Anche a me non piace assolutamente e mi suona stonato.
Detto questo, però, dobbiamo notare che "prima" avverbio
equivale a "più presto" (fai prima se gli telefoni).
Quindi, se la frase:
"Vi risponderemo il più presto possibile"
non ci disturba, non dovrebbe (sottolineo "dovrebbe")
disturbarci neppure
"Vi risponderemo il prima possibile".
Ciao,
Roger
Benissimo, ma non è scorretto "prima possibile" senza "il".
> Anche c'era una pagina
>
> http://it.wiktionary.org/wiki/il_prima_possibile
>
> ma era stato cancellato, ma c'è
>
> http://en.wiktionary.org/wiki/il_prima_possibile
Bisognerebbe cancellare anche questo.
k
> Bisognerebbe cancellare anche questo.
Sono d'accordo con te, ma come ha fatto Google, per l'espressione "il prima
possibile", a raccogliere oltre otto milioni di ricorrenze?
Non lo sapremo mai.
Epimeteo
---
"... come prima,
piů di prima,
t'amerň.
Per la vita,
la mia vita
ti darň...
Sembra un sogno
rivederti,
accarezzarti..."
http://www.youtube.com/watch?v=Yx7ezC50ErA
(cit. piů primitiva)
Non mi sembra cosᅵ semplice.
Non ci disturba "vi risponderemo il piᅵ tardi possibile", ma nessuno
direbbe "il dopo (o il poi) possibile"... e non lo direbbe neanche senza
articolo. :-))
k
> [...]
> Non mi sembra così semplice.
> Non ci disturba "vi risponderemo il più tardi possibile", ma nessuno
> direbbe "il dopo (o il poi) possibile"... e non lo direbbe neanche senza
> articolo. :-))
Non fa una grinza :-)
> k
Ciao,
Roger
P.S. Comunque a me disturberebbe se mi dicessero:
"Vi risponderemo il più tardi possibile" :-)
> "Klaram" ha scritto:
>
>> [...]
>
>> Non mi sembra così semplice.
>> Non ci disturba "vi risponderemo il più tardi possibile", ma nessuno
>> direbbe "il dopo (o il poi) possibile"... e non lo direbbe neanche senza
>> articolo. :-))
>
> Non fa una grinza :-)
Ne fa due delle grinze.
Prima è un comparativo che significa più presto.
Dopo - secondo te e Klaram - sarebbe un comparativo
che significa più tardi?
Bruno
Ah, sì?
Se dico "il giorno prima" significa "il giorno più presto"?
k
> Ah, sᅵ?
> Se dico "il giorno prima" significa "il giorno piᅵ presto"?
Cosᅵ come "il prima possibile" significa
"il precedente possibile"?
Bruno
>> Prima ᅵ un comparativo che significa piᅵ presto.
>
> Ah, sᅵ?
> Se dico "il giorno prima" significa "il giorno piᅵ presto"?
Non ᅵ *solo* il comparativo di "presto", ma ᅵ *anche* il comparativo di
"presto".
"Prima della partita", non "prima la partita"
"Dopo la partita", molto piᅵ raramente "dopo della partita".
> [...]
> Prima è un comparativo che significa più presto.
È una delle accezioni perché significa anche "in precedenza"
"Sono andato a mangiare, ma prima mi sono lavato le mani"
> Dopo - secondo te e Klaram - sarebbe un comparativo
> che significa più tardi?
Anche "dopo" ha diversi significati, tra i quali quello di "più tardi"
- Quando vieni?
- Adesso non posso, vengo dopo.
> Bruno
Roger
Chi si ricorda del cartello che appariva in TV negli anni '60 e '70 quando
il programma si interrompeva per un motivo qualsiasi? Mi semba di ricordare
che dicesse "Le trasmissioni verrano riprese al più presto possibile". E'
una forma (secondo me) che dà maggiormente il senso della velocità rispetto
a "Riprenderemo le trasmissioni appena possibile" (cioè, anche quando pare a
noi....:-)
Se un genitore vuole che il figlio torni a casa subito, penso che gli dirà
"il prima possibile", non "appena possibile"...
> Appena sentita da un centralino, sicuramente italiano verace. "Il prima
> possibile" non mi sembra una forma corretta per un avverbio, a parte
> l'ovvietà che si potrebbe dire: "Vi risponderemo appena possibile".
