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giornalisti e nomi stranieri

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father mckenzie

unread,
Oct 21, 2001, 1:24:00 PM10/21/01
to
Nessuno, siamo tutti d'accordo, è tenuto a imparare tutte le lingue
parlate nel mondo. Ma un po' d'informazione, che diapason, non
guasterebbe, soprattutto da parte di professionisti che lavorano nel
campo dell'informazione.
Non sto parlando di cose difficili, come Bin Ladin o Al Qa'ida, ma
com'è possibile che, parlando di atleti da vari anni in Italia, gli
inviati rai e mediaset continuino a pronunciare Sevcenko e Hoghson,
Alvàro recoba (anziché álvaro), Nugno Gomes e altre fesserie?
Eppure basterebbe, avendone la possibilità visto il lavoro che fanno,
che questi sgiornalisti chiedessero agli interessati.


--
Blackberry way, absolutely pouring down with rain...
You can acchiap me at
http://kronstadt.supereva.it/poesia/

Danilo Giacomelli

unread,
Oct 21, 2001, 1:42:35 PM10/21/01
to

Se č per quello, in pochi giorni ho sentito numerose volte, al telegiornale,
parlade delle imprese dell'*effe-bi-ai*: almeno un po' di coerenza!

ciao

--
Danilo Giacomelli
----------------------------------------------------------------
suaviter in modo sed fortiter in re
----------------------------------------------------------------


Nicola Nobili

unread,
Oct 21, 2001, 2:03:54 PM10/21/01
to
father mckenzie

> Non sto parlando di cose difficili, come Bin Ladin o Al Qa'ida

Anche queste sono fattibili, a parte la "q". Ci sono inviati in quei
Paesi, basta che chiedano a qualcuno per scoprirlo.

> com'è possibile che, parlando di atleti da vari anni in Italia, gli
> inviati rai e mediaset continuino a pronunciare Sevcenko e Hoghson,
> Alvàro recoba (anziché álvaro), Nugno Gomes e altre fesserie?

Pensa che anni fa, quando Balbo pensava di acquisire la nazionalità
italiana, un giornalista gli chiese:
"Come si dice Àbel in italiano?" (domanda infelice, ma tant'è...).
Il giocatore rispose:
"Non lo so. In spagnolo si dice Abèl".
Domanda successiva:
"Senti, Àbel..."
Cretino! Ti ha appena detto lui che si dice Abèl, l'hai sentito dalla
sua bocca, fa' lo sforzo di ripeterlo pari pari!

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).


Danilo Giacomelli

unread,
Oct 21, 2001, 2:40:09 PM10/21/01
to

"Nicola Nobili" <nicolan...@libero.it> ha scritto ...
.....

> Pensa che anni fa, quando Balbo pensava di acquisire la nazionalità
> italiana, un giornalista gli chiese:

Paasi per la cittadinanza, ma ristrutturarsi culturalmente....

ciao

--
Danilo Giacomelli
----------------------------------
Signùr arda 'n zó, se no arde 'n sö mé e Te ède le gambe
----------------------------------


edi'

unread,
Oct 21, 2001, 6:34:27 PM10/21/01
to
"father mckenzie" <pi...@checosafa.it> ha scritto

> com'è possibile che, parlando di atleti da vari anni in Italia, gli

> inviati rai e mediaset continuino a pronunciare Sevcenko [.......]

Oggi gli interisti sembravano molto contrariati:
sara' stato per la pronuncia del commentatore?

;-) edi'


Isabella Z

unread,
Oct 22, 2001, 4:41:52 AM10/22/01
to
On Sun, 21 Oct 2001 17:24:00 GMT, pi...@checosafa.it (father mckenzie)
wrote:

[...]
>Non sto parlando di cose difficili, come Bin Ladin o Al Qa'ida,...

Ieri al Giornale Radio Rai: Iacser Arafat e il presidente Bash.
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching

http://web.tiscalinet.it/alfabeto_auschwitz/

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 7:27:49 AM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Isabella Z <isa...@non.libero.it> says:

# Ieri al Giornale Radio Rai: Iacser Arafat e il presidente Bash.

Sara' un nuovo detersivo... E avete notato "il centro musulmano di via
Jenner", pronunciato alla tedesca, Ienner, quando si tratta del medico
inglese che, Dio e lui ci proteggano, sperimentò la vaccinazione
antivaiolosa?


Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 22, 2001, 7:29:25 AM10/22/01
to
In article <3bd400e...@news.virgilio.it>,
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

> Sara' un nuovo detersivo... E avete notato "il centro musulmano di via
> Jenner", pronunciato alla tedesca, Ienner, quando si tratta del medico
> inglese che, Dio e lui ci proteggano, sperimentò la vaccinazione
> antivaiolosa?

Father, ogni città sviluppa il proprio modo di chiamare le strade, ehm.
A Milano viale Jenner è sempre stato viale Iènner; viale Troya è da
molti detto viale Tròia; i milanesi doc (ma ghe n'è puu) dicono Vàgner
con la <gn> di gnomo riferendosi a piazza Wagner; via Osteno è da tutti
deertta via Osténo e non via 'Osteno come invece dovrebbe.
E come leggere piazza Watt? E via Ohm?
Father! Vorrai mica che noi milanesi ci mettiamo a dire viale Gènner,
vero? Puah!

P.

--
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traffico pregresso di almeno 300 post al mese sul gruppo padre.
Aggiungete la tag [francese] ai vostri messaggi in tema e postateli
su it.cultura.linguistica

edi'

unread,
Oct 22, 2001, 7:40:49 AM10/22/01
to
"father mckenzie" <pi...@checosafa.it> ha scritto

> E avete notato "il centro musulmano di via


> Jenner", pronunciato alla tedesca, Ienner, quando si tratta del medico
> inglese che, Dio e lui ci proteggano, sperimentò la vaccinazione
> antivaiolosa?

Perche' "alla tedesca"?
Secondo me e' pronunciato proprio "all'italiana".
A Milano tutti dicono Viale Jenner (iènner) cosi' come si leggerebbe
se fosse un nome italiano.

Ciao
edi'®


Roscio

unread,
Oct 22, 2001, 10:44:42 AM10/22/01
to
"father mckenzie" <pi...@checosafa.it> wrote in message
news:3bd400e...@news.virgilio.it...

> Sara' un nuovo detersivo... E avete notato "il centro musulmano di via
> Jenner", pronunciato alla tedesca, Ienner, quando si tratta del medico
> inglese che, Dio e lui ci proteggano, sperimentò la vaccinazione
> antivaiolosa?

Oh, finalmente qualcuno lo ha notato !!!...
Non ne potevo più di sentir dire "ienner" !!!... :-)))))

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Oct 22, 2001, 10:49:04 AM10/22/01
to
"Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego" <pb...@mac.com> wrote in
message news:9r1061$q959o$1...@ID-27084.news.dfncis.de...

>
> Father, ogni città sviluppa il proprio modo di chiamare le strade, ehm.
> A Milano viale Jenner è sempre stato viale Iènner; viale Troya è da
> molti detto viale Tròia; i milanesi doc (ma ghe n'è puu) dicono Vàgner
> con la <gn> di gnomo riferendosi a piazza Wagner; via Osteno è da tutti
> deertta via Osténo e non via 'Osteno come invece dovrebbe.

Se può farti "contento", a Palermo c'è via Maqueda (pronunciato da tutti
come si legge),
e addirittura via Nina Siciliana (invece di "niña", alla spagnola); e dire
che da queste
parti gli spagnoli hanno avuto il tempo di diffondere la loro cultura,
eccome !...

--
Er Roscio.

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 10:51:52 AM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? "edi'" <zo...@tiscalinet.it> says:

# Perche' "alla tedesca"?
# Secondo me e' pronunciato proprio "all'italiana".
# A Milano tutti dicono Viale Jenner (iènner) cosi' come si leggerebbe
# se fosse un nome italiano.

Segno di poca cultura, mi spiace. Non ci sto a considerare facoltativa
la conoscenza dei nomi degli scienziati. Scommetto che ti stracceresti
le vesti a sentire via Bàlzacc, ammesso che ci sia.
#
# Ciao
# edi'®
#
#

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 10:52:42 AM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego
# Father! Vorrai mica che noi milanesi ci mettiamo a dire viale
Gènner,

Non lamentarti poi se un domani la piazza a te dedicata a Parigi sara'
chiamata place Bonardì.
Lo so che succedono di queste cose, basta pensare a piazza Bengàsi a
Torino che tutti chiamano Béngasi. Ma almeno per i nomi piu' noti, e
Jenner lo e' o dovrebbe esserlo, non ci sono scuse. Come se si
sentisse dire via Giaribaldi.

Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 22, 2001, 11:23:59 AM10/22/01
to
In article <3bd431ee...@news.virgilio.it>,
pi...@checosafa.it (father mckenzie) wrote:

> Segno di poca cultura, mi spiace. Non ci sto a considerare facoltativa
> la conoscenza dei nomi degli scienziati. Scommetto che ti stracceresti
> le vesti a sentire via Bàlzacc, ammesso che ci sia.

Father! Onestamente, ma quanta gente vuoi che sappia chi è Jenner?
Neppure io sapevo chi fosse. Ne conoscevo il nome solo grazie alla via,
anzi, al viale.
Finché si tratta di Pasteur, va bene, ma Jenner...
Pensa che l'altro giorno sono andato al Poldi Pezzoli, una collezione
anche di quadri permanente di Milano: la maggior parte dei pittori di
cui sono esposte le opere li conoscevo solo perché a loro sono dedicate
delle vie di Milano... Moretto da Brescia! Chi era costui?

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 11:41:49 AM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Paolo Bonardi says:

# Father! Onestamente, ma quanta gente vuoi che sappia chi è Jenner?
# Neppure io sapevo chi fosse. Ne conoscevo il nome solo grazie alla
via,

E alla vaccinazione no? Sai che, prima del '79, tutti i bambini in età
scolare dovevano farla?
Insisto, non c'è scusante. Jenner (con Pasteur e Koch) fa parte dei
venti-trenta nomi che è impossibile non conoscere.
# anzi, al viale.
# Finché si tratta di Pasteur, va bene, ma Jenner...
# Pensa che l'altro giorno sono andato al Poldi Pezzoli, una
collezione
# anche di quadri permanente di Milano: la maggior parte dei pittori
di
# cui sono esposte le opere li conoscevo solo perché a loro sono
dedicate
# delle vie di Milano... Moretto da Brescia! Chi era costui?
#
# P.
#
# --
# Per creare it.cultura.linguistica.francese è necessario dimostrare
# traffico pregresso di almeno 300 post al mese sul gruppo padre.
# Aggiungete la tag [francese] ai vostri messaggi in tema e postateli
# su it.cultura.linguistica

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 11:43:24 AM10/22/01
to
Per un'imperdonabile distrazione, nella mia precedente risposta
compariva quasi tutto il messaggio bonardiano. Chiedo scusa alla
compagnia.

Marco Cimarosti

unread,
Oct 22, 2001, 1:15:07 PM10/22/01
to
father mckenzie ha scritto:

> Nessuno, siamo tutti d'accordo, è tenuto a imparare tutte le lingue
> parlate nel mondo.

E perché no? Non dico d'impararle sino al punto di saperle parlare,
ma conoscere le principali regole ortografiche delle principali lingue
al mondo è una cosa fattibilissima per chiunque, e assolutamente
doverosa per uno speaker radiotelevisivo.

Anche a me ha sempre stupito che strutture imponenti come le reti
televisive nazionali non habbiano il tempo, il modo e la voglia di
produrre un manualetto con i rudimenti della pronuncia delle varie
lingue, e di imporne lo studio a tutti i giornalisti e gli
annunciatori.

Ieri sera, in una trasmissione di viaggi (neanche poi male, fra
l'altro, condotta da Licia Colò) lo speaker di un documentario sulla
Cina leggeva il nome della città di Wuhan come se fosse stato
l'inglese "one". Se l'avesse semplicemente letto all'italiana ci
sarebbe andato più vicino...

Ma, dipendesse da me, queste conoscenze dovrebbero essere parte
integrante dei programmi sella scuola dell'obbligo, magari inseriti
nella materia di Geografia. Non capisco come si possano insegnare i
nomi di capitali, fiumi, montagne, senza anche spiegare come questi
nomi si pronunciano.

> E avete notato "il centro musulmano di via Jenner", pronunciato alla
> tedesca, Ienner, quando si tratta del medico inglese che, Dio e lui ci
> proteggano, sperimentò la vaccinazione antivaiolosa?

