione è fin troppo vago, avrebbero
>> potuto chiamarlo con un nome più specifico, come avviene
>> nelle altre operazioni.
>
> Avrebbero potuto chiamarli moltiplicatori: si moltiplicano
> fra di loro vicendevolemente così come si addizionano
> vicendevolmente fra di loro gli addendi nella somma.


In genere si chiamano "fattori" i moltiplicandi e "termini" gli
addendi.


--
AIOE ³¿³

Fathermckenzie

unread,
Sep 23, 2015, 7:43:36 AM9/23/15
to
Il 23/09/2015 00:02, ADPUF ha scritto:
> In genere si chiamano "fattori" i moltiplicandi e "termini" gli
> addendi.

a scuola ci insegnavano moltiplicando e moltiplicatore, tutti e due
insieme detti fattori

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

ADPUF

unread,
Sep 23, 2015, 4:17:06 PM9/23/15
to
Fathermckenzie 13:43, mercoledì 23 settembre 2015:
> Il 23/09/2015 00:02, ADPUF ha scritto:
>> In genere si chiamano "fattori" i moltiplicandi e "termini"
>> gli addendi.
>
> a scuola ci insegnavano moltiplicando e moltiplicatore, tutti
> e due insieme detti fattori


Sì, giusto.

In sostanza cambia poco stante la commutatività della
moltiplicazione fra interi.

Poi c'era la divisione (intera) con il dividendo, il divisore,
il quoziente o quoto e il resto.

Poi alle medie ci venne insegnato anche il radicando.

Sempre gerundi.


--
AIOE ³¿³
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