"Il prima possibile" è una polirematica comunissima.
Come ha scritto Roger, "prima" significa anche "più presto, più in fretta":
"farò prima di quanto abbia fatto tu", cioè "ci metterò meno tempo di quanto
tu ce ne abbia messo". Qui, per esempio, abbiamo un confronto fra durate di
azioni non simultanee, e non un rapporto temporale fra gli istanti conclusivi
delle medesime (un'azione è futura, una è passata, non c'è dubbio su quale
si sia conclusa anteriormente all'altra).
BTW: "farò dopo di te" non si dice, invece. "Dopo" non esprime il concetto di
"più lentamente". Secondo me la diversa etimologia dei due termini spiega
bene il perché del loro senso diverso e delle costruzioni parzialmente diverse
che li vedono protagonisti.
In conclusione: a mio parere "vi risponderemo il prima possibile" va
benissimo. Dopodiché, parole non ci appulcro. :)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
>
> Chi si ricorda del cartello che appariva in TV negli anni '60 e '70 quando
> il programma si interrompeva per un motivo qualsiasi? Mi semba di ricordare
> che dicesse "Le trasmissioni verrano riprese al più presto possibile".
Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile.
k
A quei tempi usavano l'intervallo con le cartoline e l'arpa in
sottofondo.
--
"Queequeg was a native of Rokovoko, an island far away to the
West and South. It is not down in any map; true places never
are."
Herman Melville, Moby Dick.
e musica di Bach. E' un classico. :-))
k
Lì c'è scritto che la musica era di un certo Paradisi, mai
sentito.
(Sento invece la mancanza di Lilith)
Il bello di quelle vecchie cartoline, come pure di quelle che si
vedevano nella "Settimana enigmistica", è che non c'erano
macchine.
--
"One martini is all right. Two are too many, and three are not
enough."
-- James Thurber
Bellissimo l'Intervallo della RAI, insieme ad un'altra trasmissione che
era l'Almanacco del Giorno dopo e andava in onda intorno alle 19:45,
prima del Meteo e del TG. Era un po' l'orologio della cena.
Anche la sigla era piuttosto ricercata quanto inquietante, una "Chanson
Balladée" di Guillame de Machaut.
Poi ovviamente - con l'avvento della TV spazzatura - l'Almanacco del
Giorno Dopo, essendo una trasmissione di intelligenza e cultura, è stata
una delle prime a scomparire :-/
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <massimo....@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
Paola Perissi!
http://www.facebook.com/group.php?gid=45826000833
> Anche la sigla era piuttosto ricercata quanto inquietante, una
> "Chanson Balladée" di Guillame de Machaut.
>
> Poi ovviamente - con l'avvento della TV spazzatura -
> l'Almanacco del Giorno Dopo, essendo una trasmissione di
> intelligenza e cultura, è stata una delle prime a scomparire
> :-/
http://it.wikipedia.org/wiki/Almanacco_del_giorno_dopo
Boh, non è che lo gardavo molto.
--
In the office of a Roman doctor:
"Specialist for women and other diseases."
> A quei tempi usavano l'intervallo con le cartoline e l'arpa in
> sottofondo.
Un centone musicale, una di quelle cose che oggi vanno sotto il nome
di "medley", composto da una sonata di Paradisi (che ho suonato con
l'arpa, naturalmente, nonostante sia stata scritta per clavicembalo) e
da qualcos'altro che non ricordo - mi pare c'entrasse Händel, ma mi
potrei sbagliare, e anche qualcun altro, va' a sapere chi. C'è
sicuramente su Vichipedìa, ma non ho voglia di cercare.
Ciao
Ale
> Anche la sigla era piuttosto ricercata quanto inquietante, una "Chanson
> Balladée" di Guillame de Machaut.
Uh? Mi pareva fosse opera moderna, medievaleggiante ma non di Machaut.
Io ricordo ancora la Tivù dei Ragazzi: la sigla era la Sinfonia dei
giocattoli, che all'epoca veniva attribuita a Haydn (oggi non so chi
ne sia l'autore).
> Poi ovviamente - con l'avvento della TV spazzatura - l'Almanacco del
> Giorno Dopo, essendo una trasmissione di intelligenza e cultura, è stata
> una delle prime a scomparire :-/
Già.
Ciao
Ale