Qui concordo con quelli che difendono la pronuncia locale ormai
consolidata.

Non lo dico (solo) per difendere la mia stessa ignoranza (anche se
confesso che non immaginavo che Jenner fosse un inglese). Ma, ad
esempio, "via Washington" io la pronuncio "via vàscinton", come tutti
i milanesi, anche se so benissimo come la capitale degli USA non si
pronuncia certo così. E' un po come quando si dice "vàter" o
"tranvài" anche se conosciamo benissimo la pronuncia delle parole
inglesi "water" e "tram-way".

Ciao.
Marco

edi'

unread,
Oct 22, 2001, 1:20:00 PM10/22/01
to
"father mckenzie" <pi...@checosafa.it> ha scritto:

> # Perche' "alla tedesca"?
> # Secondo me e' pronunciato proprio "all'italiana".
> # A Milano tutti dicono Viale Jenner (iènner) cosi' come si leggerebbe
> # se fosse un nome italiano.
>
> Segno di poca cultura, mi spiace. Non ci sto a considerare facoltativa
> la conoscenza dei nomi degli scienziati. Scommetto che ti stracceresti
> le vesti a sentire via Bàlzacc, ammesso che ci sia.

Non era questo il punto: mi sembrava strano che tu reputassi
la pronuncia iènner "alla tedesca".
Sbaglieremo a pronunciare il nome dell'eminente scienziato,
ma almeno non tacciateci di esterofilia a tutti i costi.

Ciao
edi'®

PS Ti assicuro che se qualcuno venisse a Milano e domandasse
la direzione da prendere per la via "ginner" (o come diavolo suona in
inglese), avrebbe ben poche speranze di arrivare a destinazione ;-)


father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 1:58:10 PM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? "edi'" <zo...@tiscalinet.it> says:

# PS Ti assicuro che se qualcuno venisse a Milano e domandasse
# la direzione da prendere per la via "ginner" (o come diavolo suona
in # inglese), avrebbe ben poche speranze di arrivare a destinazione

Se è per questo, anche a Napoli, chiedendo di piazza Cavour, rischi di
ritrovarti fuori porta. A meno che non pronunci, correttamente :-),
Càvur, come fa ogni napoletano che si rispetti. Ogni città ha le sue
abitudini(1); ma qui non si discuteva la pronuncia popolare, che
nessuno vuol abolire, ma il fatto che giornalisti e persone che si
reputano di cultura pronuncino in modo errato il nome di un noto
scienziato. Io credo che sarebbe scandaloso per tutti sentir
pronunciare al Tg1 "Sakesper"; ma la cultura scientifica da noi è
ritenuta un optional.

(1)pochi sanno che il problema a Napoli non riguarda solo lo statista
piemontese, ma si estende ad altri nomi celeberrimi. Per esempio,
esiste una strada, un tempo nota come "cupa Lautrec", che i locali
conoscono come "del 13" ('ro trerc')

father mckenzie

unread,
Oct 22, 2001, 2:03:12 PM10/22/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? marco.c...@europe.com says:

# Ma, dipendesse da me, queste conoscenze dovrebbero essere parte
# integrante dei programmi sella scuola dell'obbligo, magari inseriti
# nella materia di Geografia. Non capisco come si possano insegnare i
# nomi di capitali, fiumi, montagne, senza anche spiegare come questi
# nomi si pronunciano.

Pienamente d'accordo. Almeno le regole essenziali di ortografia e di
pronuncia. Dubito molto che possiamo considerarci europei e globali se
non abbiamo la minima idea di come si pronuncino i nomi altrui.
Sempre piu' spesso verremo a contatto con Ivan, Irina, Omar, Nemer,
Johann, Gabriel.... Noi ci aspettiamo che loro pronuncino
correttamente i nostri nomi. Uno sforzo possiamo farlo anche noi.

# esempio, "via Washington" io la pronuncio "via vàscinton", come
tutti # i milanesi, anche se so benissimo come la capitale degli USA
non si # pronuncia certo così.

E finché lo fai da anonimo milanese non ho niente da dire. Ma se lo
dici in televisione non mi trovi d'accordo. Lo so che l'informazione
corretta non è mai esistita, ma...

Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 22, 2001, 2:16:04 PM10/22/01
to
Riporto ciň che ha scritto Marco Cimarosti e commento:

> Anche a me ha sempre stupito che strutture imponenti come le reti
> televisive nazionali non habbiano il tempo

Uhm... medievale, vedo...

P.

--
Un newsreader gratuito e davvero completo per ambiente Windows:
http://xnews.3dnews.net/

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 22, 2001, 3:25:45 PM10/22/01
to
In article <9r1dtq$r2jqk$1...@ID-27084.news.dfncis.de>, on Mon, 22 Oct 2001

17:23:59 +0200, Paolo Bonardi wrote:

>Father! Onestamente, ma quanta gente vuoi che sappia chi è Jenner?

Un tempo lo conoscevano tutti. Tutti i bambini venivano vaccinati, e
pertanto era giocoforza che venisse spiegato loro il perché. Nel mio
libro di lettura delle scuole elementari (circa 40 anni fa) c'era un
disegno con Jenner nell'atto di vaccinare un ragazzo.
Alle scuole medie o al liceo ho studiato un'ode a Jenner, non ricordo se
di Parini o di Monti.

>Finché si tratta di Pasteur, va bene, ma Jenner...

Jenner è di gran lunga più importante di Pasteur nella storia della
medicina, e non perché è vissuto un secolo prima. Il vaiolo, era una
malattia pericolosissima, sia per l'alta contagiosità che per il decorso
rapidamente mortale e non modificabile da alcuna terapia. Proprio grazie
a Jenner la malattia è stata dichiarata eradicata dall'OMS nel 1980,
unico esempio nella storia dell'umanità.

E` purtroppo vero che la storia della scienza e della tecnica è ignorata
da noi anche da chi ha fatto studi specialistici. Son convinto che
alcuni medici o biologi non saprebbero dire su due piedi chi era van
Leeuwenhoek, né alcuni ingegneri cosa abbiano inventrato Gramme o Tesla.


>Pensa che l'altro giorno sono andato al Poldi Pezzoli, una collezione
>anche di quadri permanente di Milano:

Giusto, "anche" di quadri: sculture, oggetti preziosi, armature, ecc.
L'ho visitato circa 20 anni fa, qund'ero studente universitario, assieme
a un collega di origine iraniana il quale, come tutti gli iraniani, era
esperto in tappeti. C'era fra l'altro un tappeto di Esfahan che il mio
amico giudicava un capolavoro assoluto.

Ciao,
Ferdinando
>------------
Remove ~ from the address for direct mail

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 22, 2001, 3:25:46 PM10/22/01
to
In article <9r1ad5$85k$2...@fe2.cs.interbusiness.it>, on Mon, 22 Oct 2001

16:49:04 +0200, Roscio wrote:

>Se può farti "contento", a Palermo c'è via Maqueda (pronunciato da tutti
>come si legge),

A dire il vero l'unica volta che sono stato a Palermo l'ho sentita
pronunciare "Makeda". Quel che è veramente sorprendente è invece la
pronuncia di "Piazza Cavour" a Napoli: "Piazza Càvur" (giuro!).

frank ruscalla

unread,
Oct 22, 2001, 7:32:07 PM10/22/01
to

Ferdinando Chiodo ha scritto
>Lo spagnoleggiante Pablo Bonardi wrote:

Caro Ferdinando,
non l'ho fatto prima, ma ti esprimo tutto il mio piacere di rivederti
sul ng.

>>Father! Onestamente, ma quanta gente vuoi che sappia chi è Jenner?

>Un tempo lo conoscevano tutti.
>Tutti i bambini venivano vaccinati, e
>pertanto era giocoforza che venisse spiegato loro il perché.
>Nel mio
>libro di lettura delle scuole elementari (circa 40 anni fa) c'era un
>disegno con Jenner nell'atto di vaccinare un ragazzo.

A dire il vero ai nostri tempi (intuisco che siamo quasi coetanei) si
veniva vaccinati e basta. La spiegazione faceva parte del bagaglio
culturale, ma non era dispensata per spirito democratico. Si viveva in
tempi autoritari. :-(

Ricordo anch'io un analogo ritratto di Jenner, ma mi sembra di averlo
visto su un'enciclopedia che s'intitolava "Vita meravigliosa".

>Alle scuole medie o al liceo ho studiato un'ode a Jenner, non ricordo
>se di Parini o di Monti.

Una ricerca sulla rete indica Parini, ma dà una versione dei fatti
diversa:

http://www.vaccinetwork.org/archivio/polio/1998/21.12.98.html

-----------
<<Già dall'antichità in Cina, in Arabia, in Etiopia e nel Caucaso
c'era l'uso di inoculare ai ragazzi il liquido proveniente da lesioni
di individui che avevano contratto il vaiolo in forma lieve. Questa
pratica causava una malattia per lo più a decorso benigno e salvava da
infezioni successive: si era visto, infatti, che chi aveva già avuto
il vaiolo, non lo prendeva più. Tale metodo si diffuse all'inizio del
diciottesimo secolo in varie corti europee e in seguito si estese alle
popolazioni. Fu ostacolato dalla facoltà teologica di Parigi e visto
con perplessità da molti studiosi, ma più che altro il suo fallimento
fu dovuto al fatto che la malattia trasmessa era vaiolo vero e
proprio, e poteva dar luogo anche a epidemie. La pratica, nonostante
l'accoglienza entusiastica di alcuni, come il Parini che le dedicò
un'ode nel 1765, fu abbandonata, anche perché proprio alla fine del
Settecento si sparse la notizia che usando pus del vaiolo delle mucche
si ottenevano ottimi risultati senza correre rischi.
***E' a questo punto che s'inserisce il lavoro di Jenner.*** [...]
---------------

L'inoculazione di Jenner (14 maggio 1796) è posteriore all'ode di
Parini, che puoi trovare su
http://www.geocities.com/Paris/Salon/9290/leopere.htm
e che risulta dedicata "al medico e poeta Giammaria Bicetti, membro
insieme a Parini dell'Accademia dei Trasformati".

--
Ciao
Frank


Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 22, 2001, 11:32:30 PM10/22/01
to
In article <X%1B7.4152$GW5....@news2.tin.it>, on Mon, 22 Oct 2001

23:32:07 GMT, frank ruscalla wrote:

>ti esprimo tutto il mio piacere di rivederti sul ng.

Grazie di cuore.

>>libro di lettura delle scuole elementari (circa 40 anni fa) c'era un
>>disegno con Jenner nell'atto di vaccinare un ragazzo.
>
>A dire il vero ai nostri tempi (intuisco che siamo quasi coetanei) si
>veniva vaccinati e basta. La spiegazione faceva parte del bagaglio
>culturale, ma non era dispensata per spirito democratico.

Verosimilmente anche allora gli insegnanti avevano libertà di
insegnamento. Il mio insegnante delle scuole elementari ci impartiva
regolarmente delle lezioni di igiene, spiegando perché bisognasse
lavarsi le mani prima di mangiare o vaccinarsi. D'altra parte le stesse
autorità mettevano in atto frequentemente delle misure di prevenzione:
vaccinazione obbligatoria contro la poliomielite nelle aule scolastiche,
esami schermografici obbligatori nella piazza antistante la scuola, ecc.

>>Alle scuole medie o al liceo ho studiato un'ode a Jenner, non ricordo
>>se di Parini o di Monti.
>
>Una ricerca sulla rete indica Parini, ma dà una versione dei fatti

>diversa: [snip]

Ricordavo male; oppure non avevo capito cosa fosse in realtà la
variolizzazione di cui parlava Parini.

Alex 5630

unread,
Oct 23, 2001, 3:49:27 AM10/23/01
to
On Mon, 22 Oct 2001 19:25:46 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:

> Quel che è veramente sorprendente è invece la
>pronuncia di "Piazza Cavour" a Napoli: "Piazza Càvur" (giuro!).

Rancore filoborbonico?
Alex (5630)

Isabella Z

unread,
Oct 23, 2001, 5:19:21 AM10/23/01
to
On Mon, 22 Oct 2001 19:25:45 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:

[...]


>Son convinto che
>alcuni medici o biologi non saprebbero dire su due piedi chi era van

>Leeuwenhoek,...

La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?! (...ah,
non e' un quiz? Non si vince niente...? Ops!)

>>Pensa che l'altro giorno sono andato al Poldi Pezzoli,...


>Giusto, "anche" di quadri: sculture, oggetti preziosi, armature, ecc.

>L'ho visitato circa 20 anni fa,...

Un gioiello, pieno zeppo di gioielli.

Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 23, 2001, 5:22:48 AM10/23/01
to
Isabella Z <isa...@non.libero.it> wrote:

> >L'ho visitato circa 20 anni fa,...
>
> Un gioiello, pieno zeppo di gioielli.

Conviensi visitarlo nuovamente: attualmente vi si tiene una interessante
mostra relativa alla scuola di Beato Angelico: una tredicina di opere
sue e dei suoi principali allievi e raffiguranti madonne. Bellissimo.

P.

--
Per creare it.cultura.linguistica.francese e necessario dimostrare

Isabella Z

unread,
Oct 23, 2001, 5:32:02 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 11:22:48 +0200, Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e
Sacrilego <pb...@mac.com> wrote:

> Isabella Z <isa...@non.libero.it> wrote:
>> >L'ho visitato circa 20 anni fa,...
>> Un gioiello, pieno zeppo di gioielli.

>Conviensi visitarlo nuovamente:

Per amor di precisione, e' Ferdinando Chiodo che l'ha visitato oltre
vent'anni fa... io solo 15, che vuoi che sia :-)

>attualmente vi si tiene una interessante
>mostra relativa alla scuola di Beato Angelico: una tredicina di opere
>sue e dei suoi principali allievi e raffiguranti madonne. Bellissimo.

Immagino. Ma ora e' un po' lontano, per me.

Giovanni Drogo

unread,
Oct 23, 2001, 5:48:24 AM10/23/01
to
On Mon, 22 Oct 2001, father mckenzie wrote:

> # A Milano tutti dicono Viale Jenner (iènner) cosi' come si leggerebbe

Confermo. E direi che dicono anche Stendal. D'altra parte chi e' che
dice /wot/ quando legge la bolletta della luce con i kW e kWh ?

L'unico che si salva e' Pasteur. Pero' non si salva il povero S.Babila
e nemmeno S.Barnaba, che per molti diventano Santa !

--
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Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 23, 2001, 5:51:21 AM10/23/01
to
In article
<Pine.OSF.4.30.011023...@poseidon.ifctr.mi.cnr.it>,
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.it> wrote:

> L'unico che si salva e' Pasteur. Pero' non si salva il povero S.Babila
> e nemmeno S.Barnaba, che per molti diventano Santa !

Vero: "scendi a Santa Babila?". "No, scendo a Vàgner con la gn di gnomo."
Su Pasteur avrei dei dubbi: spesso sento dire Pastèr. Per tacer di
Caiazzo.

P.

--
Per creare it.cultura.linguistica.francese è necessario dimostrare

Alex 5630

unread,
Oct 23, 2001, 6:09:22 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 11:19:21 +0200, Isabella Z <isa...@non.libero.it>
wrote:

>>Leeuwenhoek,...
>
>La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?! (...ah,
>non e' un quiz? Non si vince niente...? Ops!)

Ma Ferdinando aveva chiesto anche di Gramme. Quiz: chi era costui?
Aiutini:
1) la sua invenzione in Italia viene attribuita a un pisano.
2) Era un mio compaesano (non sono l'Alex giapponese, e neanche
livornese).
Alex (5630)

Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego

unread,
Oct 23, 2001, 6:09:19 AM10/23/01
to
a_ale...@my-deja.com (Alex 5630) wrote:

> 2) Era un mio compaesano (non sono l'Alex giapponese, e neanche
> livornese).

Non sono riuscito a capire se scrivi da Roma o da Reggio Calabria.

Sergio

unread,
Oct 23, 2001, 6:40:42 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 11:19:21 +0200, Isabella Z <isa...@non.libero.it>
wrote:

>On Mon, 22 Oct 2001 19:25:45 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando


>Chiodo) wrote:
>[...]
>>Son convinto che
>>alcuni medici o biologi non saprebbero dire su due piedi chi era van
>>Leeuwenhoek,...
>
>La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?! (...ah,
>non e' un quiz? Non si vince niente...? Ops!)

Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?
E un viale van Goog chi saprebbe pronunciarlo in Italia?

--
Ciao.
SergioŽ.

Alex 5630

unread,
Oct 23, 2001, 6:48:42 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 12:09:19 +0200, Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e
Sacrilego <pb...@mac.com> wrote:

>Non sono riuscito a capire se scrivi da Roma o da Reggio Calabria.

Mai stato a Reggio Calabria: sono belga. Giorni fa Vitt mi aveva
chiamato in causa allorche' un omonimo aveva inviato un messaggio dal
Giappone.
Come mai hai pensato a Reggio Calabria?
Alex (5630)

Roscio

unread,
Oct 23, 2001, 7:03:10 AM10/23/01
to
"Ferdinando Chiodo" <f~.chi...@tiscalinet.it> wrote in message
news:3bd4706f...@news.tiscalinet.it...

>
> >Se può farti "contento", a Palermo c'è via Maqueda (pronunciato da tutti
> >come si legge),
>
> A dire il vero l'unica volta che sono stato a Palermo l'ho sentita
> pronunciare "Makeda".

Uno dei pochi intellettuali che sa come si pronuncia lo spagnolo...


> Quel che è veramente sorprendente è invece la
> pronuncia di "Piazza Cavour" a Napoli: "Piazza Càvur" (giuro!).

Confermo anch'io... da accapponare la pelle !... :-)))

(ma anche "càvour" - e "vagner" come "gnomo", come diceva qualcun altro)

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Oct 23, 2001, 7:12:01 AM10/23/01
to
"Sergio" <sergio....@tin.it> wrote in message
news:24iattcupe0vinjqr...@4ax.com...

> Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?
> E un viale van Goog chi saprebbe pronunciarlo in Italia?

Ma soprattutto, chi saprebbe scriverlo ?... ;-)))

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Oct 23, 2001, 7:05:59 AM10/23/01
to
"Ferdinando Chiodo" <f~.chi...@tiscalinet.it> wrote in message
news:3bd467fe...@news.tiscalinet.it...

> Un tempo lo conoscevano tutti. Tutti i bambini venivano vaccinati, e
> pertanto era giocoforza che venisse spiegato loro il perché. Nel mio
> libro di lettura delle scuole elementari (circa 40 anni fa) c'era un
> disegno con Jenner nell'atto di vaccinare un ragazzo.

Si tratta di una statua, se non ricordo male, che probabilmente
si trova nella città natale del buon Edoardo.

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Oct 23, 2001, 7:11:03 AM10/23/01
to
"Alex 5630" <a_ale...@my-deja.com> wrote in message
news:3bd540d...@news.cis.dfn.de...

>
> >>Leeuwenhoek,...
> >
> >La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?! (...ah,
> >non e' un quiz? Non si vince niente...? Ops!)
>
> Ma Ferdinando aveva chiesto anche di Gramme. Quiz: chi era costui?
> Aiutini:
> 1) la sua invenzione in Italia viene attribuita a un pisano.
> 2) Era un mio compaesano (non sono l'Alex giapponese, e neanche
> livornese).

Non č corretto. Zenobio Teofilo Gramme, essendo venuto a conoscenza
dell'invenzione di Pacinotti (la dinamo), si adoperň a perfezionarla,
rendendola
di piů pratica applicazione, ed in seguito, invertendo il principio di
funzionamento
della dinamo, inventň il primo motore elettrico.

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Oct 23, 2001, 7:13:30 AM10/23/01
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.it> wrote in message
news:Pine.OSF.4.30.011023...@poseidon.ifctr.mi.cnr.it...

> L'unico che si salva e' Pasteur. Pero' non si salva il povero S.Babila
> e nemmeno S.Barnaba, che per molti diventano Santa !

Ehehehe... confermo: una collega di mia sorella si chiama Barnaba.

--
Er Roscio.

Isabella Z

unread,
Oct 23, 2001, 8:36:35 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 10:09:22 GMT, a_ale...@my-deja.com (Alex 5630)
wrote:

[...]
>>>Leeuwenhoek,...
>>La so, la so!...


>Ma Ferdinando aveva chiesto anche di Gramme. Quiz: chi era costui?

Ora, non e' che qui possa fare tutto io, neh.

Isabella Z

unread,
Oct 23, 2001, 8:40:10 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 12:40:42 +0200, Sergio <sergio....@tin.it>
wrote:

[...]


>>>alcuni medici o biologi non saprebbero dire su due piedi chi era van
>>>Leeuwenhoek,...
>>La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?!

>Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?

Ma cos'e', il secondo livello del gioco? (E dove sono le prime
centomila lire?)
No, non saprei, non parlo il neerlandese, forse azzarderei una
pronuncia simile alla o con Umlaut tedesca per "oe", ma rimango col
dubbio sul dittongo (trittongo? Trittico? Trina?) "eeu", diventa un
"oi" come in tedesco o qualcosa di esotericamente diverso? Del resto,
i neerlandesi stessi pensano che la pronuncia della loro lingua sia
tremenda...

father mckenzie

unread,
Oct 23, 2001, 8:51:18 AM10/23/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? a_ale...@my-deja.com (Alex 5630) says:

# On Mon, 22 Oct 2001 19:25:46 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it
# > Quel che è veramente sorprendente è invece la
# >pronuncia di "Piazza Cavour" a Napoli: "Piazza Càvur" (giuro!).
# Alex (5630)
# Rancore filoborbonico?

No, perché la stessa cosa avviene con altri nomi stranieri. La regola
è: i nomi che terminano in consonante si pronunciano con l'accento
sull'ultima (via Actòn, via Diàz, con raddoppiamento- Diazz), con
esclusione di quelli francesizzanti, che vengono pronunciati con
l'accento sulla prima. Altra nota eccezione (vedi "Io speriamo che me
la cavo") è De 'Amicis. Insomma, sono dei bastian contrari :-).


Alex 5630

unread,
Oct 23, 2001, 8:55:00 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 12:51:18 GMT, pi...@checosafa.it (father mckenzie)
wrote:

># >pronuncia di "Piazza Cavour" a Napoli: "Piazza Càvur" (giuro!).
>

>No, perché la stessa cosa avviene con altri nomi stranieri.

E' vero: Pullmann, con l'accento sulla "a".
Alex (5630)

father mckenzie

unread,
Oct 23, 2001, 8:59:28 AM10/23/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Isabella Z <isa...@non.libero.it> says:

# Ma cos'e', il secondo livello del gioco? (E dove sono le prime
# centomila lire?)

Qui non si vince niente, mi spiace :-((

# No, non saprei, non parlo il neerlandese, forse azzarderei una
# pronuncia simile alla o con Umlaut tedesca per "oe", ma rimango col
# dubbio sul dittongo (trittongo? Trittico? Trina?) "eeu"

Non conosco la lingua, ma da buon appassionato di ciclismo, dove
fiamminghi e neerlandesi fanno da sempre scuola, vado per analogia.
Credo si legga Leuwenhuk, con la eu pronunciata alla francese, w=v e
oe=u, o qualcosa di simile. Dovrebbe significare artiglio del leone, o
qualcosa di molto simile.

Giovanni Drogo

unread,
Oct 23, 2001, 9:01:53 AM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001, Alex 5630 wrote:

> Ma Ferdinando aveva chiesto anche di Gramme. Quiz: chi era costui?

O non ricominciamo con Gramme e Pacinotti, Meucci e Bell, Ravizza e
Remington. Queste cose le ha inventate tutte Popov !

magica

unread,
Oct 23, 2001, 9:17:13 AM10/23/01
to
In [<Pine.OSF.4.30.01102...@poseidon.ifctr.mi.cnr.it> 23 ottobre
2001 15:01:53 +0200] Giovanni Drogo ha scritto...

>O non ricominciamo con Gramme e Pacinotti, Meucci e Bell, Ravizza e
>Remington. Queste cose le ha inventate tutte Popov !

Cosa? Ravizza e Remigton? Anche Remington ha inventato la pelliccia (Annabella)?

Gian Mike Carlo


Sergio

unread,
Oct 23, 2001, 10:22:54 AM10/23/01
to
On Mon, 22 Oct 2001 19:25:46 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:

>In article <9r1ad5$85k$2...@fe2.cs.interbusiness.it>, on Mon, 22 Oct 2001
>16:49:04 +0200, Roscio wrote:
>
>>Se può farti "contento", a Palermo c'è via Maqueda (pronunciato da tutti
>>come si legge),
>
>A dire il vero l'unica volta che sono stato a Palermo l'ho sentita
>pronunciare "Makeda".

Probabilmente e' stato di recente e ti accompagnavi con giovani. La
dizione palermitana "classica" e' Macqueda (letto così come e'
scritto) ed e' quella che si leggeva nelle targhe stradali dell'800
affiorate durante alcuni restauri.

--
Ciao.
Sergio®

Marco Cimarosti

unread,
Oct 23, 2001, 12:42:20 PM10/23/01
to
Paolo Bonardi dall'Osceno Tempio e Sacrilego ha scritto:
> Riporto ciň che ha scritto Marco Cimarosti e commento:
>
> > Anche a me ha sempre stupito che strutture imponenti come le reti
> > televisive nazionali non habbiano il tempo
>
> Uhm... medievale, vedo...

Ohps!! Scusatemi, oggi mi sono svegliato hantiquato e anche un poh hanalfabeta.

Cihao.
Marco.

Marco Cimarosti

unread,
Oct 23, 2001, 1:07:07 PM10/23/01
to
father mckenzie ha scritto:

> So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
> am I supposed to do now? marco.c...@europe.com says:
>
> # Ma, dipendesse da me, queste conoscenze dovrebbero essere parte
> # integrante dei programmi sella scuola dell'obbligo, magari inseriti
> # nella materia di Geografia. Non capisco come si possano insegnare i
> # nomi di capitali, fiumi, montagne, senza anche spiegare come questi
> # nomi si pronunciano.
>
> Pienamente d'accordo. Almeno le regole essenziali di ortografia e di
> pronuncia. Dubito molto che possiamo considerarci europei e globali se
> non abbiamo la minima idea di come si pronuncino i nomi altrui.
> Sempre piu' spesso verremo a contatto con Ivan, Irina, Omar, Nemer,
> Johann, Gabriel.... Noi ci aspettiamo che loro pronuncino
> correttamente i nostri nomi. Uno sforzo possiamo farlo anche noi.

Ideuzza: perché un simile manualetto non lo si produce collettivamente
qui a it.cultura.linguistica(.italiano)? Credo che, fra tutti, si
metta insieme una discreta conoscenza di parecchie lingue. Poi lo si
può mettere on-line, oppure pubblicarlo su carta e spartirsi i grassi
proventi.

> # esempio, "via Washington" io la pronuncio "via vàscinton", come
> tutti # i milanesi, anche se so benissimo come la capitale degli USA
> non si # pronuncia certo così.
>
> E finché lo fai da anonimo milanese non ho niente da dire. Ma se lo
> dici in televisione non mi trovi d'accordo. Lo so che l'informazione
> corretta non è mai esistita, ma...

Sarà. Comunque, non ti consiglio di salire su un taxi milanese e di
chiedere di "via Gènaa". Rischieresti di ritrovarti nelle più
nebbiose periferie.

Come un mio ex collega che, a Bangkok, si ostinava a chiedere ai
tassisti di riportarlo all'hotel "Rembrandt" ("Rhèmbrhant"),
guadagnadosi estenuanti e costose odissee per le più incredibili
baraccopoli della capitale. Un altro collega che l'accompagnava, più
pragmatico, s'era invece adattato a pronunciare "Lambang" e andava e
veniva senza problemi.

Ciao.
Marco

Sergio

unread,
Oct 23, 2001, 1:31:47 PM10/23/01
to

Acc... dovevo parcheggiarlo per controllare (send later), ma
evidentemente ho "cliccato" su "send now".
Comunque si legge alla stessa maniera. ;-((

--
Ciao.
SergioŽ

Sergio

unread,
Oct 23, 2001, 1:31:50 PM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 14:40:10 +0200, Isabella Z <isa...@non.libero.it>
wrote:

>On Tue, 23 Oct 2001 12:40:42 +0200, Sergio <sergio....@tin.it>


>wrote:
>
>[...]
>>>>alcuni medici o biologi non saprebbero dire su due piedi chi era van
>>>>Leeuwenhoek,...
>>>La so, la so! Non e' quello che ha inventato il microscopio?!
>>Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?
>
>Ma cos'e', il secondo livello del gioco? (E dove sono le prime
>centomila lire?)

Noooo! ;-)
Era una domanda così ...

>No, non saprei, non parlo il neerlandese, forse azzarderei una
>pronuncia simile alla o con Umlaut tedesca per "oe", ma rimango col
>dubbio sul dittongo (trittongo? Trittico? Trina?) "eeu", diventa un
>"oi" come in tedesco o qualcosa di esotericamente diverso? Del resto,
>i neerlandesi stessi pensano che la pronuncia della loro lingua sia
>tremenda...

Il primo impatto e' quello, ma dopo il primo mese, se riesci a non
schizzare la gente quando pronunci la "g", e' fatta!

--
Ciao.
Sergio®

Sergio

unread,
Oct 23, 2001, 1:31:51 PM10/23/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 12:59:28 GMT, pi...@checosafa.it (father mckenzie)
wrote:

>Non conosco la lingua, ma da buon appassionato di ciclismo, dove


>fiamminghi e neerlandesi fanno da sempre scuola, vado per analogia.
>Credo si legga Leuwenhuk, con la eu pronunciata alla francese, w=v e
>oe=u, o qualcosa di simile. Dovrebbe significare artiglio del leone, o
>qualcosa di molto simile.

Esatto, ma la "u" quasi non si sente: lé(u)-ven-huk.
"Hoek" dovrebbe essere l'angolo(*); leeuwen non so se sia il plurale
di leeuw o il suo dativo.

(*) Probabilmente ti sei lasciato trascinare da "hook" inglese.

Comunque, a proposito di termini stranieri, stamani Gianfranco Vissani
in diretta dalle langhe, dovendo stare piegato a causa della
conformazione del locale in cui era, dice:

... non posso stare ancora a fare salaam salaam, mica siamo in
Giappone ...

E a proposito di giornalisti (?) Paola Saluzzi (??) si scompisciava
scompostamente e convulsamente a causa delle risate ... tentando di
chiedere: Gianfranco, ma che c'entra il Giappone ...

--
Ciao.
Sergio®

father mckenzie

unread,
Oct 23, 2001, 1:43:00 PM10/23/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Marco Cimarosti says:

# Ideuzza: perché un simile manualetto non lo si produce
collettivamente # qui a it.cultura.linguistica(.italiano)? Credo che,
fra tutti, si # metta insieme una discreta conoscenza di parecchie
lingue. Poi lo si # può mettere on-line, oppure pubblicarlo su carta
e spartirsi i grassi # proventi.

Se è per i grassi (ehm...) proventi, sempre in prima fila. Ma su ICL
c'è gente molto più preparata di me. Comunque, se proprio non trovate
di meglio, un po' d'inglisc e un pochinino di spanisc li mastico.

# Sarà. Comunque, non ti consiglio di salire su un taxi milanese e di
# chiedere di "via Gènaa". Rischieresti di ritrovarti nelle più
# nebbiose periferie.

Ti ho già risposto che a Napoli se chiedi di piazza Cavùr non ci
arriverai mai. Ciò non vuol dire che la pronuncia Càvur, ottima per
destreggiarsi tra via Foria e il Museo, sia accettabile in assoluto.
E ho già detto che gli italiani, secondo me, hanno scarsa sensibilità
per la cutura scientifica. Chi pronuncerebbe via "Skakesper"?

# pragmatico, s'era invece adattato a pronunciare "Lambang" e andava e
# veniva senza problemi.

Senza andare troppo lontano, anch'io a Torino, mi ripeto, dovetti
adattarmi a pronunciare Bèngasi per trovar la via di casa.

father mckenzie

unread,
Oct 23, 2001, 1:46:11 PM10/23/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? marco.cimarosti says:

habbiano il tempo
# > Uhm... medievale, vedo...
# Ohps!! Scusatemi, oggi mi sono svegliato hantiquato

Perché, messere? Non havvi adunque più l'acca nella hodierna graphia
di habbiano? E come, di grazia, si addivenne a cotale arbitrio?

Isabella Z

unread,
Oct 24, 2001, 7:49:51 AM10/24/01
to
On Tue, 23 Oct 2001 19:31:50 +0200, Sergio <sergio....@tin.it>
wrote:

[...]


>>Del resto,
>>i neerlandesi stessi pensano che la pronuncia della loro lingua sia
>>tremenda...
>Il primo impatto e' quello, ma dopo il primo mese, se riesci a non
>schizzare la gente quando pronunci la "g", e' fatta!

Se pero' prima di quel momento non ci sei riuscito, non saranno
rimasti molti amici con cui parlare :-)

Sergio

unread,
Oct 24, 2001, 1:11:14 PM10/24/01
to
On Wed, 24 Oct 2001 13:49:51 +0200, Isabella Z <isa...@non.libero.it>
wrote:

>>Il primo impatto e' quello, ma dopo il primo mese, se riesci a non


>>schizzare la gente quando pronunci la "g", e' fatta!
>
>Se pero' prima di quel momento non ci sei riuscito, non saranno
>rimasti molti amici con cui parlare :-)

Beh, basta parlare a distanza di sicurezza! :-)
Eppoi c'e' un metodo: ripetere "Acht en tachitig krachtig kacheltjes
in Scheveningen" (possibilmente da soli e davanti a uno specchio;
finche' lo specchio rimane terso!)

--
Ciao.
SergioŽ

Marco Cimarosti

unread,
Oct 24, 2001, 3:24:18 PM10/24/01
to
father mckenzie ha scritto
> [...] Marco Cimarosti says:
>
> # Sarā. Comunque, non ti consiglio di salire su un taxi milanese e di
> # chiedere di "via Gčnaa". Rischieresti di ritrovarti nelle pių
> # nebbiose periferie.
>
> Ti ho giā risposto che a Napoli se chiedi di piazza Cavųr non ci
> arriverai mai. Ciō non vuol dire che la pronuncia Cāvur, ottima per

> destreggiarsi tra via Foria e il Museo, sia accettabile in assoluto.

Siamo d'accordo, ma non si stava parlando del dottor Edward Jenner,
del conte Camillo Benso di Cavour, o della cittā di Washington DC,
bensė dei toponimi Via Jenner (Milano), Piazza Cavour (Napoli) e Via
Washington (Milano).

Dando per scontato che qualsiasi termine d'origine straniera va in
qualche modo italianizzato, non trovo scandaloso se, per ragioni
storiche, alcuni casi particolari hanno finito per avere due o pių
adattamenti differenti: /ėduard gčnar/ vs. /vėa ičnner/, /bénso di
kavųr/ vs. /piāzza kāvur(e)/, /uōscinton dissė/ vs /vėa vāscinton/,
ecc.

In ogni caso si tratta di adattamenti alla fonetica italiana: se
qualcuno pronuncia ['dZen@:], [kA,vuR], o ['wVSiNtn] o č un vero
baüscia o sta tenendo un corso di lingue...

Similmente, il "water" in "water closed" (/vaterklósed/) si pronuncia
diversamente dalla 'stessa' parola in "water scooter" (/uótar
skųtar/). La ragione della differenza č nella diversa epoca
d'ingresso nell'italiano dei due anglicismi: quando si sono iniziati
ad usare i candidi sedili di ceramica quasi nessuno sapeva l'inglese,
mentre quando sono arrivati i rumorosi bolidi acquatici, l'inglese era
la lingua straniera pių diffusa in Italia.

Ciao.
Marco

father mckenzie

unread,
Oct 24, 2001, 5:09:35 PM10/24/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? marco.c...@europe.com says:

# Dando per scontato che qualsiasi termine d'origine straniera va in
# qualche modo italianizzato, non trovo scandaloso se, per ragioni
# storiche, alcuni casi particolari hanno finito per avere due o più
# adattamenti differenti

Be', cio' che io sottolineavo, fa fede il titolo del thread, era
l'accidia di coloro che sono preposti all'informazione, che dovrebbero
secondo me stare piu' attenti a ciò che dicono. Non m'importa nulla se
il comune cittadino pronuncia Vescinton, ma in tv, come mi dà fastidio
sentire Sevcenko, mi dà altrettanto fastidio ienner. Un minimo di cura
nell'informarsi su ciò che poi ci viene propinato come informazione
dovrebbe far parte dell'etica professionale. E' che qui in Italia
siamo abituati a fare le cose alla carlona, e nessuno si lamenta.
Inoltre, mi ripeto e tripeto, se qualcuno avesse pronunciato alla tele
"via Sakesper" o simili, sono pronto a scommettere che sarebbero
saltati su un sacco di puristi. Il povero Jenner, non essendo un
letterato, non ha diritto a una pronuncia piu' rispettosa
dell'originale? Eppure credo che per l'umanità abbia fatto piu' di
tanti scrittorucoli. o no?

# kavùr/ vs. /piàzza kàvur(e)/, /uòscinton dissì/ vs /vìa vàscinton/,
# ecc.
#
# In ogni caso si tratta di adattamenti alla fonetica italiana: se
# qualcuno pronuncia ['dZen@:], [kA,vuR], o ['wVSiNtn] o è un vero
# baüscia o sta tenendo un corso di lingue...
#
# Similmente, il "water" in "water closed" (/vaterklósed/) si
pronuncia
# diversamente dalla 'stessa' parola in "water scooter" (/uótar
# skùtar/). La ragione della differenza è nella diversa epoca
# d'ingresso nell'italiano dei due anglicismi: quando si sono iniziati
# ad usare i candidi sedili di ceramica quasi nessuno sapeva
l'inglese,
# mentre quando sono arrivati i rumorosi bolidi acquatici, l'inglese
era
# la lingua straniera più diffusa in Italia.
#
# Ciao.
# Marco

father mckenzie

unread,
Oct 24, 2001, 5:11:18 PM10/24/01
to
scusate, mi capita sempre piu' spesso di dimenticarmi di tagliare in
basso il messaggio.
'A vecchiaia č 'na carogna, come disse Scalamogna.

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 24, 2001, 1:36:19 PM10/24/01
to
In article <eq5attc48869jtb5c...@4ax.com>, on Tue, 23 Oct
2001 16:22:54 +0200, Sergio <sergio....@tin.it> wrote:

>Chiodo) wrote:
>>A dire il vero l'unica volta che sono stato a Palermo l'ho sentita
>>pronunciare "Makeda".
>
>Probabilmente e' stato di recente e ti accompagnavi con giovani.

E` stato circa 10 anni fa. Ho frequentato soprattutto clinici medici e
biochimici di una certa età. Nella maggior parte di costoro, i quali
peraltro parlavano un ottimo italiano, si avvertiva una pesante
inflessione dialettale.
Ciao,
Ferdinando
>------------
Remove ~ from the address for direct mail

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 24, 2001, 1:36:19 PM10/24/01
to
In article <24iattcupe0vinjqr...@4ax.com>, on Tue, 23 Oct
2001 12:40:42 +0200, Sergio wrote:

>>>Leeuwenhoek,...


>
>Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?

>E un viale van Goog chi saprebbe pronunciarlo in Italia?

E` un problema serio, infatti. Leeuwenhoek, assieme ad altri che
elencherò più sotto, era contenuto in una lista di famosi scienziati (e
non solo) stranieri, per lo più svedesi o ungheresi, il cui nome veniva
pronunciato in modo errato dai partecipanti ai congressi di biochimica:

-Ciocalteu: è rumeno, non francese, e va letto come va scritto
-Ucko: giapponese, pr. Ucio
-Szent György: ungherese, pr. Sent jörii
-Diczfalusy: ungherese, pr. Dic(i)falusi [in ungherese: sz = s (puszta),
cz = c di cena (czarda), gy = ii, s = sc, inoltre l'accento prolunga la
vocale: Lehàr pr. Léhaar]
-Kjeldahl: svedese, pr. Scièldal
-Götebörg: svedese, Iöteböri [la g si pronuncia spesso /i davanti a
vocale dolce o in fine di parola]
-Svedberg: svedese, pr. Svedberi
-Ångstrom: danese, pr. Ongstrom
-åtto(mole): danese, pr. otto [fu adottato il prefisso danese di 18,
così come femton significa in danese 15]
-Liebig: tedesco, pr. Lìbig
-Huyghens: danese, pr. Haihens (h aspre)
->Leeuwenhoek: olandese, pr. Leuenhuk <-
-Van Dyck: (il pittore) pr. Fan Déik
-Rijkart: (ex Milan) pr. Reikart
-Gullit: (id) pr. Heullet (eu francese)

Non accetto contestazioni. Riporto il riferimento bibliografico:
D. Valente: La pronuncia corretta dei nomi "molto" stranieri. Biochimica
Clinica 1995, vol. 19 n. 4, p. 338-340.

Gianni

unread,
Oct 25, 2001, 4:03:53 AM10/25/01
to
Il 24 Ott 2001, 19:36, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) ha
scritto:
>-Szent György: ungherese, pr. Sent jörii

No. Pr. sènt
d'örd', ove [d'] è una d palatalizzata.

>-Diczfalusy: ungherese, pr.
Dic(i)falusi

No. Pr. dizzfålusci, ove [zz] è come in "pizza", e [å] è
una vocale a metà strada tra la "a" e la "ò".

> [in ungherese: sz = s
(puszta),

Giusto.

> cz = c di cena (czarda)

No. cz=zz di pizza
> gy = ii

ii? vedi sopra.

> s = sc, inoltre l'accento prolunga la
>
vocale: Lehàr pr. Léhaar]

Si scrive Lehár, e si pronuncia lèhaar

>Non
accetto contestazioni.

Questa è buona.

Gianni

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Marco Cimarosti

unread,
Oct 25, 2001, 5:51:46 AM10/25/01
to
Ferdinando Chiodo ha scritto:
> [...]

> -Ucko: giapponese, pr. Ucio
> -Szent György: ungherese, pr. Sent jörii
> -Diczfalusy: ungherese, pr. Dic(i)falusi [in ungherese: sz = s (puszta),
> cz = c di cena (czarda), gy = ii, s = sc, inoltre l'accento prolunga la
> vocale: Lehàr pr. Léhaar]
> -Kjeldahl: svedese, pr. Scièldal
> -Götebörg: svedese, Iöteböri [la g si pronuncia spesso /i davanti a
> vocale dolce o in fine di parola]
> -Svedberg: svedese, pr. Svedberi
> [...]

> -Huyghens: danese, pr. Haihens (h aspre)
> [...]

>
> Non accetto contestazioni. Riporto il riferimento bibliografico:
> D. Valente: La pronuncia corretta dei nomi "molto" stranieri. Biochimica
> Clinica 1995, vol. 19 n. 4, p. 338-340.

Troppo comodo, le contestazioni te le becchi lo stesso. Vedi tu quali
vanno rinviate al Valente e quali sono errori di trascrizione tuoi.

(Siccome non sono sicuro di un paio di cose, inoltro anche a
it.cultura.linguistica per avere l'opinione degli scandinavisti.)

- "Ucko" si scrive Ucho

- L'accento che allunga la vocale in Ungherese è quello acuto: dunque
Lehár, non "Lehàr"

- Kjeldahl secondo me si pronuncia "cièldal"

- La "g" finale (e non solo) dello svedese si pronuncia come la "i" di
"ieri", quindi sarebbe più opportuno rappresentarla con "j" (jötebörj,
svedberj)

Aggiungo di mio un altro cognome molto bistrattato: quello del
linguista danese Hjelmslev, che si dovrebbe pronunciare "jemsleu".

Ciao.
Marco

Riccardo Venturi

unread,
Oct 25, 2001, 7:45:34 AM10/25/01
to
On 25 Oct 2001 02:51:46 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
Cimarosti) wrote:

1.
>Ferdinando Chiodo ha scritto:

>> -Szent György: ungherese, pr. Sent jörii

No. Si pronuncia [ sent d(j)örd(j) ].

>> -Diczfalusy: ungherese, pr. Dic(i)falusi [in ungherese: sz = s
>(puszta),
>> cz = c di cena (czarda), gy = ii, s = sc, inoltre l'accento prolunga
>la
> vocale: Lehàr pr. Léhaar]

Torno a dire che < gy > ungherese si pronuncia [ d(j) ]. E' la
corrispondente sonora di < ty > [ t(j) ]:

nagyobb "piu' grande" [ 'nåd(j)ob: ]
bátya "zio" [ 'bat(j)å ]

Inoltre: < czarda > e' una grafia mai esistita in ungherese (dove,
casomai. < cz > veniva usato per l'odierno < c > [ ts ]), ma usata nel
nostro ed in altri paesi forse per "esotismo" (in ungherese si scrive:
< csarda >). Ok per le altre cose, magari tenendo presente la
particolare pronuncia di < a > (senza apice), ovvero una [ o ] aperta
simile alla < å > svedese:

< Diczfalusy > [ 'ditS.få"luSi ]

>> -Kjeldahl: svedese, pr. Scièldal
No. < kj > svedese e' un fonema palatale corrisponde "grosso modo" a
< ci > italiano in "cielo", ma dove si sente maggiormente l'intacco
palatale: [ 'tS(j)el.da:l ]

>> -Götebörg: svedese, Iöteböri [la g si pronuncia spesso /i davanti a
>> vocale dolce o in fine di parola]

Attenzione: la pronuncia esatta di < Göteborg > e' [ 'jöte."bör(j) ].
Non c'e' alcuna vocalizzazione totale della gutturale sonora finale,
bensi' una palatalizzazione della liquida [ r ] precedente. Vedi anche:

berg "montagna" [ bæ:r(j)]
torg "piazza" [ to:r(j)]

>> -Svedberg: svedese, pr. Svedberi
Idem come sopra: [ 'sve:d."bær(j)]. Aggiungiamo anche Strindberg:
[ 'strint."bær(j)].

>> -Huyghens: danese, pr. Haihens (h aspre)
>> [...]

Era danese? Il cognome mi sembra decisamente piu' olandese...
(nel qual caso la pronuncia sarebbe: [ 'højxens ], con il famoso
"catarro olandese" o come lo si vuol chiamare.. :-D).
Ammettendo che sia danese, si avrebbe qualcosa come:
[ 'hæj´çens ], con tanto di "stød". Ma la pronuncia danese corretta e'
un brutto affare, credimi.

2.

>- L'accento che allunga la vocale in Ungherese è quello acuto: dunque
>Lehár, non "Lehàr"

Esatto.

>Aggiungo di mio un altro cognome molto bistrattato: quello del
>linguista danese Hjelmslev, che si dovrebbe pronunciare "jemsleu".

[ 'çelm.´slju: ], ovvero "leone con l'elmo".

Saluti

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
*_____________________________________
*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno
*05 86 88 58 75 / 34 02 46 18 74
*ven...@spl.at
*http://utenti.tripod.it/Guctrad/alamanno.html
*http://utenti.tripod.it/Balladven/index.html

Giovanni Drogo

unread,
Oct 25, 2001, 8:56:00 AM10/25/01
to
On 25 Oct 2001, Marco Cimarosti wrote:

> > -Huyghens: danese, pr. Haihens (h aspre)

Olandese. A me sembra che (aspirazione-grattamento della g a parte, ma
io la sentivo meno di quella di Van Gogh o Keizersgracht) la pronuncia
oscillasse tra Hoighens e Haughens. Questo quando frequentavo
l'Huyghens Laboratorium di Leida.

Non so perche', a me suona di piu' la prima, ma mi parrebbe piu' logica
la seconda considerando che "Uit" (che sta scritto in tutte le
autostrade [*]) si legge come l'inglese "out" (e vuol dire la stessa
cosa), e "huis" (casa) si legge pure come l'inglese "house" o il tedesco
"Haus" (da quando uno dei colleghi dell' HL di cui sopra voleva
consigliarmi un albergo, io scrissi Witte Haus e lui mi corresse in
Witte Huis).

[*]
e' noto che molti stranieri in Germania si domandino come mai tutte le
autostrade portano ad Ausfahrt.


Roscio

unread,
Oct 25, 2001, 10:37:14 AM10/25/01
to
"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> wrote in message
news:1604968.01102...@posting.google.com...

> Similmente, il "water" in "water closed" (/vaterklósed/) si pronuncia

Ehm... E se č aperto, come si pronuncia ?... ;-)))))

--
Er Roscio.

Sergio

unread,
Oct 25, 2001, 11:41:57 AM10/25/01
to
On Thu, 25 Oct 2001 14:56:00 +0200, Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.it>
wrote:

>On 25 Oct 2001, Marco Cimarosti wrote:
>
>> > -Huyghens: danese, pr. Haihens (h aspre)
>
>Olandese. A me sembra che (aspirazione-grattamento della g a parte, ma
>io la sentivo meno di quella di Van Gogh o Keizersgracht) la pronuncia
>oscillasse tra Hoighens e Haughens. Questo quando frequentavo
>l'Huyghens Laboratorium di Leida.
>
>Non so perche', a me suona di piu' la prima, ma mi parrebbe piu' logica
>la seconda considerando che "Uit" (che sta scritto in tutte le
>autostrade [*]) si legge come l'inglese "out" (e vuol dire la stessa
>cosa), e "huis" (casa) si legge pure come l'inglese "house" o il tedesco
>"Haus" (da quando uno dei colleghi dell' HL di cui sopra voleva
>consigliarmi un albergo, io scrissi Witte Haus e lui mi corresse in
>Witte Huis).

E' tutto esatto tranne la pronuncia. Il gruppo "ui" si pronuncia sempre
"öj".

--
Ciao
Sergio®

Vitt

unread,
Oct 25, 2001, 1:22:56 PM10/25/01
to
Ferdinando Chiodo nel messaggio <3bd6fa8e...@news.tiscalinet.it>
ha scritto:


>-Van Dyck: (il pittore) pr. Fan Déik

>Non accetto contestazioni.

E no!
Anche in Olanda ci sono diverse interpretazioni di pronuncia,
sopratutto sulla "y".
--
Bye
Vitt

Vitt

unread,
Oct 25, 2001, 1:23:02 PM10/25/01
to
Marco Cimarosti nel messaggio
<1604968.01102...@posting.google.com> ha scritto:

>Similmente, il "water" in "water closed" (/vaterklósed/) si pronuncia
>diversamente dalla 'stessa' parola in "water scooter" (/uótar

>skůtar/). La ragione della differenza č nella diversa epoca


>d'ingresso nell'italiano dei due anglicismi: quando si sono iniziati
>ad usare i candidi sedili di ceramica quasi nessuno sapeva l'inglese,
>mentre quando sono arrivati i rumorosi bolidi acquatici, l'inglese era

>la lingua straniera piů diffusa in Italia.

E per montan baic?
Perché si pronuncia (quasi correttamente) la sola bike?

--
Bye
Vitt

Marco Cimarosti

unread,
Oct 25, 2001, 1:37:11 PM10/25/01
to
Riccardo Venturi ha scritto:

> >Aggiungo di mio un altro cognome molto bistrattato: quello del
> >linguista danese Hjelmslev, che si dovrebbe pronunciare "jemsleu".
> [ 'çelm.´slju: ], ovvero "leone con l'elmo".

Mmmm... Ora non ho a portata di mano le mie "fonti", ma la pagina
http://users.cybercity.dk/~nmb3879/danishpron.html sembrerebbe
confermare la mia dizione.

Ho sempre saputo che <ev> in fine di sillaba si pronuncia [eu], sei
sicuro della tua [ju:]?

Anche quella [ç] iniziale mi lascia perplesso: intendi dire che la
<hj> rappresenterebbe la consonante del tedesco <ich>? Ma mi risulta
che la <h> iniziale sia muta prima di <j> e di <v>.

Non ricordo invece da dove mi viene che la <l> in <lm> sia muta. Ma
dev'essere così perché, cercando su Internet, si trovano quasi più
<Hjemslev> che <Hjelmslev>. Talvolta si tratta del cognome del
linguista scritto sbagliato (anche dagli stessi danesi), mentre altre
volte si tratta di altre persone.

La [´] credo che sia il famoso "stød", giusto? Ma che cos'è quel [.]?

Ciao.
Marco

Ferdinando Chiodo

unread,
Oct 25, 2001, 5:53:17 PM10/25/01
to
In article <1604968.01102...@posting.google.com>, on 25 Oct

2001 02:51:46 -0700, Marco Cimarosti wrote:

>(Siccome non sono sicuro di un paio di cose, inoltro anche a
>it.cultura.linguistica per avere l'opinione degli scandinavisti.)

>[SNIP]


>- La "g" finale (e non solo) dello svedese si pronuncia come la "i" di
>"ieri", quindi sarebbe più opportuno rappresentarla con "j" (jötebörj,
>svedberj)

Non trovo giustificazioni per questo cross-post (A parte il fatto che
qualsiasi cross-post è male, come recita anche un FAQ.)

Su ICLI era stato fatto da me il nome di Leeuwenhoek come esempio di
grande scienziato misconosciuto. Sergio aveva fatto osservare la
difficoltà nel pronunciarne il nome. Ho risposto che quest'ultimo
problema era stato addirittura oggetto di studio sulla più prestigiosa
rivista italiana di Biochimica (Biochimica Clinica) con un articolo dal
quale riportavo un passo. Il tono della conversazione era leggero e il
contesto era italiano. Il tono dell'articolo pubblicato su Biochimica
Clinica era anch'esso leggero: alla fine si citavano perfino alcuni noti
giocatori di calcio. (Per inciso: non c'è stato nessun errore di
trascrizione da parte mia: avevo accesso al formato elettronico del file
e ho controllato sulla copia cartacea. La rivista è disponibile in molte
biblioteche pubbliche, soprattutto in quelle universitarie e
ospedaliere.)

Le pronunce dei nomi stranieri in qualsiasi lingua vengono sempre
approssimate. Per citare un vecchio romanzo di Fruttero e Lucentini,
parlando in italiano la città di Boston viene pronunciata "Boston" e non
"Boostn": è in genere considerato segno di affettazione utilizzare
fonemi inesistenti in italiano per riprodurre la pronuncia originale di
un nome proprio straniero. A maggior ragione quando si ha a che fare con
nomi propri ungheresi o danesi. Inutile dire che ciò non vale per ICL.

Veniamo al cross-post. Il desiderio di conoscere la pronuncia esatta dei
nomi svedesi, dichiarata nel messaggio a cui sto rispondendo, non è una
buona ragione. Niente vietava fosse iniziato un nuovo thread su ICL
chiedendo a Riccardo Venturi la pronuncia esatta di Kjeldahl e Götebörg,
indipendentemente dal mio messaggio. E` stata invece utilizzato il mio
messaggio, che è stato così tolto dal contesto originario e privato di
quelle frasi che potevano spiegare gli antefatti. Soprattutto, non mi è
stato chiesto il permesso, come richiedono (meglio, richiedevano) le
elementari regole della buona creanza.

Dovrei terminare qui. Mi è nata una curiosità, che spero possa essere
soddisfatta:

>- "Ucko" si scrive Ucho

Chissà chi è questo Ucho. Ho consultato alcuni database (Medline,
Current Contents, Chemical Abstract) ma non ho trovato alcun ricercatore
che si chiamasse Ucho. Esistono invece molti Ucko, col "k", come può
essere verificato facilmente consultando il Medline, l'unico database la
cui consultazione sia ancora gratuita.
Il Medline <URL http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/> è un database della
US National Library of Medicine in cui sono contenuti gli articoli
pubblicati sulle più importanti riviste mediche negli ultimi 30 anni.

Riccardo Venturi

unread,
Oct 25, 2001, 6:56:18 PM10/25/01
to
On Thu, 25 Oct 2001 21:53:17 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:


> Niente vietava fosse iniziato un nuovo thread su ICL
>chiedendo a Riccardo Venturi la pronuncia esatta di Kjeldahl e
>Götebörg, indipendentemente dal mio messaggio.

Io sono sempre a disposizione di chiunque (in monopost [1], in
crosspost, per email, per piccione viaggiatore e persino per telefono)
per cercare di chiarire qualche dubbio, ovviamente nei limiti del mio
possibile. Fra l'altro e' assolutamente vero che certe lingue, come ad
esempio il danese, hanno dei sistemi fonologici sicuramente molto
complessi e totalmente diversi dal nostro; indi per cui, i tentativi di
descrivere in modo decente la pronuncia di una data parola presentano
dei problemi (anche per i limitati mezzi grafici che abbiamo a
disposizione su qualsiasi newsreader). Con questo chiudo la cosa per
quel che mi riguarda, ovviamente chiedendo scusa a tutti se, del tutto
in buona fede, mi sono intromesso in una questione che sta creando dei
piccoli fastidi reciproci a qualcuno. La mia unica intenzione era quella
di chiarire alcune pronunce; cosa che, lo ripeto, sono sempre ben felice
di fare (e, talvolta, di sbagliare).

[1] Con "monopost" intendo ovviamente un post spedito ad un solo
newsgroup. Spero che qualcuno non abbia equivocato e creduto che il
Venturi possiede una Ferrari di Formula 1; a tale riguardo specifico che
ho una Polo azzurra dell' 82.

Saluti carissimi,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)


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*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno
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Riccardo Venturi

unread,
Oct 25, 2001, 7:39:01 PM10/25/01
to
On 25 Oct 2001 10:37:11 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
Cimarosti) wrote:

>Ho sempre saputo che <ev> in fine di sillaba si pronuncia [eu], sei
>sicuro della tua [ju:]?

Dunque, prima di risponderti devo chiarire una cosa abbastanza
importante.
Ho, per mia sventura, una consuetudine "di antica data" con la lingua
danese; proprio per questo, ogni volta che mi trovo a dover
trascrivucchiare foneticamente un termine di quell'idioma, mi prendono
degli autentici sudorini freddi. Il fatto e' che, quando mi "pronuncio
dentro" una parola danese, mi echeggiano in testa decine e decine di
pronunce sentite in Danimarca e altrove, non ultima quella della mia
vecchia lettrice di svedese; la quale, essendo uno dei rarissimi casi di
bilinguismo totale danese-svedese, quando, porella, le chiedevo la
pronuncia di una data parola danese "ex abrupto" durante una lezione di
svedese, si "incartava" e pronunciava parole danesi alla svedese e
viceversa. Insomma, tutto questo per dirti che, spesso e volentieri, chi
ha consuetudine con diverse lingue (quale e', purtroppo o per fortuna,
il mio disperato caso umano), non solo tende ad "incartarsi" come la mia
lettrice, ma tira fuori dei veri e propri "idiofoni" formatisigli in
testa durante anni ed anni.
Insomma, tutta questa "pappardella" per dirti che < -lev> "leone" (che
poi e' una variante atona del termine normale, < løve >) io lo pronuncio

< lju: >, la quale e' una pronuncia: a) volgare; b) specificamente della
Fionia ( < Fyn >), la regione dalla quale proveniva la madre della mia
lettrice. Insomma, puoi fidarti tranquillamente del tuo [ eu ], con
l'avvertenza che la [ e ] del dittongo e' comunque molto evanescente.
Come, del resto, tutta la pronuncia danese compresa quella piu' o meno
"received".

>Anche quella [ç] iniziale mi lascia perplesso: intendi dire che la
><hj> rappresenterebbe la consonante del tedesco <ich>? Ma mi risulta
>che la <h> iniziale sia muta prima di <j> e di <v>.

Sicuramente nel caso di < hv->, ma non del tutto nel caso di < hj- >.
Una piccola aspirazione e' in realta' avvertibile, che in certi casi
puo' portare alla formazione di un labile [ ç ] non certamente marcato
come in tedesco. Qui, purtroppo, capisci bene i sudorini freddi di cui
ti parlavo prima: come trascrivere questi suoni?

>Non ricordo invece da dove mi viene che la <l> in <lm> sia muta. Ma
>dev'essere così perché, cercando su Internet, si trovano quasi più
><Hjemslev> che <Hjelmslev>. Talvolta si tratta del cognome del
>linguista scritto sbagliato (anche dagli stessi danesi), mentre altre
>volte si tratta di altre persone.

Cosi' su due piedi ti posso dire:
a) Che < Hjemslev > e < Hjelmslev >, a parte i possibili casi di grafia
errata, mi sembrano essere due cognomi formati con elementi differenti.
Il primo e' < hjem- > "casa, dimora"; il secondo < hjelm- > "elmo";
b) La < l > in < -lm > non e' muta: e' una desonorizzata. Se hai seguito
i miei sproloqui islandesi, e' un termine che dovresti aver gia'
trovato. E qui, veramente, sono nelle peste; non so veramente come
riprodurle graficamente (a volte uso delle maiuscole; nella trascrizione
fonetica tradizionale dell'islandese si usa una piccola ellisse o un
cerchietto sotto il segno grafico).
In pratica, ad un orecchio non allenato tali fonemi possono sembrare del
tutto inesistenti, ma non lo sono. Uno dei miei "giochetti" preferiti
con i pochi avventurosi cui ho dato lezioni di islandese era far loro
sentire e tentare di cogliere e riprodurre la "differenza" di pronuncia
tra < kempa > "combattere" e < kemba > "pettinare", dove la < m >
desonorizzata in ambito labiale viene praticamente formata chiudendo
totalmente le narici per un millesimo di secondo. Lo stesso, mutatis
mutandis, puo' dirsi per le desonorizzate danesi.

>La [´] credo che sia il famoso "stød", giusto?

Proprio lui, quel mostriciattolo :-)

>Ma che cos'è quel [.]?

L'inizio dell'unita' fonetica su cui e' presente un (talora flebile)
accento secondario (che indico con < " >). Ad esempio, se dovessi
trascrivere un "serpentone" ungherese, del tipo:

< tánkönyvkiadóinkban >
"nelle nostre case editrici di libri scolastici"

per la nota regola che vuole tutte le unita' lessicali ungheresi
provviste di un accento primario sulla prima sillaba e di un accento
secondario sulle sillabe dispari, si avrebbe una tal cosa:

[ 'tankön(j)v."kiå."do:ing."bån ]

Saluti

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
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*http://utenti.tripod.it/Balladven/index.html

Sergio

unread,
Oct 26, 2001, 2:18:15 AM10/26/01
to

Premesso che la "y" in olandese non risulta sul vocabolario, si tratta
del gruppo "ij" che spesso viene trascritto, erroneamente, come "y".
Il suono, che e' una "éi", ha delle leggere variazioni verso "ai"
quando ci si avvicina ai confini.

--
Ciao.
Sergio®

Alex 5630

unread,
Oct 26, 2001, 3:22:50 AM10/26/01
to
On Thu, 25 Oct 2001 21:53:17 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:

> Soprattutto, non mi è
>stato chiesto il permesso, come richiedono (meglio, richiedevano) le
>elementari regole della buona creanza.

Mi sembri uno di quegli emigranti che tornano in paese dopo 50 anni e
restano urtati nel vedere le ragazze in minigonna e con ombelico
scoperto o peggio i ragazzotti sedersi scompostamente sui bus e non
cedere il posto alle signore incinte o ai vecchi col bastone. Beh,
quei giovani non violano nessuna regola importante. Anche se la
maggior parte degli uomini dabbene lo facciamo, non e' obbligatorio
cedere il posto alle donne incinte. E anche 50 anni prima avvenivano
cose sgradevoli come adesso. Qualche volta anche peggiori.
Ho dovuto ragionare un po' per capire perche' fossi (fosti? qual e' la
seconda persona singolare del congiuntivo?) male dal messaggio di
Marco. Ma perche' nei nostri paraggi si e' visto e si vede ben altro:
invio di messaggi contenenti informazioni riservate o ottenute
confidenzialmente, messaggi con insulti, mesaggi conteneti calunnie
verso che non collegandosi a Usenet non puo' difendersi, e cosi' via.
Io stesso ho ricevuto per molto tempo da un tale che frequentava ICLI
delle lettere minatorie del tipo "se sei un vero uomo mandami il tuo
indirizzo e risolviamo la faccenda da uomo a uomo".
Certo, bisognerebbe essere piu' rispettosi degli, e gentili con gli,
altri. Ginzo, un illustre scomparso da Usenet, mi ha mandato dei
messaggi via email per avvisarmi che aveva iniziato un thread, che
poteva interessarmi o che mi riguardava, in un NG che probabilmente
non frequentavo; Maurizio Pistone manda un'email quando risponde ai
messaggi altrui. Alcuni, Soprattutto Vitt ma l'altro giorno anche
Bonaldi, mi hanno mandato delle email per spiegare qualche loro
affermazione pubblica che poteva apparire poco gentile.
Piuttosto, e torniamo in tema, ho trovato molto interessante
l'affermazione che non si devono utilizzare suoni inesistenti nella
propria lingua. Permettimi di aggiungere: a meno che non siano stati
accettati da molto tempo. Sto pensando alla pronuncia di certi
dittonghi presenti in francese o in tedesco, nelle lingue parlate dai
vicini di casa degli italiani.
Ciao :-)
Alex (5630)

Roscio

unread,
Oct 26, 2001, 7:37:23 AM10/26/01
to
"Vitt" <v.m...@iol.it> wrote in message
news:g0qftts7m3sd5rslk...@4ax.com...

>
> E per montan baic?
> Perché si pronuncia (quasi correttamente) la sola bike?

Perché siamo un popolo di ignoranti col certificato...
(io ho sempre pronunciato "mauntein baik", ma si sa,
sono un genio... :-)PPP

--
Er Roscio.

Isabella Z

unread,
Oct 26, 2001, 9:46:27 AM10/26/01
to
On Thu, 25 Oct 2001 21:53:17 GMT, f~.chi...@tiscalinet.it (Ferdinando
Chiodo) wrote:

>[...]Per citare un vecchio romanzo di Fruttero e Lucentini,


>parlando in italiano la città di Boston viene pronunciata "Boston" e non
>"Boostn": è in genere considerato segno di affettazione utilizzare
>fonemi inesistenti in italiano per riprodurre la pronuncia originale di
>un nome proprio straniero.

[...]

Io sono d'accordissimo, pero' era "Baastn" :-)
Ciao,


--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching

http://web.tiscali.it/alfabeto_auschwitz/index.htm

Marco Cimarosti

unread,
Oct 26, 2001, 11:27:33 AM10/26/01
to
Ferdinando Chiodo ha scritto:

> In article <1604968.01102...@posting.google.com>,
> on 25 Oct 2001 02:51:46 -0700, Marco Cimarosti wrote:
>
> >(Siccome non sono sicuro di un paio di cose, inoltro anche a
> >it.cultura.linguistica per avere l'opinione degli scandinavisti.)
> >[SNIP]
> >- La "g" finale (e non solo) dello svedese si pronuncia come la "i" di
> >"ieri", quindi sarebbe più opportuno rappresentarla con "j" (jötebörj,
> >svedberj)
>
> Non trovo giustificazioni per questo cross-post (A parte il fatto che
> qualsiasi cross-post è male, come recita anche un FAQ.)
>
> Su ICLI era stato fatto da me il nome di Leeuwenhoek [...]

(... Le frasi che stavano qui in mezzo le ho spostate più sotto, per
mia comodità ...)

> Veniamo al cross-post. Il desiderio di conoscere la pronuncia esatta dei
> nomi svedesi, dichiarata nel messaggio a cui sto rispondendo, non è una
> buona ragione. Niente vietava fosse iniziato un nuovo thread su ICL
> chiedendo a Riccardo Venturi la pronuncia esatta di Kjeldahl e Götebörg,
> indipendentemente dal mio messaggio. E` stata invece utilizzato il mio
> messaggio, che è stato così tolto dal contesto originario e privato di
> quelle frasi che potevano spiegare gli antefatti. Soprattutto, non mi è
> stato chiesto il permesso, come richiedono (meglio, richiedevano) le
> elementari regole della buona creanza.

Innanzi tutto mi scuso. Se ti sei offeso è innegabile che qualche
colpa ce la devo avere.

Posso addurre alcune giustificazioni ma credo che nessuna di queste
porti ad una totale assoluzione:

- Confesso che ci capisco poco o niente di newsgroup in generale e di
ICL(I) in particolare. Sono stato fino a poco fa un frequentatore di
mailing list, e devo ancora capire molti dei termini, delle tecniche e
degli usi e costumi dei newsgroup.

- Per mie ragioni che non sto a elencare, sono costretto ad accedere
ai newsgroup tramite un'interfaccia web, che non ha molte delle
opzioni dei classici newsreader.

- Non ho mai letto il (la?) FAQ da te menzionata.

- Cerco di comportarmi come si comportano altri membri di questi NG e
magari, inconsapevolmente, imito proprio quelli ritenuti
universalmente più cafoni.

Devo anche però difendere alcuni miei comportamenti:

- Non trovo che questo cross-post sia ingiustificato: si parlava della
pronuncia italianizzata di nomi stranieri, dominio di ICLI, e io ho
cominciato a parlare della pronuncia originale, dominio di ICL.
Ritengo comunque poco opportuno che tu giudichi in merito: io trovo
che tantissimi interventi (siano su uno o su più NG) sono totalmente
ingiustificati, ma non mi sento autorizzato a dirlo pubblicamente ogni
volta!

- Non vedo perché dovrei chiedere il permesso all'autore per
rispondere, commentare o criticare un suo intervento *pubblico*.

- "Quotare" è un'arte difficile. Ma è comunque ritenuto deleterio
copiare per intero l'intervento al quale si risponde al solo fine di
riportare tutte "quelle frasi che potevano spiegare gli antefatti".
Nel caso in questione, poi, mi sono curato di riportare il pezzetto
dove citavi la fonte degli esempi, in modo da scaricarti da
responsabilità personali per eventuali errori.

E, mi scuserai, ma devo anche attaccarti su un punto:

- Riguardo all'affermazione: "Non accetto contestazioni. Riporto il
riferimento bibliografico..." contenuta nel tuo post originale:
l'avevo presa per una divertente boutade e credevo di aver risposto
con analogo humour. Ma ora, vista la tua reazione, mi viene il dubbio
che tu parlassi sul serio. E' solo un dubbio, sia chiaro, ma se si
rivelasse fondato credo di doverti dire che, secondo me, non puoi
arrogarti il diritto di rifiutare preventivamente contestazioni a
quanto scrivi. E men che meno lo puoi fare quando sostieni opinioni
linguistiche su un newsgroup di linguistica citando come fonte una
rivista di... biochimica!

> Su ICLI era stato fatto da me il nome di Leeuwenhoek come esempio di
> grande scienziato misconosciuto. Sergio aveva fatto osservare la
> difficoltà nel pronunciarne il nome. Ho risposto che quest'ultimo
> problema era stato addirittura oggetto di studio sulla più prestigiosa
> rivista italiana di Biochimica (Biochimica Clinica) con un articolo dal
> quale riportavo un passo.

Tutte circostanze che, forse sbagliando, non mi sembrava interessante
riportare su ICL, a parte menzionare il fatto che tu citavi una
rivista e che, dunque, eventuali errori non erano da addebitare a te
(a meno di errori di copiatura).

> Il tono della conversazione era leggero e il
> contesto era italiano. Il tono dell'articolo pubblicato su Biochimica
> Clinica era anch'esso leggero: alla fine si citavano perfino alcuni noti
> giocatori di calcio. (Per inciso: non c'è stato nessun errore di
> trascrizione da parte mia: avevo accesso al formato elettronico del file
> e ho controllato sulla copia cartacea. La rivista è disponibile in molte
> biblioteche pubbliche, soprattutto in quelle universitarie e
> ospedaliere.)

Bene. Che il tono dell'articolo fosse leggero era già evidente dal
titolo della rivista: nessuno si aspetta che un periodico di
biochimica clinica tratti molto seriamente di questioni linguistiche.
Ma, francamente, non mi pare di aver crocifisso né l'autore
dell'articolo né te per averlo citato: ho fatto presente che c'erano
diverse esattezze, punto e basta.

> Le pronunce dei nomi stranieri in qualsiasi lingua vengono sempre
> approssimate. Per citare un vecchio romanzo di Fruttero e Lucentini,
> parlando in italiano la città di Boston viene pronunciata "Boston" e non
> "Boostn": è in genere considerato segno di affettazione utilizzare
> fonemi inesistenti in italiano per riprodurre la pronuncia originale di
> un nome proprio straniero. A maggior ragione quando si ha a che fare con
> nomi propri ungheresi o danesi. Inutile dire che ciò non vale per ICL.

Sono perfettamente d'accordo. E' quello che ho sostenuto anch'io in
questo stesso thread su ICLI, arrivando persino a difendere la
tradizionale pronuncia "vìa iènner" per Via Jenner.

Però, a parte casi eccezionali come quelli della toponomastica delle
grandi città, è opportuno che l'italianizzazione dei nomi stranieri si
basi quanto più possibile sulla pronuncia corretta.

Se si deve pronunciare Kjeldahl come "scièldal", allora tanto vale
dire più semplicemente "kièldal", com'è scritto. Mentre invece
possiamo, pur nei limiti dei fonemi della nostra lingua, cercare di
dire "cèldal".

> Veniamo al cross-post. Il desiderio di conoscere la pronuncia esatta [...]

(... Qui iniziava il pezzetto che ho già commentatto qui sopra ...)

> Dovrei terminare qui. Mi è nata una curiosità, che spero possa essere
> soddisfatta:
>
> >- "Ucko" si scrive Ucho
>
> Chissà chi è questo Ucho. Ho consultato alcuni database (Medline,
> Current Contents, Chemical Abstract) ma non ho trovato alcun ricercatore
> che si chiamasse Ucho. Esistono invece molti Ucko, col "k", come può
> essere verificato facilmente consultando il Medline, l'unico database la
> cui consultazione sia ancora gratuita.
> Il Medline <URL http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/> è un database della
> US National Library of Medicine in cui sono contenuti gli articoli
> pubblicati sulle più importanti riviste mediche negli ultimi 30 anni.

Già. E? Non ho messo in dubbio che esistano dei signori di nome
"Ucko", ho detto che questo non mi sembra un cognome giapponese.
Peccato che niente ci dica che questi ricercatori siano o meno
giapponesi. Dei prenomi ci sono solo le iniziali, e non ci sono
biografie. Noto piuttosto che, nei lavori a più mani, non c'è nemmeno
uno di questi Ucko che abbia collaborato con autori di cognome
giapponese.

Confesso la mia totale ignoranza su medicina e biochimica ma di
giapponese, però, qualche cosina la so: se il cognome di un signore
giapponese si pronuncia "ùcio" si dovrebbe scrivere <Ucho> (nella
romanizzazione giapponese corrente, detta "Hepburn") oppure <Utyo> (in
quella scientifica, detta "Romaji").

Se invece si pronuncia "ùco" o "ùcco" si dovrebbe scrivere <Uko> o
<Ukko>.

Ma se invece si scrive <Ucko>, o il signore non è giapponese o c'è
qualcos'altro che non quaglia.

Continuo dunque a ritere che nell'articolo su Biochimica Clinica ci
sia un errore: o hanno sbagliato l'ortografia o hanno sbagliato la
nazionalità del ricercatore. Nella prima ipotesi, si tratterebbe di
un errore più che scusabile per una rivista di biochimica (nessuno è
tenuto a sapere tutto). Nella seconda ipotesi, invece, giudichi chi è
del mestiere.

Ciao.
Marco

Marco Cimarosti

unread,
Oct 26, 2001, 11:32:42 AM10/26/01
to
Riccardo Venturi ha scritto:

> On 25 Oct 2001 10:37:11 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
> Cimarosti) wrote:
>
> >Ho sempre saputo che <ev> in fine di sillaba si pronuncia [eu], sei
> >sicuro della tua [ju:]?
> Dunque, prima di risponderti devo chiarire una cosa abbastanza
> importante.
> Ho, per mia sventura, una consuetudine "di antica data" con la lingua
> danese; [...]
> Insomma, tutta questa "pappardella" per dirti che < -lev> "leone" (che
> poi e' una variante atona del termine normale, < løve >) io lo pronuncio
> < lju: >, la quale e' una pronuncia: a) volgare; b) specificamente della
> Fionia ( < Fyn >), la regione dalla quale proveniva la madre della mia
> lettrice. Insomma, puoi fidarti tranquillamente del tuo [ eu ], con
> l'avvertenza che la [ e ] del dittongo e' comunque molto evanescente.
> Come, del resto, tutta la pronuncia danese compresa quella piu' o meno
> "received".
> [...]

Sono un po' frastornato da tutta questa disquisizione, soprattutto
perché non sapevo che il danese avesse così tante sfumature
dialettali.

Io, invece, col danese non ho quasi nessuna frequentazione (mi limito
alle regolette di pronuncia che si trovano in testa alle grammatiche)
ma mi sono fatto l'idea che sia la tua trascrizione sia la mia possano
coesistere, magari in regioni o in registri linguistici diversi.

> b) La < l > in < -lm > non e' muta: e' una desonorizzata. Se hai seguito
> i miei sproloqui islandesi, e' un termine che dovresti aver gia'
> trovato. E qui, veramente, sono nelle peste; non so veramente come

> riprodurle graficamente [...]


>
> >La [´] credo che sia il famoso "stød", giusto?
> Proprio lui, quel mostriciattolo :-)
>
> >Ma che cos'è quel [.]?
> L'inizio dell'unita' fonetica su cui e' presente un (talora flebile)

> accento secondario (che indico con < " >). [...]

E qui mi pare che si tocchi una ferita aperta: in un NG come questo,
c'è continuo bisogno di trascrizioni fonetiche (IPA o di altro genere)
ma non si sa mai come scriverle.

Purtroppo quasi nessuno dispone ancora della tecnologia necessaria per
utilizzare Unicode, che ci permetterebbe di utilizzare direttamente
l'IPA, e bisogna quindi adattarsi ad approssimazioni convenzionali con
set di caratteri ridotti.

Il problema è che di 'ste convenzioni ce ne sono millantamila! Io, ad
esempio, il segno di accento secondario l'avrei scritto con una
virgola e il glottal stop con un punto di domanda.

Ho provato ad analizzare alcune di diverse convenzioni per la codifica
dell'IPA:

- L'IPA vero e proprio, codificano in Unicode [IPA]:
http://www.phon.ucl.ac.uk/home/wells/ipa-unicode.htm

- "FAQ: Representing IPA Phonetics in ASCII" di Evan Kirshenbaum
[E.K.]:
http://www.hpl.hp.com/personal/Evan_Kirshenbaum/IPA/faq.html

- "Speech Assessment Methods Phonetic Alphabet - Computer Readable
Phonetic Alphabet" [SAMPA]:
http://www.phon.ucl.ac.uk/home/sampa/home.htm
http://www.phon.ucl.ac.uk/home/sampa/x-sampa.htm

Aggiungendo quella usata da te [R.V.], ecco come si trascriverebbero
alcuni dei simboli apparsi in questa discussione:

- Accento primario:
IPA: u02C8 (MODIFIER LETTER VERTICAL LINE)
E.K.: '
SAMPA: "
R.V.: '

- Accento secondario:
IPA: u02CC (MODIFIER LETTER LOW VERTICAL LINE)
E.K.: ,
SAMPA: %
R.V.: .

- Desonorizzazione:
IPA: u0325 (COMBINING RING BELOW), u030A (COMBINING RING ABOVE {*1}),
E.K.: <o>
SAMPA: _0
R.V.: (per la sola [l], uso della maiuscola)

- Stød (stop di glottide):
IPA: u0294 (LATIN LETTER GLOTTAL STOP)
E.K.: ?
SAMPA: ?
R.V.: ´

- Ch di "ich":
IPA: ç (= u00E7: LATIN SMALL LETTER C WITH CEDILLA)
E.K.: C
SAMPA: C
R.V.: ç

- Lunghezza:
IPA: u02D0 (MODIFIER LETTER TRIANGULAR COLON)
E.K.: :
SAMPA: :
R.V.: :

- Hjelmslev secondo Venturi (incusa la desonorizzazione):
IPA: [\u02C8çelm\u030A\u02CC\u0294slju\u02D0]
E.K.: ['Cel<o>m,?slju:]
SAMPA: ["Cel_0m%?slju:]
R.V.: [ 'çeLm.´slju: ]

{*1: l'anellino della desonorizzazione si mette sotto la lettera, a
meno che questa non abbia una discendente, come [g], nel qual caso si
mette sopra.}

Insomma, avete capito dove voglio arrivare: perché non adottare tutti,
nel newsgroup, la *stessa* convenzione? Si potrebbe scegliere una di
quelle qui sopra, oppure inventarne una nuova.

Fra quelle esistenti, trovo che la migliore sia E.K. che, però,
potrebbe essere migliorata in vari modi, ad esempio adottando la [ç]
venturiana (visto che ce l'abbiamo sulla tastiera, perché non usarla?)
oppure accettando la proposta (apparsa quest'estate su ICLI) di usare
[Y] per la "gli" palatale.

Ciao.
Marco

father mckenzie

unread,
Oct 26, 2001, 11:35:25 AM10/26/01
to
So I am standing on the corner, lost in the things that I said; what
am I supposed to do now? Isabella Z <isa...@non.libero.it> says:

> >parlando in italiano la città di Boston viene pronunciata "Boston" e non
> >"Boostn"

> Io sono d'accordissimo, pero' era "Baastn" :-)

A Philadelphia certamente, ma a Boston credo(no) di no. I bostoniani
tengono al loro inglese, che ritengono "polite" (per i parametri
americani). A me fa sempre lo stesso effetto (tremendo), ma così
sostengono.

--
Per quanto cerchi di dividere
con voi dal vero le parole,
la fede opaca di che vivo
è solo mia. (F.Fort.)

Isabella Z

unread,
Oct 26, 2001, 11:37:16 AM10/26/01
to
On Fri, 26 Oct 2001 15:35:25 GMT, pi...@checosafa.it (father mckenzie)
wrote:

[...]


>> >parlando in italiano la città di Boston viene pronunciata "Boston" e non
>> >"Boostn"
>> Io sono d'accordissimo, pero' era "Baastn" :-)
>
>A Philadelphia certamente, ma a Boston credo(no) di no. I bostoniani

>tengono al loro inglese,...

:-)
Io mi riferivo al libro citato da Ferdinando... La donna della
domenica.

father mckenzie

unread,
Oct 26, 2001, 1:56:51 PM10/26/01
to

Isabella Z <isa...@non.libero.it> wrote in message

> :-)
> Io mi riferivo al libro citato da Ferdinando... La donna della
> domenica.

Ah, me pareva! :-) Ma quando l'ha citato? Mi so' perso quarcosa

Giovanni Pontoglio

unread,
Oct 27, 2001, 5:03:33 PM10/27/01
to
... Moretto da Brescia! Chi era costui?
>


Per noi bresciani è arcinoto.
Saluti
G.Pontoglio


Isabella Z

unread,
Oct 29, 2001, 6:11:06 AM10/29/01
to
On Fri, 26 Oct 2001 17:56:51 GMT, "father mckenzie"
<pappa...@elasciamigrida.a.re> wrote:

[...]


>> Io mi riferivo al libro citato da Ferdinando... La donna della
>> domenica.

>Ah, me pareva! :-) Ma quando l'ha citato? Mi so' perso quarcosa...

Qui
<3bd889c2...@news.cis.dfn.de>
Ciao,

Giovanni Pontoglio

unread,
Nov 10, 2001, 2:58:38 PM11/10/01
to

father mckenzie ha scritto nel messaggio
<3bd56883...@news.virgilio.it>...
>Credo si legga Leuwenhuk, con la eu pronunciata alla francese, w=v e
>oe=u, o qualcosa di simile.

Dovrebbe leggersi, per quanto mi consta, all'incirca ['le:wenhuk].
Hoek significa (anche?) "angolo".

Saluti
G.P.

Giovanni Pontoglio

unread,
Nov 10, 2001, 3:05:02 PM11/10/01
to

Ferdinando Chiodo ha scritto nel messaggio
<3bd6fa8e...@news.tiscalinet.it>...

>In article <24iattcupe0vinjqr...@4ax.com>, on Tue, 23 Oct
>2001 12:40:42 +0200, Sergio wrote:
>
>>>>Leeuwenhoek,...
>>
>>Ma il problema e' un altro, lo sai leggere correttamente?
>>E un viale van Goog chi saprebbe pronunciarlo in Italia?


>-Kjeldahl: svedese, pr. Scičldal


Uhm, non dovrebbe essere Cčldal?

>-Liebig: tedesco, pr. Lěbig


Lěbik o Lěbich, con lo "ich-Laut".


Saluti
G.P.


Giovanni Pontoglio

unread,
Nov 10, 2001, 3:10:54 PM11/10/01
to
Riccardo Venturi ha scritto nel messaggio
<3bd8039e...@news.libero.it>...

>On 25 Oct 2001 02:51:46 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
>Cimarosti) wrote:
>
>Inoltre: < czarda > e' una grafia mai esistita in ungherese (dove,
>casomai. < cz > veniva usato per l'odierno < c > [ ts ]), ma usata nel
>nostro ed in altri paesi forse per "esotismo" (in ungherese si scrive:
>< csarda >).

csárdás, non csarda.

>
>>> -Götebörg: svedese, Iöteböri [la g si pronuncia spesso /i davanti a
>>> vocale dolce o in fine di parola]
>Attenzione: la pronuncia esatta di < Göteborg > e' [ 'jöte."bör(j) ].


-borg o -börg?

Saluti
G.P.


Gianni, a felmagyar

unread,
Nov 12, 2001, 3:54:38 AM11/12/01
to
Il 10 Nov 2001, 21:10, "Giovanni Pontoglio" <gio_...@libero.it> ha
scritto:
>csárdás, non csarda.

Beh, dipende.
La <csárda> č la
trattoria, la <csárdás> la danza da trattoria.

--
Gianni
[fr,it,en,oc(,hu,de,ca,es,ru,ro)]
_______________________________________________________________________
E dins lo cul aquel Empčri, tuchi lh'inglés e Napoleon
(Lou Dalfin,
"Joan Peirňl")

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Inviato via http://usenet.iol.it

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